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Mese: October 2011 (pagina 2 di 5)

Vincerà l’Inter col metodo Ranieri “un giorno da leone e cento da pecora”!

Vincerà l’Inter. Sono già pronto, in coda alla SNAI per puntare un paio di euro. Sarà 1 fisso perché è Ranieri che ce l’ha insegnato. A noi, a noi bianconeri che l’abbiamo adottato in quel maledetto anno in cui Deschamps mostrò a tutti quale basso livello la dirigenza bianconera stava per abbracciare.

Un giorno da leone e cento da pecora. Forse anche più di cento giorni, ovviamente, stando alla carriera bianconera di Ranieri.

Perché ho ancora fresco il ricordo dello stradominio contro il Real Madrid, con quella standing ovation tributata al mito Alex Del Piero che mise in ginocchio l’olimpo del calcio. Ho ancora fresco il ricordo di un 2-1 contro i prescritti o un 3-2 contro la squadra tifata da Paolo Bergamo (leggi Milan). E ho ancora fresco i pareggi contro le piccole e le piccole prestazioni sparse per il campionato. Campionato che in due edizioni aveva mostrato tutto il basso livello calcistico italiano. Con soli 5 uomini (Buffon, Nedved, Camoranesi, Trezeguet e Del Piero) la Juve riuscì a firmare un terzo posto e un secondo posto. Come a dire: un altro talento e potevano arrivare ben altri traguardi.

Ma erano anni in cui Cobolli ci rincoglioniva con “portaerei” o “corazzata” senza conoscere il contenuto di quelle parole pesanti. Erano anni del projectò cui perfino io, me ne rammarico in ritardo, avevo quasi creduto. Erano anni in cui Poulsen veniva preferito a Xabi Alonso (già preso) perché a detta di Ranieri “questo è più forte di Sissoko!”. Anni in cui Andrade veniva comprato con la postilla “speriamo non si infortuni di nuovo”. Anni in cui Tiago e Almiron dovevano essere la regia e il cuore pulsante della Juve, o Giovinco il vice Camoranesi a fare il tornante di destra.

E allora vincerà l’Inter.

Paolillo ieri sera si è travestito da Calimero: “ce l’hanno tutti con noi perchè siamo neri e azzurri”. Non ha specificato chi un po’ per vergogna, un po’ perché a tutto c’è un limite anche in questa strana Italia. E quindi pure Ranieri si è unito al coro: “Ormai ci siamo abituati”. E’ la forza dell’abitudine, dunque. Abitudine che per fortuna non ci tange. Non ci tange più da quando Jean Claude Blanc firmò l’unica cosa buona della sua permanenza a Torino, pur mortificando una delle regole primarie della Juve: nessun licenziamento in corsa!

Vincerà l’Inter perché le regole generalmente, lì a Milano, vengono aggirate.

Vincerà l’Inter perché, ancora più semplicemente, a noi non serve vincere quella battaglia. A noi… serve vincere la guerra! E Conte lo ha già spiegato molto bene.

Juventus-Fiorentina 2-1 La Juve torna Juve

La Juve torna Juve? Forse sì, certo a tratti, certo per lunghi tratti.

Il primo tempo è da registrare e far vedere alle scuole calcio: vedete, è così che si gioca a calcio!

Ma è pure da registrare per far vedere agli attaccanti ciò che non si dovrebbe fare: segnare così poco.

Registro: Pepe, Vucinic, Pepe, Vidal, Matri, Vucinic, Matri, Vucinic. E’ la sequenza del primo tempo delle più che chiare occasioni da gol. Sottolineare ciò vuol dire aver imboccato la giusta strada. E Conte dimostra un’intelligenza fuori dal comune.

Terzo modulo varato, a conferma che questa rosa pecca ancora di qualità, forse semplicemente di un attimo di personalità da ricostruire. La Fiorentina è stata annullata, disintegrata grazie a un possesso palla maestoso e a una intensità che gradirei rivedere contro l’Atalanta di Milano, poi contro il Napoli e via via fino a maggio.

