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Mese: April 2016

Grazie del supporto

Grazie del supporto:

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- a chi ci aveva dati per morti già a ottobre;

- a chi esclamava “opssssss” o “Thiagooooooooo” e adesso l’urlo resta strozzato in gola;

- a chi le ha tentate tutte con i titoloni sui giornali, con gli editoriali, con i servizi televisivi, con le esultanze fuori dalla diretta;

- a chi si è lamentato degli anticipi, dei posticipi, dei campi bagnati, dei minuti di recupero, dei falli laterali dubbi;

- a chi era campione ad agosto, a chi si era cucito uno scudetto a ottobre e a chi ha fatto i caroselli a dicembre;

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- a chi ha segnato 30 gol;

- a chi si è visto sfilare il record di imbattibilità da Gigi Buffon;

- a chi aveva detto che il campionato era regolare, ma poi ha cambiato idea quando la Juve è diventata prima in classifica;

- a chi aveva detto che Dybala era stato strapagato, che Alex Sandro era un flop, che Mandzukic non segnava;

- a chi continuava a ripetere che senza Vidal, Pirlo e Tevez…

Grazie del supporto e della partecipazione a quest’annata che è ha dell’incredibile.

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Ceccarini ci trolla nel 18° di Iuliano-Ronaldo

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Ci siamo: l’evergreen interista più famoso di sempre diventa maggiorenne!

 

In tutti questi anni si è sempre parlato di quest’episodio, spesso a sproposito, si è arrivati alle interrogazioni parlamentari ed alla solita annuale e ripetitiva intervista a Gigi Simoni prima di ogni confronto tra Juventus e Inter.

 

So che non dovrei parlarne, perché già lo feci tre anni fa. E risulterei ripetitivo. Ma, dopo aver letto quel che sto per riportare, e considerando che la Farsa del 2006, avvenuta appena dieci anni fa, si poggiava anche su questo plinto, debbo ritornarci.

 

Qualche settimana fa, mentre leggevo pagine arretrate di una discussione sull’Inter, all’interno di un noto forum bianconero al quale, però, non sono ancora iscritto, ho trovato, ad un certo punto, un’intervista a Ceccarini (la terza, a quanto mi risulta: le prime due erano del 2 agosto 1998 e 20 aprile 2009) datata 2 marzo 2016, rilasciata, dunque, alla vigilia di Inter-Juventus di Coppa Italia (nella quale, ahinoi, abbiamo fatto una figuraccia, quasi resuscitando i nerazzurri).

 

L’intervista è de ‘Il Tirreno’ ed è qui riportata da Calciomercato.com, e la ripropongo per intero:

 

L’arbitro Ceccarini: ‘Ronaldo-Iuliano? Dovevo fischiare punizione per la Juve’

 

02 marzo alle 15:09

Questa sera sarà ancora Inter Juventus e Il Tirreno ha intervistato l’ex arbitro Piero Ceccarini, colui che arbitrò la sfida di Serie A di 18 anni fa resa celebre dal famoso episodio che ha visti coinvolti Ronaldo Iuliano: “In diciotto anni ho parlato in modo chiaro solo due volte di quell’episodio, questa è la terza. Simoni mi tira sempre in ballo nelle sue mille interviste, mi attacca e dice cose da querela”.

NON RIGORE, PUNIZIONE PER LA JUVE – “Se darei quel rigore? No, neanche sotto tortura. Purtroppo su internet girano alcuni articoli nei quali sembra che io abbia ammesso l’errore, ma purtroppo certe frasi sono state mal interpretate. Dalle immagini si vede chiaramente che Ronaldo va su Iuliano, non viceversa: lo juventino cade infatti all’indietro, dato che riceve un corpo in corsa. Io ero in campo, a pochi metri. L’intenzione del difensore è di interrompere la corsa dell’attaccante, che però sposta la palla e non la segue. Iuliano è fermo al momento del contatto, su questo non ci sono dubbi. A Pagliuca dissi che nel basket sarebbe stato un fallo di sfondamento. Guardi, forse avrei dovuto fischiare una punizione a favore della Juventus“.

Fonte Calciomercato.com

 

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Appena ho letto questa intervista, devo ammettere che ho subito pensato ad un falso, messo in rete da qualche troll per farci abboccare. Il che, anziché contrariarmi (come sarebbe nello scopo del troll), mi fa ridere.

 

Ma l’intervista, su quel sito, c’è per davvero. Verrebbe da chiedersi, ordunque, al decennale di Farsopoli (ricordiamoci il giustizialismo giornalista della Gazzetta…), e venuti al corrente della nuova classifica stilata da ‘Reporters Sans Frontieres’ (l’italia giornalistica è settantasettesima), quale delle tre interviste abbia riportato integralmente le parole dell’ex-arbitro, e quale sia il metodo usato (francamente, lo ignoro): le testate che vanno a tirare fuori le parole dalla bocca dell’intervistato hanno anche registrazioni video/audio, o trascrivono tutto ‘a memoria’? Nel secondo caso, specie quando si deve trascrivere in post-produzione per pubblicarlo online o su carta, è uno scherzo travisare cosa ha detto l’intervistato.

