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Mese: February 2012 (pagina 1 di 7)

Volemose bene

Roberto Di Martino, il procuratore della Repubblica di Cremona che indaga sul Calcioscommesse, vorrebbe una sorta di amnistia per chiudere definitivamente la vicenda e voltare pagina.

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Le sue parole:

Secondo me sarebbe auspicabile qualche provvedimento, tipo amnistia, in senso sportivo soprattutto, non tanto dal punto di vista penale. Cioè qualche cosa che consenta un chiarimento e di ripartire da zero, senza provocare danni a nessuno.

Eh no, scusate. C’è qualcosa che non mi torna.

Hai speso non so quanto in intercettazioni, consulenze, pedinamenti vari, tutti soldi pagati da noi contribuenti.

Hai distrutto la vita di alcune persone tenendole in prigione, magari per pochi giorni ma sempre in prigione, ma soprattutto le hai dipinte come dei mostri.

Hai nel frattempo fatto scattare la giustizia sportiva e alcune società sono state pesantemente penalizzate mentre alcuni giocatori ne sono usciti distrutti sia come atleti che come uomini.

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Primo: che la pubblica accusa proponga questo, significa che stanno brancolando nel buio. Non sanno a cosa attaccarsi e allora un colpo di spugna e via!

Secondo (e qui davvero mi incazzo!): “senza provocare danni a nessuno”. A nessuno?

Ah … adesso non volete provocare danni a nessuno?!? Ma nel 2006 questo scrupolo di coscienza non vi è venuto, vero? Giustamente distruggere una società di calcio quotata in borsa peraltro, con bilanci perfetti (a differenza di altre squadre di vertice italiane e straniere), con un progetto imprenditoriale senza pari al mondo, con una dirigenza invidiata da tutti, con un parco giocatori da paura è solo un danno collaterale.

“Dovevamo fare giustizia! Dovevamo ripulire il calcio”, ci avete detto.
E’ stato montato un processo farsa, che la sentenza della Casoria ha ampiamente dimostrato, al di là delle condanne che dovevano salvare la faccia a qualche parruccone togato.
E adesso ve ne uscite fuori con la soluzione italiana in cui tutto finisce a tarallucci e vino?

E no, signori! Io sono garantista. Ma se c’è qualcuno che ha sbagliato paghi. Oppure che si rimetta mano ANCHE alla sentenza sportiva del 2006, come chiede il Presidente Agnelli. Perché la legge è uguale per tutti!

Andreotti una volta ha detto: a pensar male si commette peccato ma qualche volta …

Ma tu vuoi vedere che nelle intercettazioni è uscito qualche nome eccellente che gioca nei pressi di Roma o Milano?
Ma si … volemese bene.

Ps: intanto è uscito il nome di Bonucci. Ma va? Io lo sapevo…

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Spazio al tridente puro?

La difficoltà di mandare in gol gli attaccanti, fatta esclusione per Matri che certo non poteva tenere il ritmo di una rete a partita, sta forse convincendo Mister Conte a provare diverse soluzioni.

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Soprattutto dalla metà campo in su, visto che la difesa funziona a meraviglia, escluso qualche svarione di Bonucci.

Il 4-5-1 funzionava perché lasciava molto spazio alla corsa di Vucinic e Pepe sulle fasce e alla libertà di inserirsi di Marchisio. Il 3-5-2 costringe invece il Principino a ingabbiarsi sul centro-sinistra, forse anche compresso in posizione centrale da un esterno molto più difensivo che offensivo (rispetto ovviamente al primo Vucinic). Potrebbe essere questa una causa del crollo delle prestazioni di Marchisio, l’uomo che più di tutti ci sta mancando (insieme a Pepe).

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Così, unito allo score deprimente di Vucinic e Quagliarella e Del Piero (poco utilizzato) e Borriello, ecco il passaggio al 4-3-3 puro. Era luglio quando teorizzai un simile schema e potete apprezzarlo qui sotto.

Allora, era luglio, si parlava di Giuseppe Rossi e Ziegler era ancora in rosa. Al di là dei nomi scritti sulla lavagna tattica, io userei proprio questo schema sabato sera. Apportando i cambi seguenti: Vucinic a sinistra in attacco, Quagliarella sulla fascia opposta, Giaccherini al posto dello squalificato Vidal, Chiellini in fascia e Barzagli in mezzo (inamovibile).

