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Mese: January 2015 (pagina 1 di 2)

Parma – Juventus 0 – 1 / Morata risolve il problema

E alla fine venne il gol di Morata. Come un colpo di spugna su un tavolo pieno di molliche: fastidioso. Fastidioso come un buonissimo Parma. Fastidioso come una Juve molle e per nulla concentrata.

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E’ a metà fra “l’abbiamo scampata” e “abbiamo sciupato fin troppo tempo per portarla a casa” il giudizio di una partita comunque noiosa, e per nulla spettacolare. Cosa è stata Parma – Juventus?

La nota lieta è Pepe: agonismo, corsa. Non è quello del primo anno di Conte, ma che già stia tornando a giocare con regolarità sembra quasi un miracolo. Potrà sicuramente darci una mano da qui a fine anno.

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La seconda nota lieta è certamente quella che riguarda Morata. Il talento spagnolo, finora mai compiutamente espresso, pare liberarsi da ansie quando entra a gara in corso, come a dare ragione ad Allegri quando dice “Alvaro è giovane, non ha mai giocato da titolare, quindi serve tempo”. Abbiamo tempo, abbiamo fiducia.

La cosa che invece preoccupa è Llorente: passi per l’ultimo pallone servito, fra l’altro decisivo, sul resto non ci siamo. Lento e pesante, molto poco efficace. Senza Tevez, la Juve perde tantissimo in fase offensiva e l’argentino non è eterno.

O, più semplicemente, era Coppa Italia.

Domenica pomeriggio lo scopriremo.

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Juventus – Chievo Verona / Battere il ferro finché è caldo

Alle 15 il Chievo. Poi ci sarà da attendere i 90 minuti dell’avversaria di turno, nel tentativo di capire se bisogna già mangiarsi le mani per i troppi punti sprecati fin qui in campionato (leggi Sassuolo, Sampdoria, Inter, fra i match buttati via).

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Per Juventus – Chievo Verona, Allegri rinuncia a Pirlo (influenzato), ma ritrova il guerriero Vidal che nel 2015 sembra di una spanna superiore al Vidal della prima parte di stagione. Sarà ancora Marchisio regista, in quello che probabilmente potrà essere il suo ruolo futuro, con la fascia di capitano al braccio quando SuperGigi smetterà con la Juve.

L’assenza di Pirlo apre le porte a Pereyra: titolare, nella posizione dove può più dare fastidio agli avversari e cioè la trequarti. Dovrà sfruttare le sue armi: uno-contro-uno e accelerazioni verticali improvvise. Allegri vuole 7 gol. Come a dire: colmatemi le lacune dell’attacco.

Già, quel reparto dove sulla carta i problemi non esistono, o non dovrebbero esistere. Discorso a parte merita Tevez (sono 32 i gol in 52 match con la Juve: raggiunto David Trezeguet), mentre Llorente e Morata sono due interrogati speciali.

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Uno, Llorente, deve tornare a segnare, oltre che faticare per la squadra. L’altro, Morata, deve decidere cosa fare da grande: il campione, e ne ha tutte le possibilità, o l’eterna promessa col rischio di andare a Toronto prima di compiere 30 anni?

Il pomeriggio di Juventus – Chievo Verona sarà speciale per Andrea Barzagli: la Nazionale lo ha più volte massacrato. Non tocca campo da luglio e finalmente torna in panchina. Ingresso graduale in rosa, lo sarà ancora di più l’ingresso in campo dove non si possono rischiare ricadute.

Finale dedicato a chi sulla destra sta scalpitando: quel Simone Pepe che da 2 anni coltiva sogni di vendetta nei confronti della mala sorte.

Avanti Juve. Avanti tutta.

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Juventus: scenari di mercato fra Zaza, Sturaro e Pogba

Febbrile attesa per tanti tifosi juventini. Il calciomercato è sempre affascinante per il tasso di intrecci misteriosi di procuratori, giocatori e idee. D’altronde, è proprio uno dei motivi per cui amiamo follemente questo sport.

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Investimenti in estate?

