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Mese: May 2013 (pagina 1 di 3)

Marchisio e il Monaco: bufala o cessione eccellente necessaria?

Partiamo da un presupposto: Claudio Marchisio è il presente e il futuro della Juventus. Cresciuto nelle giovanili bianconere, il centrocampista è destinato a rilevare la fascia di capitano ora sul braccio di Gigi Buffon. A mezzo stampa i cronisti l’hanno però inserito fra i meno intoccabili degli incedibili. Un gioco di parole perverso per dire che Conte non porrebbe veto se arrivasse una mega offerta.

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Questa mega offerta non è mai arrivata alla Juve in veste ufficiale, forse solo sondaggi. Bayern Monaco, Manchester United, PSG. Ora salta fuori il nome del Monaco di Claudio Ranieri.

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Quanto dovrebbe essere questa offerta irrinunciabile? 25 milioni di euro? E se arrivasse, cosa dovrebbe rispondere la Juve?

Insieme a Pirlo e Vidal, Conte ha potuto contare sul tuttocampista Marchisio per spingere a velocità supersonica la Juventus. Così la domanda si fa più pesante, nonostante l’esplosione di Pogba: la Juve può fare a meno di Marchisio? Giovane e forte, di prospettiva e in pieno stile Juventus come comportamento (in campo e fuori)?

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La nemesi per l’Inter di Moratti

Per Massimo Moratti e la sua Inter è giunta l’ora della nemesi.

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Nel 1995, praticamente in concomitanza dell’approdo di Moggi alla Juventus, Moratti acquista l’Inter e per ben undici (11) anni prova inutilmente a vincere lo scudetto arrivando sempre sistematicamente alle spalle della Juventus di Moggi.

95-96 scudetto Milan                           – 11 dalla Juventus

96-97 scudetto Juventus                    -6 dalla Juventus

97-98 scudetto Juventus                    -5 dalla Juventus

98-99 scudetto Milan                           -8 dalla Juventus

99-00 scudetto Lazio                            -13 dalla Juventus

00-01 scudetto Roma                           -22 dalla Juventus

01-02 scudetto Juventus                    -2 dalla Juventus

02-03 scudetto Juventus                    -7 dalla Juventus

03-04 scudetto Milan                           -6 dalla Juventus

04-05 scudetto Juventus                    -14 dalla Juventus

05-06 scudetto Juventus                    -15 dalla Juventus

Moratti acquista di tutto e di più spendendo centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire: Zanetti, Roberto Carlos, Ince, Djorkaeff, Winter, Zamorano, Cruz, Simeone, Ronaldo, Recoba, Pirlo, Baggio, Peruzzi, Blanc, Jugovic, Di Biagio, Vieri, Cordoba, Seedorf, Mutu, Adriano,Toldo, Materazzi, Cannavaro, Almeyda, Crespo, Batistuta, Stankovic, Mihajlovic, Veron, Cambiasso, Davids, Julio Cesar, Samuel, Figo, Pizarro, Solari.

Cerca di acquistare anche Luciano Moggi, ma non ci riesce.

Non si rassegna alle proprie incapacità ed allora organizza con la Telecom di Tronchetti Provera la Farsopoli delle intercettazioni (dove vengono nascoste le sue telefonate e quelle del suo Presidente Facchetti) per distruggere Moggi e la Juventus. Si fa aiutare dal suo amico Guido Rossi ed approfitta delle guerre intestine al gruppo Agnelli dove John Elkann, Franzo Grande Stevens e Gabetti nulla fanno per difendere Moggi e Giraudo, uomini fidati del defunto Umberto Agnelli, padre di Andrea.

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Addirittura i suoi contatti con Cobolli Gigli e Blanc (messi da Elkann a sostituire di fatto Giraudo e Moggi) sono tali da riuscire a farsi dare dalla Juventus, da lui fatta retrocedere in serie B, Ibrahimovic e Vieira.

