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Mese: October 2016

Juventus – Napoli 2 – 1 / L’avete cercato, l’avete trovato

L’avete cercato, l’avete trovato. E godetevi questo Higuain, a Napoli.

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Madama prova a strappare ancora, allungando temporaneamente sulla Roma, staccando il Napoli. Non è stato uno spettacolo divertente come al circo, ma ad Allegri questo basta, basta che si vinca. Juventus batte Napoli 2 a 1.

Tre punti, presi con la consapevolezza che prima o poi là davanti si combina qualcosa, e pazienza se nel centro del campo la vecchia Juve di Vidal-Pirlo-Pogba non c’è più. Pjanic e Hernanes non funzionano, e questa è la drammatica notizia al 29 ottobre.

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Pochi ricambi di qualità, se non il rientro di Marchisio. Che potrebbe non bastare nell’Europa che conta. Perché nella confusione di una mediana che non funziona ci casca pure il Professor Khedira, costretto al compitino da 6, addirittura limitato nelle sortite offensive dove pure aveva dato il meglio nelle prime tre di questa stagione.

Resta il sano cinismo, firmato Bonucci (che sfrutta una svirgolata dopo un angolo) e Higuain (che l’azione e la vittoria se la costruisce da solo). Resta anche il temporaneo smarrimento difensivo che permette a Callejon di riequilibrare il match.

Fortuna e sfortuna sono le due facce di una stessa medaglia. Concetto che va letto in questo modo: il forfait di Chiellini mette nei guai la difesa, ma abilita pure l‘ingresso di Cuadrado che supera addirittura il predestinato Benatia già pronto a bordo campo. Un flash di Allegri, più flash del colombiano che in campo è l’unico a dare la scossa e a tentare qualcosa di non standard. Il resto è compitino.

Mentre a Napoli piangono per l’insuccesso non meritato, peraltro con Higuain mattatore. D’altronde, l’avete cercato, l’avete trovato.

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Juventus – Napoli / Non è decisiva, ma anche no

Ha detto Allegri: Juventus-Napoli non è decisiva. Ma anche no!

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Match d’alta classifica, di quelli che comunque indirizza una parte della stagione. Con il fiato sul collo giallorosso, i bianconeri devono cercare un ritmo costante di vittorie come quello che l’anno scorso permise l’incredibile rimonta e il trionfo finale.

Rosa decimata da infortuni che non saranno tutti muscolari, ma che certamente rischiano di pesare viste le partite ravvicinate. Strano concetto di stato di forma in Italia, dove non si è al 100% all’inizio, e poi si boccheggia già a fine ottobre. Assenze a parte.

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Da inventare l’attacco, dove la coppia pesante porta con sé l’assenza di alternative. Il solo giovane Kean potrebbe dare il cambio a gara in corsa, o il cambio di modulo con alto tasso di esterni.

Juventus-Napoli è una caccia di conferme il centrocampo, dove Marchisio va gestito, probabilmente addirittura non rischiato in vista della Champions e del prosieguo degli sforzi fino a fine anno. Dopo di lui il vuoto.

Romantica la sfida nella sfida: Higuain contro un passato da cui è fuggito per giuste ambizioni personali, stretto dalla morsa di un presidente-padrone che stranamente, stavolta, ha scelto il silenzio per presentare la sfida. D’altro canto, le parole in Assemblea di Andrea Agnelli hanno ancora una volta messo l’accento sull’importanza di una strategia aziendale che vada di pari passo con i risultati sul campo.

Già, il campo. Allegri ha detto che non è decisiva. Ma anche no!

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Milan – Juventus 1 – 0 / Qualità offensiva cercasi

Se hai Higuain, gioca Higuain. Il problema è chi gioca insieme a lui.

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Potenziale offensivo impressionante, ma inespresso, forse non sfruttato. E’ la sintesi di Milan – Juventus, dove i problemi bianconeri sono emersi tutti, specialmente a tratti. Il grandissimo gol di Locatelli premia un Montella ordinato e coraggioso, la cui didattica ha avuto la meglio su una non ben precisata manovra di Allegri.

Ci sono gli uomini, ma mal calati in un modulo che senza alcune pedine mostra lacune antipatiche. Tipo il regista, o semplicemente l’uomo d’ordine. Non lo è Hernanes, non lo è ancora Pjanic. Tipo anche il supporto a Higuain, drammaticamente lasciato senza rifornimenti, e sì che ne basterebbero pure pochi per l’argentino.

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In attesa di Dybala, occorre prendere subito una decisione: chi costruisce la manovra, chi la finalizza? De facto il jolly di Locatelli non intacca la solidità difensiva, ma da metà campo in su la Juve ha grossi problemi. Non risolti nel mercato estivo dove il mancato arrivo di Witsel nelle ultime ore adesso sembra poter pesare, almeno fino al rientro di Marchisio.

Seconda sconfitta in campionato, un po’ di respiro per le inseguitrici che sapranno ricucire la distanza, compreso un sorprendente Milan.

A Torino si attendono le mosse di Allegri dove se hai Higuain, gioca Higuain, ma il problema è chi gioca insieme a lui.

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Juventus – Udinese 2 – 1 / Vincere anche quando non meriti

Vincere partite dove hai giocato male e meriteresti di pareggiare non ha prezzo.

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È successo ancora una volta, ieri sera, contro un Udinese coraggiosa. Oltre Dybala, nulla da ricordare. Con due perle, il ragazzo con la faccia da bravo bimbo ha risolto un match che poteva creare non pochi problemi.

Non funziona l’esperimento del doppio play, perché né Hernanes né Lemina lo sono. Non funziona un Alex Sandro spaesato a fare da mezz’ala, visto che è uno dei degli esterni più forti del campionato. Non funziona nemmeno Mandzukic che a 4 metri dalla porta vuota spara alto di tibia.

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Allegri si diverte a mescolare così tanto le carte ch in vieni da pensare che si stia compilicando la vita da solo, in attesa di avversari probanti. Ma il rischio enorme di smarrire identità e di non trovare equilibri e solidità non è da correre.

Il 3-5-2 sembra l’isola felice, con automatismi impressionanti, anche se gli interpreti attuali, a centrocampo, non sarebbero i migliori. Benatia pare giocare nella Juve da sempre e tranquillizza sulla precarietà di Chiellini, in attesa di Rugani. Ma bisogna inventarsi qualcosa, se mancano Pjanic, Khedira e Marchisio.

E nel pomeriggio dove la Roma vince, ma non convince del tutto, e il Napoli conta fatturati e si lamenta dell’orario (alle ore 15 il fischio di inizio), resta un fatto: vincere partite dove hai giocato male e meriteresti di pareggiare non ha prezzo.

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