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Mese: December 2014 (pagina 1 di 2)

Supercoppa Italiana: di tutto per perdere… e quasi non bastava

Se volevamo regalarla, tanto valeva chiuderla, a loro favore, prima. Molto prima dei rigori.

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Il vizio più perverso si è impadronito della Juve: l’incapacità di chiudere i match, di conservare i vantaggi. Di sciupare fino al terzo rigore consecutivo. Con Allegri che ha letto malissimo la partita, facendo cambi più con la logica dei dadi che con l’intelligenza tattica.

Qualcuno ha detto: pazienza!

Beh, questo qualcuno ha poco di bianconero.

Dispiace soprattutto per Buffon, autore di una prova mostruosa. Dispiace anche per Pirlo il cui nervosismo – stai sereno Andrea – è assolutamente il nostro. Dispiace anche per Tevez, l’unico a metterci un po’ di cuore, oltre che immenso talento e… il rigore può sempre capitare.

Gradirei adesso parlare di rinnovi con riduzione di ingaggio, perché i vari Pogba e Vidal stanno più facendo danni che altro. Soprattutto il cileno è al terzo errore grave, anzi gravissimo visto che ci è costato una coppa. E’ dal suo sciagurato pallone perso che Higuain ha pareggiato il primo gol di Tevez.

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Ah, ci fosse stato Moggi…

Così Allegri stecca la prima, mentre la Juve ora deve fare i conti con un gruppo spremuto (visibile, palpabile) e scarse alternative: davvero con Padoin volevamo vincere la gara? Asamoah, Caceres, Barzagli e Romulo rientreranno o bisognerà intervenire sul mercato?

Inoltre, sarebbe carino conoscere i motivi supremi che hanno spinto più in alto in gerarchia dei rigoristi Chiellini, Pereyra e Padoin rispetto, per esempio, a Evra che qualche finalina l’ha giocata nella sua carriera (e sembra avere piedi più morbidi dei tre ragazzi mandati sul dischetto).

Bene così. La sberla alle volte aiuta. Anzi deve aiutare. Ma gli errori si stanno clamorosamente ripetendo, di gara in gara.

Come si dice in francese “caro Paul, devi essere più concreto e meno pavone”? Come si dice in cileno “Arturo, gentilmente puoi farti tre panchine di fila, magari ti viene la voglia di giocare come sai”? Prendiamo al più presto un traduttore, perché così si va poco lontano.

Unica morale del match? Abbiamo fatto di tutto per perderla… e quasi non bastava.

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Juventus – Napoli / Supercoppa Italiana a Doha

Juventus pronta. Napoli pronto. La finale di Supercoppa Italiana a Doha darà il via allo spettacolo alle ore 18:30 italiane. I bianconeri di Allegri contro gli azzurri di Benitez.

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Due modi differenti di intendere il calcio, con Allegri che si è già portato a casa un record: i punti raccolti nell’anno solare, da spartirsi col percorso di Conte a inizio anno. Ma la finale secca ha un altro sapore.

Primo trofeo per Allegri, mentre Benitez potrebbe dare un senso a questa stagione.

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E’ a centrocampo che si giocherà la partita, dove la regia di Pirlo è assistita dalla corsa e dalla qualità dei tre tenori Marchisio, Vidal e Pogba, con il cileno a fare da raccordo con i due punteri.

Il Napoli sembra legato mani e piedi al Pipita Higuain, potendo però contare sulla forma strepitosa di Zapata, vero mattatore e salvatore delle ultime sfide.

Inutile ragionare su chi arriva più in forma o più preparato psicologicamente. Come ha detto benissimo Moggi: “in sfida secca, può accadere di tutto”. Lo scopriremo più tardi.

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Supercoppa Italiana: meno 1 alle polemiche

Comunque vada, sarà polemica. Se vinciamo sarà polemica. Se perdiamo sarà polemica perché qualcuno rivendicherà la finale di Supercoppa Italiana qualche anno fa. Solo noi siamo interessati allo spettacolo?

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Allegri si gioca il suo primo trofeo sulla panchina bianconera. Assenti gli assenti, presenti i presenti, poco spazio alla conta di chi non ci sarà: la gara secca impone il massimo dell’attenzione.

