Menu Chiudi

Mese: August 2015 (pagina 1 di 2)

Calciomercato Juventus: né ringiovanimento né rinnovamento

Dybala ok, poi Mandzukic. Zaza preso, poi messo sul mercato, poi quasi ceduto, poi reintegrato. Alex Sandro e Cuadrado, ma fuori Coman. Khedira da verificare. Ok Rugani, ma non può giocare. Llorente regalato, Isla nemmeno piazzato. Persi Pirlo, Vidal (valutato la metà di De Bruyne) e Tevez. Padoin titolare. Ultimo colpo Hernanes (11 milioni per il cartellino).

Advertisment

Difendere TUTTE queste scelte è dura, soprattutto alla luce della lettura degli 11 titolari negli ultimi match.

Con l’acquisto finale di Hernanes (a titolo definitivo) la confusione è l’unica parola chiave di questo mercato. Se Allegri aveva parlato di potenziare la trequarti a giugno, al 31 agosto la Juve sta per chiudere senza quella pedina. E se le cose andassero male, sarebbe troppo semplice addossare le colpe ad Allegri (che per il secondo anno non può fare miracoli, ma stavolta non si ritrova più la squadra di Conte da gestire).

Advertisment

Viene da pensare a due cose:

  1. se si voleva operare un ringiovanimento, conveniva puntare sui giovani che la Juve controllava e controlla, spiegando bene il progetto di una stagione col punto interrogativo per costruire il futuro: Gabbiadini, Berardi, Sturaro, Rugani, Zaza. Ringiovanimento poteva significare puntare sulla classe ’90 e rischiare una stagione difficile, non certo l’accozzaglia di giocatori e affari compiuta adesso;
  2. se si voleva rinnovamento, ai tre fenomeni persi dovevano subentrare almeno due fenomeni e un paio di buoni giocatori. Fatti e finiti, cioè giocatori di sicuro rendimento che però non puoi pagare con prestiti biennali o con diritti di riscatto fissati con bonus e criteri vari. Vogliamo rimanere tra le grandi? Ragioniamo da grandi pure sul mercato.

La sensazione è che la dirigenza si sia fatta trovare scoperta dalle decisioni di Pirlo e Tevez, che abbia ceduto al fascino dei soldi per Vidal, e non abbiamo programmato la squadra che Allegri aveva in mente, mettendo in difficoltà il tecnico e inseguendo gli affari e non gli obiettivi (vero grande talento di Luciano Moggi).

La parola al campo, ma per il secondo anno consecutivo si parte fra dubbi e difficoltà. Inaccettabile (alla luce dello stato di salute di questa Seria A).

Advertisment

Juve impreparata: non doveva accadere

Arriva Lemina, ma la Juve si è fatta trovare clamorosamente impreparata.

Advertisment

Eppure era facile immaginare che la perdita di Tevez, Vidal e Pirlo avrebbe comportato un enorme buco in termini tecnici e di personalità. Buco non colmato.

A sorprendere pare la divergenza creatasi fra uomini mercato e Allegri. Sparare sul tecnico appare fin troppo facile, ma certamente regna confusione fra uomini, scelta di uomini e tattiche.

Serviva il trequartista, ma sono arrivati due esterni: Alex Sandro e Cuadrado. Era stato programmato o è frutto delle dinamiche di un mercato poco pianificato? Inoltre, se le fasce diventano il nuovo fulcro del gioco, privarsi in quel modo di Coman è accettabile?

Advertisment

Così come inaccettabile, a livello di comunicazione, appare la dichiarazione in conferenza stampa di Allegri “vediamo chi arriva e come potremo giocare”. Come una sorta di roulette dove non sai il numero che uscirà, guidato dalla sorte. La Juve non ha ragionato così negli ultimi anni.

A centrocampo, infortuni a parte, è necessario prendere coscienza dell’impossibilità di giocare come abbiamo giocato negli ultimi 4 anni. Nessuno ha le caratteristiche di Pirlo, nessuno quelle di Vidal, ma gli uomini ci sono: vanno sfruttati. Il dinamismo di Pereyra, la classe di Pogba che non va ingabbiato in schemi troppo rigidi, e la muscolarità di Khedira e Sturaro possono rivelarsi preziosi, ma Allegri deve avere il coraggio e la lucidità di impostare i nuovi schemi, senza aggrapparsi al talismano di un 3-5-2 inapplicabile (per stato di forma, e per uomini molto diversi dagli altri anni). La certezza pare essere Marchisio, anche per ragioni di juventinità e di maggiore solidità mentale. Ma Claudio può comunque assentarsi per infortunio o squalifica: a quel punto Padoin in cabina di regia equivale a un suicidio già sperimentato negli ultimi due match.

