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Mese: May 2011 (pagina 1 di 5)

La Juve incontra Pastorello, manager di Giuseppe Rossi

Marotta ha incontrato Pastorello, importante manager che fra i suoi assistiti conta Giuseppe Rossi.

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Il talento ex-Parma è stato molto vicino ai bianconeri la scorsa estate, ma un budget risicatissimo aveva interrotto ogni discorso. Stavolta è diverso.

Marotta ha lanciato una rete grande e, di conseguenza, qualche pesce grosso lo dovrà prendere. E’ indubbio, e triste al contempo, che la Juve debba attendere, parzialmente, le mosse delle big europee: Manchester UTD, Real Madrid, Barcellona. Sono loro che muoveranno le grandi firme. Marotta è comunque pronto.

Aguero, inutile nasconderlo, sarebbe il colpo perfetto. Così mi viene da pensare che se sfumasse l’argentino, l’alter ego ideale sarebbe Pepito Rossi. Il genietto del Villareal potrebbe essere un’ottima pedina, capace di giocare sulla trequarti e garantire nello stesso tempo un buon bottino di reti. Goleador e assistman.

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Il problema è la cifra: 45 milioni per Aguero (in realtà ne basterebbero 35), non meno di 30 milioni di euro per Giuseppe Rossi.

Uno dei due, perché a Tevez non credo, dovrà per forza arrivare. Altrimenti servirà un grandissimo colpo sulla fascia sinistra. In mancanza di un simile colpo… non vorrei essere nei panni di Marotta.

P.S.

Comincio a sentire l’ansia da prestazione. Avevo promesso di dire la mia su Marotta e Paratici al 30 luglio 2011 e così farò. Le prime mosse mi soddisfano, ora però voglio confermate le promesse fatte dal Direttore!

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Zamparini: “L’inter sa solo rubare”. Bene, ora i fatti!

Piovono come sassi. Parole e accuse di Maurizio Zamparini, il clown del villaggio Italia che di professione fa l’imprenditore e come hobby cura gli interessi del Palermo Calcio.

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Ieri sera l’atto finale della stagione calcistica italiana, con il match benefico Atalanta di Milano vs Palermo, valido per la Quinta Edizione della Coppa del Nonno. Coppa che per regolamente prevede una finalista fra la Roma e appunto l’organizzatrice dei due tornei più importanti in Italia.

Al termine di un match che i giornali raccontano scoppiettante, arbitrata da uno degli arbitri più discussi della stagione, la squadra organizzatrice del Torneo Aziendale si è aggiudicata la Coppa che l’Onestissimo Senatore Schifani ha passato nelle mani, altrettanto onestissime, di Moratti che per l’occasione ha sfoggiato il solito nervosismo del tipo abbiamo-vinto-ma-non-ci-crede-nessuno-che-tutto-ciò-sia-vero. E la colpa, Dottor Moratti, non è la nostra.

Polemiche? Uhhhh, tantissime. Le dichiarazioni più interessanti sono quelle di Maurizio Zamparini:

L’Inter è la banda bassotti, sanno solo rubare. Moratti? Si definisce da solo, se non si vergogna lui…

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Rassicuriamo la mente equilibrata del patron rosanero: Moratti non si vergogna, se si è appuntato al petto scudetti altrui, mai nemmeno lontanamente avvicinati sul campo, perché dovrebbe vergognarsi di un sistema che lui ha creato e di vittorie a tavolino che gli sono costate fior di sacrifici?

La curiosità che sorge a un modesto italiano civilizzato è la seguente: avranno un seguito le parole di Zamparini? Detto in altro modo: qualcuno in Procura indagherà su quanto dichiarato?

Perché, ed è davvero lapalissiano, delle due l’una: o ha ragione Zamparini e allora si dovranno prendere provvedimenti, altrimenti il Presidente del Palermo dovrà subire punizioni severe, perché poi gli incidenti fuori dallo stadio hanno una radice molto netta e precisa, appunto le sue dichiarazioni.

