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Mese: April 2013 (pagina 1 di 5)

Torino-Juventus 0-2 Le pagelle

Una gara senza dubbio bloccata all’inizio, quando le due squadre si studiano, e il copione è quello di sempre: Juve con grande possesso palla, avversari tutti a difendere. Solita marcatura a uomo su Pirlo, che stavolta se la cava davvero. In avanti Marchisio in appoggio a Vucinic: poco visto quest’ultimo.

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Buffon: vola sulla bomba di Santana, poi nulla più. VOTO 6

Barzagli: di testa non si fa superare, bravo davvero a sbrogliare alcune situazioni. VOTO 6,5

Bonucci: in impostazione le sbaglia tutte. Commette qualche fallo ingenuo. VOTO 5,5

Chiellini: salva in extremis una situazione che poteva diventare delicata. Ma fatica a stare dietro quando Cerci punta. VOTO 6

Pirlo: marcatura a uomo su di lui, ma stavolta ne esce alla grande: Meggiorini non riesce a fermarlo, e lui ci mette tutto per far girare la squadra. VOTO 6,5

Vidal: un altro gol pesantissimo, ma non solo: davvero crea tanto spazio per i compagni, e ha sempre la giocata giusta. VOTO 7

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Pogba: signori questo è un predestinato. La personalità, la grinta, la qualità: ha tutto, e ha solo 19 anni. Spreca un’occasione da pochi passi (doveva semplicemente incrociare, invece apre il piattone). VOTO 7

Asamoah: poco servito, ma sta riprendendo la forma, ha gamba e potrebbe sfruttarla, i compagni lo servono poco. VOTO 6

Lichtsteiner: quello che mi è piaciuto di meno. I movimenti e la corsa non bastano se poi arrivi al limite dell’area e metti palloni inutili, oppure tiri senza convinzione. Perde due brutti palloni. Ammonito. VOTO 5

Marchisio: tanta corsa, ma troppa fretta nel voler giocare la palla di prima, Vucinic non lo accompagna. Terzo gol al Toro in due gare. VOTO 6,5

Vucinic: braccato dai centrali del Toro, un buon taglio nel primo tempo. Viene fuori dalla difesa, a volte anche mettendo in difficoltà il suo diretto avversario. VOTO 6

Caceres: S.V.

Quagliarella: una buona giocata, poi assist. VOTO 6

Peluso: S.V.

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Torino-Juventus 0-2 Il gusto per la beffa

Come un regista freddo e carogna. Quasi 90 minuti di illusione, perfino un pericolo scampato: un fuorigioco che poi poteva essere rigore. Poi la botta a 99 chilometri all’ora e la sentenza: la Juve è cinica, la Juve è cattiva.

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Pensare che a fornire l’assist a Vidal sono stati i tifosi granata: nessun accordo con la Juve, come se fosse stata la Juve a volere lo 0-0. Piuttosto c’è da chiedersi questo: se quando la Juve cammina e rinuncia a giocare l’avversario non riesce nemmeno a scalfirla, allora cosa accadrebbe se la Juve tornasse feroce e veloce come a inizio stagione?

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Sono 25 le vittorie in 34 match. 80 i punti in classifica, ancora 360 minuti da giocare. Vantaggio abissale contro la seconda e quest’anno abbiamo giocato una grande Champions. Vien da chiedersi se l’anno scorso siamo stati penalizzati dal fatto di non giocare a metà settimana.

Scherzi a parte, fra insulti razzisti che “in fondo è normale” e fra l’ennesima sperimentazione tattica (il 4-1-4-1), la Juve si avvia a completare un’altra stagione da incorniciare. Mentre le altre arrancano e si deprimono per le barelle che entrano in campo (ogni riferimento a Stramaccioni non è per nulla casuale) e l’uomo più influente al mondo denuncia una persecuzione honoris causa (ogni riferimento a Balotelli non è per nulla casuale), la Juve vola, continua a volare e può preparare in tutta tranquillità una campagna di rafforzamento che potrebbe essere decisiva.

A illustrare il programma per gli anni venturi è Vidal, da ieri sempre più cannoniere stagionale bianconero: “Voglio vincere tutto con questa maglia”. La strada è tracciata!

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Van Persie alla Juve era fatta, poi è accaduto che…

Il Financial Times propone una intervista succosa ad Andrea Agnelli. Il Presidente della Juve ha sciorinato tutta la saggezza di cui dispone solitamente un membro di quella Famiglia (Lapo e John portano infatti un altro cognome) e fra le tante risposte non sorprenderà trovarne una sul calciomercato e sul modo in cui la Juve è trattata dai media italiani.