Conosciamo perfettamente la dialettica aziendale: “gli investimenti li faremo in estate”. E’ la dichiarazione standard, come a dire: per adesso le idee sono quelle che sono, e i soldi peggio, quindi rimandiamo tutto.

In soldoni: sono circa 60 i milioni di euro che arriveranno dalla UEFA, più le cessioni già completate dei vari Gabbiadini, più un piccolo tesoretto che possiamo costruirci con altre cessioni in estate.

Tradotto: non c’è budget in questa sessione, a meno di clamorosi affari. Ri-tradotto: non faremo nulla in questa sessione. Perché i clamorosi affari predispongono comunque a forti investimenti.

Porte girevoli in attacco: Giovinco e Zaza

Appurato quanto sopra, ci sono sol due nomi che possono vivacizzare le ultime ore di calciomercato, a rendere più adrenaliniche le puntate speciali dei vari Sportitalia, tanto per capirsi.

Uno è quello di Giovinco: andrà a Toronto in estate, ma a Vinovo l’idea che circola è un’altra. Stanno caldamente invitando Giovinco a prendere adesso l’areo per l’America, in modo da liberare un posto per un nuovo attaccante.

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Il nuovo attaccante dovrebbe essere Zaza, di rientro dal Sassuolo, anticipando l’approdo in bianconero di 6 mesi.

I motivi di questi spostamenti vanno ricercati in:

  1. non credono più ai vantaggi che Giovinco apporterebbe alla Juve, in questo ultimo scorcio di stagione;
  2. Allegri ha bisogno di più peso in attacco;
  3. i vari Llorente e Morata non hanno confermato le attese.

Sturaro: mossa preventiva nel caso Vidal e Pogba…

Il nome che invece arriverà a Torino da lunedì è Sturaro, il giovane centrocampista che la Juve ha parcheggiato a Genova quest’estate, sponda rossoblu. Per i problemi ad Asamoah e Romulo, Allegri ha chiesto un rinforzo e Sturaro potrebbe recitare il ruolo che Pereyra sta sino a qui ben interpretando.

La mossa suggerirebbe in realtà un altro progetto: che fine faranno Vidal e Pogba? Soprattutto: chi sostituirà e come sostituiremo Pirlo?

Sturaro dunque per il presente, ma soprattutto per il futuro, con 6 mesi di inserimento sereno in rosa, a partire appunto da lunedì.

La difesa torna serena

In difesa non arriverà nessuno. Caceres si è perfettamente rirpreso, mentre Barzagli dovrebbe poter tornare in campo a febbraio. Il che vuol dire che gli uomini in difesa torneranno a disposizione concedendo ad Allegri di poter far rifiatare qualcuno, di tanto in tanto.

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Analisi di un girone d’andata: siamo molto Allegri

Finito il girone d’andata. Tempo di un bilancio intermedio. A luglio, dopo l’addio di Conte, difficilmente qualcuno ipotizzava una situazione come quella attuale: primo posto, miglior attacco e miglior difesa, passaggio agli ottavi di Champions, e miglior girone di andata di Allegri rispetto a tutti gli altri allenatori negli ultimi 30 anni (al primo anno bianconero).

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Allegri: umiltà, equilibrio e varianza tattica

Proprio Max Allegri è da considerarsi come perno di questa stagione. Arrivato con grande umiltà, sotto l’attacco di fuochi incrociati, compreso quello di questo blog, per un passato e una figura non certo stimatissima, si è giocato le carte con grande attenzione e intelligenza.

Nessuno stravolgimento tattico iniziale, grande attenzione alle uscite mediatiche. Ha fatto parlare il campo, virando velocemente l’assetto tattico quando si è accorto che l’effetto Conte era svanito sulla rosa e sul campo.

Proprio la variante tattica rischia di essere la chiave di volta per una riaccensione totalizzante della macchina bianconera, che è ripartita con forza e adesso punta obiettivi importanti.

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Rosa: chi è cresciuto, chi ancora deve crescere

Vidal è venuto un po’ a mancare: colpa degli infortuni, ma anche forse di una mente corrosa dal martello Conte. Fortunatamente, resta l’unica pedina ad aver subito il trauma del cambio Conte-Allegri.

