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Mese: June 2011 (pagina 1 di 6)

Chi affiancherà Pirlo? Sissoko, Melo o Mister X?

Nella Juve di Conte, muovendoci nell’ipotesi di un 4-2-4, il reparto di centrocampo è popolato da tre tipi di giocatori:

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  1. due ali vecchia maniera, in grado di saltare l’uomo e con una grande capacità di corsa e grande resistenza;
  2. un regista, uno che sa alternare il gioco corto al gioco lungo (fondamentale in tal senso la profondità garantita dalla prima punta);
  3. un cagnaccio rabbioso che sappia coprire le spalle al compagno di reparto e fare la diagonale sulla fascia scoperta.

La rosa attuale vanta un grandissimo regista, Andrea Pirlo, un duttile centrocampista di nome Claudio Marchisio, e ben due giocatori che i più danno in uscita: Felipe Melo e Sissoko. Sulle ali torneremo in un altro articolo.

Il brasiliano è stato acquistato per 24 milioni di euro e ha reso poco il primo anno, ha reso bene il secondo anno. Certo il suo carattere è un limite fortissimo. Quando Del Neri lo ha avuto in pugno Felipe Melo si è rivelato prezioso alleato di una Juve equilibrata e molto tosta in mezzo. Ricordo alcune allucinanti prestazioni, forse su tutte quella contro il Milan. Il processo di crescita è in atto, ma da Torino giungono voci di una fiducia molto parziale di Antonio Conte nei riguardi di una personalità altalenante. E la Juve non può permettersi simili punti interrogativi.

Il maliano sarebbe invece il tassello mancante. Paradossalmente, la soluzione più semplice e più utile la Juve ce l’ha in casa con Sissoko. Ma gli infortuni degli ultimi due anni e la testa-altrove potrebbero essere i due più grossi ostacoli. Perciò Sissoko è più out che in, con un mercato in uscita che ancora stenta a decollare. E come potrebbe visti gli ingaggi e il fatto che comunque la Juve non può spenderli.

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Non credo alla pedina Vidal, un centrocampista molto offensivo e poco propenso alla fase difensiva. Vidal è tutto, tranne che un mediano di rottura. Né mi convince, del tutto appieno, Inler, che reputo costoso.

Sarebbe pressoché perfetto Lass Diarra, ma il giocatore non ne vuole sapere di Torino e non costa certo quei 12 milioni che la Juve vorrebbe spendere per il mediano.

Sono perciò convinto del fatto che Antonio Conte vorrà prima toccare con mano Sissoko e Felipe Melo e soltanto a ritiro iniziato deciderà chi dei due rimarrà nella rosa bianconera, chi andrà via e, soprattutto, se ci sarà bisogno di tornare sul mercato.

In quest’ultima ipotesi, quali sono le vostre idee in merito?

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Altri 3 saggi valuteranno l’esposto della Juve sulla revoca dello scudetto all’Inter: ecco chi sono!

Sarà un punto di svolta?

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Un altro? Un altro ancora? In realtà non ci crede nessuno, ma la vicenda è interessante. O imbarazzante, dipende qual è il vostro livello di dignità intellettuale. Di certo, sarà comunque una farsa. Un’altra ancora.

Antefatto

Il 10 maggio 2010 Jean Claude Blanc, uno e trino della Juventus Football Club, firma un esposto clamoroso. La Juve chiede, con quel documento, la revoca dello scudetto di cartone che Guido Rossi rifilò all’Inter arrivata terza in quel campionato.

Andrea Agnelli nel frattempo diventa Presidente di una società allo sbando più totale e in meno di 1 mese prova a rivoltare rosa e dirigenza. Ci riuscirà soltanto nel corso dei mesi. Ma l’esposto è cosa fatta e, anche solo per dovere di rappresentanza, deve difenderlo. Lo difende tramite conferenze stampa e dichiarazioni del tipo “attendiamo una risposta”, “aspettiamo il lavoro della federazione” e concetti analoghi. Mendicava, fra l’altro, premura e fretta.

