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Mese: August 2013 (pagina 1 di 4)

Juventus-Lazio 4-1 Nel segno di una bellezza tecnica superiore

Petkovic sceglie una formazione che ha una funzione importante: non prenderle. Tutti dietro, coperti. L’hanno chiamata “tattica attendista”, in realtà il nome corretto è catenaccione. Uno dei pochi antidoti alla strapotenza bianconera. Conte non tocca nulla del suo 3-5-2 e si affida ancora alla coppia Vucinic-Tevez.

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Primo Tempo

La prima frazione di gioco esprime un canovaccio semplicissimo: la Juve costruisce e fa il gioco, la Lazio difende tutta nella propria metà campo per sfogarsi soltanto in contropiede. Pirlo e Pogba impostano l’azione a proprio piacimento, mentre Lichsteiner ara la fascia destra con la consueta efficacia. E’ Tevez il più in palla: la condizione cresce e il talento argentino si mette in mostra. Accelerazioni e dribbling, più assist e idee.

Una Juve molto paziente attacca la Lazio frontalmente e passa grazie a un’invenzione di Pogba. Il francesino riceve a ridosso dell’area di rigore e libera con un tocco delicato Vidal che scappa alle spalle dei difensori. Stop immediato del cileno e delizioso tocco d’esterno che mette fuori causa Marchetti. Prima marcatura in campionato per il Guerriero che si ripete al minuto 26. Stavolta il lancio illuminante è di Bonucci che, complice una difesa inerme dei biancocelesti, imbecca il cileno che offre il bis stavolta di sinistro. Juve in grande spolvero, con un gioco molto più veloce dalla trequarti in su, soprattutto per la presenza di un Tevez sempre più agile.

Arturo Vidal: fra i più forti centrocampisti al mondo

Quasi come un attaccante: gli inserimenti di Vidal spaccano il match

La Lazio prova a dare un senso alla presenza in campo. I tiri da fuori sembrano l’unica strategia per chi fatica ad arrivare vicino all’area di rigore e quasi risultano una strategia interessante. Un bolide di Hernanes inganna Buffon che respinge corto e Klose finalmente firma una rete contro il portiere bianconero. La Lazio, capito il giochetto, ci proverà ancora da fuori con Hernanes e Candreva sempre respinti, poi il solito sinistro di Radu. Qualche angolo pericoloso, ma poco più.

Da segnalare un placaggio di Cana su Tevez: è rigore solare, ma a Tagliavento non va giù e tutto passa in cavalleria. L’arbitro si ripete su una evidentissima spinta su Tevez al limite dell’area, ma fischia punizione contro l’argentino. Se la cava pure Hernanes che solo al terzo fallo duro viene ammonito, ma solo perché i bianconeri accennano una protesta di gruppo.

Secondo Tempo

Al fischio di Tagliavento la Lazio tenta un’operazione di emulazione mal riuscita. Prova una sfuriata, ma sfortuna vuole che Vucinic si sia messo le scarpette di calcio lasciando le ciabatte nello spogliatoio. E in 5 minuti la partita muore.

Strappo decisivo di Bonucci che decide di firmare il secondo assist: Tevez viene incontro, la difesa laziale si apre e Vucinic si infila. Il tocco morbissimo col quale manda all’aria Marchetti da posizione defilata è dolcissimo come solo il suo piede sa essere. Mirko: ma perché non giochi sempre così? Già perché il montenegrino rischia subito la doppietta 60 secondi dopo. Prende palla sulla trequarti, si gira, Tevez gli porta via un uomo lanciandosi alla sua destra, ma Vucinic si infila in area e con la punta spara sul corpo di Marchetti. Lazio salva, ma è l’azione che ammazza la partita. La Lazio non riuscirà più a svegliarsi da questo cazzotto.

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La mano di Hernanes è un verdetto: il brasiliano, visibilmente nervoso, tenta di andare di testa, ma schiaccia come la famosa giocatrice di un cartone animato. Il motivo per cui il giallo non deve essere estratto risiede in quella perversa senza di antijuventinismo di cui è preda mezza Italia. Compreso il buon Sebino Nela che ha dovuto commentare delle sublimi giocate tecniche.