Il Chievo si chiuderà con 12 uomini davanti la propria area e sarà complicatissimo trovare spazio, ecco che i 3 attaccanti puri potrebbero liberare le marcature, cioè gli inserimenti da dietro di Giaccherini e Marchisio. In più Conte può contare sulla spinta costante di Chiellini e Lichtsteiner che paradossalmente si trova meglio in una difesa a 4 rispetto al ruolo di ala nel 3-5-2.

Solo impressioni. Critiche? Consigli?

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E il resto? Mancia!

Parto da un aneddoto successo sabato mattina quando Milan-Juve ancora si doveva giocare. Ero in coda alla cassa del supermercato vicino casa e osservo una donnina di circa 60 anni che contava e ricontava gli spicci ridati come resto dalla cassiera. Nel frattempo il mio sguardo smarrito, visto che non si decideva ad andare via, si posa su quello della cassiera che ricambia il mio smarrimento con l’espressione tipica di chi ti vuole dire: “cosa ci vuoi fare?”. Quando la signora finalmente se ne va ed è il mio turno chiedo alla cassiera: “ma fa sempre così?” “Si” è la risposta, “conta e riconta più volte i soldi per essere sicuri che non manchi neanche un centesimo … e se ce ne manca anche solo uno sapessi come strilla”. “Be è giusto”, replico a mia volta, “sarà pure un centesimo, per quel che vale, ma magari per lei è tanto”. “Va bene”, ribatte la cassiera “ma una volta, VOLUTAMENTE, gli ho ridato un €uro in più, proprio per vedere cosa avrebbe fatto, e vuoi sapere cosa ha fatto? Non ha detto niente e se li è tenuti!”

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Sono passati quasi due giorni da Milan-Juve e francamente non ne posso più. Anzi, se siamo tutti d’accordo proporrei di assegnare direttamente i tre punti al Milan, anzi diamoglielo subito questo scudo e non ci pensiamo più … tanto loro hanno stile e noi? Noi ruvviamo!

No. La cosa che mi fa incazzare (a proposito … si può dire?) di brutto è questo paraculismo ipocrita che permea il mondo del calcio, dove se sbagliano contro di te allora … apriti cielo.
“C’è la congiura!”
“Ce l’hanno con noi!”
“Non ci vogliono far vincere!”
Etc etc.

Di contro se sbagliano in tuo favore: prendi, incassi e porti a casa. Zitto zitto!

Eh no, scusate. Questo è disonesto!

Senti le dichiarazioni del fenomeno mangia allenatori rosanero: “l’arbitro ha falsato la partita (Siena-Palermo). Non ci fanno vincere. E’ una congiura!”

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Bravo Zampa: ma perché le stesse cose non le hai dette l’anno scorso quando in Palermo-Juve ci furono negati rigori mostruosi?

Ho fatto il nome di Zamparini perché onestamente non lo sopporto come personaggio, ma la carrellata è lunga, anzi lunghissima. Mi ricordo ad esempio di Cragnotti. Altro campione. In tutti i sensi! Nel campionato finito nella piscina di Perugia per tutto il girone di ritorno sparò a zero sulla Juve, sulla dirigenza e sui giocatori definendoli ladri e contestando la regolarità di quel campionato. Poi ovviamente, a campionato vinto grazie all’arbitro tifoso laziale, di colpo tutto diventò regolare.

Eh no cari presidenti, dirigenti e accompagnatori vari. Noto che mancate un po’ di coerenza. E visto che infatti ci marciate, accusate Buffon di essere antisportivo solo per aver detto la verità su quello che tutti, e ripeto TUTTI fanno. Ovviamente però essendo Buffon juventino vero (a proposito: ti chiedo scusa caro Gigi per aver scritto più volte, lo scorso anno, che era ora che cambiassi casacca), allora tutti ad indignarsi, a chiedere l’esclusione dalla Nazionale, la squalifica a vita, la retrocessione e così via.
Ovviamente nessuno a chiesto a Vergassola perché non ha detto subito all’arbitro che stava giocando a pallavolo in area o al macellaio Mexes che aveva dato un pugnetto (ma piccolo piccolo) al tronista.

Signori ve lo posso scrivere a caratteri cubitali? Siete solo degli IPOCRITI!