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In special modo l’argomento che qui tratteremo è Van Persie. Al Manchester United l’asso olandese sta tornando comodo, molto comodo. In oltre 30 presenze ha messo a segno 24 reti. Annata positiva, dunque. Pensandolo in maglia bianconera vien da chiedersi cosa sarebbe cambiato nella stagione della Juve: qualcosa di più in Europa? Campionato chiuso a febbraio?

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Van Persie alla Juve era cosa fatta. Aveva praticamente firmato ed erano vere le indiscrezioni che riportammo qui su IoJuventino molti mesi fa. Aveva realmente visitato Torino e perfino Vinovo. Aveva toccato con mano lo Juventus Stadium, ma poi tutto è cambiato quando la campagna diffamatoria di quella specie di giornale chiamato Gazzetta ha fatto saltare l’affare. Giunge da Agnelli la news: il procuratore ha costretto Van Persie a cambiare i piani quando non si capiva bene che tipo di condanna avrebbe impedito a Conte di partecipare attivamente al campo.

Detto diversamente: come se non bastasse Abete e la combriccola milanese, ecco che la Gazzetta aiuta l’antijuventinità con le sue false e spudorate campagne contro il bianconero più famoso al mondo.

Sarà il caso di fermare tutto questo, perché già Calciopoli ci ha arrecato danni incalcolabili e risalire ci è costato tanta fatica e tanto sudore. Resta un fatto: Marotta si era mosso bene portando a casa l’attaccante olandese. Ora è il caso di divincolarsi dall’Italia e procedere da soli, in completa autonomia. Questo Paese non ci merita.

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La donna che tutti vorrebbero

E’ un Agnelli in grande spolvero. Non parla da un po’ di tempo, almeno da quella presentazione delle nuove maglie, quella presentazione in cui tutti sottolinearono la strana aritmetica della Lega. “La Juve è un po’ la donna che tutti vorrebbero”. Ma solo pochi ce l’hanno, ecco perché gli altri tendono a mistificare.

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Con il 31° scudetto ormai alle porte, la Juve di Agnelli si appresta a salire il terzo gradino della sua rinascita. Il primo fu affrontato dando a Conte il comando delle operazioni tecnico-tattiche. Il secondo fu affrontato l’anno scorso rinforzando la rosa, nonostante sia mancata la ciliegina. Il terzo gradino è decisivo.

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Lo sa Agnelli che forse torna alla carica proprio adesso, prima del derby, prima che gli tocchi un altro discorsetto allo Juventus Stadium.

Tante ombre sulla sua gestione, tutte da attribuire alle strane logiche che animano la Famiglia dalla morte di Gianni e Umberto. Ma tante luci, specie quelle del campo. Luci che domani illumineranno il derby. Occhi a Juve-Torino, orecchie agli altri campi. Mancano ancora tantissimi minuti alla fine del campionato, ma già le radioline sono decisive. Se non sei juventino… godi solo a metà!

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La moviola-processo di Pistocchi parzialmente scremata

Perché dico “parzialmente scremata”? Cos’è: latte?

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No, semplicemente ho la partita intera dello scontro Juventus-Inter del 26 aprile 1998 con telecronaca in giapponese.

Ho anche il video della moviola di Pistocchi.

Ci sono aspetti di questa moviola (per non dire “tutta” la moviola) che non mi convincono.

Chi vide in diretta la trasmissione, quella sera, o chi ha visto il video in due parti che la ripropone su YouTube, ha visto una moviola che dava l’idea di un arbitraggio pro-Juve al di là dell’episodio tra Iuliano e Ronaldo.

Nulla di più falso. Già, anche qui. Come nell’articolo precedente.

Perché? Perché quella moviola non rispecchia la realtà. Perché per Pistocchi ogni fallo juventino diventa da ammonizione. Vedere come enfatizza due interventi di Torricelli. Eppure, tra questi due interventi, quello in cui vuole il cartellino giallo al bianconero per un fallo su Djorkaeff, non mi convince. A centrocampo, Djorkaeff intercetta un retropassaggio di Zidane, Torricelli cerca di calciarla, ma interviene con un attimo di ritardo e la manca. Ci sta il fallo? Dalle immagini si vede un Torricelli che toglie via subito la gamba per evitare di colpire Djorkaeff e il francese che cade senza essere stato colpito. A questo proposito, mancano le immagini riprese dall’altra parte del campo (dall’angolazione di bordo campo in cui, come vedremo, viene ripreso un intervento di Colonnese su Inzaghi, come spiegherò più avanti), che forse dimostrerebbero meglio che un contatto non c’è stato. Anche perché la gamba di Torricelli è più in alto del ginocchio di Djorkaeff. Djorkaeff solleva i piedi da terra e piega le ginocchia come fosse stato sgambettato sulla caviglia (quella sinistra, per la precisione). Ma ciò non avviene! Djorkaeff sembra anche darsi una spinta col piede destro per cadere.

