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Mese: February 2013 (pagina 1 di 6)

Che partità sarà?

Due centrocampi per certi versi simili, dove però ovviamente cambia, e di molto, il tasso tecnico. A favore dei bianconeri. Due attacchi particolari, e stavolta il vantaggio è tutto del Napoli nella sola presenza di Cavani. Per il resto gli attaccanti bianconeri fanno più lavoro, permettendo tutto quello  che Conte ha potuto esprimere in campo. E la difesa?

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Per me il punto cruciale sarà proprio la difesa. Della Juve, che non deve permettere ripartenze pericolose né farsi scappare qualche inserimento da dietro. Del Napoli, che non può certo sottovalutare i due incursori Vidal e Marchisio, né Vucinic e Giovinco comunque in doppia cifra.

La Juve dovrà poi fare attenzione alle palle alte, calci d’angolo o semplicemente il vecchio kick-and-run molto caro a Mazzarri, che ne dicano gli opinionisti che di tattica poco ci capiscono. L’irruenza con la quale il Napoli va in avanti può diventare però arma preziosa per le ripartenze bianconere. In questo caso molto dovranno fare Lichtsteiner e Asamoah nel tentativo di spaccare il match. Come già accaduto con il Celtic.

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Il Napoli invece dovrà cercare di interrompere le trame preparatorie di Pirlo e compagni. Sebbene nel 2013 la Juve concede più possesso palla agli avversari per tentare di graffiare in fase di ripartenza, il giro palla bianconero non ha eguali in Italia. Gli azzurri hanno in Inler e Behrami due cagnacci importanti. Mentre Hamsik, ipotizzo io, farà la balia a Pirlo in fase di non possesso. Ma nel momento in cui la palla uscirà da questa zona del campo potrà accadere di tutto.

Barzagli, Bonucci e Peluso, contro Pandev e Cavani più Hamsik a rimorchio.

Se non fossimo il popolo becero che siamo ne verrebbe fuori una bella partita, maschia e aperta. Ma già qualcuno ha già cominciato a destabilizzare l’arbitro del match. E vien da sorridere se a lamentarsi è Mazzarri. Curiosamente si sfidano la squadra che di rigori non ne prende più nemmeno se viene fucilata e la squadra di che di rigori contro non ne ha da 33 partite. Ecco, ci sono cascato pure io. Buon campionato a tutti. Perchè l’unica verità è la seguente: il campionato non si chiude domani sera.

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Comincia la strategia per indirizzare la gara

Che a Napoli non amino la Juve c’è da capirlo. Numeri alla mano troppo poco tempo per gioire, una storia nemmeno paragonabile a quella dei bianconeri più famosi al mondo. Ognuno si sceglie il proprio destino.

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Che però i giornali cavalchino sempre e solo una certa onda di populismo calcistico… ora è davvero troppo. Stamani la prima pagina del Corriere dello Sport mostra questo titolone:

Corriere dello Sport: prima pagina

Corriere dello Sport: prima pagina

Ringraziamo i nostri lettori (@Giovi 88 per l’occasione) della segnalazione. Noi i giornali fatichiamo a seguirli, buttiamo giusto un’occhiata di tanto in tanto. Bene, come interpretare questo titolone?

Uno dei problemi per esempio che ci interessa è il seguente: mandino chiunque, tanto i rigori al Napoli non li danno mai contro? Anzi, se qualcuno casca suo malgrado fuori area il rigore lo concedono a favore. Questo Mazzarri non dovrebbe dimenticarlo.

Mandino chiunque, a noi cambia poco: sul campo gli 11 bianconeri sono spesso superiori a ogni tipo di decisione. Decisione anche pervenuta a mezzo Giustizia Sportiva. Giustizia Sportiva che ha saggiamente preservato il Napoli da un mezzo casino. Gianello, credibile al punto da essere punito, è stato tenuto alla larga dal discorso Napoli: beati loro che possono permettersi simili episodi.

Mandino chiunque, il nostro 3-5-2 rimarrà invariato e non ne abbia a male Mazzarri: il lavoro tattico di Conte non ha eguali al mondo, al momento. A meno che non si faccia la sfida a chi urla più forte, a chi si lamenta, a chi sbraita, a chi si s-camicia durante la gara. In tal caso: ci arrendiamo, vincono loro facile!

