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Mese: March 2014 (pagina 1 di 3)

Napoli-Juventus 2-0 Vietato parlare di moviola

Baricentro basso, scarse alternative. La Juve si trascina da Napoli leccandosi le ferite. Quelle al pullman e quelle legate alla stanchezza. Poche alternative, nel numero e nella qualità. Più un pizzico di moviola. Ecco come si spiega la sconfitta di Napoli.

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Senza Tevez, in questo periodo, la Juve perde tanto. Troppo. La furia dell’argentino è benzina pura per tutti gli altri in campo. Le sue sgroppate, la sua fisicità e la sua immensa classe riescono a nascondere i periodi di appannamento durante una partita. Ieri non è accaduto. Né Llorente né Osvaldo hanno saputo dare un’impronta chiara agli attacchi bianconeri. Ci si è messo pure Vidal, che ora osserverà due turni di riposo, fra giovedì e lunedì.

Un Napoli con maggiori motivazioni ha trovato una Juve attendista. Che siamo sulle gambe lo si capisce dal baricentro basso. A un certo punto Llorente e Osvaldo navigavano a centrocampo, in un pressing sconclusionato. Eppure è servito un gol in fuorigioco per avere la meglio dei bianconeri.

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Vietato comunque parlare di moviola. Non sia mai. Poco ci manca e si tira il fuori il complotto al contrario: è la Juve stessa a essersi fatta del male per sviare i sospetti. Ma se può servire ad alleviare il mal di stomaco di metà Italia, allora va bene perdere una volta ogni tre mesi.

Testa a giovedì. Quando rientrerà Tevez. Quando Asamoah si riprenderà la fascia sinistra: che senso aveva spostare Lichtsteiner, quando Isla val bene sia a sinistra sia a destra? A proposito: converrà monetizzare il cileno facendo rientrare uno dei ragazzi che abbiamo in giro in Italia. Almeno tre ghiotte occasioni sprecate per paura, per mancanza di rabbia, per mancanza di tecnica soddisfacente. Corre, ma a noi serve un’ala vera.

Il problema è semmai Pogba. Confuso, appare anche molto poco sereno. Alterna giocate da fenomeno puro a ingenuità pesanti. Che ci sia lo zampino di quel pizzaiolo che di mestiere fa il procuratore? Comincio a odiare queste persone, soprattutto perché rischiano di far impazzire un ragazzo che a 20 anni avrebbe bisogno di tranquillità per continuare a crescere. Deve essere bravo Conte a riportarlo sulla terra, facendogli capire come si diventa campione. Più efficacia, meno tocchi di fino.

L’ultimo pensiero va a Buffon. Anzi no: davvero volete la pagella di questo numero uno?

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Napoli-Juventus Assalto alla Juve (in tutti i sensi!)

Assalto al pullman. Comincia così la trasferta a Napoli. Sperando che il pullman non faccia la fine come i bagni dello Juventus Stadium. Ma non ditelo ad Auriemma.

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Testa a giovedì? Macché. Stasera sarà battaglia e quanto mancherà Carlitos Tevez. Certo le motivazioni maggiori sono quelle del Napoli per cui sarà un dentro o fuori. In attesa del risultato della Fiorentina, Benitez dovrà guardarsi le spalle e sperare che la Roma freni (anche se i trend sembrano dimostrare che lassù, qualcuno vuol bene alla Roma #ersistema).

Lo stesso Benitez che liquida la sua stagione facendo riferimento ai soldi della Juve. Soldi che la Juve fattura grazie all’organizzazione perfetta imposta da Andrea Agnelli. Stadio di proprietà, una storia che ha un blasone differente da quello azzurro, un merchandising che funziona. Più tutta una serie di risultati sul campo che vengono premiati da ricchi premi, soprattutto in Europa nonostante la Coppa manchi da un po’.

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La verità è che la differenza fra la Juve e le altre ha un nome: Antonio Conte.

Mancherà Tevez e ci sarà Osvaldo, in attesa di capire quale sarà la coppia di attaccanti che sfiderà il Lione. Per l’ex giallorosso è un’occasione troppo ghiotta. Dovrà dimostrare di meritarsi il terzo posto nelle gerarchie di Conte, con Quagliarella che scalpita contro la sua ex squadra.

