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Mese: March 2010 (pagina 1 di 4)

Bettega a Lione: per chi?

Bella partita quella tra Lione e la squadra di Blanc. Facevo un po’ di zapping quando ho sentito “e c’è Bettega in tribuna”. Non ho avuto bisogno della conferma per capire che BobbyGol era in Francia. E lì la fantasia si è scatenata.

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L’attaccante tunisino, il talento scartato dal Milan, Bastos e perfino Laurent Blanc. Certo un altro con quel nome sembrerebbe un paradosso, ma io mi fido di Roberto Bettega.

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Non è un viaggio di piacere e quando si muove lo fa con grande coscienza. Se Bettega è uscito allo scoperto vuol dire che sotto qualcosa c’è. I nomi sono quelli che ho menzionato prima: tre giocatori e un tecnico. Già, un tecnico.

I giornali da ora sino all’ufficialità avranno da scrivere molto. Se ieri Prandelli aveva avvicinato la Juve, oggi la allontana, ma non tanto. Come ampiamente detto e ribadito la scelta della società deve essere netta e precisa. Bisogna puntare, in campo e in panca, a un nome grande, a un grande personaggio. Con carisma, con forza, con personalità. I miei due nomi sono sempre i soliti due fenomeni: Capello e Lippi. Il primo non si muove e certo non viene alla Juve, in questa Juve, mentre il secondo richiederebbe un grosso cambiamento in società. Gli altri nomi sono Prandelli e Benitez. Su Blanc avrei più di un dubbio, ma mi fido di Bettega.

Per quanto riguarda i giocatori, beh nessuno avrebbe da ridire su Gourcuff-eccellente-regista-a-tutto-campo mentre sull’attaccante tunisino si rischia di ritrovarsi in casa un altro caso Amauri. Così credo proprio che BobbyGol si sia mosso per Blanc e Gourcuff. Staremo a vedere. Ragionando in termini di fantacalcio l’arrivo di Gourcuff in bianconero presuppone una cessione o una ulteriore rivoluzione tattica. In quel caso in rosa avremmo quattro trequartisti: Candreva, Diego, Giovinco e Gourcuff, in rigoroso ordine alfabetico. Il terzo rischierebbe la cessione. La rivoluzione tattica invece potrebbe riguardare lo spostamento di Gourcuff a regista puro (in stile Pirlo) o lo schieramento con i tre trequartisti dietro un’unica punta. In tal caso il nome per la panchina, fra i quattro prima menzionati, è un attimo trovarlo!!!

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Cosa succede, cosa succede in città

E’ il famoso inciso di una canzone di Vasco Rossi. Nel nostro caso le città sono due e cioè Firenze e Torino. Cominciamo dalla prima.

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A Firenze il popolo viola è in subbuglio. Il tecnico dei miracoli Cesare Prandelli sta per lasciare squadra e tifosi per accasarsi, pare, sulla panca più odiata: quella bianconera. Cesare Prandelli ha preso atto dei cambi di programma e non ha accettato un possibile ridimensionamento circa gli investimenti. Non è così infatti che si punta ai traguardi che contano. Se non alla Juve comunque da qualche altra parte. Magari anche sulla panca della Nazionale, dove però la concorrenza è alta: Spalletti e Ancelotti sono pure in lizza.

L’altra città è chiaramente Torino. I lavori per il nuovo stadio procedono alla grande, segno che questa società ha puntato più sul non-calcio che su quanto accaduto dentro il campo. Cerchiamo di essere chiari: io non arrabbiato perché in questi anni non si è vinto nulla (e si poteva benissimo vincere, vista la mediocrità generale che ha devastato il nostro calcio), ma perché non si è costruito nulla sommando errori tecnici a errori manageriali. A Torino sta per accadere qualcosa di terribile.