Terzo modulo varato perché, a quanto pare, certi elementi non funzionano come Conte vorrebbe. E allora l’integralismo è solo di certi imbecilli con la penna – o tastiera, fate un po’ voi – in mano.

Chiariamo: subito dopo la partita col Genoa molti di noi si sono chiesti “ma che ha combinato Conte?”. E Conte ha risposto immediatamente.

Dentro Matri, imprenscindibile, praticamente l’attaccante più continuo d’Italia nell’ultimo anno e mezzo, numeri alla mano. Fuori un Krasic che rifiaterà, che si rasserenerà. Intanto c’è da lottare, da correre e chi meglio di Pepe?

Su questo ragazzo c’è una violenza inaudita. E io mi ripeto, tanto per essere chiari: non è Cristiano Ronaldo, lo sapevamo già! Non è nemmeno forse il primo Di Livio, ma ad avercene di gente così. Asfalta la fascia destra, si accentra di tanto in tanto per far sfogare la corsa di Lichtsteiner. A proposito: se ieri lo svizzero per molti è stato deludente… allora voglio che mi deluda giornata dopo giornata. Non aggiungerò altro.

E Vucinic esterno? Ha praticamente fatto quello che Conte chiede a un esterno d’attacco: spalle alla porta è imprendibile, poi scatena la velocità e il dribbling per accentrarsi e tentare lo scambio. Ci riesce quasi sempre, ma la mira fa spazientire i tifosi. E’ comunque fondamentale per lo snodo delle manovre d’attacco e quindi lo attendiamo all’esultanza, perché giocando così, il gol prima o poi arriva.

Qual è l’uomo che è mancato più di tutti contro il Genoa? Macché Buffon, anche ieri Storari ha dimostrato che la Juve possiede i due portieri più forti d’Italia. Certamente la risposta corretta, quella da accendere alla domanda di Gerry Scotti, è Vidal! Non parla ancora l’italiano – a conferma di come la lingua, su un campo di calcio, serve veramente a poco se la testa parla bene la tecnica del pallone – ma dialoga a meraviglia ora con Pirlo, ora con Pepe, ora con Vucinic, perfino con Barzagli quando c’è da alleggerire la manovra. Il suo inserimento prepotente in questa Juve, in questa nuova Juve, stupisce anche più di una intensità mostruosa. Vero, ieri è stato meno presente in fase di attacco, ma l’obiettivo di Vidal ieri era piuttosto chiaro: evitare le ripartenze, evitare il predominio numerico al centro del campo. Risultato: pressing asfissiante, corsa e gamba come un mezzofondista, tecnica molto buona in fase di costruzione. Cuore enorme, cuore da vero bianconero. Tanto è vero che ieri nella mia preghierina prima di addormentarmi il più presente e nominato è stato Marotta: Beppe, io ho avuto sempre fiducia nella tua serietà, ma stavolta mi hai sorpreso più di ogni banale ottimismo.

Sì perché se la scommessa Vidal è palesemente evidenziata dal campo, l’affare Barzagli ora è certificato come colpo grosso all’italiana. Trecentomila euro – a lettere, come in un assegno – pagati alla Germania per far tornare un talento che si conferma partita dopo partita. Alzi la mano ieri chi non aveva paura di Jovetic. Poi di Gilardino. Solo che Andrea Barzagli è praticamente insuperabile: non gli si va via in velocità, sulle palle alte è imbattibile e regala un assist maestoso dopo un potente assolo alla fine del primo tempo, con cavalcata di 60 metri. Cosa vuoi di più dalla vita?

Magari un gol di Leonardo Bonucci? Sì, perché no! A suggellare una prestazione ancora ottima. E’ una mia opinione, ma fin qui Bonucci non ha commesso errori, nemmeno contro il Genoa perché un mio vecchio maestro diceva “se la palla rimbalza in area di rigore… allora è l’attaccante in vantaggio sul difensore!”. Concetto a parte, Bonucci si riprende la Juve nella maniera più beffarda: gol, prestazione e annullamento di Gilardino. Un vero peccato per gli opinionisti che lo indicavano come il punto debole. Almeno per ieri sera la realtà è ben altra.

