Menu Chiudi

Mese: July 2015 (pagina 1 di 2)

Tutti in difesa

Barzagli out è ormai la solita tegola. Chiellini salta un’altra finale. Ma non è solo il campo che deve preoccupare.

Advertisment

La sfuriata di Allegri su un Morata poco applicato sta dando il via a una serie di approfondimenti giornalistici che hanno il solito obiettivo di disturbare l’ambiente, di influenzare parte della tifoseria troppo suscettibile allo strano modo di fare informazione in Italia.

Rugani e Caceres sono le pedine per tappare la falla delle assenze pesanti di Barzagli e Chiellini. Il giovane ex-Empoli ha un’occasione irripetibile: imporsi già a perno della Juve del presente. A volte il destino ti offre delle chance importantissime, e l’8 agosto è per Rugani un punto di svolta della propria carriera. Quindi nessuna paura in vista della Supercoppa.

Piuttosto, dirigenza, staff e giocatori devono arginare la troppa voglia di aver declassato la Juve a progetto dismesso. Via i senatori, manca la personalità? Via Tevez e Vidal, mancheranno i gol? I nuovi arrivati sono all’altezza dei quattro scudetti consecutivi? Il gap di svariate decine di punti è stato già colmato? Per la serie: se non puoi batterla sul campo, almeno provaci sui giornali.

Advertisment

A Torino sono maturi abbastanza per non cascare in questo provocazioni e lasciar lavorare tranquillo Allegri. La stessa sfuriata contro Morata (al suo ultimo anno di Juve, come Pogba, scrivono un paio di giornali) è propedeutica a tenere altissima la tensione. Rivincere è sempre più complesso che vincere. Ma non certo così complesso se il livello di applicazione è quello degli ultimi anni.

“Tira una brutta aria” ha detto Allegri, che certo non si riferiva a Morata o a Vinovo, piuttosto a quanto stanno scrivendo e dicendo da settimane. L’anno scorso lo abbiamo accolto con calci e sputi alla macchina, salvo poi fargli quasi una statua a maggio. Oggi è l’unico uomo in grado di farci godere ancora, di più, sempre di più.

Tutti in difesa, attaccando. Con il ruolo più delicato che è quello dei tifosi: tutti uniti, a fare muro e schermo contro gli pseudo-approfondimenti di guru e opinionisti.

Tanto poi parla il campo, che ci dà spesso ragione.

Advertisment

La Juve che sarà

La prima uscita porta con sé troppi elementi di ingiudicabilità: fattore di forma fisica, inserimento dei nuovi arrivati, presenza di elementi della primavera, preparazione più che avviata degli avversari.

Advertisment

Ma certo alcuni elementi possiamo già darli per confermati, altri verranno giudicati nei prossimi giorni.

Alvaro Morata si è ufficialmente candidato a leader: già scoppiettante, già incisivo seppur partendo molto lontano dalla porta e sulla fascia sinistra, occhi e atteggiamento da capitano aggiunto. Il ragazzo spagnolo può ulteriormente acquisire maturità e consapevolezza e imporsi come elemento insostituibile in attacco. Davvero una grande impressione, con una intesa tutta da trovare con i vari Dybala e Mandzukic la cui complementarietà fa ben sperare. L’argentino ha colpi importanti e deve soltanto capire, insieme ad Allegri, se conviene studiare da numero 10 o da seconda punta. Mentre il croato deve potenziare il fisico e mirare meglio la porta: di assist ne arriveranno, cosí come di spazi, e le sue caratteristiche sembrano ideali in un ipotetico 4-3-3 o in una qualunque coppia d’attacco. Contando sul fatto che Zaza è sembrato cattivo al punto giusto, almeno sul lato della forma fisica.

A centrocampo può inizialmente pesare l’essere vedovi di due autentici fenomeni come Pirlo (che Marchisio non farà rimpiangere) e Vidal (peccato per Khedira e un primo malanno). La Juve deve sopperire con la crescita di Sturaro (i cui mezzi fisici sono importanti) e l’inserimento sempre più deciso di Pereyra. A Pogba si chiede invece maggiore concretezza: ha doti fuori dal normale, ma deve imporsi disciplina e la ricerca della giocata efficace, prima che spettacolare a tutti i costi.

Advertisment

La difesa è nuovamente il punto di partenza: solida, con un ricambio in più come Rugani, e la possibilità di variare schemi. In particolare Rugani deve imparare in fretta dai vari Bonucci, Barzagli e Chiellini. L’eleganza con cui si muove e la disinvoltura con cui non mostra il minimo atteggiamento timido o d’emozione fa quasi voglia di pensare che un altro Scirea è possibile. E glielo auguriamo di vero cuore.

