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Mese: December 2012 (pagina 1 di 6)

Un anno stupendo, peccato per Pulvirenti

Il titolo è semplicemente una risposta all’intervista di Pulvirenti. Anche alla fine dell’anno non ci facciamo mancare le polemiche. Ci piacciono perché ci consentono di mettere in mostra tutto il peggio di questo paese e quindi di far vedere quanta disparità di trattamento ci sia nei confronti della Juve. Più nemici, più onore? Senza dubbio, ma in Italia con la Juve si tende sempre a esagerare.

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A Pulvirenti dedichiamo perciò questo piccolo articolo.

E’ stato un anno semplicemente eccezionale. Proprio da gennaio 2012 la Juve comincia una rincorsa alla gloria che ancora oggi non conosce battute d’arresto. Con Conte in panchina la Juve non ha ancora perso in campionato e questa è la statistica più importante perchè da qui ricaviamo la deduzione che Conte è certamente l’allenatore italiano più capace. Ha preso una squadra da due settimi posti e l’ha trasformata in un’armata paurosa.

Da Vidal a Pirlo, due uomini arrivati a Torino con due storie ben diverse, ma con lo stesso scetticismo. Il genio da Brescia veniva descritto come logoro e finito, salvo poi scoprire che è il terzo uomo per chilometri percorsi in Champions e praticamente Pallone d’Oro in pectore per gran parte dei giurati e degli sportivi internazionali. Il cagnaccio dal Cile si è dimostrato invece un vero artista. Grinta e qualità che ben si sposano in un fisico mica da ridere. Recupera palloni e poi li gioca con una classe infinita. Corsa e grinta? Non ditelo a Conte perché vi risponderà che “qui si dimentica che questi ragazzi giocano il miglior calcio in Italia e con pochi pari in Europa, si vuole sminuire il grande lavoro fatto finora”.

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Con un Marchisio scelto nel Top11 europeo, con prestazioni che hanno rasentato perfino la perfezione che un allenatore possa desiderare. Agile, veloce, cattivo agonisticamente, equilibrato, con tanta qualità in fase di possesso e di attacco, con tempi di inserimenti da vero bomber. E accanto a lui si sono contraddistinti gente come Pepe e Vucinic, come Lichtsteiner e Chiellini.

Una menzione particolare forse per Barzagli (300.000 euro il costo del cartellino) e Bonucci, scudieri di una difesa impenetrabile, con Buffon che è tornato a fare il Buffon. Serviva giusto una scintilla e Conte ha in realtà prodotto un incendio di proporzioni bibliche. Incendio per gli altri, perché noi respiriamo molto bene una juventinità finalmente ritrovata pure sul campo. Con un Andrea Agnelli che sta cercando di difendere i colori e l’onore facendo quel che può con una Famiglia che non dà più appoggi politici ed economici: non dimentichiamo questo piccolo particolare.

E’ stato un anno stupendo, ma anche complicato. Se Borriello ha segnato quando doveva segnare, Palazzi & Co. hanno rotto quando dovevano rompere. Imperdonabile, secondo Galliani, quella verità rivelata a tutti nel tunnel del 25 febbraio, durante la sosta di metà tempo di quel Milan-Juve 1-1 con gol annullato a Matri e il gol di Muntari. Da lì sono cominciati i guai di Conte, con Palazzi molto attento a rispettare gli ordini di scuderia.

A Trieste l’apoteosi, a Donestk il sigillo su un percorso di crescita devastante. Quanti sono i fegati che non hanno più retto? Primi in campionato, primi in campionato senza Conte, imbattuti con Conte in panchina, miglior attacco, miglior difesa e persino il primato nel girone di Champions quando tutti festeggiavano la vittoria del Chelsea o l’eliminazione bianconera (vero Bramardo?!).

Da primi a primi, con un 2013 che, Palazzi permettendo, dovrebbe filare liscio. Almeno si spera. Almeno così ha programmato Antonio Conte da Lecce, un profeta bianconero venuto tra noi a mostrare il gioco del calcio.

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Buon Natale a tutti i tifosi di calcio

Non farò nomi (non mi chiamo mica Carobbio…) perchè siete davvero tanti. In realtà dovrei dire “siamo” tanti perché attorno a questo semplice blog è nata una vera piccola grande community.