Centrocampo tipo, con Marchisio che farà staffetta con Pirlo o Pogba solo nel secondo tempo. Mentre la difesa è obbligata.

La Roma ha vinto. Il Corriere dello Sport non accennerà alla moviola, a meno che…

 Napoli-Juventus Probabili Formazioni

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Il terrorismo mediatico di chi non sa perdere

Diventa dura andare sul blog per scrivere due righe. Che poi mi dispiace pure, visto che si parla di Juve, di opinioni, di idee, di sentimenti. Ma l’Italia non permette più certe libertà, in un imbastardimento dell’informazione generata da autentici terroristi mediatici.

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Da domenica a mercoledì notte abbiamo assistito a tutto. Gli attacchi a Chiellini, reo di aver preso un po’ troppe gomitate ed essere andato al tappeto, e i soliti beceri attacchi alla Juve. Proprio quando la Roma prende tre punti sporchi, visto il fuorigioco di Mattia Destro. Proprio quando si riaccende la vena Calciopoli alla Gazzetta e a Moratti.

Che Paese siamo diventati? Uno di quelli viverci è ormai complesso, specie se conservi quella strana fantasia di commentare in modo spassionato sì, ma un minimo obiettivo.

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La doppietta di Tevez non serve a nulla, visto che la polemica la generiamo comunque. E siamo ormai alla pratica costante non solo della bugia, ma anche della vergognosa sparizione dei fatti. Anticipi che diventano rigori, falli subiti che non valgono più, giocate da campioni che si tramutano in errori evidenti raccontati ora da Pagliuca ora da ex calciatori del passato di cui perfino la Panini ricorda nome e cognome, ma soprattutto “ma chi cazzo sei?”.

Che commentavo a fare? Che Tevez è lassù nella classifica marcatori, già a 18 reti? Che la Juve ha distrutto record su record e viaggia a un ritmo infernale? Che la macchina da guerra del catenacciaro Conte ha numeri importanti in attacco? Che i bianconeri vincono pur non giocando bene, colmando un gap del passato?

Resta la polemica. Dei vari De Paola & Co. pronti a dire la qualsiasi, in barba a nemmeno un residuo di dignità professionale e non solo. Polemica vuota e falsa. Polemica anche assurda. E quale miglior “prostituta” di Mourinho al quale affidare l’ultimo pensiero: “se la Juve vince la Europe League non avrà fatto nulla”. Che dirti Josè. Se il periodo storico si misura dai suoi protagonisti sulla stampa e in TV, allora è proprio un periodo di merda.

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Juventus-Parma La trappola del parmigiano

E’ la seconda miglior squadra per rendimento nel 2014. Addirittura, fra le migliori strisce in Europa. Il Parma di Donadoni è un ostacolo molto più grosso di quanto il nome non direbbe. E stasera tocca alla Juve.

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Dalla sconfitta coi bianconeri, all’andata, il Parma non si è più fermato. 17 partite utili consecutive, con un ritmo infernale degno delle prime della classe. Stasera non sarà facile.

La Juve arriva incerottata. A contare chi sta fuori o chi non è al meglio, ne vien fuori una formazione interessante. Ma non c’è spazio per le lamentele. C’è solo spazio per scrivere la storia.

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Tevez e Llorente per attaccare il Parma, nonostante la diffida che pesa sulle loro maglie. Caceres, Bonucci e Chiellini per gli straordinari in difesa, visto che sono alla quarta partita consecutiva. A centrocampo riprende la maglia da titolare Pogba, il francese inseguito dalle big d’Europa. Vidal e Pirlo regolarmente in campo, in attesa del ritorno di Marchisio che può già avvenire domenica sera contro il Napoli.

Occhio alla moviola: dopo il gol in fuorigioco di Destro, tutti i riflettori saranno puntati anche sui falli laterali invertiti a favore della Juve. Segno di un’Italia perversa, prima nei consumi del Maalox.

Juventus-Parma Tevez e Llorente per attaccare Donadoni

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Catania-Juventus 0-1 Vinta un’altra battaglia

E’ stata una battaglia. Cruenta e dura. Fatta di provocazioni e gomitate, fatta di falli e tanto agonismo. Ha detto bene Conte: “Siamo stati bravi a mantenere il cervello freddo”. Già, e per fortuna che noi un cervello ce l’abbiamo.

