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Mese: December 2011 (pagina 1 di 7)

Borriello alla Juve: fatico a capire

Sarei strafelice di scrivere un pezzo dove chiedo cento volte scusa per quanto sto per dire adesso. Sarei davvero strafelice.

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Ormai è praticamente ufficiale (attendiamo comunque conferma): Borriello passa alla Juventus in prestito. Un altro attaccante che arriva.

Con Amauri e Iaquinta ormai fuori, ma ancora invenduti, e Toni pronto per accasarsi da qualche parte, ecco che la Juve si dota di un altro attaccante. Dopo Vucinic e Matri, Quagliarella e Del Piero, ecco Marco Borriello. E francamente non so che scrivere.

Non so che scrivere. Mai sopra i 20 gol, mai realmente bomber, ma un attaccante che, a parte il momento magico al Genoa (quando rischiò di scippare a Del Piero il trono di bomber della Serie A), non ha brillato più di tanto. Qualche colpo a effetto, qualche gollazo, ma niente più.

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Sicuramente lo ricordiamo per la famosa pomata dopante-non-dopante per la sua relazione con Belen, sicuramente viene ricordato come quello che ha segnato 14.000 gol (sue parole in panchina alla Roma, dopo una sostituzione), ma il suo ruolo nella Juve 2012 mi è difficile da inquadrare.

Alla luce del fatto che forse le avversarie si rafforzeranno significativamente, se sono vere le storie che circolano sul Web.

Insomma, detto francamente: la Juve prende Borriello, il Milan Tevez. La vedo durissima.

Perché poi, a mio avviso, serviva ben altro attaccante, tipo un Quagliarella in ottime condizioni.

Porgo i miei migliori auguri a Borriello per la sua avventura, porgo i miei migliori auguri ai tifosi, ma quest’anno lo chiudo in modo perplesso. Non mi resta che attendere le motivazioni di Conte e Marotta. E non accetterò la storia del “conveniente economicamente”.

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Pizarro vice Pirlo? Magari

L’anno scorso gennaio fu un mese caldissimo per Marotta. Mese in cui venne concluso l’affare Matri. L’attaccante del Cagliari arrivò con la solita formula e convertì pienamente l’investimento in numero di gol.

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Quest’anno, diversamente da 12 mesi fa, gennaio sarà ancora un mese caldo, ma stavolta Marotta è chiamato a un lavoro di qualità: fare in modo che la rosa possa sopportare i mesi restanti e conservare il vantaggio di classifica. Vantaggio che determina, al momento, il primo posto. Vantaggio che i tifosi e Conte non intendono mollare. Se non dopo aver sputato sangue, sudato e messo in campo tutto il potenziale di questa rosa.

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Ecco il punto: il potenziale di questa rosa non è certo basso, anzi. Il lavoro di Conte è poi riuscito a far rendere al 120% tutte le caratteristiche e qualità dei singoli. Almeno quelli che sono stati impiegati.

E ora si parla di un vice Pirlo, praticamente la chiave di volta, l’iniziatore di ogni manovra, il faro che fa splendere ogni giocatore che gli ruota attorno. Andrea Pirlo non le può giocare tutte. Andrea Pirlo avrà bisogno, frattanto, di riposare un po’. In tal caso chi mettiamo al suo posto? Qui si inserisce l’idea nuova: David Pizarro.

Il romanista non sta certo vivendo un momento d’oro a Roma. Come tutta la Roma, in netta ripresa comunque. Ed è un regista puro: baricentro basso, cervello veloce, ottima tecnica, buoni tempi. L’ideale per sostituire un elemento come Andrea Pirlo. E non sembra che a Roma stiano facendo pressioni perché il giocatore non venga ceduto.

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Pedine in uscita alla Juve: ora è ufficiale

Sotto a chi tocca. O, semplicemente, chi vuole se li prende.

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In partenza per Dubai la Juve lascia a casa diversi uomini. Uomini che sono già ufficialmente sul mercato. Valutazioni a prezzo di saldo, ingaggi più o meno importanti. Gente che alla Juve non serve più, forse non è mai servita. Il che aumenta la rabbia dei tifosi, ovviamente.