Pistocchi si dimentica (o forse ha fatto un taglia e cuci delle cose che gli interessavano, quasi fosse un Auricchio) che diversi minuti prima del primo intervento di Torricelli che contesta (quello su Ronaldo), Fresi fa un fallo abbastanza deciso su Inzaghi (gli rifila una ginocchiata sulla coscia destra) al 10′ del primo tempo. Ceccarini non ammonisce il nerazzurro.

Sempre il tifosissimo Pistocchi propone due falli ravvicinati di Davids su Cauet al 38′ e al 40′, come se la mancata ammonizione del primo fallo avesse falsato l’intera partita. Fosse successo a parti invertite, probabilmente il primo fallo (che non è stato ammonito) non sarebbe comparso nella moviola. Oppure sarebbe stato minimizzato, togliendo fuori la scusa del riconoscimento di un certo margine di discrezionalità all’arbitro e che in questi casi il regolamento si interpreta (come ho sentito dire in RAI, durante l’intervallo del derby milanese della Supercoppa 2011, su un fallo di Gattuso non ammonito, mi sembra su Sneijder)…

Passiamo al secondo tempo. Secondo minuto. Intervento di Colonnese su Inzaghi e successivo fallo di Iuliano su Moriero. Pistocchi li definisce “molto simili”(?).

Pistocchi vuole il giallo per entrambi.

Guardiamo attentamente gli episodi. Prima di tutto, Colonnese su Inzaghi avviene circa 5 secondi prima di Iuliano su Moriero. È un intervento molto scomposto, palesemente in ritardo: Inzaghi spazza la palla e Colonnese gli stampa il piede a martello sulla caviglia. Come intervento sarebbe da rosso, senza se e senza ma, perché rischia di rompere la caviglia all’avversario. Ceccarini sbaglia, qui, a non fischiare e 5 secondi dopo fischia il fallo di Iuliano su Moriero. Questo fallo è un semplice pestone al piede, probabilmente meritevole di giallo (accontentiamo Pistocchi, qua). Ma è nato da un fallo (ben più grave) non fischiato giusto 5 secondi prima. Un po’ come la tirata di capelli di Chiellini a Cavani che è arrivata dopo che l’uruguayo aveva rifilato una ginocchiata al Chiello. È meglio dire, dunque, rosso a Colonnese e giallo a Iuliano. Ma il fallo di Iuliano non doveva esistere, questo è il punto!

Passiamo più avanti. Qualche minuto prima del “rigoresuronaldo”, Simeone commette fallo su Davids, che a sua volta reagisce, e si scatena un putiferio, con Colonnese assetato di sangue. A questo proposito, Ceccarini dirà, in un’intervista al Corriere della Sera dell’agosto 1998, “L’intervento di Davids non l’ho visto; per questo non l’ho espulso”. Notare come Ceccarini ammetta di aver sbagliato sull’episodio della reazione su Simeone e non sul primo fallo dell’olandese su Cauet al 38′ del primo tempo.

Poco prima, dopo l’ingresso di Zamorano (che rilevava Moriero in occasione di un calcio d’angolo qualche minuto prima), era avvenuto un fatto strano. L’Inter doveva battere una punizione. Per inciso, la punizione per la trattenuta di Iuliano su Ronaldo, che costa il giallo al n.13 bianconero. E anche qui Pistocchi mette il fatto sotto la lente di ingrandimento, che ha come protagonista proprio il buon Mark (probabilmente per dire che questa ammonizione, sommata a quella precedente che non è arrivata, l’avrebbe espulso). L’area della Juve è affollata, Birindelli rileva Montero e si può procedere con la punizione. Ma Ceccarini interrompe il gioco per un episodio poco chiaro avvenuto in area. Gli interisti, con Zamorano in testa, lamentano una gomitata sullo stesso giocatore cileno, che la mima. Pare, però, che lo stesso Zamorano avesse reagito su Iuliano. Di quel momento, purtroppo, ci sono solo le immagini dell’inquadratura televisiva, che non chiarirà mai quanto successo. Pistocchi aveva la moviola per chiarire quest’episodio. Poteva far spuntare le immagini da bordo campo (che invece compaiono per lo scontro Iuliano-Ronaldo del 70′). E invece non lo menziona nemmeno. Noi, non avendo le immagini più vicine possibile all’azione, non sapremo mai cosa sia successo.

Anche per il rigore su Del Piero, Pistocchi minimizza a livelli ridicoli. Non solo minimizza il contatto, facendo vedere solo il momento iniziale, in cui West ancora non colpisce Del Piero; ma non parla di cartellini (e West era ultimo uomo). Inoltre crocifigge Ceccarini per non aver fermato l’azione quando Simoni era entrato in campo a protestare. Dicendo così, fa questo ragionamento: il rigore su Del Piero è meno netto di quello su Ronaldo, ma non doveva nascere perché anche non fischiando quello su Ronaldo, l’azione, per regolamento, andava fermata perché Simoni era entrato in campo a protestare.

