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Mese: December 2013 (pagina 1 di 3)

Vucinic libera tutti?

Trascorso il Natale, aspettando l’Anno Nuovo, il calciomercato è l’argomento principe di cui vivono le giornate di festa. I bianconeri, primi in classifica, fanno i conti di questi primi mesi.

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Il terzo anno di Conte ha visto la conferma della supremazia nazionale. Quasi facile, quasi irriverente visto il ritmo da record delle avversarie. Con una nuova coppia d’attacco che potrebbe rappresentare l’ago della bilancia del calciomercato juventino.

Intendiamoci. Llorente e Tevez appaiono ben saldi della loro titolarità nell’11 di Antonio Conte, perciò le posizioni in bilico sono quelle di Vucinic, Quagliarella e Giovinco. In questo preciso ordine di appeal sul fronte mercato. Qui si inseriscono possibili ragionamenti che certamente Conte e Marotta stanno facendo. Con estrema calma tentiamo di scrutare nella sala comando della Juve.

Il montenegrino è un talento purissimo. Solo quando ne ha voglia, però. Conte lo sa bene: lo ha voluto fortemente, lo ha difeso fortemente, ha puntato fortemente su Vucinic che ha ricambiato in questi anni in modo ottimo. Non perfetto. Quante volte in pagella abbiamo dovuto segnare un voto negativo? E tutte le volte con la stessa ineludibile giustificazione: indisponente. Per la poca voglia mostrata in campo, per lo strano nervosismo che lo trasforma in un giocatore mediocre quando ha nei piedi oro puro. La pazienza ha però un limite. E l’intersezione con l’opportunità apre scenari di mercato interessanti.

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Vucinic è appetito molto all’estero, dove la Juve quasi sicuramente lo venderà. Non in Italia per evitare di rinforzare le nostre dirette avversarie. Pagato 15 milioni di euro, oggi Vucinic vale esattamente questa cifra, forse qualcosa di più visto il curriculum più ricco. Arriva da un infortunio, ma diverse squadre potrebbero farsi avanti.

Si vociferava del Manchester United, ma appare più una trovata giornalistica. In ogni caso, il cartellino di Vucinic servirebbe per arrivare a un buon colpo. Sulla fascia. Certamente a sinistra. Piace per esempio Nani.

Se non Nani, l’alternativa che in questi giorni è sempre presente sui giornali è Menez. L’ex giallorosso piace a Conte per le potenzialità in fase offensiva. Può giocare esterno in un classico 4-4-2 o meglio in un 4-3-3. Abilità nell’uno contro uno, grande contropiedista, buon crossatore. Perfetto, in quest’ultimo caso, per la testa di Llorente. In contropiede farebbe invece staffetta perfetta con Tevez.

Difficile credere a Biabiany o ad altri nomi italiani di seconda fascia. La Juve per rinforzarsi, la Champions insegna, ha bisogno di grandi firme. Non saranno certo i Bale della situazione o i Suarez (119 milioni di euro la clausola del Liverpool), ma occorre comunque esperienza e classe certificata.

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Atalanta-Juventus 1-4 Buon Natale anche ai gufi

Un solo gravissimo difetto. Una pecca. Un’unica nota stonata in uno spartito quasi perfetto. Quel maledetto gol che ha interrotto il periodo di imbattibilità di Gigi Buffon. Giusto l’unico regalo a chi non può cullarsi di altro.

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Pogba si regala un gol di fronte a chi lo ha insultato. Chissà se gli ispettori avranno sentito stavolta? In ogni caso il ragazzo sta imponendosi come una delle pietre preziose in uno scrigno pieno di gioielli. Come quel Vidal che, anche col freno a mano tirato, riesce a fare la differenza. O come la caparbietà di Tevez nel voler firmare il gol. O come il pugno al cielo di Llorente, lo spagnolo etichettato come bidone un po’ troppo presto dalla critica felina e antijuventina.

Buon Natale dalla Juve, insomma. La Roma tiene il passo, ma le altre scricchiolano. Come il SuperNapoli di Benitez, la squadra più europea secondo molti. Ritmo infernale quello di Conte che dovrà tenere duro e non presentarsi più davanti ai microfoni. Fossi la Juve, fossi Andrea Agnelli, comincerei a vagliare serie reazioni ufficiali. Il silenzio, in questo Paese, fa più male di certe strane e volgari voci, specie quelle televisive, specie quelle scritte sui giornali.