A suonare strano è proprio il ritorno al 3-5-2, quando in realtà la scorsa stagione ha subito la svolta con il 4-3-1-2. E non è tempo per prendere tempo e rimandare a più non posso l’innesto dei nuovi: ok la pazienza, ma questi punti possono perfino pesare alla lunga. Mancano 36 giornate, ma abbiamo già regalato le prime due e certamente il morale non ne giova.

Ripartire. Con lucidità, intelligenza e idee. Allegri ha già dimostrato queste doti: non si faccia prendere dall’ansia. In fondo, dei 17 punti di vantaggio, ne abbiamo regalati solo 4.

Advertisment

Juventus: ecco da dove ripartire

Alla luce dei precedenti campionati, queste due sconfitte potrebbero non aver generato chissà quali danni. Al contrario, non prendere provvedimenti potrebbe generare ingenti danni.

Advertisment

La perdite di tre pedine chiave come Pirlo, Vidal e Tevez si sta rivelando più pesante del previsto. In termini certamente tecnici sul campo, ma soprattutto dal punto di vista della personalità. Ciò che ha più sorpreso delle prime uscite della Juve è proprio l’assenza di una identità e l’incapacità di dare una scossa agli 11 in campo, quasi sempre appannaggio della grande esperienza di Pirlo, della carica agonistica di Vidal e Tevez.

Il rinnovamento deve perciò passare da nuove idee di gioco. Vale a dire, nuove idee tattiche.

Il 3-5-2 appare vecchio e inadatto per le caratteristiche degli uomini che Allegri ha a disposizione. Non c’è più un regista puro, piuttosto ci sono uomini muscolari e uomini a cui piace portare palla (leggi Pereyra e Pogba). Questo vuol dire che la manovra deve svilupparsi in maniera differente, per esempio cercando subito la superiorità sulle fasce dove Alex Sandro e Cuadrado rappresentano soluzioni che la Juve prima non aveva.

Advertisment

Con un Dybala in grado poi di garantire superiorità e che deve crescere sulla regia d’attacco (certo l’inconsistenza dei compagni non lo aiuta), ad Allegri non rimane che provare un 4-3-3 di grande spinta e muscolarità. Spiace dirlo, ma Padoin non può certo fare il titolare, ma solo dare fiato in certi finali di partita. Insistere sarebbe diabolico, in questo senso.

E se il mercato porterà nuove pedine, la sosta restituirà gente come Marchisio e Morata. Proprio lo spagnolo, con Pereyra, ha rappesentato l’unica scossa che per poco non portava a una clamorosa rimonta contro la Roma.

Bisogna inoltre prendere atto di come Pogba sia ancora troppo acerbo per caricarsi di responsabilità francamente troppo superiori a ciò che il ragazzo in questo momento può permettersi. L’equilibrio mentale non è il suo forte e deve essere lasciato libero di poter scorazzare per il campo, senza particolari compiti: è così che si è sempre espresso per il meglio, e affidargli il ruolo di leader potrebbe non giovargli. Deve crescere ancora tanto, ma può farlo in questa società e in questa squadra.

Capitolo attacco. Mandzukic sarà utile solo quando oltre al lavoro sporco riceverà palloni in area giocabili. Ma deve pure imparare a essere cattivo e letale come lo era Trezeguet al quale bastava un solo pallone (anche sporco) in partita, altrimenti il suo acquisto potrebbe rivelarsi complesso visto che Dybala e Morata sembrano essersi mossi con maggiore sintonia in pochi minuti di gioco. Il croato è uomo d’area, e come tale l’uso delle fasce diventa imprescindibile. Mentre sarebbe da provare un eclettico come Zaza, capace anche di giocate singole che in simili momenti servono come il pane.

Infine, bisogna ripartire dagli ultimi minuti d’orgoglio che hanno spinto la Juve al gol e ad almeno due potenziali occasioni. Ritrovata un minimo di cattiveria, pur con scarsissima qualità di manovra, la Juve ha ritrovato almeno lo stare in campo dignitosamente ripartendo pur con una insufficiente efficacia. Come abbiamo sempre ripetuto: perdere ci può stare, ma almeno giocando.

Advertisment

Draxler… avessi detto Maradona

Due mesi è durato il corteggiamento e una trattativa ai limiti di ciò che verrebbe chiamato ridicolo. Due mesi buttati via, che potevano essere impegnati in ben altre operazioni.

