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Mese: January 2013 (pagina 1 di 7)

Calciomercato: l’ultimo giorno IOJLIVE

Marotta alla caccia perversa di un top player. Ormai la classica barzelletta. Eppure basterebbe davvero solo una pedina per risolvere tantissimi problemi a Conte. E Conte meriterebbe a questo punto un top player. Ha già combinato quello che ha combinato con dei normal player, vuoi mettere con dei campioni veri?

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Segui con noi gli ultimi minuti del calciomercato. AGGIORNA LA DIRETTA

19:10: marasma generale. Il contratto di Poli, per ritardo nelle firme, non è stato depositato. Cambia poco la storia: sarà metà bianconero da luglio quando si aggregherà alla squadra di Conte.

19:00: Fine. La Juve a bocca asciutta, ma meglio così di un bidone.

18:42: per Poli la Juve ha speso 3 milioni di euro più due giovani in comproprietà.

18:36: Poli alla Juve da luglio. Intanto è stata presa la metà del ragazzo.

18:33: Poli è per metà della Juve. Aggiornamenti fra pochi minuti.

18:23: Acerbi (il nuovo Nesta) torna al Chievo.

18:21: SportMediaset riporta l’indiscrezione di un Napoli a colloquio con la Samp per Icardi.

18:16: arrivano indiscrezioni circa l’affare Icardi: la Juve aveva offerto Matri come contropartita. La Samp ha rifiutato.

18:15: Bologna e Juve distanti, quindi nessuna trattativa ripresa per Gabbiadini. In attacco si resta così!

18:15: il PSG si assicura Beckham.

18:10: Maxi Lopez alla Juve, ma è una bufala. Il biondo attaccante ex Barcelona è privo del suo agente D’Amico che non è all’AtaHotel in questo momento.

18:08: il Tottenham su Lisandro Lopez. Juve ormai defilata. Staremo attenti alle cifre.

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18:06: il Bologna si assicura Moscardelli. Per gli inviati di SkySport non è comunque un indizio per una eventuale cessione di Gabbiadini.

18:04: Juve molto attiva sui giovani. Oggi chiuse svariate operazioni fra comproprietà, cessioni e acquisti. Di campioni neanche a parlarne!

18:00: a meno di colpi di scena clamorosi, il mercato della Juve si dovrebbe chiudere con Anelka. Paratici sempre all’erta, ma poco spazio per avviare trattative last minute. Stiamo a vedere.

17:57: Stekelenburg al Fulham. E ora la Roma cerca un portiere.

17:56: non è un mercato scintillante. Pochi colpi, pochi movimenti dell’ultimo minuto anche se si entra nella zona calda. 64 minuti alla chiusura delle porte.

17:53: arriva pure il no di Icardi. Marotta resta col cerino in mano.

17:52: ufficiale Sissoko alla Viola. E’ un gran bel colpo per il centrocampo di Montella. Diritto di riscatto poco sopra i 3,5 milioni di euro.

17:51: no della Samp per Icardi.

17:48: spuntano le cifre: 10 milioni di euro per strappare Icardi alla Samp. Pare che la dirigenza blucerchiata tentenni. Mancano 70 minuti alla chiusura.

17:47: SkySport ha intercettato l’agente di Icardi: al telefono, tanta concitazione. Con chi parlerà?

17:45: si muove l’Inter per conservare la prelazione su Icardi.

17:42: le notizie di Marotta per Icardi trovano parziale conferma. Il problema è che la Juve non riesce a piazzare né Quagliarella (ha rifiutato il Parma) né Matri.

17:40: Marotta ha chiesto ufficialmente Icardi sin da subito. Poli per luglio con Chibsah tutto della Samp, ma l’attaccante interessa da subito. Manca 1 ora.

17:36: Chibsah per Poli? Marotta ne sta discutendo con la Samp. Affare comunque valido da giugno 2013.

Per seguire gli aggiornamenti AGGIORNA LA DIRETTA

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Fai la formazione: chi contro il Chievo?

Confessiamolo: a questo punto c’è da lanciare Anelka sperando che si riveli anche più prezioso di Vidal come acquisto. Sperando.