E allora visto questo divento pure io ipocrita e lo scrivo: non me ne frega niente allora del gol/non gol di Muntari. Anzi. Sono contento. Perché tanto che “ruvviamo” lo avrebbero detto e scritto comunque. Anche senza alcuna contestazione. Cosa cambia? Tanto ruvviamo!

E godo all’impazzata vedendo zio fester andare in fibrillazione cardiaca, l’Allegro ma depresso fare le battutine in tv, i giornalisti-giornalai, o presunti tali, sclerare in diretta, l’”impunito” dire che non ha salutato nessuno della dirigenza juventina (magari lo andiamo a salutare noi quando lo vedremo finalmente a San Vittore) e tutti i tifosi starnazzare a destra e manca sulla Juve e sugli 11 guerrieri del Mister.
GODO!

E cassiere d’ItaGlia occhio che se mi ridate anche un centesimo di resto in più … col c**** che ve lo dico. Che dormo io?!

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La macchina del fango riparte: chi alla guida?

Domanda retorica. Con Berlusconi di mezzo non ci si annoia mai.

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Prima riflessione: che goduria vedere Galliani che sbraitava in tribuna. Ancora più goduria quando teneva a freno la propria rabbia tentando di capire, come un cagnolino al guinzaglio, come si comportava il padrone e agire di conseguenza. Ci sarebbe però piaciuto vedere l’effetto dei video quando mostravano il gol annullato a Matri, il non rosso a Muntari e Mexes, i gialli risparmiati ad Ambrosini e Van Bommel. Desiderio che rimarrà insoddisfatto perché il buon Galliani è andato via.

Sceso negli spogliatoi, lui che in distinta non ci stava, per fare chissà-che-cosa e poi via dallo stadio. Perché Galliani non è stato deferito? Il regolamento è chiaro, molto chiaro, ma ovviamente lì a Milano hanno altre metriche.

E per esempio una cosa che sanno fare benissimo, grazie all’immenso potere politico di cui dispongono (e non solo politico), è avviare la macchina del fango. Tramite giornali e TV.

Stamattina spunta fuori il nome di Bonucci, anche se proprio questo nome era già uscito da qualche giorno. Tenuto a riposo e fatto uscire proprio dopo il match Milan-Juve, così da alimentare le polemiche e spostare di nuovo l’attenzione verso quello che più fa comodo allora.

Sparisce perciò la discussione sui tre turni a Mexes. Dopo Ibra può una squadra di questo livello parlare ancora di regole, regolamenti, coerenza, stile, comportamento, giustizia? Certo che no.

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Sparisce il fatto di Muntari, cioè la scazzottata contro Lichtsteiner con quest’ultimo già oggi passa per scemo: lui non ha reagito, si è preso le mazzate, ma pure un punto fondamentale. Noi abbiamo un altro stile.

Sparisce, e questa è la cosa più assurda, il fatto di Galliani come detto in precedenza. I giornali hanno nascosto le sue succulenti accuse deprimenti contro Conte, i capelli di Conte e il trapianto. Ci piacerebbe rispondere che i trapianti di capelli sono sempre possibili, quelli di cervello ancora no.

La macchina del fango è più attiva che mai. Buffon è diventato una specie di mostro, uno spaccone come titola la Cazzetta Rosa. Pirlo è diventato un bullo di quartiere, un violento, una sorta di serial killer del centrocampo e ci immaginiamo che ogni sua partita verrà monitorata alla ricerca pure del labiale. Bonucci, non ancora inserito nel registro degli indagati, diventa un inquisito.

Mentre Allegri, con la sua storia di sinistra e il coinvolgimento in un pesante fatto di combine del passato, passa per maestro. Al massimo, consentitemi, una sorta di bidello visto come risponde agli ordini dei padroni. Col nome sbagliato, visto la tristezza che gli pervade l’animo.

Nel frattempo sui giornali trovano voce le persone che contro la Juve direbbero la qualsiasi pur di strappare cinque minuti di gloria e visibilità. E spariscono le dichiarazioni di dirigenti e perfino quelle di Thiago Silva che difendono SuperGigi.

Siate soddisfatti di questa Nazione, di questo Paese. E’ quanto di peggio la condizione umana possa offrire. Più in basso di così non si può andare, dunque siate contenti di non poter vivere una condizione peggiore. Almeno ragionano così gli ottimisti.