Advertisment

Allegri voleva il trequartista, ma Goetze fu pista impraticabile, a sentire Marotta. Quindi venne Draxler, avessi detto Maradona.

In un gioco da tira e molla, in cui solo la Juve ne esce ferita e umiliata: o spendi o certamente non tratti a quel livello di cifre. Se sei convinto, vai e lo prendi, un po’ come nell’affare Dybala. Altrimenti molli subito la presa se le condizioni fisiche ti preoccupano, o se non lo ritieni un fenomeno da 30 milioni.

Alzare la qualità, poi trattare fino al centesimo di bonus è roba da squadra senza personalità né idee chiare.

Advertisment

Fino a giugno mercato imponente quello bianconero, ma luglio e agosto, fra cessioni e mancati arrivi, una pagina della storia del calciomercato da strappare e non far leggere ai posteri.

Adesso è pericolosissima: la fretta è la madre di tutte le cazzate, e l’operazione malvagia è dietro l’angolo a poche ore dalla chiusura del mercato. Con zero potere di trattativa, viste le ultime uscite poco brillanti.

Risultato: abbiamo perso una intera estate di calciomercato.

E poi per chi? Per Draxler, avessi detto Maradona…

Advertisment

Calciomercato Juventus: Coman, tra palco a realtà

Ceduto. In una sola notte.

Advertisment

Kinglsey Coman, il futuro Juve, va in prestito. In attesa dei dettagli, due sono le opzioni di vendita che sono state raccontate dai media.

Suona comunque strana la cessione visto che la sua faccia erano state utilizzate per diversi materiali di comunicazione, ma così va il calciomercato.

Passiamo ai dettagli.

Il Bayern aveva avanzato più volte il desiderio di parlare di Coman. Dopo Vidal, ecco un’altra pedina bianconera fare gola ai campioni di Germania. Marotta tentenna, Allegri vieta la cessione, ma davanti ai soldi tutto è possibile.

Advertisment

Opzione 1: prestito a 7 milioni con diritto di riscatto obbligatorio (regola inesistente in Europa) fissato a 20 milioni. Praticamente una sorta di rata pagata già oggi, con registrazione di una plusvalenza incredibile su un ragazzo così giovane e arrivato a parametro zero. Finanziariamente un capolavoro.

Opzione 2: prestito biennale, con 5 milioni subito, 2 milioni il prossimo anno e riscatto a 20 milioni nel 2017. Finanziariamente un’opportunità discutibile. Segno di una forza in fase di trattativa pressoché assente: paghiamo quanto ci chiedono, vendiamo a quanto ci propongono. Mah!

Il problema è: se questo qui diventasse il nuovo Ribery, i 27 milioni pagati in due o tre rate, come potrebbero essere letti? In più: come stiamo sostituendo Coman?

La speranza è solo una: che Allegri non perda la testa e il campo non prenda spunto dalla confusione che ha regnato a luglio e agosto nella sala comandi del mercato bianconero.

P.S.

Con due operazioni di questo tipo (Vidal pagato 40, quando Sterling e De Bruyne hanno raggiunto quotazioni da capogiro) possibile che la Juve non sia riuscita a trattare nessuno dei giocatori del Bayern, a partire da Goetze?

Advertisment

Draxler e Witsel: due nomi, due idee completamente differenti

Stretta finale? Cosí pare, anche se il rischio concreto di non chiudere un grosso affare è parimenti forte rispetto a un ultimo grande acquisto.

Advertisment

Draxler e Witsel, due nomi differenti, due giocatori completamente differenti. Due pedine che imporrebbero due scelte tattiche talmente diverse che non si capisce su quale base si stia ragionando: solo economica?

Allegri ha chiesto il trequartista sul finire della scorsa stagione, quando si capí che Vidal e Pereyra erano due adattati nel ruolo che è proprio di un 10. Eppure, al 28 agosto la Juve deve ancora scegliere.

Julian Draxler sarebbe il preferito. Il tedesco ha l’approvazione di Allegri che lo abbraccerebbe subito a Torino. Fantasia, piedi buoni, capacità di assist, qualche buon gol. Sarebbe il giocatore in grado di unire i reparti di centrocampo e attacco garantendo quella regia offensiva rimasta orfana di due fenomeni come Pirlo e Tevez.

Advertisment

Axel Witsel è un combattente che al dinamismo unisce parecchia qualità. Infatti la valutazione dello Zenit è anche superiore ai 30 milioni di euro, anche se per gli esperti del mercato una cifra di 25 milioni cash potrebbe far chiudere l’operazione a favore di chi acquista. Cifra comunque importante, alla luce del fatto che la Juve a oggi non potrebbe permettersi due colpi.