Ma tant’é, in questo strano paese tutto è possibile, nulla è vietato.

Mi resta un ultimo dubbio: l’aereo che ha portato il Ministro dell’Attacco La Russa… l’ho pagato io con le mie tasse come al solito?

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Tenere o vendere Buffon, questo è il dilemma

Da una parte l’amore cieco verso uno dei più puri fuoriclasse che abbiano vestito il bianconero. Dall’altra parte la netta sensazione che il passato è passato, e ilpresente necessita di qualche grosso e netto cambiamento.

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È la storia di Gigi Buffon ilcui valore assoluto non è mai stato messo in discussione, piuttosto sono le recentiprestazioni del portierone ad averne minato la totale fiducia da parte dei tifosi. Se fate un giro su blog e forum trovate una buona percentuale di gente che lo confermerebbe a occhi chiusi, ma una minima percentuale di tifo che pensa alla sua cessione p rimpinguare le casse e destinare quei soldi a qualche grosso colpo in attacco (Aguero?).

È un dato di fatto che la Juve deve cominciare a programmare la sua successione. Quest’anno non un più giovanotto lo ha sostituto nel migliore dei modi. Mi riferisco a Storari e alle sue sensazionali prestazioni. Mi riferisco a qualche giovane promessa del campionato italiano o a qualche primavera di cui si dice un gran bene.

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Resta perciò il dubbio amletico: tenere o non tenere Gigi Buffon?

Dico brevemente la mia, paradossalmente in totale accordo con le parole di Antonio Conte. Mi hanno dato fastidio gli atteggiamenti di Buffon in campo: troppo sorridente con gli avversari, troppo accomodante con gl attaccanti avversari, troppo poco duro con i propri compagni. Mi ha dato la spiacevole sezione che fosse un ragazzo fuori dal gruppo, quasi che il tracollo bianconero non influisse su di lui e non dipendesse pure dalle sue prestazioni.

E sarò felice se venissi smentito nel prossimo futuro.

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Sbaragliata la concorrenza del Napoli, Inler è a un passo dalla Juve

Sembra proprio che quest’anno la Juve abbia deciso di fare sul serio. Ben diversa la campagna avviata rispetto a 12 mesi, quando in tutta fretta Andrea Agnelli e Beppe Marotta dovettero insediarsi, presentarsi, conoscersi e mettere le mani su un qualcosa di talmente contorto… quale la situazione bianconera.

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Dopo 12 mesi la situazione pare essere nettamente cambiata. C’è stato il tempo di cambiare e ragionare, di programmare e quindi di agire. Pirlo e Ziegler sono affari già completi, col centrocampista che è già stato presentato, a inaugurare nel migliore dei modi una campagna di rafforzamento che prosegue spedita. La Juve non può perdere tempo per tutta una serie di fattori. E le promesse di Marotta devono essere rispettate.

L’ultimo nome sul quale giornali e portali si stanno scatenando è quello del talentuoso mediano friulano Gokhan Inler che sembrava destinato al Napoli di De Laurentiis.

In queste ultime ore si sono rincorse voci, indiscrezioni, dichiarazioni più o meno ufficiali di moglie, procuratore e agenti vicini al mercato partenopeo.

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La situazione appare chiara, paradossalmente: può succedere di tutto se Marotta si è mosso. Le ipotesi sono due:

  1. Marotta ha lanciato un succulento bocconcino alla famiglia Pozzo, tentando di capire i margini di manovra per arrivare allo svizzero e, magari, per saperne di più sulla situazione di Alexis Sanchez, l’esterno che potrebbe fare molto comodo al 4-2-4 di Antonio Conte;
  2. Marotta ha rotto gli indugi, ha mollato definitivamente Aquilani virando su un centrocampista diverso dal romano, di comune accordo con Antonio Conte, prossimo allenatore bianconero.

Delle due è più probabile la seconda, visto che Sanchez è un gioiellino che costa e che probabilmente partirà solo per un’offerta choc che ancora non è pervenuta ai Pozzo (se è vero che hanno già rifiutato ben 35 milioni di euro).

