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Mese: June 2014 (pagina 1 di 2)

Balotelli, perché non vai in Ghana?

Balotelli_Passaporto_Ghana

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Questa mi mancava.

 

Balotelli ha dichiarato che i suoi fratelli neri non l’avrebbero mai scaricato.

 

Poverino: dànno sempre la colpa a lui, e se la prendono con lui, perché è nero.

 

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Strano, io ho sempre pensato che se la prendessero con lui per via di quello che fa e non per via di quello che è.

 

Sapete, Mario Balotelli ha origini ghanesi: anche se è nato in Italia, i genitori biologici vengono dal Ghana.

 

Bene, vorrei fare una proposta (indecente) al “sig” (!) Mario Balotelli: perché non vai in Ghana, acquisisci il cognome dei tuoi genitori biologici (Barwah) e ti fai naturalizzare ghanese? Lì non ci sono “bianchi” cattivi che ti scaricano per il colore della pelle. Ti aspettano. Sono sicuro che in Nazionale gli attaccanti Ayew e Asamoah Gyan saranno i primi a stenderti un tappetino rosso, perché sanno che non possono competere con te nel ruolo!

 

 

Pst, ehi: non dite a Mario che lì si lavora (non come a Coverciano, ai tempi di Don Prandelli) per arrivare al Mondiale e che non ci sono discoteche, playstation e Fanny varie… E nemmeno la stampa nostrana coccolona…

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Crollo Italia: la vecchia guardia scarica i presunti fenomeni

E arrivò finalmente il momento in cui qualcuno si prese la responsabilità – o forse semplicemente la briga – di dire le cose come stanno.

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Ci ha pensato Gigi Buffon a mettere in chiaro un paio di punti, anticipando la stampa e, anzi, offrendo alla stampa del materiale utile per costruirci sopra un po’ di articoli. Preciso, puntuale, sereno, vero. Talmente ovvio che non è stato possibile travisare o ribaltare i suoi concetti, sottoscritti poi da Daniele De Rossi che ci ha messo il carico.

I vari Balotelli e Cassano hanno rotto. Basta così con questi fenomeni tutti mediatici su cui pende la colpa, gravissima, della stampa e della TV. Una generazione di fenomeni ha lasciato un vuoto per adesso non colmato. Chi ce li darà più Buffon e Pirlo? Del Piero e Maldini?

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Le parole di Buffon e le accuse di De Rossi (“ci servono uomini veri, non figurine o personaggi”) sanciscono una spaccatura molto violenta e netta fra i vecchietti, almeno così li chiamano, e le nuove leve. Prive di personsalità, vuoti di leadership, incapaci di incidere quando conta.

La sensazione ultima è che Prandelli abbia pagato colpe non tutte sue. D’altronde non ha lasciato a casa Tevez o Llorente, per fare due nomi a caso, ma ha dovuto barcamenarsi fra un livello di mediocrità generale in cui la pochezza di Balotelli e Cassano viene semplicemente esaltata, sottolineata.

Ci auguriamo, da adesso in poi, che le scelte del prossimo CT della Nazionale – ammesso che Prandelli non rientri in gioco – vengano giustamente ponderate: uomini veri, non figurine o personaggi.

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Nuovi orizzonti sul calciomercato: da Coman a Pato

La Juventus si muove. Comincia a muoversi. O forse concretizza il lungo silenzio che fin qui ha accompagnato un po’ tutte le formazioni, in attesa della fine della kermesse mondiale. Marotta intanto porta a casa Coman e pensa a Pato.

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Ancora un parametro zero. Ancora francese. Ancora giovanissimo. Coman, che Ancelotti fece esordire due anni fa a poco più di 16 anni, approda a Torino dal PSG. In molti si chiedono se riuscirà a bruciare le tappe come Pogba. In molti si chiedono anche chi sia questo ragazzotto.

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Nato nel giugno del 1996, Kingsely Coman è uno dei migliori talenti in prospettiva del calcio francese. Da bambino è punta, ma poi viene sistemato sulla trequarti. Grande qualità nella visione di gioco e nella tecnica, il francese sembra perfetto per giocare dietro le punte. Magari partendo da sinistra, in una nuova versione dell’ala tanto cara ad Antonio Conte. Arriva a parametro zero e va capito se il tecnico leccese gli concederà di giocarsi le sue chance nel ritiro bianconero o verrà mandato in prestito per maturare. Resta la caccia ai migliori talenti europei da parte di Paratici e Marotta.

