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Mese: July 2011 (pagina 1 di 6)

Incompetenti, teste di cazzo e merde: le parole giuste per le persone giuste!

E siamo finalmente arrivati alla chiusura di un primo cerchio. Durante i festeggiamenti per i sorteggi-poco-sorteggiati del prossimo Torneo Aziendale, Aurelio De Laurentiis, in veste di attore consumato, dice quello che tutti pensano di questo nuovo calcio pulito:

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Siete delle teste di cazzo… Basta, voglio tornare a fare cinema… Siete delle merde… mi vergogno di essere italiano.

Ho dovuto cambiare in corsa questo pezzo che in realtà era destinato alle terribili incongruenze fra il Napoli che è sceso in campo la scorsa stagione e le parole del suo Presidente, ma era troppo forte la tentazione di sottolineare la verità che De Laurentiis ha rivelato in questi semplici, piccoli, chiari suggerimenti-alla-persona.

Ora, e non c’è modo di eludere queste domande, ho pochi dubbi da sciogliere:

  • perché De Laurentiis è esploso così?

E’ evidente che c’erano accordi sottobanco che sono stati disattesi dal caso, semmai esista davvero un caso! E l’accordo sottobanco è una cosa volgare, ignobile e che non c’entra nulla con la trasparenza e il calcio pulito promosso con Calciopoli. Ovviamente è tutto falso: il calcio italiano, dal 2006, è ancoro più sporco, falsato e inferiore rispetto a tutti gli altri in Europa e nel Mondo. Perfino in Bulgaria ridono di noi.

  • a chi si rivolgeva De Laurentiis?

Qui la risposta è semplice: il controllo della Lega Calcio è de facto rimasto in mano a poche persone: Galliani, Moratti e i servi Cellino, Zamparini e Preziosi. La Roma non conta più ormai da anni. Se la Juve è stata fatta fuori è proprio perché questa alleanza ha retto i cordoni della vergogna: Moggi ha avuto problemi solo con questi personaggi qui. Ma adesso che succede?

Non era forse De Laurentiis a raccontare che dopo il 2006 il calcio era cambiato, che c’era spazio per tutti e le grandi non avevano più quel potere, che poi qual era questo potere sarebbe anche carino saperlo!

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De Laurentiis quindi ce l’aveva con Galliani, Moratti et altri. Se la coerenza, in questa Italia, non fosse un optional, perfino poco importante, si imporrebbe una scelta forte da parte di De Laurentiis, al pari di qualche scena clou dei suoi film: una bella conferenza stampa e… via a sputare i rospi. Ora, adesso, visto che c’è il tempo di rimediare a questi colossali errori. Ma non accadrà perché De Laurentiis ha tutto l’interesse a non creare problemi, a rimanere ai posti alti e godere di qualche buon piazzamento, lasciando ai soliti noti tutto il resto del malloppo.

Sarebbe pure carino capire quali siano questi errori che hanno mandato in bestia De Laurentiis.

Altrimenti… mi dispiace e me ne rammarico, ma sono d’accordo con Preziosi (chissà se proporrà a Galliani la metà della sua frase, così come i giocatori): la FIGC deve prendere seri provvedimenti per uno che ha alzato oltre modo i toni e provocato non poco imbarazzo all’Italia.

Ah già, imbarazzo, dignità, serietà: valori che questa FIGC non conosce più. Da almeno 5 anni.

Perciò siamo oggi nelle mani di gente incompetente (per stessa ammissione), di pezzi di m***a e di teste di c***o per diretta ispezione di uno che questo calcio l’ha promosso, cavalcato e ideato.

Complimenti a tutti e viva l’Italia!

P.S.

Faccio solo notare che da ormai 5 anni Moggi non è più nel calcio e i problemi sono aumentati. E gli scandali aumentati. E le partite sono più falsate di prima. E l’Italia è colata a picco nei ranking di tutto il mondo. Non è mica stato fatto un errore in quell’estate del 2006…?

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Le idee chiare di Conte e i soldi di Marotta: caos Juve?

