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Mese: April 2012 (pagina 1 di 6)

Idiozia Lazio: a cosa serviva il far west finale?

Mancano 17 secondi, l’Udinese comanda 1-0 perché ha comandato per 90 e passa minuti. Lazio in netto calo: psicologico, tecnico, fisico. Da un terzo posto in tasca, la tasca ora è bucata e il terzo posto è appannaggio degli altri.

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Mancano 17 secondi e dagli spalti parte un fischio, forse due, forse anche tre. L’Udinese è lanciata in attacco, palla scaraventata e Marchetti, fuori dall’area, è già steso a terra. Il laterale friulano continua la corsa mentre i laziali si fermano. Il laterale continua la corsa e la mette dentro a porta sguarnita. La resa, nel mondo del calcio, non è contemplata, né giustificabile.

Gol, sarebbe il 2-0, è il 2-0, ma la Lazio non ci sta.

La domanda, e non c’è verso di eluderla, è la seguente: a che serve il parapiglia finale?

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Di sicuro serve a Napoli e Inter che beneficeranno delle squalifiche, inevitabili, cui andranno incontro alcuni giocatori biancocelesti. Ma la domanda deve avere una risposta.

Udinese-Lazio finisce in rissa: perché?

Udinese-Lazio finisce in rissa: perché?

La partita è finita, in realtà per la Lazio mai cominciata. 1-0 o 2-0, per un errore che è tutto della Lazio, perché abbassare la guardia o mollare prima che l’arbitro ha fischiato è assurdo. Che colpa ne ha il laterale friulano che ha semplicemente fatto il suo dovere? Doveva forse fermarsi perché qualcuno ha mollato la presa e si è disteso per terra?

Quante volte è capitato di sentire fischi dagli spalti? In un derby, con Ancelotti in panchina, il Milan di Ronaldo venne letteralmente ricoperto di fischietti nerazzurri: i tifosi si erano organizzati proprio per tirare uno scherzo al Fenomeno traditore. Capitò solo una volta che Ronaldo si fermò mimando poi il gesto “ho sentito il fischio”. Ma questa è più una burla, ma fermarsi e voler far pagare un proprio errore, oltre che un’intera partita meritatamente persa, a un arbitro che non ha influito per nulla sul risultato finale è da vigliacchi.

E in un colpo solo la Lazio rischia di dire addio a tante cose: al terzo posto, a diversi giocatori che beccheranno 1 o 2 giornate di qualifica, non bastassero le assenze pesanti, e sicuramente rinuncia a dare alla Nazionale un proprio giocatore. Perché quello che combina Marchetti nel finale è da brividi: si beccherà almeno 5 giornate di squalifica e Prandelli dovrebbe non convocarlo. Questione di coerenza e correttezza.

 

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Intensità e qualità: è la Juve di Conte

Quando al triplice fischio leggi “910 palloni giocati”, allora capisci che Conte ha messo su una specie di battaglione. Un battaglione che può contare su diversi personaggi, multiruolo: c’è Vidal che le suona e che poi conclude a rete, o semplicemente imposta con una qualità superiore alla media; c’è Pirlo che è l’ultimo stadio dell’evoluzione umana; ci sono Barzagli e Chiellini che sovrastano gli avversari con una facilità imbarazzante; c’è Buffon che a questo punto dovrebbe pagare il biglietto e che mostra i denti e il pugno quando la sua squadra segna. Ci sono poi le pennellate di Vucinic, le sfuriate di Giaccherini e la voglia matta di Borriello.

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Conte ha plasmato un gruppo di acciaio. La voglia che la Juve ci mette, nel giocare a calcio, non ha eguali nel recente passato bianconero, prendendo spunto dal periodo di lippiana memoria o quello più vicino e cioè lo squadrone di Capello. Questi undici potrebbero vantare un tasso tecnico e di esperienza certamente maggiore, ma nel complesso questa Juve non paga dazio a nessuna delle due.

