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Mese: January 2016

Inter-Sassuolo: il senso assurdo dei pianti

Da qualche secondo siamo oltre il minuto 90. I nerazzurri attaccano, anche perché Mancini ha tirato via tutto il centrocampo e messo dentro tutti gli attaccanti che aveva in panchina e a casa.

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Calcio d’angolo interessante che Ljajic e Nagatomo sciupano. Sulla ripartenza Murillo salta a vuoto, Miranda atterra l’avversario in area, con la porta ormai spalancata. E qui comincia il delirio.

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Mancini si lamenta per una espulsione di Berardi (che segnerà il rigore). Non si lamenterà invece per il mancato giallo a Miranda durante i 90 minuti, e addirittura non farà accenno che il cartellino doveva essere rosso nell’episodio del rigore. L’attaccante del Sassuolo è solo davanti ad Handanovic.

Ma si prosegue. Prima del calcio di rigore, D’Ambrosio cerca di innervosire Berardi scatenando una mezza rissa, subito placata. Non c’è il giallo. Battuto il rigore, lo stesso D’Ambrosio prende la palla e la calcia verso Berardi che sta festeggiando. Solo giallo.

Così come solo Piagnisteo Mancini e chi tifa per quei colori può fare: protestare nonostante anche in questa partita gli episodi arbitrali gli sono ancora a favore.

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Juventus – Verona 3 – 0 / Chi ben comincia…

Chi ben comincia, è a metà dell’opera. Così recita un proverbio che potrebbe essere perfetto per descrivere l’inizio del 2016 della Juve, vittoriosa contro il Verona.

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Un secco 3-0 che racconta di una squadra che ha ritrovato cinismo e concretezza, e una solidità dietro di cui il 3-5-2 ne è certamente la causa.

Dybala su tutti, per cattiveria, classe ed efficacia. Con un Pogba in versione Bud Spencer: a tratti sembrava che quadruplicare la marcatura potesse non bastare. Arte e fisico sono le due componenti di questa Juventus che aspetta con ansia il vero Morata.

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Nel frattempo, il falso Morata sta appannando un sorprendente Zaza. L’ex Sassuolo meriterebbe molto più spazio per voglia e mira. Secondo il minutaggio, nessuno ha il rapporto gol/presenze di Simone Zaza (alla sesta rete in bianconero), attaccante vero.

Significativo il gol di Bonucci, colui che aveva innescato il tormentone dell’Allegri furioso (cappotto incluso), laddove interpretare i segnali è sempre affascinante.

Non disperdere il patrimonio offensivo e valorizzare gli uomini che nella prima parte non ha reso il giusto è il compito di Allegri.

La vetta è lì. Il calendario è interessante. #FinoAllaFineForzaJuve

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