Bene, 13 mesi dopo, anzi 14 ormai, si attende ancora una risposta da parte del SuperProcuratore Palazzi e da parte di Abete, una sorta di estroflessione di quel Carraro che da Calciopoli se la cavò con pochi euro di multa.

Da dicembre 2010 a aprile 2011 Palazzi ha lavorato sulle carte in attesa di una relazione che ancora deve essere presentata. Forse pure scritta, vista la clamorosa e sospetta lentezza del SuperProcuratore. Quali siano le carte e quali le conclusioni, con questo personaggio molto ambiguo e che sprizza fiducia anche meno di Giuda all’Ultima Cena, non lo sa nessuno, proprio nessuno! Ci si attende perciò un colpo da novanta quando finalmente vorrà pronunciarsi sull’esposto. Intanto ha chiesto la radiazione di Moggi, fermandosi de facto al 2006, come se un Processo a Napoli non sia stato fatto, come se avvocati e periti non abbiano portato alla luce un nuovo mondo di intercettazioni dalle quali emerge chiaramente la posizione poco etica e pulita della squadra del petroliere più potente del calcio italiano.

Sì perché intanto si è scoperto che l’Inter parlava con gli arbitri e intratteneva rapporti NON AMMESSI E PUNIBILI CON ESCLUSIONE DAL CAMPIONATO DI COMPETENZA con un arbitro in attività, trattava e parlava con i designatori e dirigenti federali, aveva strani rapporti con la Telecom di Tronchetti Provera e chissà ancora cosa non sappiamo!!!

Cosa c’è dentro l’esposto?

Ma l’esposto, che non tutti hanno letto, o che molti hanno letto e occultato opportunamente, dice una cosa ben più importante della semplice verifica della idoneità etica dell’Inter a ricevere uno scudetto mai realmente sfiorato in campo. L’esposto contiene un paragrafo molto molto interessante: la richiesa di parità di trattamento con tutte le società già coinvolte in Calciopoli o tenuto fuori da Calciopoli (abilmente, aggiungo io!).

In caso di accoglimento delle richieste bianconere, e non si capisce il motivo di un eventuale rigetto, la Federazione sarà costretta ad applicare un articolo previsto dal Codice di Giustizia Sportiva, ossia il Numero 39. Un numero che probabilmente è negli incubi più tremendi di Moratti e dei tifosi intertristi.

Abete sta cominciando a sentire la famosa voce del silenzio. Tredici mesi sono tanti, sono lunghi e sono vergognosi. La risposta tarda ad arrivare… dunque la Federazione ha la coscienza sporca, come disse il Nostro Presidente Andrea Agnelli. E allora ecco il colpo di genio di Abete, una persona che prima viene cacciata, meglio è per il movimento calcistico italiano.

Ancora saggi!

Nel 2006 Guido Rossi, padre padrone di una intera federazione lasciata in balia di mezzo CdA intertrista, dettaglio sfuggito ai più, varò il comitato dei saggi, tre figure importanti e altamente qualificato che espressero totale dissenso a un’azione vergognosa e molesta di questo signore che fu premiato dalla Exor con un contratto di consulenza. Pazzesco, eh!? No, semplicemente una storia italiana!

I famosi saggi! Che ora ritornano, visto che Abete, impaurito dall’esposto e dall’immobilismo di Palazzi, è deciso ad affidare un consulto a un nuovo comitato di saggi. Probabilmente tale comitato sarà composto da Moratti, da TopoGigio Paolillo, da Tronchetti, perché no?, e da qualche altro componente del CdA nerazzurro, in perfetta continuità col 2006.

Sì perché per leggere e valutare le carte emerse da Napoli occorre semplicemente un po’ di tempo libero e un po’ di coscienza morale. Dubito che i signori che comodamente trafficano la Federazione Italiana/Interista Giuoco Calcio siano dotate di coscienza morale. Perciò non capisco l’utilità di un comitato di nuovi saggi. Ma tant’é, è l’ennesimo tentativo di allungare i tempi.

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Doveva essere tutto ok per il 30 di giugno, cioè oggi, invece si andrà per il 18 di luglio, anche se l’anno non è stato specificato.