Di certo c’è poi un altro fatto: se il procuratore ha dato l’altolà alla trattativa col Napoli, un fondamento di verità sull’appeal e sul fascino ancora intatto della Juve ci sarà, o no? Senza Champions, vero, ma con l’assoluto obbligo di allestire una formazione forte, promettente e con la possibilità di allenarsi comodamente tutta la settimana per preparare di volta in volta la sfida domenicale. Forse è questo il progetto che ha stuzzicato la fantasia già di Pirlo, e forse anche dei big tirati in ballo in queste settimane.

Se dovesse arrivare Inler a questo punto il centrocampo bianconero verrebbe rivoluzionato. Un cervello come Pirlo ha bisogno di gente che sappia mixare fra interdizione e costruzione, appunto gente come Marchisio (intoccabile!) e Inler, più di Sissoko e Aquilani. Con l’ultima domanda riguardante Felipe Melo: ceduto per rimpinguare la cassa? In tal caso anche la mossa Pazienza mi suona strana: pedina di scambio o panchinaro buono per tappare eventuali buchi di squalifiche e infortuni?

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Juve, Marotta… ti mette le aliiiiiiiii!

Nello spregiudicato 4-2-4 di Conte, ammesso che riesca a portare questo modulo a Torino, di fondamentale importanza sono gli esterni di centrocampo. Nella sostanza si tratta di veri e propri attaccanti, con caratteristiche ben precise: grande corsa, grande resistenza, tecnica sopraffina. Durante la partita i due esterni possono essere cambiati per far spazio a forze fresche. Ciò significa che di esterni, una squadra di Conte, ne deve avere ben 4. Quattro elementi validi tali da non pregiudicare la qualità delle corsie laterali.

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Ecco perché la Juve sta muovendosi con insistenza alla ricerca di due potenti ali. In realtà in casa ce ne sarebbero già due: Krasic, che ha alternato prestazioni a dir poco allucinanti con partite scialbe (e per il quale esiste la parziale giustificazione del fatto che non ha mai riposato da 2 anni a questa parte), e Pepe, che nonostante tiri una brutta aria nei suoi confronti si è dimostrato utile ed efficace, ben tenendo a mente che non si tratta di un Cristiano Ronaldo o di un Giggs.

Servono allora due giocatori di fascia. Totale delusione Martinez, che verrà ceduto pur segnando a bilancio una minusvalenza, e praticamente mai usato Lanzafame, pupillo di Antonio Conte che lo lanciò a Bari ottenendone prestazioni sensazionali.

Serve un top player e un comodo rimpiazzo. Sulla sinistra Del Neri ha potuto contare sulla duttilità di Marchisio, che all’inizio del campionato aveva trovato i giusti equilibri tattici trovando pure la via del gol con estrema facilità. Ma Marchisio non ha le caratteristiche per soddisfare le richieste di Conte, ragion per cui la palla passa a Marotta.

In primis bisognerà, di comune accordo con Conte, stabilire se riservare gran parte dei liquidi per l’esterno sinistro o per l’attaccante. Quagliarella e Matri sono due punti fermi, Del Piero è stato riconfermato, a rischio c’è Toni. Aguero, Tevez e Benzema sono punte e non riguardano certo la corsia sinistra.

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Viceversa i nomi di Ribery e Nani sono quanto di meglio un allenatore possa desiderare, al momento. Esiste un altro fuoriclasse del dribbling che risponde al nome di Robben, ma è stato dichiarato incedibile.

 

Tuttosport continua a ripetere una storiella che non ho ancora verificato: la clausola rescissoria di Ribery è a quota 30 milioni di euro, il che mi pare un grosso errore del club bavarese. E non credo all’errore. Se così fosse non aspetterei un solo minuto per staccare un simile assegno e provare a convincere il marsigliese a trovare casa a Torino. Ribery a sinistra e Krasic a destra garantirebbero superiorità numerica costante e giocate da urlo, a tutto beneficio dell’incursore centrale (Marchisio? Inler? Aquilani?) e dei due attaccanti centrali (mi riferisco principalmente alle abilità aree di Matri e Quagliarella).