Così come è ben altra sugli spalti. Sono le ore 19:40 quando Chiellini, maglia numero 3, entra in campo. Silenzio, sentiamo i fischi: altra cocente delusione! Solo applausi, tanti applausi, perché il padrone di questa Juve, tale Antonio Conte da Lecce, avevo chiesto la bolgia, aveva chiesto l’affetto incondizionato che è proprio dell’amore verso la Juve.

Ieri questo amore è stato ripagato. La Juve torna Juve? Sì, forse, probabilmente siamo sulla buona strada. Probabilmente… pure gli altri lo hanno capito!

Calciopoli: l’imputato vuole il processo, il presunto onesto no. La verità nascosta!

Ci deve essere un caspita di motivo.

Soprattutto ci deve essere una ragione per la quale TV e giornali continuano nella loro opera di insabbiamento (mal riuscito) e di mistificazione della realtà.

In ogni caso ci deve pur essere una maledetta giustificazione a uno dei paradossi più crudi di questa strana Italia: perché l’imputato vuole il Processo, mentre chi ha sbandierato la propria onestà scappa e addirittura rifiuta ogni tipo di confronto?

I conti evidentemente non tornano.

Solitamente chi ha qualcosa da nascondere vuole rifuggiarsi in qualche luogo sicuro, lontano da indagini, lontano da verifiche, lontano da processi e sentenze.

Chi ha la coscienza pulita, invece, tenta con tutte le proprie forze di andare a spulciare la verità, vorrebbe fosse gridata a tutti: “vedete, sono innocente, sono stato vittima”. Ma in Calciopoli questo che è un meccanismo lapalissiano viene completamente rovesciato.

Il mostro, tale Luciano Moggi, addirittura si è dovuto difendere da tentativi di far cessare anticipatamente il Processo. Narducci ha tentato più volte (ben 3) di ricusare un Presidente che è veramente al di sopra delle parti. Moratti non ha mai rischiato, nemmeno per errore, di rispondere a qualche semplice domandina.

Il dubbio, atroce, è perciò il seguente: se sei pulito, onesto e non hai nulla da nascondere… perché scappi dalla Giustizia? Perché non prenderti una ulteriore rivincita andando a Processo? Cioè rispondendo alle domande, dimostrando la propria innocenza, quindi onestà, e portando a casa la più bella, la più grande, la più giusta vittoria?!

Niente di tutto ciò. La Russa, il Ministro intertrista che viaggia a spese mie e con tutto quello che c’è da fare va a seguire la sua squadra del cuore, quasi fosse un pizzicarolo qualunque e non già un Ministro della Repubblica Italiana, tenta di far chiudere il Processo, Narducci scappa e va a fare addirittura l’assessore, Moratti non risponde e si rifuggia dietro una prescrizione preconfenzionata. La FIGC… beh lasciamo perdere.

Allora, chi risponde a questa domanda? Perché Moggi vuol fare il Processo e chi si sente onesto scappa? E’ lecito, oppure no, pensare che le difese abbiano smascherato la farsa? E’ lecito, oppure no, pensare che in realtà onesti e innocenti si siano appiccicati addosso aggettivi assolutamente errati?

E perché mai il gruppo RCS e i vari organi – cosidetti – di informazione tacciono su una realtà palesatasi in modo così eloquente?

Cui prodest non emettere sentenza?

L’arringa di Prioreschi spiegata al tifoso interista: qual è la frode sportiva?

Se hai perso le precedenti puntate, ecco un piccolo sommario:

Chi ha studiato giurisprudenza e chi possiede ancora un minimo di intelligenza crederà, leggendo nel seguito questo articolo, che l’autore e 14 milioni di persone in Italia siano impazziti. Solo che quanto viene narrato di seguito – che non è invenzione o sceneggiatura, ma semplicemente il resoconto dell’arringa dell’avvocato Prioreschi – è assolutamente reale e assolutamente accaduto nel 2006.

Fosse una farsa non farebbe certo ridere. E infatti non è una farsa e non fa ridere, ma è verità perciò… ci viene un po’ da piangere.