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Intanto però Conte dovrà operare delle scelte, alcune anche delicate, alcune anche forzate. Bonucci squalificato, Chiellini infortunato: peggio di così proprio non si poteva. E allora dentro Marrone, con Caceres o Peluso sulla fascia, oppure l’arretramento di Vidal in difesa. In ogni caso, fra sostituti e inadeguati, è totale emergenza.

Discorso praticamente analogo in attacco dove nessuno è salvabile. Da Vucinic a Giovinco, da Matri a Quagliarella, mai la Juve aveva così sofferto l’assenza di peso in attacco. Peso inteso come qualità, non certo come bilancia. Forse la memoria deve andare a ripescare i tempi di Esnaider, ma appunto fu una mezza stagione maledetta con l’infortunio di Del Piero e poi quello di Inzaghi.

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Così vi lasciamo spazio e vi chiediamo quali sono le vostre preferenze. Mettetevi al posto di Conte e fate le scelte. Difesa e attacco.

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Conte, Marotta e la falsa stampa: crediamo a tutto?

Il primo passo è sempre la difficoltà sul campo. Sei o sette rigori netti non assegnati in questo 2013 pesano parecchio, soprattutto quandi i rigori ci sono e andrebbero proprio assegnati per regolamento.

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Il secondo passo è tentare di disgregare un gruppo che finora è rimasto molto più che solido. Solo che in tempi in cui il risultato diventa un problema allora il gruppo potrebbe mostrare qualche crepa.

Il terzo passo e far uscire notizie che non lo sono. Assalto a Messi fallito, Cristiano Ronaldo non ha accettato l’offerta della Juve, Marotta e Conte “ne resterà soltanto uno”.

Che Marotta non sia Moggi lo sanno pure in Tanzania. Che Conte abbia bisogno di innesti di un certo rilievo lo sanno pure in Tanzania. Il problema è quanto vera è la notizia che vuole Conte lasciare la Juve a fine anno. Perché fino a questo punto proprio Conte ha dimostrato di conoscere più di tutti, pure di Andrea Agnelli, come si governa la Juve. Coppa Italia andata, ma in campionato siamo lassù e in Champions ce la giocheremo finché possiamo. A livello mediatico Conte è una specie di scudo termico contro tutto il fango che ci piove addosso. Mentre Agnelli e Marotta dimostrano un po’ di carenza caratteriale e certo non la malizia di chi alla Juve ha vinto tutto da protagonista, a un certo punto pure da Capitano.

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Il problema è in realtà dare credito a tutto quanto accade attorno alla Juve, senza mettere quel dovuto filtro ai giornali e alle TV. C’è ancora gente convinta che a segnare in Coppa Italia sia stato “El Tata” e non Gonzalez. Sono la stessa persona, tranne che il telecronista non è riuscito a trattenere la gioia e allora ha segnato “El Tata”, mentre non ha pareggiato “Re Artù” ma solo Vidal, il giocatore cileno della Juve.

Il problema è in realtà dare credito a tutto quanto viene pubblicato sulla Juve. Tutto vero? Come no, vero come il Sole che gira intorno alla Terra, vero come lo scudetto dell’Inter 2006, vero come il fatto che Galliani sia il dirigente italiano più pulito.

E così prestiamo il fianco e qualcos’altro al giochino farsesco di chi da queste storie tenta di guadagnarci il nervosismo juventino. Ma mi sembra che Conte abbia ancora una volta indicato la via: perculiamo tutti, raccontiamoci le impressioni soltanto fra di noi. Questo blog è aperto per questo motivo. Il resto delle fandonie lasciamole ai giornalacci.

P.S.

E anche quando, fra Marotta e Conte, c’è davvero bisogno di esprimere una preferenza? Suvvia…

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La Juve perde su tutti i fronti: in FIGC, in Lega, con la Giustizia sportiva, al calciomercato, con gli arbitri, sul campo.

Una profonda tristezza sportiva mi ha portato a trascurare il mio amato blog per qualche tempo.  La tristezza si è acuita, ma è questo il momento di serrare le fila, unirmi di nuovo ai miei fratelli ed affrontare la battaglia.