Marchisio sembra carichissimo, tanto da descrivere questa nuova Juve come più preparata per l’esperienza nelle coppe. Pirlo e Vidal prontissimi, con Pogba scalpitante. 4 fenomeni per un centrocampo da urlo, probabilmente l’ago della bilancia tattica del match di domani pomeriggio per una finale di Supercoppa Italiana che darà il via alle vacanze natalizie.

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Tevez e Llorente sembrano non avere più concorrenza, anche perché ci si attende da Morata più rabbia sotto porta e maggior peso specifico quando parte titolare.

Il rientro di Bonucci, la crescita di Evra e l’instancabile Lichtsteiner garantiscono il miglior assetto difensivo possibile.

Ha ragione Moggi: in gara secca può accadere di tutto.

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Cagliari – Juventus 1 – 3 / Il Maestro che sembra meno di un bidello

Chiediamo scusa ai bidelli: loro sì che lavorano, che sudano, e che guadagnano una miseria. Ma all’ennesima prova insufficiente, non capiamo più il motivo per cui Zeman è un grande maestro.

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Il Cagliari si presenta nelle condizioni ideali per permettere alla Juve di giocare in serenità e segnare con facilità. Supremazia numerica a centrocampo che ha permesso una fluida manovra di gioco, difesa e centrocampo poco compatti che hanno permesso ai centrocampisti di impostare e inserirsi con regolarità, fasce non presidiate. Come nei migliori sogni bianconeri.

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Si sblocca Tevez, si sblocca Llorente, va a segno pure un Vidal in netto recupero. Diffidati al salvo. Ci presentiamo così nelle migliori condizioni per Doha dove la battaglia sarà feroce.

Dove la formazione sarà la solita, col rientro di Bonucci al posto di Ogbonna. Con un Evra in crescita, soprattutto in fase offensiva.

Ultimo sforzo del 2014. Poi si riparte col botto!

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Genoa-Roma e i giornali Preziosi: #ersistema non vale sempre

Funziona così: gli house organ si muovono costantemente nella direzione che più conviene a determinati argomenti. E i direttori mettono colori e bandiere rispetto al giornale che stanno dirigendo. Funziona così da sempre, almeno laddove la libertà di informazione e la deontologia di critica giornalistica hanno ancora un valore.

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Così, ecco cosa si sta scatenando oggi sui giornali, quello rosa e quell’altro romano (e romanista).

Dopo il match fra Genoa e Roma, in cui la moviola potrebbe avere voce in capitolo, editoriali e articoli stanno cercando di ridicolizzare la sfuriata di Preziosi. Solitamente non accade quando di mezzo c’è la Juve, quando cioè si tende ad amplificare ogni minima voce di polemica proveniente dalla società che in quel momento ha sfidato la Juve.

Le parole di Preziosi sono state molto provocatorie, come al solito:

Stanno succedendo cose strane a Roma, non vorrei fosse coinvolto anche il calcio.

Fuorigioco sul nostro gol? Io non lo so se c’era, ma la decisione è molto dubbia. In 11 contro 11 non avremmo mai perso la partita.

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Ed ecco la risposta strepitosa di Baldissoni:

Le dichiarazioni di Preziosi credo siano un po’ sciocche, non meritano commenti. Sono sicuro che al presidente sono sfuggite, magari per l’amarezza e per l’emozione del post-partita.

Posso dire che se c’è stata una squadra aiutata in campo questa è stata il Genoa.

Da sempre noi preferiamo tenerci al di fuori delle polemiche.

Ricapitolando: Baldissoni ha già escluso la Roma come possibile obiettivo di critica, sia giornalistica sia giornalaia. Ha eluso la verità abilmente, sviato i sospetti, distolto l’attenzione sulle ultime due partite per cui la Roma si ritrova svariati punti in più in classifica.

La cosa bella è che i giornalai hanno seguito l’indicazione di Baldissoni ed è ripartita la polemica contro la Juve.

Antidoto possibile? Nessuno: abbiamo esaurito ogni briciolo di serietà come sistema Paese.

