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Mese: July 2013 (pagina 1 di 4)

Tanti auguri Mister Conte e grazie di difenderci

Quarantaquattro anni. Tanti auguri Mister. Dove saremmo oggi senza di te?

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Questa è la domanda che ha diverse risposte. Dopo quel 2006 nessuno aveva saputo riallineare la Juve. Grazie anche all’opera ricostituente di Andrea Agnelli e Marotta, ma la mano di Antonio Conte è lampante, netta, chiarissima.

Oggi fa 44 anni e in una intervista ne ha per tutti. Difende la Juve come nessuno, chiarendo alcuni punti che dovrebbero essere chiari, se solo ci fosse in Italia una certa professionalità a esercitare il mestiere del giornalista sportivo.

Alcuni passaggi di questa statua vivente:

Stanno cambiando i valori dei club, come avevo detto in precedenza. Le squadre sono in evoluzione. Il numero di pretendenti al titolo è aumentato.

Oggettivamente è vero, così come partiamo comunque da zero punti come gli altri. Il fatto è che sono gli altri a piangere, a mettere le mani avanti, come spiega benissimo Conte:

Mazzarri mette le mani avanti per coprire i fallimenti.

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Quello che non ti aspetti è una risposta a Guardiola:

E non bado a certe fesserie di chi dice che sono stati spesi tanti soldi! Da quando sono alla Juve, il gap tra entrate e uscite è stato contenuto. A partire dal mio primo anno, quando abbiamo vinto lo scudetto inserendo pochi giocatori, tra cui Pirlo a parametro zero. E in quel campionato c’era il Milan di Ibrahimovic, c’era il Napoli dei tre tenori. Nella mia gestione non sono mai stati spesi tanti soldi. Altri dicono che la Juve è solida, che può investire… Persino Guardiola che sta al Bayern lo dice, ma si vede che è rimasto ai tempi del Brescia.

Juve solida, certo, ma accorta, anche troppo per alcuni tifosi.

Non è mancato un accenno alle regole, sempre infrante quando si deve dar contro alla Juve:

Altro che stadio della squadra campione d’Italia o campo neutro, noi giochiamo in casa loro!

E’ un chiaro riferimento alla porcata organizzata da chi di dovere. D’altronde su quelle poltrone siedono Galliani, Lotito, Cellino, e non Andrea Agnelli o Marotta. Ma tanto a Conte interessa sempre il campo.

Auguri, Mister. E grazie di cuore!

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Il Corriere dello Sport ci dice come finirà per Mauri e la Lazio

Sanno tutto. Lo sanno prima. Prima degli altri. Forse perché ben informati. Forse perché studiano di più. Magari hanno gli strumenti, conoscenze e contatti, migliori di quelli nostri. Sarà, ma i giornali, certi giornali, ci azzeccano quasi sempre.

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Metti ci azzeccassero pure stavolta. Sul caso Lazio e Mauri il polverone è già alto. Dipende poi che vuol dire alto. L’informazione ha spostato il tutto in quattordicesima pagina. Anche più in là se PSG e Real e Bayern hanno litigato o puntavano obiettivi di prestigio.

Il fatto è che una simile sentenza sarebbe ancora una picconata a quel briciolo di credibilità che – dicono loro, perché noi nemmeno più quella – rimane alla Lega e alla Giustizia Sportiva italiana.

A Mauri solo 6 mesi: il testimone non è attendibile. Tal Gervasoni, attendibilissimo e anzi perno di alcuni ragionamenti e sentenze pregresse. Attendibile a targhe alterne, come la freccia accesa per il carabiniere: ora sì, ora no, ora sì, ora no.

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Per la Lazio uno scappellotto e via: così non si fa, la prossima volta saremo più duri. Pena pecuniaria e si parte alla pari con tutti.

Nel frattempo il silenzio ha fatto bene. Del calcioscommesse non si sa più nulla. Tutto messo a tacere. Conte ha pagato, la Juve ha seriamente rischiato di pagare (per via della squalifica di Conte e del povero Alessio), mentre degli altri non si deve sapere. Quel Milan-Bari non è mai stato approfondito, c’erano un paio di partite dell’Inter, poi la posizione di Gianello e del Napoli, ma a chi vuoi che importi?