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Mandino chiunque, poi però magari si prenda nota di TUTTI gli episodi, non solo quelli che più piacciono, che più accalorano, che più soddisfano la pancia rovinata dai fegati rosiconi di 2/3 degli italiani.

Mandino chiunque, tanto il mancato giallo a Lichtsteiner viene sempre classificato diversamente da quello mancante a Behrami o Cambiasso o Flamini. Ce ne siamo fatti una ragione.

Mandino chiunque, purché lascino tirare da fuori Pogba.

Mandino chiunque: tanto a noi toccherà lottare sempre soli contro tutti. Buona partita. E che sia una bella partita… campo permettendo.

P.S.

Brutte notizie dal meteo: il sole splende alto, rischio alto di rinvio gara?

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Napoli e Juve: sarà decisiva?

E’ la domanda che frulla in testa a molti. Per la verità a Torino hanno la risposta: no, non è decisiva. Per il semplice motivo che basterebbe analizzare questo inizio di 2013. Mancano ancora tante giornate, tanti altri scontri importanti per davvero credere che al San Paolo sia decisiva.

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Se la Juve avesse fatto la Juve a quest’ora il campionato sarebbe veramente chiuso, forte del vantaggio a due cifre che i bianconeri potrebbero avere. Se solo non avessero buttato al vento partite già vinte. Ma fa parte del gioco del calcio e quindi si arriverà al big match con 6 punti di vantaggio.

Il dubbio Chiellini da una parte, le lamentele dall’altra. Mazzarri se la prende con i direttori di gara dimenticando che da 33 partite la sua squadra non subisce un rigore contro. Eppure ce n’era giusto uno nell’ultima sfida con l’Udinese, piuttosto netto. Ma Mazzarri ha imparato che l’importante è lamentarsi. E’ lo scudo per errori e impotenza, imprecisioni e momenti no. Se poi dall’altra parte c’è la Juve, ancora meglio.

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Restando a Torino la Juve si appresta a recuperare l’ultimo pezzo del suo meraviglioso puzzle. Quel Chiellini che, a detta di tutti, è un perno insostituibile della difesa. Con lui in campo Juve al tappeto soltanto una volta e pochissimi gol subiti. Occorrerebbe riprendere il cammino come un anno fa, quando da marzo in poi la Juve mise la freccia e salutò tutti.

E se la difesa non lascia dubbi, il centrocampo ancora meno. Conte dovrà davvero usare tutta la diplomazia del mondo per lasciare fuori uno fra Vidal, Marchisio e Pogba. Non fatemi la domanda: a oggi, non saprei chi tenere in panchina. Il francesino rischia di scompaginare le gerarchie e a memoria, Del Piero a parte, non ricordo un altro 19enne capace di innescare così tanti dubbi positivi. Il cileno e il Principino non si toccano, figuriamoci. Pirlo non si discute e allora possiamo davvero star tranquilli: qualunque sia il terzetto la Juve avrà un potenziale enorme da sfruttare.

Davanti qualcosa manca. Quagliarella è in punizione, ormai è lampante. L’educazione prima di tutto, mica siamo altre società. Vucinic è il preferito da Conte (e ne capiamo i motivi), Anelka ancora inutilizzato. Sarà Matri a fare la prima punta, magari sperando torni a mostrarci “la mano pignetta”. E Giovinco si accomoderà in panchina entrando a partita in corso.

La Juve vanta un miglior attacco rispetto allo scorso anno, uno dei più prolifici guardando le statistiche dal 1994 a oggi. Eppure sembra non bastare. Perché il campo avrebbe potuto mostrare ben altri numeri, superiori a questi. Così rido quando sento che Conte deve andare via, che Pogba verrà ceduto, che Vidal è meglio venderlo. E sento pure l’odore della paura. A Torino invece l’aria è bella profumata. Contesti.

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Dalle banane di Balotelli ai deliri di Maradona

Che popolo. Che popolo che siamo. Stupendi, originali, unici. Il Nano torna in vita, rianimato da un 1/3 di italiani che o hanno giocato una burla a tutti gli altri o andrebbero depositati in un manicomio; Moratti pubblica una lettera in cui fa presente che i suoi 18 anni di Inter sono senza macchia, anzi è a credito e non si sa bene perché e per cosa; le banane lanciate dai nerazzurri a Balotelli sono gesti goliardici non razzisti, anzi simpatici; Maradona invece si autoproclama padrone del Fisco, CapoComico insieme a Bersani e dimostra che da quando ha lasciato il campo di calcio non c’azzecca più nulla (cit. Di Pietro). Con ordine.