Ragionamento, se vogliamo, anche giusto, per quanto riguarda il rigore che non sarebbe dovuto arrivare. Ma non poteva farlo pure per il fallo di Iuliano su Moriero, allora?

Intanto il rigore di West su Del Piero è netto, perché il difensore colpisce Alex a livello della coscia e lo falcia in pieno. Anche qui, l’intervento è scomposto e West era pure ultimo uomo! Del Piero sbaglia il rigore che, così, non inciderà sul risultato.

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Guardando la partita, poi, ho notato un altro episodio meritevole di moviola. Siamo circa al 10′ minuto del secondo tempo. Del Piero in possesso palla viene seguito sul fondo da Fresi, il quale gli rifila un colpo al volto (probabilmente, una gomitata) per vincere il contrasto e sradicargli la palla. E questo, Pistocchi?

Pistocchi mette anche uno sgambetto da dietro di Deschamps su Cauet. A suo dire, anche qui ci voleva un giallo. Per Deschamps.

Ma, guardando la partita, ho visto sgambetti da dietro degli interisti sugli juventini. Anche in questi casi, non ammoniti.

Alla mezz’ora, su rimessa laterale, Fresi e Cauet chiudono Del Piero, con il francese che sgambetta Alex da dietro. Pistocchi, quest’altro episodio non era forse meritevole di finire sulla moviola?

Durante i minuti di recupero del secondo tempo, Fresi sgambetta malamente, anche qui da dietro, Pecchia a centrocampo. Anche qui, nessun giallo. E quest’altro, Pistocchi non l’ha visto?

Vorrei far notare che l’unico sgambetto da dietro che Ceccarini ammonisce è quello di Zamorano su Davids, avvenuto prima della reazione dell’olandese su Simeone.

Nel caso dei falli da ammonizione juventini, Pistocchi afferma che durante il campionato gli interventi da ammonizione sono sempre stati puniti col giallo. Al che, chiede conferma all’accondiscente Baggio, che conferma in maniera non troppo convincente le parole di Pistocchi.

Falso anche questo, perché se andiamo a vedere diversi falli molto decisi di Bergomi, Galante, West, Colonnese, Fresi in varie partite, certi loro interventi non sono mai stati ammoniti!

E questo è stato uno dei punti più disgustosi di questa moviola orientante.

E, per finire, vorrei chiudere con questo episodio curioso, avvenuto all’ultimo minuto di recupero, con Cauet che va a bloccare intenzionalmente Del Piero, il quale l’aveva saltato e si stava spostando verso destra per evitarlo…

Qui, Pistocchi si guarda bene dal citare quest’episodio, confrontarlo con quello di 25 minuti prima e dare ragione a Del Piero…

PS: Appena possibile, pubblicherò queste sequenze in video.

 

Aggiornamento 24/11/2014: Ho pubblicato il video su Zippcast, perché non mi è possibile caricarlo sul mio canale ufficiale di Metacafe.

Contromoviola

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Iuliano-Ronaldo, dopo 15 anni non è ancora rigore

Questo 2013 è un anno particolare. Passerà alla storia come l’anno in cui è crollato il mito del gol di Turone.

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Pensate, ci sono voluti quasi 32 anni (10 maggio 1981 – 24 febbraio 2013) prima che Sassi dicesse che quella moviola era stata “acchittata” dalla RAI quella stessa sera.

E allora, perché non proviamo anche noi, a far crollare un altro mito dell’antijuventinismo?

Oggi è 26 aprile. Come ben ricorderete, 15 anni fa, si giocò lo scontro scudetto Juventus-Inter a 3 giornate dalla fine (31a giornata) del campionato di Serie A 1997-98.

Questa partita, per nulla decisiva per lo scudetto (che si decise, infatti, ben due giornate dopo!), è la partita del leggendario “Rigore su Ronaldo”, uno dei pilastri su cui è stata costruita la Farsopoli raccontataci dai media e dalla stampa nel 2006 (cioè quella del risarcimento all’Inter).

Bene, oggi questa leggenda diventa teenager!

La partita finì 1-0 per la Juve, la quale, pur non giocando una partita spettacolare, riuscì a tenere a bada una compagine nerazzurra che si affidava solo a calci piazzati e a qualche folata, con Ronaldo che nel primo tempo passa solamente una volta la difesa e tira fuori.

Oggi c’è una disinformazione tale, sulla contestualizzazione di quell’episodio (e della partita stessa), per cui molti sono ancora convinti che il presunto “rigore” su Ronaldo e quello successivo dato a Del Piero abbiano deciso la partita.