Si parte alla pari. Così vogliono i grandi capi. A noi torna comodo: vogliamo vincere sul campo, dove abbiamo sempre vinto. Contro tutto e tutti. Contro pure dei testimoni ora attendibili… e ora no!

Ora, e chiudiamo, ci resta un’ultima domanda: nel frattempo Mauri ha praticamente gravato sugli avversari, eppure non avrebbe potuto, o sì? Criscito non è andato agli Europei che si svolgono una volta ogni quattro anni. E poi c’è quel dubbio: ma le partite si son truccate da sole? E se sì: Clio Makeup è colpevole di qualcosa?

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Il calendario Juventus della Serie A 2013/2014

La prima cosa da sottolineare è che nessuno dei dirigenti bianconeri è scappato in motorino. Sono andati via tutti tranquilli, forti delle parole di Mr. Conte, per esempio. Così come quelle di Petkovic e via via degli altri direttori, amministratori o portaborse. Perché il calendario può incidere fino a un certo punto, alibi di chi deve far comunque spettacolo o trovare scuse a qualche insuccesso.

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La Juve parte forte, fortissimo. La prima è fuori casa, a Genova, contro i blucerchiati di Delio Rossi. Non sarà facile, tanto più che troveremo contro Manolo Gabbiadini, uno che vorrebbe ben figurare. Poi Lazio e quindi Mazzarri con la sua nuova Inter. Da verificare il calendario della Champions, per capire meglio come si incastrano le sfide.

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Le altre date da segnalare sono le seguenti, posto che ogni domenica sarà una battaglia:

  • 6° giornata, Torino-Juventus;
  • 7° giornata, Juventus-Milan;
  • 8° giornata, Fiorentina-Juventus;
  • 12° giornata, Juventus-Napoli.

Le ultime quattro sfide riguardano Sassuolo, Atalanta, Roma e Cagliari.

Tutto il calendario è scaricabile a questo indirizzo.

Commenti? Pareri? Impressioni?

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Serie A 2013/2014: partenza pazzesca per la Juve

Chissà che ne penserà Aurelio De Laurentiis (non presente: nessun motorino nei paraggi!) , ma certo i sorteggi sulla carta mettono un po’ di ostacoli alla Juve di Antonio Conte.

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Si parte in casa della Sampdoria, la squadra che più ci ha fatto soffrire lo scorso campionato. Sarà una rivincita certamente, sarà una vendetta calcistica. Con Manolo Gabbiadini che vorrà certo ben figurare contro la squadra che ne controlla il cartellino.

La seconda giornata vede la Juve impegnata contro la Lazio a Torino. Un remake di quella che sarà la sfida in Supercoppa Italiana. Partita delicata.

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Così come è delicata la supersfida contro i nerazzurri alla terza di campionato. Troppo presto?

Poi tocca al Verona dell’ex Toni. Quindi Chievo e alla sesta ecco il derby.

Domani pubblicheremo l’intero campionato bianconero. Intanto… come inizio non c’è male. Go Juve!

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Vendita, svendite e scambi di mercato

Mercato fin qui fantastico. A zero euro abbiamo preso Llorente. Con soli 9 milioni di euro Tevez. E poi abbiamo speso un po’ di soldi per Ogbonna, su cui Conte crede fermamente. Per una squadra che fin qui non ha perso i suoi migliori giocatori, è un mercato eccezionale.

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Ma fin qui un certo tipo di mercato è stato parzialmente positivo. Ceduto Giaccherini per 8 milioni di euro, tale per cui segnare a bilancio una plusvalenza e rimpinguare le casse bianconere, e chiuse un po’ di operazioni con giovanotti vari, ora servono le cessioni pesanti. Pesanti nel valore.

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Sei attaccanti sono troppi, per esempio. Lo ha ribadito Marotta che però fatica a cedere anche uno di quei sei attaccanti. Il numero in realtà è ristretto a quattro, probabilmente tre: Quagliarella, Matri, Vucinic, Giovinco. In questo preciso ordine di vendita preferita.

Base d’asta per i primi due? 10 milioni di euro. La mia convinzione è che bisogna puntare all’estero: non regaliamo i nostri giocatori in Italia, quando in Italia ci mettono i bastoni fra le ruote costantemente, al di là di piccoli casi (leggi Udinese e, sorprendentemente, Torino). Così toccherà sondare la Premier per piazzare l’uomo di Castellamare di Stabia. Senza questi soldi la Juve rischia di tenere in casa troppi attaccanti o cedere a una delle offerte-a-zero di fine mercato. O, peggio, di svalutare il suo parco giocatori.