 

Mi piacerebbe sapere, a questo punto, cosa disse, realmente, Ceccarini al corriere della Sera nel 1998 e nel 2009 a Sportmediaset (l’intervista in cui parlò di ostruzione e punizione a due in area).

 

Ora, se lo dice l’arbitro che era lì, a due passi, che un episodio del genere è un fallo in attacco e non un rigore, tra l’altro confermando che è l’attaccante ad andare addosso al difensore, cosa ci vuole, da parte degli interisti, e di quelle testate che intervistano Simoni due volte all’anno, ad ammettere che si è presa una grossa cantonata e che sarebbe ora di finirla qui?

 

Ricordiamo ancora una volta questo fattaccio, diventiamo petulanti e ripetitivi pure noi:

 

Ronaldo riceve palla da Zamorano (il quale avrebbe dovuto finire la partita almeno una decina di minuti prima, per un fallo di reazione), mentre questi è contrastato da Birindelli, vede Iuliano e sposta la palla alla propria destra. Avviene lo scontro.

 

Da sempre, la tesi degli interisti è: Iuliano si disinteressa della palla e va addosso a Ronaldo. E via con solo l’inquadratura televisiva principale, che fa sembrare il tutto una tragedia (in realtà, la prospettiva è parecchio distorta). Sbagliato! Iuliano sta seguendo proprio il movimento della palla, vede Ronaldo che la sposta, allarga le braccia, si gira a vedere il pallone e frena la corsa. Non solo: da un’inquadratura di bordo campo, spalle a Iuliano, si vede un accenno di movimento verso sinistra da parte del n° 13 bianconero. Quindi, non solo frena la corsa e segue il movimento del pallone, ma vi è pure l’intenzione di andare proprio verso la sfera (la poteva proteggere o spazzare, qualora vi fosse potuto arrivare) una volta in vantaggio sull’attaccante avversario. Ma la distanza è ravvicinata, Ronaldo gli arriva addosso. Da lì, appunto, la caduta all’indietro, mentre il brasiliano pare avesse scattato o compiuto un salto, prima dello scontro. In secondo luogo, il ‘fenomeno’ cade leggermente più in ritardo di Iuliano e in maniera un po’ più forzata. Il fallo lo commette Ronaldo. Un fallo in attacco, nulla di eclatante. E, data la dinamica, lasciamo perdere il fatto che, a logica, se fosse vera l’interpretazione degli interisti, sarebbe dovuto succedere esattamente il contrario! Ceccarini ha visto proprio il fallo da parte dell’attaccante. Non ci sarebbe da discuterne ulteriormente, se non fosse per chi montò il caso e portò in Parlamento un episodio calcistico, il cui scopo è facile da immaginare: distogliere l’attenzione dai problemi veri attraverso il calcio.

 

In un Paese Normale, dotato di una vera Cultura Sportiva, dopo la bellezza di diciotto anni, non ci si ricorderebbe più di un episodio del genere. Chi volesse consultare i tabellini e i risultati lo farà per scoprire i numeri di quel campionato. Al limite, se volesse guardarsi la partita, non credo si impressionerebbe granché o tirerebbe fuori “Il rigore più scandaloso del secolo e della galassia non dato” per fare “giustizia” e dare ai perdenti uno scudetto mai vinto sul campo.

 

Già, in un Paese Normale. Evidentemente l’Italia non lo è…

 

Ci sentiamo fra due anni, al ventesimo compleanno, per chiarire, ancora una volta, che questo non era rigore, e che affermarlo non vuol dire essere “talebani juventini”, come asseriva qualche lettore non-juventino nel vecchio articolo riguardante questo episodio.

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L’infortunio di Marchisio scombina il calciomercato

L’infortunio che scombina i piani?

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Il knock-out di Marchisio è un colpo basso al morale, alla rosa, all’undici titolare… e anche al mercato che adesso va ridisegnato.

Partiamo da un concetto semplicissimo, espresso con forza e con eleganza da Allegri durante la conferenza stampa pre-Lazio: “resto con piani di rafforzamento”. Traduciamo noi.

La Juve ha perso un’occasione importante in Champions quest’anno, dove la strada era forse agevole verso un’altra sorpresa. In Italia sembra non esserci storia, perciò il focus è quello di un rafforzamento generale verso il futuro.

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Ciò significa che è necessario mantenere i campioni, ed aggiungerne di nuovi.

Probabilmente in attacco dove serve un top player, oltre allo sforzo di tenere Morata vanificando la recompra madridista o il compra delle inglesi. Cavani è una mezza assurdità per motivi squisitamente finanziari.

Sicuramente il rinforzo serve a centrocampo dove Asamoah non da certezze, Khedira va centellinato, Cuadrado è complesso da tenere… e Marchisio è infortunato. Lemina crescerà, ma intanto serve una sicurezza che non è nè sarà Hernanes. Un regista di grande carattere e classe tale da non far rimpiangere Marchisio e aggiungere qualità.

Da sciogliere il nodo trequartista: Allegri lo vuole, Marotta lo cerca. Ma proprio la necessità di un regista imporrà una riflessione sul budget da destinare a questo o quel ruolo.

