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Mese: May 2012 (pagina 1 di 6)

Calcioscommesse, cosa può rischiare la Juventus

Dopo aver fatto una piccola delucidazione sulle norme del Codice di Giustizia Sportiva che riguardano le vicende degli ultimi giorni, parliamo di quali sanzioni possono colpire la Juventus, tenendo presente che la società non è coinvolta direttamente in nessuna delle indagini attualmente in corso.

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Quindi massima serenità per i dirigenti e totale estraneità ai fatti. Ma ieri abbiamo appunto introdotto il discorso, parlando di cosa avrebbe rischiato al Juventus per illeciti commessi dai suoi tesserati, quando erano sotto contratto con un’altra squadra.

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La posizione di Conte è sotto inchiesta per i fatti di Siena, ma questo potrebbe trascinare la Juventus nel calderone. In questo caso il problema non è tanto la sanzione, perchè, secondo la normativa, Palazzi dovrebbe richiedere al massimo la penalizzazione di un punto: norma che non è nemmeno ben vista in giurisprudenza, perchè punisce chi non ha nessuna responsabilità, e il tutto potrebbe quindi ridursi ad un’ammenda.

Il problema grosso è invece quello europeo: i dettami del codice etico voluto da Platini escludono da qualsiasi competizione le squadre che hanno tesserato soggetti rei di aver commesso illeciti, o comunque implicati in faccende di questo tipo. Nel 2006/2007 questo orientamento non è stato preso in considerazione, visto che il Milan, fresco di penalizzazione calciopoli, fu ammesso ai preliminari di Champions (edizione poi vinta addirittura!). Ma dal 27 aprile 2007 c’è l’articolo 2, che implica esclusione totale dalle competizioni europee (si veda il caso Fenerbache). Situazione quindi complicata, e ancora tutta da decifrare.

Non siamo ancora in grado di individuare le responsabilità dei singoli, figuriamoci quelle di società coinvolte indirettamente. In ogni caso, lo scenario descritto dovrebbe un pò chiarire le idee. Si esclude la responsabilità diretta e la responsabilità oggettiva della società Juventus, e speriamo che anche la posizione di Antonio Conte sia chiarita al più presto, e nel migliore di modi.

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Identikit di calciomercato: Leandro Damiao

Leandro Damião da Silva dos Santos nasce in Brasile a Jardim Alegre il 22 luglio 1989.

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Ha già segnato 9 gol in 12 presenze tra Copa Libertadores e Copa Sudamericana. Numeri importanti per il giovane brasiliano che a 17 anni gioca nei campetti di San Paolo, e guadagna circa 13 euro a partita ma l’unica cosa che gli interessa è giocare a calcio.

Nel 2007 viene avvicinato da un osservatore durante una partita amatoriale che lo porta all’Atletico Ibirama, che lo mette sotto contratto ma lo gira in prestito ad altre squadre per fargli fare esperienza.

L’esplosione definitiva di Leandro avviene nel 2011 quando mette a segno 11 reti in 6 presenze nel Campionato Gaucho (con tre triplette) e va due volte in gol anche in Copa Libertadores.

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La convocazione di Menezes arriva a coronare un’inizio di stagione incredibile che gli fa guadagnare l’attenzione dei più importanti club Europei.

Caratteristiche tecniche

Attaccante, gioca nell’Internacional, dotato di buon senso del gol, forza fisica e buona abilità. Ha un ottimo tiro da lontano ed è anche abbastanza abile nel gioco aereo non disdegnando doti da buon funambolo.

Nello scacchiere della Juventus

Leandro Damiao potrebbe essere un giocatore adatto al gioco di Conte, poichè rapido sotto rete e forte fisicamente, con movenze da bomber europeo.

Possibilità di acquistarlo

Ha un contratto fino al 2016 con una clausola rescissoria da 50 milioni di euro. Ma con 30 milioni di euro lo si può ingaggiare.

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Calcioscommesse: ecco cosa dice il codice

Gli eventi che si susseguono stanno sconvolgendo il calcio italiano: scommesse, combine, accuse di pentiti, perquisizioni, indagini, avvisi di garanzia, interrogatori. Ciò che però emerge, al di là del fatto che siamo in una fase embrionale per decidere responsabilità e corrispondenti sanzioni, è che regna la confusione. Tipico dell’Italia. Allora cerchiamo di fare un pò di chiarezza sugli illeciti che possono essere contestati, e sulle eventuali sanzioni.