Discorso analogo per i piccoli calibri per i quali vale un eccessivo costo in termini di ingaggio. De Ceglie e Padoin (che comunque Conte preferirebbe tenere). Nei piccoli calibri non rientra Caceres. L’uruguaiano, duttile come pochi, è un valore aggiunto della rosa bianconera. La notizia odierna di un possibile scambio con Zuniga mi lascia perplesso. Io non farei mai questo scambio perché, ad oggi, Caceres vale molto di più di Zuniga. Per i due scudetti vinti, per il tasso di utilità tecnico-tattica che porta in dote e perché andremmo a rinforzare un’avversaria.

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Orologi con fusi orari diversi…

Sono gli orologi di una certa giustizia sportiva che pur essendo sullo stesso meridiano segnano ore diverse.

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E li porta in entrambi i polsi tal procuratore Stefano Palazzi.

Quando guarda il polso destro l’orologio bianconero è preciso, perfetto, i tempi addirittura vengono precorsi e allora la “sua” giustizia diventa implacabile per tempistica e (in)efficienza, tanto da stilare richieste di pronunciamenti preconfezionati e dettati solo da prezzolato qualunquismo, pur smentito da una marea di persone nella farsa Scommessopoli, ha inquisito a destra e a manca prima i giocatori della Juve e poi è riuscito con la colpevole complicità del “sistema” a far condannare Antonio Conte per non aver commesso il fatto… solo perchè non poteva non sapere.

Abbiamo mandato giù a furia di malox questa perversa decisione e alla faccia loro abbiamo stravinto il secondo scudo consecutivo, il 31esimo della storia bianconera.

Attendevamo che un rigurgito di dignità sportiva lo affogasse e lo convincesse a procedere con la stessa prezzolata solerzia sugli episodi seri del calcioscommesse.

Poveri illusi!

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Noi!

Ora, a campionato concluso, l’esimio azzeccagarbugli chiede la condanna a 4 anni e mezzo per Mauri, capitano della Lazio per inconfutabili e provate porcherie commesse da quest’ultimo in combine con altri.

Se la memoria mia non è fallace, la partita di andata di Coppa Italia finì 1 a 1 con gol di Peluso e pareggio di Mauri… già…proprio lui!

E il ritorno ce lo mangiammo noi per mancanza di buoni realizzatori pur avendo dominato la partita.

Ma come si dice dalle mie parti:” acqua passata non macina più”.

Ma l’incazzatura non è passata, è ancora viva e, oggi, si è addirittura arroventata per questa decisione del procuratore Stefano Palazzi che ha guardato l’orologio al polso sinistro e che è fortemente in ritardo rispetto al meridiano di Greenwich.

Adesso cosa faranno? Revocheranno la Coppa Italia alla Lazio?

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Tridente o non tridente?

C’è una domanda che nell’ambiente bianconero gira nell’aria, furtiva e stimolante: Conte potrebbe schierare il tridente? Del tipo: Vucinic a sinistra, Tevez a destra e Llorente in mezzo?

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Nella prima uscita stagionale, Antonio Conte sembra aver risposto a questa domanda: “Il tridente lo posso schierare giusto coi dilettanti“, riferendosi al trio Vucinic-Matri-Quagliarella. Questioni di equilibrio: per garantire il tridente, il centrocampo dovrebbe sobbarcarsi un lavoro enorme di copertura.

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Ora, il punto è proprio questo: Marchisio-Pogba-Vidal potrebbero tranquillamente sostenere il peso dei tre d’avanti? Secondo me sì, con un reparto difensivo a 4, secondo me sì. Penso a uno schieramento con, da sinistra a destra, Chiellini-Bonucci-Barzagli-Lichtsteiner. Ma il nodo lo scioglierà Conte.

Sebbene sia il 3-5-2 il modulo principale scelto, io credo fermamente che col rientro di Pepe il 4-3-3 sia attuabile, mentre il famigerato 3-3-4 sia un modo di confondere la fantasia con la realtà (benché il modulo venga messo in pratica, con i giusti esterni). Almeno il terzetto d’attacco è schierabile quando magari la partita rischia di sfuggire di mano.

