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Mese: February 2010 (pagina 1 di 2)

Il ciclo vero inizia oggi

Domenica 28 febbraio 2010. Una data importante per il cammino della Juve. Stasera c’è il Palermo, poi nessuna sosta fino a fine marzo. Da qui al prossimo mese infatti la squadra dovrà affrontare tutti gli ostacoli maggiori verso una rincorsa alla zona Champions per niente semplice e banale.

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Il ciclo di sfide terribili, incluse quelle dell’Europe League diventata giocoforza una vetrina importante, inizia oggi e con diversi problemi. Fuori causa Buffon e Amauri. Non recupera nemmeno Camoranesi, nemmeno rientrato. Spazio per un ritrovato Trezeguet. Nessuna pausa per Del Piero e Diego, mentre a centrocampo l’assenza di Marchisio obbligherà a sceglierne due fra Candreva-Melo-Sissoko (visto che comunque un cambio sarà necessario). L’assenza più pesante è quella di Camoranesi: il suo recupero sarebbe stato utilissimo per una serie di fattori: dalla fantasia alla necessità di un costruttore sulla mediana, dai cross che solo lui sa mettere in mezzo alla sua personalità. Un vero peccato. Ma anche così, perennemente incerottati, questa Juve pare avere in viso lo sguardo di chi se la vuole giocare. Il risultato, come ampiamente ribadito da Zaccheroni, è solo una conseguenza.

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Già, Zaccheroni. Venuto in silenzio, si è messo a lavorare con grande dedizione e i primi, primissimi, frutti si stanno intravedendo. Certo non basta, ma è ancora troppo presto per capire se Zac sia o no l’uomo giusto anche per il futuro. Si vive alla giornata e con questa Juve e con questa situazione non si può fare altro. Troppe incognite e pochissima fortuna.

Dall’altra parte c’è un Palermo che proprio adesso non può mollare. Ottimo il cambio di allenatore, ottimo Delio Rossi. Ha riequilibrato una squadra che non aveva né idee né personalità. Ha saputo scegliere gli uomini giusti e ha tranquillizzato un fenomeno autentico come Pastore. Zamparini, capita poche volte, ci ha visto giusto con questo piccoletto d’età. Molto molto molto tecnico, grande visione di gioco. Come un pò tutti gli argentini di fantasia deve imparare a giocare col gruppo. Stasera lui e Cavani sono gli autentici terrori per la difesa della Juve. Sarà certamente una bella partita.

Così come si giocano interessanti partite nel pomeriggio. Il Milan tenta l’accelerate contro l’Atalanta, mentre la Roma del Martello-Ranieri se la vedrà con Mazzarri. Inutile dire che rischia di più il giallorosso e non tanto per via del Napoli come avversario, ma per l’incapacità di gestire i momenti felici. Per questo, per il fatto di non arrivare mai al punto e per la cattiva gestione del gruppo Juve venne cacciato. Non per altro: solo e semplicemente per questo, nonostante qualche giornalista sia costretto a scrivere stronzate su certi giornalacci. Comunque andrà, cari amici appassionati di calcio, sarà una bella domenica di pallone!

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Juventus-Ajax 0-0 Prova di maturità

Non è stata una Juve spettacolare: non doveva esserlo e non poteva esserlo per varie ragioni. E’ stata invece una Juve matura, una Juve che ha usato il cervello per comandare gambe stanche e la qualità dei ragionamenti preparati in settimana si è vista.

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Una Juve accorta ha fatto fuori l’Ajax, temibile avversario, giovane eppure insidioso. Non è un’impresa, ci mancherebbe, ma aggiunge un pò di valore a questa stagione che non accenna a cambiare in quanto a sfortuna. Fuori Buffon e ieri, dopo 10 minuti, fuori anche Amauri. Proprio il brasiliano che sarebbe servito come il pane dopo aver ritrovato le scarpette di calcio e un minimo di forma mentale. E’ sfiga o è una qualche maledizione di morattiana firma?