Restano a Torino, in cerca di sistemazione presso altra società, in cinque:

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  1. Amauri
  2. Grosso
  3. Motta
  4. Toni
  5. Iaquinta

Assenze pesanti, per nulla sorprendenti. Assenze che in realtà non dovevano essere tali se ad agosto questi signori non si fossero impuntati a rifiutare ogni destinazione. Come accaduto per Felipe Melo e Ziegler, tanto per intenderci.

Cinque sul mercato quindi, cioè cinque stipendi in meno. E che stipendi se consideriamo quelli di Iaquinta e Amauri.

Ceduti questi cinque, Marotta passerà a esaminare la posizione di altre pedine in bilico. Su tutti Krasic per il quale, voci non confermate, si parla di Turchia o addirittura Premier League. La Turchia garantirebbe un ritorno economico importante, mentre la Premier garantirebbe l’impostazione di uno scambio con qualche giocatore utile alla causa bianconera.

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Juve: gli esterni giusti per volare. Ecco i nomi

Alla Juventus si può obiettare unicamente di non aver saputo far brillare i suoi esterni. Simone Pepe a parte, forse la sorpresa più lieta dell’intero campionato, gli altri hanno vissuto il giusto periodo di ambientamento (Estigarribia), un infortunio (Giaccherini) e tanta tanta tribuna (Elia e Krasic).

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L’esterno è però il ruolo chiave di Mister Conte, opportunamente sostituito da un modulo tattico che fa brillare i tre tenori di centrocampo. Un modulo tattico che ha visto protagonista Mirko Vucinic largo a sinistra, pronto a sciorinare i lampi di una classe cristallina. Forse è mancato proprio Vucinic in questo finale di campionato. Col montenegrino in campo la Juve poteva forse conquistare qualche punticino in più, a mio avviso.

E sebbene Marotta sia in cerca di un centrale di qualità per sostituire uno fra Pirlo, Marchisio e Vidal, in realtà i bianconeri sono sempre vigili sugli esterni di centrocampo, con vocazione offensiva.

E allora via al fantamercato. Ecco i miei nomi, tralasciando quelli di primo livello che, per un motivo o un altro, sono e resteranno sogni irragiungibili (per il costo del cartellino e per gli ingaggi spropositati di certuni).

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L’ho visto giocare tante volte e tutte le volte mi ha entusiasmato: Ramirez del Bologna. Pezzo pregiato dei rossoblu, non si fa fatica a capire che non resterà a lungo a Bologna. Giovanissimo, abile nel dribbling, molto veloce e molto tecnico. Potrebbe essere quell’incursore che serve a Conte: da far partire centrale, a mo’ di trequartista, o meglio lateralmente, a sinistra o destra non fa differenza. Uno per il futuro, e per il presente.

Un altro giocatorino niente male sulla fascia è Cerci. Scuola Roma, il riccioluto ha qualche problema (eufemismo) con la curva viola. Con l’avvento di Delio Rossi in realtà la sua cessione appare improbabile, ma è decisamente un uomo interessante. Grande capacità di saltare l’uomo, ottimo fiuto del gol, è uno degli esterni d’attacco puri di questo campionato. Non serve una fortuna per portarlo a Torino.

Ibrahim Afellay. Rotto, poco utilizzato, molto trascurato. All’ombra di fenomeni come Xavi e Iniesta e di qualche uomo della cantera ormai in pianta stabile nelle file del Barcelona, l’olandese è un genietto della fascia. Rapidissimo e molto tecnico, sembra avere le caratteristiche ideali per il vecchio modulo di Conte: quel 4-2-4 andato in frantumi per l’incapacità di adattarsi al ruolo di Krasic. Il Barca potrebbe privarsene a prezzo di saldo. Restano da verificare le condizioni fisiche.

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Calciomercato Juventus: a che punto siamo con le cessioni?

L’indice di salute di una squadra, si dice, è dato dal numero di cessioni effettuate nel mercato di gennaio. Una vecchia teoria di un vecchio teorico del calcio, quasi sempre azzeccata nel corso di questi anni.

