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Mese: October 2014 (pagina 1 di 2)

Ho scritto ad ‘Assotutela’

Interrogazione Parlamentare: c'è il rischio che abilitino il risarcimento di Farsopoli?

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Tra ieri e oggi, ho preparato una lunga lettera indirizzata ad ‘Assotutela’, a seguito dell’esposto presentato alla Procura di Roma, da parte della suddetta associazione che tutela i consumatori, che ho spedito poco fa. La ripropongo qua sotto.

 

Oggetto: Dubbi sul Vostro esposto

Alla cortese attenzione di ‘Assotutela’,

Salve, Vi contatto in merito all’esposto all’esposto che avete presentato in Procura di Roma per i fatti avvenuti in data 5 ottobre 2014, allo Juventus Stadium, in occasione della partita ‘Juventus-Roma’.
Premetto che, prima ancora che essere tifoso, sono un essere pensante, in quanto dotato di cervello (almeno di un briciolo), e cittadino italiano (almeno, la mia carta d’identità dice così).

Da essere pensante (almeno, ritengo di avere un cervello e di non essere un paramecio con paraocchi) e cittadino, esprimo il mio più totale dissenso riguardo al Vostro operato.

Da quel che ho appreso a mezzo stampa, pare che Voi abbiate depositato una denuncia in Procura per un presunto caso di aggiotaggio.

Il caso di aggiotaggio consisterebbe in alcune decisioni del direttore di gara, il sig. Rocchi, che, a Vostro parere, avrebbero fatto scendere le quotazioni in borsa di A.S. Roma del 4% ed alzato quelle di Juventus F.C. S.p.A. dell’1%.

Le decisioni da Voi riportate, in barba a qualsiasi riferimento regolamentare e a qualsiasi analisi obiettiva dei fatti, sono le seguenti:

- Rigore assegnato alla Juventus per fallo di mano di Maicon, avvenuto fuori area;
- Rigore assegnato alla Juventus oltre il tempo regolamentare e scaturito, anch’esso, da fallo avvenuto fuori area;
- Gol-vittoria della Juventus convalidato, nonostante la posizione di fuorigioco di un giocatore bianconero.
Comincerò con gli episodi che tanto contestate, ma non mi fermerò qui.

Il rigore di Maicon è un netto fallo di mano avvenuto quando la barriera ha saltato. Il difensore brasiliano della Roma, inoltre, si sposta abbondantemente di un metro, in avanti, nell’eseguire il salto e parare la palla col braccio nettamente largo (va a cercare la palla proprio col braccio!). Quando salta è ancora in area. Notare:

- La sua posizione, al momento in cui risulta essere in elevazione, in confronto alla linea che delimita l’area di rigore;
- Ha un piede sulla linea appena termina il salto.

Il rigore su Pogba è assolutamente REGOLAMENTARE ed INECCEPIBILE. Prima di tutto, è SCORRETTO, da parte Vostra, affermare che l’episodio sia avvenuto ‘Fuori dal tempo regolamentare’ in quanto, essendoci stato un infortunio, il direttore di gara ha indicato un recupero extra, come, peraltro, prevede il regolamento in casi come questo. Secondo, il fallo del difensore della Roma, Pijani?, avviene DENTRO l’area in quanto, come da regolamento, la linea che delimita l’area di rigore fa parte della stessa! Ed il fallo, ingenuo, avviene sulla linea. Ergo, calcio di rigore sacrosanto.

Il gol di Bonucci, al minuto 86, è ASSOLUTAMENTE REGOLARE. In base alla nuova regola del fuorigioco, introdotta dalla FIFA nel 2013 (dalla FIFA, non dal parroco dell’oratorio di paese..), il giocatore in posizione irregolare sarà fermato per fuorigioco solamente se prende parte ATTIVA all’azione, ossia se contenderà, ATTIVAMENTE, il pallone al difendente.
Nonostante il centrocampista della Juventus, Vidal, sia in posizione irregolare:

A) Non contende il pallone al portiere;

B) Non ostruisce la visuale al suddetto, il quale:

b1) Al limite, ha la visuale coperta da un proprio compagno;

b2) Vede la palla partire e si lancia per deviarla, senza tuttavia riuscirci.