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Buon Natale pure da Colantuono. Una grande Atalanta. Brava e, a tratti, bella la squadra bergamasca. Proprio questo dà il senso di prepotenza dei bianconeri. Tale prepotenza ha infastidito il pubblico, ma stavolta il carroarmato nerazzurro è stato polverizzato dalla corazzata di Conte.

Ora sarà tempo di mercato. Le trattative di gennaio potrebbero spostare qualche pedina e qualche equilibrio, ma difficilmente qualcuno reperirà pedine in grado di attaccare il predominio bianconero. Così l’unico avversario della Juve è… la Juve stessa. Conte dovrà essere bravo a tenere viva la fame dei ragazzi. L’acquisto importate, addirittura, ce l’ha Conte già in casa: Simone Pepe.

Nel 2014 si ripartirà col botto. C’è la Roma. Per adesso è un +5. Gli scenari sono semplici: resta tutto com’è, si chiude il campionato, o qualcuno si illuderà. Comunque vada… sarà un successo.

Buon Natale.

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Juventus-Avellino 3-0 Tutto semplice con Giovinco e Pepe

Tutto semplice, alla fine. Nonostante i cambi, nonostante i titolari siano stati messi a riposo. Prova importante di chi è andato in campo e questo è quello che fa felice Conte.

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L’allenatore può contare su seconde linee interessanti, ma certamente non sono queste a poterci dare la spinta in più per inseguire traguardi storici.

Storia a parte, il match con l’Avellino ha mostrato un Giovinco in palla e un Quagliarella sempre più voglioso di guadagnarsi il gruppo. Con un Marchisio che in fase di costruzione si è comportato piuttosto bene (cosa da replicare con maggiore convinzione quando mancherà ancora Pirlo).

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Il gol di Giovinco è una perla e non basta l’Avellino a renderlo meno bello. Traettoria geniale, grande sensibilità. Se solo Sebastian trovasse continuità e forza mentale. Un po’ come suggerivano a Neo in Matrix: una cosa è conoscere la strada giusta, altra cosa è imboccarla.

Conte ci crede, ci credo anche io, ma Giovinco deve diventare più efficace, magari meno bello.

Ma l’aspetto più importante di tutti è Simone Pepe. Che bello rivederlo in campo. Che bello sarà poterlo riutilizzare dal 2014 con costanza. “Senza Pepe non posso fare il 4-3-3″ ha sempre detto Conte. Vedremo.

Ora i bianconeri attendono il 9 gennaio quando scopriranno chi fra Sampdoria e Roma bisogna sfidare nei quarti di Coppa Italia. L’obiettivo è vincerla.

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Juventus-Avellino Rivoluzione nell’11 titolare

Le rivoluzioni mi spaventano. Soprattutto perché diventa poi complicato giustificarle se qualcosa dovesse andare storto. Da una parte l’Avellino, dall’altra una Juve che cambia quasi tutti gli uomini (solitamente titolari).

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Giovinco e Quagliarella avranno la loro importante chance. Entrambi sono a caccia di prestazioni confortanti per guadagnarsi la permanenza in maglia bianconera. Per loro è un’opportunità importante, visto che il duetto Tevez-Llorente continuerà a cantare per tutta la stagione.

A centrocampo sarà Marchisio a guidare una truppa di seconde linee. Padoin giocherà al posto di Vidal, mentre Asamoah viene riconfermato in mediana. La fascia sinistra è affidata a De Ceglie, mentre Isla farà staffetta con un clamoroso e tanto desiderato rientro di Simone Pepe. Il cileno ha in mano il proprio destino: o convince Conte o la Juve troverà acquirenti.

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In difesa spazio a Ogbonna nelle vesti di vice Bonucci. Ai suoi lati Peluso e Caceres.

Storari tenterà di perserverare l’imbattibilità di Gigi Buffon che in campionato dura da oltre 700 minuti.

Juventus-Avellino La rivoluzione delle seconde linee

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Secondo obiettivo di stagione: prima tappa

Tevez ha indicato la via: tocca alla squadra percorrerla. A partire da Antonio Conte che, giustamente o meno, schiererà parecchie seconde linee.

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Stasera ci sarà l’Avellino di scena allo Juventus Stadium. Obiettivo: superare il turno e provare a non farsi scappare un trofeo che è alla portata dei bianconeri.

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Qualche sorpresa di formazione è attesa. Un po’ per far riposare qualcuno, un po’ perché è giusto concedere il turno di gloria a chi ha trovato poco spazio. Ma occhio alle insidie. Non saranno più permessi cali di concentrazione e brutte figure. Anche Copenaghen e Galatasaray erano, sulla carta, più deboli della Juve.