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IoJuventino è il posto virtuale dove mi piace sempre approdare perchè ho la certezza di trovare tanta di quella gente con cui ho piacere a chiacchierare, a discutere di calcio. Secondo me è la parte migliore di questo Paese, gente che non ha paura del confronto e non nasconde il proprio pensiero. Prova ne sia che qui chi arriva dall’esterno è sempre ben accetto, purché i toni siano accettabili e i contenuti non vuoti. Prova ne sia che pure tra di noi non si è d’accordo su diverse questioni, a conferma della libertà che esercitiamo alle nostre tastiere. Frequentando altri posti vi posso assicurare che raramente ciò accade.

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Era un piccolo esperimento, invece adesso conto diversi autori prolifici e i commenti sono sempre puntuali e precisi. Con tanta gente che partecipa alle nostre discussioni ed è un immenso piacere assistere ai vostri dialoghi. Purtroppo nell’ultimo periodo abbiamo subito malfunzionamenti, attacchi, ma non ci fermiamo. Anzi, se possibile miglioreremo il tutto in questi giorni di vacanza.

E allora a tutti voi, commentatori e autori e visitatori e lettori, un sereno Natale. E un ringraziamento di cuore per riempire le mie giornate bianconere. Non vi conosco di persona, ma è come se vi conoscessi: i miei migliori auguri di Buon Natale amici.

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Il cielo di Natale è a strisce bianconere

Babbo Natale frenò le sue renne proprio davanti all’entrata  dell’albergo dove pernottava la squadra della Juventus. Tutti dormivano, nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di trasgredire al coprifuoco imposto da Conte. Le stanze ospitavano ciascuna quattro letti. Nella penombra causata dalle piccole luci presenti sul suo vestito, Babbo Natale faceva difficoltà a riconoscere i suoi campioni. Sì, i suoi campioni, perché quello era un Babbo Natale juventino che aveva tifato la Juventus tante volte davanti alla  televisione e qualche volta, in borghese, perfino allo Juventus Stadium: non era mancato nemmeno all’inaugurazione. E quanto faticò quella sera a non cedere a un desiderio che cullava in cuore dal 2006: apparire dall’alto, con carro e renne, atterrare sullo stadio e consegnare nelle mani di Andrea Agnelli la terza stella davanti alla faccia, davvero basita, di Abete.

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Ma tant’è.

Dicevamo che faceva difficoltà a riconoscerli con quel poco di luce. Poi passò lievemente la mano sul capo di Giovinco e non ebbe dubbi che si trattava del bomber tascabile: frugò immediatamente nel suo sacco e in un attimo tirò fuori il pallone speciale che aveva preparato per lui, un pallone che centra sempre lo specchio della porta. Pensò: “Se prende in porta tutte le volte che tira vince la classifica cannonieri senza sforzo…….”.

Sul letto vicino c’era l’altro piccoletto: Giaccherini. Aveva avuto grosse difficoltà a scegliergli un dono. In fondo cosa si può regalare ad uno che ha quasi sempre giocato in Seconda divisione e che, improvvisamente, quest’ anno ha giocato con la Juventus, ha vinto da imbattuto lo scudetto ed è diventato uno dei sempre-convocati in Nazionale da Prandelli? Gli posò sul comodino un libro sulla storia di Davide e Golia; se si convince di essere più forte dei giganti, cosa che Conte già sa, non lo ferma più nessuno. Sull’altro lato della stanza, di fronte a questi due lettini, notò due letti che, per quanto grandi, lasciavano fuoriscire i piedi dei dormienti. Due bianchi pallidi, due neri. Bendtner e Pogba. Due stampelle magiche per il danese, che fanno durare meno la convalescenza; un vademecum per Pogba che spiega come si può diventare campioni senza lasciarsi condizionare da Mino Raiola.