Dunque, in base alle regole FIFA, la posizione irregolare di Vidal NON invalida affatto il gol del difensore e compagno di squadra Bonucci: è fuorigioco passivo, e per regolamento non va sbandierato.
Oltre ai sopraccitati episodi, che Voi utilizzate come prova presunta di altrettanto presunto aggiotaggio, vorrei sottolineare episodi di segno contrario che hanno sfavorito la Juventus F.C. e favorito l’A.S. Roma nella stessa partita:

- Rigore negato alla Juventus, nonostante il fallo di Cholebas su Marchisio, sul punteggio di 0-0;
- Rigore inesistente assegnato a favore della Roma;
- Alcuni falli di Totti, già ammonito, non sanzionati con cartellino giallo e conseguente espulsione;
- Inspiegabile espulsione dell’attaccante della Juventus, Morata, che non ha commesso né fallo né reazione contro il giallorosso Manolas.

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Al 12′ del primo tempo, Marchisio viene atterrato in area dal giallorosso Cholebas, peraltro ultimo uomo. Il centrocampista bianconero subisce uno sgambetto ed una spinta, ma Rocchi non fischia. Sarebbe stato rigore per la Juventus ed espulsione di Cholebas. Avrebbe significato Juventus in possibile vantaggio già dai primi 10 minuti di gioco e Roma in dieci uomini per la bellezza di minuti OTTANTA.

Dopo il vantaggio della Juventus, il direttore di gara assegna un calcio di rigore in favore della Roma per una reciproca trattenuta tra il terzino bianconero, Lichtsteiner, e l’attaccante giallorosso, Totti. Dal replay, risulta che la trattenuta è stata cominciata da Totti, il quale commette fallo per primo, tra l’altro sgomitando l’avversario. A proposito: non avete visto neanche la punizione che fa nascere quel rigore? Non c’è: è Nainggolan ad intervenire fallosamente su Chiellini, non il contrario!

Tra l’altro, il nr. 10 della Roma, fa almeno un paio di entrate (su Pirlo e su Lichtsteiner) che avrebbero dovuto spedirlo sotto la doccia già dal primo tempo.

Nei minuti finali della seconda frazione, viene espulso Morata. Perché??? Per aver commesso fallo non può essere, visto che il tackle era sul pallone. Inoltre, subisce la reazione dell’avversario, Manolas, il quale gli rifila un paio di spinte e di testate. L’attaccante bianconero non alza le mani, non reagisce. Espulso perché ha guardato dritto negli occhi l’avversario???? Per la cronaca, il direttore di gara espellerà entrambi. Ma il rosso a Morata è assurdo.
Tutto questo, dunque, avrebbe contribuito ad incrementare dell’1% le quotazioni in borsa di Juventus F.C. S.p.A., a danno delle azioni di A.S. Roma, decrementate del 4%?

 

Mi dovrei fermare qui, ma vorrei fare qualche altra domanda.

Non mi risulta che Voi abbiate alzato la voce, nel 2013, all’indomani di Roma-Juventus, arbitrata dallo stesso Rocchi, durante la stagione 2012-13. Quella partita la vinse la Roma per 1-0, grazie ad un gol di Totti. Eppure, Totti non doveva essere in campo, nel secondo tempo: nella prima frazione, infatti, rifila un calcio a Pirlo, colpendolo al ginocchio, e viene solo ammonito dal direttore di gara (mentre doveva essere cartellino rosso per ‘condotta violenta’ o ‘fallo grave di gioco’, fate Voi). Sempre nella prima frazione di gioco, va segnalata anche la mancata espulsione di De Rossi.
La partita si chiude allorquando, al 93′, dapprima Rocchi concede un calcio d’angolo ai bianconeri, per poi decretare la fine dell’incontro dopo che tutti i calciatori si erano posizionati nell’area giallorossa ed era già tutto pronto per battere l’angolo.
Domanda: se fosse successo a parti invertite, avreste presentato un esposto in Procura anche in quell’occasione?
Inoltre, vorrei chiederVi dove Vi trovavate nel periodo 2007-2010. Anche in quel caso, lo scudetto lo vinceva una sola squadra e gli episodi arbitrali discutibili non mancavano.

Partiamo col primo esempio, che vede sempre protagonista l’arbitro Rocchi. Siamo all’ultima giornata (era la trentottesima, l’ULTIMA di TUTTO il campionato; non la sesta, come nel caso di Juve-Roma…) del campionato 2007-08 e lo scudetto se lo giocavano Inter e Roma. A Parma, sullo 0-0, Rocchi non espelle Materazzi, il quale commette un fallo da ultimo uomo sull’attaccante croato Budan lanciato a rete. Sarebbe punizione dal limite per il Parma e Inter in 10, senza Materazzi. Eppure, l’azione viene lasciata proseguire e i nerazzurri riacquistano il possesso della palla.