Chissà come ha dormito Neto alla vista di quel ragazzino di nome Buffon cominciare la stagione con un paio di interventi da urlo, già a fine luglio, quasi a voler gridare che lui c’è, anche quest’anno, come sempre, con voglia e tanta classe.

In attesa della prossima sfida (29 luglio), Marotta e Paratici sono sempre a lavoro per completare una rosa che necessita del trequartista che Allegri vorrebbe tanto. Uno in grado di fare da collante fra la muscolarità del centrocampo e la potenza di fuoco dell’attacco. Uno in grado di lanciare ripartenze o fare il regista d’attacco come amava Tevez. Un terzino sinistro per svecchiare la fascia è poi l’ultima pedina che consegna al mister un’altra rosa importante.

Perchè vincere 10 trofei alla Juve è sempre meglio che rischiare di non vincere nulla… altrove!

Advertisment

Fantasista Juve: nessuna fretta, e idee chiare

La fretta è la madre di tutte le cazzate.

Advertisment

Una frase di un film, quanto mai azzeccata per il periodo bianconero attuale. Il calciomercato è un bollore continuo, giocato anche a livello mediatico perché oggi il marketing delle squadre di calcio si fa anche così.

La fretta non deve avere impatto sulle strategie bianconere. Il fantasista serve, ma la scelta va ponderata.

Advertisment

Draxler, a oggi, è il più vicino, a maggior ragione dopo le dichiarazioni del Direttore Sportivo dello Schalke 04 che ha confessato che “ci metteremo al tavolo con la Juve”. Sul piatto c’è una proposta di un paio di milioni subito per il prestito, e riscatto fissato a 25 milioni. La Juve vuole cautelarsi dopo i malanni fisici del ragazzo.

Più distanti, come cifre e opportunità, le piste che portano a Goetze, Isco e Ozil.

Proprio cifre e opportunità sono i fattori da tenere in considerazione, insieme all’aspetto tecnico. Marotta lavora, Paratici riflette, i tifosi aspettano.

Con un piccolo appunto finale: memori della contestazione dello scorso anno, noi tifosi bianconeri dovremmo ricordarci che gli scudetti di agosto li abbiamo quasi sempre perduti, a favore di tutte le altre squadre che però a novembre sono già fuori dai giochi tricolori. Ponderiamo anche noi i commenti.

Advertisment

Goetze o Draxler, ammesso che siano reali obiettivi

Che Paratici sia volato in Germania é un fatto certo. Che la Juve stia sondando il terreno su Goetze e Draxler é anche questo un fatto assodato. Ma saranno cifre che hanno bisogno di tempo per essere digerite.

Advertisment

Non sappiamo come sia andata la trattativa per Vidal, ma che la Juve non abbia abbozzato un minimo di discussione per Goetze contestualmente alla cessione del cileno suona strano. Certamente non i 60 milioni per un ragazzo che Guardiola ha riportato indietro ai tempi in cui doveva ancora maturare al Borussia Dortmund. Detto in altro modo: il Goetze degli ultimi anni vale molto di più del Vidal degli ultimi anni?

Advertisment

Al contrario, su Draxler sia il procuratore sia il club di appartenenza hanno sparato altissimo. Problemi fisici e una maturità ancora da raggiungere suggeriscono una valutazione intorno ai 25 milioni di euro, che possono diventare 30 coi bonus legati a presenze e vittorie del club. La Juve pare orientata esattamente su queste cifre, addirittura aggiungendo una cautela: il solito prestito con obbligo di riscatto, per evitare di acquisire le prestazioni di un ragazzo non al 100% dal punto di vista fisico. E lo stesso Draxler non può chiedere un ingaggio che nemmeno Pogba può ricevere.

Ad Allegri serve un 10, alla Juve serve tempo per capire quale sia il nome corretto sotto il profilo tecnico, ma anche finanziario.

Advertisment

Col tridente, col trequartista, con le mezze punte

Beato Allegri. Quest’estate avrà tanto da lavorare, ed è un bel lavoro. Con il mercato che si accinge a sfoderare gli ultimi colpi (speriamo a effetto), la Juve vara ufficialmente la prima vera Juve di Max Allegri.