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Circa mezzo secolo fa la Juventus ha subito una batosta tragica. Squadra allo sbando, società letteralmente depauperata di ogni potere interno. Rosa da rifare, gruppo da ricostruire, idee da inventare. I due fratelli Agnelli presero in mano la situazione e affidarono la rifondazione a Giampiero Boniperti il quale ebbe il grandissimo merito di costruire una delle rose più forti di tutti i tempi. Composta da giovanotti da Juve, di grande talento. Rosa che ebbe il suo culmine massimo con le convocazioni per i Mondiali dell’82. Analoga situazione accadde circa 4 anni fa con una finale Mondiale in cui fra juventini ed ex-juventini, in campo e fuori, se ne contavano una decina. Record storico per le squadre di club. Allora accadde questo, oggi?

Oggi la possibile rifondazione non è attuabile per mancanza di menti geniali. Non esiste uno staff in grado di cambiare il corso delle cose, non esiste una proprietà così lungimirante da poter programmare seriamente il futuro. Di più, adesso c’è il problema di placare la rabbia dei tifosi che hanno urlato domenica pomeriggio “Rivogliamo la vera Juve!”. In questo clima così pesante la ricostruzione è alquanto problematica. Ci sarebbe da affrontare il problema anagrafico di campioni che non hanno eredi unito al problema di puntare seriamente sui giovanotti prodotti in casa.

Da qualche parte comunque bisognerà ricominciare. Il solo Roberto Bettega non può bastare. Accanto a lui serve gente nuova e capace. E serve soprattutto che certe personalità, per il bene della Storia della Juve, facciano uno, due anche tre passi indietro. Con una umiltà che certamente verrebbe loro riconosciuta. Promessa!

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Juventus-Atalanta 2-1 Ampi margini

La vittoria vale solo per i 3 punti, per il resto evidenzia ancora una volta qualcosa che francamente proprio non mi spiego.

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Bene la scelta iniziale degli undici, bene ovviamente per la squadra avversaria. Diego in campo quando non riesce più a spingere le gambe (e l’infortunio provvidenziale è solo il risultato di un trattamento inconcepibile da parte dello staff tecnico, ecco perché continuo a difenderlo), Giovinco in panchina. Nessuna mossa per sorprendere, nessuna variante per provare qualcosa di diverso nei movimenti, nelle tattiche, nelle posizioni, negli schemi. Hanno cacciato Ciro perché probabilmente non lavorava bene durante la settimana, ma io continuo a vedere che questo fantomatico lavoro non esiste e continuerà la sua assenza. Legrottaglie e Cannavaro non sono due giovanotti qualsiasi, anche Grosso ha un po’ di esperienza alle spalle per commettere quel gravissimo errore sul gol di Amoruso. La disattenzione solitamente è frutto di stanchezza o semplicemente è innescata da un meccanismo inconscio di totale distaccamento dalla realtà. E la realtà ha nomi e un contesto molto preciso: Calciopoli e la Nuova Proprietà/Dirigenza.

Sintomatico che un grido di dolore lanciato sul Web sfoci fra le curve. Significativo il fatto che tale grido produca una contestazione molto molto bella, a parte qualche solito imbecille che preferisce prendersela con chi avrà sì qualche colpa ma in fondo è anche vittima. La protesta deve però continuare visto che qualche risultato la sta producendo.

Buffon in tribunetta, Bettega e Secco seduti vicini e Blanc dietro le quinte. Alzato, niente poltrona per lui, distante dal Direttore Operativo arrivato troppo tardi. L’espressione di chi sa che non ha più futuro e di chi ha tragicamente rovinato il passato. Sarà solo un piccolo dettaglio, ma mi sento già meglio. Molto meglio e vedo il futuro con un po’ di ottimismo. Vai Roberto, vai!

