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Mese: August 2014 (pagina 1 di 3)

No a un nuovo Paolucci: ricordate il last minute della Juve?

Ricordate Paolucci? Gran bell’attaccante nelle giovanili bianconere, con il record di marcature fissato a oltre 180 reti. Qui però non lo ricordiamo per questo score, seppure importante. Lo ricordiamo piuttosto per un episodio, nel tentativo di dissuadere Marotta e Paratici da un’altra operazione simile.

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Anno di grazie 2009/2010, in panchina c’è Ferrara. Una lunga serie di infortuni mette in allarme i bianconeri che nel mercato di riparazione stanno cercando una punta. A poche ore dalla sfida al Chievo Verona, senza attaccanti tranne Del Piero, viene deciso di far rientrare Paolucci dal prestito al Siena. Ferrara lo accoglie così:

È?molto motivato e carico, ci potrà dare una grossa mano.

Risultato? Perdiamo contro il Chievo, poi solo altre 3 presenze e nemmeno complete in quella stagione. Un acquisto inutile.

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Bene: che non abbia a ripetersi la storia.

Acquistare, ma acquistare bene. Come ha ripetuto Allegri. C’è un Coman da crescere, cui dare fiducia facendolo giocare quando l’allenatore lo ritiene utile.

Denis o un last minute di scarso valore ha poco senso, contando sul recupero imminente di Morata.

Errare è umano, perseverare è da interisti.

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Chievo Verona – Juventus 0 – 1 Molto Allegri

Al fischio finale Max Allegri è corso negli spogliatoi. Gran bella mossa per evitare i flash e lasciare il palcoscenico ai suoi ragazzi, evitando qualunque tipo di scelta editoriale dei giornali. Riprendiamo dove avevamo lasciato, con un gioco preciso e bello a vedersi, con la solita fame. Con Allegri, e non con Conte in panchina.

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La trasformazione tattica e la certezza del 3-5-2

La scelta del 3-5-2 è stata dettata da una serie di circostanze oggettive. Le assenze, prima di tutto, e poi una didattica ancora incompleta. Pochi ritocchi, praticamente nessuno. Solo la bella novità di Coman. Scelta intelligente di Allegri che avrà modo di mostrare le proprie idee nel corso della stagione, ma occorreva una partenza così convincente per trascorrere un po’ di giorni sereni.

Tante alternative in panchina. Il vestito del 3-5-2 lo conosciamo benissimo e Allegri ha già visto che la squadra gira a memoria. Sarà però interessante capire il 4-3-e-poi-vediamo e assistere alla trasformazione tattica.

Partita a senso unico

Il risultato è bugiardo. L’1-0 sta strettissimo ai Campioni d’Italia che potevano e dovevano chiuderla molto prima. Già nel primo tempo. Una produzione offensiva che lascia ben sperare, con i soliti cardini tattici e tecnici. Per esempio Lichtsteiner: il treno svizzero non si ferma e dai suoi piedi arrivano i pericoli più importanti. O il centrocampo delle meraviglie che sopperisce all’assenza di Pirlo in modo convincente. O ancora Tevez, molto più libero rispetto all’era Conte.

I dubbi riguardano la difesa, dove Ogbonna non appare per nulla sicuro. L’assetto a tre è qualcosa di standard, per cui siamo curiosi di capire come sarà l’evoluzione alla difesa a quattro.

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Tre traverse, gli inserimenti di Vidal, la costante spinta sulle fasce, il predominio tecnico-fisico di Pogba. Gli ingredienti da cui si riparte, con la sensazione che Llorente sia il vero perno dell’attacco, grazie a caratteristiche uniche nella rosa bianconera. Il miracolo di Buffon ha evitato il peggio che, diciamolo chiaramente, sarebbe stato diabolico dopo 90 minuti di questo spessore.

Coman la quinta punta?

Alla caccia del bomber, o della quinta punta. Ma occorre sottolineare le parole di Allegri, prima dell’esordio e dopo l’esordio. Parole al miele per Coman, il francesino strappato al PSG. Tecnica importante, fisico già pronto, idee chiare. Anche con 38,5 di febbre, il ragazzo si è difeso benissimo. Ha perso pochi palloni e ne ha giocati di delicati, creando un paio di situazioni pericolose.

Col rientro di Morata, la Juve può tranquillamente far crescere Coman. Un Hernandez non ci convince appieno, discorso diverso per Falcao su cui sussistono difficoltà economiche non banali. Dunque: non conviene fermarsi sul mercato e partecipare alla scommessa Coman?