La lettura della partita è perfetta: si attacca nel primo tempo cercando il gol e facendo capire agli avversari che si hanno le armi per fare male. Si amministra nel secondo tempo in quanto le energie sono già esaurite e domenica c’è il Palermo, poi Fiorentina, poi Napoli e via così, compresi gli ottavi di finale contro il Fulham. Non sarà la Champions League, ma a me questo trofeo ispira. In fondo, è da un pò che non portiamo qualcosa a casa e questa coppetta non è proprio pari al Trofeo TIM.

Difesa di ferro. La promessa di Chiellini è stata “cercheremo di registrare la difesa”. Ecco, promessa mantenuta. Ora cerchiamo di mandare le repliche di questa registrazione per favore. Perchè non sempre si fa gol. Ieri ci si è messo il palo (Sissoko), due difensori sulla linea (Legrottaglie e Chiellini), un buon portiere (Del Piero e Marchisio) e mira non precisa.

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Prova di Melo strepitosa. A noi, lì in mezzo, serve uno che picchia e che combatte, che mette la gamba, che litiga, che accende gli entusiasmi dei tifosi con gesti plateali e tante grida. Ci serve Melo e Melo è tornato. Non avrà certo le qualità di Dunga in fase di regia, ma non lo abbattono nemmeno le pallonate. Va a sfidare pure l’arbitro e ha talmente tanta ragione (un numero imprecisato di falli mai puniti) che lo stesso direttore di gara non può fare altro che sorbirsi la risatina di Melo che aveva tanto il significato “se la mettiamo sulla rissa finisce male!”. E per magia i falli diminuiscono.

In Spagna è andato in onda un servizio su Alex Del Piero e si mormora che a Madrid la gente a casa si è alzata dal divano ad applaudire. In Italia si fa fatica a fargli i complimenti. Ma ad Alex Del Piero interessano, da sempre, i fatti. E i fatti dicono che lui è la Juve e non c’è altro giocatore così determinante sulla faccia della terra. Va per i 36, ma ha la gioia e la grinta di un ragazzino che deve ancora conquistare tutto, mentre lui ha già conquistato tutto. E più volte. Trascina la squadra, nasconde la palla, lancia, prova il tiro, corre, rincorre e scalcia. Non è stato come tutta la Juve brillantissimo, ma a questa Juve, a noi tifosi, basta vederlo così. E’ un’amore incondizionato, forse senza pari. Probabilmente Boniperti per i più vecchi, Scirea per i meno vecchi, ma Del Piero è Del Piero ed è inarrivabile. Inavvicinabile per fatti, per comportamenti e per dati. Capitano, sei grande!

E mi accingo al primo complimento per Zaccheroni. Finora non ne ho fatti di così espliciti. Memore dell’andata e reduce da uno studio dei rivali e delle condizioni della Juve, Zaccheroni esegue una scelta da Gran Maestro: Marchisio a destra, Sissoko a sinistra. Chi si ricorda l’andata non può non notare come la Juve non ha mai sofferto sulle fasce ieri sera, al contrario che in Olanda. De Ceglie spinge e costringe il proprio rivale a rimanere basso. A proposito: vai Paolino, vai che cresci ancora e da lì non ti muoverà più nessuno! Dall’altra parte Grygera difende bene e Marchisio offre più copertura e sufficiente spinta. Mossa, a mio avviso, geniale a dimostrazione del lavoro che la Juve compie in settimana. Altra mossa intelligente: far rifiatare Diego e mettere Candreva. Camoranesi aumenta il minutaggio e a me pare pronto per lo sforzo contro i rosanero.