Nulla di più falso. La Juve aveva già trovato il vantaggio con un gol (arrivato da un’azione spettacolare) di Del Piero già a metà primo tempo. L’episodio di Ronaldo avviene al 25′ del secondo tempo (70′)!

Ah, e per la cronaca, Del Piero si è fatto parare il rigore che ci poteva portare sul 2-0.

Ma andiamo nel dettaglio. Mancano 20 minuti alla fine della partita, su un lancio lungo si avventano Torricelli e Ronaldo, col bianconero che respinge di testa; a questo punto, Zamorano raccoglie la palla ed entra in area e viene chiuso da Birindelli; la palla viene raccolta nuovamente, questa volta da Ronaldo, che vede arrivare Iuliano, la sposta all’ultimo momento e i due si scontrano. Torricelli spazza e da lì nasce un contropiede della Juve, portato avanti da Davids, che innesca Zidane sulla fascia sinistra, il quale a sua volta trova Del Piero, steso da West ultimo uomo.

Su YouTube potete trovare un filmato con commento di TMC in diretta in cui si dice “Qui c’è quantomeno un fallo di ostruzione di Mark Iuliano”.

Si riferisce a questa telecronaca, probabilmente, Pistocchi, quando, la sera stessa, si cimentò in una faziosissima moviola di distorsione antijuve (ma di questa, ne parlo nel dettaglio in un altro articolo).

Pistocchi, durante la sua “esibizione” (che poi ha orientato milioni di tifosi), ebbe a dire:

“[...] Ho sentito a questo proposito, oggi, qualcuno dire, con scarsa conoscenza del regolamento, evidentemente, che si tratta di un’ostruzione. Ricordo che, da casistica del regolamento del calcio, l’ostruzione c’è solamente quando non c’è contatto fisico. In caso di contatto fisico, c’è il fallo [...]“.

In realtà, Pistocchi dice le cose a metà. È fallo se il contatto avviene per volontà del difendente (che, sempre volontariamente, ostruisce). In caso di involontarietà, se è una casualità che deriva dalla dinamica dell’azione, rimane ostruzione anche quando c’è il contatto fisico. Qui non c’è volontarietà, perché Iuliano si accorge che Ronaldo sposta la palla, rallenta, allarga le braccia (per chiamarsi fuori dall’azione) e si gira a guardare il pallone. Nel frattempo, il brasiliano, invece di rallentare a sua volta e cambiare direzione, continua dritto sul difensore bianconero e lo travolge. Qui, più che ostruzione (sanzionata con la punizione a due in area) o fallo da rigore, c’è un fallo in attacco di Ronaldo. Molti dicono che è sfondamento. Dire “sfondamento” è improprio, in quanto lo sfondamento esiste nel basket e non nel calcio. Anche se il concetto del fallo di Ronaldo su Iuliano è più o meno quello. Ronaldo sposta la palla, è vero. Ma avrebbe dovuto spostare anche il corpo per subire fallo, qualora ci fosse stato contatto anche dopo il suo spostamento. Dalle immagini di bordo campo, sembra anche che Iuliano stesse tentando di spostarsi a sinistra all’ultimo momento per evitare l’attaccante. Sia dall’inquadratura televisiva standard, che da quella di bordo campo, si può notare il movimento delle gambe di Iuliano, atte a rallentare immediatamente e platealmente la corsa.

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Inoltre: come mai, se il fallo lo commette Iuliano, è proprio il bianconero a cadere per primo e, per giunta, in malo modo e più velocemente rispetto al brasiliano? Questo accredita ulteriormente il fatto che Iuliano aveva rallentato, e che è il Fenomeno ad andargli addosso (e NON il contrario). Si faccia il dovuto confronto con uno scontro simile che vede protagonisti Cauet e Del Piero al 95′, a pochi istanti dalla fine della stessa partita: Del Piero avanza nella metà campo interista, vede Cauet, sposta il pallone e si sposta verso destra; Cauet, quasi da fermo, porta avanti la propria gamba sinistra e blocca intenzionalmente il bianconero, che cade molto prima del francese. Ceccarini concederà il vantaggio perché sarà Zidane ad appropriarsi della palla, sulla trequarti.

Insomma, più che disinteressarsi della palla, sembra che il buon Mark si sia disinteressato dello stesso Ronaldo! Ribadiamo: il n.13 della Juve aveva allargato le braccia e si era già girato a guardare il pallone, perché era la sfera che seguiva, e non l’attaccante per fermarlo a tutti i costi (come, invece, afferma faziosamente il celebre spezzone video di un minuto e diciassette secondi del sito dell’Inter, che su YouTube compare in ogni dove).

La cosa veramente scovolgente di quella moviola è che si fece un vero e proprio processo all’imputato (Iuliano era in collegamento con lo studio di Mediaset, anche se non doveva commentare per la linea scelta dalla Juventus) in clima da caccia alla strega bianconera, con un Baggio totalmente accondiscente e che dava ragione a Pistocchi (e anche Galli, ex-milanista ed altro esibizionista della serata) su qualunque cosa, compreso il dogma del “rigore”.