Non ci sbilanciamo perchè non lo abbiamo fatto prima e non ci esaltiamo adesso, ma alcuni numeri sono davvero imbarazzanti e inconfutabili. Raccontano di una Juve costantemente nella metà campo altrui. Con Bonucci, quasi sempre ultimo uomo, a portare la linea su su fino alla mediana. Con Lichtsteiner e Giaccherini che si alzano spesso sino a livello degli attaccanti. Con Pirlo che dovrebbe essere il vecchio centrocampista metodista degli anni ’50 e invece te lo ritrovi costantemente vicino al limite dell’area perché la Juve ha ormai mangiato il campo.

Non ci esaltiamo, non cadiamo nel trappolone di rilassarci convinti di aver fatto chissà cosa, ma ancora i numeri vanno letti per tenere viva una memoria che qualcuno sporca con una frase che Conte rispedisce al mittente con un po’ di schifo: la Juve ha tanta grinta. Maddai (cit. Mughini):

Io non accetto questa frase. La Juve ha sì tanta fame e ci mette tanta cattiveria agonistica, ma questa squadra gioca a calcio, vuole giocare a calcio e imporre la propria filosofia. Vuole comandare il gioco e mi pare che ci riesca ogni domenica, contro ogni tipo di avversario. Voi ora dite che è stato facile contro il Novara, ma lo dite al 95esimo, invece io vi faccio notare che squadra ha battuto la Lazio e facile non lo era.

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– Antonio Conte

Filosofia, imporre il proprio gioco. A parlare con gli juventini capisci che molto è cambiato: la Juve di Capello vinceva perché sulla sua difesa del risultato rimbalzavano un po’ tutti. La Juve di Lippi divertiva e vinceva perché il talento della metà dei giocatori in campo era nettamente superiore al talento complessivo degli 11 avversari. Mentre l’altra metà, giocatori nella media, beneficiavano dei vari Zidane e Del Piero, per citarne solo due, e quindi apparivano alla fine come autentici fenomeni. Invece la Juve di Conte, questa Juve, è semplicemente disarmante.

L’innesto di Pirlo – benedetto Mister Allegri che gli ha preferito Van Bommel – ha consentito di crescere in termini di personalità. L’inserimento di Vidal ha cementato il centrocampo più forte al mondo (i numeri sono numeri, basta metterli a confronto). Le seconde linee cominciano a mostrare una pesantezza, in termini di efficacia, spaventosa. In questa Juve si fa fatica a trovare un difetto e i continui cambi di Conte nell’11 iniziale non modificano di una virgola il risultato in campo. Non tanto in fatto di vittorie, ma proprio nella prestazione generale. Che ci sia Pepe a destra o Caceres o Lichtsteiner, che ci sia Giaccherini o De Ceglie, che in attacco giochi Borriello o Quagliarella, la Juve va e comanda, segna e sfonda. E non si difende mai perché l’avversario quasi mai riesce ad alzarsi.

Questa Juve aggredisce sin dalla metà campo avversaria e morde ogni tipo di caviglia. Impressionante il numero di palloni recuperati negli ultimi 30 metri. Impressionante il numero di tocchi del centrocampo. Tutto questo è un grosso merito di Antonio Conte che ora attende un riconoscimento sul mercato: servono giusto un paio di innesti, pesanti, di eccezionale qualità.

Intanto, però… c’è il Lecce mercoledì sera.

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Novara-Juventus 0-4 La squadra più forte è quella più bella

Conte mischia le carte e pure la nostra previsione viene ribaltata. Mette in panchina Quagliarella, al rientro dopo la squalifica che lo ha tenuto fuori contro il Cesena, e premia Borriello. Sulla sinistra turno di riposo per De Ceglie e spazio a Giaccherini.