Due settimane di studio

Le prossime due settimane serviranno per scrollarsi di dosso influenze e infortuni. Morata non sarà ancora pronto, mentre Barzagli rischia di farcela. Contando sul recupero pieno di Llorente e Giovinco, ciò vuol dire che la Juve sarà pressoché completa per la sfida all’Udinese e per l’esordio in Champions.

Sarà motivo di studio. Difesa a quattro, le varianti offensive. Con l’obiettivo di stupire ancora.

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Chievo Verona – Juventus: sorpresa tattica alla prima?

Alla prima ufficiale della Juve, Max Allegri sorprende tutti. Un po’ per necessità, un po’ per obbligo.

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La necessità riguarda partire bene: coi 3 punti, schiaffeggiando chi è pronto lì a gufare ed esultare al passo falso bianconero.

L’obbligo riguarda la rosa, praticamente devastata da influenze, assenze e squalifiche. Basti guardare l’attacco per rendersi conto dell’emergenza e della benefica partita della Nazionale che ci rimanderà al 14 settembre per la seconda di campionato.

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Llorente e Giovinco in panchina, in campo solo in casi speciali, “quindi speriamo ci restino” ha detto Allegri sorridendo. Morata fuori da tempo, resta il solo Tevez. Con il dubbio legato a Coman: subito in campo? E dove? Trequartista, a fare da raccordo fra centrocampo e attacco o seconda punta vicino a Tevez?

Indizio pesante, quello di Coman, per capire che si andrà più verso il 3-5-1-1. Ogbonna, Bonucci e Caceres il terzetto difensivo, in attesa che Chiellini smaltisca la squalifica e Barzagli l’infortunio.

Marchisio sostituisce Pirlo in cabina di regia, con a fianco Pogba e Vidal. Il cileno è prontissimo, ma non è certo al 100%. Può bastare? Pereyra è lì che attende, nonostante l’influenza, di capire dove verrà schierato. Ai lati Evra (in vantaggio su Asamoah) e Lichtsteiner (con Pepe in agguato).

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Comincia la conta per la prima di campionato

Non tireremo fuori nessun tipo di detto popolare. Nè famosi quote su chi inizia bene, sul destino, e via così. Faremo solo la conta ipotizzando cosa accadrà domani pomeriggio.

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Il comunicato è impietoso: Pirlo fuori 1 mese. Vuol dire cinque giornate di campionato, più la Champions. Partiamo senza regia. Questo perché continuiamo ancora ad accettare inutili amichevoli che amichevoli non lo sono mai, visto i prezzi che abbiamo pagato in questi anni.

Senza regia, praticamente senza attacco. Ginocchio dolorante per Tevez, Coman in ripresa, Giovinco debilitato, fuori Llorente e Morata. No comment. Siamo letteralmente nei piedi e nella carica di Carlitos.

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Vidal e Buffon stringeranno i denti. Quindi a centrocampo il trio Marchisio-Vidal-Pogba sembra dare garanzie, con Pereyra, al rientro dall’influenza, che potrebbe guadagnarsi un posto sulla trequarti.

Difesa senza Barzagli e Chiellini. E con Ogbonna: il destino alle volte è cattivo.

Ed è solo la prima di campionato. Ma c’è più gusto a lottare così. Almeno così dicono.

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Sorteggio Champions: la Juve con…

Sarà dura. Sarà dura comunque. Perché la Champions è la Champions e perché dobbiamo ancora farne di strada per acquisire quella mentalità europea che ci permetta di rivivere i fasti di Trapattoni o di Lippi.

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Per la strada troveremo il pericolo Simeone con l’Atletico Madrid, poi l’Olympiacos e infine il Malmoe.

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Tre sfide interessanti che ci diranno molto sulla crescita che molti dei giocatori bianconeri hanno manifestato, almeno a parole in questo precampionato.

Primo obiettivo: passare il turno, per andarsi a giocare in primavera una qualificazione in doppie sfide. Per tentare di guadagnare il più possibile da questa Champions.

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Attacco alla Champions: oggi i sorteggi

L’Italia si presenta ai blocchi di partenza con sole due squadre. Una Roma assente dal grande calcio da tanto tempo, e una Juventus che insegue i sogni di gloria che passano necessariamente da un’acquisizione lenta e progressiva della mentalità europea. Sembrano passati secoli quando mandavamo regolarmente un’italiana in finale.