Tevez conferma il motivo per cui Conte lo insegue da tre anni. Un piccolo concentrato di potenza e fantasia, perfettamente integrato in un orologio di squisito valore quale è la manovra bianconera. Esaltata da un Vidal in formato mondiale e un Pogba che colleziona colpi di estrema classe sfoderati con la proprietà di un mago della PlayStation. Di colpo quel “ci siamo indeboliti” sembra travestirsi nell’ennesimo bluff che Conte ha voluto giocare a chi “ci gufa contro”.

La maglia numero 10 di Tevez

La numero 10 è sulle spalle giuste. Inserimento di Tevez prepotente nella Juve di Conte

E poiché l’unico obiettivo del match è cercare una sola firma ancora nel tabellino, ecco le due sfuriate. Vidal si avvicina lentamente in area di rigore, scambia con Tevez che arretra, poi di colpo si gira e serve ancora Vidal che chiude il triangolo. Il tiro a giro di Tevez sbatte contro la traversa mentre lo stadio urla di dolore. Ma l’attesa sarà breve. Palla a Tevez a limite servito ancora da Vidal, l’argentino si gira in un fazzoletto con una sterzata poderosa, palla sul destro e piattone morbidissimo sull’angolo più lontano. Marchetti tenta, ma è inutile. Terzo gol in tre partite. Se la Juve aveva bisogno di una seconda punta più efficace, beh… benvenuto Carlitos!

Chiave Tattica

L’organizzazione di gioco della Juve è imbarazzante se rapportata all’unico schema laziale e cioè accelerazione del centrocampista di turno e botta da 40 metri. Buffon a metà del secondo tempo, rinunciando all’ennesimo rimprovero per i propri compagni, ha guardato verso i telecameristi mostrando uno sguardo perplesso: ma siamo su Scherzi a Parte?

La difesa a 4 di Petkovic non riesce a respingere gli attacchi di Conte. Asamoah è bassissimo quando la Juve si difende, quasi a formare una linea a 4. Lì Candreva non troverà mai spazio, mentre Cavanda gira a vuoto rimbalzato più volte verso un giro palla sterile. Di contro la Juve mostra una voglia di costruire azioni anche belle. Merito dell’innesto di Tevez che ha alzato clamorosamente l’asticella della qualità.

Con l’argentino e Mirko Vucinic prima punta, la Juve acquista un’altra pedina con cui può imbastire azioni molto complesse. Se Vucinic va verso il centrocampista, Tevez si allarga e i due interni si infilano. Più Vidal di Pogba e da qui sono nate due reti. Lichsteiner spinge e tiene a bada Lulic, mentre Asamoah è molto più timido. Lì scorazza ora Tevez e ora Vucinic e la Lazio non ci capisce nulla.

Il gol di Vucinic per il momentaneo 3-1 della Juve sulla Lazio

Le verticalizzazioni hanno nuovamente messo in crisi la difesa laziale: frutto di schemi provati. Qui il gol di Vucinic

Rispetto a un anno fa, con Tevez a galleggiare alle spalle della prima punta, la Juve riesce meglio a sfrondare la selva di gambe in mezzo al campo e a trovare lo spazio giusto per entrare in area. Inoltre è sempre Tevez a garantire un’opzione importante: il tiro dal limite. Una parata, una traversa e un gol. A Conte l’obiettivo di trovare le giuste idee per valorizzare Llorente per adesso in panchina.

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Juventus-Lazio: squadra che vince non si cambia? [FORMAZIONI]

Il famoso detto “squadra che vince non si cambia” suggerisce la formazione di questa sera contro la Lazio. La rivincita per i biancocelesti è l’ostacolo più pericoloso. Troppa voglia di riscattare la figuraccia di una settimana fa.

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Conte dovrà essere bravo a trovare l’equilibrio buono per fare muro contro i contropiedi laziali e caricare i suoi uomini. Non bisogna mollare di un metro, aggredirli e martellare coi gol.

A guidare l’attacco ci saranno Vucinic e Tevez. Niente da fare per Llorente nonostante il ragazzo sia affamato di minuti in campo. Ci sarà spazio forse nella ripresa.

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Difficilmente la Lazio concederà gli spazi che erroneamente all’Olimpico ha lasciato alla velocità dei bianconeri. Quindi la pazienza nella manovra e i tentativi da fuori potrebbero essere la chiave per avere la meglio su Petkovic.

Di seguito ecco la formazione col solito 3-5-2. Nel dopo partita saranno caldissimi i microfoni alla ricerca del tecnico leccese.

Juventus-Lazio: squadra che vince non si cambia?

