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Mese: November 2014 (pagina 1 di 2)

Juventus – Torino / La sfida dell’anno… per i granata

Ci siamo. Attesa quasi finita. Poche ore e andrà in scena il derby della Mole: Juventus contro Torino.

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Nel palcoscenico dello Juventus Stadium i granata tentano l’impresa, dopo un turno europeo più felice per i bianconeri. Ex dal dente avvelenato. Campioni in cerca di continuità. Allegri contro Ventura.

Ci sarà Vidal: se non segna… 1 punto in meno in pagella, ha detto Allegri in conferenza stampa. Verità a metà, nel senso che Arturo è realmente non al top della condizione, ma non lo stiamo valutando per i gol. Sono più di 40 e questo è il quarto anno, per un centrocampista goleador come pochi.

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E ci sarà Llorente accanto a Tevez: lo spagnolo di Bilbao batterà la concorrenza dello spagnolo che avanza, quel Morata che sicuramente prenderà parte alla sfida a gara in corso.

Occhio alle scorribande del Toro. Non ci sono più Cerci e Immobile, comunque neutralizzati lo scorso anno, ma i tiri di Quagliarella e la voglia di qualche ex potrebbe creare qualche problema alla difesa a 4 dove rientra Evra.

C’era un dubbio su Pirlo, con Marchisio pronto in regia, ma Pereyra è ricacciato in panchina e quindi l’assetto resta quello di mercoledì sera. Poi capiremo quale sarà la distanza con la Roma.

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Un derby è solo una partita di calcio… ma anche no!

Un derby è un derby, ma scherziamo?!

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E’ una partita di calcio come le altre. Vale tre punti come le altre. E’ solo una partita, due volte l’anno. Ma anche no.

Toro contro Juve. Juve contro Toro. In un’armonia di feroce competizione fra chi è stato grande solo per un po’, e chi è stato grande sempre, costantemente, maledettamente in prima fila fra numeri, vittorie, partecipazioni, soddisfazioni.

Perciò domani non può essere come le altre partite. Almeno per il Toro. A me del derby conta il giusto: vorrei incassare altri tre punti. Punto e basta.

Per gli amici del Toro è cosa diversa. E’ una serata in cui ti giochi tutta una stagione. E’ la prima partita di cui vuoi conoscere la data ad agosto. Magari una sfida che ti sazia se poi ti va bene. Anche perché, diciamolo chiaramente, potrebbe essere l’unica reale soddisfazione di un anno intero. E poi ti tocca sperare in qualche tribunale che estromette chi realmente ha guadagnato una qualificazione sul campo, tanto per intenderci.

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Per me è differente: io devo vincere sempre. Torino o non Torino, l’unica cosa che guardo ad agosto è se il Toro è in A quell’anno. Poi quando arriva arriva… io devo vincere. Stop.

E a fine anno non vado mai a guardare il distacco col Toro, anche perché certe sottrazioni sono davvero complesse: mica si tratta di 5 o 7 punti.

Così domani è davvero una partita come le altre. Si gioca alle 18. E giocheremo per vincere.

Come sempre.

Per puntare allo scudetto, noi.

Come sempre.

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Malmoe – Juventus 0 – 2 / Segnali di crescita europea

Lo sfogo di Allegri che ha fatto divertire pubblico a casa e Tevez durante un’intervista la dice lunga: voglia di cambiare rispetto al passato, voglia di crescere a livello europeo.

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Solitamente calmo e riflessivo, insolitamente calmo e riflessivo rispetto al passato milanista, il buon Max ha distrutto una bottiglietta e fatto una scenata rabbiosa dopo che Vidal aveva sbagliato un semplice filtrante per Lichtsteiner. Era il secondo tempo, la Juve vinceva 1-0 e Max la voleva chiudere.

La Juve europea del 2014 è in questa fotografia: bella, con più coscienza, ma con quel maledetto vizio di non chiudere le partite, se non nei minuti finali quando l’ansia ti ha già divorato muscoli e testa. E’ qui che bisogna intervenire, ma gli ingredienti ci sono tutti.