Sullo 0-1 per l’Inter, vengono negati ben due rigori al Parma nel giro di dieci secondi.

Dapprima, Julio Cesar esce in ritardo su Lucarelli, atterrandolo vicino alla linea di fondo (vedere il replay a bordo campo, che mostra più chiaramente il fallo). I gialloblu recuperano palla, passaggio verso Coly, travolto alle spalle da un altro intervento scomposto di Materazzi. Rocchi era vicinissimo all’azione e lascia proseguire. Finisce 0-2, l’Inter vince lo scudetto e Parma in B. Ma forse gli emiliani non sono quotati in borsa e non interessano, chissà… Resta il fatto che anche allora, l’A.S. Roma potrebbe essere stata ‘danneggiata’ in borsa, applicando il Vostro metodo di giudizio.
Dove eravate, in quest’occasione?
Altro esempio. Stesso campionato, stessa partita. Quella dell’andata, però. Nel primo tempo, Materazzi fa un’entrataccia delle sue su Coly, che uscirà azzoppato dal campo e verrà sostituito. Nessun cartellino rosso al difensore dell’Inter, nonostante la foga dell’intervento.

Durante un’azione d’attacco del Parma, Julio Cesar esce dall’area piccola per allontanare il pallone, sul quale arriva contemporaneamente a Corradi. Ebbene, dà un pestone al piede all’attaccante. Ci stava il rigore, ma l’arbitro Gervasoni non fischia.

Sempre nella prima frazione di gioco, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, quando la palla viene lanciata nell’area di rigore interista, il difensore nerazzurro Cordoba abbraccia Corradi e lo travolge con un vero e proprio placcaggio rugbystico, impedendogli di arrivare al pallone. Sarebbe rigore netto, e ci starebbe il cartellino rosso perché il fallo è commesso, regolamento alla mano, con ‘eccessiva vigoria fisica’.

Nel secondo tempo, al minuto 86 (toh, anche qui), col Parma in vantaggio per 1-2, su un contropiede dell’Inter, in seguito ad un’uscita di Bucci, è Couto a difendere la porta gialloblu. Il difensore portoghese allontana di testa, ma la palla sbatte sulla sua mano sinistra. Il tocco è involontario perché segue il colpo di testa, e il braccio del difensore era in posizione naturale per effetto dello slancio. Sapete cosa decide l’arbitro? Rigore per l’Inter e rosso a Couto! La partita finirà 3-2, con un gol di Ibrahimovi? a tempo praticamente scaduto, al 93′.
Dove eravate, in quest’altra occasione?
Situazione simile 2 anni dopo, stagione 2009-10. Inter-Siena finisce 4-3. Guarda caso, fino all’89′, il Siena vinceva 2-3 a San Siro. Poi, succede che viene fischiato un calcio di punizione inesistente a favore dell’Inter, messo a segno dall’olandese Sneijder. Anche in questo caso, al 93′, l’Inter segna con Samuel a tempo scaduto e vince la partita. Ma neanche il Siena era quotato in borsa, mannaggia!

Nella stagione precedente (2008-09), a Siena, i nerazzurri vincono 1-2 al 90′, con un gol di Maicon irregolare. Non solo l’autore del gol è in fuorigioco netto, ma la particolarità sta nel fatto che anche quattro o cinque compagni di squadra lo fossero!

Dove eravate, in queste due occasioni?
Ma torniamo alla stagione 2009-10, poi chiudo. All’Olimpico di Roma si gioca Lazio-Inter. Dopo le intimidazioni dei tifosi biancocelesti nei giorni antecedenti al match, la partita vedrà una Lazio arrendevole, che concederà campo all’Inter, col solo portiere Muslera a giocare contro gli avversari (e contro i propri giocatori, aggiungerei io..). Ad ogni parata del portiere uruguayano, piovono fischi dei laziali. Avete capito bene: il portiere della Lazio viene fischiato DAI SUOI STESSI tifosi! Non solo: quando l’Inter segna, i tifosi biancocelesti esultano!
Ascoltavo la partita su Radio Uno, quella notte, e, secondo quanto riferiva il radiocronista, la partita sembrava un’amichevole. In campionato… Notare che si giocava il giorno dopo Parma-Roma, finita 1-2 per i giallorossi, i quali scavalcarono momentaneamente l’Inter in testa alla classifica. La partita finisce 0-2 e gli ‘onesti’ milanesi tornano primi in classifica. Perché la squadra biancoceleste, allora in lotta per la salvezza, ha rinunciato a giocare, regalando tre punti agli avversari?
E qui, veniamo al punto: la Lazio, assieme a Juve e Roma, è quotata in borsa! Non vi interessava questa partita?
In conclusione, non vedo il senso del Vostro esposto e mi auguro che non sia scaturito da una questione di tifo.