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Innanzitutto, oltre all’art. 1 che parla di principi di lealtà, correttezza e probità, ciò che può essere contestato è l’illecito sportivo ex art. 7 Cod. di Giustizia Sportiva, al quale si aggiunge l’art. 9, cioè l’associazione finalizzata alla commissione di illeciti. Chiaro che in questo contesto c’è anche il divieto di scommettere (art. 6). A questi reati corrispondono sanzioni diverse: l’illecito viene punito con l’inibizione, o la squalifica di tre anni con multa di 50mila euro; l’associazione, il reato più grave, può comportare la radiazione, la squalifica a tempo determinato o inibizione temporanea. Nessuna distinzione tra giocatori e dirigenti. L’omessa denuncia è punita con una squalifica non inferiore a sei mesi, più 30mila euro di multa.

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Per quanto riguarda le società i cui tesserati o dirigenti abbiano commesso un illecito, qui c’è da valutare il grado di responsabilità della stessa società: la responsabilità diretta si ha quando è coinvolto il presidente o il legale rappresentante; la responsabilità oggettiva, quella di maggiore interesse perchè in passato ha dato vita a dispute importanti, si ha quando viene coinvolto un qualsiasi altro dirigente o tesserato; la responsabilità presunta parte da illeciti commessi a vantaggio di una società da persone estranee, ma decade quando la società non abbia partecipato o lo abbia ignorato. La sanzione prevista per la responsabilità presunta è un punto, quella per responsabilità diretta è la retrocessione. Come detto, è la responsabilità oggettiva a dare maggiori problemi interpretativi, perchè fino a prima di questo scandalo gli illeciti si commettevano a vincere e ad assicurarsi un vantaggio, ora anche  a perdere. C’è quindi una sorta di rivisitazione dell’istituto: quando l’illecito è a vincere, la sanzione è di 6 punti in classifica, quando invece è a perdere la sanzione è 2 punti di penalizzazione.

E cosa succede se un tesserato ha commesso un illecito quando militava in una squadra diversa da quella in cui si trova attualmente? Questo potrebbe essere il discorso attinente alla posizione della Juventus, e su questo ritorneremo con calma.

Per quanto riguarda il reato del divieto di scommesse, per le società c’è l’esclusione dal campionato, la non assegnazione del titolo di categoria, la retrocessione, e la penalizzazione con uno o più punti in classifica. Per i tesserati la squalifica non inferiore a 2 anni, con ammenda non inferiore a 25mila euro. In caso di omessa denuncia, una squalifica non inferiore a tre mesi, con ammenda non inferiore a 15mila euro.

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Tizio e Sempronio incastrano Conte. Caio lo scagiona

Ci scusiamo per il titolo, ma non ne abbiamo trovato uno più appropriato di questo.

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Carobbio all’esame dei PM si è più o meno comportato come Nucini nel 2006: ci chiediamo chi ne ha manovrato le parole, fin qui.

Uno stupendo articolo di Cicconofri prova a gettare un po’ di luce su cosa sia la macchina del fango, o quanto meno come viene amministrata “l’informazione” nelle segrete stanze di alcune redazioni, fra le più potenti d’Italia. Qui riportiamo solo uno spezzone che ci sembra illuminante:

Le inchieste hanno bisogno di giornalisti in grado di dare credibilità a personaggi chiave nel momento della svolta. In entrambi i casi, una delle firme che si presta a questo giochino sembra essere quella di Mensurati.

Prima con Nucini, il teste che ha cambiato più volte versioni del suo racconto, grande accusatore di L. Moggi, esaltato per dare conferma a quelle teorie necessarie per poter appoggiare condanne farlocche; poi con Carobbio, il pentito che ha parlato di Conte e che casualmente sembra oggi il teste chiave di un’inchiesta che stentava a trovare l’interesse del grande pubblico.

L’integerrimo Mensurati e le sue verità di parte…

Lo diciamo e lo sosteniamo perché proprio ieri abbiamo pubblicato le recenti dichiarazioni ai PM di Carobbio, l’elemento chiave nell’accusa a Conte. Ne abbiamo sottolineato le incongruenze mostruose e ci chiediamo perciò se qualcuno ha avuto interesse a manovrare Carobbio.