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Un Marchisio in forma stellare, un Pogba che anche camminando risulta superiore agli avversari, un Tevez con una fame mai vista e uno Llorente nel suo mese d’oro. Più tutta una batteria di difesa e centrocampo a legittimare la supremazia tecnico-tattica. Il Malmoe era poca roba, ma abbiamo nella mente Copenaghen e Olympiacos per fare gli spacconi. Posto che in Europa non bisognerebbe mai fare gli spacconi.

Nessuna buccia di banana, ma vittoria secca. In attesa della lotteria furibonda della sesta giornata quando si capirà chi è passata per prima e se si è passati agli ottavi di Champions. Le combinazioni le lasciamo ai giornali, qui vale una cosa sola: bisogna vincere pure contro l’Atletico, perché vincere aiuta a vincere.

Detto di Marchisio e Tevez e Llorente, menzione particolare per i due terzini, esterni, fluidificanti. Se Lichtsteiner lo conosciamo bene, Padoin lo stiamo ri-scoprendo adesso. Il soldatino ha fatto innamorare pure Allegri, con il sacrificio, l’attenzione, la dedizione. Non è il suo ruolo, ma nelle ultime partite si è meritato sempre il 6,5 in pagella abbondante. In attesa del rientro di Evra e Asamoah.

Domenica. Ore 18. Prossima sfida. E che sfida.

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Juve in Europa: quanto vali?

Cara mia Juve, ci siamo. Prima delle due finali. Da vincere. E convincendo.

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Perché se vuoi diventare grande in Europa, devi cominciare a ragionare da grande. Senza troppi timori, senza alcuna emozione. Il Malmoe non può essere un ostacolo.

Poche ore e si comincerà a correre. 11 contro 11, solo che noi siamo la Juve e loro no. Nessun altro è la Juve. Quindi, la Juve facciamola noi.

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Prima il Malmoe, poi l’Atletico, poi chiunque altro. Come in Italia: prima o poi ci toccherà affrontare tutti, e lo facciamo senza troppi problemi. Tanto dobbiamo solo e soltanto vincere.

E convincere.

Perché è così che si diventa grandi. Così lo siamo diventati.

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De Sanctis, la Volpe, l’Uva e il complotto europeo contro la Roma

Esopo sarebbe stato felicissimo di poter scrivere una fiaba su Morgan De Sanctis. E probabilmente gli avrebbe dedicato “La volpe e l’uva”. O meglio, la mitica favola “Al lupo! Al lupo!”. Perché a Morgan ormai si fa fatica a credere.

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Brucia tanto il pareggio del CSKA, ma tant’è: il calcio è bello proprio perché anche crudele, proprio perché la logica ferrea non trova applicazione alla realtà dei fatti. Non bisogna però perdere la lucidità.

Così dopo il match, intervistato da SKY, il buon Morgan si è lanciato nella solita figura del piangina:

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Non lo faccio mai, ma il gol in fuorigioco… non protesto mai, ma era in fuorigioco… non sono abituato, ma avevo tre giocatori davanti…

La conosciamo a memoria questa storia. Non è mai colpa sua. E’ sempre colpa d’altri, e magari è un dolo strumentale di qualche tipo di complotto: in Italia c’è il famigerato ER SISTEMA ad aiutare la Juve, mentre in Europa siamo in attesa di capire quale oscuro organismo internazionale abbia preso di mira ‘A MAGGICA ROMA.

Nemmeno Caressa, cuore giallorosso, ha retto all’ennesima figuraccia di De Sanctis puntualizzando la non esistenza del fuorigioco e la totale inconsistenza del pianto di Morgan.

Ma Morgan è Morgan: non si smentisce mai. E sì che magari il pareggio pagava tanto alla SNAI…

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Lazio – Juventus 0 – 3 / Mai stati così Allegri?