Nel giorno della presentazione Antonio Conte disse a gran voce che

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[...] se non avessi avuto certe garanzie da parte della dirigenza non avrei certo accettato un simile incarico.

La traduzione è piuttosto semplice: la società, nelle persone di Andrea Agnelli e Marotta, ha garantito al tecnico leccese i rinforzi necessari per il suo 4-2-4. E fin qui la società ha risposto. Ma è una risposa ancora parziale.

Marotta si è dovuto muovere sul mercato con i soldi messi a disposizione dal prestito della Exor (da restituire al mittente al 31 dicembre 2011) e fra le enormi difficoltà di una rosa da sfoltire e da ricostruire. Numerose le falle tecniche, numerose le inconsistenze tattiche, due paroloni che potrebbero voler dire molto, e nulla!

A parametro zero sono arrivate tre pedine: Pirlo, Ziegler e Pazienza. Sulle qualità del primo discutere mi sembra anche volgare nei suoi confronti. Ziegler garantirà la copertura della fascia sinistra insieme a Paolo De Ceglie e mi pare un ottimo acquisto, sul piano qualità-prezzo. Mentre Pazienza scalderà la panchina, buono a essere sfruttato nei momenti di difficoltà, momenti che negli ultimi anni hanno condizionato, e non poco, il lavoro dei tecnici della Juve.

Marotta ha poi speso i primi soldi, ben 20 milioni di euro, portando a casa due ottimi giocatori: Lichtsteiner e Vidal.

Lo svizzero è uno dei migliori terzini destri dei due campionati finora disputati in Italia. E già dalle prime apparizioni si può dire che è uno degli acquisti migliori, grazie alla sua caparbia capacità di poter presidiare una fascia sguarnita ormai da troppi anni. Mentre il cileno fornirà fosforo a volontà a centrocampo, corsa e agonismo.

E adesso?

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E adesso si attendono le cessioni. Per la verità molte operazioni sono state concluse: Felipe Melo è in Turchia (15 milioni l’affare complessivo), Sissoko è del PSG (8 milioni di euro circa) e Amauri è quasi piazzato. Si attendono novità su Grygera e Grosso, Motta e uno dei secondi portieri (Storari o Manninger) e Iaquinta. Se arriva una seconda punta rischia seriamente Toni.

E allora?

E allora Conte sta lavorando ormai da qualche giorno e chi meglio di lui conosce le reali potenzialità di questa squadra? O di questa rosa, se volete. E chi meglio di lui sa quali ruoli sono ancora scoperti o andrebbero rinforzati?

Lo sfogo ultimo dall’America dà la sensazione che il tecnico bianconero abbia già stilato le sue priorità e la sua personale gerarchia. E che abbia già bocciato e promosso i vari giocatori che ha a disposizione. Ha esternato, come nel suo solito, alcuni dubbi e chiesto a gran voce qualche rinforzo.

Evidente il riferimento alla fascia sinistra: lì Marchisio si può adattare alla grande, così come Vidal, ma nessuno dei due è uno specialista del ruolo. Nomi non ne ha fatti, almeno alla stampa. Li avrà certamente girati a Marotta e Vucinic pare essere sulla lista segreta.

Evidente, per via degli esperimenti effettuati nelle prime uscite, il riferimento al centrale di difesa: Barzagli e Bonucci non lo convincono appieno. Serve esperienza e un giocatore di grande talento capace di guidare il reparto arretrato. Serve un Thuram e peccato che non ci sia in giro il suo erede. I nomi sinora fatti non mi entusiasmano.