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Zaccheroni dovrebbe spiegare in quelle sue conferenze pacate perché mai un pubblico come quello bianconero deve rinunciare a gioire per le giocate di un talento puro come Giovinco. Qualche espertone di calcio dovrebbe giustificare il fatto che Giovinco entra in campo solo quando si hanno 18 infortuni. Vergognoso. E Giovinco nel secondo tempo timbra più palloni pericolosi di Del Piero e Trezeguet e Diego nelle precedenti quattro partite. Non è un caso se la Juve si accende quando la palla arriva al piccolo genietto. Relegato sull’esterno sinistro, quasi a voler mortificare il gioco del calcio, riesce comunque a svegliare i compagni. Ha il cambio di passo necessario per liberare gli attaccanti da alcuni movimenti laterali, così da essere pericolosi in area. Ha i piedi per poter innescare Trezeguet o Del Piero, o per saltare l’uomo e andare al tiro. Questo è Giovinco e in giro molte squadre vorrebbero il suo cartellino. Ferrara ha più volte tentato di inserirlo, ma poi è stato costretto a guardare il costo di un giocatore. Zaccheroni non si è nemmeno accorto di lui, tranne che ieri. Spero che l’infortunio di Diego sia tanto lungo da permettergli di rifiatare e trovare il giusto equilibrio e, al contempo, da permettere a Giovinco di trovare di più il campo e guadagnarsi la prossima rosa bianconera. Semmai dovesse arrivare Benitez so già che Giovinco avrebbe molte possibilità di poter giocarsela con tutti. Per quanto mi riguarda le sue assenze sono assolutamente vergognose.

Capitolo imbecilli, o quelli che la stampa chiama tifosi. Probabilmente ci meritiamo i vari Elkan e Blanc. Le parole di Zebina nel finale di gara sono semplicemente eccezionali. E’ un ragazzo che ha molto da insegnare a tutti, la testa calda in campo è solo un dettaglio. Ci mette l’anima, corre e si batte, non tira mai indietro la gamba e ha pure servito qualche assist e segnato un gol. Ma che cazzo deve fare Zebina? Si vergogni quello che ha alzato le mani, sperando che qualcuno faccia di lui una pezza, e si vergognino quegli imbecilli che continuano a fischiarlo. Evitino almeno di andare allo stadio con la sciarpa della Juve.

Commovente il gesto di Melo. Gol liberatorio, gol vittoria, buona prestazione e a mani giunte ha chiesto perdono per i suoi atteggiamenti. No, non ci meritiamo questo gruppo. Ci meritiamo Blanc e Elkan. La colpa non è loro, è solo nostra.

P.S.

Non sono da Juve. Diego, Melo e via dicendo non sono da Juve. Io sono convinto che questa Juve non sia alla loro altezza.

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Oggi è un grande giorno

Oggi è un gran giorno. Vince Ranieri e vince il Palermo, la corsa al quarto posto si fa sempre più serrata e a rischiare di più è ovviamente la Juve. Vince il Palermo che passa in vantaggio, dopo il pareggio bolognese, con un rigore alquanto discutibile ma sul quale Zamparini non ha commenti da fare. Si vede che ieri sera il complotto non c’era. Si spera, da juventino, che si parli di complotti e oscuri progetti già stasera.

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Vince Ranieri e la squadra avversaria può addirittura permettersi il lusso di sentirsi soddisfatta: mancano almeno due rossi, più altre ammonizioni, ci sarebbe il gol in fuorigioco del momentaneo pareggio. Di certo la gara è stata molto nervosa e questo dipende moltissimo da chi questa situazione l’ha creata. Vince Ranieri a confermare quanto di illusorio c’è in Italia, ai limiti della cattiveria morale per della gente che in fondo spera sul serio. Vedendo la partita con mio padre mi è toccato rispondere ad una provocazione buttata lì “pensa che questo era nostro!”: ho risposto “sì, abbiamo infatti buttato due anni e parecchi giocatori o affari!”. E sono fermamente convinto di ciò.