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L’Italia è ingovernabile. Lo si sapeva già, ma ora abbiamo la conferma numerica dopo il voto. Voto che testimonia come questo Paese non cambierà mai. Vergogna, vergogna e vergogna. Aggrappati a un comico, stavolta di professione quale é Grillo, forse perché ci meritiamo questo. La cosa triste è che Grillo sembra il più in gamba di tutti gli altri, certamente il meno peggio. Ma dove sprofonderemo?

La Juventus è una delle società più multate della Serie A. Colpa dei suoi tifosi. Direte voi: siamo 14 milioni, qualche stupido dovrà pur esserci. E per la legge dei grandi numeri questo è corretto. Il problema è il seguente: possibile che sono tutti lì ad ascoltare ed enfatizzare i cori dei bianconeri quando negli altri stadi accadono le stesse identiche cose? Perché far passare l’armata bianconera come l’unica incivile d’Italia è veramente allucinante. Così durante il derby fischi, cori e banane contro Balotelli non sono stati attenzionati. Perfino Piccinini ha ridotto il tutto a goliardia, semplici burle. Basta cambiare un colore, il rosso al posto del bianco o  l’azzurro al posto del bianco e il razzismo, d’improvviso, diventa goliardia. Complimenti. Mi sa che questo qui ha davvero votato Berlusconi.

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Non avrà votato Berlusconi, ma le sue uscite assomigliano molto a quelle del Presidente del Milan. Parliamo di Maradona. Deve al Fisco una quantità di soldi buona per aiutare chi sta in difficoltà, specie alcune famiglie massacrate da tasse e da chiusura di lavoro. Ma lui tenta una magia, stavolta molto poco apprezzata rispetto a quella che era solito concedere in campo: annullare tutto. Come il buon Jovanotti, Maradona chiede a Napolitano “cancella il debito”. Morale della favola: in un Paese dove l’idiozia la fa da padrona, ecco che molti napoletani, gli stessi che protestano per le troppe tasse, per la mancanza di lavoro, per i pochi aiuti, per la sete di giustizia, sembravano volergli concedere questo onore. Io devo pagare fino all’ultimo centesimo di tasse, lui, Maradona, dopato e drogato, è esente. Perché?

Dulcis in fundo ecco la solita domanda sulla Juve, dal solito giornalista che ancora non ha gradito il dominio di Conte. E a domanda Maradona risponde:

La Juve ha una gran fortuna.

Sì. Abbiamo la fortuna di aver preso Pirlo e Vidal, di aver costruito in casa Marchisio, di avere Buffon in porta. Soprattutto: abbiamo la fortuna che nessun altro ha e cioè abbiamo Conte come allenatore. Pace all’anima vostra.

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Milan: dove vai se il Viareggio non lo sai?

Stritolato dall’Anderlecht, il Milan Primavera subisce una pesante sconfitta in finale. Il Viareggio finisce così all’estero.

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Siamo semplicemente portatori di una storia e il dispiacere per aver completamente smarrito la concentrazione in quella partita con lo Stabia non è stato ancora digerito. Peccato perché le altre squadre arrivate in fondo al torneo non solo erano alla nostra portata, ma alcune sembravano di gran lunga inferiori.

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Un errore di valutazione, un peccato di scarsa umiltà che dovrà far riflettere.

Intanto, a chi intanto aveva festeggiato la nostra uscita non resta che una batosta incredibile. 3 a 0 e tutti a casa.

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Conte e la strada di Damasco

Come Paolo di Tarso, fulminato da un’apparizione divina sulla strada di Damasco, oggi, nel dopo partita, sono stato fulminato da un passaggio nell’intervista di Antonio Conte…eccolo:

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I fischi a Giovinco? Non mi piace sentire certe cose perché è una cattiva abitudine. Questa squadra sta facendo cose straordinarie da un anno e mezzo e ha fatto ritrovare a tutti gli juventini l’orgoglio di tifare questa squadra. È una situazione che non mi piace.

A me, Giovinco piaceva quando stava nella Juventus del “Mio Capitano”… è stato sempre a metà tra un’opera d’arte e un’incompiuta, le potenzialità sono evidenti la continuità lascia a desiderare…

I primi anni lo avevo paragonato al mitico Ruy Barros, ve lo ricordate? Una scheggia umana con buoni piedi… lui però fu una sorta di meteora, Sebastian ha lottato e sta lottando per non diventarla .