Vi prego di fare attenzione, dovesse ricapitare, a non prendere per buona la versione dei media.

Inoltre, gli episodi arbitrali che ho citato (a parte l’ultimo caso, che è un super-mega-iper-ultra biscottone), servono a far capire che gli arbitri sbagliano da ambo le parti e in ogni partita, con qualsiasi squadra in campo. A volte, alcuni episodi possono decidere una partita, a volte no.

E non credo possano danneggiare le quotazioni di una squadra quotata in borsa, anche se in tema sono alquanto profano.

Essendo io in buona fede, e non avendo alcuna intenzione né alcun interesse a screditare nessuno della Vostra associazione (anche perché, personalmente, non conosco gente che ne faccia parte), Vi considero un’associazione seria (le associazioni volte a tutelare i consumatori meritano rispetto per siffatta nobile causa), ma ritengo che in questo caso siate in errore (e l’errore ci sta, siamo umani). Vi invito, dunque, a riflettere prima di presentare esposti in Procura che non siano suffragati da prove veramente tangibili. Gli errori arbitrali non sono una prova di aggiotaggio. Tra l’altro, le decisioni di Rocchi da Voi contestate, sono impeccabili a norma di regolamento e sono anche state condivise da FIFA e UEFA, che hanno difeso l’operato del fischietto fiorentino.

Io mi congedo, sperando di aver fatto la cosa giusta ad aver espresso, da cittadino (ancora prima che da ‘tifoso’) e da ‘consumatore’ del ‘prodotto calcio’, i miei dubbi in merito al Vostro esposto in Procura, che non condivido e fatico a comprendere.

Cordialmente

Marco *.

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Genoa – Juventus / Finché la barca va lasciala andare?

Nulla cambierà. Almeno per ora. D’altronde ci sono più modi per interpretare il momento Juve. Numeri alla mano, Allegri ha fatto anche meglio di Conte. Prestazioni alla mano, qualcosa che non torna c’è. Soprattutto l’insistenza su un modulo che, a tratti, sembra non perfetto per le idee tattiche dell’allenatore livornese.

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Ma nulla cambierà. Anche questa sera. Con un leggero turnover dettato dalla necessità di non spompare alcuni uomini chiave, o dare il tempo di recuperare pienamente lo stato di forma.

Così, come logica impone, Marchisio torna in cabina di regia, con Pirlo in panchina. Pogba e Vidal regolarmente titolari, con Lichtsteiner a destra e Asamoah a sinistra, per carenze di alternative.

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In difesa i soliti tre, visto gli infortuni. E poi in attacco ancora Tevez e Llorente, nonostante in rampa di lancio scalpitano sia Giovinco sia Morata.

Servono i tre punti.

Come sempre.

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Calciopoli, Lepore: “Se non fossero uscite le intercettazioni avremmo incastrato l’Inter”

Ha parlato Lepore, una delle figure più ambigue di Farsopoli. E’ stato in buona compagnia, ma ha lanciato una bomba: “Se non fossero uscite le intercettazioni avremmo incastrato l’Inter”.

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Traduzione: se qualcuno non avesse occultato tutte le intercettazioni, avrebbero ovviamente preso in considerazione la posizione dell’Inter.

Un riepilogo flash: l’unico articolo 6, che vale l’illecito sportivo, è a carico di Facchetti, allora Presidente dell’Inter. Per la Juve solo tre aritcoli 1 che poi, in modo assurdo e vergognoso, vennero fatti passare come articolo 6. Equivale a dire: non hai pagato tre multe? Va beh, ti mando a processo per un omicidio e va bene così.

Parla Lepore e siamo curiosi di capire che tipo di risonanza avrà. Ha parlato a una di quelle tv locali che servono solo a far divertire, ma queste dichiarazioni meriterebbero approfondimenti.

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Al di là di una dignità intellettuale che in pochi hanno dimostrato in questi anni.

Pazienza.