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Oggi pomeriggio via ai sorteggi. I bianconeri, in seconda fascia, farebbero meglio a non fare pronostici: Copenaghen e Galatasaray non sono bastati per passare il turno lo scorso anno. E poi vale il detto, molto usato nel Wrestling americano, che “se vuoi essere campione, devi battere il campione”. Molto più stimolante beccare le big che giocare facile, rischiando peraltro la brutta figura.

Di ieri sera l’ennesima disfatta italiana. Dopo il Mondiale più che opaco, dopo Tavecchio, dopo un mercato ancora di seconda fascia, ecco la figuraccia del Napoli. Strapazzato dall’Athletic Bilbao che ha sfoggiato uno stadio semplicemente magnifico. Atheltic Bilbao, vale a dire la nostra Samp o la nostra Lazio. Altra cultura. Altro mondo.

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Il punto è: a cosa possiamo ambire qui in Italia? Champions impossibile, l’idea era almeno portarci a casa qualche Europe League. Se ne deduce quindi che Capello non aveva, in fondo in fondo, torto: il nostro è un campionato poco allenante?

Tornando alla Champions, la curiosità è capire dove giocherà Falcao. In quarta fascia col Monaco o, a sorpresa, in Spagna o in Inghilterra?

Non è cambiato moltissimo dall’inizio dell’estate. La Juve non ha in cassa risorse per un altro colpo. Specie se si tratta di cifre come quelle per il colombiano. A meno che:

  • Agnelli non decida (?) di accedere ai nuovi introiti Champions destinandoli a parte dell’ingaggio di Falcao (con la conseguente liquidazione monegasca si dovrebbe riuscire a mantenere l’attuale stipendio del ragazzo, oltre 10 milioni di euro netti all’anno);
  • Marotta non abbia il via libera (!) per un prestito oneroso che si aggirerebbe fra i 5 e gli 8 milioni di euro; con diritto di riscatto tutto da vedere;
  • il Monaco non ceda al fatto che nessun acquirente fin qui si è presentato in Francia con un assegno cospicuo. E il Real sembra freddo in quest’ottica, con l’Arsenal che non può spendere altri 40 milioni di euro.
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Juventus: Kingsley Coman, il ragazzo del futuro

Se dobbiamo acquistare, conviene farlo per qualcuno che ci migliori, che alzi il livello di qualità della rosa” ha sentenziato Allegri pochi giorni sul mercato bianconero. Mancano poche ore al debutto, e la Juve cerca ancora di capire se intervenire per un quinto attaccante o confermare il giovane Coman.

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Il francese, strappato al PSG, sogna di ripercorrere le tappe di Pogba. Da promessa a perno del presente. La speranza è ovviamente di tutta la Juve e di tutti gli juventini.

Attaccante esterno, con un profilo molto simile a un trequartista, Coman potrebbe rivestire il ruolo di quella punta eclettica che tanto sarebbe servita ad Antonio Conte. E che piace anche a Massimiliano Allegri per il suo 4-3-3.

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Ma è già maturo? Già pronto per la prima squadra?

La domanda è lecita in tempi in cui i fenomeni non te li regalano e tu non hai in cassa la liquidità necessaria per acquistarli. E coi prestiti si va poco lontano. Ragion per cui, il ragionamento di Allegri non fa una grinza: acquistare sì, ma solo se si tratta di qualcuno in grado di migliorarci sensibilmente, altrimenti via alla scommessa Coman.

Vedi mai inauguriamo un ciclo di ragazzo-comprato-e-valorizzato-all’istante…

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Palazzi si ferma su Tavecchio: i fatti non sussistono?

Palazzi non agirà. Tavecchio è salvo. Soprattutto dal punto di vista dell’UEFA che non procederà. I fatti non sussistono.

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E così la Giustizia Sportiva non fa il suo corso. Troncata. Ferma. Prona.

Con zero clamore da parte della stampa o delle TV. Con nessun tipo di opinionista a firmare articoli da prima pagina, o i classici editoriali.

Immaginatevi Tavecchio dirigente Juve. Cosa sarebbe succeso?

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Invece non sta accadendo nulla. Chi ha voluto Tavecchio è il Vecchio Sempre Esistente Sistema. E lì Tavecchio deve stare, a curare certi affari, malleabile e flessibile agli ordini dei soliti. Guai a cambiare.

Riforme? Sì, purché non spostino gli equilibri politici ed economici tutto vigenti. Purché non diano fastidio a certe alleanze.

Palazzi si ferma: d’altronde non c’è di mezzo la Juve.