Le incomprensioni, certi allenatori da 7imi posti  e le lunghe panche lo hanno portato a Parma dove si è rasserenato e ha fatto un paio di campionati ad alti livelli…

Conte lo ha voluto fortissimamente e Giovinco è ritornato all’ovile.

Discutere Giovinco significa discutere Conte, significa non tener in debito conto che in un anno e mezzo ha resuscitato noi Juventini, annichiliti da certa insulsa dirigenza, dai media, da pastrocchi artatamente costruiti solo per danneggiarci e far scomparire la nostra amata Juve.

Discutere Giovinco significa discutere Conte, significa non tener in debito conto che la Juventus ha perso (e, spesso per disattenzioni arbitrali sfavorevoli) solo, mi pare, 8 partite su 62 disputate ( e poche vinte, pochissime anzi, per disattenzioni arbitrali favorevoli).

Discutere Giovinco significa discutere Conte, significa non tener in debito conto che il campionato scorso la Juventus l’ha completato da imbattuta…e questo record non potrà mai superarlo nessuno, al max eguagliarlo.

Discutere Giovinco significa discutere Conte, significa non tener in debito conto che la Juventus sta giocando questo campionato con lo Scudo sul petto, cosa che non avveniva da ben lunghi sette anni…

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Discutere Giovinco significa discutere Conte, significa non tener in debito conto che la Juventus è a un passo dai quarti di finale della C.L. che non è poca cosa…

Discutere Giovinco significa discutere Conte, significa non tener in debito conto che se la Juventus non è in finale di Coppa Italia è solo perché abbiamo avuto Chiello infortunato… e la mancata assegnazione di un rigore macroscopico su Mirko Vucinic.

In Italia siamo un popolo di allenatori e questo mi può anche star bene…è giusto che ognuno la pensi a modo suo ma siamo anche un popolo che passa dalla gratitudine all’ingratitudine in meno di un “fiat” e ciò in cui credevamo ieri diventa poco credibile oggi, ciò a cui ci appoggiavamo ieri, diventa, oggi, un sostegno da buttare tra la spazzatura…

Credo di aver capito perché molti di noi, non tutti per fortuna, hanno questo atteggiamento: E’ la paura che ci si svegli da un sogno e in quel sogno la Juventus asfalta chiunque… vince per 5, 6, 7 a zero tutte le partite, non si infortuna mai nessuno e nessuno ha mai cali di forma… la dimostrazione di una forza titanica assoluta che demolisce chiunque osi pararsi di fronte a Lei.

Che cosa dovremmo chiedere di più di quello che fino a oggi, in questi due ultimi anni, la Juventus e Conte, le scelte di Conte, ci hanno regalato?

Aspettiamo saggiamente e con pazienza, incazzandoci per la mancata rete di Sebastian magari, ma con un concetto sempre presente: il rispetto.

Il rispetto per le scelte che Conte fino ad oggi ha fatto e che ci hanno consentito di gioire…

Ha ragione lui, oggi più di tutte le altre volte:

I fischi a Giovinco? Non mi piace sentire certe cose perché è una cattiva abitudine. Questa squadra sta facendo cose straordinarie da un anno e mezzo e ha fatto ritrovare a tutti gli juventini l’orgoglio di tifare questa squadra. È una situazione che non mi piace.

E non piace nemmeno a me e mi scuso per non esserci arrivato prima…lascio il sogno e comincio a vivere questa realtà con l’assoluta mancanza della paura di svegliarmi…

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Juventus – Siena 3-0 Le pagelle

Tre punti fondamentali in vista della trasferta di Napoli, a dispetto di una prestazione non esaltante e che ha forse sottolineato come la sconfitta interna con la Samp abbia lasciato qualche laurea, soprattutto quando si tratta di gestire il vantaggio. Vero, il Siena non ha prodotto granché se non sul doppio svantaggio, colpendo una traversa e un palo, ma la Juve steve ritrovare quella forza, soprattutto mentale, nel gestire le gare.