In naftalina i nomi di Bastos e Walcott. Il primo era già dato per bianconero. Si attende il passaporto comunitario, o forse Conte ha dato l’altolà alle operazioni. Il secondo stuzzica una domanda niente male: ma si integrerebbe facilmente nel campionato italiano? Il fisico non è quello dei corazzieri, mentre la velocità e la capacità nel dribbling non generano dubbi. Inoltre l’Arsenal è sempre stata una bottega cara per tutti.

Altri nomi che sono stati fatti riguardano trattative di secondo piano (Elia dell’Amburgo, già trattato da Marotta lo scorso anno, in concorrenza con Krasic, e Lennon del Tottenham) o trattative impossibili (Gareth Bale, forse il miglior tornante di fascia attualmente sulla terra).

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Fango e bestemmie sul calciomercato bianconero

Purtroppo capita di leggere pure queste cosette qui, cioè stronzate di un livello incredibile. Talmente assurde e presentato col tono serio che non riesci né a ridere, per il loro essere ridicole, né a piangere perché capisci bene che si tratta pur sempre di un gioco, di un divertimento.

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Premessa: la Juve di Marotta e Andrea Agnelli ha dovuto mettere pesantemente mano ai bilanci per tentare di raddrizzare una situazione illogica, forse anche disastrosa. Gente che farebbe fatica a trovare spazio in Serie B pagata fiori di milioni di euro, intesi come stipendi annuali. Non faccio nomi, anche perché il tifoso medio questi nomi li conosce benissimo. La lite, presunta, con Buffon nasce pure dal problema di dover spalmare un ricco e lauto ingaggio con allungamento del contratto, e parliamo di poco più di 5 milioni di euro netti all’anno.

Posto che la premessa è quanto di più vero su questa terra, e basterebbe consultare i documenti ufficiali di casa Juve, ecco cosa ho letto stamattina:

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Intanto dall’Inghilterra rimbalza una curiosa indiscrezione sul conto di Carlos Tevez. Secondo il Daily Mail, l’attaccante argentino del Manchester City avrebbe rifiutato un’incredibile offerta della Juventus che, sfruttando la trasferta inglese per l’addio al calcio di Neville, si era fatta avanti dicendosi pronta a garantirgli un ricco contratto da 20 milioni di sterline all’anno (23 milioni di euro lordi, circa 12 milioni netti a stagione). Incassato il ‘no’ di Tevez, i bianconeri si sono poi buttati su Aguero.

E gente che va dietro a questi fantomatici artisti della penna e poi se la prende con Marotta.

Niente da fare: stiamo diventando come l’Inter di Moratti, e questo mi preoccupa tanto. Molto, moltissimo!

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Matri come Trezeguet? Perché la Juve dovrebbe riscattarlo!

Forum e blog, bar e opinionisti, tutti d’accordo nel constatare come il giocatore più positivo della Juventus 2010/2011 sia stato Alessandro Matri, giunto nel corso della sessione di mercato invernale. In soli 4 mesi ha scalato le gerarchie conquistando il consenso popolare. Largo consenso visto quello che si legge in giro sul Web.

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In una intervista post Juve-Napoli, ultima giornata di campionato, Alejandro ha espresso il desiderio di potersi giocare le sue carte ancora alla Juve, cioè il desiderio di essere riscattato. Marotta a gennaio firmò un accordo di prestito con diritto di riscatto fissato a quota 15,5 milioni di euro. L’affare totale è stato stimato in 18 milioni di euro, cioè 2 milioni di euro per ogni gol messo a segno con la maglia bianconera.

Già perché al di là di semplici congetture e ragionamenti soggettivi, Alessandro Matri ha chiuso la stagione con un bottino di 20 reti, 11 col Cagliari e 9 con la Juve. Più 1 con la Nazionale di Prandelli il 29 marzo di quest’anno. Niente male per uno che di professione fa il bomber.