Uscì in punta di piedi per rientrare, sempre silenzioso, nella stanza successiva. Lì dormivano Vidal, Isla, Barzagli e Bonucci. Per Arturo aveva portato un contratto a vita con la Juventus, nel quale il giocatore si impegna a vincere, ogni anno, come minimo una competizione. Per l’altro cileno solo una scatola di cioccolatini, per addolcire un anno che dolce non è e che dimostra come serva del tempo per riprendersi da infortuni così gravi. Per Barzagli, il gigante da 300.000 euro, una corona con incisa una semplice scritta: miglior difensore del mondo. Bonnie dormiva sorridendo: Babbo Natale riuscì a vedere il suo sogno e ammirò, in tutto lo splendore del suo inimitabile stile, una giocata di Beckenbauer. Non si meravigliò più di tanto, e difatti per lui aveva portato una gigantografia di re Franz con dedica autografata che recita: “Al mio erede”. Mentre usciva dalla porta Babbo Natale non potè fare a meno di pensare: “Spero di non aver sbagliato il regalo per Bonnie. Se mi si monta la testa finisce che torniamo a vedere le “Bonucciate”. Certo che con Conte in panchina sarà difficile ……..”.

Terza stanza, sempre notte fonda e sonni sereni, sonni di campioni d’Italia, primi in campionato, in corsa per Champions e Coppa Italia: Lichtsteiner, Asamoah, Matri e Quagliarella. Il letto di Forrest Gump era vicino a quello de “o guaglione” di Castellammare di Stabia: “Certo che a Conte piace il rischio” pensò tra sé Babbo Natale “Se a Licht torna in mente il pallone non passatogli contro il Chelsea, sono guai per Quagliarella”. Ma una scelta di Conte non si discute, si accetta e basta. Sul comodino dello svizzero fu poggiata una coppia di bombole d’ossigeno: a vederlo correre in continuazione avanti e indietro sulla fascia evidentemente uno è portato a pensare che un giorno possa anche scoppiare. Ma quel giorno già c’è stato. La maledetta serata con l’Inter. Poi Forrest Gump ha ripreso a correre anche più veloce di prima. Per Asamoah Babbo Natale se la cavò con un regalino che andava di moda negli anni ’70 e che i papà erano soliti avere in auto in evidenza sul cruscotto: la foto dei figli con scritto “non correre papà”. Per Asa è invece la foto di Conte con scritto “corri poco in Coppa d’Africa”. Anche perché quando tornerà dovrà riguadagnarsi il posto. Tutti sanno che con Conte gioca chi se lo merita durante gli allenamenti. Per “o guaglione” Quagliarella un pallottoliere per contare i goals in doppia cifra ed un enorme cerotto da bocca per evitare di cadere di nuovo in tentazione. Nessun regalo per Matri, solo un biglietto con su scritto: “Il regalo di Natale te lo sei già fatto da solo contro il Cagliari. Anzi te ne sei fatti due. Seguita così”.

Altra stanza: Vucinic, Padoin, Marrone, Caceres. Babbo Natale cominciava ad essere stanco a sopportare il peso del sacco. Anche se ovviamente si alleggeriva sempre più. Ma forse più che stanchezza era desiderio di arrivare all’ultima stanza …….. quella di Conte.

Per Mirko un paio di scarpini da calciatore, la celeberrima “pantofola d’oro”, roba per piedi raffinatissimi, marcata con lo scudetto, tre stelle e la data della partita di Trieste siglata, manco a dirlo, dal montenegrino. Ai piedi del letto di Padoin Babbo Natale appoggiò un ritaglio di giornale sportivo con un articolo che riportava le parole di Conte “Finché io sarò alla Juventus, Padoin rimarrà sempre con me. I giocatori come Padoin sono la fortuna degli allenatori”. Al talentuoso Marrone portò due maglie, ambedue scudettate: una bianconera, da difensore, una azzurra dell’under 21, da centrocampista. A Martin il dvd di Milan-Juventus 1-2 di Coppa Italia, doppietta appunto di Caceres.

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Un’altra stanza: Storari, De Ceglie, Pepe, Rubinho. Al il vice-Buffon Babbo Natale posò sul comodino la miniatura di una porta di calcio chiusa con una saracinesca: nella nuova annata ancora zero goal subiti, alla faccia della riserva! Per De Ceglie un vecchio vinile di Lucio Battisti : “Mi ritorni in mente”. Vorremmo rivederlo bello come era. Forse ancor di più…..  A Pepe, nonostante le origini laziali e non napoletane, un enorme corno  rosso contro la sfortuna. Per chi ci crede. A Rubinho una  raccolta di Settimane Enigmistiche per passare il tempo.