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La Juve scende in campo con un paio di rimpiazzi. Osvaldo in avanti affianca Tevez, mentre Isla finisce a sinistra, con Padoin a sostituire Pogba. Non è la stessa cosa, ma questa Juve è troppo per tutti in Italia.

Qualche colpo proibito, un gol regolare annullato a Vidal per un rigore su Bonucci (avete letto bene, sperando di aver anche visto bene), un po’ di azioni. Nessun rischio.

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Ha risolto Tevez, con un Pirlo sublime nel lancio e un Osvaldo utile quanto Llorente in questi nuovi schemi che finalmente la Juve può sfruttare. Poi ci pensa l’Apache che mette a terra, accelera, entra in area e fulmina un Andujar non proprio esente da colpe. Magari, già oggi, Pagliuca dirà la sua su come fermare anche i tiri di Tevez, dopo le punizioni di Pirlo.

Tre punti pesanti, con un ritmo vertiginoso. Sono 78 i punti in classifica ed è qualcosa di straordinario. Ci attende adesso un meraviglioso Parma, poi di nuovo il campionato e quindi il doppio confronto con i francesi quando sarà necessario chiudere la pratica già all’andata.

In mezzo a tanti complimenti, proviamo comunque a mantenere la mente lucida e critica. Come sempre. Solo per migliorare. Da un po’ di partite la Juve ha preso il vizio di non chiuderle. Abbassando fin troppo il baricentro: cosa raramente accaduta nell’era Conte. La giustificazione può essere la condizione fisica, molto stressata dai numerosi impegni e dal ritmo imposto dal tecnico leccese, quindi la scarsa possibilità di attingere dalla panchina. Dobbiamo assolutamente migliorare questo aspetto.

La fortuna è la solita: dipendiamo da noi stessi.

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Catania-Juventus Il momento del massimo sforzo

Uomini contati, voglia matta di superare ogni record storico, qualificazione ai quarti di Europe League. La Juve sta vivendo un momento molto positivo dal punto di vista dei risultati, ma accusa stanchezza e flessione fisica.

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Normale. Naturale. Conte ha fin qui spremuto i suoi, affidandosi quasi sempre agli stessi uomini, quelli che hanno permesso una notevole crescita circa qualità e mentalità. Forse servivano più ricambi. Senza forse.

La Juve è attesa da un numero importante di partite, da qui fino a fine stagione, sperando di giocarle davvero tutte, compresi i giovedì. Fra turni infracampionato e Europe League, la squadra è chiamato al massimo sforzo. Non sarà semplice.

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L’infermeria conta diverse importanti pedine. Barzagli e Ogbonna, per esempio, costringeranno agli straordinari Caceres, Chiellini e Bonucci. Il “chi l’ha visto” Pepe e l’infortunio di Peluso lasciano scoperte le alternative sulle fasce laterali. Così Conte dovrà inventarsi un turnover intelligente.

 Catania-Juventus Probabili Formazioni

Già stasera Isla darà fiato ad Asamoah, mentre Padoin sostituirà Pogba in mezzo al campo. Marchisio non verrà rischiato, buono magari per la gara di andata contro il Lione quando mancherà Vidal.

In attacco, con Vucinic non totalmente recuperato e Quagliarella ufficiosamente ignorato, toccherà a Osvaldo affiancare Tevez, con Llorente inizialmente in panchina.

Si replica mercoledì sera contro un ottimo Parma. Poi ancora campionato e quindi l’andata di Europe League. E’ il momento di stringere i denti.

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Europe League: Una zebra contro un Lione

E allora sarà il Lione la squadra da affrontare. Una ex grande del calcio europeo, che negli ultimi anni ha fatto fatica a rinnovarsi e a tenere testa agli anni d’oro passati. La Juve sarà pronta?

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Sarà prontissima. A questo punto, con quel tabellone, conviene provarci sì per svariate ragioni.

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Il campionato pare essere al sicuro da qualunque tipo di attacco, specialmente mediatico e federale. Basterà non calare d’attenzione per non disperdere il vantaggio sulla Roma e sul Napoli. Magari alternando per bene i giusti uomini, anche se proprio in questi giorni l’alternanza è praticamente impossibile.