Ci chiediamo inoltre la posizione di Tuttosport, che in questa storia ha voluto giocarci col solito obiettivo del “titolone = vendite”. Già ieri pomeriggio una piccola disinformazione regnava in homepage: “L’accusa”. Quando perfino la Gazzetta aveva pubblicato i verbali dove chiaramente c’era scritto

Mezzaroma propose di perdere la gara, ma Conte e lo staff tecnico rifiutarono insieme ai giocatori.

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[leggi tutto in Ecco le prime rivelazioni di Carobbio: salta il castello accusatorio?]

Magari dimentica nomi, magari confonde le date, ma le parole di Carobbio hanno un peso. E se valgono, valgono sempre, altrimenti il gioco non regge. E vanno pure messe in ordine perché qui scappano via perfino intervalli temporali che disinnescano completamente la pesante accusa. O Carobbio infatti riceve la richiesta di combine a fine campionato (e saltano cioè le precedenti gare), o riceve richieste di combine pure prima, ma sbaglia le date delle partite (tipo che si giocò l’1 maggio e non a fine aprile la famosa gara Novara-Siena). Non regge il gioco di un Conte che fa combine a giorni alterni: o sempre o mai. E se sempre in quali partite e chi sono i giocatori a testimonianza di ciò. E se mai… perché Carobbio tira in ballo Conte e nessun altro tecnico? E che ne é di quel famoso SMS?

I giornali faranno un altro titolone oggi? Nel momento in cui scriviamo non abbiamo ancora visto le prime pagine, ma siamo sicuri che se vi sarà traccia del verbale di Carobbio, beh questa sarà sicuramente verso le ultime pagine, o nascosta in qualche trafiletto. Il mostro non si tocca: Conte è e Conte deve rimanere il mostro.

Perché? Forse perché in ballo ci sono grossi nomi e fatti ben più gravi di quelli addebitati (e fin qui nemmeno lontanamente dimostrati) a Conte. La Juve è fuori da tutto: ditelo a Fulvio Bianchi e al suo sporco giochetto di confondere le acque e agitare i tifosi, che vergogna!

E i nomi grossi sono quelli di Inter e Milan. Sui rossoneri pesa un 1-1 casalingo col Bari. Il Bari di Masiello, quello che sistemava partite in virtù di un più alto rendimento a livello di scommesse. Sarebbe carino sapere quanto pagò quell’1-1, con Cassano che rimise in pista i rossoneri solo nel finale (vale per Conte, dovrà pur valere per il Milan, no?!?, questa teoria del gol finale).

All’Inter Di Martino dedica un intero verbale. Interrogato Erodiani, ma non solo. La partita sospetta è Inter-Chievo, con Pellissier in campo. Chissà cosa hanno trovato in casa di Pellissier. Anzi: ma in casa Pellissier sono entrati? Ironia della sorte il testimone scomodo è stavolta Vieri, Bobo Vieri, cioè colui che portò Moratti in tribunale per il caso dei pedinamenti e dello spionaggio. La partita doveva finire con un over, ma secondo le dichiarazioni del pentito (si chiama così, no?!?) i nerazzurri pasticciarono con quelli del Chievo e si misero d’accordo sono nel finale per far saltare tutto. O saltò tutto solo nel finale. I verbali non sono stati resi noti come quelli di Carobbio, forse perché l’Inter non interessa. Eppure anche gli zingari avevano confermato alcune grosse partite di Serie A, appunto questa. La conferma è del novembre 2011. Tanti mesi, nessuna indagine giornalistica in merito.

Anzi, sembra tutto ok quando ieri pomeriggio l’avvocato di Vieri se ne è uscito con questa dichiarazione:

Ho avuto un incontro con il pm Di Martino molto cordiale, Vieri non ha mai avuto contatti con questa gente, non ha fatto niente. Al massimo può essere un testimone.

Ci piacerebbe saperne di più. Quando c’è di mezzo l’Inter si fa sempre riferimento alla cordialità: quasi fosse un giochetto, quasi ci fosse un veto anche solo parlarne. Inoltre per Vieri, ma non per Conte, vale il fatto che “è un bravo ragazzo, non c’entra niente”. Poi però: “al massimo è un testimone”. Del tipo: sì, forse ha picchiato duro, sì al massimo ha ammazzato, ma cosa vuoi che sia?