Reato di pericolo presunto a consumazione anticipata

Aprite bene le orecchie perché Prioreschi ha studiato il Codice Civile e soprattutto il Codice Penale. E, per sfortuna di Narducci, l’ha studiato pure bene. Durante i minuti nei quali l’argomento è il reato di frode sportiva Prioreschi si lancia nell’interpretazione della Legge 401/89 ricavandone solo confusione e soprattutto concludendo che il reato per cui sarebbe rinviato a giudizio Luciano Moggi può solo essere circoscritto alla corruzione di giocatori e dirigenti avversari o di persone all’interno della Federazione. Ma né i sorteggi sono stati truccati, né sono saltati fuori corrotti, né le partite sono state frodate… dunque che tipo di reato è quello ascritto a Moggi?

C’è un passaggio che è inquietante nell’arringa dell’avvocato Prioreschi e cioè il seguente:

Presidente, da che ci dobbiamo difendere?

Fa un po’ ridere, sicuramente mette in corpo tanta tristezza. Il Processo di Napoli si è rivelato così falso e incredibilmente controproducente per i vari Moratti, Galliani, Narducci, Auricchio e Federazione Italiana Giuoco Calcio… che adesso, quando è il momento di ragionare sul serio su quanto è accaduto, non si riesce più a individuare il misfatto, il reato, l’oggetto del contendere. Paradossale o no, è quanto accade a Napoli.

Il problema in sé è semplicissimo e lo spiega Prioreschi:

Lei ricorderà [rivolgendosi alla Presidente Casoria, n.d.a.] del rinvio a giudizio per genericità del campo di imputazione, bene continuo a confermare che le imputazioni del mio assistito vengono interpretate in modo differente dai PM e dalle parti civili. Narducci dice che la corruzione non lo riguarda, mentre la FIGC considera questo come “il processo per la corruzione”. Narducci dice che non va visto il singolo episodio, ma va visto il complesso. Il Brescia Calcio invece vuol guardare i singoli episodi. Da cosa ci dobbiamo difendere?

L’idea che salta fuori da questo piccolo stralcio dell’arringa è chiara: si è andati a Processo con un risultato già raggiunto, e cioè l’eliminazione della Juventus e di Luciano Moggi. Dunque, il processo in sé non era più importante. Tanto è vero che PM & Co. hanno registrato una figura orrenda durante il Processo di Napoli, mostrando uno dei lati peggiori di questa Italia.

Ma stiamo sul pezzo. La corruzione è ovviamente al centro di questo Processo. La fantomatica associazione, o cupola, di Moggi nasce proprio con l’obiettivo di truccare i campionati. Per truccare un campionato si deve corrompere qualcuno: l’avversario, la Federazione, gli arbitri, gli assistenti, gli operatori di mercato. E’ venuto fuori un solo corrotto, in questi 5 anni. Almeno è venuto fuori solo una persona che è andata contro le regole: Nucini, arbitro in attività che tesseva rapporti ambigui con Facchetti, allora Presidente dell’Inter. E’ l’unico fatto accertato in questo Processo e che abilmente la stampa e le TV hanno mascherato, insabbiato, già dimenticato. Ma scripta manent, per loro sfortuna.

Corrompere vuol dire pure che qualcuno deve trarre un vantaggio dalla corruzione. Un assunto dell’avvocato Milella era stato il seguente:

Non è necessario truccare il sorteggio perché in griglia ci sono tutti gli arbitri amici.

Detto in altro modo: visto che non si è riusciti minimamente a dimostrare la corruzione del sorteggio degli arbitri, allora si cerca un laborioso arzigogolo. Il sorteggio non è truccato perché in griglia ci sono i miei amici. Nonostante la logica non regge, vediamo chi sono questi amici che guadagnano, cioè gli arbitri:

Il prezzo della corruzione è il seguente: chi viene designato guadagna più soldi. Presidente, usiamo l’indagine della Procura di Torino sulle griglie e scopriamo un fatto interessante: nel 2004/2005 gli arbitri che hanno guadagnato di più sono Collina, Paparesta, eccetera eccetera e ultimi sono Bertini e De Santis.