All’episodio si diede da subito un’enfasi incredibile, solo perché avvenuto nell’area della Juve e durante la sfida contro l’Inter, la meravigliosa armata-scudetto di quell’anno (il “Napoli” di allora, per intenderci) che doveva vincere solo perché aveva Ronaldo, tanto che in Italia si scatenò un putiferio. Litigi nei bar, nelle scuole, ci fu anche un’interrogazione parlamentare!

E anche il povero Ceccarini, l’arbitro di quella partita, ne subì di tutti i colori. Su YouTube sono presenti video di giornalisti fastidiosi che lo accerchiano nel pre-partita (ovviamente, la partita era stata caricata da settimane prima, da parte meneghina, ricordiamo anche Peppino Prisco dopo la partita con l’Udinese: “Speriamo che domenica ci sia un arbitro ‘daltonico’, che non si faccia influenzare dal colore delle maglie”; insomma, dichiarazioni dettate dalla paura di perdere, in perfetto “stile” Inter), mentre era arrivato allo stadio per arbitrare, ma anche nel post-partita. Per non parlare delle minacce ricevute da lui stesso e dalla sua famiglia.

Insomma, si creò una “fine del mondo” (altro che millennium bug o profezia dei Maya) semplicemente perché non fu fischiato un rigore (“rigore”, perché questa divenne la vulgata ufficiale ed eresie non ne erano ammesse!) all’Inter nell’area della Juve durante lo scontro scudetto. Rigore che poi non c’era.

In diretta, su Telepiù, l’ex-arbitro Massimo Chiesa, guardando il replay, disse “No.. Per me, non è da calcio di rigore”. Lo stesso Ceccarini ammise di aver sbagliato. In un’intervista del 2009 disse: “Ero troppo vicino all’azione. Sembra un paradosso, ma qualche volta ti penalizza.  Ho perso gli ultimi due passi di Iuliano: nei miei occhi, lo juventino è fermo e Ronaldo gli piomba addosso come un tir. Non ho avuto nessun dubbio a lasciar proseguire; così come 30 secondi dopo non ho avuto dubbi a fischiare il rigore per la Juve. Il giorno dopo ho rivisto l’azione. Ho sbagliato. Cos’avrei fischiato a posteriori? Punizione a due in area. Non vorrei sembrare presuntuoso: per me è ostruzione”.

E, se vogliamo far dire la sua anche all’ “imputato” Iuliano, questi afferma: “Io ancora oggi dico che è stato sfondamento tutta la vita. Ero fermo e lui mi ha travolto come un tir, guardavo la palla. Dopo è successo il casino perché sul ribaltamento dell’azione Ceccarini diede un rigore a noi. Ma ripeto, per me non c’era assolutamente fallo”.

In ogni caso, a vederlo istantaneamente, a velocità normale e seguendo tutta la partita, l’episodio pare più uno scontro fortuito, anche se rimane la furbata di Ronaldo di cercare il contatto per il rigore. Furbata, probabilmente, partorita dall’ambiente della “pinetina” (durante quel campionato, andandomi a esaminare video delle loro partite, più della metà dei falli fischiati a favore di Ronaldo sono simulazioni di quest’ultimo), in cui non c’era certo il clima che invece si viveva nello spogliatoio della Juve di Lippi, squadra straordinaria che ricevette persino gli elogi di Ferguson.

Ancora oggi, Simoni e Pagliuca vanno a dire che quello scudetto fu “rubato al 100%” (sic!) e che Iuliano-Ronaldo decise il campionato.

Peccato che la matematica dica tutt’altro. Lasciando da parte la questione regolamentare (quella per cui, al massimo, ci poteva stare una punizione a due in area, volendo dare ragione a loro, e cioè fischiando a favore loro), ammettiamo che venisse concesso loro il rigore. Il rigore, solo qualora realizzato, avrebbe portato la partita sull’1-1. E non è detto che l’Inter avrebbe rimontato il risultato, dato che successivamente sciupa delle occasioni con lo stesso Ronaldo che calcia alto in curva. Oltretutto, anche la Juve ha avuto le sue occasioni di 2-0 dopo quell’episodio, in 20 minuti. La partita era il classico big match non spettacolare in cui la Juve, comunque, aveva controllato la partita. La Juve ha finito il campionato con 5 punti di distacco sui nerazzurri, vincendo lo scudo con una giornata d’anticipo.

Qualora Juve-Inter fosse finita 1-1 per questo rigore, il dato matematico ci dice che il campionato sarebbe finito con la Juve a quota 72 e l’Inter a 70, con la Juve che avrebbe vinto in ogni caso con una giornata d’anticipo. Se in caso di 1-1 ci fossero state motivazioni diverse per entrambe le squadre, questo non lo sapremo mai.