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Standing ovation per Claudio Zuliani: leggere per credere

Mi ero innamorato dei due ex tifosi-telecronisti Bonino e Brosio un paio di anni fa quando furono ingaggiati da Mediaset Premium. Paolino è una persona stupenda, pesa per lui aver lavorato sotto quella specie di lingua-umana di Emilio Fede, ma è stato sempre molto educato contro gli avversari. Lo stesso Bonino e basta riguardare i video e riascoltare gli audio delle partite. Troppo poco faziosi avevano sentenziato molti.

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Ora c’è Zuliani, molto diverso da Pellegatti e Recalcati, tanto per prendere i peggiori esempi che MilanPremium… ops MediasetPremium, ma tanto è uguale… esibisce al pubblico. Ed eccovi il suo personale sfogo:

Fratelli e sorelle buona domenica a tutti

Mi sono appena rivisto la partita e sottolineo alcune cose che dal vivo mi sono sfuggite .

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Confermo le impressioni tecniche: il Milan per 65 minuti ha fatto come noi andata e ci ha massacrato con agonismo e cattiveria . Romagnoli doveva convalidare il gol del 2-0. A fine primo tempo mi ero perso il cazzottaggio di Muntari su Bonucci e a inizio ripres…a andava pure espulso Mexes dopo 34 secondi. Quindi,mi sento di poter affermare che ,sarebbe stato possibile recuperare un eventuale 0-2 con un tempo a disposizione e in superiorita’ numerica …o no ??? Mi sono stancato di fare il corretto e il fair play perché poi ti prendono per pirla e ti insultano dandoti del ladro. La verità e’ che a Torino abbiamo vinto 2-0 senza se e senza ma , a Milano i rossoneri non sono stati capaci di ammazzare la gara. Se poi vogliamo sempre ridurre tutto a insulti come fossimo in guerra ..mi dispiace ma NON CI STO PIÙ!

Da adesso in avanti parlo solo di calcio e vi aggiorno su quello che accade in casa nostra …se gli altri vogliono vivere di atmosfere pericolose sono problemi loro. Di quello che dicono e fanno non mi interessa niente e vi invito a fare lo stesso .

Guardatevi la partita della Juve e poi divertitevi con le vostre famiglie ,quello che dicono e fanno gli altri fatevelo passare sopra la testa e lasciatelo scivolare sul letto del fiume!

Pensiero pubblicato sulla sua pagina Facebook. Non ho nulla da commentare, tranne che fare un grosso applauso a Claudio e un grosso in bocca al lupo… purtroppo in bocca al lupo, con quel contratto, in quella redazione, ci è finito veramente!

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Le scuse di Pellegatti. Ma il problema resta un altro

Qui in redazione è giunta una email contenente le parole di Pellegatti.

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Il buon Carlo ha inviato una lettera di scuse tramite la redazione Milan… ops Mediaset… tanto è ugualesul fattaccio delle parolacce in diretta TV. Ecco un piccolo riassunto:

Ho fatto una figuraccia. Nessuna risposta dalla Juve. Scusa Antonio, non querelarmi: non sono abituato ai tribunali.

Scuse accettate. Penso siano accettato pure da Conte, ma il problema resta ed è tanto evidente quanto grave. La libertà di oltraggiare e sbeffeggiare quei colori che tanto hanno dato all’Italia.

Le parole di Pellegatti derivano dal nervosismo da impotenza contro la creatura di Conte. Una creatura che assomiglia vagamente alla vera Juve, e già fa paura a tutti.

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Le parole di Pellegatti rappresentano il beota medio italiano: accecato dall’odio non guarda in faccia la realtà.

Non c’è più Moggi, sveglia! Andrea Agnelli è al suo secondo anno nel calcio, Marotta alla sua prima esperienza in un grande club, Antonio Conte alla sua prima da allenatore di una big. Basta questo per creare nervosismo? Per aver paura di questa Juve?

Cerchiamo di fare i seri.

Calciopoli ha creato un mostro: l’illusione di poter uccidere un DNA, una condizione mentale da vincente quale è quello della Juve. E degli juventini veri. Stiamo tornando.

Siamo qui, ancora più vivi, ancora più arrabbiati. Chi è il prossimo? A chi tocca prendere mazzate in campo? E tenetevi questo cazzo di scudetto… a noi serviva recuperare un po’ di valori, voi tenetevi carta, cartone e questi opinionisti di merda. Con tutto il rispetto per le persone, con nessun rispetto per i professionisti… almeno così dicono!