Il fascino di un Vucinic-Llorente-Tevez è davvero incredibile, ma la palla passa a Conte. Dopo aver tirato fuori il modulo per schierare tutti e quattro i più forti centrocampisti, vuoi che non si faccia venire in mente l’idea per schierare tutti i migliori attaccanti?

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Volete ridere? La Juve ha colmato il gap con le avversarie?

Eppure ricordo che il campionato è stato vinto dalla Juve. Ricordo perfettamente il solco scavato con le avversarie proprio nell’anno di rientro nella Champions League, senza cioè il vantaggio di giocare soltanto una volta alla settimana. Ricordo male?

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Sì perché a leggere i giornali il dubbio mi assale. La Fiorentina si è rinforzata: fra tutte è quella che ha fatto il miglior mercato. Lo riconosciamo perché alla coerenza attribuiamo un valore enorme… noi!

Poi c’è il Napoli che ceduto il pezzo migliore, ora sta cercando di sostituirlo con una serie di scommesse e di uomini importanti (Higuain lo è di certo!). In realtà gli azzurri ce l’hanno in panchina l’acquisto più importante: Benitez sa far calcio, sa mettere la squadra in campo e con gli uomini giusti può fare benissimo. Quanto “bene” lo dirà solo il campo.

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Inter e Milan hanno dovuto rinunciare alle astuzie di bilancio e sono in difficoltà croniche ormai da anni. Costretti a elemosinare, e l’assenza di Preziosi nuoce gravemente a Milano. Il Milan è perfino in difficoltà per non poter mettere nell’assegno 500.000 euro in più. Se non sblocca lo sponsor, si fa dura per Honda. Mentre i cugini neroazzurri devono risolvere il nodo societario: vende o vende il buon Massimo che, anche stavolta, non ci sta capendo nulla?

Infine Lazio e Roma: la prima si basa su una solidità di fatto, la seconda su un mercato tutto da sviluppare, con l’aggravante di aver perso il migliore difensore.

E la Juve? Fin qui sembra quella con maggiori problemi. Non riesce a smaltire le seconde linee (quando qualcuno è stato costretto a cedere il pezzo migliore, o altri non riescono nemmeno a comprare). Si ritrova con un Tevez che è tutto un programma, dicono. E un Llorente che è spagnolo: essendo spagnolo non farà bene, dicono. Più un Ogbonna che farà a botte con Bonucci o Chiellini minando la tranquillità del gruppo: stupido Conte che pensa di aver rinforzato il già più-forte reparto difensivo d’Italia. A centrocampo Marotta non ha preso nessuno: il tecnico si dovrà accontentare di Pirlo, Marchisio, Vidal e Pogba. In panchina si siederanno Vucinic, Matri, Giovinco, Quagliarella, uno tra Pepe e Isla, Storari, Peluso, Caceres.

Ergo, andando contro le regole più elementari del fare giornalismo, ci si chiede se la Juve sia all’altezza di Fiorentina e Napoli. Quasi quasi il mercato chiama la Juve a colmare il gap con le avversarie. E quel Marotta è ancora fermo a Ogbonna, Tevez e Llorente, avendo rifiutato offerte milionarie per Marchisio, Vidal e Pogba. Blah!

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Doping libero

Scrivo, ovviamente, come ing.

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Ma scrivo su IOJUVENTINO.

@iojuventino mi perdonerà se scriverò qualcosa di forte che magari non condivide.

Forte, ma nei limiti dell’educazione, senza offendere nessuno e senza voler creare scandalo.

Vorrei solo spazzare via l’ipocrisia.

Chiedo il DOPING LIBERO per tutti i professionisti di tutti gli sport, calcio compreso.

È di oggi la notizia che secondo controlli effettuati nel 2004 Pantani fece uso di Epo prima del Tour vinto nel 1998.

E allora?

Questi francesi quando finiranno di distruggere il loro leggendario Tour de France?

Nessuno tocchi Pantani.

Un fuoriclasse immenso, probabilmente il più grande scalatore di tutti i tempi.

Pantani dopato?

E cos’è il DOPING?

Wikipedia dice: “Il doping è l’uso (o abuso) di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell’atleta.”

Ma Wikipedia sbaglia.