L’unico dato incontestabile è quello matematico.

Come il gol di Turone di 17 anni prima e come il gol di Muntari di 14 anni dopo, il rigore su Ronaldo è diventata la scusante degli avversari della Juve per giustificare il proprio fallimento nella corsa al titolo (sapendo di avere i media e la stampa a favore). E la moviola di Pistocchi fu un episodio di mistificazione della realtà che spacciò un fallo dell’attaccante per il rigore più netto della storia scandalosamente mai assegnato. Ladies and gentlemen, that’s Italy!

 

Vorrei creditare Ju29ro.com, dal quale ho attinto, in parte, per realizzare questo articolo.

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Uffa che noia questa Juve, per fortuna c’è il mercato

Mi sto annoiando. Anche un po’ godendo, ma fondamentalmente annoiando. Che gusto c’é a strapazzare gli avversari? Scatenare la corsa quando gli altri a fatica riescono a camminare? Cosí a 5 giornate dal termine la suspense é rivolta alla data: quando finiranno matematicamente i giochi scudetto?

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Col derby, fra meno di 48 ore? Col Palermo, nella diabolica data del 5 maggio?

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Intanto, fra mercato e tattiche, Antonio Conte programma la prossima stagione. La Champions insegna che la Juve é lontana dalle big europee, ma non cosí come raccontato. Bastano pochi innesti e una forma migliore. Chiedere al Barcelona del 4-0. Chiedere pure a Mourinho che non ci ha capito molto del Borussia.

L’idea sarebbe quella di prendere un bomber da 20 gol in campionato (chi é stato l’ultimo a superare questa cifra?) e che abbia spessore internazionale. Insieme a un’ala vecchio stampo come piace a Conte. Non manca nulla, col rientro di Pepe. Difesa e centrocampo sono ok, considerando che Giaccherini é stato utilizzato pochissimo e che Marrone, pur nei due ruoli, ha un minutaggio quasi nullo.

Detto in altro modo, questa Juve ha margini di miglioramento incredibili, ma solo passando dal mercato. In campo i numeri sono tutti a favore di Conte e degli attuali ragazzi che vestono il bianconero. Ragazzi che quest’anno mi stanno facendo un po’ annoiare sul finale. Pazienza.

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Ibra sì, Ibra no

Ibra sí, Ibra no. Il tormentone che ci accompagnerá da qui fino a fine mercato, se non accade nulla prima. E se Ibra, che tipo di sacrificio bisognerebbe fare? Vidal? Pogba? Suvvia, non scherziamo.

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Conte non permetterebbe mai la partenza di un pezzo da 90, specie se scelto fra questi due nomi. Piuttosto é ovvio pensare a una partenza di Matri e Quagliarella, e un paio di giovanotti spediti in provincia.

Ma torniamo a Ibra. Perché no e perché sí?

No: é un mercenario. Vero, tremendamente vero. Solo che contro la Juve non ha mai detto nulla e di questo bisogna prenderne atto, indipendentemente se verrá o meno. Piú mercenario di lui chi lo vendette a Moratti nel 2006.

No: non ha peso internazionale. Non solo é vero, ma é un grosso limite. Ma Conte puó essere un fattore abilitante.

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No: é vecchio. Beata vecchiaia se dovesse mantenere il trend di prestazioni degli ultimi anni.

No: guadagna troppo. Unico intoppo a una trattativa complessa, ma fattibile.

Sí: con Conte diventerebbe ulteriore fenomeno, visto che il tecnico leccese trasforma in oro tutto quello che tocca. Nei moduli si inserirebbe a meraviglia e specialmente i centrocampisti ne beneficerebbero.

Sí: con Ibra il campionato sarebbe chiuso da febbraio.

Sí: con Ibra chiuderemmo un cerchio storico, come tornare nel 2006, prima del colpo di stato di Moratti e Galliani.

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Marotta, Agnelli ed Elkann non credano che Conte può sfornare miracoli a ripetizione. Champions docet

Ormai non conta più nemmeno la scaramanzia. Possiamo solo regalarlo questo 31° scudetto.

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In alto i calici.

Conte ha detto che ripetersi è più difficile che vincere la prima volta. Siamo stati straordinari.

Sarà come dice Conte, ma io non vedo in giro la felicità dell’anno scorso, né le difficoltà dell’anno scorso.

Onore a Conte ed ai suoi ragazzi. Grazie di nuovo. Ma guardiamo anche le cose con obiettività.

L’anno scorso venivamo dal nulla, non abbiamo perso una partita, abbiamo fatto fuori il Milan di Ibrahimovic.