Capitolo attaccanti: a Conte servono uomini interscambiabili nei ruoli d’attacco. Detto in altro modo: se Quagliarella non vuole fare l’esterno per tutto il campionato, a Conte interessa poco. In ogni caso Quagliarella verrà dirottato in corso d’opera a sinistra qualora il tecnico lo necessiti. E così come altri. Ecco perché Vucinic: perché può giocare largo e fare da seconda punta. Ecco perché meno-Giuseppe-Rossi: perché non potrebbe fare l’esterno se non in un 4-3-3. Ad ogni buon conto un’altra seconda punta serve come il pane: il campionato sarà lungo e faticoso e con i soli Matri e Quagliarella si rischia di non andare lontano. Del Piero non è in grado di giocare ad alto livello per 90 minuti filati, né può essere in grado di sopportare cicli di partite infernali, seppure di settimana in settimana. Coi soldi che rimangono (una 40ina di milioni, se abbiamo fatto bene i calcoli) Marotta dovrà operare due acquisti: un esterno di ruolo (che a questo punto potrebbe essere Perotti, perchè non credo ad Afellay) e una seconda punta agile e mobile (appunto Rossi o Vucinic).

A centrocampo è parso di capire che Conte non chieda altri movimenti: Pirlo e Vidal, Marchisio e Pazienza, con l’innesto di un giovane quale Giandonato (da far crescere all’ombra di Pirlo) il reparto è più che completo. A tal proposito si registra un’impennata delle quotazioni di Pasquato che, così come un anno fa con Del Neri, ha impressionato positivamente Antonio Conte. Spinta costante, dribbling micidiale, piedino fatato, destro e sinistro, capacità di inserimento in zona gol! Chissenefrega se ha 22 anni e non pesa 80 chili?!?

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De Laurentiis: il terzo posto per essere grandi… non basta! Vergogna!

Brutto, bruttissimo episodio durante la presentazione del calendario del Torneo Aziendale 2011/2012.

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Il Presidente del Napoli De Laurentiis ha inscenato una vera e propria farsa: ormai è nelle sue corde, quasi come le conferenze stampa da clown di Mourinho.

A circa metà spettacolo ecco che De Laurentiis si prende la scena: “siete tutti merda” grida rivolgendosi alla platea, esce dalla poltrona, ferma un ragazzo in motorino e scappa via. “Torno a fare cinema” sarà l’ultima frase di questo giullare del calcio.

La domanda che si sono posti in molti è la seguente: ma che hanno fatto al Napoli? C’è un nuovo complotto dopo quello contro Moratti e poi contro il Milan di Galliani?

Facciamo così, leggiamo il calendario e limitiamoci alle prime tre classificate dello scorso Torneo Aziendale.

La partenza regala Napoli-Genoa (difficile per i partenopei), Cagliari-Milan e Atalanta-di-Milano-Lecce. Certamente la più difficile è per gli azzurri. Si parte il 27 agosto.

La seconda giornata vede Cesena-Napoli (facile!), Milan-Lazio (molto difficile) e Palermo-Atalanta-di-Milano (difficile).

Ed ecco l’inghippo, secondo quel genio di De Laurentiis: il Napoli è penalizzato a ridosso delle gare Champions. Infatti alla terza va in scena Napoli-Milan!!! Che birbanti quelli che hanno stilato i calendari. Non hanno messo Napoli-Real Madrid o Napoli-Brasile, ma Napoli-Milan, cioè due squadre impegnate nella Champions. E certo l’Atalanta-di-Milano non ha preso un avversario semplice: la Roma di Luis Enrique.

Ok, basta così. Perché potremmo continuare fino alla fine e notare un andazzo simile.

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Ma dove sta il problema secondo De Laurentiis?

Chi lo scopre vince un premio in denaro e una vacanza di 15 giorni per 2 persone.

De Laurentiis ha pure detto “mi vergogno di essere italiano”. Mi aspetto duri provvedimenti da questa ridicola Federazione, perché questo modo di agire e di parlare è di uno che ha sbattuto forte la testa contro il muro. E’ di uno che non ha ancora capito cosa è il calcio. E’ di uno che ha confuso il protagonismo con i risultati. Risultati che vengono battendo tutti e tutto e dappertutto. Risultati che vengono dal sudore, dalla corsa, dall’applicazione e da un’organizzazione perfetta. Più o meno quello che la Triade ha fatto per oltre 10 anni a Torino.

Di De Laurentiis non ho capito le intenzioni: che si aspettava dal calendario? Uno stop una giornata prima della Champions?