Musica finale e chiusura del sipario. Ancora più interessante della classifica degli arbitri che hanno guadagnato di più – e nemmeno fatto apposta i primi due sono proprio quelli anti-Juventus – è l’indagine della Procura di Torino, con Maddalena che aveva già archiviato tutto per “regolarità dei sorteggi”. Usiamo parole ancora più semplici: una indagine chiusa perché il reato non sussiste, cioè il truccare i sorteggi, viene usata per distruggere Moggi e la Juve. Accade in Italia!

Basterebbe ciò per giustificare una insurrezione popolare, ma questo Paese ha la coscienza sporca, l’etica offuscata e una scarsa voglia di giustizia.

Perché torno a ripetere: il Processo di Calciopoli è una delle poche opportunità per questo Paese, anche solo per una volta, di riportare un minimo di ossigeno in una società corrotta e palesemente influenzata dal potente di turno, arrogante e in totale distonia con le regole di un paese moderno e civile.

Nella prossima puntata ci divertiremo a descrivere il processo degli imbroglioni. Stay tuned!

Juventus-Fiorentina – Conte convoca 21 giocatori

Alla vigilia di Juventus-Fiorentina ecco la comunicazione ufficiale.

Antonio Conte convoca ben 21 giocatori. Gli assenti sono i soliti Buffon e Giaccherini. Recuperato Vidal e in rampa di lancio Eljero Elia, stando alle voci che giungono da Torino.

Lista dei convocati:

  1. Storari
  2. Manninger
  3. Branescu
  4. Chiellini
  5. De Ceglie
  6. Barzagli
  7. Bonucci
  8. Lichtsteiner
  9. Sorensen
  10. Pazienza
  11. Pepe
  12. Marchisio
  13. Elia
  14. Pirlo
  15. Vidal
  16. Krasic
  17. Estigarribia
  18. Del Piero
  19. Vucinic
  20. Quagliarella
  21. Matri

La formazione dovrebbe essere la seguente: Storari; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Pepe, Vidal, Pirlo, Marchisio, Vucinic; Matri. 4-5-1 con il montenegrino largo a sinistra.

La mia idea di formazione sarebbe invece questa: Storari; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Vidal, Pirlo, Marchisio; Krasic, Matri, Vucinic. Un 4-3-3 con Krasic libero da compiti da centrocampista, pronto a sfogare la velocità e la corsa. Con Marchisio e Vidal più vicini a Pirlo.

La tua idea?

Conferenza stampa di Antonio Conte prima di Juventus-Fiorentina [video]

Quando lo sento parlare, specie oggi, capisco perché la Juve lo ha scelto.

Ha finalmente giustificato, in modo coraggioso, ogni scelta compiuta. Ha parlato senza il filtro del “non dire certe cose”. Non si è mai nascosto e ha ricordato un paio di punti importanti:

  1. la Juve deve tornare a essere Vera Juve. Ancora non lo è, ogni tanto lo dimentichiamo!
  2. fare gruppo, richiamare all’ordine certi tifosi facinorosi che vogliono il male della Juve e non certo il bene con certe critiche, forse giuste nei contenuti, ma sbagliate nei toni!
  3. l’allenatore è lui: punto! A me questo basta, anche perché stavolta ha dato risposte più che convincenti e condivisibili (su Krasic e Chiellini, sui nuovi arrivati e su Del Piero)!

Buona ascolto.

Prima parte della conferenza stampa

Seconda parte della conferenza stampa

Così parlò Luciano

Lo dico sinceramente. Di solito è un appuntamento che aspetto con ansia. Leggere l’editoriale del venerdì di Luciano Moggi su Tuttomercatoweb è uno di quei piaceri che assaporo insieme al primo caffè in ufficio, dopo aver acceso il computer.

Arguto, sottile, efficace. Cattivo quando serve. Si, il suo stile mi piace. Anzi. Mi piaceva.
Perché l’editoriale di venerdì no. Non mi è piaciuto.