Mentre rimbalza dal Brasile la voce secondo cui la Juve starebbe pensando di scommettere sul recupero di Pato. Il Papero, già del Milan, non ha particolarmente brillato nella sua terra, in un campionato non complicato. Malanni fisici (mistero non ancora risolto dopo il brillante inizio di carriera) e una piccola depressione mentale. Ha perso il posto in Nazionale e nel calcio che conta. La Juve sta cominciando a riflettere su un prestito con diritto di riscatto. A 24 anni, il brasiliano, potrebbe davvero decidere di rinascere. E là davanti la Juve ha bisogno di gente con simili caratteristiche per predisporre al meglio il terzetto d’attacco.

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Kuipers mi ha ricordato Rocchi

Articolo1

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Ieri sera ho visto Svizzera-Francia.

 

Sapete come si dice, no? Scfizzera è bella.

 

Io seguivo la Francia, però.

 

Fa molto strano vedere Pogba (subentrato) e il treno Lichtsteiner (che, tra l’altro, tiene in gioco Benzema, in occasione dello 0-5) contrapposti.

 

Il punto è che io voglio parlare dell’obbrobrio finale visto ieri sera, durante l’ultimo minuto di recupero: l’arbitro olandese Kuipers (che è stato scandaloso in tutta la partita) fischia la fine appena 1-2 secondi prima che l’ultima azione di partita (di marca francese) termini effettivamente, negando un gol spettacolare a Benzema.

 

Sono sicuro che se qualcuno proverà a toccare il fischietto, la FIFA lo difenderà a spada tratta, come in Italia si usa fare con gli arbitri che sbagliano contro la Juventus.

 

E di questo voglio parlare.

 

Ieri sera mi è tornato in mente un episodio di oltre un anno (solare) fa.

 

All’Olimpico di Roma, all’ultimo minuto di recupero, sotto di 1-0 contro i giallorossi di Andreazzoli, la Juve guadagna un calcio d’angolo per tentare di trovare il pareggio in extremis. L’arbitro è Rocchi. Sulle prime, concede l’angolo ed entrambe le squadre si schierano nell’area giallorossa. E invece, inspiegabilmente, fischia la fine senza far battere il calcio piazzato.

 

Bene: Kuipers, ieri, ha fatto la stessa cosa. Con la Francia che aveva recuperato la palla a centrocampo e stava avanzando dalla fascia destra, riesce a fischiare la fine della partita senza far finire l’azione.

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Io posso capire se certe cose succedono nell’italico orticello (attenzione: non dovrebbero comunque succedere!!).

 

Ma ad un Mondiale?? E potete ricordarmi quanto volete il gol dell’Inghilterra a SudAfrica 2010, Corea del Sud-Italia del 2002 (che io ho visto e ricordo ancora), la mano de Dios di Maradona, il gol fantasma del 1966 o il doping della Germania Ovest nel 1954 e tanti altri, e si potrebbe anche dire “è tutta malvivenza”.. Ma, proprio perché credevo di averle viste tutte, non mi aspettavo una cosa del genere.

 

Il signor Kuipers non voleva infierire ulteriormente sulla povera Scfizzera? E quando mai è successo, ad un Mondiale, che non si lasciasse finire l’azione prima di fischiare? In FIFA hanno preso ispirazione dall’esempio Rocchi?

 

Scusate, io non ci capisco più niente: mi hanno sempre fatto la testa come un pallone per il fatto che la Francia è una delle squadre politicamente più “influenti” e che la fanno vincere a discapito di altre squadre più “piccole” che, invece, meriterebbero qualcosina in più. E l’arbitro, che dovrebbe essere asservito ai francesi, non lascia finire un’azione, che avrebbe dato una marcatura personale in più ad un campione come Benzema (in ottica marcatori del Mondiale e in ottica carriera), e che in classifica avrebbe fatto figurare l’attacco francese ancora migliore, contro la Svizzera??? Ma dai!!

Ma, allora, la “Scfizzera è bella” è più potente della Francia, lassù in FIFA? E da quando???