Giocare la massima competizione europea è certamente un onore incredibile, una di quelle emozioni difficilmente replicabili. Ma è anche un onere strepitoso: non devi fare figuracce, rappresenti il tuo paese e la Federazione non deve proprio farti nessun tipo di piacere.

Che razza di scenata è quella di De Laurentiis, se non una scenata di un personaggio arrivato troppo presto alla ribalta del calcio? Che razza di favori avrebbe voluto dal calendario? Siamo sicuri che affrontare il Milan prima della Champions rispetto a un Cesena agguerrito o a un Lecce organizzato è peggio che affrontare una qualsiasi altra squadra?

Se il calcio italiano è ridicolo agli occhi europei è grazie a queste scenate. Se il calcio italiano non riesce più ad accogliere e ad attirare le mire dei giocatori mondiali è per colpa di questi personaggi che non riescono più a usare il cervello, dando per scontata la presenza di questo importante organo umano. L’organo che ti permette di discernere fra la dignità intellettuale e i capricci di uno che si sente grande… senza esserlo, visti i fatti.

De Laurentiis: vuoi un grande Napoli? Comincia a vincerle tutte, indipendentemente da calendario, sabato, domenica, Champions o non-Champions! E poi… semmai, potremmo parlarne.

Abbia un po’ di vergogna… o almeno… mantenga la promessa: torni al Cinema e liberi un posto nel Calcio!

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Rumenigge: aridaje. Finalmente Marotta però ha risposto!

Ma cosa è diventato oggi l’interista? E’ forse quanto si è chiesto Marotta in fase di conferenza stampa quando gli è stata chiesta una risposta su Rummenigge.

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Il buon ex-attaccante dell’Atalanta di Milano sta rosicando come meglio non si potrebbe: la Juve è partita in ritardo nella corsa a Vidal e… è arrivata prima. Calciatore comprato per 10,2 milioni di euro, a fronte di un’offerta del Monaco di ben 15 milioni di euro. Juventus preferita al team che preferisce scambiare la dignità di un pareggio per un affare di mercato.

Ma non è l’attacco volgare e idiota rivolto ai bianconeri a far scalpore, piuttosto è la demenza pura nel presentare i fatti.

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Marotta ha ben spiegato come si è mossa la Juve: accordo con la società, accordo col giocatore. In questo preciso ordine, come si conviene in uno squilibrato mondo del calcio. Come è nelle regole.

Ma per uno che è stato là, laddove le regole valgono solo se sono a proprio favore e le altre vengono abbattute in barba all’onestà e al quieto vivere, è complicato da capire. Intendo: è complicato muoversi secondo la regola e vincere sul campo per uno che ha quei colori nel sangue. E purtroppo per il tedescone… i fatti sono piuttosto chiari e ampiamente dimostrati.

Continuo a non capire l’atteggiamento di questo clown del calcio tedesco. Mi spiace, mi spiace non poterlo incontrare per un nostro difetto (siamo meritatamente fuori dalla Champions). Mi spiace che stia mordendosi così forte il fegato.

Il Bayern troverà un altro centrocampista e non sarà Vidal. Il cileno ha scelto la Juve. Preferendo la Vecchia Signora alla squadra di Rummenigge. Il resto… è solo intertrismo. Becero, così come nelle corde di questi strani personaggi!

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Idea di un 4-3-3 per la Juve di Conte

Se nelle prime due uscite stagionali la Juve di Conte aveva potuto contare su un livello mediocre dell’avversario, lo scontro con chi, in quel momento, era certamente più in forma e rodato ha prodotto la nascita di parecchi dubbi.

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Senza scomodare polemiche futili e anche piuttosto premature, resta il logico dubbio di come Conte possa equilibrare un 4-2-4 offensivo e assolutamente d’attacco.