Chi scegliere allora?

Con Draxler a Torino, il modulo preferibile da Allegri sarebbe automaticamente il 4-3-1-2, o al limite l’albero di natale con due mezze punte dietro un attaccante (per esempio Morata e Draxler dietro Mandzukic, o Draxler e Dybala dietro una prima punta). Difficile imporre il 4-3-3, con Cuadrado e Draxler sulle fasce.

4-3-3 che sarebbe invece praticabile con Witsel a rinforzare una mediana che a quel punto tornerebbe di livello altissimo, con Marchisio in mezzo, e Pogba e Witsel ai suoi lati. Tecnica, fisico: sarebbe il miglior modo per sostituire le partenze di Pirlo e Vidal.

Uno dei due dovrebbe approdare in bianconero. Mancano poche ore e scopriremo chi.

Advertisment

Champions League: bisogna affrontare i campioni

Se vuoi diventare campione, devi battere il campione. È una formula usata spesso nel Wrestling, ma vale sempre, nello sport e nella vita. Vale a maggior ragione in Champions League, dove appellarsi alla sorte o al sorteggio appare a tratti ridicolo.

Advertisment

Il business ha imposto, quest’anno più degli altri, regole molto particolari che hanno generato gironi che, come ogni anno, possono essere divisi per livello di difficoltà. Alla Juve toccherà un girone duro, ma sembra quasi una chiamata del destino.

La finalista di Champions affronterà Manchester City (corazzata di Pellegrini che in Europa ha quasi mai lasciato un segno positivo), il Siviglia (fresco di un Llorente a zero euro) e il Borussia Moenchengladback (bel campionato tedesco l’anno scorso). A guardare il Girone H poteva chiaramente andare meglio, ma se si vuole crescere e crearsi una posizione dominante in Europa, il timore o il pessimismo che si leggono sui social sembrano in antitesi.

Advertisment

L’anno scorso la Juve buttò fuori Monaco e Real Madrid per conquistarsi una finale che, con un Pirlo e un Tevez in ottima forma mentale, avrebbe pure portato a casa. Quest’anno tocca combattere ferocemente già a partire dai gironi.

Rispetto, ma non timore. Bello il tweet di commento di Allegri (sempre molto posato nella nuova comunicazione pubblica) e corretta l’intervista di Marotta (almeno per quanto concerne il sorteggio Champions).

Avanti Juve.

(certo poi si riuscirà a scoprire come fa Mourinho a ottenere un primo girone sempre molto favorevole)

Advertisment

Calciomercato Juventus: impossibile spiegare l’operazione Llorente

Puoi riflettere. Puoi stendere ipotesi e valutarle. Puoi cercare di ragionare. Ma difficilmente troverai una spiegazione plausibile all’operazione Llorente.

Advertisment

Primo ragionamento: la Juve ha risparmiato i prossimi due anni di contratto, vale a dire quasi 20 milioni di euro lordi. Vero, ma anche no. Primo: il budget consideriamolo annuale. Secondo: Llorente porta nelle casse bianconere zero euro, con il budget stipendio-Llorente dirottato altrove.

Secondo ragionamento: la Juve l’aveva pagato zero, ha incassato zero, quindi non perde nulla. Vero, ma anche no. Proprio il fatto che si trattasse di un parametro zero rinforza l’ipotesi che anche solo 1 milione di euro di vendita avrebbe generato 1 milione di plusvalenza netta, molto utile in tempi di fair play finanziario.

Advertisment

Terzo ragionamento: ma cosa volevi incassare con Llorente? Anche qui la storia parla di un campione del mondo, di un attaccante in piena attività, di un giocatore discretamente forte e con alle spalle vittorie da protagonista (due scudetti, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, finale di Champions League). Impossibile pensare che nessun club fosse disposto a trattare il suo cartellino.

Quarto ragionamento: regalandolo al Siviglia, poi rifili agli spagnoli anche Isla. Completamente falso. Primo: non si capisce perchè i due giocatori vengano considerati come un unico pacco. Secondo: non vi è traccia della trattativa per Isla, e comunque sarebbe stato parzialmente giustificabile solo a firme avvenute anche per Isla. Terzo: dopo il regalo, quale posizione di forza può ora assumere la Juve?