Mentre la Juventus risale dalla serie B e cerca inutilmente la sua identità, Moratti stravince facilmente campionati fasulli lasciando sistematicamente la Juventus a decine di punti di distacco.

06-07 scudetto Inter                            Juventus in serie B

07-08 scudetto Inter                            +13 sulla Juventus

08-09 scudetto Inter                            +10 sulla Juventus

09-10 scudetto Inter                            +27 sulla Juventus

10-11 scudetto Milan                           +18 sulla Juventus

Senza l’ostacolo Moggi le campagne acquisti dell’Inter diventano perfino facili o addirittura, come già detto, “aiutate”: Ibrahimovic, Vieira, Maicon, Grosso, Chivu, Muntari, Lucio, Thiago Motta, Sneijder, Milito, Eto’o, Pandev.

Ma il popolo bianconero costringe Elkann a cacciare prima Cobolli Gigli e poi Blanc ed a chiamare Andrea Agnelli al capezzale della Juventus.

Dopo un anno sprecato con la scelta di Del Neri, Agnelli affida la squadra ad Antonio Conte.

La Juventus torna regina e l’Inter di Moratti (che nel frattempo acquista Ranocchia, Coutinho, Nagatomo, Pazzini, Alvarez, Forlan, Zarate, Jesus, Guarin, Handanovic, Pereira, Gargano, Palacio, Cassano, Kuzmanovic, Kovacic, Schelotto e Rocchi) torna alla sua consueta mediocrità.

E il fasullo +27 sulla Juventus del 2010 si trasforma in un -26 nel 2012 ed addirittura in un -33 nel 2013.

11-12 scudetto Juventus                    -26 dalla Juventus

12-13 scudetto Juventus                    -33 dalla Juventus

Moggi è stato cancellato dal pianeta calico. Ma, terminato l’effetto Farsopoli, l’Inter è tornata ad essere quella di prima. Anzi è addirittura peggiorata.

È la nemesi.

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Juvetic: Jovetic alla Juve si può fare per Della Valle

L’apertura nei confronti della Juve é importante, ma non poteva essere altrimenti. JoJo vuole i bianconeri, i Della Valle dovrebbero rispettare la promessa fatta al montenegrino un anno fa.

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Chiudere a chi porta (porterebbe) in dote contropartite interessanti sarebbe un delitto ed é qui che si gioca la partita.

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La richiesta di 30 milioni in contanti non verrá soddisfatta. Né dall’Italia né dall’estero, cosí non resta che valutare il paniere che la Juve mette a disposizione di Montella. Quagliarella o Matri o Giovinco, poi Marrone o De Ceglie o Isla. Due giocatori fra queste terne e poi conguaglio in denaro (comunque non superiore ai 10 milioni di euro). Ora tocca a Montella.

Per il gioco dell’Aeroplanino le magie di Eta Beta potrebbero risultare molto efficaci, cosí come Isla farebbe comodo alla Viola. Dubbi sul nome di Marrone su cui Conte ha posto il veto per una cessione definitiva. Dubbi su Giovinco (avendo Pepito Rossi) e Matri.

Nessun dubbio sulla congruitá tecnico-tattica di Jovetic nei meccanismi di Conte. L’abilitá a saltare l’uomo, la capacitá di vedere la porta e il senso dell’assist ne fanno una pedina perfetta. Tanto da parlare, in queste ore a Vinovo, di… Juvetic!

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Higuain alla Juve: il colpo possibile?

Higuain alla Juve é possibile. Come fu possibile Aguero, come resta possibile Jovetic. Il dubbio é natutale, ma stavolta ci sono dei segnali importanti.

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Il cammino poderoso dei bianconeri in campionato, il gioco strepitoso di Conte, l’ottima figura rimediata in Champions (anche con il Bayern, nonostante tutto), sono biglietti da visita che i grandi giocatori europei apprezzano. Per dirla in altro modo: il blasone della Juve é ripristinato.