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Sarà 4-3-3 o un 3-5-2 con Giaccherini sacrificato pure in fase difensiva? E’ la domanda che si sono fatti in molti prima del fischio finale. I tre tenori di centrocampo sono regolarmente titolari nonostante alcune voci di inizio settimana.

Cronaca

Dalla prima azione si nota subito come Conte abbia optato per un 3-5-2. A Giaccherini più compiti offensivi, a Lichtsteiner più compiti difensivi, ma di fatto le due fasce restano sempre molto alte.

Al minuto 2 Vucinic lancia Borriello che libera un diagonale bellissimo. Fuori di un niente. I successivi minuti ci confermano come l’ex giallorosso sia in palla: molto più agile, molto più mobile, di certo, ora, finalmente utile alla Juve.

Vucinic presentato da Marotta: è il colpo di agosto!

Vucinic presentato da Marotta: è il colpo di agosto!

Dopo un cross di Giaccherini, filo conduttore di tutto il primo tempo, la palla esce dall’area e Pirlo inventa un gol pauroso: di prima, al volo, la piazza sotto l’incrocio dei pali, ma c’era un netto fallo del terzino svizzero. Un peccato, davvero, ma la Juve si rifarà. Esattamente quattro minuti più tardi quando sugli sviluppi di un calcio piazzato Vucinic replica il gol. Col piattone, con un tocco morbidissimo, scavalca il portiere e deposita in rete. Stupendo gol, il settimo per lui in campionato. L’esultanza di Conte è rabbiosa: non vuole cali di concentrazione e si preoccupa di istruire Giaccherini e Borriello.

E’ sulla sinistra che la Juve scatena il proprio gioco e infatti Giaccherini da il via a diverse situazioni. Al minuto 19 serve Marchisio che spara sul portiere del Novara. Poi Pirlo lancia ancora Giaccherini che calcia al volo e manda a lato. In mezzo Vidal protesta perché era solissimo.

Pirlo ci prova da fuori al minuto 29, ma guadagna solo un calcio d’angolo. Sulla ripartenza si fa vedere il Novara: l’unica volta in cui impensierisce la Juve. Cross dalla sinistra e Mazzarani alza di testa.

Nel finale c’è il gol di Borriello. Ancora Pirlo che lancia stavolta Marchisio sulla sinistra. Il centrocampista bianconero appoggia dietro a Giaccherini che di destro mette in mezzo trovando il colpo di testa vincente di Borriello. Secondo gol consecutivo per Marco.

Mazzarani intanto può menare tranquillamente, senza beccarsi il giallo: prima un brutto intervento su Lichtsteiner, poi su Chiellini e infine su Pirlo.

Marco Borriello

Marco Borriello: da oggetto misterioso a valore aggiunto?

Nel secondo tempo la Juve si limita a controllare.

Già la prima occasione è dopo 60 secondi: Borriello servito da Giaccherini si divora la doppietta. Tutto era cominciato, come al solito, da un’idea di Pirlo.

Minuto 49: Lichtsteiner lancia Vucinic che spara sul portiere. La respinta è raccolta da un monumentale Vidal. 3-0 e partita definitivamente chiusa. La Juve però non si siede, anzi corre ancora di più e Conte va ai ripari contro la sua stessa squadra: fuori Vidal e Marchisio e dentro Padoin e De Ceglie. Il centrocampo viene stravolto: accanto a Pirlo ora ci sono Giaccherini (che in realtà fungerà da vero trequartista) e Padoin.

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Al minuto 63 la Juve sigla il 23esimo gol nelle ultime 8 gare. E’ Vucinic a metterla dentro, ma il merito è di Giaccherini che si beve un avversario e scaraventa su Fontana. Vucinic poi fa gol facile. Assist per Giaccherini? Pirlo!

Conte concede così una chance per Elia che sostituisce Vucinic. Mercoledì sera c’è un Lecce che si gioca la permanenza in A. L’olandese viene schierato come seconda punta, libero da compiti difensivi, al di là del risultato già acquisito.