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Spiegazione: se una squadra cede molti pezzi della sua rosa a gennaio, allora vuol dire che l’allenatore ha trovato i perni della sua idea di gioco.

Praticamente quanto accaduto alla Juventus di Antonio Conte. E a gennaio le cessioni in casa bianconera saranno numerose per diversi fattori: ambientali (leggi Amauri, Iaquinta), tecnici (leggi Toni, Motta), opportunità tattica (leggi Pazienza, solo se dovesse arrivare un centrocampista, Marrone, solo se Conte decidesse di farlo maturare altrove). Oltre che economici.

Al di là della teoria prima esposta, che tale è e tale rimarrà, in realtà ai tifosi bianconeri interessa molto il concetto di bonifica-della-rosa-bianconera. Detto in altro modo: alcuni cadaveri e alcune zavorre sul bilancio verranno fatti fuori.

I nomi che più infastidiscono i tifosi, me per primo, sono i primi due sopra citati: Iaquinta e Amauri. Non necessariamente in questo ordine. Considero Iaquinta molto utile quando sta bene, ma appunto non sta mai bene. Più infermeria che campo. E considero entrambi questi giocatori la prima rovina della Juventus postCalciopoli: l’illusione più cocente di una pronta rinascita mai avvenuta, se non quest’anno con Conte al comando. Per colpa di Iaquinta e Amauri abbiamo dovuto rinunciare a Trezeguet. Per colpa loro e dei loro assurdi stipendi abbiamo forte dovuto rinunciare a qualche grosso giocatore, il tutto per far quadrare i conti (non che poi siano quadrati così come dicono).

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Ma siamo agli sgoccioli. Entrambi verranno sbolognati da qualche parte.

Quanto al resto dei nomi, su Toni conservo sempre il rispetto per un giocatore che fin qui non ha mai creato problemi. Tenuto lì per il vecchio concetto del “non si sa mai”, in realtà Toni verrà ceduto per mancanza di spazio e di minutaggio. E al suo posto arriverà un altro attaccante, visto che il modulo tattico del futuro sarà sempre vicino al 3-5-2, nelle sue varianti magiche (4-5-1, 4-2-4, 4-4-2, 4-3-3).

Mentre su Marrone e Pazienza valgono i logici discorsi di opportunità e spazio. Spazio per il giovane Marrone che ha bisogno di giocare. Opportunità per il buon Pazienza, fin qui molto positivo, ma certamente la Juve sta pensando a una pedina di ben altra qualità in grado di dare il cambio ai tre tenori di centrocampo.

Resta poi da vedere il futuro di Krasic ed Elia, posto che Giaccherini, Pepe ed Estigarribia garantiscono una buona efficacia da qui alla fine dell’anno.

E noi attendiamo le lieti notizie.

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Le 20 stelle di Marca: ci sono Marchisio e Giovinco

Il famoso quotidiano spagnolo Marca stila la lista delle 20 più gradite sorprese per l’anno calcistico 2012.

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In pratica si tratta di giocatori che potranno dire la loro nei prossimi mesi, con tanto di descrizione per ognuno di loro. Quattro dei 20 giocano in Serie A. Due dei quattro sono praticamente bianconeri.

Si tratta infatti di Claudio Marchisio e di Sebastian Giovinco. Sperando di vedere il genietto di Beinasco l’anno prossimo con la casacca juventina, ecco cosa scrive il giornale spagnolo a proposito del Principino:

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Molto disciplinato ed energico. Ben inserito nel gioco della Juve. Se i bianconeri lottano per lo scudetto gran parte del merito è proprio di Marchisio e i suoi inserimenti dalla seconda linea.

Ancora una grande soddisfazione, dunque, per il centrocampista più forte d’Italia in questo momento.

Centrocampista bianconero, ma soprattutto juventino vero. Per il prossimo anno, credo di raccogliere il consenso di molti tifosi, la fascia di capitano dovrebbe essere sua. Per molti lunghi anni!

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Caceres alla Juve? Ormai ci siamo

Pare che la trattativa sia in fase avanzata.