Questo mentre impazza il calciomercato, il calcioscommesse e su Farsopoli si è segnata un’altra tappa di dolorosa ammissione che in Italia la Giustizia è morta e sepolta e viene usata per scopi del tutto personali.

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Calciopoli, condanna Moggi: ma è molto di più di una condanna

Attendiamo le carte, ma si passa da 5 anni a 2 anni. Che in virtù del Paese in cui viviamo vuol dire la distruzione, seppur parziale al momento, del castello di accuse che hanno costretto il Direttore alle dimissioni e a un calvario cui sono stati sottratti i vari Galliani e Moratti.

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2 anni e 4 mesi. Furono più di 5 nello scorso grado di giudizio. Cosa sarà mai successo?

E’ successo che Trofino e Prioreschi hanno dato un’altra mazzata a tutto l’impianto accusatorio che in realtà traballava alla grande da solo.

Tanti personaggi escono di scena, di alcuni si scoprono altarini offuscati precedentemente.

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Molti casi non lo sono più. A cominciare da Racalbuto su cui non c’è l’onestà intellettuale di ammettere la terribile stronzata raccontata agli italiani. E gli organi di (dis)informazione continuano a nascondere gli ultimi risvolti delle indagini. Altre intercettazioni che il povero Prioreschi è costretto a leggere in aula, quasi fosse uno dei tanti racconti da narrare ai bambini. Ma è giustizia questa?

Ci chiediamo inoltre quale assurdo sia il procedimento che permetta paradossi da paura, come quello sottolineato da Trofino: “Si continua a vaneggiare di campionati truccati quando voi stessi avete certificato che il campionato è inalterato“. Da una parte si assolve, poi ufficialmente si tende a perdurare in una noiosa commedia, o tragedia (dipende per che squadra tifate).

Da parte nostra, possiamo solo dirvi che manterremo altissima l’attenzione. Ci teniamo a chiudere con un ultimo tentativo di Prioreschi di richiamare tutti all’ordine. Un sogno vano:

C’è una esigenza di moralità in questo processo che supera ogni limite. Dovete sapere che cosa è successo in questo processo! Lei ci ha sempre invitato a non leggere, ma questa voi non la conoscete. Abbiamo fatto una memoria in cui la chiave di lettura era la prova logica sulla partecipazione alla associazione. Però quando si occulta una telefonata di questo genere che ha provocato la condanna di un innocente, io devo parlarvene!

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Calcioscommesse: ecco le partite e le prove

Seguendo le carte e lo strano ragionamento, ecco alcune partite finite sotto la lente di ingrandimento del Gip. Con calma, mettetevi a sedere e ragioniamo insieme.

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Prendiamo a riferimento il Milan. Delle 90 partite sospette, ben 4 riguardano i rossoneri. Semplicemente, vediamo quali sono le prove registrate dagli Sherlock Holmes.

Il Milan, con Gattuso e Milanello

Milan-Lazio 0-0

1 febbraio 2011. Brocchi alla Lazio, Gattuso al Milan. Bazzani li contatta il 25 gennaio e il giorno del match.

 

Chievo-Milan 1-2

20 febbraio 2011. Bazzani contatta Gattuso e D’Anna la mattina del 20 febbraio.

 

Milan-Bari 1-1

13 marzo 2011. Bazzani contatta Gattuso il 6 marzo.

 

Milan-Cagliari 4-1

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14 maggio 2011. Qui ci sarebbe la new entry Sebastiano Rossi, allenatore della Squadra Primavera. Per tre giorni prima del match, contatti sulle SIM fra Pipieri, Rossi e Gattuso.

Segnaliamo infine come è curiosa la coincidenza della presenza di Bazzani a Milanello nel febbraio 2011 e nel maggio 2011. Curiosamente, le partite sospette riguardano proprio i periodi in cui Mister X fa visita ai campi d’allenamento rossoneri.

E la Juventus? Qual é il collegamento?

Della Juve si registra un solo episodio. Eccolo.

Lazio-Juventus 0-1

2 maggio 2011. L’unico contatto è con Brocchi. La registrazione sulla SIM segna la data stessa dell’incontro. Sarebbe interessante capire il contatto con la Juve.

Nel registro questa partita è segnalata per il contatto fra Bazzani e Brocchi. Che pur, in quella partita, si impegna per sbagliare due clamorose occasioni da gol.

