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Mese: February 2014 (pagina 1 di 2)

Trabzonspor-Juventus 0-2 Purtroppo è passata anche la Juve

Eh sì. Tristezza e sconforto nelle redazioni Mediaset e Sky, per non parlare di Corriere e Gazzetta che dovevano limitare la loro ansia da Calciopoli 2 (su cui torneremo con un articolo di approfondimento). La Juve passa il turno con una prestazione maiuscola, al netto della forza dell’avversario.

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Nella serata in cui il Napoli vince per il rotto della cuffia, in cui la dodicesima squadra della Premier League avrebbe certamente meritato il passaggio del turno, la Juve conferma perché in Italia è prima, da sola, da tre anni, senza alcun avversario alle costole. Tranne la Roma che però guarda le Coppe in TV.

Atteggiamento feroce, corsa, motivazioni. Questo chiedevano i tifosi, questo voleva Conte, questo è stato ottenuto sul campo ieri sera. Al netto della qualità dell’avversario, la Juve dimostra ancora una volta che se accelera, che se sta sul pezzo, non ha avversari in grado di contrastarla.

Giovinco in serata magica (gli è mancato solo il gol), con il secondo gol di Osvaldo (sempre più utile alla causa bianconera) e con il pieno dalla panchina.

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Mancherà terribilmente questo Vidal domenica sera, perché il cileno è a oggi il miglior centrocampista al mondo per distacco. Segna quanto un attaccante e te lo ritrovi ovunque: attaccante esterno, poi mezz’ala, poi mediano di rottura, poi imposta, poi conclude. Impagabile e per favore… allontanate qualunque pretendente perché uno così non ha prezzo.

La Juve si consola facendo riposare Pogba, uscito dopo appena 35 minuti di gioco, col risultato già al sicuro. In verità, nei primi 15 minuto si è assistito a un bombardamento cronico: Isla sfondava regolarmente sulla destra (ma non ci siamo ancora, troppo lontano dal cileno che abbiamo ammirato a Udine), ma tutti i tiri finivano o fuori o sul palo o sul portiere. E’ questa la nota stonata: poteva finire 10-0 per i bianconeri, invece abbiamo peccato di superficialità sotto porta. Sottolineata da Conte con quella frase “voglio vedere i miei attaccanti arrabbiati come Cristiano Ronaldo quando sbaglia un gol”. Quando si dice che Antonio non vorrebbe mai smettere di perfezionare la propria creatura. Certo con Peluso (ieri, per me, disastroso) è complicato affrontare il Milan.

Si profila così un doppio confronto coi viola, addirittura triplo se si considera il campionato. Questa coppa serve, serve come il pane per acquisire maggiore forza internazionale e per mettere in bacheca un altro trofeo. E servono tre vittorie per mettere in fila, in campionato, quanti stanno già pregustando un’altra Calciopoli.

Ma di quest’ultimo discorso parleremo a breve. Noi siamo sempre concentrati sul campo. E il campo dice sempre la verità: ahivoi, la Juve è la più forte.

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Trabzonspor-Juventus Conte si affida al turnover e a un nuovo attacco [FORMAZIONI]

Antonio Conte si fida dei suoi ragazzi. Tanti cambi previsti per il ritorno col Trabzonspor, con l’ingresso di Giovinco e la panchina per Pirlo.

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A riposo, forzato, Asamoah che è a rischio pure per il Milan. Così a sinistra sono finite le pedine e ci andrà Peluso. Sperando che col Milan, a forfait certificato del ghanese, ci sia almeno Isla. Isla che stasera presidierà la fascia destra. All’andata fece bene, così si spera si ripeta anche nel ritorno.

La novità più succosa riguarda l’attacco. Tevez e Llorente, in odore di maglia da titolare domenica notte, riposeranno lasciando spazio al duo Osvaldo-Giovinco. Sembra una buona coppia, tecnica e mobile, di buona fisicità. Per Sebastian è un’altra importante chance, mentre per il nuovo arrivato si tratta di un altro banco di prova per provare a insidiare il posto di Llorente.

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In difesa confermato il terzetto più presente ultimamente: Chiellini e Barzagli out, dentro Caceres (che dovrebbe limitare gli errori marchiani) e Ogbonna.

A centrocampo Marchisio detterà i tempi, con Vidal e Pogba ai suoi lati. Per il francese non c’è tempo per rifiatare, mentre per Vidal il rischio è il giallo che lo escluderebbe dall’andata del prossimo match di coppa. Probabile staffetta fra Marchisio e Pirlo in vista della partita contro il Milan fra poche ore!

