Menu Chiudi

Mese: July 2014 (pagina 1 di 2)

Juve di Allegri: lavori in corso, prego non disturbare

L’anno scorso, a rileggere questo blog, in moltissimi eravamo dubbiosi: la Juve reggerà il terzo anno? A leggere la classifica finale c’è da dedurre che il precampionato abbia un valore pari allo zero. Non è un caso che squadre come Roma e Inter e Napoli siano sempre superiori alle altre. Fino ad agosto però.

Advertisment

Fari puntati su Max Allegri e su una Juve in cerca di personaggi d’autore. In cerca di un modulo e di una stabilità tattica: ci metteremo u po’ a trovarla. Devono prima digerirla i ragazzi, poi noi. La sensazione è che ad Allegri manchi fantasia fra centrocampo e attacco. Quel famoso trequartisa che Marotta sta cercando o, molto più probabile, un attaccante esterno in grado di sopportare/supportare il trio offensivo.

Niente paura sui risultati. Ripetiamo: l’anno scorso la Juve ha di fatto scherzato fino alla Supercoppa, quindi nessun allarmismo. Certo, la curiosità di capire quanto inciderà Allegri e quanto reagirà il gruppo.

Advertisment

Un primo risultato utile sembra esserci. Quel Pereyra parrebbe un acquisto azzeccato. Buona tecnica e buona personalità, nei panni di vice-Vidal, a fianco di Pirlo, ottimo nelle due fasi: propositiva, di contenimento. difficilmente sarà il nuovo Camoranesi, perché Mauro German aveva un talento innato come ala, mentre questo sudamericano sembra più portato per l’interno di centrocampo.

Attenzione invece in difesa, dove Ogbonna non garantisce affidabilità, dove andrà inserito Evra e dove la difesa a quattro dovrà rimpiazzare il terzetto che da 3 anni difende Buffon.

Senza dimenticare che la stagione comincia a fine agosto. Ora, è solo fine luglio.

Advertisment

Bruno Corda, tra Zeman e “tradimenti” Contiani

camicia-di-forza   Antijuventinismo italiano di Sardegna.

Advertisment

Ebbene si: purtroppo, anche dalle nostre parti, essi esistono.

Ieri pomeriggio, mentre tornavo da un lavoro in campagna, come al solito, sentivo un’emittente cagliaritana che ascolta mio padre (ero con lui, in macchina). In questo periodo, c’è anche la pagina calcistica, perché il Cagliari ha iniziato la stagione.

E, fin qui, nulla di strano. Se non fosse per il fatto che per parlare del Cagliari Calcio chiedono pareri al signor Bruno Corda.

Ora, non varrebbe neanche la pena soffermarsi sul solito giornalista sportivo/telecronista che parla di Juve per il suo quarto d’ora di notorietà.

Però, ve lo volevo far conoscere.

Questo Bruno Corda, già nel 2006 si era guadagnato la fama di antijuventino doc, sfoderando una prestazione degna di uno Scarpini o di un Pellegatti, andando a urlare “Vergognati!” all’arbitro Ayroldi e a tutta la Juve, in particolare inveendo sulla Triade, per un rigore che era stato assegnato a favore dei bianconeri. Per la cronaca, quel rigore non fu trasformato, ma la Juve pareggiò al 95′ con un gol di Cannavaro (toh: un altro “gol di Cannavaro”, dopo quello del 2000), per il rosichio dei tifosi antijuventini di Cagliari e dell’italia pallonara intera.

Advertisment

Ora, in questo precampionato, come già detto, è ospite di questa radio cagliaritana di cui ho accennato sopra.

Il sig. Corda, che già l’altro giorno si era lanciato in un’iperbole del tipo “Negli anni ’70, quando il Cagliari vinceva” (il Cagliari ha vinto lo scudetto solo nel 1970, e il periodo d’oro era alla fine degli anni ’60, ndr), e che magnifica ad ogni piè sospinto il modo di allenare di Zeman (si, ha esaltato il metodo dei gradoni!), ieri ha parlato di Juve.

E indovinate come è andata a finire…

Ha esordito spiegando l’ovvio: cioè Allegri alla Juve, dopo tutti gli strali lanciati in passato, e la piazza bianconera che all’inizio non lo accettava (poco importa se poi l’abbiamo accettato; ma, questo, Corda non lo dice..).