A centrocampo si è sentita la mancanza di di un peso da 90, quale non è Pazienza, quale potrebbe essere la disciplina tattica di Marchisio. Gente sì dai piedi buoni, ma dalla grande corsa e di sostanza. Il cileno sarà a disposizione fra qualche giorno, Sissoko è sul mercato, Felipe Melo è già in Turchia. E a sinistra manca la freccia che piace a Conte: Marchisio potrebbe sopperire al vuoto solo in parte e solo per alcuni spezzzoni di campionati, se non di partita. Marotta sta cercando la migliore soluzione possibile e perciò si torna a parlare di Vucinic e Vargas, Perotti e Bastos.

Il top player in avanti è, in tal senso, ininfluente: resta da capire il livello difensivo di questa squadra. Livello su cui pesano le ultime due stagioni ai limiti del disastro. Lontani i tempi di Marcello Lippi e della sua 5-volte-difesa-meno-battuta-del-campionato e lontani i tempi della corazzata di Capello col triangolo magico composto da Buffon, Thuram e Cannavaro.

Avevo già anticipato un mio desiderio ed ero fermamente convinto che Conte la buttasse in campo in qualche modo. Parlo della mia idea di 4-3-3: un modulo che potrebbe garantire la migliore fase offensiva e un grande centrocampo.

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Me lo sono immaginato così, posto l’acquisto di Pepito Rossi e la grande disponibilità di ricambio in corso d’opera come Krasic (già, fuori dalla formazione titolare) e Pepe. E’ solo, badate bene, una idea, magari utile sul finale di partita quando il livello di stanchezza dei giocatori avrà raggiunto picchi elevati.

Per come la vedo io questa è una delle migliori formazioni che Antonio Conte possa schierare.

Il centrocampo è il più congeniale in assoluto: manca la spinta sull’esterno che dovrebbe essere compensata dai movimenti larghi di Quagliarella e Giuseppe Rossi, due che nell’uno-contro-uno possono realmente fare la differenza e consentire, altresì, l’inserimento di due specialisti come Vidal e Marchisio in area. Senza contare che Matri non sarebbe mai da solo: costantemente avrebbe l’appoggio di una delle due seconde punte e perfino il gioco di Pirlo ne beneficerebbe.

Insomma, un tentativo secondo me va fatto. Tanto più che stavolta Conte avrebbe l’imbarazzo della scelta nelle sostituzioni. Perché Krasic potrebbe rappresentare un’arma incredibile a partita in corso, messo a sinistra o a destra là davanti, con i terzini già provati dal lavoro in copertura sugli attaccanti. Del Piero potrebbe trasformare il modulo in un 4-3-1-2, facendo il rifinitore dietro Matri e uno fra Quagliarella e Rossi, e Pazienza darebbe il cambio a uno degli interdittori.

Alzi la mano chi è favorevole all’esperimento?

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Zamparini e “non mi siedo al tavolo”: chi ha licenziato 35 allenatori?

Tempi duri per Zamparini. Il suo Palermo stenta ancora, nonostante l’avallo di Farsopoli, a entrare nella cerchia delle grandi. Il mercato non riserva particolari soddisfazioni. I problemi (leggi Nocerino, leggi Cavani ceduto per due noccioline, leggi Pastore, leggi l’assenza di un vero attaccante) sono costanti e sempre numerosi. Così come numerosi sono gli allenatori (ben 35 quelli cacciati).

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All’invito di Della Valle, certo non proprio un fuori di testa, certo non proprio il solito maledetto comunista, non ha ancora risposto nessuno. E addirittura Zamparini ha datto picche: “non mi siedo al tavolo”. Già, chissà perché.

Nel 2006 ebbe a dire, a conferma di un equilibrio mentale su cui nessuno scommetterebbe un solo centesimo, che il suo Palermo era stato danneggiato dal sistema Moggi. Ma sul sistema Moggi, in un’aula di Tribunale, il dottor Zamparini ha praticamente sconfessato se stesso certificando le stupidaggini date in pasto a TV e giornali in quantità industriale. Stupidaggini che sono poi proseguite nel tempo.

Zamparini fu amico di Galliani da cui elemosinò, ottenendolo, una vice presidenza di Lega.