Asamoah e Barzagli sono stati bloccati dagli infortuni, mentre Tevez, Pirlo, Marchisio, Pogba e gli altri hanno semplicemente continuato verso la direzione del successo: personale e di squadra. Merito ancora una volta di Allegri che ha saputo tenere un gruppo che a sfaldarsi faceva presto, prestissimo.

Ancora molto da fare, comunque. L’inserimento di Evra è stato progressivo e lento, mentre si attendono i contributi dei nuovissimi: da Romulo a Morata. Mentre Pereyra si è già dimostrato molto utile, con la sensazione di aver trovato un gran jolly di centrocampo.

Dove possiamo arrivare

La domanda è, a un girone dalla conclusione del campionato, con la fondamentale tappa europea di febbraio, dove questa Juve può arrivare. Gli ostacoli sono dietro l’angolo e hanno la forma di:

  • una stampa pronta ad accendere qualunque forma di polemica, meglio se inutile e gratuita, nel tentativo di incidere in negativo sul gruppo bianconero;
  • attacchi violenti da avversari senza alcuna dignità: pur di attaccare la Juve, anche le peggiori bugie;
  • perdita di tensione mentale, come già accaduto a dicembre, con punti persi per strada: situazione da monitorare e prevenire quanto più possibile.
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Juventus: la fame e la corsa delle seconde linee

Un risultato largo, netto. Contro il Verona in Coppa Italia la Juve deve però guardare alla prestazione complessiva, anche slegata dalla serata probabilmente disastrosa degli scaligeri. Due i fattori chiave: la fame di chi ha giocato poco, la corsa di chi aveva voglia di dimostrare di poter stare in questa Juve.

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E la mente corre a dei nomi precisi: le funamboliche accelerazioni di Giovinco, mai così cattivo come ieri in ottica di “tiro in porta per segnare”; il dinamismo ritrovato di Simone Pepe, e il Cielo sa quanto vogliamo bene a questo ragazzo; l’estrosità e le verticalizzazioni pungenti di Pereyra, uno che a centrocampo può risolverci parecchi problemi.

A rileggere perciò i commenti precedenti ai pareggi raccolti nell’ultimo mese, viene il sospetto di aver schierato chi a un certo punto era inconsciamente sazio, o svuotato di quel sano ardore della battaglia che è sempre più necessario. Tante volte, sopperisce anche al tasso tecnico, trasformando buoni giocatori in ottimi giocatori.

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Viene il sospetto, quindi, che a utilizzare meglio la panchina, motivandola, questa Juve poteva persino non attraversare quella che in molti hanno chiamato “crisetta”.

Così come è evidente il rischio di aver assistito a un fuoco di paglia. Il fatto è che Allegri reclama rinforzi, mentre la società non vuole spendere.

Si resta così, con un motivatore in più?

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Napoli – Juventus 1 -3 / Signori si nasce e noi lo nacquimo

Vittoria abbastanza netta, se si vuole parlare di calcio. Altrimenti evitiamo ogni forma di opinione. Napoli – Juventus finisce 3 a 1 per i bianconeri, stavolta privi del miglior Tevez, ma forti di un gruppo unito.

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Allegri imposta il solito 4-3-1-2, con Vidal a occupare sistematicamente ogni zona del campo utile a sfogare il proprio dinamismo. Il cileno sta ritrovandosi e la Juve ne beneficia. Ed è regola quella per cui la linea del centrocampo perde Pirlo che arretra in mezzo a Bonucci e Chiellini per impostare da lontano, con gli attaccanti costretti a un incessante di movimento a pendolo. Alla lunga la paga Llorente che poi si ritrova lontano dalla porta quando la Juve accelera in verticale verso la porta avversaria.

Caceres non fa rimpiangere Lichtsteiner, e sì che nei primi minuti era palese l’assenza di fiducia verso il sudamericano. Evra presidia bene, spinge stavolta poco, ma il francese ora è rassicurante. Sono state queste le chiavi del match, con un Napoli che ha faticato a costruire con i suoi playmaker, preferendo più scorribande laterali e lanci in profondità su cui la difesa bianconera non ha avuto problemi.