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Perché la Juventus è in guerra, con tutti. Persino con se stessa. E noi vogliamo vincere questa guerra, siamo ancora in tempo.

Per ora stiamo perdendo su tutti i fronti.

In FIGC c’è un nemico che si chiama Abete, quello che non vuole togliere lo scudetto di cartone a Moratti, quello che rinnova il mandato a Palazzi, quello al quale abbiamo chiesto un risarcimento di oltre 400 milioni, quello che sfrutta la Juventus in nazionale. È stato rieletto, anche con il voto di Andrea Agnelli. Quel voto è una sconfitta per noi juventini, noi che avevamo creduto che l’allontanamento di Briamonte fosse un segnale di autonomia di Andrea dagli Elkann. Ma quale autonomia, se poi votiamo Abete? Ma quale autonomia se l’azionista di riferimento non ci permette di spendere un soldo (e sì che a Blanc 50 milioni di euro per acquistare i fenomenali Felipe Melo e Diego li aveva pur dati)? Ma quale autonomia se al Gran Galà del calcio Andrea, premiato, si è sentito in dovere di ringraziare pubblicamente John e Lapo? Addirittura Lapo ….

In Lega volevamo cambiare tutto. Abbiamo speso il nostro nome e la nostra influenza politica per appoggiare Abodi. Risultato: è stato rieletto Beretta e Galliani è il vicepresidente! Non abbiamo ottenuto il cambiamento desiderato, ci siamo esposti ad una pessima figura, ci siamo accorti che le piccole società non ci sono più amiche come lo erano una volta.

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Con la Giustizia sportiva abbiamo imparato che tra noi e il Napoli si utilizzano due pesi e due misure. Conte in box per cinque mesi perché “non poteva non sapere”, per il Napoli modificato il concetto di “responsabilità oggettiva” e restituzione dei punti e dei calciatori. Conte, con Bonucci, squalificato per due turni per la sceneggiata contro il Genoa, sceneggiata deprecabile ma niente al confronto della mancata presenza del Napoli alla premiazione di Pechino (per Mazzarri, espulso dal campo, squalifica prima data e poi revocata). Insomma al Napoli inizialmente si comminano sanzioni che poi, con il ricorso, spariscono. Se questo è l’avversario per lo scudetto, bisogna preoccuparsi parecchio.

Su Marotta e il calciomercato non sappiamo cos’altro dire. Facciamo ridere. Peluso per puntellare la difesa (Icardi, ancora Icardi e Gonzalez ringraziano). Anelka per “reintegrare numericamente il parco attaccanti”. Senza volerla fare lunga su Del Piero, sul quale personalmente non ho versato lacrime al momento dell’addio, bisogna però riconoscere che probabilmente, nonostante l’età, Alex sarebbe stato più utile di molti degli attaccanti attuali. Di certo se il tiro del possibilissimo 2-2 di Giovinco dell’altra sera fosse capitato sul destro di Del Piero, sarebbe finito rasoterra sull’angolino. Ci avevano promesso un top-player. Hanno perfino fatto visitare Torino a Van Persie. Ora ci dicono che il top-player non può essere acquistato né dalla Juventus, né da alcuna altra squadra italiana. E Balotelli (che comunque mai vorremmo alla Juventus) non è un top-player? Bene, il Milan lo ha acquistato. Come ha fatto, signor Marotta? Come faceva Moggi. Ha ceduto dei giocatori per acquistarne altri. Neanche Moggi aveva i soldi. Ma vendeva Vieri o Zidane e riacquistava mezza squadra. Marotta già sa poco acquistare (Pogba è merito di Paratici, Isla è merito suo), ma a vendere è proprio negato. Iaquinta è ancora parcheggiato. E cosa dire del Galatasaray? Sono due anni che Marotta cerca di vendergli Felipe Melo e quelli sistematicamente se lo prendono in prestito; salvo poi tirare fuori i milioni per comprare Sneijder e Drogba! Gli unici che non riusciamo a vendere al Galatasaray siamo noi.