Come l’allenatore bianconero ha più volte detto, questa competizione ci allena per la prossima Champions League. Nonostante non abbia il fascino della massima competizione europea, nonostante appaia per adesso come un fastidio, conviene giocarcela fino in fondo. Un po’ perché la finale si gioca allo Juventus Stadium, un po’ perché vincere aiuta a vincere e in Europa la Juve non trionfa da troppo tempo. E poi c’è quella Supercoppa Europea da poter giocare in estate contro la vincente della Champions. Gli stimoli, insomma, non sembrano proprio mancare.

Trabzonspor-Juventus Il turnover di Conte [FORMAZIONI]

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Dopo le polemiche, finalmente in campo

La polemica è l’arte di dire ciò che in realtà dovresti. Non so se è una frase fatta, non so nemmeno se qualcuno l’ha già pronunciata, ma di certo vale se parliamo di Juve e di stampa.

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Ma finalmente arriva il campo. Campo su cui la Juve ha sempre dimostrato tutto quanto poteva dimostrare. Campo che dice sempre la verità, al contrario di certi beoti tifosi travestiti da opinionisti.

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Il tour de force obbliga Conte a dotarsi di tutti i ragazzi a disposizione. Nonostante la panchina non stia rispondendo alla grande, è opportuno cambiare di volta in volta i titolari per non far scoppiare alcuni giocatori.

Massima curiosità per i continui cambi in attacco, dove ci sono due coppie: Tevez e Osvaldo, poi Giovinco e Llorente. Nelle gerarchie di Conte restano ai primi posti Tevez e Llorente, ma proprio Osvaldo rischia di darci una mano significativa in questa seconda parte di stagione.

Dopo nemmeno 72 ore dalla sfida coi turchi, ecco il Milan di Clarence Seedorf. #ersistema ha deciso così, ma non ditelo alla Gazzetta e al Corriere dello Sport…

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Juventus-Torino 1-0 E’ sempre dominio bianconero

Sentire il commento tecnico di Bergomi ti mette addosso tanta tristezza e, al tempo stesso, tanta goduria. Così parziale, così inutile in certe osservazioni. Resta il vantaggio conservato sulla Roma e il primo posto granitico, in attesa del ritorno di Coppa e delle prossime sfide.

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Segna Tevez contro il Toro. Gol pesantissimo che rovina la domenica dei gufi. Segna Tevez, in una partita complicata, con una Juve tutt’altro che eccezionale. Ma è arrivata la vittoria e questo basta. Per il momento.

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Cerci e Immobile non fanno male, Tevez sì. Questa la differenza nel derby della Mole, con un Torino davvero molto interessante. “Meno male che l’arbitro ha scelto bene” è stata la risposta di Conte alle solite provocazioni giornalistiche.

Il tour de force continua. Giovedì la gara di ritorno di coppa, nell’inferno turco, poi, con poco riposo nelle gambe, la sfida al Milan di Seedorf senza Vidal.

Da registrare soltanto lo strano atteggiamento di ultras e tifosi: qualcuno ha pure pensato di non tifare, qualcun altro era contrario a sostenere la squadra. Le motivazioni mi sfuggono, sento solo tanta tristezza per gente che non ha minimamente idea di cosa vuol dire il nome “Juventus”.

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Conte e il rumore dei nemici?

Stampa allineata nel tentativo di destabilizzare l’ambiente. Critici scelti a puntino per tentare di innescare costantemente la polemica. E un Conte che non le manda a dire.

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E’ il riassunto degli anni bianconeri di Antonio da Lecce, a oggi il miglior tecnico italiano, per distacco. A oggi uno dei migliori al mondo per stessa valutazione dei tecnici oggi in giro per l’Europa.

Il punto è che in Italia non si può più fare affidamento a redazioni giornalistiche terze e obiettive, a causa dei conflitti di interesse e scarsa professionalità di chi detta la linea editoriale.

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I record battuti da Antonio Conte, i cui meriti vengono sottolineati a forza ormai dal solo Arrigo Sacchi, vengono messi in secondo piano. Si parla solo della punizione post-Verona (come se la regola imponesse di offrire dolci e biscotti a chi ha pareggiato una partita scandalosamente dominata per larghi tratti), dei casini dialettici con Mazzarri e gli altri, della sfida con Capello, del rapporto con Marotta, del contratto da firmare.

Se Civoli chiede alla Juve di non far firmare fino al 2018 – ci piacerebbe conoscere le profonde riflessioni del giornalista RAI di scuola Inter per arrivare a una simile conclusione – allora da Conte arrivano risposte molto dure, ai limiti dell’educazione. In fondo, in larga parte, lo capisco. Se le domande ai microfoni sono sempre rivolte alla polemica, uno che sta dimostrando conoscenze tattiche e didattiche fuori dalla media, alla fine si rompe e non gli va nemmeno più di adempiere al dovere dello spettacolo. Uno spettacolo increscioso e vergognoso.