Non uno spettacolo eccezionale dal punto di vista tecnico, ma agonismo e ritmi interessanti in Napoli – Juventus.

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Il gol di Pogba è una gemma, quella di Britos una conferma della scarsa costanza di attenzione juventina. La variante, rispetto a Samp e Inter, è rappresentata dalla reazione: la Juve troppo bassa è riuscita a ripartire, grazie anche a una non saggia decisione di Benitez di lasciarle un uomo in più a centrocampo. Caceres pareggia il conto delle palle inattive, mentre da uno strattone di Morata nasce il gol stupendo di Vidal che ha chiuso la pratica.

Non tutto è risolto, ma la famigerata crisetta ha prodotto un ritorno a +3 circa le distanze dalla Roma.

Ora, in serie, ci sarà spazio per far sfogare la panchina giovedì contro il Verona in Coppa Italia, e poi un remake della sfida agli scaligeri domenica sera.

Per tutte le polemiche, leggere il nostro articolo sul perché “Avete rotto i coglioni“.

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Napoli – Juventus 1 – 3 / AVETE ROTTO I COGLIONI

Avete rotto i coglioni pure ieri sera, pure con quella specie di arbitraggio, pure con quella prefettura, pure con quegli insulti gratuiti e proteste ingiustificate durante i 90 minuti.

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Avete rotto i coglioni per la totale incoerenza delle proteste e delle grida.

Avete rotto i coglioni con i servizi montati e i titoloni scelti con cura, sempre a senso unico.

Avete rotto i coglioni con questi atteggiamenti in campo da vittimismo, pieni di inutile rabbia.

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Avete rotto i coglioni per l’assenza di obiettività nel condurre critiche e opinioni.

Avete rotto i coglioni per l’imbecillità che esprimete in ogni istante per quel senso di antijuventinità che ha francamente ormai stancato.

E adesso tutti dietro dopo Napoli-Juventus 1-3.

A inseguire.

Come sempre.

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Napoli – Juventus / Il momento della verità

Qualcuno dice ci sia più gusto. Il gusto della sfida. Il gusto di affrontare le difficoltà. Napoli – Juventus è sempre stata così.

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E’ un po’ questo il senso per Max Allegri. Periodo non roseo, ma nemmeno drammatico quando la lezione appresa è che è stata la stessa Juve a battere la Juve (anche pareggiarsi!). Problema di demerito, più che valore dell’avversario.

Ciò significa intervenire mentalmente. Il problema è tutto lì: tensione mentale, attenzione, fame, rabbia agonistica. la corsa delle gambe non è opportunamente comandata dal grado di voglia della mente. Conte in questo era un mago. Ma Conte è il passato. E i più anziani del gruppo devono guidare e trainare i più giovani, o anche i più stanchi. A partire da Napoli – Juventus.

Mercato a parte, stasera a Napoli è una di quelle sfide affascinanti e pericolose. Ma non c’è fascino se non c’è pericolo. E badiamo: il pericolo è quello di non prendere, ancora una volta, i 3 punti.

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Il violino di Garcia è pronto a suonare ancora una volta, mentre a Torino badano bene a giocare, a far parlare il campo. Più che parlare abbiamo ultimamente tossito, per cui riprendiamoci la salute.

Dubbio Lichtsteiner: leggermente acciaccato lo svizzero. Al rientro Caceres, ma siederà in panchina. Davanti Morata spera, ma pensiamo sia Llorente il destinato a una maglia da titolare.

Trasferta vietata ai tifosi bianconeri. Le cause sono da melodramma tutto italiano.

#ersistema colpisce ancora.

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Calciomercato Juventus: si investe o no?!

Dunque nulla. Forse giusto un timido rinforzo in difesa. Il che sarebbe anche perfetto se tutti rientrassero in servizio e qualcuno decidesse di essere più incisivo e decisivo. Ma lato comunicazione verso i tifosi una posizione va presa. O chiarita.

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Perchè il rischio è finire col dar retta ai giornali, fantasticando o disinformandosi, col risultato di dar contro a società, a Marotta, a Paratici e tutta la ciurma.