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Juventus – Palermo 4 – 0 / Vittoria in bianco e nero

Giornata in bianco e nero: bianco per la goduria dell’ennesima vittoria e dell’ennesimo allungo; nero come il sentimento provato per vedere le urla di Marchisio, presagio di una bruttissima sorpresa.

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Claudio ci mancherai da matti, e chissà perché il destino ha deciso di voltarti le spalle. Saranno lunghi mesi in cui il nostro calore, speriamo, saprà portarti conforto.

Il pragmatismo impone comunque gioia. Sono 22 le vittorie nelle ultime 23 sfide di campionato. E maledetto quel pareggio col Bologna. Buffon ne le prende, mentre perfino Padoin riesce a darle. Padoin che fa rima, in spregio a ogni classifica da fantacalcio, con Higuain. Ma questo è un altro discorso.

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Rosa strizzata, rosa competitiva. La gestione dei 90 minuti non è perfetta, ma le risorse sono inimmaginabili: fisiche, mentali, morali, di classe, dalla panchina. Sembra un meccanismo ben oliato in cui ogni ingranaggio riesce a produrre effetto positivo per l’insieme.

Risultato largo, ma giusto. Il Prof. Khedira dispensa saggezza, il polpo Paul alterna momenti di sublime classe a momenti di superficialità indisponente. Dybala al rientro è un mezzo Dybala: la forma crescerà. Mandzukic con la maschera è il solito lottatore. Morata ha il fuoco dentro, ma deve imparare a rimanere calmo e diventare cinico.

La sorpresa più interessante è Rugani, che a oggi, in realtà, sorpresa non lo è più.

Molti sbraitano, altri urlano a complotti a cui nemmeno i giornalisti più spintamente antijuventini credono più, altri ancora cominciano a elencare le scuse più originali. La Juve va. Vince e si avvicina a qualcosa di straordinariamente impressionante per la tipologia di cammino: da -12 a +9 non è spiegabile con chissà quale entità del Palazzo a favore (per cosa e dove) del bianconero.

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La mediocrità delle opinioni

Da Napoli rimbomba forte la voce del complotto. E hanno evidenti elementi per lamentarsi:

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  • la palla era troppo rotonda;
  • il fischio di inizio è avvenuto alle 12:31 anziché alle 12:30;
  • Higuain ha appoggiato lievemente i palmi delle mani sulla casacca non attaccata al corpo dell’arbitro, per cui è scongiurata l’aggressione;
  • la mancata espulsione di Koulibaly è indirettamente una conferma del complotto: un regalo al Napoli che compensa le malefatte (ve lo passiamo così il concetto, anche se non lo capiamo);
  • l’Udinese ha giocato con troppo ardore (deve salvarsi) e non si è scansata. Mentre la denuncia delle pressioni dell’Empoli cadono nel dimenticatoio.

Campionato falsato. Da ripetere. La Juve ruba. Punto.

Non ascoltate Radio Sportiva: sono tutti juventini. E manipolano le notizie ogni giorno.

Non sintonizzatevi Rai2 perché a Saxa Rubra si tifa Juve. Da una vita. Lo sanno tutti.

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Non leggete la Gazzetta dello Sport che è succube dello strapotere di Marotta. E chi se no?

La testata di Bonucci (pazienza se non c’è stata, intanto si fa passare il concetto) non viene punita. Mentre Higuain viene stangato per 3 turni (nella più corretta e famosa Inghilterra avrebbe preso dalle 8 alle 10 giornate). Complotto.

Ha ragione Higuain che negli spogliatoi pare abbia urlato “in Italia non si può vincere”. Ha perfettamente ragione: se non si hanno i mezzi, in Italia non si può vincere il campionato.

Sarri espulso: lui che è sempre così tranquillo e pacato, lui che vive le partite con toscano equilibrio, lui che non si lamenta mai.

Complotto.

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Juve decimata, Juve preparata?

Bell’esame quello contro l’Empoli. Una Juve decimata da infortuni e squalifiche si vede costretta a inventarsi una formazione in grado di tenere il passo mostruoso di questo 2016.

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Fuori Barzagli e Bonucci, tocca a Chiellini con tutta probabilità guidare la crescita di Rugani. Mentre su Morata grava il peso di un attacco che avrebbe bisogno delle marcature di Mandzukic (completamente a secco nel 2016). A centrocampo il difficile recupero di Marchisio lancia Hernanes: Profeta, se ci sei, batti un colpo!

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Il vero campione però è al suo posto. Quel sorprendente Allegri che più lo metti in difficoltà e più sembra trovare sempre nuove soluzioni. Si parlerà di contratto, forse si è troppo parlato di contratto, ma le sue risposte e le sue conferenze rappresentano un perfetto esempio di tono e di equilibrio di intelligenza. E chi se l’aspettava una piena convergenza con lo stile Juve?

Stasera è l’ottava delle finali che ci aspettano verso metà maggio. Più una finale secca per alzare una nuova coppa.

Avanti Juve. Sempre più… Allegri.

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