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Zamparini è ora un amico di Moratti, salvo quando perde. In tal caso ecco cosa dichiara:

L’Inter è la banda bassotti, sanno solo rubare. Moratti? Si definisce da solo, se non si vergogna lui…

[leggi l'articolo completo]

L’unico slancio di serenità mentale e unico momento di presa di coscienza. Se lo vedete in giro, evitate di fargli vedere il portafogli: sta cercando di vendere disperatamente Pastore. L’affare che lui ha fatto è ai limiti del ridicolo: il 50% dei diritti è dell’agente del giocatore, il Palermo intascherebbe dalla vendita di Pastore soltanto il 48%. Quel maledetto sistema Moggi… 

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Attenzione Juve: Marchisio non si tocca perché…

E’ di oggi l’indiscrezione di Tuttosport e Corriere dello Sport che vogliono uno scambio fra Marchisio e Vucinic. Roma e Juve ci stanno pensando? Ma non scherziamo.

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Sono due le ipotesi per scongiurare un simile disastro di calciomercato. Scrivere un lunghissimo editoriale, oppure farsi invitare da “Vieni via con me” e leggere la “Lista dei perché Marchisio non può essere ceduto”. Via con la musica…

  1. Marchisio non può essere ceduto… perché è uno dei pochi juventini a essere rimasto in rosa. Juventini veri che sanno benissimo cosa significa indossare quella maglia, quali sacrifici bisogna fare per guadagnarsi il posto in squadra, la Prima squadra, la Nazionale…;
  2. Marchisio non può essere ceduto… perché non si capisce il motivo per cui Marotta e Conte dovrebbero liberarsene e invece Ferguson, Mourinho, Sabatini, Luis Enrique, Ancelotti, ManUTD, Roma e molti altri avrebbero voluto in squadra;
  3. Marchisio non può essere ceduto… perché le qualità tecniche e la duttilità di questo ragazzo sono indiscutibili. A soli 20 anni impressionò e costrinse Deschamps a impiegarlo per tutto il girone di ritorno in B, stupendo per la sagacia tattica, la personalità e i piedi di velluto. Purtroppo, da un po’ di anni, certi tifosi vogliono il male della Juve e nemmeno per Claudio sono riusciti a mettere da parte questo strano pensiero suicida;
  4. Marchisio non può essere ceduto… perché i jolly valgono molto, e Marchisio è forse uno degli ultimi jolly di centrocampo rimasti. Buono per coprire almeno 3 ruoli con grande efficacia;
  5. Marchisio non può essere ceduto… perché se utilizzato al meglio riesce a segnare come e meglio di un attaccante. Basta andare a rivedere le prime partite dello scorso torneo e quel meraviglioso gol contro l’Udinese. Tutte azioni non frutto del caso, ma di una qualità non indifferente;
  6. Marchisio non può essere ceduto… perché se Vidal è costato 10,5 milioni di euro, Alvarez 12, Lamela 12… non riesco bene a quantificare il suo valore di mercato: di certo non può essere inferiore ad almeno il doppio degli ultimi due;
  7. Marchisio non può essere ceduto… perché Vucinic è sicuramente un buon giocatore, ma non rappresenta la svolta di un intero ciclo, mentre Marchisio rappresenta, per quanto mi riguarda, l’uomo che erediterà la fascia di Capitano di Alex Del Piero.
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5 domande per Abete: chissà se mai risponderà?!

Ho già espresso il mio pensiero su questo strano personaggio che comanda il calcio italiano. I risultati, dal 2006 a oggi, sono evidenti e sotto gli occhi di tutti: il nostro livello di credibilità ed efficacia, dentro e fuori dal campo, è sensibilmente inferiore a prima del 2006 quando la programmazione di Lippi e l’apporto decisivo di Milan (Pirlo e Gattuso), delle medio-piccole e soprattutto della Juve (il Capitano Cannavaro poi Pallone d’Oro, il vice Pallone d’Oro Buffon, Camoranesi, Zambrotta e Del Piero) portarono alla conquista del Mondo.