In funzione di tale blasone Higuain ha detto sí. Offerta da 4,5 milioni di euro netti all’anno, con la solita gestione di premi e diritti parziale che permette agli agenti di portare il guadagno netto ancora più su. In funzione soprattutto della necessitá di reperire uno cosí che, automaticamente, diventerebbe la perla lá davanti.

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Ma Higuain é un nome giusto? Affronteremo il discorso in un altro articolo, perché ora c’é da superare altri due ostacoli.

Il primo é la richiesta del Real. Elezioni o non elezioni, il curriculum di Higuain impone una valutazione di almeno 20/25 milioni di euro e ciò significa che la richiesta iniziale sará superiore (per il normale gioco delle trattative). Secondo fonti torinesi, la Juve valuta El Pipita circa 22 milioni di euro. Significa che questa sará l’offerta? La speranza di Marotta era poter inserire Lichtsteiner per abbassare l’esborso di denaro cash, ma da Madrid non é arrivato l’ok anche per l’assenza del tecnico che guiderá i blancos la prossima stagione.

Il secondo ostacolo é proprio la Juve, nella forma di dirigenza pronta a firmare un bonifico milionario. Marotta ha davvero disponibilitá di emettere quel pagamento? Senza temporeggiare cosí da far sfumare ogni possibile vantaggio su potenziali concorrenti? Se sí… prego emettere bonifico e portare a casa Higuain.

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Bonera, Zuniga, Diamanti: rinforzi?

L’errore piú tragico da compiere in questa tornata di calciomercato é lo stesso compiuto in queste sessioni: attendere e sperare.

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Se è vero che la speranza é l’ultima a morire, é pur vero che la speranza a un certo punto muore. Dopo tre stagioni la speranza deve allora lasciare spazio all’azione. Netta, decisa. É il discorso fatto da Conte ai giornali, ma soprattutto alla Societá.

Dando per scontato ch i giornali comunque devono riempire un po’ di paginate e che non tutte le news sono verificate, val la pena puntualizzare quanto segue.

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Zuniga, Bonera (over 30) e Diamanti non sono i giocatori che ci permettono di allargare il gap con le avversarie in Italia, nè sono nomi in grado di avvicinare la distanza che ci separa dalle big europee. Inoltre, non credo siano nomi piú efficaci di quelli attualmente in rosa e allora non colgo il verbo “rafforzare”.

Anche perché leggo cifre che mi fanno arrossire: 10 milioni di valutazioine per Zuniga e Diamanti, un triennale milionario per Bonera. Marotta non fare scherzi, dopo Bendtner e Anelka ora é arrivato il momento del definitivo e concreto salto di qualitá.

Oggi incontriamo il Real per tirare giú il prezzo di Higuain. Quello é un nome importante. Cosí come puó essere importante l’inserimento di Jovetic. Ai nomi fatti, invece, preferirei qualche giovane.

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C’è del marcio in Danimarca…

È evidente che c’è del marcio in Danimarca…così come e’ evidente che noi viviamo in Australia e siamo circondati da milioni di struzzi…tutti con la testa piantata nel terreno, ma non per paura di vedere…che sarebbe comprensibile vista l’innata tendenza cromosomica di questo animale nel farlo, ma per paura di dover ammettere che i latini non sbagliavano mai o quasi quando affermavano: ” talis pater talis filius “.

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Ladri si diventa, non si nasce, al massimo si affina il “talento” per delinquere. E se tuo padre di mestiere fa il ladro di professione, non per necessità, che è ben altra cosa, allora il gioco e’ fatto: avrai dei figli ladri.

Questo escursus non ha nulla a vedere con il gioco del calcio. E’ un po’ come la faccia di Montella ieri sera quando gli hanno detto del rigore contro il Siena. La sua espressione, con gli occhi leggermente di lato e il cenno del capo che annuiva e’ stata più eloquente di un discorso di Cicerone.

