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Mese: January 2012 (pagina 1 di 6)

Parma-Juventus rinviata: il buonsenso contro l’idiozia

Il Prefetto dà l’ok, ma la sicurezza e l’agibilità non c’è. Strano applicazione del concetto di oggettività quando c’è di mezzo la Juve.

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Il Parma voleva giocare, mentre la Juve aveva già capito tutto alle ore 18:00. Un’ora dopo l’assurda decisione del Prefetto.

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A Napoli il sole privò gli spettatori di uno spettacolo, mentre sotto il gelo e la neve si voleva far giocare la Juve. Cui prodest?

Conte infuriato, Marotta imbufalito ha chiesto l’intervento del Gruppo di Sicurezza di Parma e finalmente è arrivato il rinvio. Alle ore 20:00 arriva l’ufficialità. Ennesima vergogna itaGliana.

E ora il Milan può raggiungerci, con una partita in più: è l’unico modo in questo momento. La più felice sarà la Cazzetta Rosa che potrà finalmente taroccare la classifica. Chissà l’asterisco…

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Rinvio Parma-Juve? Il Parma non ha le coppe come il Napoli

Esiste davvero la possibilità di un rinvio di Parma-Juventus di questa sera?

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Se lo chiede la rete, milioni di tifosi incollati a Twitter o sui blog o sui portali. Il Meteo sembra chiaro: arriva il gelo, arriverà la nevicata, da stasera in poi.

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Le condizioni del campo sembrano buone, certo sfavorirebbero chi intende giocare a calcio, palla a terra, sfruttando più la tecnica del fisico e già così è una mezza vittoria di Conte (intendo il pensiero). A preoccupare sono invece le tifoserie. In questo Paese così malato è proprio questo il rischio: gli spalti potrebbero essere gelati, con gli spettatori costretti all’impresa pur di assistere a una partita di calcio.

Allora, si gioca o ci sarà rinvio? La Juve è pronta, il Parma di Donadoni pure e io certamente mi fido di Ghirardi che non è De Laurentiis. Inoltre nella giunta parmense non esistono gli stessi elementi che hanno deciso il rinvio di Napoli-Juve per “fatti loro”.

Comunque, se non si dovesse giocare… speriamo ci avvisino per tempo.

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Rissa Criscitiello Fedele: prima o poi doveva accadere

Quando si tira troppo la corda… alla fine si corre il rischio di rompere la corda stessa. E sono dolori.

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Il modo aggressivo con cui TuttoMercatoWeb è piombato su Internet ha favorito certamente l’ascesa del network, però alla lunga certi editoriali possono nuocere alla salute.

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Ne sa qualcosa Michele Criscitiello (che qui ho anche io attaccato per uno strano modo di dare le notizie) che si è beccato due ceffoni da Enrico Fedele proprio in virtù di un editoriale spinto.

Ok il blog, e ok pure i siti personali. Quando però ti dai una connotazione ufficiale, cioè ti vesti a mo’ di organo di INFORMAZIONE… beh in tal caso si dovrebbero rispettare tutte le regole del giornalismo, seguire soprattutto la deontologia professionale (un parolone che in Italia è bandito da troppi anni).

Il dolore passa in fretta, coraggio.

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Parma-Juventus Conferenza di Antonio Conte pre gara [video]

Antonio Conte, fra Gulliver-Ibra e la pressione che non si sente. Antonio Conte fra mercato e realtà, infortuni da gestire, staff da lodare e uno schema che non può essere ridotto soltanto a tre numeretti.

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Godetevi l’ennesimo show del leader indiscusso del popolo juventino:

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Juve: non comprare per forza!

Dopo il no secco di Cellino per Nainggolan voglio lanciare un pensiero.

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Siamo sicuri di dover comprare per forza? Dopo Borriello e Caceres, necessari per le idee di Conte, ora toccherebbe al centrocampista. Il belga sarebbe perfetto, ma Cellino ha dato picche. Mi ha piuttosto infastidito e fossi in Marotta mollerei del tutto la pista. Ci sono tantissimi altri centrocampisti al mondo, che Cellino lo venda altrove.

E se non Nainggolan, dopo aver praticamente mollato Guarin, ecco che la Juve si trova la lista della spesa vuota. Vuota perché non considero Palombo e Pizarro alternative a Guarin e Nainggolan. Sono giocatori molto differenti e fra i due io prenderei solo il cileno a patto di non pagare nemmeno 1 euro per il cartellino e di usarlo esclusivamente come vice Pirlo.

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Comprare per comprare? Assolutamente no, meglio tenersi Marrone e farlo crescere, magari fare un tentativo forte per Montolivo che costerebbe anche meno del cagliaritano. O ancora far esordire Appelt, o buttare nella mischia Bouy di cui si dice un gran bene. Oppure fare uno sforzo, se è quello il rinforzo che serve, e andare all’estero, tentando di giocarsi bene le carte Elia e Krasic. Ancora 24 ore e vedremo cosa Conte e Marotta avranno partorito.