La domanda è: quel é il collegamento penale con la Juve? Ricordiamo che questa era la stagione di Del Neri che far passare per cupolaro insieme a Marotta appare oltremodo ridicolo.

E l’Inter?

La partita che riguarda l’Inter è Palermo-Inter. Non si ha traccia del motivo per cui è stata sottolineata come sospetta. Ma, ipotizzando che si scommette sui fattori più pesanti, vien solo da segnalare il risultato finale: 1-0, gol di Ilicic.

Riportiamo inoltre il commento di Eurosport:

Il migliore è Ilicic con lo sloveno che segna e mette in serie diffcoltà tutta l’Inter. Nei nerazzurri si salva solo Handanovic, l’ultimo a mollare.

E riportiamo la frase finale della cronaca testuale del match:

L’arbitro si porta il fischietto alla bocca ed i giocatori smettono di giocare. Rettifica il direttore di gara: “Non ho fischiato, continuate!”

Ci chiediamo allora come ragionerebbe la critica se al posto dell’Inter ci fosse stata la Juve.

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Calcioscommesse: fra Milanello e non juventini

Nuovo filone. Poi sarà la volta di una ciabatta, di un grissino e di una pagnotta. E’ il nuovo panificio della Procura di Cremona sul Calcioscommesse. Ora però c’è davvero qualcosa su cui indagare.

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Come Conte entrerà in questa nuova inchiesta è tutto da scoprire. Sceneggiatori e inventori, di tutta Italia, sono al lavoro. Nel frattempo ecco le novità.

Gattuso, Brocchi e Milanello

Rino Gattuso e Cristian Brocchi sono sul registro degli indagati. In particolare sul centrocampista della Nazionale gravano contatti ripetuti con uno dei Mister X e cioè tale Francesco Bazzani. Su una partita che anche dalla nostra personale indagine di qualche mese fa risultava agli atti, indicata dagli orientali e fra le poche vere carte a disposizione. Si tratta di un Chievo-Milan del febbraio 2011.

Lo stesso Francesco Bazzani è un frequentatore sporadico di Milanello. Ci sono prove di una sua presenza nel centro sportivo milanista nel febbraio e nel maggio del 2011.

E non può sfuggire che fra le partite da osservare ci sono Palermo-Inter del 28 aprile 2013 finita 1-0 per i rosanero.

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Lazio-Juventus: come ti manipolo la gara…

L’unica partita che riguarda la Juve, anche se Bazzani sembra mostrare più interesse per la Lazio, è Lazio-Juventus 0-1. Scommettere sulla vittoria bianconera, in questi tre anni, è davvero imbarazzante. Fa sorridere soprattutto il primo anno di Conte quando la Juve chiude imbattuta la sua Serie A. E fa sorridere il modo in cui Pepe regala i tre punti: sull’ultima azione del match (quando in panchina c’era Del Neri). Tutto calcolato?

Da notare che durante la partita Brocchi ha due importanti occasioni: una di testa e una dove tira di controbalzo, alto, da dentro l’area. Sono le classiche azioni provate per mandare fuori il pallone e indirizzare la gara dove voleva Brocchi… no?!?

Indaghiamo?

Il punto è allora sempre il solito. Si vuole davvero indagare? Perché sono scomparse partite e indicazioni su Inter e Milan? Perché, dalle nuove carte, emerge un certo tipo di rapporto fra questo Bazzani e le SIM dei nuovi indagati? E perché si è proceduto a massacrare Conte nonostante assenza di prove e presenza di prove di segno contrario?

C’è vero interesse a cercare la verità? O solo a fare interessi di certi?

Infine: che ne è di quel Mister X grassottello, sopra i 60 anni, pelato, che comandava il calcio italiano? Vagamente, non assomiglia a un tizio di cui si conosce nome, cognome e ruolo in società?

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Europe League: Juve contro Trabzonspor, ancora Turchia

Come quelle battute che ti lasciano un po’ così, fra il sorriso e l’amaro in bocca. Ancora Turchia per la Juve che andrà a giocarsi il passaggio del turno di Europe League contro il Trabzonspor.

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La prima difficoltà è capire come si scrive. La seconda, quindi, capire come si pronuncia. La curiosità è invece quella che hanno battuto l’Inter, in una Champions League. Vabbé facile, direte voi, battere l’Inter.

L’altra curiosità è che agli ottavi è possibile uno scontro con la Fiorentina. Non bene per l’Europa, non bene per nulla.

Ma questo passa il convento.

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95simi nel ranking UEFA, appena sotto il Palermo.