Naturalmente i media, tranne il Corriere dello Sport, non hanno fatto minimo cenno all’accaduto, si sono guardati bene dal tirare una statuetta raffigurante il Duomo nello stagno. Che Vergogna!!!

La cosa più vergognosa, in verità, e’ stata l’esultanza Festeriana, di un ometto di mezza età, calvo e grassottello…ah! no…questa e’ un’altra storia…ma sempre di esso, lui medesimo in persona si parla…

Quest’essere al pari del suo padrone non ha rossore, non sa cosa significhi provare vergogna, non sa cosa sia la dignità e la morale.

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Certo e’ che se una squadra meritava i preliminari di C. L. questa era la Viola.

E non sto a dire che li avrebbe superati, bla bla bla…ma certo è, ancora, che superandoli (lo avrebbe fatto sicuramente, mentivo sapendo di mentire), un certo introito lo avrebbe potuto avere grazie al buon campionato svolto e senza 15 rigori a favore.

VERGOGNA!!!

Mi aspetto delle reazioni piccate dei padroni della Viola verso l’amico Fester, ma non ne avranno il coraggio visti i favori ricevuti, e comunque non avrebbero mai potuto averne (reazioni piccate), perché senza palle.

E poi i cattivi siamo noi. Quelli a cui si deve precludere ad ogni costo un attaccante, ma che se lo tenessero…

Partita scientemente studiata a tavolino direi. Questa e’ l’impressione che ne ho ricavato guardandola: espulsione per doppia ammonizione al centrocampista loro? Dopo 60 secondi espulsione a un difensore senese: mmh la prima c’era, altro se c’era; la seconda se l’è sognata. Il rigore? Ahahahahahah perché non era uguale uguale spiaccicato alla precedente trattenuta in area opposta? E sarebbe stato il 2 a 0.

Già: c’è del marcio in Danimarca.

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Se l’unico vero giornalista indipendente è… Gene Gnocchi. Ecco la lite con Stramaccioni

Finalmente qualcuno ha posto la domanda che a tutti, interisti inclusi, è venuta in mente più di una volta: “Ma le sue colpe quali sono?”.

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Già perché Stramaccioni ha fatto della giustificazione un mestiere. Un romanzo infinito di complotti, di scuse, di giustificazioni, di vaneggiamenti su depressioni improvvise, di sfiga e chi più ne ha, più ne metta!

Così Gene Gnocchi, all’ultima puntata de La Domenica Sportiva, non ce l’ha più fatta e ha fatto la domanda:

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Mi dice per favore quali sono le sue colpe? Non è possibile che ogni volta che parla, analizza sempre gli infortuni e non si prenda mai le sue responsabilità. Non è possibile che un allenatore capace prenda tutti questi gol nell’arco di un campionato.

Fosse solo un problema di gol. Il problema non è tanto Stramaccioni, gettato nella mischia per non investire, per l’incapacità di progettare un minimo il futuro dell’Inter che ha avuto bisogno di Guido Rossi e Farsopoli di intascare scudetti talmente fasulli che non ci crede nessuno al valore di quei titoli. Nemmeno il tifoso interista più acceso.

Grazie a Gnocchi è caduto, televisivamente, un velo assurdo e vergognoso posato sopra la figura di Stramaccioni. Classifica e 38 partite hanno parlato chiaro, molto chiaro. Trovi tutte le giustificazioni che vuole il caro Stramaccioni, ma per piacere non citi complotti. E’ una storia vecchia che ormai non fa più presa.

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Gli strani numeri di Galliani

Non capirò mai perché Galliani può girare libero e Moggi deve ancora difendersi in aula. Meglio: lo capisco, ma fatico ad accettarlo.

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Ma andando al di là di Farsopoli, co-organizzato da Galliani pur di conservare il proprio posto al Milan, questo amministratore delegato che non dorme mai comincia a dare numeri strani.