Anche perché, sempre a firma Gazzetta, pare che nel gioco delle penalizzazioni l’Inter guadagnerebbe un paio di posizioni tali da evitare i preliminari di Europe League. Difficile scalzare l’Udinese dal terzo posto, ma… la speranza è l’ultima a morire.

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Ecco le prime rivelazioni di Carobbio: salta il castello accusatorio?

Hanno del ridicolo, o del clamoroso, le prime dichiarazioni di Carobbio ai PM. Senza badare troppo al sottile vediamo le sue risposte.

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La prima è su Siena-Varese:

Coppola entrò negli spogliatoi sbiancato in volto rappresentandoci che poco prima, all’esterno degli spogliatoi, era stato avvicinato da una persona vicina al presidente che gli aveva chiesto se c’era la possibilità di perdere la partita.

E così i PM attizzano l’orecchio: i nomi? Ed ecco Carobbio:

Coppola mi fece anche il nome ma che in questo momento non ricordo [...]

Riepilogando: un tizio vicino al presidente Mezzaroma ha detto a Coppola se c’era la possibilità di perdere la partita. Un tizio? Sì, lui non ricorda il nome. Coppola non sa chi sia il tizio. Mezzaroma si dichiara sorpreso del fatto che “stavamo vincendo il campionato e dovevo scommettere contro la mia squadra”. Quindi Carobbio sapeva che un tizio sapeva che Coppola sapeva. E lo sappiamo ora tutti.

Ed ecco la parte più succosa. Mentre la stampa si è fin qui divertita a dipingere Conte come mostro, ecco la rivelazione di Carobbio:

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La squadra oppose un netto rifiuto suggerendo al Coppola di rappresentare a chi lo aveva contattato di non aver voluto riferire la proposta ai giocatori in quanto lui stesso non era d’accordo.

La squadra Siena, anche se Carobbio non sa quali giocatori chiamare in causa (rimane sul vago, come se fosse uno stupido dettaglio), si rifiuta. Ma c’è di più:

[...] la proposta era stata fatta da Mezzaroma anche allo staff tecnico e anche loro si erano rifiutati. Era la prima volta che ci proveniva una richiesta del genere dal presidente.

Ma come? Ma prima Carobbio aveva rivelato che era stato lo staff tecnico a imporre la sconfitta al Siena. E ora? Si rimangia tutto? Ma Conte non era quello della combine? La versione è parecchio contrastante con quella rilasciata qualche mese fa.

Ma c’è un ulteriore problema. Carobbio sta parlando di Siena-Varese disputatasi il 23 maggio 2011, partita serale. Se era questa la prima volta che il presidente tentava la combine… cosa c’entrano le partite precedenti a questa? Casca infatti qui l’ipotetica partita falsata Novara-Siena, disputatasi qualche giornata prima. E visto come reagisce la squadra, 5-0 secco rifilato al Varese, nascerebbero forti dubbi su Albinoleffe-Siena che si giocherà il 29 maggio.

Restiamo in attesa di ulteriori notizie, ma già questo potrebbe bastare.

Speriamo pure di ricevere risposte su Vieri, il caso Inter-Chievo e Milan-Bari. O questi nomi non interessano?

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Identikit di calcio mercato: Robin Van Persie

Robin Van Persie nasce a Rotterdam nel 1983, il 6 agosto. Talento puro della scuola olandese, ha giocato in tutte le selezioni giovanili della Nazionale, fino a diventare l’attuale capitano della Nazionale maggiore. Poche le squadre in carriera: parte dall’ SBV Excelsior, e nel 2001 approda al Feyenoord, squadra nella quale debutta all’età di 17 anni. In tre anni ha collezionato 78 presenze e 22 gol, non tanti, anche se si tiene comunque conto che nasce come una punta esterna, molto più bravo a servire assist che a fare gol. Nel 2004 si trasferisce all’Arsenal, squadra nella quale milita tutt’ora. Ha totalizzato 132 reti in 280 presenze, 30 gol solo nell’ultimo campionato: si è laureato capocannoniere nel campionato inglese, sorprendendo tutti per la vena realizzativa che lo ha contraddistinto in questa stagione. La sua carriera non è ricca di trofei: ha vinto una Coppa Uefa col Feyenoord, una Community Shield e una Coppa d’Inghilterra con lArsenal.