Sappiamo benissimo come sono andate le cose. E gente come De Sanctis o Moratti rappresenta solo l’orgoglio di aver sfuggito la morte e di essere tornati vivi come non mai.

Tiè!

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Volevo scrivere a De Sanctis, ma…

tweet_De_Sanctis

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Nota: questo articolo è da intendersi pubblicato in data 9 novembre 2014.

 

Quasi un mese fa, il portiere più migliorissimissimissimo del Mondo ha rilasciato un’intervista alla carta di rosa colorata, nella quale si impegnava a rintuzzare le polemiche sollevate dai media (e dall’ambiente giallorosso) seguite immediatamente a Juve-Roma del 5 ottobre, polemiche che furono sopite soltanto dagli impegni dell’ital-Conte dei giorni successivi.

 

E, a due giorni dalla ripresa del campionato, a fuoco ormai spento, perché non riaccendere la miccia?

 

Mi ricorda quei trolls frustrati che vanno a necropostare in un topic di 10 giorni prima perché così faranno vedere che nessuno ha avuto gli argomenti per ribattere alle loro perle di saggezza.

 

Solo che noi, caro Morgan, in un modo o nell’altro, il necroposting lo scopriamo…

 

Avrei voluto scrivergli una letterina per chiedergli un sacco di cose, visto che lui ha affermato che alla Juve conta solo vincere ma non ‘come’, così da lasciar trasparire che alla Juve, per vincere, ci si serve anche di mezzi illeciti.

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Ecco, io volevo chiedergli, ad esempio, quali fossero questi mezzi illeciti.

Ecco, io volevo chiedergli, ad esempio, cosa abbia portato lui, da calciatore e da consigliere federale, a dare dei ‘ladri’ ai colleghi dalle colonne del giornale del bancone dei gelati e non a denunciare gli illeciti, secondo lui comprovati da decisioni arbitrali e presunti accerchiamenti, al prode procurator Palazzi, uno che quando si tratta di Juve diventa un motore a benzina e parte veloce come una monoposto di Formula 1 (per gli altri, invece, accende il motore diesel di qualche pick-up della Ford degli anni ’50… sempre che quel motore, già lento di suo perché è un diesel, si accenda ancora, dopo decenni di inattività).

 

Avrei voluto chiederla io, un’intervista al portiere della squadra fortissimi, perché mi sarebbe piaciuto anche fare domande del tipo: ma, come mai, dai del ‘ladro’ a chi ti ha stipendiato?

 

Oh, forse sarà solo l’ambiente che richiede certi show davanti a schermi e microfoni. Sarà che anche loro, come l’Inter, hanno un direttore artistico e un ghostwriter da fare invidia a chi prepara le esibizioni del circo Orfei o a chi prepara i discorsi di Obama.

 

Volevo chiedere tante, tante, cose a Morgan. Solo che, poi, guardando le partite della Juve, mi sono sforzato di vedere, e lo speravo, i quattro giocatori che andavano a circondare, sistematicamente, l’arbitro. Niente. Né in Champions League, né in Campionato.

Volevo chiedere tante, tante, cose a Morgan. Solo che, poi, vederlo prendere tutti quei gol da una squadra che ammazza il campionato tedesco a gennaio e che, dal 2010, ha fatto almeno 3 finali di Champions League, vincendone una, mi ha fugato ogni dubbio.

Voleva insegnare a Buffon ‘come’ perdere e l’ha fatto.

Ora, però, dovrà andare nelle scuole calcio ad insegnare ai futuri portieri come NON prendere 7 gol in una sola partita nella massima competizione continentale. Riuscirà nell’impresa?

Confidiamo in te, Morgan…

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Juventus – Palermo 2 – 0 / Timidi segnali di ripresa

E’ andata. 2-0, con due firme importanti. Non eccezionale come partita, ma è andata. Avanti di tre lunghezze sui giallorossi, con un paio di novità targate Allegri.

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Gioco rilassato, gioco spossato?

Ripetiamo: il gioco non è stato eccezionale. Ritmo lento, troppo fraseggio orizzontale che non ha mai portato seri pericoli al Palermo, tranne le improvvise accelerazioni, grazie all’inserimento di qualche centrocampista. Un ruolo importante l’ha giocato Pereyra, schierato a sorpresa sulla destra, con funzioni più d’attacco. Intelligente la mossa di spostare sul centro-destra Marchisio, molto più tattico di Vidal. Mossa che ha generato indirettamente il gol del cileno.