 

Lo so che molti di voi lettori mi diranno che al Mondiale “è tutta malvivenza” (cit… di nuovo!!) e che se ne sono viste di tutti i colori. Tra l’altro, sempre in tema di Corea del Sud, vidi anche le partite contro Stati Uniti (girone) e Spagna (quarti di finale). Nella prima, rigore inesistente per i coreani, però, non trasformato (non ricordo se fu parata di Friedel o palla fuori; finì 1-1). Nella seconda, l’arbitro egiziano arrivò addirittura a non convalidare il silver gol degli spagnoli che, poi, risulterà regolare perché la palla non era uscita sul fondo (finirà 3-5 d.c.r. per la Corea).

 

Ma, abbiate pazienza, questa mancava e, tra l’altro, come risultato in senso stretto, era ininfluente, tranne per i valori di classifica marcatore-squadra sopra descritti. Per cui: a chi è giovata, questa decisione dell’arbitro? Fra tante che vedo, dal 2002 (il Mondiale 1998 non fa testo perché ho ricordi troppo sbiaditi), questa è la più stupida, insolita e clamorosa decisione; mentre le altre (gol fantasma, gol in fuorigioco, gol su rigore inesistente, rigore negato, gol di mano, gol annullato per fuorigioco inesistente, gol nato da un fallo non fischiato), almeno, te le puoi aspettare.

 

Se ai piani alti della FIFA ci fosse gente competente, manderebbe immediatamente a casa un soggetto simile. Invece, da quanto sembra di capire, gli arbitri possono fare tutti gli errori che vogliono e per chi li manda in campo è sempre tutto ok e hanno arbitrato bene.

 

Quando sento che non bisogna dare addosso agli arbitri, ma che vanno aiutati, mi viene la tentazione di dire che difenderli a prescidere, qualunque cosa facciano, è pura ipocrisia, e che ogni tanto, se fanno cose del genere, una lavata di capo nel chiuso dello stanzino bisogna fargliela.

 

Sei al Mondiale e sei un professionista: certe cose (non infierire sulla povera Scfizzera) non dovrebbero esistere (come non sarebbero dovuti esistere i precedenti sopra descritti e alcuni episodi recenti già capitati in questo inizio di Mondiale).

 

Detto questo, sono contrario ai gazzettari e ai corrieristi che fanno il processo all’arbitro sui giornali; e sono il primo a dire che errori arbitrali ben più gravi ed influenti di questo non si dovrebbero vedere.

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Juventus: mercato e mercati

Un mese al via della nuova avventura. Bisognerà programmare per bene gli investimenti, i cambi, i nuovi arrivi. Dopo tre anni paradossalmente, sembra non concesso poter sbagliare.

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Il cambio di modulo e la naturale preoccupazione che qualche elemento abbia esaurito le energie impongono tanta oculatezza nel decidere la mossa successiva.

La Juve può vantare un tesoretto di giovani non indifferente. Fra un Berardi destinato a tornare alla base per giocare e un Zaza destinato a fare da carta di scambio. Senza contare Gabbiadini che sembrava già a Torino, ma per sul quale è cambiato qualcosa nella testa dei dirigenti e allenatore bianconeri.

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Sanchez sembra vicino, Morata lontano. Salvo che poi quote e possibilità cambiano sensibilmente il giorno dopo. Sono i due obiettivi di Conte, e uno di questi potrebbe davvero approdare sotto la Mole. Il tecnico leccese stravede soprattutto per il cileno, abilissimo nel dribbling e perfetto per il 4-3-3 della prossima stagione. Morata è invece una specie di Llorente più mobile, più giovane, con ottime prospettive.

Il problema per entrambi è il prezzo e l’impossibilità di essere l’unico club interlocutore nelle trattative. Ci saranno altre squadre europee a battagliare con la Juve che, forse, può già vantare accordi verbali con i giocatori e loro assenso.

Sarà il leit motiv dell’intero calciomercato bianconero, sperando di non cascare nella formula “vorrei, ma non posso”. I grandissimi club sono stati costruiti con “vorrei e devo”.

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Inghilterra-Italia 1-2 Buona la prima, ma…

Buona la prima. Con qualche dubbio. Con un po’ di certezze.

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Sulle spalle dei giganti. L’Italia di Prandelli si è affidata anima e corpo a Pirlo e De Rossi, con la vivacità e la classe di Candreva e Marchisio ad accendere gli attacchi e la grande sorpresa Darmian.