Prima della stanza di Conte Babbo Natale fece visita ad una stanza di grande prestigio, quella dei leaders della squadra: Buffon, Pirlo, Chiellini e Marchisio. Per il capitano il rinnovo del contratto fino a quando vuole lui. Per il regista un pallone d’oro tutto personale come augurio di ricevere quello vero alla fine del 2013, dopo aver vinto scudetto e Champions. Per il Chiello una pomata magica per i polpacci. Per il Principino una fascia da capitano, prima o poi da indossare.

Uscito stanco ma felice dalla stanza dei leaders, Babbo Natale si avvicinò alla porta di Conte. Il cuore gli batteva forte quasi fosse un bambino. La mano tremante inclinò la maniglia della porta e fu subito colpito dalla luce accesa. Antonio non era a letto a dormire. Era alla scrivania, con mille brogliacci sotto mano, che disegnava schemi, tattiche, sovrapposizioni, ripartenze. E su ogni foglio scriveva ben chiaro: PRESSING E POSSESSO PALLA.

Antonio si voltò e gli occhi di tigre, seppur meravigliati, si addolcirono alla vista di Babbo Natale.

Fu a quel punto che una umanissima lacrima scivolò sul volto del vecchio. Poi, il vecchio, si staccò la barba bianca e mise a nudo la sua vera identità.

E rivolto a Conte, con la voce rotta dall’emozione, disse:

“Io sono Babbo Natale davvero, uno dei tanti Babbi Natale che portano i regali. Nella vita mi chiamavo Enrico Canfari. Non puoi riconoscermi, ma io fui uno degli studenti che diede vita alla Juventus nel 1897. Ho portato regali a tutti i tuoi ragazzi. Ma sono venuto qui principalmente per te. Non per portarti un regalo. Il regalo lo hai fatto tu a me. Sono qui per dirti grazie, dal profondo del cuore. Noi giovani di un altro secolo creammo la Juventus con la speranza che riuscisse  ad essere ed a rimanere sempre ciò che noi avevamo desiderato, cioè un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohémien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. I tempi sono cambiati ed io credevo che i valori morali della Juventus fossero andati perduti. Poi sei arrivato tu. Hai trasmesso ai giocatori gli stessi nostri ideali di un tempo, e dal nulla, o quasi, è rinata la Juventus.  Grazie, Mister”.

Ci fu un commosso abbraccio, un intreccio di sentimenti e di epoche, un sentirsi tutt’uno senza essersi mai conosciuti prima.

E prima che l’alba svelasse a qualcun altro l’identità di quel Babbo Natale, Enrico già era in volo con le sue renne. Il cielo era pieno di stelle. Ma pian piano che Babbo Natale saliva più in alto le stelle diminuivano. Alla fine ne rimasero tre. E il cielo si era fatto a strisce bianconere.

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Che campionato sarà nel 2013?

Finisce l’anno, quasi concluso pure il girone d’andata di questo strano campionato. Una sola è la coerenza: la Juve in testa. Saldamente in testa, mentre il resto del gruppone si divide i compiti di antiJuve, seconda forza del campionato, zona Champions e via così.

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La classifica recita così:

  • Juventus 44
  • Lazio 36
  • Fiorentina 35
  • Inter 35
  • Napoli 34
  • Roma 32

La prima cosa che sottolineiamo è la risalita della Roma, che però si sposa con un continuo rallentare delle squadre che le stanno davanti. Per esempio i nerazzurri cadono spesso, su campi probabili o improbabili. Per esempio il Napoli ha subito con una doppia pesante sconfitta quel piccolo vezzo di Scommessopoli dove comunque la Società è stata salvata, anche se vi diranno l’esatto contrario. L’unica squadra che mi preoccupa è la Fiorentina che se solo avesse una grande prima punta potrebbe tranquillamente stare più in alto, così come la Lazio a cui la punta non manca, ma forse servirebbe uno sforzo di mercato per la difesa.