Così l’Europa può diventare quel grimaldello per il definitivo salto di qualità in ambito internazionale. Siamo d’accordo col Mister quando parla di “Champions habitat naturale”, ma serve tutta un’altra dimensione mentale. Questa dimensione mentale la possiamo già formare battagliando con chi è rimasto in corsa in Europe League. Che, per di più, vedrà l’atto finale a Torino.

Occasione ghiottissima per sistemare un altro puzzle pesante in un quadro magnifico a firma Antonio Conte.

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Fiorentina-Juventus 0-1 Quel fottuto genio di Antonio Conte

Ok, è ufficiale: ha preso tutti quanti per il culo. Non usiamo le mezze misure per descrivere quanto combinato da Antonio Conte.

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Nella settimana in cui tutto e tutti hanno parlato, straparlato e già deciso la qualificazione, il tecnico leccese si è limitato a poche, ma devastanti battute nella conferenza stampa di apertura. Ha detto che la Juve punta decisamente a un traguardo storico, e qui la scelta è fra il terzo scudetto consecutivo e l’astronomica cifra dei 100 punti in campionato.

Ha poi detto che la Juve “ha sofferto solo negli ultimi 20 minuti, dominando i primi 70 minuti di gara”. Bene. Qui c’è tutto il suo malefico genio. La ferocia di un tattico spietato. La crudele strapotenza di chi conosce le cose-di-campo.

La Juve si presenta in gara col piglio di chi fa la gita. Mancavano giusto i cappellini e gli zainetti per gli uomini in campo. Poca reazione, poca voglia di attaccare, tanta attesa. Di tanto in tanto, Pirlo & Co. si sono limitati a graffiare la porta di Neto. Già nel primo tempo, mentre la Fiorentina si affannava alla ricerca del gol, i bianconeri mostravano chiaramente che appena toccato l’acceleratore potevano mettere freccia, sorpassare e salutare tutti.

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E con strategia perfida, al minuto 70 la Juve chiude tutto. In realtà, il secondo tempo è stato tutto a senso unico, visto che la Juve ha realmente cominciato a giocare.

Indiavolato Tevez, ma la palla non entra. Poco lucidi Pogba e Vidal. Bene Isla, molto dinamico, anche se non incisivo come Lichtsteiner. Così ci pensa Pirlo. Llorente riceve al limite dell’area e con una magia si libera dell’ammonito Gonzalo. Il difensore viola lo atterra. Ci piacerebbe discutere di moviola, ma qui è veramente dura ipotizzare un qualche furto.

Andrea Pirlo fa due passi, poi scarica un violento piatto destro, a giro, nell’incrocio protetto da Neto che però non ci arriva. Non può arrivarci. Seconda punizione e seconda partita risolta da un autentico genio.

Genio come Conte. E la Juve va.

Con tutto il cuore che abbiamo, ora andiamoci a prendere un trofeo europeo che manca da troppo tempo. Per di più, nel nostro Juventus Stadium.

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Fiorentina-Juventus Atto finale, parola al campo

Finalmente si va in campo. Della Valle vorrebbe fare le scarpe ad Agnelli, mentre Agnelli continua a non rispondere alle stupide provocazioni, confidando nel fatto che siano dettate da malori da rosicamento.

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Sarà l’ultimo atto di questa stagione fra Fiorentina e Juventus. Una sta inseguendo e macinando record, l’altra vive sull’onda del 4-2 di campionato per cui sono nate magliette, tazze, pagine Facebook e manifestazioni di grande gioia. A ognuno il proprio godimento, nonostante le differenze di sostanza.

Tevez contro Gomez, cioè i due uomini chiave per i rispettivi attacchi. Pirlo contro Borja Valero, a sentire le opinioni di giornalisti ed esperti. Una Juve incerottata in difesa contro una Fiorentina che sembra più in palla a livello di gambe.

Conte ha confermato, non troppo velatamente, che l’Europe League è sì importante, ma la Juve punta alla Champions. Segno evidente di non aver dato troppa priorità alla Coppa. Però val la pena provarci. Di sicuro, val la pena non uscire proprio in questa fase, eliminati per mano della Viola. Inaccetabile per tutta una serie di ragioni.