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Oggi è una bella giornata perché il Milan che vuole rientrare nella corsa scudetto si trova fuori ben 6 giocatori, mentre la Juve dovrà fare a meno SOLO di Buffon, Chiellini e forse Trezeguet. Con Iaquinta, Sissoko, Del Piero e Amauri in cattiva forma, con gente reduce da infortuni e con Zaccheroni che ha deciso di ubriacarsi nelle ultime partite al fine di decidere gli undici iniziali e i cambi. Sempre ieri è uscita fuori una teoria: ma una Juve anche a metà di organico ma in buona condizione, ipotizzando di poter attribuire un tre/quattro vittorie facili (tipo Chievo, Cagliari, Bologna e Catania) dove sarebbe adesso? La risposta è lassù e questo ti dà già la dimensione di che razza di campionato mediocre hanno allestito il presidente più disonesto della storia del calcio e i suoi scagnozzi.

Passando alla Juve e al campo c’è da registrare l’ennesimo stop: Giorgio Chiellini resta a casa. Affaticamento. Buffon andrà in panchina insieme a Pinsoglio, tanto per far vedere il proprio fisico, ma nulla più. In campo andrà Diego secondo le indiscrezioni, con Amauri e Del Piero punte. Io farei esattamente il contrario: Candreva dietro a Iaquinta e Amauri. Di più, io metterei Diego, Giovinco e Iaquinta dietro Amauri, con Melo e Sissoko/Marchisio inamovibili a dieci metri dalla difesa. Spazio alle incursioni di Grosso e di Zebina. Io farei così, ma Zaccheroni mi vuole male e farà di testa sua. Fino a quando i volantini di protesta si trasformeranno in qualcosa di un tantino più violento.

In ultimo, altre conferme arrivano da Firenze: Prandelli di fatto non ha mai firmato alcuna lettera. Ha solo detto di aver fatto bene e di aspettarsi grande rispetto per il suo lavoro. Da qui a dire che è già della Juve ce ne passa. Anche perché noi non abbiamo più Moggi. Quindi è più probabile, visti i Secco e i Blanc, che Prandelli abbia già rinnovato con i Della Valle. E sarebbe un peccato.

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Prandelli gela Della Valle

Prandelli ha parlato e il risultato è che la Juve ha molte possibilità di poter arrivare al tecnico viola. Se Della Valle si aspettava una lettera d’amore che avrebbe avuto l’unico effetto di far incazzare di più il popolo fiorentino, allora i fratelli padrone della Fiorentina saranno un tantino delusi. E vorrei ben vedere.

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Ti cerca e ti chiama la Juve per l’ennesimo progetto di rinascita da quattro anni a questa parte. Ti cerca e ti chiama la Juve pronta ad offrirti un organico comunque ottimo e un po’ di soldi da investire nel prossimo mercato. Senza contare che un po’ di uomini Prandelli se li ritrova: da uno dei migliori difensori al mondo come Chiellini a Melo, da Diego a molti giovanotti. La Juve non è da buttare, la Juve ha semplicemente due problemi: uno si chiama Blanc e uno si chiama Elkan. La mia paura però è che nulla cambi perché tutto deve cambiare. Detto in altri termini: via Zac e un po’ di cadaveri che prendono un lauto stipendio, dentro Prandelli e altri acquisti, ma con questi due imbecilli sempre al comando. E il solo Bettega non basta e non può bastare.

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A me Prandelli piace, ma grava sulla sua testa il fatto di non aver mai vinto. Costruisci costruisci, cresci cresci ma, caro Cesare, non hai mai raccolto. Certo i risultati, rapportati al contesto in cui sono stati conquistati, sono dalla sua parte. Prima a Parma, ora a Firenze, con molti giovani lanciati e parecchia gente dal carattere difficile domata. Io sto con Cesare, solo se gli altri obiettivi sono realmente inavvicinabili (Capello, Lippi).

Con Prandelli probabilmente i vari De Ceglie e Giovinco potranno crescere con molta tranquillità, mentre gente come Diego e Melo potrebbe giovarne in serenità mentale. Prandelli sa come mettere la squadra in campo e farla giocare bene e probabilmente indicherà alcune pedine interessanti. Ma è ancora troppo presto, c’è molto, moltissimo da fare.