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Terremoto Conte in conferenza: come lo interpretiamo?

Obiettivo numero uno: trasferire un minimo di pressione anche alle avversarie che possono contare su un comparto stampa molto unito quando si tratta di dar contro alla Juve. “Stiamo attenti che ci gufano contro” è una di quelle massime che ogni tifoso deve stamparsi nella mente quest’anno.

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Obiettivo numero due: nessun tipo di giochetto mediatico. Conte dice quello che pensa e per questo lo amo alla follia. Anche quando, in una conferenza stampa, tutta da interpretare, rischia di far saltare il banco. Ci torniamo fra qualche riga.

Obiettivo numero tre: chi è stato alla Juve nei periodi in cui ci è stato Conte, non può accettare di buon grado movimenti di mercato come quelli degli ultimi anni. E ora cominciamo.

Ci gufano contro: facciamo gruppo

I troppi complimenti rischiano di anestesizzare chi deve mantenere altissima la concentrazione. E’ il senso del “ci gufano contro”, dopo ampie prove di una stampa che non può non esaltare l’oggettiva forza della Juve, ma che avalla campagne molto pesanti (da Calciopoli a Scommessopoli, tanto per intenderci).

E allora Conte fa muro e fa gruppo, nel tentativo di replicare la forza complessiva che ha permesso alla Juve di superare tutti gli ostacoli del biennio. Importante questo atteggiamento che un po’ tutti dovremmo capire, comprendere appieno e mettere in pratica, pur non rinunciando alla critica costruttiva. Per il bene della Juve lo fa proprio Conte. E infatti.

Il nuovo mercato della Juve secondo Conte

Conte è un mago? Per quanto mi riguarda sì, ma la magia in questo mondo è razionalità. Fuori Giaccherini e Matri, dentro nessuno e Llorente. Più Tevez che fa storia a sé. Il “nessuno” vuol dire che nessuno ha sostituito Giaccherini. E allora reinterpretiamo il mercato.

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Secondo il tecnico leccese, pare di capire, tutti quelli che fin qui lo hanno reso vincente avevano ancora fame. Tanta fame e quindi andavano tenuti. Da Giaccherini a Matri, Conte non ha avallato le scelte di cederli. Lo dice chiaramente e su questo punto non si discute. Ragioni di bilancio, di numeri finanziari che in qualche modo devono allinearsi verso lo 0 (zero). Sacrifici tecnici che a un allenatore come Conte non vanno giù. Soprattutto nell’anno in cui ha ragionevolmente indicato la via: “Avete visto la panchina di Guardiola e quella del Barca?”. Tradotto: dovevamo aggiungere campioni agli ottimi giocatori che abbiamo, invece cediamo gli ottimi giocatori prendendo un solo campione e due innesti che avranno bisogno di un po’ di tempo per inserirsi nel gruppo e negli schemi. La domanda è dunque: era Conte che doveva andare incontro alla Società?

Nella logica ferrea di Conte quest’ultima mossa appare come un ostacolo alla veloce accelerazione della macchina. Perché ancora di “macchina” si tratta, guardando alle corazzate e ai carrarmati europei. Ecco l’obiettivo di un uomo che vorrebbe misurarsi col calcio mondiale sin da subito, avendo già dimostrato di poterci stare nella storia del calcio.

Non ha avallato le scelte scaricando la responsabilità sulla dirigenza: scelta molto forte che apprezzo per l’onestà intellettuale. Scelta che però rischia anche di complicare il lavoro della dirigenza che è chiamata a uno sforzo. E nella dirigenza inserisco pure la Proprietà. De Laurentiis mette mano al portafogli, l’Inter è costretta a rivolgersi all’Indonesia, il Real spende 101 milioni per il più forte esterno sinistro, il Barca prova a dare lezioni pur coi 59 milioni di euro spesi per il gioiellino Neymar. Quando la Juve potrà aggiungersi a questa lista, allora Conte sarà felice.

Per il momento resta un mercato ottimo con Tevez, Llorente e Ogbonna, ma le uscite lo ridimensionano. Soprattutto se dovesse uscire pure Marrone. A quel punto, numericamente, non ci stiamo più: Pirlo-Vidal-Marchisio-Pogba non bastano per reggere tutto l’anno (fra squalifiche, infortuni e stato di forma). Serve una grande alternativa e non capisco perché non possa essere proprio Marrone. Certamente non può esserlo Padoin. Isla-De Ceglie-Peluso non possono essere le validissime alternative ad Asamoah e Lichtsteiner, contando sul recupero pieno di Pepe che avverrà solo nei prossimi mesi. Mentre i 5 attaccanti sembrano oggettivamente sufficienti per qualunque tipo di schema. Bene invece in difesa dove i rincalzi sono molto buoni.