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Milan-Juventus 1-1 Analisi della formazione bianconera

Mettiamo da parte gli isterismi e proviamo a ragionare. Il pareggio è certamente un risultato molto positivo per come si è sviluppata la gara, ma avvelenati e rimbambiti da media e opinionisti imparziali come Emilio Fede che parla di Berlusconi… forse sono stati smarriti alcuni concetti che vale la pena di sottolineare.

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Come Conte ha ribadito in conferenza post-match:

Non c’è dubbio che per 60 minuti il Milan ha fatto la Juve: rabbia, corsa, intensità. E noi non siamo entrati col giusto piglio. Non potevano durare, lo sapevo, e infatti siamo usciti nei minuti finali. Quanto basta per pareggiare.

A un ascoltatore poco attento sarà sfuggito il passaggio iniziale, che vale molto più della lucida analisi di Conte: “il Milan ha fatto la Juve”. In un colpo solo, con quattro semplici parole, Conte ha mostrato a tutti quali sono le gerarchie e il modo di raccontare il calcio della Cazzetta Rosa e delle TV del padroncino.

Ciò non giustifica l’atteggiamento degli 11 in campo: abbiamo di fatto regalato 1 ora di gioco agli avvarsari. Senza aggredirli e senza le ripartenze, senza una manovra fluida che si perdeva fra i piedi di Borriello e Quagliarella e senza le ali capaci di allungare la squadra e garantire i metri necessari per affondare i colpi. Perché tutto ciò non ha funzionato? E’ l’interrogativo che Conte si stava ponendo con quei silenzi in panchina. La risposta io credo di averla: l’11 iniziale.

Per la prima volta Conte sbaglia la formazione titolare. Assurda la scelta di rinunciare a Matri che non potrà certo tenere i ritmi di 1 gol a partita come Messi e Cristiano Ronaldo, ma che deve essere comunque messo in condizioni di poter giocare la propria partita. Fatta di utilissimi movimenti, di un immenso lavoro fisico e… anche di gol. Contro il Milan sono stati 2: uno buono e l’altro pure, ma il primo è stato giustamente annullato per compensare l’erroraccio su Muntari nel primo tempo.

Quagliarella

La delusione di Fabio Quagliarella

Delusione Quagliarella: se nel primo tempo l’unico a tentare il tiro in porta è Vidal, allora qualcosa non quadra. E non ha quadrato. Timido e confuso, né trequartista né seconda punta. E quel gol divorato su meraviglioso assist di Chiellini è semplicemente imperdonabile. Il trend è preoccupante: una squadra che ambisce a prestigiosi traguardi non può basarsi su attaccanti così sterili e pieni di pause. Vale per Quagliarella, vale per Borriello, vale per Vucinic che nella ripresa ha in realtà provveduto a garantire un minimo di superiorità numerica e un minimo di creatività. Fosse entrato già nel secondo tempo non si fa fatica a immaginarsi una partita diversa da parte della Juve.

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La svolta del match la da pure Simone Pepe che, nei piani di Conte, e nei flop di Elia e Krasic, è praticamente insostituibile. Quanta cattiveria nei confronti di un ragazzo che prima dell’infortunio ha dato l’anima e anche qualcosa di più. Lichtsteiner stranamente frenato, forse per volere di Conte che lo voleva più attento alla fase difensiva che a quella offensiva. Peccato non averlo contro il Chievo. Sarò pure testardo, e me ne scuso, ma io tenterei la carta Elia: occorre saltare l’uomo, creare superiorità, serve velocità e imprevedibilità. Con Krasic fuori, l’unico nome buono è Elia.

Anche perché la carta Giaccherini per me diventa fondamentale in mezzo, nel ruolo di mezz’ala. Al posto di uno spentissimo Marchisio. Che succede Principino? Un calo clamoroso che sta per affossare un’intera Juve. Non c’è tempo per aspettarlo perché sarà durissima d’ora in avanti. Forse ha solo bisogno di rifiatare. Non è un caso se la Juve migliore e più pimpante la si è vista con Giaccherini al suo posto. Troppo fermo, troppo poco creativo. A Conte serve il Marchisio fenomenale di inizio stagione, quello che univa interdizione a una stupenda fase offensiva, con assist, filtranti e inserimenti. Assist e filtranti e inserimenti sono praticamente scomparsi nel repertorio 2012 e un Marchisio che opera solo in orizzontale proprio non serve.