I maestri del calcio sono stati ancora una volta placati, nonostante un primo tempo di grande impatto, ma che non ha provocato quel vantaggio che forse gli inglesi meritavano.

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Così le scorribande di Marchisio e Candreva e le accelerazioni di Darmian hanno poco alla volta convinto l’Italia che si poteva vincere. E si è vinto.

Un tiro dalla distanza di Marchisio e il tocco del vantaggio di Balotelli. In mezzo, tanta sostanza di Pirlo e compagni, con una fase di palleggio apprezzabile, qualche sbavatura di troppo e il dubbio che con Paletta in difesa i deboli di cuore se la vedranno brutta.

I primi tre punti li abbiamo portati a casa. Ora attenti al Costa Rica, soprattutto all’Uruguay vittima di un esordio da incubo. Fin qui, in attesa di Francia, Germania, Portogallo e Argentina, nessuna delle altre nazionali ha mostrato una forza così dirompente. Ma è solo la prima.

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C’è chi nasce talebano juventino, e chi…

iuliano-ronaldo

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Un bel giorno, verso la fine di maggio, apro la posta e mi vedo un “Please Moderate” che campeggia nell’inbox. È una notifica, e scopro che hanno postato un commento su un articolo che ho pubblicato nel 2013. Devo dire che sono rimasto molto colpito da cotanta pacatezza (o meglio, Obiettività) e lo scritto dell’ospite mi ha davvero illuminato.

 

Leggiamo il meritevole post dell’ospite, dal quale deduco essere un imparziale, equilibrato e distaccato sportivo:

“La solita disinformazione dei talebani juventini: persino su Wikipedia (Maurizio Turone) è spiegato chiaramente che Carlo Sassi non ha criticato la moviola del 1981 (la quale era fatta a Milano, e non a Roma), bensì il telebeam di De Laurentis del 1985.


Poi, sostenere che il fallo sia di Ronaldo è ridicolo: semmai il Fenomeno cerca di subire fallo (cosa che fanno TUTTI gli attaccanti del mondo) e Iuliano non è riuscito a frenarsi. Casistica comunissima. Rigore netto. Da nessuna parte del regolamento sta scritto che "In caso di involontarietà, se è una casualità che deriva dalla dinamica dell’azione, rimane ostruzione anche quando c’è il contatto fisico." Bella fantasia, complimenti!


Tra l'altro quello fu l'ultimo di una decina di episodi pro Juve. Che articolo delirante. Questo vostro modo di tifare insultando gli avversari e corrompendo la verità storica è la rovina del calcio. Per fortuna esistono juventini seri, diversi da voi altri.”

Novantadue minuti di applausi.

 

Ma andiamo a rispondere, uno per uno, a questi tre punti.

 

“La solita disinformazione dei talebani juventini: persino su Wikipedia (Maurizio Turone) è spiegato chiaramente che Carlo Sassi non ha criticato la moviola del 1981 (la quale era fatta a Milano, e non a Roma), bensì il telebeam di De Laurentis del 1985.”.

 

Su una radio RAI, Carlo Sassi aveva chiaramente affermato che la moviola era stata “acchittata” negli studi della RAI. Salvo, poi, ritrattare un mese dopo. Siamo, all’incirca, nel febbraio 2013. Molto strano che ritratti dopo appena un mese. Siccome io sono uno juventino “talebano” e non “serio”, mi viene un dubbio, piccolo piccolo: ma non è che la RAI potrebbe aver chiesto (moooolto gentilmente, immagino..) al suo ex-moviolista di “acchittare” quelle dichiarazioni che hanno, di fatto, smontato il mito del “go’ de Turone”?

Qui e qui è riportato l’audio delle dichiarazioni di Sassi e viene fatto riferimento al fatto che gli studi in cui si montava la moviola fossero a Roma e non a Milano. E il riferimento al telebeam di De Laurentiis è una strumentalizzazione operata dai media. Falso: Sassi parla di un ‘marchingegno’, ma adoperato quella stessa sera! E non può essere il telebeam, se è arrivato quattro o cinque anni dopo!

 

“Poi, sostenere che il fallo sia di Ronaldo è ridicolo: semmai il Fenomeno cerca di subire fallo (cosa che fanno TUTTI gli attaccanti del mondo) e Iuliano non è riuscito a frenarsi. Casistica comunissima. Rigore netto”.