La Juve però sbaglia parecchio e alcune giocate sono molli, come se le voglie dichiarate facessero a cazzotti con la risposta delle gambe. La ferocia di Conte non c’è, e l’eccessiva rilassatezza si confonde con spossatezza, talvolta. Unito a un Palermo arroccato a ridosso della propria area, il tutto si è concretizzato in un match arido.

Tranne nel finale quando la Juve si è ancora sfogata sui ritmi e sulle occasioni create. Guarda caso, terza coincidenze in tre partite, quando Pirlo è uscito, e poi è entrato anche Giovinco.

Non sarà perciò il caso di dare respiro a qualche fuoriclasse un po’ in affanno?

Firme importanti, ma i big sono poco lucidi e incisivi

In ogni caso, bene così dal punto di vista delle firme. Ci voleva. Per loro due in primis, per la Juve in secundis che aggiunge un marcatore in più a chi è già andato in gol.

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Vidal zittisce, la cosa ci piace, visto che il gesto era rivolto ai media. Ma Arturo deve anche fare mea culpa e lavorare sodo per tornare al 100%. Già così è utile, ma solitamente lui è sempre stato fondamentale. E ci serve come il pane il miglior Vidal.

Llorente non zittisce nessuno, ma è andato a dormire contento. Se fai l’attaccante e il gol manca da otto partite, allora un problema c’è. Si sblocca alla sua maniera, di testa e timbra la prima rete personale in questa stagione. Non fermarti. Non fermarti.

Altra prova importante di Marchisio. Il Principino è forse l’uomo d’qeuilibrio più importante in questo periodo: impossibile giocare senza. E con lui in cabina di regia la squadra sembra acquistare maggiore velocità e dinamismo. Ok, il ruolo è giusto?

Capitolo Tevez: stanco, è stanchissimo e si vede. Meno elettrico e poco incisivo. Contro il Palermo si mette in luce per l’assist a Vidal che sblocca la partita, ma poi appare non il solito Apache. Giovinco scalpita, Morata di più: mercoledì sera conviene farlo rifiatare? Stesso discorso per Pirlo che continua a sbagliare una quantità incredibile di palloni. Incapace di garantire il giusto filtro a centrocampo, anche ieri ha concesso importanti ripartenze all’avversario. Max medita.

Cambio di modulo?

Così chiudiamo con la solita domanda: ma un cambio di modulo è improponibile? Lippi fu un maestro: durante la stagione si inventava nuovi ruoli nel tentativo di schierare la squadra più carica e più motivata, adattando lo schema tattico agli elementi più in forma.

Il 3-5-2 sembra talvolta un limite, più che un’opportunità. Conviene perciò capire quali sono le alternative. Max studia.

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Juventus – Palermo / Torna la vera Juve?

Un pareggio beffa contro il Sassuolo, poi la sconfitta contro l’Olympiacos. Una sorta di mini crisi come l’hanno descritta i giornali. In realtà sembra essere un naturale spartiacque della stagione, in cui l’effetto Conte è sfumato e l’era Allegri sta per cominciare. Oggi si vedrà a che punto è proprio il Mister.

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Probabile il 3-5-2, ma alcuni meccanismi interni al modulo non funzionano bene come in passato. I centrocampisti si inseriscono meno e praticano molto di più il giro palla orizzontale, col deficit delle ali che stanno incidendo molto meno rispetto all’era Conte. Questo vuol dire che l’attacco deve produrre di più. In effetti, fin quando Tevez ha timbrato il cartellino del gol tutto è andato a meraviglia, poi il blocco.

A questo aggiungiamo la cattiva forma e voglia di Andrea Pirlo. Non è un caso che la squadra si è svegliata solo con l’ingresso di Marchisio, uomo con cui avevamo fatto bottino pieno fino al Sassuolo. Equilibri, dinamiche di gioco cui Allegri deve dare nuova forma.

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La grande voglia di Morata è il punto da cui bisogna ripartire, aspettando il rientro di Barzagli e Caceres, due uomini che in difesa riescono comunque a dare maggiore forza al reparto, di certo maggiore tranquillità. E aspettando anche il rientro in forma di Pirlo e Vidal, due uomini chiave che non servono se non solo al 100%.

Oggi c’è il Palermo. Ieri la Roma è stata bloccata sullo 0-0 da una sorprendente Sampdoria. Poi ci attende il Genoa in un campo che già pronostichiamo come vergognosamente malridotto.