Un paio di stranezze le possiamo però già sottolineare:

  1. perché le telefonate dell’Inter sono saltate fuori soltanto nel 2010 e soltanto grazie al tremendo sforzo degli avvocati di Moggi? Perché erano state abilmente occultate da Palazzi & Soci?
  2. perché non erano state avviate indagini sull’idoneità etica dell’Inter PRIMA CHE LE FOSSE REGALATO UNO SCUDETTO NON SUO?
  3. perché Guido Rossi, a 5 anni di distanza, rifiuta di rispondere a domande legittime sul suo operato in Lega Calcio?
  4. perché Palazzi sta perdendo così tanto tempo per esaminare un materiale che ai più pare essere limpido, chiaro e molto molto semplice da capire?

L’iter dell’esposto

Cosa avverrà?

Semplicemente Palazzi trarrà le sue conclusioni presentando una accurata relazione, speriamo non priva di riferimenti, dettagli e giustificazioni nei passaggi chiave, almeno! E trarrà soprattutto le conclusioni di natura giuridica.

Successivamente sarà compito del Consiglio Federale mettere la parola fine a questa farsa. Probabilmente revocando lo scudetto all’Inter e NON ASSEGNANDOLO! Perché restituirlo alla Juve, a 5 anni di distanza, dopo la distruzione della Juve medesima… beh non voglio immaginare le mie possibili azioni.

Abete, in ogni caso, si farà un nemico: o il buon Moratti che ha minacciato di dimettersi, come un semplice buffone che getta la maschera e scende giù dal palco conscio di non aver divertito il pubblico, o il buon Andrea Agnelli che andando contro la Famiglia ha comunque portato a termine un lavoro oneroso e dovuto. Anche se questo è solo un piccolo, piccolissimo passo verso una naturale rivalsa.

Nel frattempo la Cazzetta Rosa, quella specie di comitato di leccaculo noti col termine, improprio, di giornalisti sportivi, sta cominciando la campagna pro prescrizione. Scoperto cioè l’inganno, ora tentano di insabbiare il tutto, come ampiamente fatto nel corso di questi 10 anni. Con Palombo che improvvisamente si è risvegliato da un torpore lungo 1 anno e che è tornato a scrivere ignobilmente seminando stronzate e cazzate.

Ma Abete deve una risposta: al popolo bianconero, ai tifosi di calcio (almeno quelli che credono ancora in questo sport, e non sono molti in Italia). Mentre gli intertristi stanno già pensando a come sviare i discorsi. Ma per fortuna, a fare le loro veci, ci pensa Palombo, Arturi e i malfattori-travestiti-da-giornalisti della Cazzetta dello Sporc!

Moratti si ribella

Come in una commedia riuscita male, di quella che non ti fa ridere né riflettere, Moratti ha commentato l’arrivo imminente della relazione di Palazzi e ha rilasciato queste dichiarazioni da neuro-dramma:

Non è possibile e non è giusto che ci venga tolto lo scudetto del 2006

Alcuni smemorati ricorderanno come finì quel torneo:

  • Juventus, 91 punti;
  • Milan, 88 punti;
  • Inter, 76 punti.

La Juve vinse 2-0 a Torino, con gol di Nedved su punizione e Trezeguet, e andò a vincere pure a San Siro con Ibrahimovic servito da Camoranesi e punizione magica di Del Piero. Fu lo scudetto 29, l’ultimo mai assegnato nella storia italiana. L’anno successivo venne inscenato un Torneo Aziendale sponsorizzato dalle due squadre milanesi tuttora in vigore.

Viva l’Italia dei Saggi!

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De Laurentiis: strano concetto di grandezza

Strano concetto quello di De Laurentiis. Il Presidente del Napoli è sempre protagonista di curiose dichiarazioni.

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Fermo restando gli ampi meriti di un Napoli tornato grande grazie all’immane lavoro di Pierpaolo Marino, mai ringraziato a dovere, ora ci si trova davanti a quella che potrebbe sembrare un ridimensionamento.

L’exploit che ha portato il terzo posto rischia di rimanere, appunto, un exploit. Confermarsi, sebbene a un livello modesto come quello italiano, è sempre difficile e presuppone un progetto a lungo termine. Tale progetto a lungo termine non può prescindere da certe pedine, pressoché fondamentali.