Il DOPING è l’uso di farmaci o sostanze, segnalate in una lista stabilita, da parte di atleti.

È banalmente una regola, ipocritamente definita per salvaguardare la salute degli atleti, che potrebbe benissimo non contenere sostanze ancora più potenti e più nocive semplicemente perché sconosciute agli scienziati estensori della norma.

Proprio così: se io riesco ad incrementare le mie prestazioni con una sostanza fuori lista, non sono un dopato.

Se invece inavvertitamente assumo una quantità minima di una sostanza compresa nella lista sono dopato.

Già questo dovrebbe spingere verso il DOPING LIBERO.

Ma c’è molto di più.

Tutti gli atleti, di tutti gli sport professionistici del mondo, fanno ricorso all’aiuto farmacologico.

E tutti lo sanno.

E sanno anche che non c’è nulla di scandaloso o di non etico.

Un atleta raggiunge determinati risultati per il combinarsi di molteplici fattori: predisposizione naturale, status sociale, sacrificio, tecniche di allenamento, tipo di dieta, farmaci, ecc.

Un atleta non raggiunge mai il risultato per la semplice predisposizione naturale.

E nessuno si scandalizza se un atleta batte un suo avversario perché ha un allenatore migliore.

Così non bisogna scandalizzarsi se un atleta batte un suo avversario perché ha un medico più bravo, o se volete più disinvolto e disposto a mettere a rischio la salute dell’atleta. L’atleta ne è consapevole e decide di correre il rischio.

Lo sport professionistico è anche rischio. Si rischia la vita per vincere, per raggiungere la gloria e la ricchezza.

C’è chi la vita la perde in gara per un incidente come Simoncelli o Antonelli, c’è chi la perde per colpa dei farmaci come Simpson sul Mont Ventoux.

Tutti consapevoli.

Ma ci droghiamo impunemente noi “normali” con caffè, sigarette ed alcool, con il benestare di tutti, e non si possono drogare i campioni per raggiungere una prestazione straordinaria?

Non c’è nulla di falso nei sette Tour di Amstrong. Se fosse così semplice vincere sette Tour di fila, ci sarebbero riusciti tutti, visto che tutti si drogano o, insomma, fanno uso ed abuso di farmaci.

Il farmaco migliora le prestazioni, ma se sei un brocco, brocco rimani.

Rimane il dubbio di chi si è drogato di più (a proprio rischio e pericolo) e se si è dentro o fuori la famigerata lista di sostanze proibite. Con il risultato che vediamo Froome scattare in salita come una motocicletta e ci guardiamo con lo sguardo furbo di chi ha capito tutto …….

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Ma pensate che Froome non abbia fatto allenamenti massacranti e non faccia una vita piena di privazioni per raggiungere quel risultato? Se poi c’è l’aiuto medico, sono affari soltanto suoi. La realtà, inconfutabile, è che lui è arrivato prima degli altri.

Il resto sono chiacchiere.

Allora aboliamolo questo DOPING.

Non potrà essere mai sconfitto perché i più deboli lo praticheranno per battere i più forti e i più forti saranno obbligati a praticarlo per non essere battuti dai più deboli.

Non potrà essere mai sconfitto perché i medici che somministrano il doping sono decisamente più bravi dei medici controllori: sono pagati molto di più.

Il DOPING va abolito per avere la certezza del risultato e perché non c’è niente di anormale nel voler migliorare le proprie prestazioni sportive, con dei farmaci, anche a rischio della propria salute.

Sono matto?

È da quanto Pantani fu prelevato come un delinquente dal Giro ’99 con tanto di agenti con armi da fuoco che sostengo questa tesi.

È da quando Cannavò si stracciò le vesti sulla Gazzetta per il “tradimento” di Pantani che porto avanti questo ragionamento.

Ora cominciano a dirlo persone ben più credibili di me.

Dott. Vergara, specialista in Cardiologia e Medicina dello Sport:

http://www.ladige.it/articoli/2012/08/13/doping-libero-solo-prof

Addirittura il capo della procura antidoping del CONI:

http://rugby1823.blogosfere.it/2010/10/sportdoping—anche-il-coni-finalmente-ammette-doping-imbattibile-legalizziamolo.html

Ma perché parlo di doping su IOJUVENTINO?

Perché tra gli sport c’è anche il calcio e anche la Juventus.