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I soliti dettagli sui numeri e sulle modalità. Secondo fonti vicine ad Antonio Conte la scelta di Caceres è dettata da un’idea precisa: l’uso sempre più consistente del 3-5-2. (A questo punto si spiega pure la scelta di un altro attaccante di scorta quale, ormai è una mezza verità, Borriello. Sull’argomento ci torneremo in un altro articolo)

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In tal caso Caceres è una delle opzioni migliori. Nato come centrale di difesa, molto agile e tosto fisicamente, buono stacco di testa e piedi comunque discreti, alla prima esperienza in bianconero si fece apprezzare come terzino destro con Ferrara in panchina. Facendo anche buone cose.

Con Conte Caceres sarebbe la prima scelta in caso di defezione di uno dei 4 moschettieri di difesa. E sarebbe un’ottima pedina da usare in una difesa a 3 (quindi sul centro-destra) o in una difesa a 4 (come centrale o come vice-Lichtsteiner).

I dettagli: prestito oneroso vicino ai 2 milioni di euro e riscatto intorno ai 6 milioni di euro.

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Il peggiore secondo i giornalisti è Milito. E ci sono due sorprese…

Dopo il Bidone d’Oro 2011, stravinto da Diego Milito, ecco un altro non-premio che l’argentino si porta a casa: premio quale peggior giocatore di questa prima parte di torneo.

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Cento giornalisti interpellati, ognuno con un ventaglio di 3 nomi da fare. Ma c’è qualche problema.

A leggere la classifica dovrebbe essere facile intuire quale sia la società più deludente. Praticamente quasi la formazione titolare: da Snejeder a Pazzini, da Alvarez a Jonathan, da Thiago Motta a Nagatomo. C’è finalmente un riconoscimento al valor militare, ossia quel Pato che in questi anni ha fatto vedere veramente pochissime cose buone e molte cattive. Con un’altra maglia oggi i termini di paragone con certi campionissimi del passato verrebbero sottolineati come bestemmie. Serve continuità nell’essere campione, non già un numero d’alta scuola ogni 10 partite.

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Ma ci sono sorprese. Per esempio il secondo posto di Krasic: uno che ha calcato più le tribune che il campo. Il voto lo prendiamo in stile “honoris causa”, perché in campo non l’abbiamo mai visto. Stessa cosa per Elia.

La sorpresa più incredibile è di Corrado Fumagalli, dipendente di Inter TV. Bene, questo genio del calcio ha votato, quale peggior giocatore di questa prima parte di stagione… rullino i tamburi, squillino le trombe… Vidal. Arturo Vidal della Juventus.

Che dire? Auguri a Corrado e alla sua nuova avventura di cabarettista… ma cambi presto i testi altrimenti rimedierà bordate di fischi!

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Amauri via: è il regalo di Natale dell’italobrasiliano

E’ il suo regalo di Natale, certamente gradito dai più.

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A Natale si è tutti più buoni? Sì, e allora ecco che Amauri va via: lascia la Juve dove non ha mai praticamente né convinto né accesso gli entusiasmi. Tranne quella sciagurata estate quando la Juve diede Nocerino e una barca di soldi al Palermo per un attaccante che di lì a poco avrebbe risolto pochissime partite e inanellato una delle strisce più ridicole nella storia degli attaccanti bianconeri.

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Problemi di personalità, perché la tecnica è veramente buona e il fisico è da granatiere. Problemi di personalità perché quella maglia, come diceva Trezeguet, non pesa effettivamente 300 grammi, ma quintali. E per sopportarla servono spalle robuste. Ah… David Trezeguet, lui sì che è stato uno da Juve. E per come la vedo io, e nessuno me lo toglie dalla capoccia, David Trezeguet ha dovuto lasciare la Juve a causa proprio di Amauri e anche di Iaquinta. Secco e Blanc, per non parlare poi di Ranieri, erano davvero convinti di poter fare a meno di uno degli attaccanti più forti degli ultimi 30 anni. Ne abbiamo forse pagato le conseguenze?

Amauri va via: Genoa, con Preziosi che sta tentando di convincerlo con un sostanzioso stipendio, oppure estero. Francamente poco mi importa.