Advertisment

L’argomento più affascinante riguarda certamente lo schema offensivo. Con l’arrivo dei vari Zaza e Mandzukic, più Dybala e la conferma di Morata e Coman, e in attesa di un trequartista, la Juve può sbizzarrirsi nel cambio di assetto d’attacco, potendo contare su tutta una serie di moduli e soluzioni prima impossibili.

Di Morata conosciamo tutto: forte fisicamente, impressionante la progressione e la capacità di giocare anche nello stretto grazie a una tecnica sopraffina. Mandzukic è invece l’ariete capace anche di fare tanto movimento. Dybala lo attendiamo come il genietto risolvi-partite, capace di alternare l’assist al gol. Zaza è invece la tipologia di attaccante tuttofare, con abilità acrobatiche non indifferenti e prospettive di crescita interessanti dal punto di vista realizzativo e del gioco di squadra. Età, fisico e colpi certamente non gli mancano. Coman è atteso a una crescita importante, e già il fatto di volersi giocare un posto in questa Juve rifiutando prestiti in provincia la dice lunga sulla personalità di questo ragazzo classe ’96.

Advertisment

Con questo pacchetto offensivo, e, ripetiamo, con l’arrivo di un numero 10, Allegri può varare il suo schema preferito o passare a un tridente che la Juve non riesce a schierare dai tempi di Vialli-Ravanelli-Baggio (almeno unito a quei risultati).

Il 4-3-1-2 è uno schema tanto caro al tecnico livornese, per il quale però gli serve quel numero 10 che dovrà uscire dal mercato di agosto. Le due punte possono tranquillamente essere scelte in modo da privilegiare la forza (una coppia fra Morata, Mandzukic e Zaza) o l’agilità (per esempio Dybala e Morata).

In un ipotetico 4-3-3 il fulcro dell’equilibrio è spostato sulla mediana, dove Marchisio, Pogba e Khedira dovranno garantire recuperi di palla e filtro difensivo, mentre il tris d’attacco può serenamente sfoderare tutte le caratteristiche di cui Allegri dispone. Con Dybala e Morata ai lati di Mandzukic o Zaza, la Juve metterebbe in campo una potenza di fuoco importante, per soluzioni di tiro e in particolare con un assetto molto europeo (e poco italiano). Un tridente puro di questa portata suscita le fantasie dei tifosi, ma vanno visti sul campo equilibri ed efficacia.

Su queste logiche, Marotta deve cercare un numero 10 capace anche di agire sulle fasce laterali, quindi i vari Draxler e lo stesso Goetze sembrano perfetti. Serve fantasia, capacità di sopperire alle giocate geniali di Pirlo e Tevez. Nel frattempo va anche trovata una soluzione per Llorente.

Advertisment

Tra sana rivoluzione e paura di scommettere

Erano i classici tempi di Moggi, quando ogni anno cambiavano significative pedine, rimpiazzati opportunamente nei fatti da giocatori nuovi, con nuove motivazioni ed energie. Erano i tempi in cui si vendeva e si comprava con un ritmo elevato, pur mantenendo inalterata una certa struttura di spogliatoio.

Advertisment

La sfida per Marotta e Allegri è la stessa: mantenere la colonna vertebrale quanto più solida, e mettergli accanto tutta una serie di pedine che rinvigoriscono ambiente e risultati.

Sarà cosí anche quest’anno?

Pirlo, Tevez e Vidal rappresentano molto di più di tre autentici fenomeni in campo. Rappresentano anche un simbolo di rinascita dalle ceneri di Farsopoli. Un cambio di rotta netto, forte, violento che ha determinato gli ultimi quattro anni della storia del calcio italiano. Perdite importanti, ma non bisogna cascare nell’errore di sopravvalutare chi è arrivato e chi arriverà, o rimanere inutilmente legati a un passato con cui mai si è vinto.

Advertisment

La rivoluzione è necessaria. La scommessa va fatta. Ponderando ogni genere di manovra: quella economica, quella tecnica, perfino quella tattica.

Senza fretta, perchè la Juve si trova davanti la possibilità di poter gestire il campionato e provare ad aggiungere nuovi tasselli di crescita in Europa.

Il pericolo più grave che la Juve corre non è quello di sbagliare il prossimo acquisto, ma quello di perdere di vista l’unità di intenti che deve legare staff e tifoseria. Già l’anno scorso, noi tifosi siamo stati autori di una campagna durissima nei confronti di quell’Allegri cui oggi siamo aggrappati. È ancora recente l’addio di Zidane, con i successivi anni d’oro che seguirono la sua partenza. Non ripetiamo gli errori. Non emettiamo giudizi, non affidiamoci al calcio di luglio (sebbene vada commentato e interpretato).