Capitolo arbitri. Pensare che ci fischino contro volontariamente non è peccato. Gli errori pro-Juve di Catania e del primo tempo di Juventus-Inter erano errori, perché nessun arbitro che vuol fare carriera fischierebbe a sproposito a favore della Juventus (attenti, Abete e Galliani vi guardano), ma li abbiamo pagati a caro prezzo, già dal secondo tempo della maledetta Juventus-Inter. E poi a seguire fino agli sciagurati arbitraggi di Guida e Banti. Dire che ci mancano dei punti in campionato e che siamo fuori dalla coppa Italia anche per colpa degli arbitri è dire la verità. Pensate un po’: la squadra punita con la serie B e l’eliminazione di due scudetti perché amica degli arbitri (così dissero), ora litiga con gli arbitri. Strana la vita.

Anche colpa degli arbitri. Ma tanta colpa, ma tanta, nostra. Sul campo non c’è più la Juventus dell’anno scorso. Sappiamo che ripetersi è difficilissimo, che un certo senso di appagamento è fisiologico, ma buttare via uno scudetto, già quasi conquistato, come rischiamo di fare se non torniamo ad essere noi è veramente troppo. La concorrenza non c’era, doveva essere una passeggiata. Avevamo il Napoli a 10 punti. Due glieli ha ridati la Giustizia sportiva, cinque li abbiamo regalati noi contro Sampdoria e Genoa, allo Juventus Stadium. Se Cavani non si ferma, sarà durissima. Ma abbiamo sconfitto il Milan di Ibrahimovic, possiamo sconfiggere il Napoli di Cavani. Se torniamo noi. Per la Champions già sapevamo e sappiamo che servirebbe un miracolo, ma lo scudetto non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo perderlo. Buffon non sbagli più nulla, Chiellini e Asamoah facciano svelti a tornare, Pepe venga a “saltare l’uomo” e creare la superiorità numerica, Vucinic la metta dentro come nel girone di ritorno dell’anno scorso. Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner, Vidal, Pogba, Pirlo e Marchsio già fanno il loro. Forse anche Caceres e Marrone. Gli altri si sveglino, altrimenti a giugno si cambia aria. Parliamo di Storari, De Ceglie, Giaccherini, Peluso, Padoin, Isla, Matri, Quagliarella, Giovinco. Sì, anche Giovinco. Bendtner  ed Anelka li consideriamo di passaggio. Per essere da Juve bisogna dimostrarlo sul campo. Conte li guidi con l’intelligenza che ha mostrato nei commenti del dopo partita di Lazio-Juventus. Quell’ironia mi ha fatto tornare la voglia di scrivere.

Ora aspetto che la voglia torni anche ai calciatori. Noi juventini siamo tutti qui a gridare forza Juve.

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Lazio-Juventus 2-1 Le pagelle

La Juve butta via la qualificazione negli ultimi minuti della gara, quando sembrava averla di nuovo in vista, dopo aver pareggiato proprio con Vidal, in una gara giocata tutt’altro che bene. Limiti tattici evidenti, questo 3-5-2 sembra ormai monotono, visto che le punte non sono più propense ad andare puntualmente in profondità: nell’occasione più nitida infatti, Vucinic si sarebbe procurato l’ennesimo rigore non assegnato. Oltre alla monotonia, è chiaro che si paga anche l’assenza di Chiellini, la mancanza del gol, le poche idee.

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Storari: sul primo gol non può fare molto, sul secondo invece forse si fa sorprendere dal pallone. VOTO 5,5

Bonucci: buonissima gara, molto attenta, Klose è un brutto cliente ma lui non soffre mai. VOTO 6

Barzagli: solita gara, con grande sicurezza e qualche sbavatura che da lui ci si può aspettare, soprattutto in fase di impostazione. VOTO 6

Peluso: purtroppo il ragazzo non ha quella personalità che la maglia esige, lo si è visto ormai. Si può dire di un acquisto sbagliato, sicuramente. Grave errore di posizione che regala il vantaggio alla Lazio. VOTO 4,5

Marrone: non benissimo, si nasconde e quando si fa vedere sbaglia diverse volte nel lanciare. Nel secondo tempo un pò confusionario. VOTO 5,5

Vidal: su Arturo possiamo solo dire che ha dato tutto, ha avuto il merito di pareggiarla, ma li in mezzo non è stato supportato al meglio. E’ lui l’ultimo a mollare. VOTO 6