Milan e Berlusconi vivono di luce propria, almeno dei riflettori che possiedono a livello aziendale e dei servi mediatici proni al potere dei soldi. Questa luce ogni tanto produce una serie di boiate tremende. Tipo le classifiche di Galliani.

Costantemente, pur di fare autopromozione, per la serie “tutte le strade portano al Milan”, c’è un riferimento a una strana classifica che vede sempre e solo in vantaggio il Milan. Centellinando giornate e minuti, il Milan risulta in vantaggio sui numeri di goal segnati, sui punti in classifica, sui parziali di campionato. Vincono loro, comunque la metta… Galliani. E Allegri risulta non già il terzo allenatore del campionato, ma il primo.

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Nessun riferimento all’ascella di Isla, nemmeno alla tirata ultima di Ambrosini. Piuttosto Galliani si arrabbierà citando il gol di Muntari, evitando però di menzionare il gol regolare annullato a Matri nella stessa partita famosa del 25 febbraio. Nessun riferimento a Bergonzi, né a Rizzoli. Anche perché per quelli troverà altre classifiche che danno il Milan penalizzato pesantemente, tanto da far gridare al complotto.

Il bello è che questo piano di comunicazione funziona. Vuoi per la totale inefficacia del popolo italiano in piena zona retrocessione in quanto a dignità di giudizio, vuoi pure per l’elevato tasso di corruzione che permea il nostro sistema Italia.

Il problema, dopo il bello, è la qualità del nostro sistema, del nostro calcio, viene pesantemente demoralizzata, demonizzata, pestata, umiliata. Oggi conviene a tutti rimarcare il genio di Allegri, la remuntada rossonera ai danni di Udinese e Fiorentina (avessi detto Real e Barcelona) e perfino elevare Balotelli a trascinatore (quando a essere trascinato per terra… ci pensa da sé). Nel frattempo la Cazzetta Rosa fa in tempo a sottolineare altri “buuu” terroristi e razzisti da Roma e dalla sponda nerazzurra. Così, giusto per rincarare la dose. E peccato per quell’inizio di campionato, altrimenti lo scudetto sarebbe stato il giusto coronamento di una stagione fantastica.

Sempre e solo secondo le classifiche di Galliani.

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Brutta chiusura d’anno: sono peggio di Conte

Che ci volete fare. Mi sono silenziato. Ho evitato di postare su questo blog, ho volutamente assentarmi dalla tastiera. Come Rodriguez della Fiorentina… sarebbe stato come tirarmi addosso un po’ di critiche. Ma sono fatto così, forse anche peggio di Conte.

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Cominciamo col dire una cosa: annata superba, eccezionale. Non da 10, né da 10 e lode. Pancia piena, sazietà, ma tremenda voglia di vincere, stravincere, strapazzare gli avversari e tremenda voglia di record. Perciò l’incazzatura è pari al godimento.

Non si può chiudere un anno così in quel modo. Un pareggio e una sconfitta. Ma che diavolo hanno combinato? C’era la possibilità di scrivere un’altra pagina di storia, di incamerare un altro record, di migliorare numeri già straordinari, invece si è preferito andare in vacanza con almeno 2/3 giornate d’anticipo. Io ragiono in altra maniera e non sono per nulla contento.

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Un po’ di cattiveria in più, anche perché non sarà facile l’anno prossimo ripetere i numeri di questa stagione. Era a portata tutto: record di punti, record di vittorie, strisce di match vinti consecutivamente. C’era pure spazio per migliorare la propria personale classifica: l’hanno fatto solo Vucinic e Quagliarella. Così come mi aspettavo una mente più rilassata, e quindi migliore prestazione, da gente come Giovinco & Co.

Ora mi aspetto un mercato all’altezza. Mi aspetto nomi che non facciano rima con Zuniga o Bonera, tanto per intenderci, perché a quel punto rischierei di rimpiangere i vari Padoin e perfino Lucio. Piuttosto riporto a casa Masi e Rossi o lancerei gente come Beltrame. Almeno questo avrebbe senso per il futuro.