Mai stati così Allegri? Di certo, momenti anche più goduriosi di questi ne abbiamo trascorso, soprattutto con Conte in panchina. Ma Allegri sta ingranando. Così sembra a guardare il campo.

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Spazza via la Lazio con lo schema che aveva in mente al momento della firma del contratto. Gestisce con grande autorevolezza Vidal in panchina, il Pirlo scontento, l’alternanza fra quelli che sarebbero titolari ovunque. Profetizza calma, ma pretende ferocia, almeno nella logica di dominare il gioco. E i numeri sono molto confortanti.

Senza i due passi falsi (leggi Sassuolo e Genoa), a quest’ora la Juve sarebbe letteralmente in fuga, ma non si può voler tutta dalla vita. Ci accontentiamo.

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Pogba e Tevez sugli scudi, eccezionale rinforzo quello di Pereyra, duttilità tattica infinita dei vari Padoin della situazione. Una squadra che aveva preoccupato fra ottobre e novembre, oggi sembra davvero aver svoltato. Tolti i panni Contiani, ecco quelli Allegri.

Sul match in sé poco da dire. Quando hai fenomeni del calibro di Pogba e Tevez tutto risulta più facile, ma è la produzione di gioco a ingolosire i tifosi. E la percentuale di realizzazione tornata rassicurante. Con nuovi equilibri tattici, più consoni al gioco calma-e-fai-girare-il-pallone di Allegri, con improvvise accelerazioni verticali. E’ nata così la vittoria sulla Lazio.

E ora testa a mercoledì quando quella musichetta non deve per nulla far tremare le gambe o ridurre il carico di personalità che in Italia ha raggiunto livelli imbarazzanti. Lo si nota sulla stampa: nemmeno più la forza per farneticare chissà quale polemica.

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Lazio – Juventus / Finalmente si torna a parlare di Juve

Sicuramente sorprendente. Non può che essere definito così l’Allegri mediatico bianconero. Conferenze stampa molto pacate e concetti ben espressi. Avevamo paura che il livornesse sfoderasse le vecchie dichiarazioni milaniste, invece ci sta piacevolmente sorprendendo.

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A ridosso della Lazio, nelle file bianconere ci sono pochi dubbi. Forse uno soltanto: Arturo Vidal sarà della partita dal primo minuto? La risposta più coerente con la gestione del mister sarebbe no: dentro allora Marchisio e Pogba ai lati di Pirlo.

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Lo schema è ormai cambiato: difesa a 4 (Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Padoin), centrocampo a tre, e poi ci sarà un terzetto formato da Pereyra, Tevez e Llorente dove le posizioni sono mutevoli. Probabile l’uso del trequartista dietro a Tevez o Llorente, con la variante tattica di Tevez e Pereyra dietro allo spagnolo. Cambia poco, l’unica cosa che non deve cambiare è la produzione di palle-gol.

Poche ore prima giocherà la Roma, ma la testa non è molto rivolta all’indietro, ma avanti. Sfida molto complessa coi biancocelesti, e sfida decisiva mercoledì sera.

Intanto portiamoci avanti col lavoro. Da qui a dicembre tante belle sfide, fino alla Supercoppa. Con tre obiettivi: testa della classifica, passaggio del turno in Champions, ed ennesimo trofeo.

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Juventus – Parma 7 -0 / Comincia l’era Allegri?

A livello mentale, per quel necessario cambio di marcia rispetto all’ingombrante presenza di Conte, era necessario passare ad altro sistema di gioco. Juventus – Parma racconta principalmente questo.

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Più del 7-0, a far felici staff, società e tifosi è l’atteggiamento, la rabbia, la voglia ritrovata di giocare a calcio. Divertendosi e divertendo. Ecco quel é la causa di questa vittoria.

Doppiette per tutti gli attaccanti fin qui criticati per la scarsa cattiveria sotto porta. Gol meraviglioso di Lichtsteiner, che ieri ha marcato una prestazione meravigliosa. In mezzo, tanta corsa e disciplina tattica, con un centrocampo molto agile a beneficio di un giro palla molto veloce.