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Si svegliano i capi

E’ un fine settimana caldissimo quello che introduce l’ennesima giornata di campionato. Particolare in quanto si gioca una sfida d’alta classifica dove l’illusione regna sovrana. Qualcuno ha scritto stronzate sul pentimento della Juve di aver cacciato Ranieri: assolutamente falso! Nessun pentimento se non quello di poter compiere questo passo molto tempo prima. Acqua passata.

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C’è gente che rimane a casa perché si è scoperta a tifare per una squadra avversaria, c’è gente che rimane a casa perché nessuno riesce a capire il motivo dei suoi stop, c’è gente invece costretta a rimanere con la famiglia per il motivo più brutto al mondo. Coraggio, coraggio a tutta questa gente.

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Esiste poi della gente che continua con la sua sceneggiata, che con una presunzione ai limiti della cattiveria vuol far del male a tanta gente. Precisamente a 16 milioni di persone in Italia. Questa gente è per metà italiana, discendente di una delle più grandi famiglie del nostro Paese, e per metà francese. Questa è gente che non vogliamo più e che sotto sotto non abbiamo mai digerito per le troppe mosse sbagliate.

Si sveglia adesso Elkan e parla di grinta, di situazione che non gli piace, di un gruppo che non riconosce. Sembra prenderci per il culo con quel suo tono dimesso e pacato. E fatico ancora a comprendere dove finisce l’incompetenza e dove la malafede. Si sveglia pure Blanc che per la prima volta ci mette la faccia dall’avvento di Bettega (che non ha colpe, solo i meriti di aver iniziato un processo i cui frutti li vedremo solo a fine luglio, quando ci sarà da presentare la nuova rosa e il nuovo programma). E allora vuol dire che la Juve subirà un’altra batosta: è quasi matematico, è scientifico. Parlano i capi e i lavoratori amareggiati e delusi si fermano, non corrono, non lottano e sembra quasi che lo facciano apposta a giocar male. Chi vuole giocare la schedina quindi si ricordi di un X2 in Juventus-Atalanta.

Il gruppo dei tifosi più accesi non entrerà nelle curve e le lascerà vuote. Serve ciò per aiutare BobbyGol a plasmare questa juve in vera Juve (da notare la j minuscola), anche se da solo sarà dura. Ma Bettega non è solo!

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Napoli-Juve 3-1 E’ solo l’inizio

Nel momento in cui Diego è entrato in campo il mio dito è corso veloce verso il tasto di spegnimento del decoder. Ma ho pensato: ok, diamo fiducia a Zaccheroni e Diego. Ma quel tasto è stato premuto subito dopo, quando ho visto uscire Del Piero per Grygera. L’espressione del Capitano è delizioso: non rabbia, ma grande stimolo per Grygera. Sorride il Capitano, sorride per evitare di prendere a pugni l’ennesimo imbecille (e qui qualcuno dovrà ammettere che non ho sbagliato a dubitare di Zac, mi ero illuso per due partite chiedendo scusa, ma chiedo scusa di aver chiesto scusa) che si è accomodato in panca e voluto da Blanc.

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Al Capitano dedico i miei più sentiti auguri. Vai via, scappa come ha fatto Pavel Nedved. Vai all’estero, vai dove ti pare. Questa non è Juve, caro Alex, e noi ti saremo riconoscenti per sempre per quanto hai fatto.

L’inquadratura della regia ad un certo punto si è posata sulla panchina bianconera. Il cartellone luminoso segnava 3-1 per il Napoli, mentre la telecamera inquadrava nell’ordine Giovinco, Camoranesi, Trezeguet e Del Piero. In campo Grygera, Diego e Zebina. Non ho più parole, né parolacce.