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Incomprensibile Juve: problema ingaggi e tensione mentale

Quante passeggiate in quel centrocampo, a esclusione di Marchisio e Pereyra. Quanta sana umiltà quella di Evra che pure sembra essersi sbloccato (anche se pesa l’ingenuità su Gabbiadini).

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Poi però leggi le sostituzioni e fatichi a capire come sia stato possibile tenere Vidal fino alla fine. Il cileno è vergognoso, sia come atteggiamento mentale sia come giocate. E la domanda è tanto preoccupante quanto definitiva: è ancora dentro al progetto Juve? Altrimenti cominciamo anche a ragionare come faceva Moggi: dentro gente con fame.

E se a Vidal si sta rimproverando scarsissima efficacia, a Pogba si chiede maggiore continuità e scelte più intelligenti. Manca sempre la zampata finale, sia in fase di assist sia in fase di tiro. Vuoi essere campione? Bene, incidi come un campione. Tipo Tevez, anche se in questo dicembre è appannatissimo. E certo Coman e Morata non stanno mettendo per nulla in difficoltà Allegri che si ritrova una rosa molto più corta di quanto non si pensi.

Difesa a pezzi, con Bonucci squalificato per la prossima. Centrocampo affidato, a questo punto, al solo Pirlo perché gli altri stanno passeggiando e Marchisio è l’unico a essersi salvato. Attacco stanco, spuntato e con pochi gol.

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Ennesima occasione sprecata.

Juve, che sta succedendo? Il dominio del primo tempo non può chiudersi con un solo gol di vantaggio e paghiamo dazio alla prima occasione avversaria, quando gli avversari sono inermi e sepolti da tempo.

Invertire subito la rotta, per evitare figuracce.

P.S.

A cosa doveva servire la sostituzione di Tevez a soli due minuti dalla fine?

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Juventus – Sampdoria / Mezzogiorno di fuoco

Ore 12:30. Juventus contro Sampdoria. I bluecerchiati sono in un momento di forma eccezionale e il loro campionato è da favola. La Juve deve accelerare e mettere più pressione alla Roma.

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Tevez contro Okaka, l’hanno descritta. Piuttosto, è Juve contro Samp, Allegri contro Mihajlovic.

A disposizione, prima delle vacanze natalizie, due sfide di campionato, nel tentativo di poter allungare sui giallorossi o mantenere invariate le distanze. Samp prima, giovedì Cagliari, e poi chiusura con la Supercoppa contro il Napoli tentando di capire chi parteciperà alla premiazione.

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Morata è favorito per giocare dal primo minuto. In settimana si erano sparse voci (si erano sparse? Qualcuno aveva avviato l’ennesima campagna di disinformazione) su un Morata lontana da Torino a gennaio. Allegri, che sta gestendo benissimo il gruppo bianconero e anche la comunicazione, lo manda in campo da titolare, in una sfida molto importante. Allo spagnolo ex Real il compito di allungare i numeri positivi fin qui messi assieme, in un processo di crescita graduale e prudente voluto dal tecnico livornese.

Riposerà Pirlo, così in cabina di regia ritroveremo Marchisio, anche per contrastare il dinamico centrocampo doriano, molto abile in fase di ripartenza. Vidal in campo con Pogba e Pereyra. A meno di un cambio di scelta dell’ultimo minuto, col genio bresciano in campo.

Difesa ridotto all’osso e uomini obbligati: Bonucci (in diffida) in coppia con Ogbonna (al posto dello squalificato Chiellini), Lichtsteiner a destra, Padoin a sinistra (per far rifiatare Evra).

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Juventus – Atletico Madrid 0 – 0 / Passo avanti?

Impossibile bucare l’8-1-1 schierato da Simeone. Mai visto un catenaccione di questo tipo, ma complimenti al Madrid che fa giocare malissimo tutte le squadre.

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Eppure la Juve ha portato avanti la propria consapevolezza. Sicuramente migliorata dal punto di vista della personalità, ma abbiamo fatto una fatica immensa nel trovare il tiro in porta. Senza tiri, non si vince.