Che tipo di campionato sarà nel 2013?

La Juve sembra lanciata, ma occorre comunque prudenza. E’ la squadra più squadra di tutte, con un equilibrio di qualità quasi perfetto fra tutti i reparti, con la panchina anche migliore. E certamente Conte fa la differenza rispetto a tutti gli altri tecnici. Otto punti dalla seconda sono tanti, soprattutto se la seconda non sembra la reale pretendente al titolo. Il Milan non solo non fa paura, ma è davvero lontanissimo, così come i cugini. Al Napoli mancano invece 10 punti per raggiungere la Juve.

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Sulla base di queste osservazioni si assisterà, secondo molti, a un vivace mercato invernale dove le avversarie dei bianconeri cercheranno di rinforzarsi. E la Juve?

La Juve cercherà di mettere qualche toppa agli infortuni. Secondo me è pesata l’assenza di Pepe, ma si spera che Isla si riprenda totalmente nel 2013. Mentre è fondamentale trovare un’alternativa ad Asamoah che sarà assente per un po’ di partite. Quest’alternativa potrebbe essere Peluso, difficilmente sarà Kolarov (il mio preferito). Un jolly e un difensore? Già perché Chiellini starà via per un po’ di tempo e allora Marrone non si muoverà, ma occorre forse un altro uomo esperto di difesa a 3, capace di giocare al centro o nel centro-sinistra. Ecco perché Conte vorrebbe Peluso che sarebbe in grado di svolgere il doppio ruolo.

Complicato, a quanto pare, arrivare a un top player. Si farà un tentativo per Llorente, si farà un tentativo per Drogba ma alle condizioni di Marotta (lauto ingaggio per 6 mesi, ma pesa la Coppa d’Africa).

A centrocampo la Juve invece è ampiamente coperta, sperando in nessun tipo di infortunio.

Conte vuole uomini a sufficienza per superare il primo vero momento delicato della stagione e cioè il mese di gennaio, pieno zeppo di impegni. L’idea è far arrivare la Juve prontissima al doppio impegno europeo e poi chiudere in crescendo sotto il profilo della condizione atletica, Champions o non Champions. Conte vuole tutto, i tifosi vogliono tutto e fortunatamente davanti non c’è nessuno: è Juve contro Juve, come molte volte è accaduto nella storia del calcio.

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E’ ancora tutto un complotto

Da Cellino al prossimo che parlerà. E’ tutto un complotto e l’unica società ad avere la colpa è la Juventus. Marotta da gran dirigente onesto e pulito è diventato un losco trafficante in bianconero. Andrea Agnelli, da soli 2 anni nel calcio, intendendo con ciò un ruolo veramente operativo, ha fregato i vari Moratti e Galliani. E poi c’è Conte, un allenatore che non vince perché è il migliore di tutti, per larga differenza, ma chissà per quali atroci e oscuri motivi di cui solo Carobbio conosce i dettagli senza tuttavia mostrarli mai né in Tribunale né sui giornali nè in TV.

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E’ questa l’immagine che salta fuori leggendo i blog di gente incapace di abbracciare la realtà e sperimentare una libertà di pensiero che non è proprio di questo Paese. La Juve domina ed è giusto che sia così.

I numeri sono talmente evidenti e palesi che non dovrebbero nemmeno essere letti: gol subiti e gol segnati (perfino migliore dello scorso anno), punti conquistati nell’anno solare (record), statistiche sul possesso palla e sul numero di palle-gol create, analisi qualitativa sulla manovra bianconera. E mancano i top player stando a certe voci.

Da Cellino a Nainggolan, voci in coro che mirano contro la Juve per sparare scemenze di una tale assurdità che più volte ci si chiede se non stessero magari scherzando. Invece non scherzano proprio.

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La Lega intanto resta in silenzio. Nessuno che prenda un microfono o una tastiera o carta-e-penna per scrivere e comunicare che la decisione di giocare a Parma è stata presa dalla Lega perché così impongono le regole. Il lavoro sporco è stato lasciato ancora una volta alla Juve, con Marotta che stavolta (e finalmente!) ha alzato un po’ i toni (ancora incommensurabilmente migliori e più eleganti di certi altri tizi del calcio) e ha chiarito le posizioni.