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Perfino Platini all’estero ha alzato la voce. Abbastanza sorprendente ma ciò dimostra proprio che il fondo è stato toccato, e anche più volte. Non c’è lo spirito e anche Zaccheroni ci mette del proprio. Non ci sono idee, non c’è un comando, non c’è un padrone degli intenti che sono propri della Juve. Per questo penso che questa cosa non sia Juve.

Proprio in un periodo in cui in Tribunale accadono fatti strani, proprio quando l’attenzione dovrebbe essere riposta sugli sviluppi di Calciopoli, Blanc ed Elkan che hanno venduto la Juve continuano la sceneggiata iniziata ormai 4 anni fa. I risultati e i tonfi della Juve non sono casuali, né c’entra in qualche modo l’umidità di Vinovo. E’ un progetto specifico per distogliere l’attenzione verso altri fatti e fattacci.

Mi giunge voce all’orecchio che le curve rimarranno al di fuori dello stadio domenica pomeriggio. Mai sono stato così d’accordo con questi giovanotti dal tifo un po’ diverso dal mio. La Juve non c’è più e dobbiamo far fuori chi quella Juve l’ha venduta per un po’ di gloria personale, solo per poter apparire in TV con la sovrimpressione “Presidente” o “Amministratore Delegato”. La Juve non c’è più e dobbiamo riprendercela. Noi e solo noi. Con le buone e con le cattive maniere. Questo è solo l’inizio!

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Moggi a ruota libera

La frase più bella è “magari potessi tornare” a significare come gli attuali imbecilli hanno realmente dato una mano a Moratti e i suoi scagnozzi in quell’estate del 2006. A significare pure che non c’era nulla di quello che il GiornalaccioRosa ha scritto per mesi e mesi. Ma la situazione è questa e nessuno può cambiarla. A parlare è Moggi e dice tante tante cose. Quanto ci manchi Direttore!

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Ho rivisto l’intervista a Controcampo a Roberto Bettega e il modo in cui ha zittito Marlon Brando mi ha inorgoglito: ha risposto a una cazzata con un tono da Juve. L’unico in grado di poter capire cosa sia il tono Juve e lo stile Juve. Ha chiarito pure, e mi pare più che logico, che all’interno dello spogliatoio l’unico che sta lavorando per tenere saldo il gruppo è Del Piero dal quale è partita l’idea del pre-ritiro! A dimostrazione di come oggi alla Juve nessuno ricopra i ruoli importanti di direttore sportivo, di Presidente e di team-manager (Boaglio chi?). Ma Del Piero non può bastare, tanto più che la distorsione lo priverà del campo.

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Per Napoli la Juve è in piena emergenza. Non commento l’episodio legato a Chimenti (a volte la fortuna ti restituisce qualcosa) e non voglio nemmeno pensare di vedere in campo Manninger con la stampella perché nessuno ha detto a Zaccheroni che Pinsoglio di professione fa il portiere!

Sissoko è corso dalla moglie per un lutto: prima l’uomo, poi il giocatore. Melo non c’è nel senso che gli mancano un paio di neuroni, Marchisio ha mal di schiena anche se la carta d’identità recita 23 anni, Iaquinta e Del Piero sono out, mancherà Legrottaglie per squalifica e Caceres per un misterioso infortunio. Buona fortuna ragazzi, ma qualcuno proponga di non indossare la maglia bianconera. La mettessero gialla, verde o blu, ma non bianconera.

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Oggi rinuncio a scrivere

MI escono solo parolacce e frasi tremende per cui rischierei la mia libertà, quindi oggi le dita rimarranno al loro posto e questo blog collezionerà un articolo senza contenuto.

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Troppo di cui parlare, troppi rimproveri da fare. Sbagliato tutto e si continua a sbagliare. Rimpiango la gestione umana di Montali e le uscite di Cobolli: pensa un po’ tu come stiamo!