Partito dal video della Belen, che dice di non aver visto (credo che sia l’unico italiano a questo punto), passando per la solita incensatura al Milan, per una “strana” carezza a Moratti e all’atalanta milanese e per un buffetto al Napoli, ecco che ovviamente finisce a parlare della Juve. E come gli sta succedendo da quando non è più il direttore generale della Juventus, ma l’Oracolo da Monticiano, le critiche, spesso gratuite, si sprecano. Passi quella su Del Piero (come se lui non avesse mai cacciato su due piedi più di un giocatore rei di non fare, secondo lui, il bene della Juve, Davids e Miccoli su tutti: e lì il rispetto dove era?) ma l’ultima frase sullo Juventus Stadium poteva davvero risparmiarsela:

“A proposito, viene da sorridere, col senno di poi, a rileggere le levate di scudi a difesa di Jean Claude Blanc dopo le sue dimissioni. In molti (un quotidiano in particolare) lo hanno difeso a spada tratta identificandolo come l’artefice del nuovo Juventus Stadium. La notizia emersa ieri sulla solidità di quell’impianto l’avete letta tutti. Non serve aggiungere alcun tipo di commento.”

– Luciano Moggi

E’ una caduta di stile. Ed è di pessimo gusto. Passi l’antipatia per Monsieur Blanc, che neanche a me sta simpatico ne lo è per altri 14 milioni di juventini, ma stavolta l’ha fatta davvero fuori dalla tazza.

No sig. Moggi. Stavolta ha sbagliato. Capisco la sua amarezza con gli Elkann che l’hanno voluta far fuori nel 2006. Capisco che possa avercela con la società Juventus. Ma parlando in questo modo lei non sta difendendo la Juve e noi tifosi. Sta solo cercando di salvare il suo ego. E il suo culo, se mi consente. Ci sta certo. E’ stato accusato falsamente di essere un mostro e fa bene a difendersi. E lo sta facendo più che bene, aggiungo. Ma non sparli della Juve, perché così facendo sta sparlando di noi tifosi che viviamo di Juve. E non ci sta rispettando.

In questo momento la società Juventus sta vivendo un momento difficile. Tutti, e ripeto tutti, sono coalizzati per fermarci, forse definitivamente. E le avvisaglie si vedono tutte. Tutti i giorni. Vedi tutto il clamore su Del Piero. Vedi la storia sullo stadio. Vedi le indagini della Consob e tutto il resto. Anche un semplice raffreddore del magazziniere viene enfatizzato. Tutto per creare tensioni e malanimi. Cose di cui non abbiamo bisogno.

E’ il momento di stare uniti, al fianco del presidente Agnelli che forse non sarà l’Avvocato e neanche il Dottore, ma è Juventino Vero e soprattutto ci sta mettendo la faccia. E lei, che lo ha visto crescere, gli stia al fianco. Non ai fianchi. Perché va aiutato. E sostenuto.
Anche perché mio nonno mi ha insegnato che non si intorpida mai l’acqua della fonte dove si è bevuto perché potremmo dover tornare a bere da quella fonte.

E se non ha visto il video di Belen perché doveva scrivere questo editoriale glielo dico spassionatamente: ha proprio fatto un grosso errore. Mi creda!

ControGazzetta – Conte molto meglio di Milan e Inter

Se avete aperto, anche per sbaglio, l’edizione odierna della Cazzetta dello Sport (io l’ho fatto per leggere solo un paio di parole, quelle splendide di Gene Gnocchi su Marco Simoncelli) allora troverete un interessante statistica a firma di qualche giullare del duo Galliani-Moratti. Titolo: “Conte peggio di Ferrara e Ranieri”.

Con tutto il rispetto di questo mondo – cioè poco per chi lavora male e in malafede – mi permetto solo di far notare quanto segue, visto che è accertato (forse per una sola giornata ancora, forse per due, chissà…) che in questo momento Conte è semplicemente meglio del Milan e dell’Atalanta di Milano. 13 punti, contro 11 e 7, rispettivamente.

In più, per quanto mostrato, al netto degli ordini superiori giunti da Milano e che impediscono un minimo uso di obiettività, il lavoro di Conte si è dovuto scontrare con una realtà ben diversa da quella milanese, con mille oggettive difficoltà ed è comunque riuscito a produrre molto, molto di più dei colleghi lombardi.