Poi si lancia a parlare di Conte. Dice che ci ha traditi, che aveva un accordo col Milan da quattro (udite: “quattro”!) mesi prima. Ma Corda li legge, almeno, i giornali? Riesce persino a sbagliare le mistificazioni operate dai suddetti! I media ci hanno raccontato che Conte avrebbe avuto un pre-accordo col Milan già da maggio. A me risulta che da maggio a luglio ci siano due mesi, non quattro! In ogni caso, c’è differenza tra un “pre-”accordo ed un accordo vero e proprio. Tanto per fare i pignoli, eh…

Poco importa se, poi, il Milan, alla faccia dell’accordo con Conte, abbia messo Inzaghi in panca. Poco importa se le dimissioni di Conte non sono state un tradimento (e quelle di Lippi, allora, dopo il 2-4 col Parma? E quelle di Capello, nel 2006?), ma nemmeno dimissioni: si vada a vedere il comunicato, sul sito della Juventus, che parla di ‘Risoluzione Consensuale’, con una lunga lettera di ringraziamento del Presidente Andrea Agnelli. Corda parla con la sicumera di chi ha studiato a memoria e lo speaker della radio non lo contraddice.

Se non ricordo male, ha pure affermato che, proprio per questo “tradimento”, noi tifosi non dovremmo arrabbiarci, ma dovremmo essere contenti che sia andato via. In più, come al solito, ha parlato del suo ego (belli, i tempi dell’ego di Ranieri, vero?), come fa chi non si può appigliare ad altro per sminuirne la grandezza. Insomma, sempre il solito gioco di chi vuole mettere i tifosi della Juve contro le proprie icone o contro squadra e dirigenza per dividere la Juve stessa e distruggerla dal suo interno. Carissimo Bruno Corda, io La informo che non ho nulla da rimproverare a Conte, che le chiacchiere sull’ego stanno a zero, e che Lei, come ho scritto ieri su twitter, deve sciacquarsi la bocca e pensarci 102 volte, prima di parlare di Conte Antonio, e 117 volte prima di parlare di Juventus! Pensi, piuttosto, all’ego di uno come Zeman, che ha dichiarato “Kistionai pagu, traballai meda”, quando lui, in trent’anni di carriera, ha sempre kistionau medatraballau pagu. Dichiarazioni, ovviamente, frutto di un’operazione di marketing della società rossoblu (legittima, ci sta; solo che se vado a parlare in sardo meridionale a Zeman, questi non mi capisce), dal momento che una lingua non la impari in un mesetto. Concludo proprio col boemo: stanno aspettando a fargli domande sulla Juve, prima che venga silurato anche da Cagliari?

Advertisment

Vi meritate Tavecchio

Ricapitolando: Andrea Agnelli vuole lanciare Albertini, ma la banda guidata da De Laurentiis e Galliani, con Lotito e Moratti sullo sfondo, hanno puntato su Tavecchio.

Advertisment

Si dice, che la banda abbia votato Tavecchio per una sorta di continuità rispetto al passato. Nel frattempo, alcuni quotidiani cominciano a pubblicare la lunga lista di malsane news riferite a questo personaggio che non si è fatto mancare nulla. Oltre ad aver chiesto, perfino Palombo della Gazzetta, di ritirare la candidatura dopo le volgari frasi a sfondo chiaramente razzista.

Advertisment

Avremo quindi Tavecchio alla guida. Andrea Agnelli rimane fuori. Le riforme non si faranno. Il nostro calcio morirà.

L’importante è che Allegri conduca all’inferno alla Juve. In tal caso, Tavecchio o no, tutti saranno contenti.

Buon calcio a tutti.

Advertisment

Pomeriggio comincia l’anno della Juve di Allegri: dubbi, domande, missioni

Settimana fra le più affascinanti, se per affascinanti decidete di valutare avvenimenti positivi e negativi. Conte, poi gli arrivi, i dubbi, le smentite, le accelerate. Certamente settimana affascinante.

Advertisment

John Elkan è stato chiaro: la Juve è la Juve, conta più dei singoli. Purtroppo quella frase lui l’avrà letta da qualche parte e ripetuta a pappagallo, perché non ha coscienza di cosa vuol dire Juve. Ma che cosa c’avrà visto l’Avvocato? Un mistero che ci trascineremo nel corso degli anni. Quando la Exor mollerà la presa su questa società, forse Andrea Agnelli potrà cominciare a pensare in grande.

Morata (pronti, via, crack: non commentiamo), Evra, Pereyra. Forse addirittura Romulo. Sui primi tre massima stima e fiducia, ma su Romulo, a quelle cifre, dopo aver venduto Quagliarella per 3,5 milioni di euro, cominciamo a tentennare: comprare bene, comprare meglio.