Segnali positivi: non è la difesa a 4 a garantire miglior gioco, ma il nuovo assetto offensivo che presuppone ora anche un centrocampista di maggior raccordo, diverso dagli inserimenti costanti e feroci cui eravamo abituati con Conte. Bene così, ma allora serve un vero trequartista capace di fornire assist su assist alle due punte altrimenti troppo lontane dalla porta avversaria.

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E servirebbe allora un pool di esterni molto più fluidificanti.

La sensazione rimane: bastava accelerare di più, affrontare più dribbling per generare superiorità, per fare male a questo Atletico.

Ma guardiamo positivo. L’anno scorso fu cocente l’eliminazione. Quest’anno aspettiamo l’avversario degli ottavi, sicuri di sottoscrivere il pensiero di Buffon espresso a fine partita: “Se sei bravo devi vincere sempre”.

Avanti Juve, Avanti Max!

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Juventus – Atletico Madrid / Il momento della verità (o quasi)

Via Conte, dentro Allegri. Per una Juve diversa dal punto di vista tattico. Per una Champions diversa dal punto di vista del cammino.

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Cerchiamo di capirci. Non poteva essere il salvatore, visto che da salvare c’era veramente poco, nel senso che tantissimo era stato fatto, e per certi versi qualcosa di irripetibile (i 102 punti qualcuno li rifarà mai?).

Però un po’ vogliamo crederci all’inizio di questo articolo, non è vero?!

La difesa a 4, poi l’uso del trequartista, quindi la ricerca di una nuova dimensione europea, visto che la dimensione italica è anche quest’anno riconfermata. Bene, ci siamo.

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Juventus e Atletico Madrid si giocano il passaggio del turno, stasera. Gli spagnoli devono solo capire se passeranno primi o secondi. I bianconeri vorrebbero proprio fare en plein, anche se il sentimento comune è quello di passare punto e basta, memori di un Galatasaray rimasto sul groppone appena 12 mesi fa.

Perché la Juve passi prima nel girone occorre una vittoria con due gol di scarto: 2-0, 3-1 e via così. Impresa ardua vista la solidità difensiva di Simeone.

Pirlo in regia, Vidal dietro Llorente e Tevez, con Morata in panchina. Padoin dovrebbe il ballottaggio con Evra (e già questa è una mezza sentenza, giunti a dicembre) mentre a destra Lichtsteiner (ma preoccupa l’assenza di sostituti in difesa). Da Pogba ci si attende spessore e quell’essere decisivo che contraddistingue il campione da un buon giocatore.

Tutto proto. Per crescere, bisogna passare da questo tipo di sfide. Senza paura.

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Sappiamo come ha fatto la Roma

E’ finita da pochi minuti Roma-Sassuolo. Un pareggio beffa per i neroverdi che avrebbero anche meritato una giusta vittoria.

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Altra figuraccia per la Roma che comunque ha mostrato grande forza nella protesta.

Niente violino per Rudi Garcia stavolta che può vantare un rigore molto dubbio (per Cesari, Mediaset non c’era; analogo ragionamento per lo studio Sky) e un pareggio viziato da fuorigioco iniziale (non un metro, ma pur sempre fuorigioco) di Destro.

A Roma, si sa, protestare non è importante, ma è l’unica cosa che conta.

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Chissà che la strategia non sia corretta. Ci riferiamo a quel mostro di fair play che è De Sanctis che aveva ben illustrato la tecnica bianconero dell’influenzare l’arbitro. Mentre Garcia e compagnia bella aiutano spesso l’arbitro: con cadute, con vigorose proteste, con l’aiuto degli ululati del pubblico che protesta già al fischio iniziale dell’arbitro.

Così sappiamo bene come ha fatto la Roma a mantenere la scia della Juve che pure ha offerto più volte il fianco alla rincorsa giallorossa.

Aspettiamo le prime pagine di domani di Gazzetta e Corriere dello Sport, ma sappiamo già di non poter leggere scandalosi titoloni o editoriali che inneggiano alla regolarità del campionato. Figuriamoci: questi non sono furti, solo sfortunate sviste che – addirittura – fanno male proprio alla Roma. Figuriamoci!

E quel mani di Pizarro poi…

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