Ultimo campionato vinto: 1984, cinque anni prima che l’Inter vincesse il suo ultimo vero scudetto.

Attaccanti, centrocampisti o difensori da menzionare? Mi affido ai vostri commenti.

Buona Europa a tutti.

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Juventus-Sassuolo 4-0 ConTe verso il successo

E’ scappato il triplete e un po’ dispiace a tutti. Giù la maschera: delusione pazzesca, ma anche l’umiltà, ormai vana e unica più che rara, di riconoscere i propri e soli demeriti. La rabbia è stata trasformata in voglia, come annunciato in fase di prepartita.

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La Juve del campionato

La Juve in campionato è altra storia. Altra marcia, altro ritmo, altra convinzione. Come se l’obiettivo principe fosse stato in anticipo fissato come super prioritario: quel terzo scudetto di fila che è mancato a Capello (per ragioni politiche) e a Lippi (che al terzo anno aveva inseguito altro).

Ottava vittoria di fila, per giunta senza subire reti, ma a questo dettaglio ci arriviamo fra qualche rigo. Ottava vittoria consecutiva, con nel mirino un giro di boa a un ritmo vertiginoso. Record su record quelli di Antonio Conte che anche nei parziali comincia a mettere dietro un po’ di leggende autentiche bianconere, e non solo. Prossimo step: l’Atalanta di Colantuono. Poi Natale e poi si riparte col botto: supersfida alla Roma che stasera sfiderà… la fortuna.

L’importanza di Tevez

Pungolato da certa critica, difeso (in modo anche sorprendente) da certa tifoseria, coccolato da Conte. La risposta? Tre sberle a tutti, doppia cifra in campionato (alla Juve non accadeva da tempo che un giocatore toccasse quella cifra arrivati a questo punto della stagione).

Un leone, una voglia di rifarsi da grande combattente. Rientra e scatta, tira, ci prova, sbatte contro gomiti e schiene, si rialza, difende e attaca. Conte cercava il giocatore totale e l’ha trovato in questo argentino che è l’autentico trascinatore bianconero in campionato. Dicevano piantasse grane, dicevano. Conte ha sottolineato invece l’importanza dell’aspetto umano di Tevez.

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Altro stile, altri discorsi. Reali quelli di Conte, paraculisti quelli di Mancini che rivela “non avrei voluto giocare”. Ovviamente lo dice dopo la fine della partita. Non prima come Conte. E Pistocchi riduce l’intera analisi alla monumentale domanda “chi sarà il bugiardo?”.

Proviamo a scoprirlo così. E’ lo stesso Pistocchi che alle 17:30 sottolinea i problemi della Juve a costruire gioco, ad aver la meglio sull’avversario. Col solito rimando a un bilancio negativo. Visibilmente infastidito il conduttore di Mediaset Premium che gli ricorda come altre squadre abbiano bilanci peggiori e cifre in rosso ben più gravi. Un’ora più tardi la Juve cominciava la sua partita col Sassuolo rivelatasi un massacro. Chi sarà il bugiardo?

Buffon e il gol perduto

Gigi Buffon la deve aver presa malissimo. Le critiche piovutegli addosso, i quattro schiaffoni viola, il tentativo di pensionarlo. Così sono 730 i minuti in cui la palla non oltrepassa la linea di porta che difende. 730. E ora c’è l’Atalanta, poi la Roma. Ottavo posto nella storia della Serie A, con la possibilità di scalare la storia stessa già nel prossimo match.

Merito di tutta la squadra, merito di Conte, merito di Gigi che ha ritrovato gli occhi da leone. Duri a morire, recitava il titolo di un film.

Poveri bambini, usati per fini politici vili e vigliacchi

Poveri bambini. Sono il futuro del nostro Paese e il Giudice Sportivo e l’Italia antijuventina li usa per raggiungere fini vigliacchi. In novemila hanno applaudito e tifato. “Juve juve juve” a un certo punto del match, ma prevale più il famigerato “oooooh merda”. Chissà se anche loro, gobbi, possono essere bruciati: il Giudice Sportivo non ha di certo detto no a una simile possibilità.

L’applausometro lo vince Pogba. Il francese regala sprazzi di gran classe e i bambini sembrano apprezzare con scroscianti applausi. C’è pure la standing ovation per Tevez. Ma quel “ooooh merda” prevale: forse qualcuno si è sentito toccato nell’animo. E allora non è più un coro: è una dedica, un riconoscimento. Bocca della verità.

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