Il doping nel calcio è probabilmente sempre esistito, come in tutti gli altri sport.

Vedi l’articolo sull’Inter di Herrera:

http://calciomalato.blogosfere.it/2013/06/doping-inter-tutti-i-morti-della-pasticca-di-herrera.html

Vedi l’articolo sul Barcellona:

http://calciomalato.blogosfere.it/2013/05/fuentes-doping-barcellona-ko-e-fine-dellegemonia-spagnola-solo-un-caso.html

Aiax e River Plate sostengono che fosse drogata la Juventus del ’95, ’96:

http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2013/05/24/4001760/di-livio-non-ci-sta-juventus-96-dopata-vergognatevi-allora

Io non so se la Juventusabbia fatto solo abuso di farmaci (come sembrerebbe ai giudici) o sia sconfinata fuori lista, ma so che un reparto offensivo con Vialli, Ravanelli, Baggio e Del Piero non ce l’ha neanche il Barcellona di Messi e Neymar.

Il resto sono chiacchiere.

La Germania del ’54 correva più dell’Ungheria di Puskas (E lì furono fessi gli ungheresi a non prendere medicine giuste anche loro).

L’Olanda di Cruyff applicava il “calcio totale”, dispendiosissimo. (Ma senza Cruyff tornò normale).

L’Italia di Bearzot si faceva le flebo. (Ma senza il fiuto del goal di Paolo Rossi si sarebbe fermata davanti al Brasile di Falcao).

Il Milan di Sacchi strabiliò il mondo attaccando, ogni partita, per 90 minuti. (Ma senza Van Basten, Gullit e Rijkaard tornò normale).

Il Bayern attuale ti soffoca in ogni angolo del campo. (Ma senza Rybery, Robben, Muller, ecc. non avrebbe vinto nulla).

Anche nel calcio bisogna prendere le medicine, perché bisogna correre più degli avversari. E l’allenamento non è sufficiente.

DOPING LIBERO.

Ma solo quello farmacologico. Nel 2006 si è attuato un altro tipo di DOPING per vincere il campionato. Ma questa è un’altra storia.

P.S.

Per chi è interessato, c’è un articolo su Pantani che merita di essere letto:

http://www.ilgiornale.it/news/sport/dopato-i-dopati-e-cos-pantani-resta-pi-grande-tutti-938512.html

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Caro Beppe, dove eri l’anno scorso? E nel 2006?

Bello, davvero molto bello. E giusto soprattutto. “Basta con questa falsa ipocrisia” ha gridato Beppe Accardi in Speciale Calciomercato, la trasmissione di Sportitalia. Presenza fisica e parole che sottoscriviamo in pieno.

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Ne ha avute per tutti: direttori tecnici italiani affascinati dal nome estero, Lega, la Procura di Palazzi. E qui cominciano a girarmi in modo vorticoso, generando un piacevole vento visto il caldo.

Qui giochiamo con la dignità delle persone. Qui ci sono vite che si possono rovinare. Oh, ma siamo matti?”. Parole che sottoscriviamo, compreso il tono veramente veemente con il quale sono state pronunciate. Bravo Beppe, che in questo modo ha praticamente messo in guardia sul caso Mauri.

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Epperò mi scappa una domanda: ma l’anno scorso Beppe Accardi dove era? E questo “ragionevole dubbio” che serpeggia sui giornali, l’anno scorso dove era nascosto? Mauri-Lazio fa meno effetto di Conte-Juve: oggettivo, lapalissiano. E quindi? E’ solo il piacere del palcoscenico? Conte poteva essere maltrattato, mentre su Mauri dobbiamo andar cauti? E il povero Luciano Moggi, colui che ne capisce più di tutti di calcio?

E’ da anni che combattiamo per restituire dignità alle persone che sono state infangate in modo vile e ignobile, senza che alcuno – pochissimi, in verità – abbiano mai fatto la sfuriata di Beppe a Sportitalia. Senza che alcuno abbia puntato il dito sui veri ignobili personaggi che hanno distrutto questo paese (e molto spesso il paese calcistico coincide con quello politico-civile).

Attaccare la Juve fa comodo, difendere gli altri portando in dote il “ragionevole dubbio” mi sembra corretto. Il problema è che questo atteggiamento vale solo quando non c’è la Juve di mezzo.

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