Advertisment

Soprattutto non vendere. Vidal vuole parlare con Allegri. Max non fare scherzi: è l’uomo su cui Conte ha basato i suoi successi. E’ il più grande che abbiamo in rosa. Ci accodiamo evidentemente a Tevez: “Un fenomeno, deve restare”. E se proprio dovesse andar via, facendo il gioco dei nostri avversari, 45 milioni bastano per la gamba sinistra. Con quanto si legge in giro, Vidal, questo Vidal, il Vidal degli ultimi tre anni, vale davvero meno di David Luiz o di James Rodriguez?

Certamente non può andare via Paul Pogba. Ma scherziamo? Non sappiamo che margini di miglioramento abbia questo ragazzo di poco più di 20 anni. Ne nascerà un altro nel 2030. Ce l’abbiamo noi. Ok il bilancio, ma… scherziamo davvero?

Vidal e Pogba saranno i perni del 3-5-2 o del 4-3-1-2 o del 4-3-3 o del 4-3-2-1. I numeri sceglieteli voi, a patto che la somma faccia dieci (più Buffon, undici), tanto questi due saranno comunque in campo, ovunque in campo. Si riparte da loro. E non si discute. Altrimenti il popolo, che manterrà fede alla fede bianconera, come le famose formiche, dovrebbe incazzarsi davvero e rovesciare il sistema, Andrea Agnelli incluso.

Perché è vero: gli uomini passano (su Conte diremo dell’altro nei prossimi giorni), la Juve resta. Ma che Juve resta? C’è stata la Juve di John Charles, Boniperti e Sivori. Poi quella di Trapattoni e Platini. Poi quella di Lippi, di Del Piero, passando per Capello e arrivando a Conte. La prossima, che Juve sarà?

Advertisment

Via ai colpi di mercato: Morata, Evra, Pereyra i primi

Non era un bluff. A poche ore dall’insediamente di Max Allegri, Marotta e Paratici hanno dato un’accelerata clamorosa a ogni trattativa avviata. In poche ore, via telefono, sono state sbloccate le posizioni di Morata (già a Torino da ieri sera), di Evra (non convocato dal ManUTD) e di Pereyra (su cui si mormora che l’Udinese non rischierà nella prossima amichevole). Quindi?

Advertisment

Quindi continuano a rimbalzare le domande sull’addio, ancora non digerito, di Antonio Conte.

Nel tentativo di fare muro su Vidal e Pogba, perni fondamentale e insostituibili della Juve del presente e del futuro, siamo in attesa di capire quale sarà la consistenza della rosa che affronterà la prossima stagione. Se la base è rimasta, un po’ di protagonisti alimenteranno stimoli e voglie della squadra.

Advertisment

A partire da Morata, lo spagnolo del Real che andrà a irrobustire un reparto che vede le presenze dei soli Tevez, Llorente e Giovinco. Si attende un altro colpo, magari più trequartista che attaccante, per volere di Max Allegri. Bell’innesto comunque quello di questo attaccante, di prospettiva e non solo.

Continuando con Evra, a tappare la clamorosa falla della fascia sinistra. Se nel 3-5-2 Asamoah garantisce qualità, nella ipotetica difesa a 4 il ruolo è scoperto. A 33 anni il francese può garantire quel giusto tasso di esperienza per la difesa più forte degli ultimi tre anni di Serie A. Crediamo comunque che non sia finita qui. Un difensore centrale verrà comprato: Astori?

Finendo con Pereyra, l’eclettico centrocampista tuttofare dell’Udinese. Si devono limare solo i dettagli, poi verrà annunciato. Il suo approdo è però un piccolo campanello d’allarme: è prevista una cessione in quel reparto? Perché a quel punto avremmo Pirlo, Vidal, Pogba, Marchisio, Pereyra in zona centrale. Non male, visto che 3 andranno sicuramente in campo e 2 in panchina.

Quindi tornano a rimbalzare le domande sull’addio, non ancora digerito, di Antonio Conte. Restando così la situazione, con l’assalto a un trequartista e a un difensore, qualcuno ci spiega perché Antonio ha lasciato?

Advertisment

Allegri, ma poco Conte(nti)

Max è al lavoro. Non avrei mai pensato di scriverlo. Ma sono juventino nel cuore, nell’anima, nel corpo. Voglio il bene della mia società, della mia squadra. Dovrò stringere i denti, violentare la razionalità che mi suggerisce di inveire, di sbraitare, di tifare contro pur di non vederlo più.

Advertisment

Ce l’ho con Conte, specie fossero vere le rivelazioni sul precontratto col Milan: la mafia del calcio con Conte in panchina? Antonio ti senti bene?