Marchisio

Dove è finito il Marchisio del 2011?

Capitolo Bonucci: ha sulla coscienza altri punti persi, è vero, è innegabile. Lo svarione, doppio, che regala il vantaggio rossonero è imperdonabile. Impostare in difesa è una cosa molto delicata, e la sua superficialità è ancora fatale. Coraggio Leonardo, bisogna allenarsi molto in settimana, ma niente critiche micidiali da parte di noi tifosi. La deviazione che spiazza Buffon è solo sfortuna, l’errore grave è nel passaggio orizzontale che libera poi Nocerino al tiro.

Le note positive? Una Juve che ritrova grande agonismo e una Juve che finalmente mette da parte un po’ di signorilità. Vidal esagera, ed è questa la nota negativa. L’idiozia di chiamare la prova TV per Pirlo per due sgomitate (che è molto differente da “gomitate”) fa il paio con quanti vedono in esagerato il rosso per il cileno: l’espulsione ci sta tutta. L’espulsione ci sta perché la regola è molto chiara: intervento da tergo sull’uomo. Stop. Una giornata di squalifica e tutto ok. Piuttosto c’è da capire perché in quella stessa azione non vengano segnalati i falli di Ambrosini e Van Bommel. Ma va bene così, peccato non avere Vidal che comunque ha mostrato ancora buone cose. In netta ripresa, contrariamente al collega Marchisio.

Pirlo contro Van Bommel

Ecco la terrificante gomitata di Pirlo a Van Bommel. L'arbitro non vede (come si evince dalla foto).

Ottimo Buffon. Chi si appella alla sua disonestà non ha mai giocato a calcio o, semplicemente, vuol giocare a tirare fango su una delle più belle persone che il nostro calcio possa esprimere. Palla dentro, ma da sottolineare l’ennesimo miracolo. Poi non ha molto da fare.

Il Milan dovrebbe infatti interrogarsi perché contro la più brutta Juve della stagione si sia affidata a un doppio errore di Bonucci per andare in vantaggio e poi… il nulla assoluto tranne un tiro da fuori di Van Bommel. Ma questi ragionamenti non trovano spazio all’interno dello stupido gossip che inonda giornali e trasmissioni sportive.

E non c’è miglior conferma della forza della Juventus. Dopo il fallo di Iuliano, Er do’ de Turone… ora il fantasma di Muntari. Senza contare che l’unico fantasma in campo ha un nome: Alexander Pato. Non si trombasse – passateci il termine – la figlia del padrone… sarebbe ancora nelle file rossonere?

Esclusi da questa analisi Barzagli, Pirlo e Chiellini e Matri: estremamente positivi tutti e quattro. In particolare Chiellini si distingue per una forza stratosferica: sta bene fisicamente e mentalmente e non lo abbattono nemmeno le cannonate. Sul finale va a difendere il tecnico e, se permettete, controlla che razza di proteste inventavano i rossoneri. Pirlo è il più bel regalo che Marotta potesse farci. Barzagli è una roccia. Matri non può essere messo in discussione: ne va della serenità del ragazzo, a questo punto!

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Quel birbante di Romagnoli: ancora su Milan-Juve

Quando Galliani scelse Tagliavento si dimenticò clamorosamente di istruire a dovere Romagnoli, il guardalinee che in Milan-Juve ne ha combinate di cotte e di crude. Analizziamo perciò la partita dell’assistente di Tagliavento.

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Ci perdoneranno i tifosi rossoneri se insistiamo col dire che Tagliavento è stato scelto da Galliani, ma è la storia di Calciopoli che ci porta a questa conclusione. L’unica possibile, fra l’altro, perché Marotta capo-cupola proprio non lo vedo.

La Juve, dall’estate del 2006, è cambiata tutta e più volte: dagli imbecilli Cobolli e Blanc, agli incompetenti Cobolli e Blanc, passando per Secco e Ranieri, il povero Ferrara, il signore Zaccheroni, finendo con chi più di tutti merita rispetto e cioè Gigi Del Neri. Magari torneremo su questo spinoso argomento in un’altra puntata. Dicevamo che la Juve è cambiata. Dall’inferno di Calciopoli è nata una nuova società, molto lontana per competenze e forza e spirito da quella preCalciopoli. Tutte le altre società sono rimaste intatte. Anzi, ne sono uscite visibilmente rinforzate: chi ha acquisito i campioni bianconeri, chi ha acquisito vantaggi incredibili, chi ha potuto operare come prima di Calciopoli nel silenzio e nella protezione dei media che avevano contribuito a creare Calciopoli.