Oggi perciò non si parla del discorso di Conte in conferenza stampa, ma si parla di episodi, di polemiche, della rabbia di Cellino. Senza tuttavia mostrare le immagini che qualcosa chiarirebbero. Tipo che mancano all’appello un paio di rigori per la Juve, un rosso per il Cagliari (quel Murru così velocemente sostituito da Pulga) e poi forse qualche intervento falloso che doveva essere punito. Il Cagliari ha potuto menare (chiedere informazioni alle caviglie di Giovinco) e fin qui tutto bene. La Juve per poco esce con le ossa rotte da Parma grazie a Damato e fin qui tutto bene. Poi però la Juve si è ripresa, si è arrabbiata e ha scatenato l’impeto contro Agazzi segnando 3 gol purtroppo regolari. Ed è adesso che va tutto male.

Va male che questa Juve sia già a quota 44 punti. Va male che il vantaggio con la seconda in classifica preveda un filotto di 3 partite perse dai bianconeri e 3 vinte dalle inseguitrici per pareggiare i conti. Decisamente interessante.

Va male perché questa Juve pur se bastonata e con i minuti che corrono veloci riesce sempre a rialzarsi e finire il match con ancora energie da spendere, mentre l’avversario è ko già da qualche minuto. E’ accaduto col Genoa, col Chelsea, col Torino e ora con il Cagliari e ogni volta che la Juve è scesa in campo. Mancano all’appello le milanesi per gentile concessione di Andrea Agnelli: avremmo rischiato di nuovo la B se non concedevamo qualche regalino.

Ma con Conte in panchina la storia è immutata: Juve imbattuta, Juve mai doma, Juve con un potenziale incredibile. E’ il potenziale dei campioni e allora Buon Natale a tutti i bianconeri. Per tutti gli altri sarà un Natale da incubo, con un freddo da -8 che fa battere i denti e tremare i corpi. Ma forse… sarà tutto un complotto.

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Cagliari-Juventus 1-3: le pagelle

La Juve porta a casa tre punti fondamentali in una gara che poteva essere condizionata negativamente dalle decisioni arbitrali: due rigori negati alla Juve,un’espulsione mancata a Murru e tante altre incertezze, come quelle di Orsato (arbitro di porta) che assegna un rigore generoso al Cagliari e uno netto alla Juve invece non lo ha visto!

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Buffon: spettatore non pagante VOTO S.V.

Barzagli: grande gara sul centrosinistra, gioca da leader prendendo in mano la difesa. VOTO 6,5

Bonucci: sbaglia alcuni lanci ma è sempre bloccato nel senso che gli altri non gli dettano il passaggio VOTO 6

Caceres: spaesato, sbaglia molti appoggi,non è lui VOTO 5

Pirlo: nel primo tempo soffre da matti la marcatura a uomo di Thiago Ribeiro. Nel secondo è molto più libero e fa girare bene il pallone. VOTO 6

Marchisio: un tiro centrale e un aggancio splendido, poi zero. Si perde in mezzo,perché fino a quando il Cagliari gioca in 11 ci sono pochi spazi. VOTO 5,5

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Vidal: male male male…primo tempo inguardabile, nel secondo sbaglia anche il rigore. VOTO 5

Lichtsteiner: corre e sulla sua fascia la Juve gioca di più, mettendo in difficoltà il terzino. Buone giocate quando cerca lo scambio. VOTO 6

Asamoah: primo tempo da dimenticare, nel secondo è protagonista con un gran colpo di testa e un rigore che l’arbitro non gli assegna. VOTO 6

Giovinco: fa ammonire tre avversari e fa espellere Astori: quando viene incontro riesce a creare problemi. Si procura il rigore.Assist (non voluto perché tira in porta) a Vucinic. VOTO 6,5

Quagliarella: il gol del Cagliari nasce da un pallone perso proprio dal Quaglia. Impalpabile. VOTO 4,5