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Giaccherini: male, in tutto. Nel contrastare gli avversari, ma soprattutto quando si incarta, e lo fa quasi sempre. Non in giornata. VOTO 4,5

Padoin: ancora sulla fascia, ancora a sinistra. Nè il suo ruolo, nè il suo piede. Una valutazione obiettiva non può essere punitiva nei suoi confronti. VOTO 5

Isla: la corsa c’è, ma non è efficace. Non sfonda mai nella difesa avversari, addirittura avrebbe anche fatto un fallo da rigore dopo essersi stoppato la palla in area e aver preso sonno… VOTO 5

Giovinco: da dove vogliamo partire? Sovrastato sia da Biava che da Ciani quando viene incontro, si mangia un gol a fine primo tempo, non duetta mai con Mirko, se non raramente. Poi il gol all’ultimo secondo: quella non la puoi sbagliare. Saranno contenti alcuni lettori di questo blog. VOTO 4

Vucinic: nel primo tempo un grandissimo taglio lo porta davanti a Marchetti che lo stende: è rigore. Poi l’unico tiro in porta è il suo. cerca di farsi vedere come può, ma soffre maledettamente. va via via scomparendo poi. VOTO 5

Pirlo: quando entra la Juve, almeno in mezzo, ritrova quell’ordine che non ha mai avuto in tutta la gara. VOTO 6

Quagliarella: S.V.

Marchisio: sarebbe anche lui non valutabile, purtroppo ha la sfortuna di non buttarla dentro. ma chi ha giocato sa che è comunque difficile quando te la ritrovi sul piede inaspettatamente. VOTO 5

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Ci resta solo Antonio Conte (e qualche altro)

Un Antonio Conte in forma smagliante davanti ai microfoni. Ci fossi stato io al suo posto oggi sarei al gabbio, visto che qualche testa l’avrei staccata fra giornalisti e arbitri. Ma c’è lui che sta indicando la strada. La strada è quella di non incendiare gli animi e provare a ritrovare la vera Juve.

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In conferenza dice:

E’ stata una direzione di gara perfetta.

E finalmente si prende per il culo i giornalisti RAI. A caldo commenta così i vari episodi:

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Vucinic si è tuffato e meritava il giallo.

Giovinco è svenuto per un calo di zuccheri.

Il fallo di Isla è molto violento e intenzionale.

E così stamattina, rileggendo quello che ho scritto ieri, pur confermando le impressioni sul campo, mi vien da pensare che forse ha ragione ancora lui.

Mi viene anche da ridere pensando a quegli juventini (chiaramente finti) che dicono che i rigori ci sono, ma non sono stati decisivi. Sei rigori in quattro partite, netti, palesi, che potevano cambiare la storia dell’intera stagione. E non sono decisivi. Pare addirittura che fanno bene a non darceli perché noi siamo supereroi e dobbiamo vincere contro tutto e tutti, contro le ingiustizie. Bene: io non ci sto. Non ci sta nemmeno Conte e allora lo spettacolino se lo facciano loro. Noi non partecipiamo.

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Lazio-Juventus 2-1 Sogno di una notte di mezz’estate (da antijuventino)

Come la Juve di Del Neri, come il testardo Ranieri. Che fine stiamo facendo, Juve? Apatica, abulica, senza mordente. Senza gioco nè idee, solo qualche triste lancio, qualche contrasto di nervi più che di lucidità. Solo la più pallida e squallida copia della Juve di Conte.

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Conte ci mette del suo. Il 3-5-2 non è digerito nè applicabile. Non ci sono le ali, non ci sono le energie e gli attaccanti non aiutano. Perchè insistere quando a centrocampo possiamo avere gente fresca per provare un 4-3-3 o un 4-4-2?

Il pivot centrale subisce lo scarso movimento di tutta la squadra: Pirlo, Pogba o Marrone hanno poche responsabilità nella produzione di così scarso gioco.

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La Juve è lenta e quando la palla arriva sulle fasce automaticamente viene ricacciata indietro. Ma un cross utile Isla non lo sa davvero fare? Una sovrapposizione? Un dribbling? È Bonucci che deve garantire la superiorità?