Per esempio Galliani è rimasto al suo posto, nonostante su di lui pendano accuse e prove ben più probanti, appunto, rispetto a quel diavolo di Moggi. Moggi che è fuori dal giro, soprattutto è fuori dalla Juve da moltissimo tempo. Perciò insistere sulla Juve che compra arbitri e che si fa regista occulta di complotti non è idiota, è proprio la conferma della teoria di Moggi: “dovevo difendere la Juve”. Da cosa? Dalla vera mafia del calcio come ha ben detto Conte, portavoce di migliaia di voci che fuori dai microfoni possono tranquillamente confermare questa tesi.

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Torniamo su Romagnoli. Partiamo dall’ipotesi che sia un guardalinee pro Juve, acquistato da Agnelli e Marotta (mi fa già sorridere l’idea di Marotta più diabolico di Moggi) e analizziamo gli episodi chiave:

  1. nel primo tempo non convalida il gol di Muntari. Palla dentro di un bel po’ di centimetri, praticamente tutto il diametro del pallone più mezza mano di Buffon valutabile in dieci centimetri. Svista colossale;
  2. nel secondo tempo annulla, lui comprato dalla Juve, il gol di Matri. Sarebbe stato il pareggio momentaneo e, a casa mia, con la doppietta successiva sarebbe stato comunque il pareggio di 2-2 col gol di Muntari. Disquisire sulla qualità del minutaggio è ancora più ridicolo di questo beota ragionamento, ma mettiamolo dentro;
  3. sempre nel secondo tempo non vede (lui pro Juve) un cazzottone di Mexes a Borriello, eppure la visuale è piuttosto libera. Peccato, la Juve in 10 contro 11 poteva sicuramente sfruttare il vantaggio dell’uomo in più, dello sfiaccamento rossonero e del risveglio tardivo del centrocampo bianconero;
  4. sempre nel secondo tempo non interviene mai nel segnalare le sforbiciate di Van Bommel, Thiago Silva e Mexes sui punteri bianconeri. Lui pro Juve non accenna nemmeno a suggerire a Tagliavento “guarda che questo è un fallaccio!”;
  5. sempre nel secondo tempo non interviene su Muntari in entrata killer.

Quattro episodi a sfavore della Juve e uno a favore della Juve. Perry Mason si metterebbe a ridere se questo caso finisse in tribunale, ma a Milano sono abituati alla farsa. E sono di certo abituati ai tribunali benevoli, come insegna il loro presidente e padrone. E il divertimento stavolta è pure nostro perché questi fantasmi e queste ilarità non ci sfiorano, forti di un gruppo reso compatto dal trattamento dei media molto amici dei rossoneri.

E più argomentano questioni assurde, e più noi a Torino godiamo. E si gode talmente tanto che il rosicare degli altri diventa energia positiva per un gruppo obiettivamente di molto inferiore rispetto a un paio di rose italiane.

Noi siamo malati mentali… e ce ne vantiamo. Se l’altra condizione è questa!

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Pellegatti senza vergogna: audio, video e testo

Il giornalista è una persona seria e competente che obbedisce a diverse regola e a una deontologia professionale che lo dovrebbe portare alla terzietà, all’oggettività e all’educazione. Perciò basta col definire Pellegatti un giornalista.

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Ci eravamo abituati agli show assurdi e volgari di Recalcati, ma non sapevamo che Pellegatti volesse emularlo al punto da arrivare a perdere la testa. Assomando vaccate su vaccate.

La cosa positiva è che il fuori di testa è dettato dall’ennesima mazzata inflitta da Conte al suo Milan. Così i padroni lo mandano allo scoperto e la figuraccia è servita.

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L’audio che sentirete, su cui Narducci e Auricchio non hanno messo le mani per cui è originale e reale, è di quelli da brividi: d’accordo su Milan Channel e su quelle trasmissioni demenziali, ma non su una TV che dovrebbe fare della professionalità il suo capo saldo.