La Juve prova a mettersi paura da sola: è Barzagli che rischia l’autorete a 20 minuti dal termine.

Da segnalare 3 occasioni per Elia: al 73° è Giaccherini che lo lancia, ma spreca tirando addosso al portiere; Pirlo lo mette di nuovo in condizioni di battere a rete e il tiro frutta solo un angolo; alla fine è De Ceglie che gli mette il pallone in testa, ma nulla di fatto.

Per il resto un dominio senza discussioni.

Analisi tattica

Conte ha preparato il suo 3-5-2 asimmetrico, con Giaccherini sempre molto alto, quasi sulla linea degli attaccanti e Lichtsteiner più attento a non lasciare scoperta la Juve. In realtà il Novara è messo quasi subito alle corde e riuscirà a uscire dalla propria metà campo soltanto poche volte.

Vidal e Marchisio proteggono Pirlo e rilanciano l’azione. Vucinic e Borriello tendono spesso a scambiarsi posizione. La copertura di palla di Borriello è più efficace rispetto a Matri: l’ex giallorosso è più abituato al lavoro sporco, mentre Matri è molto più a suo agio quando può sfruttare gli spazi.

Giaccherini

L'uomo in più della Juve: la sfida di Conte

Molto attivo Giaccherini che entra in tutte le azioni d’attacco. Pirlo lo cerca moltissimo, specie a saltare la linea difensiva del Novara e quasi sempre nascono pericoli per la porta di Fontana.

Nel secondo tempo Pirlo prende per mano la squadra: che campione. La Juve dimostra di essere cresciuta: molto matura nella gestione del risultato, il difetto di inizio stagione.

Conclusioni

Una Juve in salute, non solo sul piano fisico, soprattutto a livello mentale. Una squadra molto forte di testa che sta colmando le lacune di inizio anno. Segna, segna tanto, trova il gol degli attaccanti e consolida un gioco che fa paura.

Vidal e gli altri centrocampisti sono il motore di tutto, ma gli attaccanti, a giustificare le frasi di Conte, giocano a meraviglia. Sempre molto partecipi e attivi nel gioco, anche se pagano questi sforzi coi numeri.

Ora c’è il Lecce, gara dura, molto delicata. Ne mancano 3 al sogno. Non bisogna mollare.

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Novara-Juventus Le probabili (in)formazioni

Simone Pepe resta a casa insieme ad Alessandro Matri, indizio necessario e sufficiente per affermare che Conte si affiderà al 3-5-2.

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Pomeriggio via alla coppia Vucinic-Quagliarella, per poi cambiarli quasi sicuramente con l’altra coppia e cioè Del Piero-Borriello. Occhio però a un po’ di turnover, necessario per affrontare pure la sfida di mercoledì sera quando all’olimpico arriva il Lecce di Cosmi.

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Tante partite ravvicinate vogliono dire tanto fiato in più. La Juve ha dalla sua l’entusiasmo, ma Conte rifletterà bene sul da farsi. Gente come Giaccherini ed Estigarribia, Marrone e Caceres possono darci la giusta spinta e far riposare chi fin qui ha tirato la carretta.

Diciamo pure Caceres perché oggi il favorito è Lichtsteiner. Turnover, appunto.

Noi siamo in attesa della conferma: cioè la coppia Vucinic-Quagliarella è forse quella più affiatata tecnicamente. Il montenegrino può giocare molto più libero grazie all’immenso movimento di Fabio, mentre quando i due si accentrano è semplice andare allo scambio. Inoltre entrambi hanno il dono dell’assist per il compagno, soprattutto per quelli che si inseriscono dalle retrovie.

Novara-Juve: il 3-5-2 di Conte

Novara-Juve: il 3-5-2 di Conte

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Vucinic unico punto fermo: gli altri?

Ad agosto, sistemato l’affare Vucinic, era opinione comune considerare l’attacco bianconero fra i più forti in Serie A. Numeri alla mano certo non lo è, ma i numeri andrebbero eventualmente interpretati.