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La recente frase di Abete, uno che non prova vergogna, uno che non pare avere un briciolo di coscienza civile, e che invitava tutti alla pace e alla distensione dei toni (proprio lui parla di distensione dei toni: un inetto e incompetente per sua stessa ammissione vorrebbe essere arbitro di un riequilibrio dei valori dell’italico pallone?) mi ha provocato questi brutti pensieri. Brutti pensieri esprimibili in 3 facili domande.

Caro Abete:

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  1. i 14 mesi di ritardo prima di produrre una non-risposta a cosa sono serviti alla Federazione? Non a riflettere. Non certo a studiare meglio le carte. Sicuramente a programmare rinvii e prescrizioni;
  2. come è possibile una composizione del Consiglio Federale in cui figurano membri di CdA di una società palesemente invischiata (in malo modo) nella vicenda e Presidenti su cui si è già indagato e su cui ci sarebbe ancora da indagare e che certo non esprimono la massima limpidità in questo sporco mondo del calcio?
  3. perché l’insistenza nel perseguire Moggi, Mazzini e Giraudo ha prodotto un rapido cambio di Codice e una totale ignoranza nei confronti di nuove e significative prove emerse a Napoli e per un reato ampiamente provato (leggi Inter, Nucini, Facchetti e banca, leggi pure articolo 6) addirittura si nascondono i fatti dietro a prescrizioni e a decessi?

Quel tentativo di riappacificazione non può che passare da una sua chiara risposta a ognuna delle domande di cui sopra.

Provi un po’ di vergogna per se stesso e per l’istituzione di cui è Presidente,

senza alcun rispetto, un tifoso di calcio!

P.S.
Le domande sono effettivamente 3, ma in Federazione dimostrano di dare i numeri ogni volta che aprono bocca, quindi mi sembrava legittimo…
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Risposta a Rummenigge: “Caro Karl Heinz… la Juve è la Juve. Ma non puoi capirlo”

Ci deve essere una qualche infezione ai neuroni. Non è possibile che pure un grande ex di quei colori parli e straparli senza perdere il gusto del vuoto, del volgare. Sarà stata la cocente delusione, sarà stato il fatto di leggere la Cazzetta Rosa, sarà stato il terribile schiaffo subito da Beppe Marotta, uno che fino a ieri più su della Sampdoria non era riuscito ad andare… ma Vidal alla Juve ha proprio fatto il senno a Karl Heinz Rummenigge.

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Il dirigente del Bayern Monaco che si sentiva sicuro dell’ingaggio del giocatore cileno, in poco più di due frasi, si lascia andare a un pianto ridicolo:

Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene.

Fino a qualche ora fa Vidal era in realtà un fenomeno. Infatti il Bayern si era esposto… eccome se si era esposto. Perfino l’allenatore si era detto certo dell’ingaggio del cileno. Poi è arrivato Andrea Agnelli a parlargli di Juve (ammesso che sia vera questa imbeccata), ha discusso col ragazzo (ragazzo e non giocatore), gli ha passato Marotta per i dettagli contrattuali (nemmeno poi tanto da sogno: appena 2,5 milioni di euro, bricioline in confronto alla promessa bavarese e ai soldi destinati ad altri assi della Copa America) ed ecco la firma.

Né i soldi di Paperon Abramovich, né il roseo futuro del Bayern.

Ma Rummenigge, in preda al solito raptus intertrista, ha continuato:

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Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.

Qui si riferisce alla Juve e il “tutti” è purtroppo legato palesemente a Cazzetta Rosa e al petroliere. Purtroppo Rummenigge non legge Bild e i quotidiani tedeschi che proprio un anno fa, alla luce del Processo di Napoli, avevano pubblicato un interessante raffronto fra lo scandalo tedesco e quello italiano, dimostrando come, almeno in Germania, “giustizia era stata fatta”.

Poi Rummenigge si dimostra poco aggiornato: la Juve ha vinto l’ultimo scudetto messo in palio in Italia, anno di grazia 2006. Il resto dei Tornei Aziendali proprio non ci importa. E sai poi che successo il suo Bayern nell’ultimo anno: fuori agli ottavi di Champions e terzo posto dietro proprio al Bayer Leverkusen. Perché allora Vidal avrebbe dovuto fare un passo indietro nella sua carriera?