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CARATTERISTICHE TECNICHE

Giocatore dal dribbling rapissimo, veloce con i piedi, tecnica sopraffina. A questo abbina una grande fisicità (187 cm, per 71 kg). Bravissimo come punta esterna, infatti nasce come ala, ma quest’anno si è distinto per i tantissimi gol, in campionato e in Nazionale, giocando da prima punta. Un cambiamento di ruolo che ne ha esaltato le potenzialità.

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NELLO SCACCHIERE DELLA JUVENTUS

Van Persie si adatterebbe benissimo, sia come esterno, che come punta centrale. Sa fare gioco, sa fare assist, sa fare gol. Forse sotto l’aspetto comportamentale qualcosa da rivedere. Ciò che forse non convince è il fatto che solo in quest stagione ha fatto tantissimi gol, con una certa continuità. Il pericolo è di prendere un giocatore che sa fare bene entrambe le cose, ma può venire meno sotto l’aspetto della costanza in fase realizzativa. E la Juventus non può correre questo rischio.

POSSIBILITA’ DI ACQUISTARLO

La percentuale è altissima, forse è l’attaccante più facile da prendere, se si considera che non rinnoverà con l’Arsenal (salvo colpi di scena), che è in scadenza nel 2013, che ha già visitato Torino in gran segreto e che “i soldi non contano, conta solo vincere”: fresche dichiarazioni! A questo punto della carriera (ha 29 anni) sembra essere arrivato il momento di una svolta.

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Conte: “Perché il PM non mi ha ancora chiamato?”

E’ un Antonio Conte molto amareggiato e combattivo quello che si presenta in conferenza stampa.

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Insieme a lui un Presidente molto sereno. Poche parole, ma precise, secche ed efficaci:

Siamo qui perché dobbiamo esserci. Abbiamo davvero poco da dire. Conosciamo Antonio Conte da 20 anni e sarà lui l’allenatore della Juventus. Abbiamo un grande anno da preparare.

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La parola poi al tecnico:

[Una risata molto amara] Chiedetelo a tutti chi è Antonio Conte. Agli avversari, ai miei ragazzi, ai miei colleghi. Conoscete la mia storia di calciatore e poi di allenatore. Nessuno sporchi quello che di stupendo abbiamo fatto a Siena. E soprattutto mi chiedo una cosa: perché il PM non mi ha mai chiamato? Mi ero messo a disposizione e invece di sentirmi mi fanno la perquisizione?

Già perché?

Da parte nostra, di semplici tifosi, chiediamo alla Società un gesto forte, molto forte. L’aria che tira è brutta perché sul nulla si sta imbastendo un nuovo processo mediatico. Via i giocatori juventini dalla Nazionale. Che si facciano la squadra senza la Juve.

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Conte in manette? Sì, forse, probabile, chissà.

Durante la colazione è sempre molto divertente accedere all’archivio de La Repubblica. Per funzione pubblica… è doveroso purtroppo aprirne le pagine e leggerne quanto meno i titoletti, per cui ci ha colpito moltissimo quello che recitava “La Juve rischia l’esclusione dalla Champions”. Questo dà l’esatta misura di come stanno le cose.

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Le parole di Carobbio le conoscono tutti perché da un po’ di giorni è in corso il processo di beatificazione. La Gazzetta dello Sport ne è lo sponsor più forte, poco dietro il famoso tifoso juventino Crosetti. Quindi tifano per farlo santo pure le redazioni (da sempre schiave del mondo bianconero) come La Repubblica e Corriere. Queste stesse redazioni si sono dimenticate, anche a pagina 40, di stampare le dichiarazioni di Tesser, di Perinetti, di Coppola, e di Bertani (oggi agli arresti) e di altri giocatori. Lo abbiamo fatto in un nostro articolo.