Facili i nomi: Cavani, Lavezzi, Hamsik.

Quest’ultimo si è reso protagonista della classica operazione sporca, in linea con Galliani e soprattutto Raiola. Da ricordare che Moggi è stato portato in Tribunale per violenza privata a causa di un diverbio con due giovani bianconeri. Invece, qui si parla di strategia e di grande esperienza. La coerenza è, al solito, un optional.

Il problema è De Laurentiis che probabilmente sarà costretto a cederlo e non certo a 40 milioni di euro, ma più semplicemente a una 20ina, forse anche meno se il Milan inserirà una pedina gradita a Mazzarri.

Il problema vero, comunque, rimane un concetto che di per sé è valoroso, ma nella pratica risulta disastroso:

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  1. Criscito è evaporato per una offerta indecente (al ribasso);
  2. Inler ha preferito (preferisce/preferirebbe) il bianconero alla maglia azzurra del Napoli (ma finirà per accettare il contratto di De Laurentiis, a meno che Pozzo non contro-offra un piccolo aumento di ingaggio);
  3. Vidal è attratto da ben altre mete;
  4. Rosati sta sfumando a causa di un ingaggio poco gradito.

E la lista, stando agli uomini mercato vicini al Napoli, è ancora più lunga.

La cosa che più stupisce è l’atteggiamento di De Laurentiis, che si sente grande quando deve vendere e piccolo quando deve comprare.

Il tetto massimo che può offrire ai giocatori è fissato: poco meno di 2 milioni di euro, a patto che sia un top player. Su queste basi c’è poco, molto poco da fare. La colpa non è di De Laurentiis, ma di meccanismi ed equilibri di mercato molto strani. Ma tant’é, così è se vi pare…

Così De Laurentiis le spara grosse. Prima indispettisce il napoletano Mimmo Criscito che ha già risposto “mi hanno dato molto fastidio le brutte parole di De Laurentiis”, poi gradirebbe da Inler “un passo indietro e tanta voglia di azzurro” (come se il contratto fosse un accessorio qualsiasi), poi lancia una sorta di invito collettivo “chi vuole il Napoli si dovrà adeguare”.

Bene, caro De Laurentiis. Trovo molto corretto questo atteggiamento e io per primo avevo proposto un tetto massimo alle trattative per l’acquisto di giocatori e l’offerta di ingaggio, ma il calciomercato è ormai questo.

O ti adegui o si adegueranno gli altri.

E per favore… non minacciare Marotta e altri operatori di non interferire con le tue trattative.

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Santana a costo zero? Marotta prova a portarlo alla Juve

Sebbene il prospetto da me redatto pochi giorni fa era verosimile, cominciano a scricchiolare le prime cifre. Non già gli acquisti, assolutamente corretti, quanto le vendite.

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Pochi acquirenti (diciamo pure nessuno!) e poche entrate. A conferma di una gestione delle risorse pressoché fallimentare da parte di chi ha preceduto Andrea Agnelli e Marotta. Quest’ultimo è chiamato a una sorta di miracolo economico: vendere, svendere, insomma monetizzare.

Se l’IMG ha dato il via libera all’acquista di Aguero (a 35 in contanti si chiude), Marotta è costretto a prendere la calcolatrice e sudare freddo in attesa di una decisione critica. Perché l’acquisto, eventuale, del fuoriclasse argentino metterebbe le liquidità di cassa in ginocchio. Rimarrebbero pochi spiccioli e occorre vendere.

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Così l’alternativa è sempre la solita: prestiti o cartellini gratuiti. La prima formula ha portato buone pedine (leggi Quagliarella, Aquilani, Matri, fra gli altri), mentre la seconda formula ha permesso di reclutare Pirlo e Ziegler.

C’è un altro parametro zero su cui Marotta potrebbe mettere gli occhi: Mario Alberto Santana, un esterno che farebbe comodo nello scacchiere di Conte. Certo, Santana rappresenta una seconda scelta. In attesa dell’esterno sinistro titolare (a Vucinic credo poco per il fatto che la Roma non intende mettere sotto contratto i nostri scarti, leggi Iaquinta/Amauri/Martinez) Santana completerebbe la panchina con Simone Pepe.