InGiustizia è così fatta.

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Situazione Juve: caos calmo?

Ribadiamo una delle verità assolute: la Juve è pronta, con una rosa sulla carta migliore rispetto a quella dello scorso anno. Gli unici dubbi, che sono più sfide, riguardano l’assetto tattico.

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A cinque giorni dall’esordio in campionato, che avverrà sabato alle ore 18, la Juve di Max Allegri fa la conta dei punti ancora in sospeso e si prepara alla battaglia. Con Marotta e Paratici vigili sugli ultimi potenziali colpi da mettere a segno.

Il sogno Falcao è destinato a rimanere tale. Nelle ultime ore si è fatta avanti un’ipotesi, ma fa ancora parte della cataegoria fantascienza. A Monaco il colombiano non è felicissimo. Complice una situazione poco chiara e solida del club. La società monegasca potrebbe allora, in assenza di offerte cash dalle big europee (cioè chi potrebbe permettersi di staccare assegni da oltre 30 milioni di euro), concedere il prestito per non perdere forza commerciale il prossimo anno. Pesa, in ogni caso, il lauto ingaggio dell’attaccante.

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Più abbordabili altri nomi. Non Jovetic, certamente Hernandez su cui però pesano due domande: possibile che tutti gli allenatori del ManUTD non abbiano a cuore la sua causa? Davvero il ManUTD sarebbe così felice di trattare un prestito con la Juve dopo il non-affare Vidal?

Inutile pensare a Eto’o (età e costi), così resta da capire la priorità di Allegri per individuare il profilo last minute: più trequartista o un copia-e-incolla di Llorente?

Dubbi che non sussistono a centrocampo, dove c’è sovrabbondanza di elementi. Pensiamo a Padoin, per esempio. Mentre va capita la situazione dei giovani che andranno a rinforzare la rosa di Fabio Grosso in Primavera o verranno ceduti in prestito per continuare il percorso di crescita. Vitale e Mattiello su tutti.

Dubbi che si fanno più timidi in difesa, dove il recupero di Barzagli dall’infortunio e di Chiellini dalle squalifiche garantisce il giusto parco difensori per reggere un’intera annata. A tre o a quattro, l’unico su cui sussiste un punto interrogativo è Ogbonna. 12 milioni spesi un anno fa. Sarebbe un miracolo recuperarne poco più della metà in questa tornata di mercato.

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Inzaghi più vincente di Zeman. Poi c’è la Juve

Al suo primo agosto da professionista, Pippo Inzaghi risulta già più vincente di Zeman. Un trofeo estivo d’accordo, ma a leggere le pagine dei giornali, con grandi suggerimenti di Galliani, sembra del tutto azzerato il gap logico fra Juve e Milan. Buon per noi.

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Allegri ha di fatto messo in congelatore il 3-5-2, insistendo sulla difesa a 4 e su un modulo offensivo tutto da valutare.

Anche nel triangolare contro Milan e Sassuolo, i segnali sono sembrati chiari. Si parte dal centrocampo, motore impareggiabile della macchina Juve. Laddove si concentrano i migliori prodotti bianconeri: Pirlo in regia già in forma smagliante, poi il ritorno di Vidal (alla prima presenza stagionale), la conferma di Pogba, l’utilità di Marchisio. Con l’aggiunta di un Pereyra che ci tornerà molto utile durante la stagione. Così come non sono dispiaciuti l’intraprendenza e il dinamismo di Romulo.

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Da registrare l’assetto difensivo dove si alternano amnesie, ritardi di condizione e incertezze (leggi Ogbonna). Senza Barzagli e Chiellini, la Juve farebbe meglio a puntare su Caceres, ma certe ripartenze vanno limitate e frenate. La compattezza del 3-5-2 sembra leggermente smarrita quando i due esterni bassi si alzano e i centrocampisti (leggi Pirlo) fanno fatica a chiudere. Curare questo particolare, prego.

Mentre appare insostituibile la presenza di Llorente. Vale a dire un attaccante pesante, di grande stazza, abile sui palloni sporchi e ottimo spalle alla porta per ri-creare gioco, smistare palloni, far avanzare la squadra. Aspettando Morata, resta da capire il profilo del quinto attaccante.

In definitiva, una Juve che non ha smarrito il senso del gioco e che a 7 giorni dall’inizio ufficiale della stagione, si presenta con affascinanti dubbi tattici. Che Allegri dovrà sciogliere nel più breve tempo possibile.

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