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Mese: November 2015

Palermo – Juventus 0 – 3 / Vincere è l’unica cosa che conta

Evra che non difende, Cuadrado che non attacca. Mandzukic che non aggredisce l’area, Dybala che ne resta lontanissimo.

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È la sintesi di un primo tempo problematico, con Allegri che sembra sbagliare tutte le formazioni iniziali.

La cosa preoccupante è il continuo saltare di modulo in modulo. Nel 3-5-2 Cuadrado è depotenziato, Dybala lasciato troppo solo, e il centrocampo incapace di trovare l’inserimento corretto.

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Cambia tutto nel secondo tempo. Juve più tonica, più ordinata, con un Palermo che comincia ad accusare un po’ fatica.

Cambia sopratutto l’atteggiamento: Evra scaraventa palloni, Cuadrado comincia a saltare l’uomo, Mandzukic si butta in area. E nasce il gol del vantaggio, con Dybala a pennellare dall’esterno una palla finalmente efficace. Secondo gol consecutivo del croato.

Poi la Juve si scioglie, anche perché il Palermo non emerge. Sturaro timbra un 2-0 che in realtà è la prima vera azione-squadra, senza egoismi. Quindi Zaza si toglie una soddisfazione personale, servito da un Morata che ha alzato per la prima volta la testa.

Non tutto è risolto, ma adesso ci sono timidi segnali di un gruppo compatto (forse troppo giovane, il che vuol dire poco esperto) e di continuità di risultati. Come a dire che vincere è l’unica cosa che conta.

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Juve: da innaMORATA a smeMORATA?

Domani c’è il Palermo. Occhi puntati su Dybala, per questioni affettive. Occhi puntati pure su Mandzukic, per capire se la partita col Manchester è un inizio o un episodio.

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Significa che i riflettori su Morata si sono spenti. O quasi. Dalla quotidiana domanda “ma il Real eserciterà la clausola di recompra?” al dubbio insinuato “ma Morata tornerebbe volentieri al Real?”. L’unico dato certo è che, modulo o non modulo, il ragazzo è in un periodo no.

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Lontano dalla porta, poco campo, scarsa efficacia di realizzazione. Che è successo al ragazzo d’oro che nella prima parte del 2015 aveva letteralmente scalato le gerarchie dell’attacco bianconero?

Recuperare Mandzukic sarebbe perfetto, ma recuperare Morata sarebbe l’ideale, anche solo per ragioni di prospettiva.

La sensazione è che però si sia incrinato il rapporto fra l’attaccante spagnolo e il tecnico livornese. Anche l’ultima dichiarazione del tecnico appare come un messaggio, per nulla velato, a certi atteggiamenti del ragazzo che francamente non conosciamo. E francamente tutto andrebbe risolto per il meglio, alla svelta.

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Juventus – Manchester City 1 – 0 / Qualificati e soddisfatti

Un paio di appunti al volo sulla qualificazione agli ottavi con un turno d’anticipo (non accadeva da molti anni, ormai).

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La squadra si sente più a suo agio (stimolata?) in Europa rispetto al campionato. Problemi di stimoli. Certo è che si vede tutt’altra cattiveria e concentrazione (Marchisio a parte).

La percentuale realizzativa è a dir poco imbarazzante, ma fa da contraltare al numero di occasioni create. Per la serie “prima o poi ne veniamo fuori e cominceremo a segnare a raffica” (almeno si spera). Si è sbloccato Mandzukic (quinto gol stagionale, già dietro ai ritmi da goleador di Vidal), si è inceppato Morata.

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Il centrocampo è tornato a macinare gioco ed energia. Con un Pogba finalmente autoritario (anche se spesso distratto) e uno Sturaro ritrovato. Considerando che mancavano Khedira, Pereyra e Asamoah, pare che un reparto l’abbiamo risistemato.

Buffon e la difesa tengono. Più che tengono, hanno proprio annullato centinaia di milioni di euro di investimenti. Giusto un paio di spaventi, nati peraltro da carenza di attenzione. E poi quella fortuna-sfortuna che in qualche modo si bilancia.

La migliore sorpresa è Alex Sandro. Corre come un motorino, dribbla come Tomba, scodella in area palloni che Trezeguet ha sempre sognato in carriera. Terzo assist decisivo nelle ultime partite. 26 milioni… ben spesi.

E ora dritti al campionato dove la rimonta più che possibile… è goduriosa.

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Caro Vieri, su Farsopoli/Calciopoli servono le prove

Figurarsi se non ci fa piacere. Abbiamo raccontato, smontato e ricostruito la farsa di Calciopoli in questi lunghi anni. Abbiamo scovato testimoni, spulciato e rispolverato documenti nascosti, dedotto e analizzato situazioni e fatti che ne hanno riscritto genesi e sviluppo.

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Quindi figurarsi se non ci fa piacere quando Bobo Vieri parla in questi termini di Farsopoli:

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Sono pronto a far vedere il documento, tutti sapevano, sono stato ingannato perchè spiato telefonicamente, non mi riesco a tenere dentro queste cose. Il 70% del contratto veniva pagato dall’Inter, mentre il rimanente 30% da Telecom, azienda per la quale mi fecero fare da testimonial per una campagna pubblicitaria. Il tutto allo scopo di pagare meno tasse. Di questa questione ne ho parlato unicamente con il signor Ghelfi dell’Inter, concordando il tutto con lui, mi dispiaceva per la Juventus perchè ho affetti con loro, lo stesso per il Milan, ma credevo di fare del bene al mio presidente che come doppie personalità ne ha da vendere.

Presenti quel documento. Mostri quel documento.

Altrimenti il dubbio è che quei soldi non siano ancora stati versati sul suo conto. Quando tornerà zitto… avremo la conferma della ricezione del bonifico per il suo silenzio.

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#FinoAllaFine

A caccia del terzo risultato utile consecutivo, con in mezzo un pareggio. Vale a dire: 7 punti in tre gare la Juve non li ha ancora fatti. Torino, Champions, adesso Empoli.

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Questo dà l’idea della stagione bianconera, fra conferme sperate e delusioni inaspettate. Cavalcando moduli tattici sempre diversi, ricercando una identità di squadra smarrita.

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Ma è tempo di accelerare, a causa di avversari che comunque hanno maturato un ritmo differente. Le partite diminuiscono, e l’impresa del quinto titolo consecutivo che sembrava cosa fatta, appare sempre più improbabile. Tanto che l’obiettivo è ormai quello dell’accesso alla prossima Champions.

Non doveva accadere. È accaduto.

Adesso avanti, #FinoAllaFine

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