Allo stato attuale, infatti, Antonio Conte può contare su Pepe e su Krasic. Martinez è appeso a un autentico filo, vista la stagione più che deludente. Ma non può partire per pochi euro e generare una pericolosa minusvalenza.

Così potrebbe alla fine arrivare il quarto acquisto a costo zero. Solo e soltanto… per arrivare ai famosi giocatori di qualità.

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Andrea Agnelli: “Noi abbiamo 29 scudetti, il Milan 18 e l’Inter non si sa… “

Ecco come si è espresso il Presidente della Juventus Andrea Agnelli:

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In assemblea di Lega si parlava di tifosi. Se vogliamo premiare la meritocrazia, io lo condivido. Però, se dobbiamo redistribuire le risorse in base alla meritocrazia, allora bisogna prendere in considerazione anche la storia dei club. Noi abbiamo vinto 29 scudetti, il Milan 18 e l’Inter non si sa… Ci sarà un motivo se queste tre squadre mettono insieme il 70% dei tifosi. Abbiamo pianificato dei budget, non si possono cambiare le carte in tavola.

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E ancora:

Dobbiamo decidere dove si vuole andare, qual è l’obiettivo del calcio italiano? Inseguire l’eccellenza in Europa o restare più provinciali? Se si vuole l’eccellenza, bisogna permettere alle squadre che di solito fanno le coppe di avere i mezzi per vincere. Questa è l’unica strada percorribile per catturare l’interesse di altri mercati. Una volta scelta la strada dell’eccellenza, andrebbe creata una Lega più manageriale. Qual è, per esempio, la nostra politica sui mercati esteri? Si vuole il mercato cinese e poi non si va a giocare lì la Supercoppa italiana o si va, come quest’anno, per forza. Capisco che in un determinato momento della stagione sia anche logisticamente difficile pianificare una trasferta a Pechino, però…

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Moratti: perché non hai provato a chiamare Gigi Simoni?

Alla fine mancavano i cavalli di ritorno. Gasperini, bianconero che non si è mai tolto l’etichetta da bianconero, guiderà la squadra più divertente degli ultimi vent’anni. È stato scelto per clamorosa e totale esclusione degli interpellati: “no grazie!”, “no!”, “ringrazio, ma debbo rifiutare!” e forse un vaffa da parte di un milanista vero.

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A bocce ferme mi viene un dubbio: dott. Moratti, perchè non ha provato a chiamare Gigi Simoni?

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Una volta per tutte poteva finalmente provare a vincere uno scudetto che ha solo sfiorato (e voglio essere buono!) molti anni fa con Ronaldo in campo, Galante in difesa e Taribo West come terzino, per non citare altri curiosi nomi.

Oppure si poteva richiamare Hodgson che così bene ha fatto a Liverpool. O Lucescu, o Tardelli.

Niente, alla fine, si è scelto Gasperini, ex bianconero, ex Juventino. E per poco alla Pinetina non ci si vestiva di bianconero visto che Rampulla e Ventrone sono stati a un passo dalla firma. Poi si è deciso che era troppo: si rischiava di dimostrare cosa è stata veramente la storia dell’Atalanta di Milano nella gestione Moratti!

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Ravanelli torna alla Juve: sarà allenatore delle giovanili

Benvenuto Fabrizio:

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Dopo l’approdo sulla panchina della prima squadra di Antonio Conte e l’ingresso nel settore giovanile di Massimo Carrera, si profila un altro ritorno al passato. Secondo le indiscrezioni raccolte da calcio GP, infatti, la Juve starebbe pensando di affidare la gestione della Primavera bianconera, guidata nella scorsa sfortunata stagione da Giovanni Bucaro, nientemeno che a Fabrizio Ravanelli. Combattente dentro e fuori dal campo, il “Penna bianca” nazionale, perugino di nascita ma juventino di adozione, potrebbe così mettere a disposizione delle future leve della Vecchia Signora tutta la sua esperienza, maturata in quattro stagioni a tinte bianconere. Il progetto, insomma, appare chiaro: insegnare ai campioni di domani cosa vuol dire giocare nella Juventus. Se le voci saranno confermate, quindi, la società bianconera ripartirà da Conte e Ravanelli, alla ricerca della juventinità perduta. Con loro due in sella, del resto, ritrovarla sarà più semplice, anche perchè, come scriveva Giampiero Mughini in uno dei suoi libri, “le vie della juventinità sono infinite”.