Diego è uscito con una faccia che lascia ben sperare chi tifa Juve. Se sei molle e scarico non ti incazzi, accusi il colpo. Invece il numero 28 esce scuotendo il capo, dice “no, no” e va dritto negli spogliatoi. Lui per primo sa che questa sostituzione è benefica. E’ a corto di fiato e a noi serve il miglior Diego. Zac annuncia che gli parlerà ma che “conoscendo Diego, non ci sarà alcun problema. Certo non poteva essere felice e anzi questo è un fatto positivo.”. Concordo con Zac che oggi verrà subito analizzato dal CdA. Occhio a non fare cazzate, voi in giacca e cravatta. Perchè questi ragazzi sul campo hanno deciso di non farne più. Vai Juve che siamo sulla buona strada!

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Zac confermato? E’ troppo presto per dirlo!

Un mese e già si parla di futuro? Stiamo correndo e non va bene. Soprattutto, è davvero troppo presto per confermare qualcuno. Serve ancora tempo e bisogna valutare bene tutto: ambiente, giocatori, idee e progetti futuri. Certo, l’impatto di Zac, perchè è di lui che si sta parlando, è stato certamente positivo, ma come detto non ha ancora fatto vedere nulla di così originale. Ha solo fatto le scelte più logiche e ha trovato un paio di giocatori chiave che Ferrara non ha mai avuto (Del Piero su tutti). Ma per le conferme dobbiamo attendere.

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Da Zaccheroni ci si aspetta in particolare un buon gioco, una grande gestione dello spogliatoio che sembra già avere, buoni cambi e idee geniali quando andremo in difficoltà. Magari avrà più fortuna di Ciro e fin qui pare averlo dimostrato. Da Zac ci aspettiamo, insomma, qualcosa di realmente significativo. Tornano Trezeguet e Camoranesi, ci sarà da lanciare Giovinco, da far giocare bene Diego, da ritrovare Melo e da gestire il gruppo quando sarà al completo. Se poi Zac dovesse far felici tutti, come ampiamente detto, sarei il primo a chiedere la sua conferma. Contando che saprà dettare le scelte di mercato più opportune. Ma adesso, è davvero troppo presto!

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Bologna-Juventus 1-2 La mente vince

Di forza, forza mentale. Quella che maggiormente è mancata. Così come è mancato il miglior giocatore al mondo e uno dei più forti nella storia del calcio. Il Professor Del Piero ha ancora risolto il match con un assist illuminante per Candreva. Prima aveva segnato Diego. Altri due segnali molto chiari che la Juve è in ripresa. Due pali a uno per il Bologna: altro segnale ancora!

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La partita non poteva essere spettacolare. Juve sulle gambe, ma stavolta hanno tutti i motivi per esserlo. Sissoko in debito di ossigeno, così come Diego e Amauri. Anche De Ceglie, inamovibile e deve ancora crescere, ha corso poco. Melo è tornato roccioso, fra un pò ritroverà un pò di tranquillità per giocare come sa. Brazzo non convince ma Camoranesi è ormai pronto. Il Principino Marchisio è in ripresa, ma non mi convince la sua posizione. Difesa buona, tranne le chiusure di De Ceglie sui cambi-campo degli avversari.

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Non serviva una prestazione sensazionale, ma solo vincere e continuare il processo di crescita mentale e motivazionale. In particolare, aver trovato il primo gol di Candreva nella fase peggiore per la Juve è certamente un motivo di orgoglio per Zaccheroni che ha il pregio di insistere su chi più può dare!

Per chiudere, mi piacerebbe sapere il motivo delle proteste di Raggi. A 4 minuti dalla fine rifila un calcione da dietro a Melo, senza cercare la palla, che chiama da sé il rosso diretto. Anzi è proprio la definizione di cartellino rosso. E’ il classico intervento antisportivo, classificato così perchè non vuole distruggere l’avversario, ma solo fargli male e intervenire proprio sull’uomo. Basta rivedere l’azione per capire che Raggi non cercava minimamente il pallone. Le proteste sono motivate solo da un fattore: siamo scesi in B e quindi tutti pensano di poter fare la qualunque contro la Juve. In partita mancano un giallo a Diego all’avvio e certamente un paio di gialli contro il Bologna! Ma sarà certamente un complotto!