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Buffon: decisivo sul colpo di testa di Emeghara, buone parate in diverse occasioni poi. VOTO 7

Bonucci: in scioltezza, uniche due pecche l’ammonizione e quando si fa anticipare da Emeghara. VOTO 6

Barzagli: la diffida non lo condiziona minimamente, regge bene e non soffre mai. VOTO 6

Peluso: tenere la posizione è un optional, sbaglia diverse cose a partire dal primo passaggio dopo dieci secondi di gioco. Insicuro. VOTO 5,5

Pirlo: ha libertà, può lanciare ma i compagni non sono propensi a farsi vedere con i consueti inserimenti. Se fosse entrato quel pallonetto… VOTO 6

Pogba: ancora interno e ancora al di sotto della sufficienza per ciò che richiede quel ruolo. Molle nei contrasti, raddrizza la sua prestazione col gol finale. VOTO 6

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Marchisio: cerca più di dare quantità che qualità limitando le incursioni nell’area avversaria, provvidenziale su Emeghara. VOTO 6

Lichtsteiner: dialoga bene con i compagni, e ha la fortuna di essere colpito dalla palla,facendo gol. Ma quanto ha corso?!? Merita. VOTO 6,5

Asamoah: la cosa positiva è che la coppa d’Africa si gioca ogni due anni. Impalpabile VOTO 5

Giovinco: tanto fumo, poco arrosto. Conquista qualche punizione, ha diversi spunti ma mai incisivo, anzi. Anche lui, come Pogba, salva la prestazione col gol del due a zero. VOTO 6

Vucinic: irritante, ma non sta bene e Conte gli ha dato troppo credito. Andava tolto prima, perché non ha indovinato niente, e non mi si venga a dire che ha messo Lich in porta, perché anche quel passaggio era errato, troppo sul portiere. VOTO 4,5

Matri S.V.

Chiellini S.V.

Giaccherini S.V.

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Juventus-Siena 3-0 Tutti devono migliorare: giocatori e tifosi

Compito eseguito con successo. Vittoria netta, nel risultato e, in parte, in campo. Lichtsteiner, Giovinco e Pogba. Ma non tutto lascia contento Antonio Conte.

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Il Mister anzi ha molto da ridire a fine partita. Leader assoluto di un ambiente tornato a festeggiare come abituato nella centenaria storia, oggi Conte è uno dei pochi portavoce della juventinità. Difficile prendere seriamente chi si azzarda a criticarlo: per scelte tecniche, per scelte di comunicazione.

Alla Juve tornata vincente ne stanno capitando di cotte e di crude: squalifiche, arbitraggi perplessi, dichiarazioni, falsi scoop. E noi muti. Dalla manifestazione contra FIGC di settembre, mai avvenuta, a proteste che si limitano a scrivere in un blog come questo. Pensando, addirittura, di fare rivoluzione. Mentre gli altri fanno e disfano a proprio piacimento, forti di una pochezza politica bianconera senza precedenti. Almeno Cobolli Gigli faceva finta di arrabbiarsi…

Restiamo al campo. C’è un campioncino che sta crescendo come meglio non potrebbe. E’ forte, diceva qualcuno. Deve essere forte, dicevano altri pensando alla rabbia di Fergusson per averlo perso. Paul Pogba sta dimostrando una maturità notevole. Gioca da veterano, classe da vendere, ruolo in costruzione (e secondo me è quello corretto, altro che regista basso davanti la difesa: bravo Conte!), numeri in crescita.

Banale sottolineare il quinto gol in bianconero, importante evidenziare che potrebbe perfino farne di più. Bolide, precisione, costanza, senso di inserimento. La Juve è in buone mani.

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Dall’altra parte c’è un altro campioncino che fatica a esplodere. Eppure avrebbe i mezzi per farlo. A Giovinco serve tranquillità, e noi gli forniamo invece l’alibi perfetto per non crescere. Tranquillità significa critiche costruttive, mica fischi quando un dribbling da paura non riesce. Perché poi io sono abituato a guardare tutto e il tutto non è così male come qualcuno descrive. E quando poi fa le cose che deve fare e viene fischiato, allora ti accorgi che qualcosa di strano c’è. Siamo masochisti noi juventini. Né un bicchiere rotto in piena fase Calciopoli (cit. Mughini), né bolgia quando già solo coi cori dovremmo affossare la nostra concorrenza.

Così dopo un derby esaltante per la stampa, molto rassicurante per quanto mi riguarda e per quanto ho visto, non capisco come possano i rossonerazzurri essere tronfi di gioia, mentre noi bianconeri (quasi ai quarti di Champions dopo aver disputato parecchie Coppe del Nonno, cit. Conte) critici e quasi incazzati. Ok che molti lo sono per la nostra voglia di migliorare costantemente, ma molti lo sono davvero incazzati. Giovinco è inutile, Vucinic deve essere cacciato. Forse la colpa è di Conte che continua a tenere in panchina Messi e Cristiano Ronaldo, chissà perché?!?