[Fonte TuttoJuve]

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Tu juventino che compri la Gazzetta dello Sport… vergognati profondamente e pentiti!

Provo molta pena per chi, a patto che non sia costretto per professione a farlo, compra ogni mattina la Gazzetta dello Sporc, giornalaccio rosa costretto a inchinarsi al volere del duo Moratti-Galliani e prono a una RCS che certamente terza e obiettiva e non-schierata non lo è mai stata!

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Provo molta pena, soprattutto, se colui che dona 1 euro al giornalaio di fiducia tifa Juve. Un po’ come Emilio Fede che compra Il Fatto Quotidiano o Bossi che grida “Forza Napoli!”. Un controsenso allucinante.

Perché poi il tifoso si fa abbindolare dalle chiacchiere futili e volgarmente moleste, intellettualmente parlando, dei vari Palombo, tanto per citarne uno. Gente che la professione del giornalista non sa cosa sia perché non conosce il significato della deontologia, figuriamoci onestà intellettuale e dignità professionale. Gente platealmente schierata e convinta di azionare ogni giorno una macchina del fango sempre pronta a sparare a zero sulla Juve e su chiunque si frapponga fra i successi rossoneroazzurri.

Una sorta di quotidiano degenerato a house organ.

Se non fosse per i barbieri e i bar costretti a comprarla per richiamare al caffé un po’ di lettori della mattina appassionati… i numeri della Cazzetta Rosa sarebbero ben diversi da quelli attuali. Tant’é, ogni giorno molti si recano a comprarla. E quelli che poi la leggono, quindi esclusi i muratori che ci fanno i cappellini, le casalinghe che ci incartano il pesce, e altri che che ci foderano i sacchetti della spazzatura, rimangono infinocchiati dalle terribili stronzate scritte in ogni angolo dei fogli che costituiscono il quotidiano rosa.

A ogni azione corrisponde una reazione: semplice concetto della fisica che la Cazzetta Rosa applica a ogni uscita di Marotta o Andrea Agnelli.

Se Marotta, per esempio, si dice sicuro di poter elevare il grado di qualità della Juve, la Cazzetta esce il giorno dopo con nomi quali Cerci, Bastos, perfino Guberti, Mantovani e qualche sconosciuto sudamericano che fa sostanza. Cioè punta immediatamente a far incazzare il tifoso medio, quello che non sa che esiste Internet e che esistono tanti professionisti dell’informazione (e non sono io, tanto per essere chiari!) che attraverso portali e blog informano di più e meglio rispetto al giornalaccio rosa.

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Poveri loro, i tifosi juventini che leggono quella cosa. Li riconosci subito al bar o in piazza: sono quelli che sparano ragionamenti senza nemmeno conoscere la realtà dei fatti. Ecco, quello è il tifoso bianconero che legge, ahilui, la Cazzetta Rosa.

Chiunque abbia un amico, un conoscente, un vicino di casa in questa terribile e tragica situazione… è pregato di riportare la pecorella smarrita a casa, nuovamente fra noi tifosi per bene che quel giornalaccio nemmeno lo tocchiamo.

Tu, tifoso juventino che compri la Gazzetta dello Sporc, non ti vergogni nemmeno un po’? Così aiuti il sistema che ha distrutto la tua squadra del tuo cuore, ammesso che la Juve lo sia veramente.

Provo a convincerti, tifoso juventino che compri la Gazzetta dello Sporc.

Una domanda facile facile: quanti scudetti ha vinto la Juventus?

Seconda domanda facile facile: qual è l’ultimo trofeo vinto dalla Juventus?

La Gazzetta dello Sporc risponde così: 27 e 2003 (SuperCoppa Italiana contro il Milan a New York).

