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23 < 1… ovvero la Matematica secondo Palazzi

In un paese con la P maiuscola, e al momento l’Italia non può vantarsi di tale gratifica, quando un indagato presenta numerose testimonianze che confermano la sua innocenza, la sua posizione viene archiviata, senza dunque procedere al giudizio.

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In un paesino come l’Italia, dove le Procure spettacolarizzano le indagini ed i quotidiani anticipano le sentenze, un uomo, Antonio Conte, con ben 23 testimonianze a suo favore, viene deferito e accusato di “doppia omessa denuncia” dalla Procura Federale, che fa capo al dott. Palazzi.

Al nostro condottiero, che dopo sei anni ci ha riportato sul tetto d’Italia, non sono dunque bastate le parole di 23 cittadini onesti per rispedire al mittente le accuse provenienti da Filippo Carobbio, il super-pentito di Scommessopoli, reo-confesso e, all’epoca dei fatti, calciatore del Siena, la squadra allora allenata da Mister Conte.

Non intendo in questa sede analizzare punto per punto i documenti forniti ieri dalla FIGC, in quanto tale lavoro è già stato svolto in maniera egregia da alcune delle penne più famose dell’informazione (vera) juventina, fra cui il nostro Teo5Astor.

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Preferirei piuttosto soffermarmi sulle motivazioni nascoste di questo incredibile deferimento. Cos’ha veramente spinto Palazzi a rinviare a giudizio Antonio Conte? Leggendo le carte, Palazzi pare si fidi ciecamente delle parole di Pippo (il nomignolo con cui Carobbio viene chiamato in Procura, altro particolare su cui ci sarebbe da riflettere), nonostante queste vengano smentite a più riprese. Allora cosa c’è sotto?

La risposta è semplice quanto banale: il deferimento di Conte serve esclusivamente a non far crollare l’intero castello di sabbia quale è l’inchiesta di Palazzi. La credibilità del sig. Carobbio è infatti stata messa in serio dubbio, se non proprio venuta meno sia grazie alle parole dei tesserati del Siena ma anche per merito di un “gossip”: un litigio fra la moglie del calciatore e quella del suo ormai ex-allenatore per la non concessione di un permesso.

Un’inchiesta seria, viste le circostanze, sarebbe già bella che archiviata. Ma i maggiori quotidiani, in primis quello colorato di rosa, volevano il Nome da sbattere in prima pagina, lo stesso Palazzi aveva bisogno di un pesce grosso per dare lustro alla sua inchiesta. E quale persona migliore, se non l’allenatore più bravo d’Italia?

Manca ormai poco al processo e ovviamente speriamo in una completa assoluzione di Antonio Conte, nonostante i rumors parlino di un possibile patteggiamento. Gradiremo comunque, alla fine di questa vicenda, una spiegazione da parte del dott. Palazzi: da quando 23 è minore di 1? Perchè per salvare un’inchiesta che fa acqua da tutte le parti, non si può rovinare la vita di uomo.

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