Quinto ragionamento: una simile operazione regala una immagine di una società troppo morbida alla luce dei casi Vidal-Goetze, Draxler-Mkhitaryan, del mega acquisto di Alex Sandro. Si compra al giusto prezzo o con esborsi importanti (Mandzukic, Dybala, Alex Sandro), ma si vende male (a esclusione di Vidal che comunque può essere messo a paragone con Kondogbia, Sterling, De Bruyne, Pedro).

Ultimo ragionamento: il balletto Zaza-Llorente sull’ipotesi di cessione conferma lo stato confusionale della dirigenza arrivata agli ultimi giorni di mercato con l’acqua alla gola. In vantaggio su tutti già a luglio (Neto, Rugani, Dybala, Mandzukic, Zaza, Khedira), non si capisce il motivo per cui a luglio e ad agosto Marotta non sia riuscito a completare la rosa, esattamente come nei piani di Allegri. Fra l’altro, Zaza e Llorente sono giocatori molto differenti fra loro e a livello mentale l’aver anche fatto sospettare a Zaza di essere sul mercato (con trattativa avviata col West Ham e poi stoppata) non fa che picconare le poche certezze del ragazzo ex Sassuolo. Tutto poteva essere gestito meglio.

Advertisment

Confusione Coman: monetizzare o scommettere?

Ancelotti racconta che usava quel ragazzino per mettere in difficoltà i difensori del PSG sottotono: “Vai e puntali” gli diceva. Oggi Guardiola se ne è innamorato al punto che lo vorrebbe già in questa sessione a Monaco, come nuovo Ribery e quindi come attaccante esterno. Allegri crede molto nel ragazzo. La Juve è in confusione.

Advertisment

Il primo punto da chiarire è il ruolo perfetto per Kingsley Coman: attaccante esterno o seconda punta? Nelle ultime apparizioni ha dimostrato di faticare il secondo ruolo. Mentre sembra trovarsi a proprio agio quando può distendere la velocità e puntare l’uomo, con il portiere avversario di fronte e non alle spalle. Su questo Allegri dovrebbe ragionare.

Advertisment

Il secondo punto è se a questo livello di ragionamento porta a poter accettare una cessione adesso (si parla di 20 milioni di euro) o resistere e scommettere sul ragazzo.

Per ragioni di pura economia, la plusvalenza generale sarebbe da grande operazione, a sostenere la causa “cessione adesso”.

Per ragioni di scommessa, lasciare andare via un ragazzo su cui il tecnico e la società credono potrebbe essere criminale. Uno perchè il suo valore potrebbe perfino aumentare (leggi Pogba); due perchè una simile pedina potrebbe rivelarsi utilissimo alla causa tecnica.

Advertisment

Juve al Cuadrado

Finalmente il colombiano approda in bianconero. Chissà come l’ha presa Conte che ha mendicato l’esterno fino al giorno delle dimissioni (praticamente sono da considerarsi tali). Chissà cosa ci farà Allegri.

Advertisment

Prestito, senza riscatto obbligatorio e cifra comunque sopra i 20 milioni di euro qualora la Juve lo voglia tenere. La classica mossa tappa buchi che non impatta sul bilancio. Ma ora l’attenzione é tutta sugli aspetti tattici.

Allegri con il colombiano ha una carta importante sugli esterni, da giocarla in un 4-3-3 che farà felice Mandzukic.

Velocità, dribbling, cross, ma soprattutto la capacità di ribaltare velocemente l’azione palla al piede oppure lanciandosi negli spazi aperti. La Juve non aveva un giocatore simile, ora ha una soluzione in più.

Advertisment

Più complesso vederlo in un 3-5-2 (anche se é l’ipotesi più concreta, in alternativa a Lichtsteiner) o in un 4-4-2, visto che le cose migliori Cuadrado le fa più da attaccante che in fase di contenimento.

Allora la mossa può voler significare un cambio di strategia in ambito mercato, dove il trequartista verrà abbandonato (registrata l’intransigenza dello Schalke 04 sul fronte Draxler) a favore di un altro centrocampista in grado di poter sostituire Marchisio o Khedira in caso di assenza di uno dei due o entrambi, come accaduto contro l’Udinese.

La compatibilità con gli attaccanti é scontata: bene con Mandzukic o Morata, benissimo con i vari Dybala e Coman capaci di giocare sull’altra fascia in un’ipotesi di tridente. I primi due ne potrebbero sfruttare gli spazi aperti o gli assist al centro dell’area, mentre con i secondi ci sarebbe intesa sul piano della velocità in un tridente tutto agilità e potenza.

Già in campo contro la Roma?

Advertisment