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Mese: November 2016

Juventus. Critiche eccessive. Critiche costruttive. Critiche gratuite.

Facciamoci a capire (come diceva un tizio): le critiche costruttive sono ben accette, quelle eccessive e gratuite fanno invece parte del gioco (degli antijuventini).

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Partiamo da queste ultime.

Che la Juve non stia giocando un grande calcio è lapalissiano. Poi però dovrebbe valere un minimo di senso oggettivo. Allegri è primo in campionato, a più di due partite di vantaggio sulla seconda. E’ primo pure in Champions, con la qualificazione in tasca. Non un bel gioco, ma i risultati parlano molto chiaro.

E andiamo alle critiche costruttive.

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La Juve è la Juve, e dopo questi cinque anni di dominio assoluto in Italia e una crescita costante in Europa, alla luce del calciomercato estivo, ci si aspetta ulteriore crescita. In un certo senso lo pretendiamo. Perché vogliamo crescere e non ci accontentiamo di dominare in Italia.

Premesso questo, le critiche sono rivolte alla qualità del gioco. Inutile dire che anche le assenze registrate, con gli uomini che abbiamo comunque a disposizione si dovrebbe fare di più. Non riusciamo a scrollarci di dosso il 3-5-2 né a sperimentare altre soluzioni. Manca il trequartista, manca il regista, in realtà manca una manovra fluida.

Il tutto perché esiste una paura: il rischio di assuefarsi al livello mediocre italiano e non crescere in Europa dove serve più coraggio e più qualità nel gioco.

La sensazione è quella dell’attesa: attendere che la forma migliori, attendere il rientro degli assenti, attendere che Pjanic si sblocchi, che Hernanes diventi un top player, che prima o poi tanto si segnerà.

Conclusione. Se con tutti questi problemi siamo primi, allora cosa accadrà quando li avremo risolti?

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Juventus – Lione 1 – 1 / Dove lo metto Pjanic?

E adesso Pjanic dove lo metto?

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Anche con la vittoria, Juventus – Lione sarebbe risultata una partita deludente. Condizione fisica più che precaria, occasioni create scarse, rischi in difesa da distrazione o errori individuali gravi. Sembra smarrita quell’identità rocciosa che negli ultimi 5 anni è risultata sempre vincente.

Allegri sta lavorando, spremendo al massimo chi fin qui è stato sempre disponibile, o tentando di recuperare chi fin qui non ha potuto giocare. Il rientro di Marchisio è troppo importante per la Juventus, ma l’assenza cronica di Pjanic, con troppe pause durante le partite, adesso spaventa.

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Senza gli strappi e lo strapotere fisico di Pogba, la Juve ha perso molto nella zona di costruzione. E il serbo non riesce né a impostare né a incidere, tanto meno a fare da filtro a centrocampo. Conseguenza logica è lo smarrimento di Khedira e lo scollamento col reparto avanzato dove la sensazione è che a Higuain bastano davvero pochi palloni (anche se ieri sera ne ha sciupato uno clamoroso).

Il Lione era addomesticato fino a 10 minuti del secondo tempo, quando i bianconeri si sono fermati, completamente rapiti dalla fatica. In tilt in fase di costruzione e con rischi corsi in difesa, compreso l’ultimo secondo di gioco quando Barzagli ha prima sbagliato e poi recuperato.

L’aveva detto Buffon: così si va poco lontano, e oltre alla vittoria bisogna crescere. Le soluzioni in casa ci sono, altre stanno per tornare (leggi Dybala). Ma resta un problema.

E adesso Pjanic dove lo metto?

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