 

Infatti, Ronaldo cerca proprio di subire il fallo. Solo che, sempre per la mia esperienza da juventino “talebano” (mica di quelli “seri”), a un attaccante insegnano che, per procurarsi il fallo, deve spostare non solo la palla, ma anche il CORPO. Questo, mica nel più grande campionato professionistico, ma già dalla giovane età. Bene, Ronaldo sposta la palla da un’altra parte e va dritto. Rigore netto? Casistica comunissima? Mi viene parecchio difficile pensare, inoltre (ma io sono “talebano”, per carità!), che Iuliano non fosse riuscito a frenarsi, visto che se Ronaldo l’avesse evitato spostandosi a destra (in direzione della palla, e aveva tutto il tempo e il modo di farlo), non ci sarebbe stato alcun contatto e il 13 bianconero avrebbe tirato dritto. Qui no, invece: Iuliano rallenta e pianta i piedi sul terreno (è praticamente fermo), Ronaldo tira dritto senza “frenare”. A occhio, senza fare queste analisi “talebane” (si sa che noi juventini “talebani” siamo di parte e, per questo, disinformati), è uno scontro di gioco, vista la dinamica.

 

Comunque, da come descrivi tu l’episodio, ci stai dando pure ragione!

 

“Da nessuna parte del regolamento sta scritto che “In caso di involontarietà, se è una casualità che deriva dalla dinamica dell’azione, rimane ostruzione anche quando c’è il contatto fisico.” Bella fantasia, complimenti!”.

 

Beh, forse, qui, mi posso deresponsabilizzare: diciamo che questa era una cosa che mi aveva riferito un certo “muchogustavo1” su YouTube, a fine 2011, quando ancora avevo il canale, in un video realizzato da me in cui avevo riportato l’intervista a Ceccarini del 20 aprile 2009.

 

Però, ricordati che quando un difensore va ad ostruire l’attaccante, l’ostruzione si verifica quando non c’è contatto fisico (diciamola come Pistocchi, va’..) e deve essere sempre VOLONTARIA perché possa essere definita tale. Qui non c’è volontarietà e non c’è nemmeno fallo. C’è solo un giocatore che cerca un disperatissimo rigore per pareggiare (sicuro, poi, che l’avrebbe trasformato?), essendo stato praticamente inesistente per tutta la partita. Il “Fenomeno” era avvezzo, in quella stagione, a simulare falli, e pensava di farla franca per l’ennesima volta. Ironia della sorte ha voluto che facesse, come si dice in inglese, un “EPIC FAIL” proprio nella partita più importante (per voi) della stagione. Eppure la procedura era “collaudata”, accidenti…

 

Ah: Ceccarini è lo stesso arbitro che vi ha dato la punizione che vi ha fatto vincere la partita col Parma, il giorno che le moviole non facevano altro che guardare il gol di Bierhoff.

 

E, comunque, per uno che ha fatto l’arbitro come lui, questo non è rigore. In base a come Ceccarini stesso spiega il provvedimento che avrebbe preso a posteriori, inoltre, pare di capire che muchogustavo avesse ragione. Ah, nemmeno per Massimo Chiesa (altro ex-arbitro, quindi sicuramente juventino “talebano”) è rigore…

 

“Tra l'altro quello fu l'ultimo di una decina di episodi pro Juve”.

 

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Una decina di episodi pro-Juve? E quelli contro? E quelli pro-Inter, ne vogliamo parlare? Ce ne sono una decina (eufemismo) anche di quelli. Però, ovviamente, quando un episodio è a favore di Inter, Milan, Napoli, Lazio, Roma, et similia, è una casualità che capita sporadicamente (e non è vero neanche); quando capita alla Juve, sono decine e decine (e tutti decisivi, poffarbacco!).

 

Un’altra cosa che non capisco è perché, se quello fosse stato l’ultimo episodio, abbiamo dovuto aspettare due giornate per vincere lo scudetto. E la classifica finale ci vede a +5. Con un rigore vostro ed eventuale pareggio (si era 1-0 dal primo tempo, eh!), sapendo che non avremo mai la sfera di cristallo per sapere se sarebbe cambiato qualcosa, la matematica applicata sui dati storici che abbiamo ci dice che lo scudetto sarebbe diventato comunque nostro e la classifica avrebbe detto 72-70 anziché 74-69. Questo episodio, girala come vuoi, è ININFLUENTE.