Mi aspetto anche che certe stronzate non si ripetano più, tipo quelle che hanno coinvolto soprattutto Conte nell’ultimo anno.

Serve una Società più forte: sul mercato, in campo e fuori. Fin qui grazie di tutto, ma ora comincia davvero una nuova storia.

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Conti, conferme e sorprese dell’ultima giornata

Un altro campionato é andato via. Solo che questo finisce in un modo particolare, con diversi verdetti, qualche conferma, alcune sorprese.

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Assist di Bergonzi al Milan Balotelli tira meglio i rigori, secondo Montella. Cosí i rossoneri vannoin Champions per il rotto della cuffia. Nel finale di partita va tutto liscio: appena 60 secondi di inferioritá numerica (qualcuno spieghi a Terlizzi il motivo del giallo), poi uno svenimento di Balotelli che diventa penalty, poi confusione che consegna a Mexes la copertina dei giornali. Un trionfo, echissenefrega della limpidezza. Complimenti peró al Siena e alla sportivitá, lo stesso Siena che fu di Conte e che appena qualche mese fa é stato oggetto di Calcioscommesse.

Stra…figuraccia dell’Inter Io ventaglio delle scuse é stato esaurito. All’appello di Stramaccioni mancano solo sinusite e aumento dell’IVA e poi la collezione di giustificazioni é completa. La veritá, palese nei numeri dei nerazzurri, é la fragilitá di un progetto che chissá mai se veramente esistito. Piú gol presi che fatti, record di sconfitte, imbarcata finale, niente identitá né gioco, sistema difensivo tragico che va al di lá di assenze e demoralizzazione. Bentornata Inter, ci sei mancata nascosta come eri nel trappolone di Farsopoli. Ora l’unico nome in grado di salvare la baracca é quello di Guido Rossi.

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Il Napoli anche ieri ha vinto Direbbe questo De Laurentiis: il Napoli non ha perso, anzi ha vinto. E la Roma ha perso perché fra 2 anni ci sará il Fair Play finanziario. Appunto, fra 2 anni. Intanto incassa l’addio di Mazzarri che avrá visto lungo (e quando mai ripeterai un anno cosí?) e si prepara a qualche cessione eccellente e pericolosa. Dovrá essere bravo il DeLa a scegliere la giusta sceneggiatura per l’anno prossimo, riducendo il rischio di implosioni.

Alta tensione Roma Sará un derby infuocato. Chi vince accede alla Seconda Europa. Petkovic e Andreazzoli (prima Zeman) hanno illuso la piazza, partendo peró da posizioni differenti e con un cammino differente. Avessero consegnato al primo un attaccante in piú oggi forse la Lazio avrebbe piú punti. Avessero ragionato in serietá i giallorossi, la scelta Zeman l’avrebbero capita tutti: mediatica e spettacolare, ma insufficiente e inadeguata per un vero progetto di rinascita.

Capolavoro Montella e Guidolin Il primo é subito dietro Conte per qualitá. Il secondo, dopo l’infinita gavetta, meriterebbe qualche libro per la maniera di governare gruppo e idee tattiche. Fiorentina e Udinese si confermano piacevoli sorprese di questo campionato. La Viola é andata vicinissimo al traguardo grosso (ma Bergonzi ha detto no!) mentre l’Udinese guadagna l’accesso alla Europe League con uno strappo finale da gran velocista (come piacerebbe al ciclista Guidolin). Solo meriti per entrambi.

Complimenti infine a tutte le altre squadre. Al Catania e al Bologna, all’Atalanta e al Chievo, al Cagliari e alla Samp. Bravo chi é riuscito a salvarsi e un presto ritorno in A per chi é retrocesso. Come sempre, 1 volta su 4 nella storia della A: veniteci a prendere. Firmato: la Juve!

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