Tanto più che le 9 reti con la casacca della Juve sono arrivate a fronte di 16 presenze e in un contesto drammatico per le punte bianconere. Scarso gioco, poche occasioni create. Mi piace ricordare l’ultima partita di campionato. Matri rileva Toni a poco meno di un quarto d’ora dal termine della gara. Gli capita un pallone, solo un pallone e con questo Matri ci fa il 2-2.

Si dice che un attaccante che va in doppia cifra sia molto importante per una squadra. Ma un attaccante che riesce a chiudere con 20 gol e più oltre che importante è pure fondamentale. La domanda spontanea è perciò: cosa avrebbe potuto combinare la Juve con Quagliarella e Matri insieme? Perché è indubbio il fatto che il napoletano abbia tenuto in piedi una intera baracca coi suoi gol da settembre a dicembre, mentre l’ex-cagliaritano ha limitato i danni nel finale di stagione segnando gol pesantissimi.

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Ha cominciato contro il suo Cagliari, al suo secondo gettone con la Juve. Doppietta, poi replicata contro il Cesena. Memorabile, per significato e contenuto, il gol che ha steso l’Atalanta di Milano a Torino. In generale Matri ha dimostrato di poter stare in area con molta disinvoltura, capace pure di manovrare con estrema classe.

E’ dotato di un fisico molto elastico, potente, ma agile. Ottimo nell’uno contro uno potrebbe rivelarsi prezioso per il gioco di Antonio Conte.

Torniamo perciò a quella famosa domanda, meglio al suo desiderio. E ribaltiamola: perché Matri non deve essere riscattato?

Ecco, io una risposta non l’ho trovata.

Anzi, ho trovato, semmai, una ulteriore conferma. Negli ultimi 20 anni uno dei bomber più incredibili ad aver vestito la maglia della Juve è stato sicuramente David Trezeguet. Con la Juve 320 presenze e 171 reti. Poco più di 17 gol a stagione. Miglior marcatore straniero della Juve. Al suo primo anno David firmò 14 reti, a fronte di 25 presenze in campionato con Ancelotti in panchina. Il conto indica una media di 0,56 gol a partita. Bene, sempre giocando coi numeri, e che siano di buon auspicio, Alessandro Matri ne ha fatti 9 in 16 presenze, cioè ha tenuto una media di 0,57 gol a partita.

Buona trattativa!

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Ufficiale: Ziegler è della Juventus!

Esterno sinistro di gran corsa e fisico, molto duttile, con un raffinato piede sinistro.

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Reto Ziegler è nato a Ginevra il 16 gennaio 1986. E’ in Italia dal 2007 quando arrivò alla Samp con cui ha giocato oltre 120 partite. Dal 2005 è nel giro della Nazionale Svizzera con la quale ha collezionato  23 presenze e 1 gol.

Rappresenterà chiaramente l’alternativa a Paolo De Ceglie. In realtà, se il talentino bianconero non riacquista pienamente le forze, lo svizzero sarà il principale candidato a giocare sulla fascia sinistra.

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Con Del Neri la migliore stagione alla Samp, l’anno scorso, in cui mise in mostra grande dinamismo e un ottimo sinistro in fase offensiva: cross e tiri dalla distanza.

Arriva a parametro zero e ha firmato un contratto fino al 2015.

Queste le prime parole da giocatore juventino:

Sono molto felice, ieri ho fatto le visite mediche e ho firmato il contratto, è andato tutto bene e ora non vedo l’ora di indossare questa maglia. Essere alla Juve è un grande onore e un passo avanti importante per la mia carriera. Che bello sarà poter giocare con grandissimi campioni! Voglio far vedere a tutti le mie qualità e qui potrò crescere e maturare professionalmente. Il mio contributo? Io sono un terzino che ama attaccare, sono un giocatore tecnico e mi piace divertirmi in fase offensiva. Spero di portare freschezza sulla fascia sinistra, non vedo l’ora di giocare e di vincere con la Juve. Calci piazzati? Non mi ispiro a nessuno, è sempre stata una delle mie qualità. Spero che Del Piero mi lasci battere qualche punizione.