Per la serie: gli uomini passano, la Juve resta.

Advertisment

Calciomercato Juventus: fra sogni impossibili e improbabili

Il calciomercato é quel sogno a occhi aperti che comincia ogni mattina alla lettura dei giornali. Tutti protagonisti: chi di calcio sa poco, chi di calcio non capisce niente, chi di calcio vive e capisce molto.

Advertisment

Via Vidal, dentro tanti soldi. Il quesito é: come spenderli? Cosa manca? Chi prenderesti?

Vidal é impossibile da rimpiazzare: nessuno al mondo é capace di unire con questa classe ed efficacia sostanza e qualità, corsa e tecnica, recuperi di palla e gol. Speriamo solo che la Juve abbia azzeccato ancora una volta i tempi della rivoluzione, come fu con Zidane e Inzaghi.

Allegri adesso cerca un 10, un trequartista puro capace di giocare fra le linee e sostituire le giocate che sono state di Pirlo e Tevez in fatto di regia offensiva. Fra lanci, dribbling, assist e gol, il nuovo talento che la Juve prenderà é chiamato a grandissime giocate.

Advertisment

Profili papabili? Goetze, per il dovere che impone la logica di considerare uno scambio asimmetrico di mercato fra Juve e Bayern. Poi Draxler, che rappresenterebbe una vera scommessa.

Ma non solo. Altri nomi che ad Allegri piacerebbero, fuori dall’impossibile trattativa legata a Oscar e Isco, fanno riferimento ai vari Pastore e Lamela, per esempio. Gente capace anche di giocare sulla fascia, o partire larghi per poi accentrarsi, e abili saltatori di uomini. Perfino Perotti, almeno come tipologia di giocatore, rientrerebbe in questa lista: dribblatori di professione in grado di garantire, da soli, la superiorità numerica lasciando al centrocampo il compito della quantità.

Ma esiste anche un’altra possibilità di mercato. Se non un top (tipo Goetze), Paratici e Marotta potrebbero anche virare su un doppio nome: un centrocampista di qualità, ma un centrocampista, e poi un esterno d’attacco. L’idea che circola a Vinovo é che lo staff bianconero stia ragionando su un concetto semplicissimo: se é impossibile arrivare a un classico 10, tanto vale cambiare pelle e tentare la via che Lippi promosse al suo rientro a Torino nel 2002: via un genio come Zidane, e dentro muscoli e corsa (più una tonnellata di tecnica) come quella di Nedved, con contestuale cambio tattico.

Corsi e ricorsi?

Advertisment

Calciomercato Juventus: le cifre della trattativa lampo fra Vidal e Bayern Monaco

L’indiscrezione pare realtà. E di ora in ora arrivano dettagli che vanno a confermare un affare che può ancora saltare, ma che pare indirizzato verso la logica conclusione: Vidal al Bayern Monaco.

Advertisment

Cuore a parte, tifosi e dirigenza dovranno valutare lucidamente l’affare, tirando le giuste somme.

Cessione o rifiuto dell’offerta?

Advertisment

Arturo Vidal è forse più di tutti il simbolo della rinascita bianconera, a partire da quando Antonio Conte si è seduto sulla panchina della fidanzata d’Italia. Arrivato fra gli ironici sfottò per il suo cognome e una carriera che pochi conoscevano, Arturo Vidal si è imposto come uno dei centrocampisti più forti al mondo. Leader di carattere, leader in campo per doti tecniche e tattiche. Un tuttocampista che fece infuriare il Bayern e in particolare Rummenigge quando Marotta lo strappò ai bavaresi quattro anni fa.

Ora, sul tavolo bianconero, con un 29enne Vidal reduce dalla conquista dell’America, c’è una offerta da 35 milioni di euro. Forse 30, a fronte di una richiesta di 40/45 bianconera.