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Qualcuno dovrebbe fermare certe dichiarazioni

Se pure Mazzarri perde la pazienza, allora vuol dire che siamo ai limiti storici della decenza umana. E parlo di calcio, di calcio giocato e di calcio parlato. Quando si parla di certe squadre purtroppo si deve fare riferimento solo al terzo livello, quello più basso e che col calcio, intendiamoci, c’entra davvero poco.

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Nonostante ciò il personaggio più sopravvalutato del mondo, a patto che Cristiano Malgioglio non si offenda, è libero di lanciare pesantissime accuse verso tutti ed elargire critiche gratuite e del tutto fuori luogo come se niente fosse. Però certe accuse hanno un loro peso e vanno provate. Qualcuno dovrebbe porre fine a certe dichiarazioni perchè delle due l’una: o sei in malafede (e questo è certo) o sei imbecille (e questo è peggio).

La mia personale impressione è il caso inglobi le due cose! Che tristezza!

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Ajax-Juventus 1-2 Zac cominci a piacermi

In uno già di per sé magnifico ieri sera una persona ha voluto firmare una prestazione di altissima qualità e altrettanta sostanza. Si chiama Alessandro, sì sempre lui, e di cognome fa ancora Del Piero. Talmente superlativo che i due tecnici, immediatamente dopo il match, hanno per forza di cose dovuto applaudirlo a scena aperta. In due sale separate, Zaccheroni e Jol hanno fatto i complimenti al Capitano. Nulla di sorprendente, solo l’ennesima conferma e l’indizio che Alex sta entrando definitivamente in forma. Se avrà cura di restarci, beh saranno dolori per tutti e poi nulla, se non Guido Rossi, potrà impedirgli di fare la valigia mettendo dentro le scarpette di calcio!

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Se Del Piero non è una notizia, allora lo è certamente Amauri. “Non mi basta” aveva urlato dopo Genoa ed è stato di parola: due capocciate tremende, la seconda più chirurgica, e la Juve si mette in tasca mezzo biglietto per gli ottavi. L’altro mezzo è da confermare con un’altra buona prestazione. Amauri è tornato, ma in tutti noi è ancora fresco il ruolino di appena 130 giorni fa: 4 gol in tre gare e poi nulla. Quindi, andiamo cauti con i complimenti. Al di là della scaramanzia, Amauri è tornato con la testa. Ha corso e ha lottato, finalmente, ha fatto salire la squadra come solo i grandi bomber sanno fare, ha giocato spalle alla porta e ha finalmente puntato quella benedetta area piccola dove lui è maestro sulle palle alte. Caceres domenica e ieri De Ceglie hanno fatto il resto: mettere dentro un paio di palloni utili. Detto fatto, tre gol di testa, se volete tre gol differenti, ma marchiati Amauri. E David è dietro l’angolo.

L’unica svolta possibile per la Juve – e lo abbiamo ripetuto e io continuo ad invocare Giovinco proprio nelle seguenti posizioni – era spostare il gioco dal centro alle fasce laterali. Diego si sposta molto, preferendo la destra. Del Piero è padrone del centro-sinistra e ieri si portava regolarmente due avversari dietro. Un paio di magie e di aperture, gioco finalmente che respira nonostante la latitanza di un centrocampo apparso stranamente scarico. Sissoko non sta bene ed è palese, ma la sua sola maglia in campo è preziosissima. Melo sta tornando, con calma, ma sta tornando. Marchisio è reduce da due mesi di stop e bisogna avere un pò di pazienza: corre male, il fiato è corto, ma non si discute.