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Pur con qualche partita giocata male, Vucinic è stato molto decisivo in questo cammino per la mole di gioco sviluppata, per il numero di assist e le situazioni di pericolosità create. Non a caso Conte non rinuncia mai al montenegrino. Ma Vucinic è praticamente rimasto uno dei pochi punti fermi. In attacco le gerarchie sono cambiate vorticosamente nel corso di questi mesi e il gol di Borriello aumenta i dubbi.

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Per esempio, a distanza di poche ore dal match di Cesena, la Juve si ritrova in campo già domani pomeriggio. Impegno duro, con un Novara sì ormai retrocesso, ma proprio perché non ha nulla da perdere è da temere. Vedi la Lazio e il tonfo clamoroso. Rientra Quagliarella dalla squalifica e la brutta prestazione di Matri, e soprattutto la squalifica dello stesso attaccante ex Cagliari, lo lanciano verso una maglia da titolare.

Conte preferisce usare Del Piero solo nel finale, ma sullo sfondo irrompe Borriello. Pesantissimo il gol contro il Cesena, di sicuro molto importante per la sua tranquillità. Già nell’intervista era apparso un ragazzo che aveva finalmente aperto gli occhi. Bellissime le sue parole, inaspettate per quanto mi riguarda, che lo rivalutano prima come uomo, e poi come calciatore. Conte crede tantissimo in lui e non è detto che domani non parta lui insieme a Vucinic.

Di fatto, per la prossima stagione, tutti sono confermabili, per un motivo o un altro, e tutti sono cedibili, per motivi squisitamente economici e di opportunità. Voi che fareste? Chi tenere? Chi cedere?

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4 Giornate alla fine: facciamo un’analisi

Il 13 maggio si concluderà il bellissimo duello con il MIlan, che tanto ci sta appassionando come non capitava dal 2004/2005. Vediamo che impegni toccano a noi e a loro.

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Iniziamo ovviamente da noi: nell’ ordine andiamo a Novara, Lecce in casa, Cagliari (a Trieste), Atalanta in casa. Quali le insidie? Il Novara, che all’andata ci fece soffrire 72 minuti per sbloccarla ed ormai è retrocesso ma onorerà la stagione come ha fatto con la Lazio: quindi niente 3 punti regalati… bisogna sudarseli… Il Lecce è e sarà tra 2 giornate in piena lotta salvezza col Genoa, quindi venderà cara la pelle; l’unica cosa positiva è che proverà a vincere e non a fare ostruzionismo, perchè un pareggio potrebbe non bastarle. Cagliari e Atalanta non dovrebbero presentare particolari insidie perchè sono “quasi già” salve, a meno che Lecce e Genoa inizino a macinare vittorie su vittorie.Quindi complessivamente un calendario non difficilissimo, ma da prendere con tutta l’attenzione possibile senza commettere alcuna leggerezza.

Passiamo agli “amici”: loro vanno a Siena, Atalanta in casa, derby e infine hanno il Novara. Per quanto riguarda Siena e Atalanta il discorso è lo stesso delle partite di fine Campionato dove non si ha nulla da chiedere; il Derby vede un’Inter motivatissima a “vincere per se stessa e non per la Juve” (ma a noi interessa il risultato, non le chiacchiere); infine chiudono a Novara (come sopra). Quindi il quoziente di difficoltà sembra essere leggermente maggiore per loro.

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Vediamo chi sta meglio: noi, a parte le “gufature” di Allegri (a Trieste prendiamo la bora – o come io spero “vinciamo lo scudetto”, qualcosa succede a Novara, ecc), veniamo da 7 vittorie (di cui solo l’ultima non travolgente), abbiamo la solita immensa lista di diffidati, ma vogliamo e dobbiamo continuare su questi livelli. Importantissimo conservare fino alla fine il cosiddetto bonus di una partita “che possiamo sbagliare”, perchè ci dà maggiore sicurezza e non deve farci giocare con fretta o paura di non farcela a vincerle tutte.