Stamattina è avvenuta perciò la doverosa perquisizione della casa di Conte. Il tecnico leccese non era in casa, è toccato al fratello aprire le porte del covo di Conte. Perché, stando alle news, si tratta proprio di covo. Da dove i carabinieri hanno portato via un paio di penne USB e qualche hard disk. Stanno lì le prove della combine? O lì sono conservati gli archivi di Conte? Daniele Conte è un assiduo utilizzatore dell’informatica applicata al calcio, ci piacerebbe sapere che le informazioni trovate vengano tenute all’oscuro da mani sospette. Ma questo pensiero lo cancelliamo immediatamente.

Piuttosto ci sovvengono due semplici domande:

  1. come è possibile che il GIP non abbia ancora chiamato a rispondere dei fatti proprio Conte? Eppure il tecnico bianconero si dice disposto ormai da 2 mesi;
  2. come è possibile che solo a Conte sia stata perquisita casa e non, per esempio, ai potenziali sodali di questa fantomatica organizzazione?

Proviamo a rendere più chiara la domanda numero 2. Come è possibile che in una combine così grossa, come quella descritta da Carobbio, sia indagato solo un tecnico e non i giocatori e i tecnici e i dirigenti delle altre squadre coinvolte? Ci riferiamo a Tesser per il quale è bastata una sua lettera alla stampa. O allo stesso Mondonico per il quale vale invece uno strano concetto: lui è innocente, nonostante le accuse di Carobbio, praticamente, lo incolpavano.

Inoltre ci fa piacere sottolineare l’escalation che ha portato a questa perquisizione. A inizio anno ecco che Conte viene tirato in ballo per un SMS. In questo SMS c’è scritto “Conte è contattabile?”. La risposta non la conosciamo. Sappiamo solo che il Siena lottava per il primo posto, che è andato in A con la miglior difesa e il miglior attacco, e nella stagione appena conclusa ha chiuso il campionato da imbattuto. Sarebbe più naturale indagare alcuni pareggi della Juve di quest’anno. Cancelliamo pure il pensiero che tutto è cominciato all’indomani della lite di Conte con Galliani.

Dopo l’SMS, per il quale non abbiamo ancora risposta dalla stampa, dunque ipotizziamo una sonora risposta negativa, ecco che Conte viene chiamato in causa per “omessa denuncia”: sapeva, ma non ha denunciato. Siamo ben lontani dal capo clan, dal pericoloso criminale quale è oggi per tutta l’Italia che ha bisogno di un mostro contro cui combattere.

E la Procura ci mette del suo. Mauri e Milanetto, due nomi su cui già si sapeva molto, vengono arrestati alle 6 del mattino. E in questi mesi non si è corso il rischio di prove scomparse?

Soprattutto c’è il giallo Sculli, il giocatore del Genoa a cui la Procura voleva mettere le manette, ma il GIP le ha vietate. Confusione… o altro?

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E ancora, nonostante email e messaggi, non abbiamo avuto risposta sulla denuncia degli zingari del novembre 2011: Milan-Bari e Inter-Chievo, due interessanti partite su cui la luce è stata letteralmente fulminata. Cosa è successo, visto che Pellissier è coinvolto e Masiello anche di più? Nel verbale infatti spunta una frase interessante:

[Riferito a Inter-Chievo, il PM De Martino chiede a Erodiani] Pirani le disse che aveva manipolato la partita?

Erodiani: Sì, tramite Pellissier

De Martino: Quindi aveva ricevuto il benestare della squadra avversaria?

Erodiani: Sì

[De Martino scrive nel verbale] …aveva ricevuto il benestare da parte dell’Inter.

Perché non abbiamo più avuto notizie delle indagini riguardo questo interessante trafiletto?

Che ne è di quel Napoli-Chievo? Sempre con Pellissier interessato?

Per non parlare del clamoroso 1-1 fra Milan e Bari, con Cassano che segnerà proprio negli ultimi minuti, proprio come successo in quello strano Albinoleffe-Siena dove Conte è coinvolto, la squadra del Siena e la società Albinoleffe no.

Chiediamo scusa, continueremo a restare vigili, ma molte cose non tornano. Le solite cose non tornano. Intanto l’Italia ha un nuovo mostro: lo stesso che le ha suonate in tutta Italia con la Juve degli invincibili. E ora… indagateci tutti!

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Identikit di calciomercato: Luis Suarez

Luis Alberto Suarez Diaz nasce a Salto, in Uruguay, il 24 Gennaio 1987. Nel 2003 approda nelle Giovanili del Nacional Montevideo e due anni dopo passa in prima squadra. Vince il campionato uruguayano siglando 11 reti in 27 presenze e affermandosi come uno dei maggiori talenti del calcio uruguayano e sudamericano.