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De Ceglie in campo, così come avevo anticipato. E non sono un mago, semplicemente basta leggere le indicazioni di Zaccheroni e del campo. Paolino corre come pochi, affonda come pochi e deve migliorare sul piano della personalità, nel senso che se parte l’avversario non deve permettersi di ostacolarlo. Frase che può suonare strana ai più, ma chi segue Camoranesi sa di cosa sto parlando. Paolino è giovane, ma deve giocare. Sempre, il più possibile. Finora sempre buone prestazioni. La qualità verrà da sé, e può venire solo, ripetiamo, giocando! Sulla destra l’assenza di Caceres è pesata più del previsto. Bettega c’è da riscattare questo fulmine. Subito! Zebina si è praticamente giocato la riconferma: lento, macchinoso e distratto. Oltre che trentenne! Stesso dicasi per Grygera che ha però il pregio di applicarsi di più, di metterci umiltà. Come riserva può andare bene fino a che il mercato non ci regali un terzino destro di qualità.

L’aspetto positivo, oltre il risultato e Amauri, è certamente il rientro di Trezeguet, con Camoranesi pronto per rimettersi i pantaloncini. Già domenica i due dovrebbero aggiungere minuti al proprio pieno recupero. E Camo sulla destra, nelle idee di Zac, sarà insostituibile per produzione gioco e fornitura cross. Magari con Caceres a supporto, partendo cioè da terzo difensore, ma con l’inserimento in canna.

L’aspetto negativo, già preannunciato da me e stavolta non sono mago ma incazzato nero, è Giovinco. Diego ha bisogno di rifiatare. Diego ha bisogno di sedersi in panca per un pò di minuti. E’ fisiologico, è normale e sarà un bene per lui e per la squadra. Ma vogliamo metterlo questo nanetto tutta corsa e fantasia? Proprio al posto di Diego o magari in un terzetto d’attacco con Del Piero a sinistra, Amauri al centro e Giovinco a destra? In quest’ultimo caso ci sarebbe un ulturiore fatto: si riuscirebbe a coprire meglio il centrocampo, con i due centrali sollevati dal compito di inserirsi sulla destra. Ci pensa Giovinco! Sì, ma quando? Già domenica? Magari, io lo spero. De Ceglie sta dimostrando che se solo qualcuno puntasse su di loro… Frasi gettate al vento.

Due pareggi e due vittorie, roba non da Juve. E infatti questa cosa qui assomiglia poco alla Juve. C’è da accontentarsi. Intanto però gli ottavi sono vicini, e pure il quarto posto. Solitamente quando certi giocatori (ieri l’abbraccio collettivo, con la pace ritrovata fra Amauri e Buffon immortalati in un lungo bacio… manco fossero Via col Vento) mettono a fuoco un obiettivo…

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I contratti anomali dei professionisti del pallone

E’ del tutto logico e plausibile che un professionista richieda un adeguamento contrattuale nel momento in cui le prestazioni crescono (in quantità o in qualità). E parlo di un professionista in qualunque settore. Fatto che trova palese conferma nel mondo del pallone. Segni una tripletta? Allora puoi chiedere un milione in più. Hai giocato otto partite di fila? Allora puoi chiedere il 20% in più. La cosa più curiosa è che tali richieste giungono principalmente dai procuratori. Spesso e volentieri i giocatori vengono informati dopo. Ovviamente anche i giocatori si adeguano e si comportano nel modo più errato possibile.

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La cosa ancora più curiosa è che le società sono ormai schiave e prigioniere dei propri giocatori e dei loro procuratori. A richiesta segue firma. Sempre. Altrimenti c’è la minaccia del “me ne vado”. Fin qui la cosa potrebbe essere accettabile. Quello che continuo a non capire è la asimmetria rispetto al mondo professionistico oltre-calcio. In tal caso, infatti, se un professionista non rende a dovere viene cacciato o il suo contratto viene ridimensionato in compiti e soprattutto denaro percepito. Questo non trova alcuna conferma nel mondo del calcio.