Padoin: grande quantità, fa il lavoro che gli chiede Conte. VOTO 6

Vucinic: segna il gol facile ma se ne mangia almeno tre. Spesso gioca da solo e per questo non mi è piaciuto: troppe conclusioni sballate sotto porta.  È anche vero che con lui si apre la difesa,ma il Cagliari era in nove. Sufficiente nel complesso. VOTO 6

Matri: tocca molti palloni, e almeno quattro sono importanti: i due gol,l’assist per il colpo di testa di Asamoah e poi cicca clamorosamente. Ma stavolta è decisivo. VOTO 7,5

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Cagliari-Juventus 1-3 Ci hanno tentato, ma è andata male

Da Cellino a Zeman passando per Allegri. Intanto la Juve va, e va forte nonostante un Damato che ha tentato di fare il regalone a tutti gli antijuventini d’Italia.

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Nella serata più nervosa si sveglia Matri. Lo avevamo chiamato, avevamo in un certo senso detto che era l’ultima chance prima del mercato invernale. Due gol particolari: uno di rapina (di quelli che alla Juve servirebbero più spesso) e uno di grande freddezza (come il Matri dei primi 6 mesi bianconeri). Chissà cosa vorrà dire questa doppietta.

Antonio Conte esulta, abbraccia Vidal a fine partita dopo che il cileno ci aveva messo del suo nel farlo innervosire. Alla sua Juve non può però rimproverare molto perché i ragazzi hanno corso, hanno tentato e hanno sbattuto contro il palo, contro Agazzi (a proposito: il controllo antidoping ha rivelato nulla?) e contro Damato. Servirebbe giusto uno come questo Matri per sbloccare sfide complicate come questa.

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La moviola la lasciamo agli altri, ma non possiamo certo far passare come normali il rigore di Sau e il non rigore di Quagliarella, il non rigore su Asamoah che avrebbe visto pure Ray Charles, l’espulsione di Murru e altri interventi scomposti da dietro che avrebbero meritato altri gialli. Uniformità arbitrale, questa sconosciuta. Eppure la goduria aumenta pure così. Se il progetto era rallentare la Juve, allora ci dispiace aver rovinato i piani.

La Juve va perché fisicamente spompa l’avversario come dice bene Conte in conferenza stampa. La Juve va perché è la più organizzata, perché non si scompone mai e continua a macinare gioco anche in condizioni psicologiche di nervosismo estremo. La Juve va nonostante il campo non sia in perfette condizioni. La Juve va perché uno come Padoin entra e incide non poco sullo sviluppo del match. La Juve va perchè ha in rosa uno come Barzagli, o uno come Bonucci, o uno come Pirlo, o uno come Marchisio. E questi qui bastano per vincere le partite.

Un 2012 da brividi, con un ritmo anche superiore a quello di Capello. 94 punti totali per Antonio Conte contro i 93 di Fabio Capello. Dire altro sarebbe veramente da pazzi, sarebbe da… Cellino.

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Cagliari-Juventus: le probabili (in)formazioni

Fra statistiche e numeri, fra palco e realtà. La Juve scende in campo stasera per l’ultima volta nel 2012, un anno che difficilmente i tifosi bianconeri dimenticheranno. Un anno pieno di glorie e con un unico neo: quella finale di Coppa Italia che magari a Napoli vorranno ripetere…

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Tutti pronti a Torino, in trasferta a Parma perché il campetto di Cellino soffre di inagibilità a targhe alterne. Adesso scaricare la colpa su Marotta appare davvero imbarazzante, come la figura che ci fa il Cagliari di fronte al proprio pubblico. Attecchirà pure quest’altra scusa?

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Giovinco e Quagliarella in avanti, mentre Caceres sostituirà Chiellini sul centro sinistra. Formazione che assomiglia a quella tipo, tranne qualche piccola defezione fra cui pure Vucinic. Un fastidio al tendine che Conte risolverà usando prudenza: partirà in panchina il genio del Montenegro e poi subentrerà nel secondo tempo qualora se la sentisse e ce ne fosse bisogno. Chance importante per Eta Beta che deve dimostrare di aver esaurito la sbornia.