Almeno alla Juve parte con la certezza che peggio di così… proprio non si può andare, quindi può solo migliorare a livello di squadra [questa è la mia autoironia, nda].

Almeno alla Juve, Vidal, ha la certezza di non essere barattato per un pareggio in Champions (anche perché noi le Coppe non le giocheremo, altra autoironia, nda). Ops…

In ogni caso il buon Rummenigge ora dovrà cercarsi un altro centrocampista. E potrebbe pure dimostrare un minimo di equilibrio di autostima: se Vidal ha scelto un così-di-successo club… pensi come avrà valutato il Bayern!

Saluti dal Cile!

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Abete vuole fare pace? No, ormai è e sarà guerra

Curioso, anche un po’ biricchino. Di certo paraculo e incompetente. Non c’è altro modo per definire un ambiguo personaggio quale Abete. Che ci faccia lì non l’ho mai capito, come è arrivato lì lo immagino guardando il cursus honorum politico, perché l’Italia è ridotta così lo so benissimo: è colpa sua e di una Federazione inetta e incompetente per sua stessa ammissione.

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Che poi, persone così sarei anche disposto ad accettarle, pur nella loro mediocrità. Ma che poi queste persone diano tutta l’aria di essere poco oneste e poco trasparenti, anzi esattamente il contrario… beh allora non lo tollero più.

Abete è tornato a parlare: niente dimissioni, niente vergogna, zero pudore. All’estero faremmo bene a far sapere che gli Italiani non sono così, come Abete e Moratti & compagnia cantante. Qualcuno lo scriva per favore, di non confondere l’Italia con questi personaggi.

Ecco il comunicato farsa:

La Federazione guarda con attenzione a tutte le iniziative utili a ritrovare un clima di serenità tra le Società di Serie A e conferma la propria disponibilità a essere parte attiva per un chiarimento tra i Club, con l’obiettivo di favorire -nell’interesse comune- un sereno avvìo del prossimo campionato.

Io non ho ancora capito di che pasta è fatto questo coso qui: ci vuole prendere ancora in giro, è veramente all’oscuro di tutto, è un incompetente, o è semplicemente un altro furbetto-poco-furbo del quartierino?

Ma che razza di attenzione è quella della Federazione? Federazione che ha coperto e si è resa complice-criminale di una distruzione dell’onorabilità del calcio italiano che in Tribunale ha trovato SOLO conferme!

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Di quale serenità parla il signor Abete se proprio loro aizzano e innescano un nervosismo tale da giustificare i pazzi, quando questi decideranno di fare casino?

Quale è la disponibilità nelle idee di Abete? Che significa infine “favorire un sereno avvio di campionato”? Intanto quello che si disputerà è ancora un Torneo Aziendale. Non più di un Torneo Aziendale in cui le regole valgono per tutti, tranne che per i rossoneroazzurri. Al banchetto sono invitati solo pochi personaggi che però non possono andare oltre l’antipasto (leggi Cellino, De Laurentiis e Zamparini).

Caro Abete, la vostra disponibilità l’avete venduta al miglior offerente, un tale petroliere di Milano.

La vostra onorabilità l’avete massacrata a colpi di prescrizioni, di deferimenti mancati, di una macchina dell’ingiustizia e del ritardo che si è più volte palesata in questi anni.

Caro Abete, purtroppo non può fare nulla in ottica di una pacificazione tra i club.

Avete voluto fare la guerra? E che guerra sia. E sarà sanguinosa. Per l’amor del cielo, niente di violento. Fino ad adesso gli juventini, E SOLO I TIFOSI BIANCONERI, hanno dimostrato come si sta al mondo: fatti, carte, codici. Non certo discorsi e nascondini, indovinelli e atteggiamenti ai limiti della dignità umana.

Caro Abete: è e sarà guerra. Più di prima. E’ una promessa! 

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