P.S.

A questo punto non capisco la trattativa che ha portato metà-Immobile al Genoa. Perplesso, molto perplesso.

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E’ ufficiale: Marco Motta al Catania

Non commento, basta semplicemente leggere il comunicato:

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Il Calcio Catania S.p.A. comunica di aver acquisito a titolo temporaneo dalla società Juventus F.C. il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Marco Motta. Il difensore, classe 1986, può vantare 131 presenze e 2 reti in Serie A, ed ha già indossato la maglia della Nazionale Italiana.

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Matri e Buffon, un cannoniere ed un portiere, determinati e scatenati…

Non serve specificare da cosa deriva un simile titolo, giusto?! La cosa divertente è che, numeri alla mano, la realtà pare essere proprio questa.

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Determina(n)ti e scatena(n)ti. La “n” opzionale può essere letta o non letta, il risultato non cambia.

Gigi Buffon è tornato il numero 1 al mondo. Troppo distacco a livello di personalità e classe rispetto agli impostori del ruolo. Sarà forse il troppo amore, ma quello che combina Gigi tra i pali non ha eguali in questo momento. Pecca forse di non voler bene ai fotografi, mai gesti inconsulti o sfacciatamente clamorosi, ma tremendamente efficaci.

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Contro l’Udinese, quando cioè la Juve ha mostrato il fianco, ci ha pensato lui: ha detto “no!” ai fiulani in diverse occasioni, non riuscendovi nel grandissimo colpo da biliardo di Floro Flores. Pazienza, in fondo si tratta di… chi sa quanti gol ha subito la Juve a gennaio?

E poi là davanti, nonostante le critiche, c’è uno che segna. Che si è ripreso a forza di sfuriate, sgomitate e gol un ruolo di primo piano in questa Juve: Alessandro Matri. Doppietta, mai gol banali o inutili, 0,54 la media reti per presenza in campionato con la maglia bianconera. Non è poco. Non siamo ai livelli stratosferici di Messi, ma quella è un’altra storia.

Matri per la Juve è una certezza. Paradossalmente è servito più il periodo di digiuno che una serie di presazioni con gol, ma che avrebbero lasciato forte il dubbio del tipo “ma può reggere il peso della maglia?”. Sì, può reggere il peso della maglia: uscire da quella crisi in questo modo, con questi due gol apparentemente semplici, è un atto di forza importante, significativo.

Ha bisogno però del supporto del centrocampo e di una seconda punta, ma questo ragazzo è prezioso. Faccia d’Angelo, ma quando si sbraccia e mena… mena forte.

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Juventus-Udinese 2-1 Chi è il prossimo?

Juventus Stadium Rules. Griderebbero così i commentatori di Wrestling, uno degli sport più spettacolari al mondo, in negativo e in positivo. Non importa l’accezione, di fatto è uno spettacolo comunque. E la Juve sembra l’Hulk Hogan dei tempi migliori.

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Schianta l’Udinese, pur mostrando troppe volte lacune difensive dettate forse dal terreno di gioco e dal freddo, e vola via. Scappa via, accelera, strappa la classifica, tenta di scrollarsi di dosso quanti le corrono dietro. Mostra la targa. Gli avversari non l’hanno mai vista in viso veramente perché il viso è davanti a tutti e quando vedono il viso è troppo tardi perché vuol dire che ci stai giocando contro. E sono dolori.

Capisci perché è lì quando a fine primo tempo il quarto uomo per poco non chiama la sicurezza per placare Conte. Una furia, una bestia in quell’area tecnica. Non lo tieni, col gelo a mischiarsi alla bava. La rabbia di vedere una Juve che potrebbe assestare la mazzata e non lo fa.

Non lo fa Estigarribia dopo pochi minuti, non lo fa Quagliarella che spara alto, non lo fa Matri che tira addosso al portiere, non lo fa ancora Vidal che non c’entra la porta. Rabbia perché poi la squadra perde le distanze fra i reparti e si lascia infilare da qualche contropiede di troppo. Solo che Barzagli è in una condizione paurosa, Bonucci firma l’unica sbavatura al 90esimo e Chiellini è tornato su livelli incredibili.

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Poi c’è quel numero 1 in porta, tornato numero 1 fra numeri 1. Gigi Buffon, una statua che si muove felina fra i pali e il pallone entrerà solamente perchè Floro Flores indovina l’unico angolo utile e buono.