Asamoah e Lichsteiner dovranno asfaltare le due fasce. Quanto mancherà l’esterno sinistro durante la Coppa d’Africa? E perché Muntari può rinunciare e lui no? Il mercato invernale dovrà consegnare a Conte un uomo affidabile sulla sinistra.

Possibile chance anche per Matri, solo nel secondo tempo. Chiudere l’anno solare con 2 marcature potrebbe portarlo alle soglie di Amauri: o Alessandro risolve i problemi di personalità e incisività, o a gennaio è possibile un cambio di maglia, soprattutto se Marotta dovesse mettere le mani su qualche big-top-player.

Cagliari-Juventus: fuori Vucinic, dentro Quagliarella

Cagliari-Juventus: fuori Vucinic, dentro Quagliarella

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Chiudiamo bene l’anno: c’è il Cagliari

Antonio Conte ha messo in guardia i suoi: guai a rilassarsi, proprio ora, proprio adesso che bisogna accelerare e dare un altro segnale a chi gufa ormai da un anno e più.

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La Juve guarda tutti dall’alto della sua incredibile classifica. E’ in buona salute fisica nonostante qualche acciacco (Chiellini e Pepe out, Vucinic non al meglio) e ha diverse carte da potersi giocare.

Rientra Pogba, ma Conte è intenzionato a mandare in campo i migliori 11. La formazione la daremo solo dopo pranzo, ma sembra ormai fatta. Giovinco guiderà l’attacco e ci mancherebbe: per molti è una delle pedine più importanti nello scacchiere del tecnico, e questo perché consente soluzioni che l’anno scorso non avevamo. Crescerà anche sul piano della realizzazione (quanti errori contro l’Atalanta?) e ha bisogno del pieno sostegno dei tifosi. Conte crede tantissimo in lui e, di riflesso, dobbiamo farlo pure noi.

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C’è il Cagliari, in leggera flessione rispetto all’arrivo del duo che sta in panchina. C’è Cellino che ha già cominciato a ritagliarsi un po’ di spazio sui giornali e in TV. E’ colpa della Juve se non si gioca a Quartu, è tutta colpa della Juve. E’ solo colpa della Juve. E allora prendiamocela tutta questa colpa.

Voglio una squadra feroce, senza pause. Voglio un Vidal in gol, voglio un Pirlo ancora sublime, voglio tante reti e non ne voglio subire nemmeno una. E’ l’ultima partita dell’anno, l’ultimo sforzo in un 2012 che resterà impresso nella mia mente come pochi altri anni solari.

Un magnifico Conte ha guidato una delle Juventus più belle e più forti. Assurdo giocare su paragoni impossibili, ma riguardando le immagini del passato è oggettivo constatare come quella di Conte abbia una identità e un gioco difficilmente rintracciabile nelle Juventus di Trapattoni o di Lippi. Con meno Zidane o Platini, con meno Del Piero e Trezeguet, ma con un copione di assoluto livello. Prima c’era Furino, poi ci fu Deschamps, ma oggi c’è Pirlo. Prima c’era Tardelli, poi ci fu Davids, ma oggi c’è Vidal. Prima c’era Zoff o Tacconi, poi ci fu Peruzzi, ma oggi c’è Buffon. Prima c’era Trapattoni, poi ci fu Lippi, ma oggi… e ringrazio il Cielo ogni mattina… c’è Antonio Conte.

Ultimo strappo del 2012, mandiamo in frantumi i fegati di chi affannosamente cerca di ostacolarci. Poi un po’ di vacanza e poi un altro anno magnifico. I believe in Antonio Conte!

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Sorteggio Champions: sarà Celtic-Juventus

Va benissimo il sorteggio alla Juventus che becca il Celtic. E allora sarà la Scozia a sfidare l’Italia.

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Ricordiamo che la squadra biancoverde era nello stesso girone del Barcelona e si è comportata benissimo, mettendo anche in difficoltà i blaugrana.

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Per Conte si prospetta un ottavo di finale interessante, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: vincere e passare il turno per arrivare più in fondo possibile in questa manifestazione.

Ora si attende il mercato invernale dove la Juve dovrebbe rinforzarsi e tappare la falla Chiellini, vittima di un brutto infortunio che lo terrà fuori parecchie settimane.

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