Curioso che non si sia tirato fuori Capello o Lippi: il primo fece 8 su 8 (cioè 24 punti, ma lì c’era Moggi che telefonava, mentre ieri Galliani forse si faceva fare l’oroscopo: abbiamo intercettato quelle telefonate durante il primo tempo, cari inquirenti???), mentre il secondo fece 7 su 7. Altri tempi, tempi in cui l’armadietto dei medicinali era pieno di Brioschi (vietatissimo nel calcio) e le api anzicché iniettare veleno… dopavano!

Purtroppo gli astri non ci sono amici (e pure qualche giovanotto dell’odierna rosa ci mette del suo per non fare il pienone)… e nemmeno quelli della Gazzetta, il che per noi è un vantaggio… anche solo etico. Meglio soli che… male accompagnati!

Juventus-Genoa 2-2 Conferenza stampa post partita di Antonio Conte [video]

Ecco la conferenza stampa di Antonio Conte al termine del match col Genoa.

Resto del parere, salvo improvvisi risvegli, che mancano ancora un paio di uomini per attuare il suo 4-2-4.

Juventus-Genoa 2-2 Destabilizzazione… completata!

Squadra affannata, a tratti impaurita, sicuramente distratta. Certo anche Conte pare metterci del suo.

Non fosse per Pirlo e Matri – probabilmente i due uomini che non toglierei mai dall’undici iniziale, anche il giovedì pomeriggio – tutti gli altri hanno subito un certo rilassamento.

L’assenza di Buffon è ininfluente, perché Storari alla fine ha salvato il risultato. Mentre è preoccupante l’assenza di Vidal. Quando manca… si sente. Il cileno è colui che riesce a dare forza e consistenza a un reparto dove la latitanza di ali vere è imbarazzante.

Partiti – in tutte le formazioni di inizio anno – con Elia e Krasic, questa Juve rimpiange già Giaccherini. La sfortuna, insomma, torna a bussare alla porta. Ma stavolta si doveva vincere, proprio per dare un segno tangibile di una forza ritrovata. Invece nulla!

Il passaggio al modulo a una sola punta ha prodotto un pericoloso arretramento del baricentro. E il gol subito è solo l’ennesima conferma: la prudenza, nel calcio, non ha mai pagato.

Difesa distratta dove, a parte Barzagli, semplicemente maestoso, gli altri non sono all’altezza di una maglia che cerca ancora un padrone. Chiellini, prima o poi, dovrà chiarire cosa c’è che non va. Perché gli errori si moltiplicano e questo la Juve, che non può guardare in faccia nessuno e che deve badare prima a se stessa e poi alle bandiere, non può proprio permetterselo.

E allora via ai sondaggi. Mancano le ali e si tornerà sul mercato perché non più una priorità del tecnico, ma una plastica necessità contingente di una rosa che ha ancora fuori gioco Quagliarella (qualcuno mi spieghi l’impossibilità di utilizzarne il genio!) ed Elia (che non è possibile sia stato già accantonato).

Conte resta il leader di un gruppo che ha certamente migliorato la qualità, che ha certamente confermato alcuna bontà in alcuni suoi elementi (lo stesso Marchisio, poi Matri, Barzagli, Storari, Lichtsteiner, e lo stesso Vucinic), ma che evidenzia lacune e deficit a centrocampo e in difesa.

Così il Conte pensiero “non ho mica Tevez e Nani” torna con un’ombra minacciosa. Forse, solo l’ennesima grande verità rivelata ai più.

Detto questo non si può non notare la grande ironia in giro per i quotidiani. Segno che le bufale son tornate. Tocca ora a Marotta e Andrea Agnelli ricreare quello scudo protettivo che aveva permesso a Moggi di isolare il gruppo Juve dalle tremende cazzate e dal copioso fango che pioveva addosso.

Mi sarebbe piaciuto vedere uno stadio-bolgia. Mi sarebbero piaciuti cori per Andrea Agnelli, per Conte, per Del Piero. Abboccare così a un colpo basso di Gazzetta e Repubblica è da idioti. E allora ci meritiamo il sorpasso. Per quanto mostrato in campo… e soprattutto per quanto mostrato fuori.