Quest’anno vinceremo un campionato di livello mediocre, dopo aver visto violare lo Juventus Stadium dall’Inter di Stramaccioni e, in dieci e in svantaggio di un goal, dalla Sampdoria di Icardi, dopo aver fatto una pessima figura a San Siro con il Milan ed all’Olimpico con la Roma, dopo non aver prodotto il calcio spumeggiante dell’anno scorso. Magari anche dopo aver fatto una campagna acquisti che, se non sbocciava Pogba, poteva tranquillamente definirsi fallimentare.

La Champions avrà sicuramente influito sul rendimento, ma è innegabile che la Juve non aggredisce più l’avversario, non l’azzanna, non lo asfalta.

Juventus-Milan di Ibrahimovic 2-0 dell’anno scorso è la partita “immagine” della Juve di Conte.

Juventus-Milan di Abate 1-0 è una partita dove non ho rintracciato le impronte digitali della squadra che vuole sempre Conte.

Il Milan con un Balotelli rinsavito sarebbe, già così com’è, un osso duro per il prossimo anno.

Noi sono due anni che corriamo e qualcuno di noi comincia anche ad invecchiare.

Lichtsteiner, assolutamente encomiabile, non può reggere più di un’ora di gioco; Marchisio vaga spaurito per il campo; Asamoah ha lasciato in Africa quel  fenomeno che sembrava; Pirlo non è più da pallone d’oro; De Ceglie è scomparso; Giovinco cerca ancora se stesso; Isla non si è mai ripreso dall’infortunio: ci aggrappiamo all’energia di Padoin ……

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Fortuna che là dietro in difesa siamo quasi impenetrabili.

Ma la squadra che faceva sembrare alle avversarie il campo in salita, non c’è più.

Nonostante questo abbiamo fatto, guardando i punti in classifica, un campionato straordinario.

In alto i calici.

Ma sarebbe da sciocchi chiudere gli occhi di fronte a ciò che è evidente.

E Conte lo ha detto: vinciamo lo scudetto e poi guardiamo al mercato.

Non solo per migliorare in Europa, ma anche per rimanere primi in Italia.

Se, escluso Pogba e per metà campionato Asamoah, rifacciamo una campagna acquisti del tipo Lucio, Peluso, Isla, Giovinco, Bendtner ed Anelka non arriviamo lontano. Nonostante Conte.

Grazie ai ragazzi e che rimangano concentrati per fare almeno altri quattro punti.

Poi  festeggeremo insieme.

Poi ci sarà il mercato.

Marotta, Agnelli ed Elkann non credano che Conte può sfornare miracoli a ripetizione.

Champions docet.

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Juventus-Milan 1-0, le pagelle

Difficile trovare un migliore in campo quando la gara si gioca sotto ritmo, ed è quello che è successo in Juventus-Milan, come già ampiamente detto. Non abbiamo creato molto, ma nemmeno rischiato, rendendo il possesso palla del Milan uno strumento fine a se stesso. Si può dire che Vidal ha avuto il merito di mettere la palla nel sette, un rigore da tre punti. La classica gara vinta col minimo sforzo.

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Buffon: mai impegnato a dovere, effettua tutte parate normali, i tiri avversari erano centrali e non ha dovuto fare gli straordinari. VOTO 6

Barzagli: bravo a non dare spazi ad El Sharaawy, una gara giocata attentamente. VOTO 6

Bonucci: non bene, soprattutto quando deve impostare, regala tre palloni buttati via facilmente. E in due occasioni commette gravi errori in copertura. VOTO 5

Chiellini: lavora bene con Asamoah quando deve coprire, non si risparmia mai. VOTO 6

Pirlo: primo tempo con un guizzo su punizione, Abbiati devìa in angolo. Nella ripresa molto più libero, gioca più palloni e soprattutto li gioca meglio. Assist per Asamoah. VOTO 6,5

Pogba: un paio di buone giocate, tenta il gran numero in rovesciata. !9 anni, cosa volere di più? VOTO 6

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Vidal: palla nel sette, imprendibile per Amelia. Cambia lato rispetto al rigore contro la Lazio, ma segna lo stesso. L’ha messa dove non poteva arrivarci. Un pò indeciso in alcune occasioni. VOTO 6,5

Lichtsteiner: arriva stremato, Conte lo cambia tardi. Bel duello con Costant, ma mette un solo pallone decente in mezzo. VOTO 5,5

Asamoah: ha il merito di crederci, di bruciare sullo scatto Abate e di anticipare Amelia. Rigore che cambia la gara. VOTO 6,5

Marchisio: fuori dalla gara, non vede il pallone perchè il possesso palla dei centrocampisti rossoneri glielo nasconde. VOTO 5

Vucinic: meno incisivo rispetto a Roma, non gioca come sa. In questo poco supportato da Marchisio. VOTO 5,5

Padoin S.V.

Quagliarella S.V.

Peluso S.V.

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