La verità è che, a un anno di distanza, rileggendo questo blog, mi accorgo che tanto è cambiato nei nostri giudizi e nelle nostre aspettative. Questo manda su tutte le furie Conte che la Juve e la storia della Juve la conosce meglio di tutti noi per averla vissuta da dentro, per tanti anni. Sarà il caso di ascoltarlo?

Quando nel secondo tempo, e anche nel primo, la gente rimane in silenzio ad assistere alla partita epperò pretendendo l’inferno, lì ti accorgi che ci stiamo muovendo come due copri separati. Come se i ragazzi in campo abbiano un qualche credito nei nostri confronti. Invece la verità è che i ragazzi in campo tendono ad aumentare le forze se il pubblico li spinge. Non esiste stadio al mondo con questa disparità di comportamento. E perciò i miei giudizi sul match finiscono qui: la Juve in campo ha risposto per quanto era la richiesta dagli spalti. Blanda, seppur padrona della situazione, con qualche accelerazione e qualche distrazione.

A indicare la via, quella corretta, anche perché è l’unica possibile, sono stati Conte e Buffon. Li ascoltiamo? Altrimenti può accadere di tutto e sinceramente non me la sento di fischiare gente come Lichtsteiner o Barzagli, Marchisio o Pirlo, Giovinco o Vucinic. Se ben ricordo è grazie a loro, e agli altri non menzionati, che siamo dove siamo. Ed è solo grazie a loro che potremmo arrivare dove tutti vorremmo. Coi fischi però si torna indietro. In particolare al posto della Roma, costretta a sperare in un passo falso di Catania e Fiorentina. Juventini: ricordate dove eravamo?

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Sto con Buffon e Conte: servirebbero applausi di incoraggiamento

Non è la prima volta che mi ritrovo a scrivere quello che leggerete in questo articolo. Non è la prima volta, ho paura non sarà l’ultima. Pur nelle condizioni in cui viviamo, cioè soli contro tutti, riusciamo per uno strano senso masochistico a farci del male.

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Filtrante geniale di Pirlo, botta di sinistro di Giovinco e palla che piega le mani al portiere. Due a zero, gara chiusa, ma accade che il talento di Beinasco si incammina verso la bandierina con lo sguardo giù. Nessun gesto di esultanza, se non dopo pochi metri di questa strana corsa. Il pugno a disegnare un arco e a salire verso il cielo. Una sorta di festeggiamento tra sé e sé quando invece avremmo dovuto accompagnarne il nome e gridarlo forte: Sebastian… G I O V I N C O.

Non va mai bene nulla. L’avevamo detto in fase di presentazione della gara: chance importante, magari da sfruttare mettendo dentro un gol pesante. Il gol è arrivato, ha chiuso la sfida e non continua a non andar bene.

Per carità, in attesa delle pagelle di IoJuventino, non stiamo qui a dire che Giovinco meriterebbe un 8, ma i numeri potrebbero anche avere un loro valore.

Come dice Buffon:

E’ un ragazzo importante per noi, perché in campo si sa assumere le responsabilità e perché diversamente dagli altri tenta sempre la giocata a effetto, la giocata importante. E’ gente che serve alla Juve quindi mi piacerebbe che il pubblico non fischiasse e anzi applaudisse un ragazzo come Giovinco che dimostra coraggio. Se poi guardiamo i numeri mi pare che sia il miglior marcatore, no?

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Sì, è il miglior marcatore stagionale con 11 reti. Pesano anche gli errori, ma io ragiono sempre per migliorare, per guardare i lati positivi e migliorare – appunto! – quelli negativi. E’ il suo primo vero anno, un anno un po’ particolare. L’assenza di Conte, un modulo che forse non lo aiuta, tensioni, problemi, qualche caduta di gruppo. In fondo fra gli attaccanti oggi faticherei a sceglierne uno, uno di quelli che si è contraddistinto per efficacia. Così guardo i numeri e vedo che Giovinco ne ha infilati 11.