Perché l’attacco stenta? Domanda legittima, domanda che nasce su numeri oggettivi, su dati di fatto. Domanda che ieri è stata spazzata via da una prestazione eccezionale di Matri, fatta di sostanza e qualità. La sostanza è l’immane lavoro che sviluppa per 90 minuti. Pressing e cross, profondità e copertura del pallone. Attaccante completo che giova, ormai è dimostrato, della presenza di qualcosa di più di un trequartista. Tipo Quagliarella, tipo forse Del Piero, tipo Vucinic quando rientrerà. Ok, il modulo è giusto! potrebbe essere il titolo di questo post. Il 3-5-2 lo libera di alcuni compiti difensivi e così le energie vengono destinate per attaccare la porta.

Lo fa nel secondo tempo con la giusta cattiveria: zampata killer e 1-0. E adesso viene la qualità. Il secondo gol è una prodezza che solitamente veniva registrata nell’archivio di casa Trezeguet. Difensore alle spalle, tenuto lontano con spalle molto larghe, palla fatta sfilare e tocco perfido verso il palo più lontano. Palla lenta che rotola mentre il tifoso, che ha già capito come andrà a finire, comincia a sollevarsi dal divano, dalla sedia o dalla poltroncina dello Juventus Stadium. Ecco la doppietta, ecco la migliore risposta alle critiche piovutegli addosso. Ecco… Alessandro Matri.

Sono 18 i gol e fra poche ore si festeggia il suo anno di permanenza alla Juve. 18 gol, tanti minuti, ottima la media fra questi due dati, gol pesanti e strada che si fa più semplice. Purché Alessandro Matri continui con questa cattiveria, con gli occhi di ieri con cui ha festeggiato i gol. Con i dentri a stritolarsi fra loro quando la palla è persa o quando Handanovic gli nega la rete nel primo tempo. A Conte e alla Juve servono questo Matri, peraltro già visto in altre occasioni.

Gennaio è finalmente passato, con un ruolino completamente opposto alle altre stagioni. Merito di Conte, merito di Antonio Conte da Lecce: il Capitano che è tornato per amore di una maglia, che ha plasmato una creatura meravigliosa. Nulla è ancora stato fatto, ma il grazie è ormai un dovere cui nessun tifoso può scappare: grazie AntonioConteCapitano!

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Chi decide il calendario della Serie A?

Si deve essere assolutamente laureati e comunque scienziati per stilare il calendario della Serie A. O forse è così negli altri paesi, nel nostro devi essere un burlone, uno di passaggio. E nel Palazzo del Potere di uomini di passaggio, piazzati lì per doveri/piaceri politici, ce ne stanno pure parecchi. Anzi, sembrano proprio la totalità.

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Logica e buon senso piegati al malcostume di seguire mode e, peggio, doveri multimediali. Doveri che poi sono ovviamente contratti: con sponsor e televisioni.

Non si spiega in altro modo l’allucinante decisione di giocare a Torino, a gennaio, di sera, alle ore 20:45.

A metà fra la pazzia e l’idiozia, perché a gennaio, a Torino, alle 20:45 è molto probabile beccare il brutto tempo. E male che deve andare anche la neve, se non proprio la pioggia.

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Così mentre a Napoli, in una giornata dove il sole sembra abbracciare il San Paolo si rinvia la gara per motivi del tutto lontani dalla logica del campo, a Torino, con la neve che comincia a fioccare, in barba allo spettacolo, si costringe la gente ad andare allo stadio, e i giocatori a sfidare le intemperie.

Così mi chiedo: ma chi decide il calendario della Serie A?

P.S.

Stasera a Torino è prevista neve: come ci regoliamo? Se dovessero rinviare il match pioverebbero polemiche su polemiche, quando la Juve questo match vorrebbe giocarlo anche solo per proseguire nell’adrenalina che la sfida con la Roma ha acceso nei giocatori bianconeri. Ma rinviare una gara che sulla carta sarebbe davvero assurda, fra le due formazioni che giocano il calcio migliore di questo torneo, pare la scelta più logica ai fini dello spettacolo e delle condizioni ottimali per disputare un match di calcio, valevole per un torneo, una competizione vera. 

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Bilancio Juve e le gravi perdite…

Sono ormai due settimane che leggo articoli in cui si fa riferimento al bilancio della Juve, al Nuovo Stadio (che dà un fastidio enorme a chi non ce l’ha e si ritrova costretto ad attaccarlo usando i mezzi anche più beceri, ma tant’é… l’itaGlia è questa), agli sforzi economici, all’impossibilità di permetterseli.

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Bene, forse è arrivato il momento di rispondere a tutti questi personaggi. Magari è arrivato il momento di rispolverare vecchie carte finite nel dimenticatoio… e chissà perché!

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I falchi dei giornalisti italiani forse si sono distratti, forse non se ne sono interessati abbastanza, forse costretti a parlar d’altro.

Così dalla prossima settimana questo blog pubblicherà un succoso articolo sui bilanci delle milanesi. Magari inserendoci qualche chicca sulle società laziali. Solo per il gusto di rispondere colpo su colpo, l’unica grande colpa che ha permesso Calciopoli.

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