E ora mancano due giorni alla chiusura del mercato. Evidente che Conte si aspetti qualcosa, soprattutto sulla fascia mancina.

Palla a voi: che ne pensate dello sfogo di Conte?

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Calciomercato Juventus: serve l’ultimo sforzo

Con Matri che finisce ai rossoneri e Quagliarella che a questo punto dovrebbe restare, la Juventus è completa. O quasi. L’unico dubbio è riferito alla fascia mancina dove se non si può discutere di Asamoah, molto può essere detto sulla qualità dei rincalzi. Specie se prendiamo a riferimento il 3-5-2.

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Per Conte servirebbe un’ala vecchio stampo. Tanto per intenderci e tornare per l’ennesima volta sull’argomento, a Conte servirebbe tanto Nani. Ma la cifra pagata per Matri servirà a coprire il disavanzo dell’ultimo mercato (in particolare Galliani ci ha gentilmente pagato Tevez) e quindi niente tesoretto.

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Tesoretto che salterebbe fuori nel caso di cessione di Quagliarella e Marrone, nonché quella di De Ceglie e/o di Isla. A quel punto l’assalto a Nani non sarebbe impossibile. E se non Nani, di certo uno come Kolarov farebbe felice la Juve. L’esterno ex Lazio potrebbe infatti ricoprire con merito sia il ruolo di laterale nel 3-5-2 sia il ruolo di terzino in una difesa a 4.

Per rendere perfetto un mercato interessante, serve allora un ultimo sforzo. Un ultimo grande colpo capace di far sorridere ancora più intensamente Conte e allargare il gap con le avversarie. La prima giornata ci ha forse descritto e prospettato un campionato molto tosto e lungo. E la lezione ultima di Conte è “panchina lunga e di qualità: avete visto chi aveva in panchina il Barca e il Bayern?“. Già.

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Un sorteggio durissimo e per questo belissimo

Se vuoi essere campione, devi battere il campione.

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Non c’è altro modo di descrivere il sorteggio che mette la Juve di fronte al Real Madrid di Carlo Ancelotti e al Galatasaray di tanti campioni recuperati al calcio. Più una trasferta a Copenaghen che rappresenta l’insidia ultima di un girone complesso.

La trasferta in Turchia in particolare è complessa: ambiente e rosa non lasciano tranquilli, ma noi siamo la Juve.

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Il doppio confronto col Real Madrid è propiziatorio per confrontarsi con un club importante e una rosa ben assortita, quindi per scrivere nuove pagine di storia come direbbe Conte. Difficile, complicato, ma noi siamo la Juve.

Sulla carta si potrebbero fare intensi ragionamenti su cosa conviene, su come conviene, sul dove, sul quando. Ma sarebbe inutile. Dipende tutto dallo stato di forma, mentale e fisico, con cui giungi a ridosso delle sfide.

Superare un simile turno darebbe stimoli importanti per proseguire con le eliminatorie dirette.

Avanti Juve: ormai il grande calcio ti ha ritrovata!

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Sorteggio Champions League 2013/2014 [LIVE]

Come ogni anno seguiremo i sorteggi di Champions League. Chi saranno le avversarie della Juventus?

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I bianconeri sono in seconda fascia dopo l’eliminazione del Lione. Non faremo ragionamenti sulla carta: la Juve deve giocarsela con tutti. Che poi, l’importante alla fine è arrivare in condizioni buone ai match.

Ecco il sorteggio, aggiornato in tempo reale. Aggiorna la pagina.

Girone A: Manchester United, Shakhtar, Bayer Leverkusen, Real Sociedad.

Girone B: Real Madrid, JUVENTUS, Galatasaray, Copenaghen.

Girone C: Benfica, PSG, Olympiacos, Anderlecht.

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Girone D: Bayern Monaco, CSKA Mosca, Manchester City, Viktoria Plzen.

Girone E: Chelsea, Schalke 04, Basilea, Steaua Bucarest.

Girone F: Arsenal, Marsiglia, Borussia Dortmund, Napoli.