Ce l’ho con Marotta: non si arriva al 15 di luglio con un’incognita simile. E purtroppo adesso è chiaro che eravate completamente fermi su ogni aspetto gestionale in attesa di capire se Conte firmava o andava. E’ andato. E la stagione rischia seriamente di essere compromessa. Vorrei aiutare Allegri, per quanto posso, e vorrei anche cominciare a fare del male a questa Juve perché questa non è la mia Juve.

Ce l’ho con Elkan: quando la pianterete? Quando libererete la Juve dal vostro cancro che ha già prodotto diversi sconquassi?

Ce l’ho con Andrea Agnelli: serve un gesto forte Andrea, per prenderti maggiori poteri, altrimenti corri il rischio di vedere offuscato quanto di buono fatto. Tavecchio verrà eletto: quanto contiamo? Si fa o non si fa questa guerra a chi ci ha calpestato ignobilmente e continua a farlo?

Ce l’ho con me stesso: alla notizia delle dimissioni di Conte ho praticamente smesso di lavorare e pensare, tanto forte il dolore. Speravo di aver trovato un leader. Speravo si cominciasse finalmente un’era da Juve vera, decennale, ventennale.

Advertisment

Poi però mi fermo, rifletto e penso: sono anni che seguo la Juve. Sempre. In ogni circostanza. In Serie B. All’inferno. Fortunatamente quasi sempre in paradiso. Ci sono sempre, non percepisco stipendi, né onori. Godo. Tanto. Magari non conosco le dinamiche di questi professionisti. Così mi viene da pensare: Antonio, puoi per favore raccontarci cosa ti è mancato? Stimoli? Uno juventino vero scevro di stimoli? Suvvia. Soldi? La Juve quindi è seconda ai soldi? E non che ne prendevi pochini. Bastano per vivere in modo decente in questo Paese, no? Potere? Più di quello che ti abbiamo assegnato? Troppo affetto? Antonio: come è andata veramente? Perché qui il fegato ci esplode. E si rischia, la rabbia è così, di passare per quello che in fondo proprio non sei: uno juventino come tanti, ma non uno juventino vero.

Ripenso al 2006, al miglior portiere del mondo sceso nell’inferno della Serie B, quando poteva scegliere fra Real, Barca, ManUTD, Marte, Giove, Saturno. Ripenso a Del Piero. Ripenso a Nedved, al suo rifiuto a Mourinho perché non poteva tradire la Juve e i tifosi bianconeri. Poi ripenso a poche sere fa, a quel link maledetto che annunciava le tue dimissioni. Penso, ripenso, rifletto e mi chiedo: Antonio, che ne è della tua juventinità?

E noi qui, poco Conte(nti), nemmeno tanto Allegri. Ma qui.

Noi restiamo qui.

Noi siamo la Juve.

Noi.

Advertisment

Che pasticcio Bridget Marotta

Conferenza stampa allucinante. La presentazione di Massimiliano Allegri si trasforma in farsa. Sembra essere tornati ai fasti del 2006, post Farsopoli. Questo da Marotta non me lo sarei mai aspettato.

Advertisment

Grandi elogi a Conte. Si parte con queste parole e bei pensieri di Marotta che – lette fra le righe – scaricano su Conte l’intera responsabilità di una faccenda che è vergognosa. E sulla quale Conte non è completamente esente da colpe.

A descrivere ai tifosi il profilo che proprio non volevano, qualche giorno fa, sarebbe venuto fuori il faccione di Allegri. A voler far male alla Juve si sarebbe pensato di presentare Allegri o Mancini, solo perché Zeman è stato già preso dal Cagliari.

Ecco perché suona ancora strano parlare di Allegri come allenatore della Juve.

Advertisment

E Pirlo? Domanda fatta, ovvia, con risposta fra le più diplomatiche: la vera risposta l’avremo fra qualche giorno. Soprattutto, lo vedremo in campo.

E il modulo? Allegri usa il 4-3-1-2 o 4-3-2-1, senza dimenticare che il modulo originale è il 4-3-3. Con Iturbe alla Roma – altra vergogna della giornata di ieri – e con Quagliarella al Torino – abbiamo ceduto a Cairo, con 3 milioni di valutazione del cartellino di Fabio – la Juve resta con due attaccanti e Giovinco.

Soprattutto, che ne sarà del mercato? Indubbio che tanto appeal derivava proprio dalla presenza di Antonio Conte. E adesso?