 

Ma saranno “influenti” quelli di prima? Non sto a citare tutto, ma dico solo:

o      Rigore negato al Brescia alla prima di campionato (risultato finale: Inter-Brescia 2-1, ma si era nel primo tempo e sullo 0-0);

o      Mancata espulsione di West (36’ pt, sullo 0-0) contro la Fiorentina e gol del 3-2 viziato da un “errore” del guardalinee che ha influenzato la difesa dei viola;

o      Rigore inesistente per tuffo di Moriero in Inter-Lazio 1-1;

o      Punizione inesistente contro il Parma (segnata da Ronaldo… e ribadisco che arbitrava Ceccarini!);

o      Pugno di Ronaldo a Rustico non sanzionato: Ronaldo darà l’assist a West per il gol dell’1-2 finale, in Atalanta-Inter;

o      Rigore generoso del momentaneo 2-1 concesso nel derby (arbitro: Collina; finirà, poi, 2-2, visto che il fischietto stesso assegna un rigore ai vostri cugini rossoneri, che era più netto del vostro) e mancate espulsioni di West e Galante;

o      Rigori negati alla Juve per falli di West su Inzaghi (10’ pt, 0-0) e su Del Piero (36’ pt circa, sullo 0-0.. e pare che il gol di Djorkaeff fosse in fuorigioco; solo che, chissà perché, manca l’angolazione che potrebbe far vedere chiaramente tutta l’azione) e gol annullato a Inzaghi nel secondo tempo;

o      Rigore negato al Piacenza al 47’ st (fallo di Zanetti su Rastelli);

o      Mancata espulsione di Bergomi in Empoli-Inter;

o      Mancata interruzione di gioco dopo lo scontro Galante-Goretti, avvenuto al limite dell’area interista, sullo 0-0 (era il 63′), che ha fatto nascere il contropiede dal quale è nato il gol dell’1-0 di Zamorano (Inter-Napoli 2-0, secondo gol di Ronaldo su rigore; aggiungo che per 60 minuti buoni il Napoli vi ha messi in difficoltà e stava giocando una buona partita; a dispetto del 2-0 finale, arrivato comunque su rigore, questo episodio ha avuto la sua incisività e va sottolineato che il Napoli è anche rimasto in dieci a seguito della proteste di Ayala dovute alla decisione, discutibile, dell’arbitro);

o      Rigore col Vicenza al 95’;

o      Gol annullato a Bierhoff e rigore negato a Pineda (e il gol di Bianconi “nostro” nasce da un’azione non fermata per fuorigioco).

 

Tralascio volutamente gli episodi di Juve-Inter, che ho già spiegato in un altro articolo.

 

Quello che esce fuori nella giornata successiva sono Juve e Inter che pareggiano, entrambe, per 0-0.

 

A Vicenza, mancata espulsione di Mirko Conte e rigore negato alla Juve.

 

A San Siro, due rigori negati al Piacenza.

 

Fai tu le tue valutazioni.


“Che articolo delirante. Questo vostro modo di tifare insultando gli avversari e corrompendo la verità storica è la rovina del calcio. Per fortuna esistono juventini seri, diversi da voi altri.”.

Beh, sono uno juventino “talebano”, normale che deliri. Per fortuna, però, c’è chi non delira e non è “talebano”. Ed ha sempre ragione. Per fortuna, anche, che esistono juventini “seri”, quelli come Travaglio et similia, su cui vi appoggiate per avvalorare le vostre congetture e chiacchiere da bar. Penso che, però, l’opposto di “talebano” possa essere “moderato” o “democratico”, più che “serio”.   Insomma: c’è chi nasce juventino “talebano” e chi nasce antijuventino “democratico”.

 

Chissà quale sarebbe il vostro senso senza la Juve…

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Che Mondiali saranno?

Ma che Mondiali saranno? Neymar inaugura oggi l’apertura della Coppa del Mondo per Nazioni, fra qualche giorno toccherà all’Italia, intanto attenderemo gli esordi di Argentina, Spagna, Portogallo, Cile.

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64 partite in cui spettatori interessati saranno anche i direttori sportivi dei principali club europei, pronti a darsi battaglia per assicurarsi i big.