Tre punti (domande):

  1. è arrivato il momento di cedere Vidal e tentare di ricaricare la rosa con nuovi innesti, più giovani o tecnicamente differenti (per supportare un tipo di gioco diverso rispetto al passato)? Se tatticamente e tecnicamente Vidal non si discute, a livello di motivazione può forse convenire il metodo Moggi che vendeva Zidane e Inzaghi per comprare Nedved e Trezeguet e rilanciare il ciclo vincente juventino;
  2. come si sostituisce Vidal? In campo e fuori? Khedira può bastare? Pereyra è già in forza per prenderne il posto sulla trequarti? La grinta di Sturaro è una scommessa per fare da continuità al Guerriero tanto amato dal popolo juventino? Inoltre, non va dimenticato che i numeri di Vidal sono semplicemente spaventosi: 48 reti in 171 partite, più prestazioni da capogiro che hanno portato una valanga di trofei e soddisfazioni;
  3. qual é il prezzo di Vidal? Se Sterling è stato pagato 49 milioni di sterline (siamo vicini ai 70 milioni di Euro), se Romagnoli viene valutato 30 milioni di Euro, se per Bertolacci è servito un assegno da 20 milioni di Euro… Vidal vale davvero solo 35 milioni?
Advertisment

Moggi assolto. Facchetti prescritto di nuovo. Inter ancora salva

Il fatto non costituisce reato.

Advertisment

E’ il Tribunale di Milano a certificare, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la farsa Calciopoli, assolvendo l’ex dg bianconero dall’accusa di diffamazione contro Facchetti, all’epoca presidente dell’Inter.

Moggi, in una trasmissione TV, semplicemente rivelò e rivendicò alcuni fatti: le telefonate con gli arbitri, le “grigliate” (che però trovavano seguito, al contrario di quelle di Moggi) e anche una telefonata in particolare in cui Facchetti chiedeva di indirizzare una partita ancora da giocare (Inter contro il Cagliari, Coppa Italia).

Il fatto non costituisce reato. Vale a dire: quanto ha detto Moggi è semplicemente un fatto accertato da processi precedenti, già riscontrato come vero.

Advertisment

Il punto qual é: è che questa battaglia assurda di Gianfelice Facchetti per tenere in vita un onore che il padre in realtà ha abbondantemente perso nel processo Calciopoli, ha di fatto gettato benzina sul fuoco di chi rivendica la farsa Calciopoli. Perché sarebbe stato tutto più semplice se avessero condannato Moggi, attribuendo così valore alle bugie che continuano a essere recitate da giornali e fonti nerazzurre.

La verità, purtroppo abbondantemente commentata dalla libera circolazione di notizie sul Web, e clamorosamente oscurata, occultata e addirittura falsificata dagli organi di cosidetta informazione, è che i prescritti nerazzurri hanno usufruito di uno strano, gratuito e non sano salvataggio da un processo che li avrebbe, più della Juve, mandati in B. Prova ne sia che in quel lungo e complesso processo che ha di fatto coinvolto solo la Juve, mentre ai bianconeri vennero inflitti tre articoli 1, all’Inter venne inflitto un articolo 6 (illecito sportivo) poi prescritto.

Il fatto non costituisce reato.

Il reato è solo uno. Ma sul campo la Juve sta riprendendosi con gli interessi il maltolto! E questo fa ancora più male a chi sperava di averla definitivamente affossata.

Advertisment

Trequartista Juve: da Van Persie a Ozil, passando per Berardi

La telenovela ormai la conosciamo: chi sarà il prossimo 10 della Juve?

Advertisment

Marotta è al lavoro, ma sarà dura: questione di budget, questione di opportunità.

Advertisment

Una vocina è flebile, ma torna: e se fosse Van Persie il 10 che Allegri avrà? Una sorta di matrimonio a scoppio ritardato, dopo l’abboccamento di qualche stagione fa, con l’olandese in visita riservata a Torino e firma quasi apposta sul contratto. Poco trequartista, più attaccante, con qualche anno in più all’anagrafe. Il colpo d’esperienza che non ti aspetti, o l’affare last minute: chioccia fra giovani rampanti. Il Manchester United è alla ricerca di un attaccante, dopo l’addio di Falcao, ma anche di un fantasista. Mata resta, Van Persie parte?

Ozil è fantasia, anche nell’idea probabilmente. Passato all’Arsenal per 53 milioni di euro, difficilmente il tedesco si è clamorosamente svalutato, anche se i numeri inglesi non sono buonissimi. Tradotto: servono tanti soldi (non tantissimi), e serve la giusta dose di coraggio per scommettere sul rilancio del ragazzo che al Real e soprattutto in Nazionale ha ben impressionato (ma non nel periodo recente), ma con i Gunners le polveri sono spente (9 reti soltanto).

L’ultima carta è Berardi. La Juve ha sottoscritto un contratto che prevede il ritorno a casa del talentino del Sassuolo già alla fine di questa sessione di mercato. Anche cosí può essere letta l’intransigenza su Coman, pedina di scambio (prestito al Sassuolo) per far digerire una eventuale partenza anticipata dell’Under 21.

Advertisment