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Prendiamo Alex Del Piero. Negli anni il suo contratto si è allineato sempre più a cifre superiori. Contratto rinnovato, contratto aumentato. Ma di riflesso non si può discutere nemmeno un centesimo degli euro che il Capitano percepisce. I risultati sono stati sempre dalla sua parte. Pochi anni fa la scelta di ridimensionarsi: certo di poco, ma una scelta dovuta.

E prendete adesso uno qualsiasi dei fenomeni da due giornate. Fanno un assist e chiedono il ritocco dell’ingaggio ottenendolo. Poi scompaiono per un anno e il loro contratto non viene toccato al ribasso. Strano no? Secondo me sarebbe una buonissima cosa. Risolverebbe un pò di problemi con tutti quei giocatori che appagati dall’ingaggio tendono a scomparire e a non sudare come dovrebbero. Prendete Amauri: ha chiesto ed ottenuto un ritocco e ora? Che facciamo? Ci restituisce il ritocco o monetizziamo vendendolo? Io gli dimezzerei l’ingaggio e poi vediamo se non si dà una mossa in campo! Ma sono un sognatore. E sogni rimaranno!

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Juve Campione al Viareggio 2010

La Juve vince. Anzi rivince, che è cosa assai complicata. Rivince convincendo, che è cosa assai più complicata.

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Una maturità incredibile, sembrava vedere una squadra di grandi giocatori, magari già affermati. Unione di intenti, ruoli ben precisi, compiti preassegnati e portati a termine magnificamente.

Difficile parlare dei singoli, ma c’è da farlo comunque.

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Immobile ha stracciato un pò di record e non riesco a riferirli: dal più prolifico al Viareggio, al bomber della Storia Bianconera allo stesso Torneo. Ha segnato in più modi, ma soprattutto ha fatto vedere di essere un giocatore completo, giovane ma completo. Fa reparto da solo, affiancato da due ali vecchia maniera e rarissime da trovare anche fra i grandi: Yago (strappato alla Cantera blaugrana) e Esposito (è l’erede di Camoranesi, stesse movenze e stesso caratterino). Centrocampo super: grande Marrone catalizzatore di palloni, bei giocatori Belcastro e Giandonato. Difesa molto molto solida. Portiere incredibile. Un solo gol subito prima della finale e considerate che i due gol in finale sono arrivati a risultato acquisito. Impegnato poco, si è sempre fatto trovare pronto. In semifinale è stato decisivo con un paio di interventi. Ottima panchina.

Su tutti merita un grosso plauso Bruni. I sinconismi sono perfetti, assolutamente perfetti. Squadra mai sbilanciata (tranne in rarissime occasioni in sette partite), modulo azzeccato e messo in pratica alla perfezione. E lavora da agosto.

Molti di questi ragazzi vogliamo vederli in prima squadra, alcuni lo meritano veramente. E soprattutto vorremmo questi ragazzi, fra un paio d’anni, in pianta stabile in una rosa che vanta troppe figurine di troppo, che con la Juve collimano davvero poco. Sono queste le basi che ogni tifoso vorrebbe vedere.

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Juventus-Genoa 3-2 Si chiama Alessandro

Si chiama Alessandro e di cognome fa Del Piero. Nessuno come lui in 16 anni di carriera. Carriera non ancora terminata e destinata ad allungarsi ancora di più. Vederlo correre e combattere, vederlo stringere le labbra con una cattiveria agonistica impressionante ti riconcilia col calcio. Ma c’è tanta classe. Da rivedere e far rivedere ai bambini il primo gol del Capitano, finalmente in dialogo con Diego. Meravigliosi insieme quando lavorano vicino.

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Un uomo è un vero uomo e a nulla valgono i paragoni insulsi e infami, non ultimo quello con un giocatore di chi lo scudetto può solo indossarlo e non è il suo!