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Tante le stelle in vetrina, così come sono tante le stelle rimaste a casa. Ibra, certo, ma anche infortunati, acciaccati, i clamorosamente esclusi (tipo quei due che hanno guidato la Juve alla storica soglia dei 102 punti).

L’Italia dovrà difendersi. Troppo forte lo spirito di dignità dei ragazzi di Prandelli, ma tantissimi i dubbi. Fra formazione ed esperienza, fra uomini da scegliere e avversari da affrontare.

Ma è pur sempre un Mondiale. Ci aspettiamo spettacolo e attendiamo la sorpresa. In un nome, in una Nazione.

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Calciomercato: l’ora delle scelte

Antonio Conte e la Juve devono scegliere. Programmare il futuro sulla base della convinzione del cambio di modulo, con in mente l’obiettivo di acquisire maggior pesantezza a livello internazionale.

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Nomi giovani, gente adatta a palcoscenici ben più performanti della Serie A dominata per il terzo anno di fila.

Cambio di modulo e respiro internazionale. Ecco i fattori che Marotta e Paratici dovranno tenere a mente quando andranno sugli obiettivi. Su suggerimento di un Conte che prima di andare in vacanza ha già espresso le sue volontà più e più volte a Vinovo.

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No a Drogba, per ragioni di età (e di costo). Sì a Morata e Berardi, per quel tocco di freschezza in un reparto, l’attacco, che cambierà molto.

Magari Sanchez, pallino di Conte sin dai tempi dell’Udinese, ma difficile da raggiungere a causa del prezzo del cartellino. Servirebbe un sacrificio che la proprietà non ha voglia di fare e allora la sensazione è che si debba passare dalle cessioni.

Proprio queste operazioni in uscita rappresenteranno il più grosso problema per i dirigenti bianconeri. I vari Vucinic, Quagliarella, Giovinco, per non parlare delle seconde linee, sono difficilii da piazzare, soprattutto da monetizzare a dovere. E’ però necessario. Sgravarsi anche di stipendi importanti, così da poter investire di nuovo.

Il gioco stupendo e affascinante del calciomercato. E non è ancora cominciato!

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Berardi, Gabbiadini, Zaza: ne rimarrà solo uno!

Uno fra Berardi, Gabbiadini e Zaza tornerà alla base. Per restarci. Tre giocatori molto diversi fra loro, tre ragazzi di cui la Juve deve andare fiera per il percorso di crescita. Tre risorse da valorizzare.

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Male che deve andare, ognuno di loro tre può trasformarsi in una contropartita da usare in qualche trattativa. Nulla di strano fosse proprio uno dei tre (Zaza, in particolare) a sbloccare l’affare Pereyra con l’Udinese.

Il punto, in realtà, è un altro: quale dei tre riportare a casa?

Domenico Berardi è un’ala vecchio stampa: agile, sfacciato nel dribbling, dinamico, con un buon senso del gol viste le 16 marcature al primo anno di Serie A. In un 4-3-3 ci starebbe benissimo, probabile anche nel 4-4-2 che Conte ama trasformare in 4-2-4. Con Pepe in dubbio e Lichtsteiner riportato a terzino, con lui la fascia destra sarebbe sistemata.

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Manolo Gabbiadini ha ben figurato con la Samp. Gran fisico, grande velocità, ottime proprietà balistiche. Un sinistro su cui ancora deve lavorare per renderlo letale. Otto reti per lui nell’ultimo campionato, giocando maggiormente come attaccante esterno: un ruolo che a Conte piace tanto.

Simone Zaza è sfrontato, a partire dal look con cui si presenta in campo. Gli piacciono le cose spettacolari, tipo le giocate in acrobazia o gli assoli. Non un grande bomber, ma una prima punta che gioca molto per la squadra e fa giocare bene chi gli sta a fianco.

Descritti così, gli indiziati ad approdare a Torino sono i primi due, con preferenze più spostate verso Mimmo Berardi. Toccasse a lui, o a Gabbiadini, sarebbe importante accompagnarne la crescita con metodo e pazienza, ma su questo Conte è preparatissimo.

Riportarne uno a casa vorrebbe anche dire cominciare a valorizzare il patrimonio di giovani che abbiamo in prestito in tutta Italia. Il futuro della Juve passa anche da loro.

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