Loro è un mesetto che stentano, hanno perso 7 punti ma grazie ai gol allo scadere nelle ultime 2 gare e agli “involontari” falli di mano di Nesta ancora credono alle loro illusioni ed esultano anche per i gol fantasma (non quello di Muntari ma il finto pareggio del Cesena).

Chi vincerà? Chi avrà più gambe, testa e cuore, tutte caratteristiche che il nostro Mister e la squadra metteranno in campo fino all’ultimo respiro.

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L’uomo che non ti aspetti e il gol che può valere una stagione

Ci sono momenti in un campionato dove la situazione può cambiare da un minuto all’altro. E così ti ritrovi a meta del secondo tempo contro l’ultima squadra virtualmente retrocessa ancora sul risultato di 0-0.

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Sono attimi in cui ti giochi tutto, la tensione aumenta e la paura cresce di conseguenza. Ma Conte non si arrende, cambia la squadra e inserisce 3 giocatori offensivi: Giaccherini, Del Piero e Borriello.

Nella testa di milioni di tifosi cresce lo sconforto nel vedere entrare l’ex romanista, ma Conte ci crede gli da fiducia. L’ha voluto a gennaio e vuole proseguire su questa strada e nonostante i fischi ripetuti che riceve ogni volta che entra in campo (vedi domenica sera con la Roma) difende la sua scelta e va avanti.

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Allora succede quello che speri, ma a cui mai avresti creduto. Il giocatore più discusso fa gol, ti risolve una partita che stava prendendo una brutta piega e ti fa continuare il sogno. Sono questi gli episodi che possono cambiare le sorti di una stagione. Ricorda molto il gol di Nedved a 5 dalla fine in un Piacenza Juve del 2002 e poi sappiamo bene come sia finita!

Nell’abbraccio di Borriello a Conte e tutta la squadra sta la forza di questo gruppo!

A questo punto per il futuro si aprono scenari nemmeno ipotizzabili qualche giorni fa. Conte crede in Borriello, lo ha sempre difeso e il suo riscatto può essere più si che no, al contrario di Matri che avendo molto mercato rischia di essere il sacrificato della prossima stagione. Ma non è periodo di mercato e allora concentriamoci su questo finale di stagione continuando a sognare e sostendo fino alla fine la Juve!

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Quando il goal diventa bello

Partita tosta quella di Cesena, partita che si temeva molto più di quella di domenica scorsa con la Roma e i fatti alla fine hanno dato ragione.

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Quest’anno, come sempre del resto, giocare la partita della vita contro la Juve è diventata la moda più in voga per tutte le squadre, anche se hai un piede e mezzo in serie B e non hai più nulla da chiedere a questo campionato. Ed ecco allora che ti trovi di fronte undici assatanati che giocano con il coltello tra i denti, pronti a non concederti nemmeno un centimetro e a fare barricate in difesa che nemmeno Fort Apache.

E’ ancora troppo vivo il ricordo della semifinale Champions della sera precedente nella quale il non gioco di una squadra nettamente più debole è riuscito ad arrivare fino alla finale della coppa dalle grandi orecchie, e i fantasmi iniziano a materializzarsi anche al Manuzzi, perchè la Juve attacca, colleziona calci d’angolo, crea, sbaglia, surclassa per possesso palla, ma non riesce a sbloccare il risultato.

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Certo anche il Milan pareggia, ma non puoi mai essere sicuro e mai confidare sui risultati altrui .Questo Conte lo sa bene. Dentro allora Giaccherini, Del Piero e Borriello per un squadra ancora più offensiva, con Vucinic che resta dentro e che si rivelerà decisivo non tanto per la sua prestazione finale, quanto per l’assist a Borriello.