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Se non Aguero, allora Higuain?

Anche Higuain non sarebbe male. Ciò significherebbe la promozione di Matri a prima punta, oltretutto El Pipita potrebbe tranquillamente giocare largo, quindi come terzo attaccante nella linea offensiva a 4 di Antonio Conte. Età a suo favore.

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Le carte vengono rimescolate ogni giorno, ma la filosofia della Juventus non sembra cambiare: un grande campione arriverà. Si tratta solo di capire qua­le. Al fixing di ieri scende Agüero, dopo il pericolosis­simo inserimento del Real Madrid e del Chelsea, sale leggermente Tevez, con i cui agenti la Juventus ha trova­to l’accordo e la cui trattativa non vede concorrenti ag­guerriti all’orizzonte, resta­no stabili i bomber del Ma­drid ( Benzema e Higuain) che potrebbero rivelarsi oc­casioni nel caso il Real pren­desse Agüero e ne dovesse dismettere uno. E occhio agli esterni: Nani e Ribery, due nomi che dopo la riunione tecnica con Antonio Conte prevista per la prossima set­timana potrebbero prendere improvvisamente quota.

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[Via Tuttosport]

Longari è convinto dell’affare:

Più che Benzema, però, che comunque resta sotto la lente d’ingrandimento di Marotta, il prescelto sarebbe Gonzalo Higuain, che meglio si sposerebbe per caratteristiche con l’attaccante di manovra richiesto da Antonio Conte. Arrivare al Pipita sembra un impresa impossibile, ma giocando le giuste carte, anche il sogno più recondito può riuscire a diventare reale. La Juventus, con le sue, sta provando a fare la migliore mano possibile.

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Calciomercato Juventus: e alla fine arriva… Dzeko

E’ solo una provocazione, ma vuoi che il sogno di una intera estate (la scorsa estate) non sia entrato nel dialogo fra Marotta e i dirigenti del City?

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Di certo c’è un fatto, innegabile e che dovrebbe in qualche modo alleviare le ire di molti, moltissimi tifosi delusi: Marotta si sta muovendo come un pazzo per vagliare le condizioni, tutte le condizioni per giungere a qualche pezzo da novanta.

Antonio Conte sembra aver posto alcuni parametri: serve un fuoriclasse assoluto, o sulla trequarti, e cioè una seconda punta, o sull’esterno sinistro. Confermati Quagliarella, Matri e Del Piero, alla Juve occorre tappare il buco pesante venutosi a creare sulla sinistra (con l’arrivo di Ziegler e la conferma di De Ceglie il reparto dei terzini è sufficientemente completo) con un top player. Arduo e complicato giungere a Ribery, più percorribile la pista che porta a Bastos tenuto lì nel congelatore: fino a quando non arriva il passaporto da comunitario il nazionale verdeoro galleggerà fra Lione e Torino.

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Qualche giorno fa, però, Luciano Moggi aveva lanciato un messaggio: “perché avete dimenticato un nome che adesso è più semplice da prendere?”. Il riferimento a Dzeko appare scontato.

Scontento a Manchester dove Mancini lo usa poco e male (13 presenze e 1 misero gol il suo bottino), scontenti i dirigenti del City che per lui hanno staccato un assegno da 37 milioni di euro. Per non disperdere questo patrimonio e per non segnare a bilancio un’incredibile minusvalenza, ecco che Marotta può piazzare il suo colpo preferito: prestito con diritto di riscatto.

Certo, se dovesse arrivare Dzeko allora crollerebbero le quotazioni di Aguero o Tevez, Toni farebbe la valigia e uno fra Matri e Quagliarella rischierebbe di non venire più riscattato.

Col rischio che il talento di Dzeko sia in netto declino, visto quanto combinato in Premier League e le difficoltà del campionato italiano. Dopo Diego… la Juve non può permettersi un altro affaraccio dalla Germania!

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