Così ci aspettiamo la Juve migliore. Dal punto di vista della ferocia e dell’attenzione, della qualità espressa sul campo e della voglia. Tutti fattori che se mancano alla Juve, si vedono, si percepiscono e se ne vedono le brutte conseguenze.

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Fiorentina-Juventus Le probabili formazioni

Fuori Marchisio e Barzagli, stoppati anche Peluso e Ogbonna, la difesa è risicata, mentre a centrocampo mancano valide alternative. Appare sibillina la battuta di Conte “forse ho fatto poco turnover”. Già, ma chi sfruttiamo?

Già stasera ci affidiamo a Isla, mai veramente ripresosi dopo il grave infortunio a Udine, mentre sta convincendo Asamoah e appare insostituibile Lichtsteiner. Troppo importante la carica di Tevez. Al suo fianco Llorente, preferito a Osvaldo per la totale compatibilità con l’argentino e il curriculum di ottimo livello, fin o a questo punto della stagione.

Ci aspettiamo molto da Pogba e Vidal, i veri motori delle tattiche di Conte. Il cileno è ancora una volta il miglior realizzatore, mentre il francese manca sul tabellino da troppo tempo. Deve imparare, in alcuni periodi della stagione, a tirar fuori le unghia e mettere da parte il fioretto. Il fisico non manca e le qualità tecniche sono di rara eccellenza.

Ci uniamo al desiderio di Buffon: “far ricredere tutti”. Soprattutto, sentiamo nostro il pensiero di Conte: “Juve in campo solo per vincere”.

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Calciopoli: la Gazzetta a capo di tutto

E’ ripartita alla grande la campagna pro Calciopoli. A capo di tutto, come al solito, l’house organ di chi l’antijuventinismo l’ha eletto a propria prima filosofia di vita. Di fatti nemmeno l’ombra.

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Escono le motivazioni del secondo grado del Processo Calciopoli e i mitici copy della redazione scelgono con oculatezza le parole da mostrare sulla prima pagina del giornale. Questo accadeva ieri. Oggi, invece, spazio a Moratti che grida al mondo “smascherati i colpevoli”. Onestamente ci arrendiamo: troppo bravi, bravissimi. Tanto quanto la disonestà che praticano ogni giorno.

La verità, l’unica verità, la conosciamo bene. Non ci sono prove, anzi ve ne sono di segno contrario rispetto alle accuse infamanti di quel 2006. Non solo: non esiste la Cupola, come già archiviato nel Processo GEA e già nel primo grado di Calciopoli. Di più: per Moggi e per pochi altri ancora in gioco, le pene si sono sempre più ridotte a causa della demolizione del castello accusatorio.

Non basta.

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Le prove sui sorteggi sono piuttosto chiare, ci dispiace ripeterlo: tutto regolare, non è stata avvistata né riconosciuta né provata alcuna irregolarità. Così come le griglie: Moggi ci prova, non le azzecca, mentre altri personaggi e dirigenti riuscivano effettivamente a manovrarle.

Capitolo intercettazioni: in oltre 181 mila files, nemmeno una telefonata che incastra Moggi con un arbitro. Ve ne sono, invece, di un tale Facchetti che chiede, fra le tante telefonate poi ritrovate, di aggiustare una certa statistica con un arbitro (cosa poi effettivamente verificatasi).

Sempre dai dispositivi e dalle sentenze leggiamo di un campionato regolare, quello 2004/2005, e un campionato nemmeno lontanamente sfiorato dalle indagini, quello 2005/2006. Scopriamo invece che i famosi 3 saggi non avevano benedetto per nulla le mosse dell’ex membro del CdA dell’Inter tale Guido Rossi, anzi avevano espresso parere contrario all’assegnazione dello scudetto a una squadra su cui pendevano grossi dubbi.

Ma la cosa più assurda è che in questa faccenda la Juve ne esce sconfitta due volte: per la violenza subita nel corso di Farsopoli, mediatica e a livello di giudizio, e per il fatto di essere stata riconosciuta non colpevole nonostante il sentimento popolare.

L’unico attore a capo di tutto resta la Gazzetta. Ma non pagherà mai le proprie colpe. Esiste proprio per questo, e altri scopi.

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