Capisco ora e soltanto ora le dimissioni di Deschamps e la rinuncia a tutto di Pavel Nedved. Non capisco adesso quale appeal possa avere questo assetto societario, e badate bene NON LA JUVE, verso i possibili acquisti in campo e fuori. Prima c’è da buttare fuori dalla Juve metà degli imbecilli che oggi la governano, e poi varare un piano sui giovani e attendere gli anni necessari a far crescere un gruppo solido. Ma oggi non ho molta voglia di parlare.

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Sampdoria-Juventus Non è mai cambiato nulla

Chiedo scusa di aver chiesto scusa a Zaccheroni e purtroppo fatico a sbagliare la prima impressione. Purtroppo questa non è Juve e nessuno ha intenzione di di riportarla alla luce. Inoltre si fatica a capire quale allenatore mai potrebbe dar vita a una squadra come si deve, visto e considerato che certe scelte sembrano dettate da ragioni mistiche, societari e non tecniche.

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Primo fra tutti Diego. A Londra ha giocato con scarso profitto per 90 minuti, senza mai incidere né ferire. Aveva tolto un brillante Candreva dopo appena 20 minuti. La logica e una mente sana vorrebbe, a due soli giorni di distanza, Candreva in campo e Diego a smaltire una rabbia senza motivazione in panchina. Accade il contrario e l’unica risposta plausibile è che Blanc abbia ordinato la sua presenza per poter giustificare i soldi a bilancio. E Melo, qualcuno domanderà?

Beh, su Melo il discorso è differente. Così come per Zebina e proprio questa scelta mi ha lasciato stupito. Se è stata una punizione, allora andavano tenuti entrambi in panca. Se non è stata punizione allora il non impiego di Melo nella ripresa mi lascia basito.

Inoltre, sbagliati tutti i cambi per uomini e per tempi.

E ancora, ha del ridicolo le comunicazioni Chimenti-panchina: sì esco, no ce la faccio, no stringo i denti, ok fate riscaldare Pinsoglio, va bene fatelo spogliare, no resto, fra 5 minuti esco. Perfino Balzarini si è lamentato con la panchina bianconera: il paradosso! E peccato perché poteva essere la serata giusta per far esordire Pinsoglio. Chissà, ti faceva una grande gara e te lo tenevi come secondo il prossimo anno, così da farlo crescere alle spalle di Buffon per poi cedere Gigi ad un prezzo ancora alto. Strategie che Moggi avrebbe pensato ed attuato e magari poteva anche azzeccare il nuovo numero 1 per la Juve degli anni che verranno.

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Già, la Juve che verrà. Bettega informa che lui le idee ce le ha chiare in testa e certo non può dirle. Credo che il discorso valga soprattutto per Blanc e Secco, imbecilli per come sono potrebbero anche far saltare tutto. Incredibile come il CdA possa ancora approvare il comportamento incompetente di uno che si è accentrato tre poteri e di uno finito per alzare lavagnette a bordo campo.

L’unica nota positiva è stato l’atteggiamento dei tifosi, molti dei quali rimasti fuori a protestare e a disertare i classici appuntamenti tifo-squadra. Adesso non devono mollare e anzi intensificare le forme di proteste. Come si legge un po’ su blog e forum “il tempo è realmente scaduto!”.

P.S.

Diamo un nome alle cose, un tempo era una rubrica delle Iene. Quella di Chimenti si chiama papera volontaria: per farsi bello con i fotografi ha spinto la palla dentro improvvisandosi giovanotto-che-vuol-saltare. Ma vai a cagare te e chi ti paga!

La prestazione di Poulsen è stata la più ordinata di tutta la squadra: non ha mai perso un pallone, ne ha recuperati parecchi e ha sempre impostato lui. Certo non ha qualità, ma dimostra più di molti altri di voler provare a giocare semplice e per la Juve!

Zaccheroni ha rotto le palle con “fino a che abbiamo tenuto!”. Caro Zac alleni la Juve e la Juve non deve tenere nulla, né campo né minuti né il pareggio. La Juve vince, con ogni mezzo. La Juve, non questa cosa qui che ti hanno affidato!

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