Girone G: Porto, Atletico Madrid, Zenit, Austria Vienna.

Girone H: Barcelona, Milan, Ajax, Celtic Glasgow.

Commenti? Sulla carta ovviamente sembrerebbe tutto semplice da analizzare, ma poi il campo è tutt’altra roba.

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Identikit di mercato: Nani

Nato il 17 novembre 1986, all’anagrafe Luís Carlos Almeida da Cunha, Nani è inseguito da Conte da circa due anni. Il tecnico leccese, amante degli esterni eclettici e offensivi già dall’applicazione del 4-2-4, lo avevo messo nella lista dei desideri quando parlò con Marotta all’arrivo a Torino. Budget e una appeal tutto da ricostruire ne hanno reso impossibile l’acquisto. Ora la storia sembra più possibile.

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La carriera di Nani

Nani comincia seriamente a giocare a calcio nella cittadina di Queluz, in Portogallo. Lì viene notato dagli osservatori dello Sporting Lisbona che lo ingaggiano nel 2003. Nelle giovanili dei biancoverdi vince pure un campionato che gli vale la promozione in prima squadra nel 2005. Due anni fra i professionisti con circa 60 presenze e 9 gol. Si dimostra un esterno particolarmente offensivo con grandi doti tecniche in fase di dribbling. Fantasia che rapisce Ferguson.

Il Manchester United nel 2007 pagherà una cifra consistente (fra i 10 e i 15 milioni di sterline) ai portoghesi per assicurarsi Nani. Debutta nella vittoria contro il Chelsea nel Community Shield il 5 agosto dello stesso anno. I primi 12 mesi di Nani sono storici: arrivano la Premier League e la Champions. Nella finale del 2009 contro il Barca il portoghese non scenderà in campo per alcuni screzi con l’allenatore. In totale saranno più di 130 le presenze coi Red Devils condite da 26 reti e la vittoria pure della Coppa del mondo per club nel 2008.

In Nazionale Nani ha giocato sia nell’Under 21 (con uno score di 10 presenze e 1 rete) sia nella Nazionale Maggiore (con 65 presenze e 13 reti). Ha saltato però per infortunio l’ultimo mondiale in Sudafrica.

La scheda tecnica

Destro di nascita, in realtà Nani è molto eclettico e ha giocato con profitto su entrambe le fasce mostrando buona tecnica pure col sinistro. Molto tecnico e amante del dribbling, il portoghese ama sfogare corsa e finte per giocarsi l’uno contro uno con gli avversari per arrivare sul fondo e crossare o rientrare nel tentativo di battere a rete. Basta infatti guardare le statistiche di Premier League per notare che i gol di destro e di sinistro sono praticamente equivalenti (9 e 12 rispettivamente).

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Non è uno specialista di rigori e punizioni, né fa la differenza con gli inserimenti aerei.

Buona la capacità di adattarsi a un lavoro da classico centrocampista (tipo un laterale di un centrocampo a 4), ma dà il meglio di sé quando viene utilizzato come ala offensiva (quindi in un probabile 4-3-3). Dialoga facilmente con le punte amando giocare a ridosso dell’area per tentare il tiro da fuori.

Ipotesi di mercato

La voce che rimbalza dall’Inghilterra non ha trovato ufficialità in Italia, anche se la necessità di reperire un esterno offensivo è nella lista dei compiti che Marotta dovrebbe portare a termine entro la fine del mercato.

In scadenza il 30 giugno del 2014, il cartellino di Nani è fissato a circa 20 milioni di euro, ma in virtù del contratto prossimo alla scadenza, potrebbero bastarne poco più della metà per convincere il Manchester United. Dopo l’addio di Ferguson, Moyes non sembra puntare sul portoghese a cui viene preferito soprattutto Valencia.

Con un bonifico da 12/13 milioni di euro si può portare via da Manchester.

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Quando arriverà il turno di Llorente?

Lazio, poi stop, poi Inter e Champions. De facto sono queste le partite che attendono la Juve. In questo periodo ci sono diverse certezze: il centrocampo che è ancora più forte rispetto allo scorso anno, poi la difesa, i ricambi (leggi Ogbonna in difesa, per esempio) e Buffon. Più l’inserimento di Tevez.

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Ed ecco il primo punto in esame: ma il turno di Llorente?