Borriello, il tanto deprecato Borriello, la cui presenza in questa squadra ancora non aveva una spiegazione. Eppure lui i goal li ha sempre fatti, possibile che con noi ancora si debba sbloccare? Già, aspettava Marco, aspettava un momento importante, un momento magari decisivo ed alla fine lo ha trovato. Nella sua corsa verso Conte ieri si è visto ancora una volta quanto importante e decisiva sia l’opera del nostro Mister nella creazione di un gruppo che ha fame di vincere come non se ne vedeva da tanto tempo, da troppo ormai.

Tanto di cappello al Mister ancora una volta, e a Borriello con annesse scuse per tutte le volte che lo abbiamo criticato. Perchè il suo, anche se dovesse restare unico, sarà comunque un goal decisivo. E poco conta alla fine che il Milan abbia portato a casa i tre punti, figli del goal di Muntari, quel maledetto goal di Muntari che se fosse stato visto caro Mister Allegri ,ora “Io speriamo che me la cavo”… noi siamo ancora li, lassù in cima, e non perchè non ci è stato dato un goal buono o perchè consentono ai nostri difensori di sostituirsi al portiere senza che gli si dica nulla, ma perchè ieri, quando il goal diventa bello, Mark Lenders Borriello!!! (cit.Claudio Zuliani).

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Cesena-Juventus 0-1 Conte vince la sfida Borriello

Sembrava stregata, un’altra partita come tante, di quelle poi finite in pareggio, di quelle che hanno lasciato l’amaro in bocca.

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Juve bloccata dal solito catenaccio, come sperimentato dal Chelsea in Champions. Juve bloccata perché il suo attaccante faticava perfino a tirare in porta. Juve sbloccata ancora una volta dalla caparbietà del suo allenatore.

Alla fine è stato un 3-4-3, coraggioso, ma naturale visto lo strano modulo adottato dal Cesena: tutti in difesa e linea difensiva che Bonucci portava di tanto in tanto fino alla trequarti offensiva. Conte ha scelto di giocarsi il tridente con Vucinic a sx, Borriello in mezzo e Del Piero a destra.

Rileggiamo l’azione decisiva. Solito giro palla che consegna la sfera a Del Piero. Rientra sul sinistro, palla dentro per Vucinic che di testa appoggia per l’accorrente Borriello: tiro di prima sul palo più lontano. Tutti a casa e non serviva conoscere il risultato che arrivava intanto da Genova. Del Piero, Vucinic e quindi Borriello: vince ancora Conte.

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Al di là di tutto, perché la partita in fondo è stata bruttina, contano le parole post match, conta quella corsa lunga e vera, quell’abbraccio profondo fra Conte, l’uomo che l’ha difeso, e Borriello, che poteva tranquillamente non sbattersi più di tanto per una causa che forse non lo riguarderà più.

E ripenso a tutte le volte che ho pensato “non voglio più rivedere Borriello in panca”. E ancora una volta siamo qui a chiedere scusa al Mister.  Torneremo sull’argomento Borriello perché merita approfondimento.

Intanto registriamo il secondo rigore consecutivo, ma questo non c’era. Di qualche centimetro, ma non c’era. Tanto Pirlo ha tolto ogni dubbio stampando la palla sul palo. Registriamo forse un piccolo calo mentale da parte dei più. E semplicemente registriamo il nostro sospetto: Vucinic gioca bene quando ha a fianco una persona che parla il suo stesso linguaggio tecnico. Ci dispiace, ma siamo coerenti col nostro pensiero: Matri ha subito un calo psicologico da paura e chi non sa gestire determinate situazioni non può aver garantito il posto in bianconero. Se sono bastate un paio di panchine per contaminare le sue sicurezze, beh questo non ci lascia felici. Preferiamo un Del Piero ancora pimpante e voglioso, capace di voler spaccare ancora una volta la partita, anche a pochi minuti dal termine. E’ quello l’atteggiamento corretto.