Non è un problema di gambe pesanti, ma un fattore psicologico inaspettato. La Juve non c’é. Pensava forse di aver già vinto, che bastava amministrare. Vergogna: stiamo buttando una intera stagione. Era alla portata tutto, ora tutto sembra una serie di ostacoli che ci fanno paura. Perchè la paura c’è: non già per gli avversari, ma per la pochezza di questa Juve. Paura di noi stessi. Paura che prima o poi il gol lo si prende per nostri errori o nostre disattenzioni. Paura di non riuscire nemmeno a tirare in porta.

Mai ci saremmo aspettati una squadra così. Non è una squadra di Conte e dalla dirigenza continuano ad arrivare vergognose dichiarazioni di finta guerra o di top player fantomatici. La verità è una: gli altri acquistano, a tassi vantaggiosi. Noi rimaniamo in mano agli usurai: coloro che non fischiano i rigori, coloro che non danno il via liberi ad affari che a questo punto sono più che necessari. Gli altri chiedono e ottengono punti e squalifiche corte, noi non riusciamo nemmeno a chiedere conto di un “non me la sono sentita”. Cornuti e mazziati.

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Lazio-Juventus O la va o la spacca FORMAZIONI

Strano, curioso, anche un po’ deprimente. Con un attaccante vero la partita di andata sarebbe terminata con un punteggio tennistico. Invece questa sera sarà un terribile dentro o fuori, un problematico spareggio per la finale di Coppa Italia. Con l’handicap più handicap di tutti: la Juve deve segnare.

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Sembra una maledizione, invece è la cosa più bella del calcio. E’ il sale del calcio e noi che ne abbiamo tutte le doti, perfino tutti i personaggi, abbiamo quasi la paura di segnare. Che sia un 2013 da incubo lo si capisce guardando i tabellini. Incredibile, ma la crisi della Juve è lampante. Lo sanno proprio a Torino e forse lo si legge in quella poca voglia di lottare. Pensavano già di aver vinto tutto? Di giocare al risparmio in attesa della Champions? Sarebbe un errore imperdonabile.

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E allora la meglio medicina è il campo. Si torna in campo con l’obiettivo di dare un mal di pancia forte a chi in questi giorni si unge di etica senza averne mai capito il senso, senza mai averla praticata. Perfino chi non è salito su un palco in diretta mondiale a ritirare la medaglia del secondo posto. Etica, parole etiche, comportamenti etici: mah!

Con un Marchisio acciaccato e certo non in forma smagliante e un Pirlo ritrovato (almeno nelle convocazioni), l’idea di Conte è affidare a Marrone la regia, spostare Pogba sulla linea di Vidal per arrivare più spesso al tiro e finalmente tenere a riposo i vari Peluso e De Ceglie. Entrambi incapaci anche solo di sostituire Asamoah, il buco a sinistra nella Juve è tanto evidente quanto sciocchi sono stati i gol presi. Tutti dalla sinistra, tutti per errori madornali che già si fa fatica a perdonare nella categoria “amatori”, figuriamoci fra professionisti. A sinistra comunque il sempre positivo Giaccherini.

In attacco tocca a Vucinic (sperando si allacci le scarpe e metta da parte le ciabatte) e Giovinco. Il talento di Beinasco è il miglior marcatore stagionale: si fa fatica a pensare se questo sia un merito del numero 12 bianconero o addirittura un segnale che lì davanti le cose stanno andando malissimo. Il solo dubbio, la sola esistenza di questo dubbio mi porta a pensare che la rivoluzione sia quanto più necessaria. Via tutti, salverei proprio questi due, ma dentro gente da Juve, gente che almeno una volta ogni due/tre partite la butti dentro con regolarità. Basterebbe proprio questa media, senza bisogno di triplette inutili.

Lazio-Juve: Vucinic guida l'attacco, Marrone il centrocampo?

Lazio-Juve: Vucinic guida l’attacco, Marrone il centrocampo?

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Ci si mette pure Moggi?