Purtroppo per tutti, Conte ha costruito qualcosa di magnifico, partendo da una base ridicola come quella dei due settimi posti bianconeri. Purtroppo per tutti, per abbattere la Juve non son serviti Farsopoli e poi Scommessopoli, né le campagne stampa su moviole, finte moviole e movioloni. Purtroppo per tutti, Conte sta avendo ragione su tutto.

La cosa più vergognosa – a mio modesto parere – è l’atteggiamento di certo tifo. Come se molti juventini godessero nei momenti di difficoltà mediatica della propria squadra. Troppo cioccolato fa male, qualcuno sente ogni tanto l’esigenza di ingerire fango, o qualcosa di peggiore. Probabilmente gli stessi che fischiano i ragazzi che stanno scrivendo pagine di storia che ricorderemo per anni e anni e anni. Ma che razza di tifo è?

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Sto con Conte e Giovinco: tifo bastardo

Nonostante la parola sia una brutta parola, tendo a concordare e sottoscrivere quanto esclamato da Antonio Conte.

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L’episodio in questione si verifica all’uscita di Giovinco dal campo. Al suo posto Tevez. Il risultato è bloccato sul 3-1 dopo che Llorente ha chiuso ogni speranza di rimonta.

Il pubblico comincia a fischiare mentre Giovinco si avvia a bordo campo. Un gesto di sconforto da parte di Sebastian che non ha giocato la partita della vita, ma nemmeno la più brutta. E in ogni caso ha contribuito al 3-1. Un gesto, da parte di pseudotifosi, ingiustificato e totalmente privo di ragioni.

Giovinco sta per avviarsi negli spogliatoi, ma Conte gli va incontro, lo abbraccia e lo costringe a rimanere in panchina dicendogli di non preoccuparsi di quei bast***i! Giusto, giustissimo. Sacrosanto.

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E’ un problema di cultura. Dall’antijuventinismo diffuso all’incapacità di giocare di squadra anche fra tifosi.

Siamo di fronte a una Juve sublime dove l’imperfezione è sottolineata da un colpo di tacco in più o da qualche minuto di calo mentale, quando le avversarie stanno mesi senza vincere e arrancano anche solo per tenere il passo. Queste pagine di storia sono state scritte da tutti i ragazzi, qualcuno con evidenti e maggiori meriti.

Il gesto di sconforto di Giovinco è probabilmente il segno più tangibile di quanto serva poco per rovinare una storia, per mandare in frantumi un progetto. Sul campo, durante i 90 minuti, si applaude e si deve caricare la squadra con tutte le forze di cui il pubblico dispone. Al termine del match c’è spazio per critiche e rivisitazioni, per lezioni e applausi.

Chissà quando impareremo a stare al mondo.

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Juventus-Chievo La rivolta della panchina? [PROBABILE FORMAZIONE]

Caceres e Ogbonna a fianco di Bonucci in difesa, Marchisio a sostituire Pogba, Giovinco in attacco a supporto di Tevez. Sono le mosse di Conte per far svegliare qualcuno caduto nel dolce sonno della titolarità-a-priori.

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Ed è la Juve che scende in campo questo pomeriggio contro il Chievo, per riprendere il cammino interrotto fragorosamente contro il Verona, in un rocambolesco pareggio-beffa.

Fra infortuni e cali di forma, soprattutto a causa di un inaccettabile relax mentale, Antonio Conte sceglie di affidarsi a chi ha giocato poco o di meno, a chi cerca riscatto.

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E’ il caso di Giovinco e Marchisio, due storie molto diverse. Il primo, arrivato per volere di Conte, non ha saputo sfruttare le occasioni come avrebbe dovuto. Resta una valida alternativa agli attaccanti titolari e oggi è chiamato a una grande prestazione, per evitare di rimpiangere Llorente, l’infortunato Vucinic e perfino l’ammalato Osvaldo (comunque in panchina).

Mentre a Marchisio si chiede di insegnare a Pogba l’arte dell’umiltà, il sacrificio puro di chi ha dovuto pazientare per trovare minuti in campo. Il francese è uno dei prototipi più belli del calcio moderno, e a soli 20 anni ha già completato il percorso di maturazione che lo sta portando a uno dei centrocampisti più forti al mondo. Ma non deve mai dimenticare il lavoro, l’umiltà, la ferocia, imparando ad alternare tocchi di classe a giocate semplici ma efficaci.