Posto che sarà complicato tenere a bada il popolo, qui c’è una storia da difendere e onorare, più un obiettivo da inseguire: vincere il quarto scudetto consecutivo. Ma la parola vincere, in questo giorno di sconfitta generale, è davvero dura da pronunciare.

Advertisment

C’è poco da stare Allegri: via da Exor subito

Ufficialmente siamo nei guai. Fuori Conte, dentro Allegri. E non è un film, ma la più trucida realtà.

Advertisment

Elenco, per semplicità:

Advertisment

  • incompatibilità con Andrea Pirlo, praticamente l’uomo che ha permesso, in campo, il miracolo bianconero postFarsopoli. Ci sarà da ridere durante la presentazione;
  • incapacità di gestire lo spogliatoio, visto quanto combinato al Milan;
  • incapacità di gestire i media, e purtroppo questo blog è pieno di racconti di pre e post partita di Max Allegri;
  • dubbi sulla tenuta tattica delle sue idee: non abbiamo Ibra, quindi è inapplicabile lo schema tutti-per-Ibra che gli ha permesso di vincere lo scudetto a Milano;
  • strafottenza, da parte della dirigenza, di ascoltare la piazza: la Juve siamo noi, ci dispiace ripeterlo;
  • enormi dubbi sugli elementi della rosa e sulla pianificazione del mercato.

Qualcuno, prima o poi, ci dovrà spiegare tutto questo.

Poi magari vince un altro titolo, ma sarebbe comunque ancora facile e non è solo un problema di vittoria.

Advertisment

Dimissioni Conte: ecco i motivi

Ore da psicodramma in casa bianconera. Conte lascia e Marotta deve tamponare in un periodo complicatissimo che ha visto scattare la nuova stagione solo lunedì.

Advertisment

Roba da psicodramma, appunto, che può creare serissimi problemi: di tenuta dello spogliatoio, di appeal sul mercato, di programmazione del mercato.

Quali sono i motivi che hanno portato alla clamorosa rottura?

Antonio Conte ha da tempo, in chiusura dell’anno appena concluso, paventato due strade possibili: forte rivoluzione in rosa, con la scommessa di parecchi talenti giovani da crescere in un nuovo piano triennale, o lo sforzo economico per avvicinare le grandi corazzate europee.

Advertisment

I punti fermi sono da sempre stati individuati in due nomi: Pogba e Vidal. Due di quelli che non hanno grandi alternative in questo momento, al mondo. Due che non hanno prezzo per il tasso di qualità. Privarsi di un 20enne di questo tipo e di un Vidal nel momento migliore della carriera è da società che sta ridimensionando i suoi piani. Questo ha portato alla rottura.

Benché il bilancio Juve sia sanissimo, benché non ci sia necessità di vendere, le voci vicine al tecnico parlano di rottura dell’ultimo minuto per le idee di Marotta di cedere uno dei due fenomeni del centrocampo, se non addirittura tutti e due.

Inaccettabile.

Speriamo vivamente che Conte abbia profondamente torto, che la Juve si rinforzi, che non sbagli le prossime mosse.

Altrimenti sarebbe un altro scandalo. Legato, verosimilmente, all’incapacità della Famiglia di valorizzare il progetto Juve. A questo punto bisognerà riprendersi un sogno. Un sogno in bianco e nero che non può più stare nelle mani della Exor. Chi ci aveva tentato ha poi sperimentato Calciopoli. Ma questa è un’altra storia. Forse.

Advertisment

Dimissioni Conte: fra baratro e futuro

Conte si dimette. Al secondo giorno di ritiro Antonio Conte getta la spugna. La Juve twitta in modo freddo, il tecnico lascia tutti con un saluto in un video che forse racconta di un condottiero completamente in disaccordo con quanto la società sta programmando.

Advertisment

Primo: l’artefice dei successi degli ultimi tre anni sono targati Conte. Dentro e soprattutto fuori dal campo. Privarsi del migliore allenatore italiano è semplicemente una roba che riporta il tempo ai fasti di Cobolli e Blanc.

Advertisment

Secondo: non sono gli stimoli il problema, ma certamente le idee. Di mercato, certo, ma principalmente di prospettive.

C’è comunque del clamoroso in tutta questa vicenda. E riguarda la società bianconera alla ricerca di un sostituto capace davvero di sostituire una figura come quella del leccese. A metà luglio. A poche ore dall’inizio della stagione. Con un mercato quasi pianificato. Con molti allenatori che hanno già trovato casa. Imbarazzante. Inaspettato.

Resteremo aggiornati, ma di certo un pezzo di Juve muore oggi. La Juve resta, i personaggi passano, ma Conte non è solo un personaggio.

Advertisment