Ha eredito indegnamente l’11 di Nedved. Una sorta di sacrilegio. Ha rifiutato il trasferimento (più volte) nella sessione invernale, obbligando la Juve a rifare i conti del proprio pallottoliere. Questione di un ingaggio mostruoso accordatogli da chissà chi (leggi Blanc). Io lo avrei regalato a Ranieri, sai che ridere…

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Tanti auguri di Buon Natale a tutti, anche a…

Carissime e carissimi lettrici e lettori del blog, di vero cuore, auguro un Sereno Natale a tutti voi!

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E’ stato un anno decisamente interessante, sicuramente positivo per IoJuventino, ma ci tornerò fra una settimana.

Vi auguro giornate felici trascorse con le vostre famiglie, al caldo dei migliori affetti, al rientro nelle proprie città per chi si trova a lavorare fuori casa.

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Spero possano essere per voi giornate di tranquillità con i vostri migliori amici.

E così parto ad augurare il mio Buon Natale:

  • ad Actarus, Paolo, JLPicard, mauretto, magic66, Thomas, marco99, porsch, juventus27, antonio, fabio, eugenio (e chi ancora mi dimentico) per allietare ogni mia giornata bianconera grazie ai loro commenti, al loro affetto e (da poco, qualcuno di loro) grazie ai loro articoli;
  • ad Antonio Conte che ha saputo far rinascere in me/noi l’orgoglio di tifare Juve;
  • a tutti i ragazzi che da settembre vestono con quella grinta la maglia bianconera;
  • a tutti quelli che una domenica sì e l’altra no varcano i cancelli dello Juventus Stadium con quell’atteggiamento positivo come ad andare a una festa, perché il calcio è una festa;
  • a tutti quelli che continuano a recitare la favola di Calciopoli: probabilmente la Befana vi porterà tanto carbone, epperò non dovete mai dimenticare da questa parte della barricata ci sono persone vere, con sentimenti veri, per strano che possa sembrare “il vero sentimento” abbinato al calcio: sarebbe opportuno cominciare a ragionare in quest’ottica, per evitare tutti i veleni fin qui nati, cresciuti e che ci hanno tolto parecchi sorrisi;
  • a tutte le altre società, di A, di B e delle Leghe inferiori: questo è uno sport magnifico, cerchiamo di renderlo il più pulito possibile;
  • alla Lega Calcio e alla FIGC e al CONI: che possano studiare in queste giornate di festa per porre rimedio a un’incompetenza francamente inaccetabile;
  • a Narducci e ad Auricchio: che il Natale possa portarvi tanta serenità, perché è la serenità che garantisce il rispetto dei valori della vita, e fin qui siete stati molto poco sereni;
  • a tutti i tifosi delle altre squadre: qualcuno è passato di qui, e lo ringrazio, qualcuno ha lasciato impronte chiare di un sano tifo, di una voglia matta di calcio e questo mi/ci ha fatto enorme piacere. Altri sono stati meno eleganti, e soprattutto a loro auguro Buon Natale, lo scambio è poi cosa preziosa nella vita umana;
  • a quel carabiniere che oggi chiamano pentito, e che pentito non lo è di certo: il coraggio è proprio degli uomini di valore;
  • alla Gazzetta dello Sport e al gruppo RCS: che finalmente possiate essere liberi nel nuovo anno, perché la libertà è il bene più prezioso per un essere umano;
  • a Internet, che ci rende liberi ogni giorno;
  • a Tuttosport, ai blog bianconeri, ai portali di calcio di tutta Italia: grazie per il lavoro che ci offrite ogni giorno;
  • alle TV e alle trasmissioni sportive che, nonostante tutto, ci permettono di godere questo sport attraverso la scatola più divertente del mondo (dopo il computer, ovviamente);
  • alla Casoria che ci ha dato una lezione di professionalità e di correttezza, affinché il suo operato possa essere d’esempio a chi comincia questa carriera nel nostro Paese;
  • a tutto il nostro Paese: è davvero arrivato il momento di rialzarsi, sotto tutti i punti di vista. E allora che sia questo il Natale del riscatto.

A tutti gli altri, se dimentico qualcosa o qualcuno, semplicemente BUON NATALE!

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