Lucianone si è espresso, in un modo che francamente mi lascia perplessi. Secondo me ha ragione e continua ad avere ragione Marotta quando dice “alla fine dell’anno errori pro e contro si annullano”, ma onestamente ci sono situazioni un po’ particolari.

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Contro la Samp alla Juve non sono stati concessi due netti rigori. Se se ne segnava uno si andava sul 2-0 e forse la partita non sarebbe finita con una debacle. Forse.

Contro il Parma su Matri il rigore era netto: anche lì, qualora segnato, la Juve andava sul 2-0.

Contro il Genoa di rigori ce ne erano addirittura 3, perché oggi dalla UEFA è arrivato il commento che il mani finale era rigore. Di tre nemmeno uno concesso.

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L’ultimo favore che ricordo è targato Juve-Inter, gol di Vidal e poi il giallo mancato a Lichtsteiner. Ma in quella partita Cambiasso, Zanetti e Samuel hanno potuto contare su una specie di immunità.

Ergo, alla fine dei conti, ricordando gli oltre 100 giorni senza rigori dello scorso anno, non capisco perché dare credito alla frase di Moggi “Juve, ricordati dei favori”. Quali favori Big Luciano?

Conte squalificato, Napoli graziato. Allegri e Mazzarri e Stramaccioni espulsi per gli stessi comportamenti di Conte: ma l’anno scorso Conte si fece due giornate di stop, mentre ad Allegri, Mazzarri e Stramaccioni ne venne scontata una.

Quali favori? Sono proprio curioso di leggere quali favori.

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Juve vs Napoli come Juve vs Milan un anno fa

Il mese di gennaio è stato deludente per la nostra squadra del cuore e ci ha tolto la sicurezza di vincere il campionato, che quasi avevamo già prima di Natale e ha consolidato il Napoli come avversaria con cui giocarsi il titolo.

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Le cause purtroppo sono ben note a tutti (qualche infortunio di troppo, Chiellini ci manca come l’aria, Asamoah in Coppa d’Africa, mezza squadra squalificata oggi, qualche “rigorino” che manca all’appello). Ma dopo il dopopartita col Genoa mi sono apparse evidenti una serie di analogie tra la lotta con il Napoli di quest’anno e quella del Milan dell’anno scorso.

Innanzitutto, il super bomber c’è l’hanno loro: Cavani è senza dubbio, numeri alla mano, il migliore in circolazione in Italia quando si tratta di gonfiare la rete… stesso discorso l’anno scorso con Ibrahimovic. Su questo siamo inferiori, senza giri di parole.

Altra anlogia con l’anno scorso, anch’essa negativa, è lo sfogo di rabbia Conte contro gli ultimi 3/4 arbitraggi “discutibili” (Genoa, Sampdoria e Lazio in Coppa Italia), ovviamente visto come un piagnisteo vergognoso dall’altra metà dell’italia (quella antijuventina) come lo era stato quello dell’anno scorso quando di rigori non ce ne davano.

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Poi si cade anche sul ridicolo: Marchisio per la sua affermazione di rivalità sportiva contro il Napoli è stato attaccato da tutte le parti; De Santis parla senza essere interrogato invece di imparare a parare i tiri da centrocampo. Vi ricordate l’anno scorso le critiche a Buffon per non aver “convalidato” il gol di Muntari? o quelle a Chiellini quando denunciò tutte le volte che Ibra colpiva a  pugni gli avversari? A tutto ciò si aggiunge l’odio e il disprezzo di tutti verso Conte, la squadra  e tutto lo staff  tecnico per comportamenti “mai visti prima” che hanno scandalizzato l’opinione pubblica (ma io ricordo tantissimi episodi di polemiche vibranti a fine gara che non hanno avuto come conseguenza la squalifica di mezza squadra)…Vabbè essere Juventini da fastidio….  

L’unica cosa da fare è non innervosirsi nè scoraggiarsi: di ostacoli ne incontreremo di ogni tipo  ma bisogna sempre sostenere la squadra anche perchè ci sono tutti  gli ingredienti per un’altro testa a testa da toglierci il fiato e goderci lo spettacolo proprio come accaduto l’anno scorso…

Vi ricordate come è finita quando Allegri ci diceva che a Trieste avremmo preso freddo?

 

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