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Viene acquistato dal Groningen per la modica cifra di 800.000 euro. Ottima stagione anche nella Eredivisie dove mette a segno 10 gol in 29 presenze mettendosi in mostra anche in Europa.

Il suo talento non passa inosservato e nel 2007 l’Ajax preleva il giovane attaccante per 7.5 milioni di euro. Nell’Ajax gioca per quattro stagioni dove, grazie ai suoi numeri, si consacra come uno dei migliori giovani emergenti del calcio mondiale. Con la maglia dell’Ajax sigla 81 gol in 110 presenze conquistando la Coppa d’Olanda.

Nel 2011 viene acquistato dal Liverpool per una cifra pari a 26.5 milioni. Inizia subito bene la sua avventura in Premier League macchiata da una squalifica di otto giornate per insulti razzisti nei confronti di Patrice Evra. La media realizzativa si abbassa leggermente ma, considerando anche il brutto momento dei Reds, disputa comunque una buona stagione vincendo la Coppa di Lega inglese.

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Nel 2011 vince, con la sua Nazionale, la Coppa d’America dove viene eletto miglior giocatore della competizione.

Caratteristiche Tecniche

Dotato di un grande dribbling e di buoni doti velociste. Molto duttile tatticamente dove può svariare su tutto il fronte d’attacco sia come esterno o come attaccante centrale. Il suo tiro e la sua visione di gioco lo rendono uno degli attaccanti più temuti dalle difese avversarie. Ottimo senso realizzativo e grandi qualità nel servire assist per i compagni. Da rivedere sotto l’aspetto comportamentale.

Nello scacchiere Juve

Giocatore che può sopperire alle lacune sotto il profilo realizzativo, maggior difetto della Juventus Campione d’Italia. La sua duttilità tattica sarebbe l’ideale per le richieste di Mister Conte. La sua capacità nel saltare l’uomo potrebbe essere utile a creare superiorità numerica in fase offensiva. Attaccante molto mobile che può essere perfettamente integrato nel gioco corale della Juventus contribuendo ancor di più alla spettacolarità del gioco bianconero. Può giocare sia nel 4-3-3 che nel 3-5-2.

Possibilità di acquisto

Considerato forse l’affare più percorribile grazie al costo del cartellino, che si aggira attorno ai 25/30 milioni e all’ingaggio del calciatore, attualmente di 2.5 milioni. Costo che potrebbe essere alleggerito inserendo qualche contropartita tecnica come Milos Krasic, molto apprezzato in Premier League, o Eljero Elia.

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Bertani replica a Carobbio: altra farsa della Gazzetta?

La Gazzetta ci ha provato. E’ chiaro a tutti, ormai, vista la posizione più morbida assunta nei giorni scorsi. Dopo la bomba lanciata con La Repubblica (che strana vicinanza, eh?!?) la Gazzetta ha fatto un passo indietro.

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Dispiace notare come non siano state pubblicate le repliche a Carobbio: vien da sé il dubbio “perché favorire una dichiarazione piuttosto che un’altra?”.

Perché è il metodo Travaglio che paga di più in Italia: di 100 dichiarazioni ne prendi soltanto 1, quella che fa più rumore, quella che ti serve di più. E pazienza se dimentichi di annotare e far leggere ai lettori le altre 99 dichiarazioni. Tutte contrarie, fra l’altro tutte coerenti fra loro.

Ne abbiamo segnalate un paio nei giorni scorsi, adesso aggiungiamo quella di Bertani.

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Un’osservazione la dobbiamo ai nostri lettori: ogni dichiarazione va riscontrata, con prove certe e coerenti, non parziali.

Ci limitiamo qui a riportare le dichiarazioni di Bertani:

Conte può stare tranquillo: Siena-Novara fu partita vera, ci si giocava la posizione in griglia per i playoff e loro la promozione. Quello che dovevo dire sulla partita l’ho detto in deposizione, Carobbio dice la sua.

Anche la Gazzetta ha detto la sua: è strano che la voce coincida sempre col pensiero di due presidenti milanesi. Alle coincidenze noi, purtroppo, non crediamo.

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