Dai dai dai… Mister, tocca a te.

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Moratti rifiuta l’incarico di Presidente Onorario… ovviamente!

Presidente Onorario, cioè qualcuno in grado di rilevare e rappresentare con onore la carica di Presidente. Ovviamente… Moratti ha rifiutato.

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Purtroppo leggeremo di un grande uomo, di una persona eccezionale, di un grande stratega, di una persona per bene e tante altre vigliaccherie di questo tipo. Tutto falso, anche perché la grancassa di chi scrive non agisce di testa, né di cuore, ma di portafogli e lo stipendio ti fa anche scrivere ciò che non pensi. Accade così in Italia.

Moratti molla, e con lui tutta la Holding di famiglia, quell’Internazionale Holding Srl che meriterebbe approfondimenti fiscali, ma figurati se c’è tempo e voglia. Meglio far le pulci al bilancio bianconero, per esempio.

Ma chi è Moratti? E perché la sua carriera di Presidente non è mai stata al Massimo, tranne per la voce debiti?

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Arrivato nel ’95 sulle ombre di papà, convinto che bastassero i soldi a sfondare nel calcio, in 18 anni ha versato nelle casse più di 1200 milioni di euro, ricavandone solo la mega truffa passata alla storia come Farsopoli, o Calciopoli che dir si voglia. Prima di Farsopoli un elenco sterminato di gaffe, dimostrazioni di debolezza, scarsa capacità di management, zero idee.

Dai flop di calciomercato allo sperpero di denaro, unito a risultati umilianti in Coppa e in Campionato, salvo solo alcuni anni in cui Ronaldo ha saputo vincere quasi da solo una Coppa UEFA.

Dagli anni 2000 in poi, Moratti si è convertito alla forza oscura della forza: bilanci truccati, di cui si sa tutto, ma nessuno racconta, e poi gli illeciti combinati insieme alle strutture in mano a Tronchetti Provera, esplosi poi in Calciopoli.

Oggi molla, avendo lasciato in mano a Thohir situazioni disastrose. E va via salutato come un vincente.

La fotografia perfetta di una Italia che ha ormai terminato ogni forma di oggettività e di dignità intellettuale.

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Olympiacos – Juventus 1 – 0 / Champions quindi zero personalità

Non giriamoci intorno: la musichetta europea toglie ogni sicurezza ai bianconeri. Sappiamo perfettamente che una mentalità europea la si acquisisce solo nel tempo, ma ci chiediamo di che tipo di tempo stiamo parlando.

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Kasami spazza via la Juve. Una bruttissima Juve per almeno 70 minuti, quando poi nel finale Morata e Marchisio accendono qualche timida luce. Troppo poco, e nonostante il pari, a un certo punto, poteva essere meritato, dobbiamo riconoscere, anche masochisticamente, che non il pareggio sarebbe stato ingiusto.

Perché? Perché:

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  • la Juve deve fare la Juve dal primo minuto, e non certo dal minuto 70;
  • la Juve deve mostrare personalità e carattere, tecnica e tattica, senza cedere alla tentazione di diventare inspiegabilmente timida;
  • la Juve deve agire con la solita tenacia e voglia, con la corsa e l’agonismo che riusciamo a far emergere in campionato;
  • la Juve deve recuperare quell’approccio e quella qualità che furono caratteristiche fondamentali della Juve trapattoniana e lippiana in Europa.

Il blackout non è spiegabile solo con la mancanza di lucidità di Tevez o l’assurda prestazione di Pirlo. Non è nemmeno spiegabile con la stanchezza, perché siamo a ottobre e le altre squadre corrono tutte. E non è giustificabile dal campo europeo: quanto vale l’Olympiacos?

Su Allegri comincia a pesare l’obbligo di imprimere le proprie idee, e non di scopiazzare un Conte che in Europa comunque non riuscì a dimostrare molto con questi schemi e con questi ritmi. Morata unico aspetto positivo di una serata che ha fortemente sbattuto contro Roberto e la traversa.

Ma una Juve vera non si appella alla traversa o alla protezione degli Dei per i guanti di Roberto, una Juve vera aggredisce, morde, gioca, segna, vince.

Quando vedremo la vera Juve anche in Europa?

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Finché c’è il Bayern, Roma sempre seconda?

7-1. Sette a uno. Altro record, purtroppo in negativo. E dopo sproloqui, e dopo tanto fango, ecco altro materiale marrone, stavolta dritto sulla testa della Roma e dei giallorossi. In Champions, quando le immagini fanno meglio il giro del mondo.