A fine partita, dopo averla risolta ancora una volta, col gol numero 6 nel 2010, dice parecchie cose. E attenzione al tono calante, tono usato quando solitamente sgancia l’analisi lucida della situazione. Riporto solo tre frasi:

l’organico al completo è di grande valore, ma spesso siamo in difficoltà;

stiamo lavorando bene e ci stiamo applicando, adesso dobbiamo mettere gli allenamenti in pratica;

non possiamo avere paura.

L’ultima, in particolare, dopo aver scaraventato Mesto fuori dal campo andando a recuperare l’ennesimo pallone, è emblematica: in questa rosa ci sono molti ragazzi non da Juve. Ecco il messaggio, ecco l’assist per Roberto Bettega. E occhio pure a Gigi Buffon il quale non abbraccia palesemente Amauri, reo agli occhi dei senatori di non avere qualità mentali tali da sopportare la maglia bianconera. Alla luce dei fatti dare ancora una volta ragione a questi fenomeni del gioco del pallone mi pare doveroso.

Proprio Amauri non può cavarsela col gol, che proprio non poteva sbagliare. Ancora movimenti errati, ancora tanto nervosismo e proteste. Esce per infortunio e vedremo. Di certo non è fortunato: se poteva sbloccarsi, rischia adesso di stare fermo. Il che per la Juve non è proprio un dramma. A fine settimana rientra Trezeguet. Probabilmente pure Iaquinta e a quel punto per Amauri ci sarà posto solo il giovedì pomeriggio. In ogni caso la sua fine è una: contropartita per arrivare a un grande bomber.

Mi pare naturale considerare Caceres e De Ceglie inamovibili. Vale davvero la pena insistere su questi due ragazzi che hanno meno di 25 anni. Inventato esterno offensivo da Ferrara, Caceres è la più bella sorpresa di quest’anno, considerando che è anche l’unica. De Ceglie fa molto meglio di Grosso e deve crescere solo in personalità: può farlo giocando con continuità. E nei moduli di Zac entra alla perfezione.

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Straripante Chiellini destinato a rilevare la fascia da Del Piero: niente voti, è lui il leader carismatico. Ci mette fisico, corsa e tanta rabbia.

Menomato, ci mette il solito cuore: Sissoko. Conviene vagliare bene le sue condizioni perchè contro il Genoa correva poco e male, evidentemente per il solito maledetto problema muscolare.

Capitolo Giovinco. Esce Diego, perchè non lui? Per coprirsi? Coprirsi in che senso? Inamovibile Del Piero che risulta fra l’altro anche uno dei migliori fisicamente, ma perchè continuare a tenerlo in panca? Mi aspetto un suo impiego già a metà settimana, in quelle corsie laterali dove il suo genio trova la migliore espressione.

Marchisio: non c’è dubbio che sia la migliore espressione del calcio giovanile italiano. Entra e cambia il volto di un centrocampo che acquisisce personalità e cattiveria, ordine e molto equilibrio. Si attende sempre il miglior terzetto Melo-Sissoko-Marchisio. Vai Principino!

Concludo con la mia paura inziale: questa Juve vuole farsi del male. In panca Marrone, poteva anche entrare per Sissoko viste le sue caratteristiche. Nulla: resterà in panca. Credo non si sia nemmeno riscaldato. Qualcuno adesso deve darmi una risposta, e che sia plausibile.

Ah, dimenticavo. Non credo alla svolta. La stagione è andata da moltissimo tempo. L’unica svolta può essere quella di una rivoluzione, stavolta seria e concreta, a giugno. Adesso c’è solo da salvare la faccia.

P.S.

Semmai ce ne fosse bisogno, la papera di Buffon è indicativa: poteva essere la mazzata definitiva per la morte della Juve. Poteva. E’ il destino di un Campione. Lo strano e illogico destino di un Campione.

P.P.S

Mancano ai danni del Genoa una settantina di gialli: il rigore probabilmente non c’è, nel senso che è punizione dal limite (servirebbe il microscopio)… ma quanto godoooooooooooooo!

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