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E’ il calcio di Allegri? Se sì, beh siamo contenti. L’impronta di un allenatore su un gruppo è fondamentale per costruire un percorso di successo. E se Mister Max ha in testa questo sistema di gioco, magari anche l’uso del trequartista puro, noi attendiamo fiduciosi la totale applicazione delle sue idee.

Potendo anche contare sulla panca: Romulo sorprendente, Coman che a questo punto merita molte altre chance, anche in partite più delicate dove la sua sfacciataggine nel puntare l’uomo può risultare un’arma importantissima.

Ora c’è la pausa. Recuperiamo i cosidetti big. E ripartiamo alla grande.

Divertendoci e divertendo.

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Juventus – Parma / L’albero di Natale è servito, senza Pirlo

Chiariamo subito: Pirlo ha recuperato una botta alla coscia che lo terrà fuori per i prossimi cinque giorni. E sa che c’è: è un bene, così salta la Nazionale. Pensiero cattivo.

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Senza Pirlo, la regia sarà affidata a Marchisio, come prospettavamo ieri parlando del cambio di modulo. Centrocampo muscolare, in grado di supportare il terzetto che opererà là davanti. Con due sorprese.

La prima è l’impiego di Pereyra. Allegri non si è fidato quindi dei tre punteri e ne schiererà comunque solo due: Tevez e Llorente. Come a dire: la prudenza non è mai troppa.

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La seconda sorpresa è Romulo titolare, accanto a Marchisio e a Pogba. Ciò vuol dire che Vidal resta in panchina? Avrebbe quanto meno del clamoroso, dopo il rigore sbagliato in Champions e con nessuna news dall’infermeria sul cileno.

Arriva a Torino un Parma rinfrancato dalla sfida con i nerazzurri. E poi daremo un occhio ai cugini granata impegnati contro la Roma.

Secondo Allegri, per il discorso scudetto, non è ancora finita per Napoli, Lazio e via così. Poteri della dialettica.

[box type="note" style="rounded"]E i tifosi sempre più attenti nello studio e nell’analisi di Allegri: secondo voi la formazione è corretta? Che cambi avreste fatto rispetto a martedì sera?[/box]

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4-3-1-2: e venne il giorno del cambio di modulo

L’avevamo detto: bastava una scintilla. E sicuramente, non si doveva continuare a scopiazzare Conte. Allegri lo ha capito e ha già invertito la rotta.

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Domenica pomeriggio, contro il Parma, andrà in onda il 4-3-1-2 bis, la replica di quanto già visto in Champions. Anche apprezzato in Champions, seppure c’è ancora molto da lavorare. Ma dopo 3 anni di 3-5-2, visto che anche le idee applicative di Allegri sono molto diverse da quelle di Conte, cambiare era proprio necessario.

Tevez dietro Llorente e Morata, con l’unico dubbio che in panchina ti restano Coman e Giovinco, non proprio due stantuffi se poi ti serve forza e potenza là davanti, in corso d’opera. Ma sono dettagli che vedremo in campo. Per il momento, c’è da capire se la batteria dei tre davanti possa essere supportata e sopportata dai tre mediani dietro. Mediani che dovrebbero avere il sapore della lotta e la capacità di fare da filtro e assecondare la manovra offensiva insieme.

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Pogba e Vidal e Marchisio sembrerebbero, a oggi, le pedine più interessanti da schierare. Con Pirlo sacrificato o quanto meno da provare in una veste per la quale serve la battaglia, fisico, corsa. Quell’interdizione che Andrea ha saputo fare bene fin quando però era protetto da altri quattro corridori, come nel centrocampo a 5.

Ad Allegri l’onere di sperimentare il miglior schieramento in grado di proiettarci sempre più avanti in campionato, e sempre più avanti in quello spettacolo europeo che troppe volte ci vede timidi.

Sempre ammesso che Tevez, Morata e Llorente vengano schierati assieme.

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