In difesa, fra squalifiche e infortuni, toccherà invece a Caceres e Ogbonna. Quando manca un uomo lì dietro, la Juve soffre e prende regolarmente gol. Sarà il caso di sovvertire questa triste tendenza?

Juventus-Chievo Probabili formazioni

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Tenere alta la tensione

E’ l’obiettivo della Juve. E’ la missione di Conte. La Juve deve rialzare la testa dove il clamoroso pareggio col Verona. Non è un problema di tecnica, solo un leggero calo mentale.

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Domani pomeriggio la Juve è chiamata a una vittoria netta e convincente. Serve una prova di forza contro un abbordabile Chievo. Serve una risposta sul piano della ferocia. I famosi occhi di tigre che ci hanno portato a scrivere pagine e pagine di storia.

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Le prime risposte, o le prime domande, dipende da come la si vuol guardare, arrivano proprio da Conte. Fuori Llorente per scarsa forma, fuori Pogba per far capire al ragazzo che troppi tocchi superficiali possono nuocere alla crescita di un campione. Dentro Marchisio, e avessimo avuto un altro centrocampista di primo livello, sarebbe andato fuori anche Vidal.

Toccherà probabilmente a Giovinco affiancare Tevez. L’influenza ha bloccato Osvaldo che comunque è convocato per domani. Mentre gli infortuni si son portati via Vucinic e Pepe.

Per l’esterno non ci sono più parole.

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Dopo la fatal Verona: considerazioni a freddo

Oggi niente riposo per la Juve. Conte ha annullato il giorno di vacanza e in questo istante li sta torchiando per bene. Perché, proprio lui lo sa, proprio lui ricorda la partita col Verona del 2000, questi due punti persi potrebbero costarci lacrime amare.

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In realtà credo che il destino dello scudetto sia nelle mani bianconere e proprio per questo partite come quelle di Verona fanno infuriare tifosi e allenatore.

Ora, al netto della rabbia naturale di chi vuol sempre vincere, c’è da verificare un po’ di situazioni.

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Primo: impossibile continuare a subire le palle inattive. Difensori alti e forti che vanno in difficoltà. Non è la marcatura a zona il problema, ma l’attenzione e la divisione dei compiti. Con la conseguente ansia generata da ogni calcio d’angolo e da ogni cross.

Secondo: troppa arroganza e superficialità. Come ha già ben detto Conte, non si vince per grazia ricevuta. Si vince col sudore. E il sudore manca da un po’ di partite. Grave che ciò abbia colpito alcuni emblemi della forza bianconera, tipo Vidal e Pogba. Entrambi, ieri da sostituire, hanno peccato di scarsa concentrazione e di troppi tocchi molli e senza cattiveria. Forse converrà far assaggiare un po’ di panchina a chi crede che la maglia da titolare sia inattaccabile.

Terzo: baricentro basso. Avevamo sempre raccontato di una Juve provinciale, ma nelle ultime partite, a cominciare con quella contro la Roma in campionato, la Juve sta prendendo il brutto vizio di arretrare pericolosamente a protezione della propria area. Questo dà coraggio all’avversario e ci espone a diversi rischi, vedi la partita di Coppa Italia contro i giallorossi.

Sarà stato sicuramente uno scivolone occasionale, ma la Juve deve limitare il più possibile questi passi falsi. In Europa li abbiamo pagati amaramente, mentre in Italia abbiamo un Garcia che non molla un centimetro.

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Verona-Juventus 2-2 Idiozia bianconera

I primi 40 minuti hanno confermato la superiorità totale della Juve. Poi qualcuno ha deciso di spegnere la luce. Così i bianconeri hanno rianimato i morti.

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Più o meno è il racconto di Verona-Juventus, risultato finale di 2-2. Conte dovrà lavorare molto. Ancora molto. Qualcuno ha peccato di arroganza e scarsa umiltà, a partire da Vidal e Pogba, troppo scarichi mentalmente. Senza contare che nell’ultima azione Romulo è stato lasciato clamorosamente solo da Peluso, subentrato ad Asamoah.

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C’è solo da registrare l’ingresso di Osvaldo al posto di Llorente e per poco non segna al primo pallone toccato (solo palo esterno). E la doppietta di un generosissimo Tevez, molto poco supportato dal centrocampo, oggi.

Ma è la scarsa concentrazione della Juve che tiene ancora in vita le speranze di tutta l’Italia antijuventina. Inaccettabile proprio nel giorno del derby, nel giorno del pareggio a reti bianche che costringe la Roma a uno stop.

Stagione straordinaria, ma questa è un’autentica crepa nel campionato. Più per l’atteggiamento che per il pareggio.

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