In generale io in realtà tendo sempre a difendere i miei ragazzi che sono gli unici a potermi permettere di godere come un matto, contrariamente ai miei amici rossonerazzurri. Tutti: da Buffon a Giaccherini, da Barzagli a Giovinco, passando per Padoin e Rubinho. Ognuno di loro ci sta mettendo del proprio per spingere la storia della Juve sempre più avanti e la strada che abbiamo da percorrere è importante. Uno scudetto da rivincere, una Champions che vorrei giocarmi fino all’ultima goccia di sudore sperando di arrivare il più lontano possibile. Per farlo ho bisogno di tutti, di Giovinco in particolare.

Non capisco, in generale, i fischi, soprattutto quando non sono motivati. Sono stato uno di quelli che ha calcato la mano su Molinaro e Marco Motta perché pensavo stessero disonorando la maglia bianconera, e pochissimi altri esempi. Ma Giovinco lo abbiamo costruito noi e avrebbe bisogno del supporto. Poi le critiche ci stanno e ci devono stare, e sono io il primo a reputarlo indifendibile per gli errori contro la Lazio o altre prestazioni. Ma stavolta qual é il senso?

Faremmo meglio ad ascoltare il nostro Capitano:

I fischi a Giovinco? Non mi piace sentire certe cose perché è una cattiva abitudine. Questa squadra sta facendo cose straordinarie da un anno e mezzo e ha fatto ritrovare a tutti gli juventini l’orgoglio di tifare questa squadra. È una situazione che non mi piace.

– Antonio Conte

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Juventus-Siena: alziamo il volume [FORMAZIONI]

E’ l’appello del nostro capitano, del nostro condottiero. La Juve deve alzare il volume. In sede di conferenza stampa l’ha espressamente chiesto ai tifosi (“voglio la bolgia, non siamo a teatro“), ma in realtà il messaggio era rivolto ai giocatori che scenderanno in campo.

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Nessun calcolo, va in campo la Juve migliore. In questo ha ricordato molto Capello che non faceva riferimento ai diffidati e schierava sempre la formazione migliore. E allora questo vuol dire che vedremo in campo Pirlo, Barzagli e Matri, fra gli altri.

La lieta notizia è il rientro di Chiellini. Quanto è mancato alla Juve in questo 2013? Tanto, tantissimo. Giorgio La Roccia tornerà probabilmente in campo contro il Napoli e sarà un vero nuovo acquisto per Conte, in un finale di stagione mozzafiato.

Siena, in grandissima forma, e poi Napoli venerdì sera. In pieno stile farsesco De Laurentiis tenterà di spostare la partita a sabato, ma non dovrebbe riuscire nel suo intento. Se la cantano e se la suonano: pensassero piuttosto a farci giocare in un campo decente al San Paolo!

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Corsie affidate a Lichtsteiner e ad Asamoah. Il ghanese è chiamato ad aumentare i giri del motore in una fascia che non è parsa all’altezza. Da De Ceglie a Peluso (che comunque è in crescendo e oggi sostituirà Caceres), la Juve non è riuscita a trovare la freccia mancina giusta per scardinare parecchie partite.

In attacco, con Matri sicuro titolare, il ballottaggio è fra Vucinic (che riposerà un po’) e Giovinco (favorito). Il talento di Beinasco è chiamato all’ennesimo esame. Indifendibile pure dal sottoscritto – che pure ha battagliato per difenderlo, forse perché semplicemente credo fermamente nelle sue qualità assolute – per Sebastian è arrivato il tempo di decidere: grande fra i grandi e quindi nella Juve, o grande fra i piccoli e quindi tornare in provincia. E’ il dilemma di chi ha rischiato di bruciarsi una prima volta (con Ranieri e con Ferrara) e ha poi trovato la giusta dimensione altrove (a Parma). C’è un solo modo per convincere tutti: gol pesanti, prestazioni pesanti. Le qualità, paradossale, non gli mancano, anzi. Deve crescere in personalità e in autostima.

Nessuna chance per Anelka, forse solo nella ripresa. Così facendo, però, torna inevitabile una domanda: che l’abbiamo preso a fare?

Infine sarà Pogba a sostituire Vidal. Giusto, giustissimo, ma anche qui una semplice domanda: non staremo trascurando un tizio che si chiama Giaccherini? A destra o a sinistra o da interno non potrebbe dar fiato ai titolari… di tanto in tanto, specie in queste partite?

Juventus-Siena: Pogba al posto di Vidal, Giovinco in avanti?

Juventus-Siena: Pogba al posto di Vidal, Giovinco in avanti?

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