Lo spagnolo è un ragazzo interessante. Spalle alla porta e col suo movimento piace molto a Conte, anche più di Matri che denuncia un po’ di tecnica sopraffina proprio spalle alla porta, mentre si dimostra molto importante quando si aprono spazi.

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Llorente sul gioco aereo potrebbe garantirci quanto nessuno sin qui è riuscito a garantirci: le partite sbloccate di testa sono una chimera per Conte, a esempio. E dalle fasce dovrebbero arrivare più cross, con maggiore qualità e precisione. Non ci siamo abituati.

Lo spagnolo non disdegna, come da sua carriera, inserimenti di rapina. Un po’ come faceva Trezeguet molti anni fa: quei gol brutti che la Juve non sa fare. Palle sporche trasformate in oro, risultati sbloccati con gol in mischia, con una zampata di un bomber puro.

Difficilmente riuscirà a segnare valanghe di gol, ma Conte aveva dato l’ok all’acquisto proprio per l’apporto tecnico che lo spagnolo porta alla manovra. Complicato dare valore al precampionato bianconero, perciò ne attendiamo l’uso in campo. Già contro la Lazio nel secondo tempo?

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De Laurentiis contro Capri: nel paese di Pulcinella

Faccio fatica a capire se è più ridicola la richiesta di risarcimento o davvero vergognosa la guerra aperta fra Capri (comune) e De Laurentiis (filosofo nonché Presidente e Proprietario del Napoli Calcio).

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Nessuno, fin qui, sottolinea che l’infortunio di Higuain, sugli scogli, è pura sfortuna. Il ragazzo, nuovo di Napoli, ha voluto trascorrere il giorno libero a mare, con amici e ragazza. Ha sbagliato tuffo (con la speranza che non replichi l’esercizio in campo) e per fortuna è finita bene. Per il ragazzo prima, per il calciatore poi.

Magari si può richiamare all’ordine Higuain: nel giorno libero non rischiare troppo. In fondo vieni pagato profumatamente anche per conservarti integro e dare tutto in campo. Almeno così la penso.

Invece De Laurentiis, evidentemente invidioso perfino della sua squadra che gli ha tolto un po’ la scena, esclusa la possibilità di scappare in moto da Capri a Napoli, ha trovato la genialata: richiesta di risarcimento di 100 milioni di euro al Comune di Capri per ritardi nei soccorsi a Higuain.

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Prima segnalazione: il ragazzo non era in pericolo di vita e stando alle testimonianze non si rilevano ritardi siderali. Già sulla scaletta aveva ricevuto le cure di amici e ragazza, poi è arrivata l’ambulanza.

Seconda segnalazione: vergognosa la cifra richiesta, ancora di più la presa per il culo che seguirà a livello mondiale. A un anno di distanza dal rifiuto di presentarsi a ricevere la medaglia per i secondi arrivati alla Supercoppa Italiana, ecco un’altra prova di come si ridicolizza un paese.

E ora tutti a pranzo: linguine allo scoglio (ops!).

P.S.

Per dovere di cronaca segnaliamo che il Comune di Capri ha risposto chiedendo 50 milioni di euro per danni all’immagine. Andasse in porto in Tribunale, De Laurentiis sarebbe costretto praticamente a vendere già Higuain per coprire il debito. Mossa dunque che produrrebbe un buco nell’acqua (ops!).

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La Juve si muove per Nani: offerta ufficiale presentata

Il The Sun va preso con le molle. Più o meno con lo stesso valore che hanno le parole di Zamparini sulla conferma di un allenatore. Con la stessa percentuale di avverarsi ciò che viene narrato.

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Però, l’idea di una Juve su Nani non solo non è fantasia, ma potrebbe essere la realtà. Zuniga non è più prendibile: il Napoli non è riuscito a trovare il sostituto e Benitez ha lavorato sulla testa del ragazzo per convincerlo a rimanere in azzurro.

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Così serve un esterno forte a sinistra. Isla è una scommessa: potrebbe rimanere fino a gennaio e qualora non convinca, solo allora scatterà la cessione. A sinistra i nomi sono quelli di Asamoah (a oggi titolare) e Peluso. De Ceglie è sul mercato e c’è un forte interessamento del Sunderland.

Nani sulla sinistra potrebbe perfino fare il titolare o concedere a Conte un’opzione molto importante qualora volesse applicare il 4-3-3 senza Pepe.

Domani un piccolo identikit sul portoghese, intanto proveremo a verificare la reale consistenza dello scoop.

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