Tu, tifoso juventino che compri la Gazzetta dello Sporc, vuoi dirmi davvero che domani comprerai di nuovo la Cazzetta Rosa???

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Viviano all’Inter per errore. E Babbo Natale e la Befana esistono!!!

Babbo Natale e la Befana esistono… se Viviano è finito all’Atalanta di Milano per errore. Perché a tutto, in questo mondo del calcio italiano un po’ curioso, c’è un limite.

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La cronaca

Le buste sono un espediente particolarmente semplice tramite il quale si risolvono comproprietà che non sono state risolte previa contrattazione fra i club co-detentori del cartellino in questione. Vale a dire: se due società non si mettono d’accordo entro una certa data, ognuno dei due club scrive su una busta la cifra alla quale è disposto ad accaparrarsi l’intero cartellino. La cifra più alta… vince.

Ora, è capitato raramente (la mettiamo così, per non scrivere cose peggiori) che un dirigente che di professione fa il dirigente di una squadra di calcio, mica il tabaccaio improvvisatosi a top manager, faccia confusione con cifre, numeri e questo semplice processo. Eppure, è capitato.

Il fatto

Viviano è un ottimo portiere, uno dei migliori fra i pari età e certamente un ragazzo interessante in ottica futuro, ma non solo. Il suo cartellino è (era) a metà fra Bologna, che lo ha valorizzato, e Atalanta di Milano. A quest’ultima avrebbe fatto comodo accedere al cartellino del portiere per due ragioni: o tenerlo e fare cassa con Julio Cesar, o venderlo e fare cassa.

Il Bologna aveva la ferma intenzione di riscattarlo e tenerlo tutto per sé. Per una piccola squadra poter, eventualmente, vendere un cartellino a quota 8/10 milioni di euro è di vitale importanza.

Stamattina il patatrac.

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Pedrelli, che di professione risulta (risulterebbe) dirigente del Bologna Calcio, ha scritto sulla busta la metà del valore che il Bologna era pronto a offrire. Insomma, anziché scrivere 4 milioni e 710 mila euro ha di fatto segnato sul modulo federale la cifra 2,335 milioni di euro.

Prima domanda: quale ragionamento ha portato Pedrelli alla scrittura della metà della cifra?

Seconda domanda: perché sulla busta di Ekdal tale errore non è stato commesso?

La realtà dovrebbe essere più semplice, molto più semplice.

Converrà, per correttezza, esaminare i prossimi movimenti sull’asse Milano-Bologna perché ho paura che sta per crearsi una nuova importante alleanza, ai limiti della lealtà sportiva, come già accaduto fra Preziosi e Moratti.

Pedrelli ha sbagliato, forse perché stava scrivendo la letterina a Babbo Natale?

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Manca l’ufficialità, ma Lichtsteiner è della Juventus

Si attende soltanto la fumata bianca e quindi l’annuncio. Questione di ore. Stephan Lichtsteiner virtualmente è già un giocatore della Juventus. Gli ultimi contatti tra i dirigenti bianconeri e il presidente biancoceleste Claudio Lotito sono serviti a ridurre la distanza. Il milione che ballava tra richiesta ( 10 milioni) e offerta ( 9 milioni) è stato risolto attraverso bonus a vittorie e una disponibilità da parte del terzino svizzero a rinunciare ad alcuni premi con la Lazio. Lichtsteiner, in precedenza, pur di facilitare il trasferimento aveva rinunciato a 2 milioni, legati al cartellino. Già, perché a Roma era arrivato con l’articolo 17. Il laterale svizzero, come lo dipingono gli amici, è un tipo schietto e con solo una parola: quando si è messo in testa la Juventus non ha più voluto pensare a soluzioni alternative.

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A facilitare l’operazione pure gli ottimi rapporti tra Lichtsteiner e Lotito: i due si sono parlati più volte nell’ultima settimana. Il laterale destro della Nazionale svizzera, in costante contatto con il suo entourage ( il fratello e l’agente Federico Pastorello), aspetta la chiamata ( giusta) per sbarcare a Torino per visite mediche e firma sul contratto di 4 anni.

[Fonte Tuttosport]

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