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Il destino sa essere molto duro, e così ti piazza una batosta, una umiliazione. Diciamola, dai: una specie di vergogna. Che è del calcio italiano, ma fortunatamente è soprattutto della Roma. Dispiace, ma sono fatti, anche se in Italia in pochi sono ormai abituati ai fatti.

Totti e il suo non presentarsi ai microfoni, da buon capitano

Col Bayern è sempre la stessa storia!

Esiste ciò che si chiama immagine, dignità, intelligenza. Ho amato per 18 lunghi anni Capitan Del Piero, uno che ci metteva cuore e soprattutto testa. Uno che ci ha sempre messo la faccia. Fortuna per lui, molte vittorie, poche sconfitte. Perciò suona strano non vedere Totti dire qualcosa dopo una tremenda tranvata.

Troppo facile uscire e sputare fuori sentenze, lui che agli sputi ci ha abituato. Troppo arduo presentarsi ai microfoni ieri sera? La vita però riserva cose belle e cose brutte. Vincere o perdere, l’importante è farlo da uomini. Ecco.

De Sanctis e il complotto europeo: er sistema in Europe

Sette volte si è chinato per recuperare quel pallone. Sette gol, cinque nei primi 35 minuti. A voler fare il calcolo esatto: 5 in 28 minuti. E’ certamente un record e questa è l’unica cosa che può insegnare a Buffon.

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A fine partita il buon Morgan stavolta non ha sparato contro il Bayern: nessun complotto, nessun sistema europeo, eppure il Bayern ha un suo stadio di priorità, eppure fattura milioni di euro a palate, eppure ha una storia politica forte.

Soprattutto, sembra profetica la sua stessa frase: “in Europa si vedono i veri valori”.

Umiltà e silenzio: lezioni da Guardiola per la Roma urlona!

Ma cosa vuol significare questa umiliazione? Soprattutto dopo due settimane di rompimento su complotti, sistemi, massimi sistemi, scuse, scandali, polemiche?

Le aree sono tornate a essere di 17 metri, ma purtroppo per Garcia i tempi erano di 45 minuti, anche se già dopo la mezz’ora la sua Roma ne aveva già presi 5. Troppo facile, caro Rudy, fare dell’ironia becera. Troppo più importante lavorare, con dedizione, passione e senza dimenticare la cultura dello sport che prevede pure la cultura della sconfitta.

Significa che non bisogna mai sottovalutare l’umiltà e il silenzio, nel tentativo di non soccombere all’arroganza e di non dire sproloqui.

Significa lavorare e accettare le sfide della vita che possono portare a vittorie, come possono portare a sconfitte. Il campo è l’unico giudice e purtroppo non mente mai. Non ha mentito a Manchester nel 2013, non ha mentito nelle due finali perse consecutive fra il 1997 e il 1998, e non ha mentito in Italia negli ultimi 3 anni, come negli ultimi 100 anni.

Bisogna solo recuperare un po’ di cultura, certamente molta educazione, di sicuro un minimo di dignità.

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Contro le polemiche, contro tutti: parla il campo

Due settimane di delirio. Dopo Juve-Roma si sono scatenati in tanti, ma probabilmente in pochi hanno avuto ragione: il campo ha avuto ragione. Finalmente si riparte.

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Sabato si torna in campo, dopo la pausa Nazionale dove ancora la Juve è stata protagonista. Scherzi del destino, quasi a prendersi ancora gioco di chi ha poco ormai da fare se non polemizzare (ogni riferimento a Totti non è casuale).

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La Juve dovrà rinunciare a Morata, in attesa di tornare a festeggiare Llorente, ormai a secco di gol da troppo tempo. Scalpita il solito Tevez su cui ormai si è scatenato il gioco del “quando rientrerà in Nazionale?”. Per adesso ce lo godiamo noi, e solo noi. Per fortuna. Scalpita pure Giovinco e chissà se troverà spazio, di certo non come interno: in mezzo al campo la Juve è ben attrezzata.

Piuttosto resta il problema della difesa. Bonucci e Chiellini ok, anche e soprattutto dopo la pausa Nazionale, ma il resto è un andi-rivieni dall’infermeria. Pesante l’assenza di Barzagli: ma quando rientrerà? Nel frattempo Ogbonna dovrà garantire la sicurezza che serve a Buffon.

Si torna in campo, l’unico vero giudice.

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