La Juve vuole crescere? Il dubbio del tifoso è questo. Andare su Sneijder considerandolo perno della svolta e non poter offrire nemmeno cifre modeste suona in senso contrario al senso di crescita. Poiché l’effetto si amplificherebbe poi in estate quando qualche campione sarà necessario e a quel punto non potremmo permettercelo.

Le scommesse sul mercato sono ormai ardue. D’accordo i conti in ordine, ma parliamo pur di azienda e impresa. Parliamo quindi di rischio. E i conti in ordine dipendono tutto dai risultati del campo. Per far risultato occorre investire, rischiare. Da un po’ ci pare invece di voler a tutti i costi cercare il mega-jolly dal mercato rimandando occasioni che ci sembrano ormai palesi e chiare. O investire e investire sui giovani che poi non trovano tuttavia la strada del ritorno a casa né spazio in campo (leggi Coman, leggi lo stesso Morata).

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Per fare il definitivo e ultimo salto di qualità, la Juve di Allegri necessita di campioni già affermati e affamati, in grado di fare da traino a un gruppo che ci appare se non sazio, certamente mentalmente stanco o affannato. O non ancora pronto a reggere la pressione (leggi Morata).

Altrimenti bisogna ripartire dai giovani, ma occhio al contro-senso ancora una volta: un Coman in campo per 3 minuti ogni 10 partite è semplicemente non giudicabile; un Morata titolare per 5/6 partite di fila darebbe già un peso più importante a un voto semidefinitivo sulle possibilità di diventare una stella bianconera; un Rugani non riportato alla base, un Gabbiadini così facilmente ceduto, un Masi a invecchiare in B, un Berardi ancora in provincia non sono l’esatta idea di far crescere i giovani nella Juve e per la Juve. Per avere questo Marchisio è addirittura servito andare in B.

Il ManUTD di Sir Alex decideva a un certo punto di rischiare un paio di anni puntando su un ricambio totale della rosa con i giovani “costretti” a crescere con responsabilità, presenze e fatti. Questo è stato un modello importante: vogliamo perseguirlo? Altrimenti coi parametri zero o gli over 30 il rischio è quello di inceppare un meccanismo che con Conte si era rimesso con forza in moto.

Juve: che si fa? Basta chiarirsi.

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Calciomercato Juventus: Sneijder e Rolando? Meglio i campioni!

Al volo: Sneijder potrebbe essere un nuovo Pirlo, quanto a rendimento in rapporto a prezzo ed età. Ci mette la mano sul fuoco Paratici. Io conservo qualche dubbio, soprattutto per il carattere dell’olandese.

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Sempre al volo: non capisco Rolando. L’unico Rolando che mi viene in mente è il personaggio di Aldo in Mai Dire Gol. E certamente non mi viene in mente Rolando se voglio sostituire Barzagli e rinforzare la mia difesa che dovrà proteggere scudetto e ogni altra partita da giocare.

Eppure sono i nomi caldi del mercato invernale bianconero. Il primo indicato specificatamente da Allegri che vuole un trequartista specialista. Il secondo chissà chi lo ha indicato e, francamente, poco mi interessa.

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Il punto è sempre lo stesso: per crescere, per crescere in qualità, per diventare grandissimi, occorrono i campioni. Occorre investire. Si parla di offerte al ribasso per Sneijder e Rolando, coi soliti meccanismi del prestito e la novità del non-lo-voglio-il-riscatto-obbligatorio. Si parla di pochi milioni di euro di budget, quando ci risulta che la Champions porti nelle casse svariati milioni di euro, e il solo Gabbiadini addirittura 6,5 milioni in questa tornata.

Il punto è capire come ci stiamo muovendo sul mercato invernale, oggi che la difesa preoccupa (che il Cielo protegga i tre difensori che ci rimangono e con i quali abbiamo costruito questa parte di stagione) e a sinistra c’è un buco enorme. Oltre che dopo Tevez e Llorente sembra esserci il vuoto assoluto, compreso un Morata poco utilizzato e quando utilizzato dall’inizio assolutamente deludente.

Insomma: si cresce o si vivacchia?

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