In una giornata comunque non buona, la Juve ha ancora una volta distrutto l’avversario. Numeri bulgari, un po’ meno in attacco, ma numeri ugualmente bulgari. Contro una difesa dove 8 uomini sono costantemente arroccati in area farebbe fatica pure un superattacco. Speriamo perciò di trovare un Novara più aperto domenica. Di sicuro, troveremo Fabio Quagliarella in attacco: le gerarchie sono cambiate.

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Cesena – Juventus 0 – 1. Firma Borriello

Lo abbiamo criticato, abbiamo storto il muso quando lo abbiamo vistro tra i titolari, ci siamo chiesti il perchè Conte lo facesse giocare. Stasera Conte ha avuto ragione ancora una volta. Ed è proprio lui, Marco Borriello, che firma la rete decisiva per la vittoria della partita e alimenta ancor di più il sogno. L’esultanza di Borriello e dell’intera squadra con Conte dice tutto. Goal dedicato ad Andrea Fortunato.

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Partita che inizia quasi con un Cesena intraprendente, costretto,poco dopo, a chiudersi disperatamente in aerea di rigore. Ghiotta oppurtunità per la Juventus su un calcio di rigore molto dubbio. Fallo di mano di Moras, da rividere se il fallo è avvenuto dentro o fuori l’area di rigore. Pirlo dagli undici metri sbaglia clamorosamente colpendo il palo. Situazione analoga a Milano dove non viene assegnato un calcio di rigore sacrosanto al Genoa per un tocco di mano di Nesta nettamente in area.

La storia della partita è identica a molte altre già giocate in questo campionato. Una squadra in campo, si gioca ad una porta sola. Altra chiara occasione da goal al minuto 28 su corner, Vucinic colpisce di testa e palla alta di poco sopra la traversa. Dieci minuti più tardi ci riprova De Ceglie che schiaccia a terra il suo colpo di testa e trova un attentissimo Antonioli. Termina il primo tempo sul risultato di 0 a 0 con una Juventus decisamente superiore ma che trova difficoltà, come più volte successo in questa stagione,  a trovare il goal contro un’intera squadra schierata in difesa.

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Si riparte, nessun cambio per entrambe le formazioni. Conte manda a scaldare Giaccherini e Del Piero. La prima emozione della ripresa non si fa attendere, al minuto 5 un tiro di Matri smorzato tra le gambe di Antonioli sembra ormai destinato ad oltrepassare la linea di porta, solo un incredibile intervento di Antonioli che riesce a smanacciare il pallone sulla linea nega il vantaggio alla Juventus.

Al minuto 24 Conte decide il primo cambio per la Juventus, dentro Giaccherini e fuori Caceres. Cinque minuti dopo Conte adopera un doppio cambio, dentro Del Piero e Borriello, fuori Matri e De Ceglie. Conte prova il tutto e per tutto con una squadra ultra offensiva. Ed ecco la prima oppurtunità per il capitano su calcio di punizione. Pirlo e Del Piero sul pallone e nella mente di tutti la partita contro la Lazio. Parte Del Piero e ancora una volta un Antonioli in giornata ci mette la pezza. Partita che non si sblocca e porta stregata.

Un minuto dopo accade quello che nessun tifoso bianconero avrebbe mai immaginato. Cross di Del Piero in area, sponda di testa di Vucinic per Borriello che a botta sicura batte Antonioli. Emozionante l’esultanza di Borriello che corre ad abbracciare Conte. Un goal che potrebbe valere oro considerando anche il fatto che poco dopo arriva anche la rete di Boateng, decisiva per la vittoria dei rossoneri. Partita che si addormenta lentamente fino al suo termine.

Settima vittoria consecutiva con un solo goal subito. Aumenta il numero di giocatori portati a rete, manca forse solo Barzagli. Vantaggio inalterato sul Milan che vince ma non convince, non lo ha mai fatto in tutto il campionato. E adesso tocca al Novara.

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