Si scrive MediasetPremium si legge MilanPremium. Spero qualcuno disdica l’abbonamento: ne va del bene della Juve. Che se la cantino e se la suonino da soli questa buffonata…

Pellegatti e lo show orrendo

Link: http://www.metacafe.com/watch/8149652/milan_juventus_1_1_pellegatti_da_denuncia/

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Milan-Juventus 1-1 Qualcuno è nervoso?

A vedere il finale sembrava una guerra al culmine. Di fatto lo è stata, ma da parte Juve non c’è stata la minima complicità al nervosismo. Anzi, troppo rilassati nell’affrontare il match: imperdonabile.

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Ma perché questo nervosismo? Che è accaduto?

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E’ accaduto che il Milan non è riuscito a portare a casa i tre punti. Dispiace, ma purtroppo il campo è sempre giudice sovrano: un gol buono a te annullato, un gol buono a me annullato. Ma non solo.

Appellarsi al clamorosissimo gol non convalidato a Muntari (a proposito: ma Ranieri non avrebbe bisogno di un centrocampista così?) senza commentare il resto degli episodi è da vigliacchi. Così, rimandando la disquisizione tecnica a pomeriggio, elenchiamo un po’ di cosette:

  1. Galliani non può stare là dove Conte lo ha trovato. Un tecnico ha già le palline girate per i fatti suoi, se in più trova uno stronzo a insultarlo e questo qui è l’amministratore delegato rossonero… saltano i nervi. Finalmente però qualcuno ha detto a Galliani quello che bisogna ricordargli ogni volta: “Siete la mafia del calcio”. Galliani non ha risposto perché… chi tace acconsente!
  2. Thiago Silva e Mexes e Van Bommel hanno potuto legnare e malmenare per una partita intera senza che Tagliavento intervenisse, tranne negli ultimi minuti quando non serviva più. Il rosso a Vidal è invece talmente banele e semplice e giusto che Conte farebbe bene a riprendere il cileno: reazione stupida alle mille botte prese;
  3. senza Ibra ci pensa Mexes: nel secondo tempo il cazzotto che rifila a palla lontana a Borriello è da prova TV. Scatterà? Le regole sono regole, ma a Milano trasformano la giustizia in ingiustizia con uno strano senso della morale. Fattore Berlusconi. Curioso che nessuna moviola abbia sottolineato l’accaduto nonostante le immagini siano anche più limpide dello schiaffo di Ibra a Storari in Coppa Italia. Stile Milan, per fortuna non è il nostro;
  4. la Juve non becca una punizione nella metà campo avversaria. Negli ultimi trenta minuti, eppure, qualche giocatore bianconero è stato atterrato da quelle parti. Compensazione per il gol non convalidato?
  5. ci sono due gialli mancati a Robinho per simulazione. Questo ragazzo mi preoccupa, soffrirà forse di pressione perché va giù appena il vento comincia a soffiare. Prima si autosgambetta dopo che Buffon devia in angolo (primo tempo), poi gli aprono la botola sotto i piedi quando Vidal finge di intervenire e tira dietro la gamba. Sotto gli occhi di Tagliavento la fa franca. Le moviole non hanno sottolineato l’episodio;
  6. il gol ingiustamente annullato a Matri vale quanto quello clamorosamente e ingiustamente annullato a Muntari. Trovo complicato dare addosso a Conte per questa semplice equazione;
  7. il Milan ha messo sotto la Juve nella prima ora di gioco, ma è andata in vantaggio con un doppio, bestiale errore di Bonucci. Troppo poco per pensare di portare a casa la vittoria. Dall’altra parte Quagliarella conferma come questa Juve non può ambire a grossi traguardi se si sbagliano quei tipi di gol, in quei momenti della partita e della stagione;
  8. la rissa finale è frutto di un nervosismo da impotenza e da un’arroganza senza precedenti. Non hai vinto, dispiace, dispiace a tre quarti degli italiani, ma è la vita. Prima o poi capiterà di perdere, ma non poteva essere certo questa la serata;
  9. resta una considerazione: la Juve ha buttato via la gara, rinunciando a giocare. Troppo rilassati, stranamente senza mordente e molto disattenti. Cosa avrebbe fatto la vera Juve? Come sarebbe andata la gara se Conte non avesse sbagliato la formazione titolare?
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