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32 sul campo: la storia insabbiata di altri 2 scudetti bianconeri

“30 sul campo” è questa la scritta che compare, come tutti ben sappiamo, sulla maglie della Juve Campione d’Italia al posto delle 3 stelle.

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Andrea Agnelli ha spiegato la decisione durante la presentazione delle nuove divise bianconere affermando che “la Juve non riconosce il conteggio aritmetico degli scudetti da parte della FIGC”. Giustamente, aggiungiamo. Il problema è che i titoli vinti sul campo dalla Juve sarebbero in realtà 32. Occorre infatti aggiungere gli scudetti vinti nel 1908 e nel 1909 ma che non sono mai stati riconosciuti dalla Federazione senza aver per questo mai dato una spiegazione valida ai tifosi bianconeri di ieri e di oggi.

Un secolo prima dei noti fatti del 2006, la FIGC, che allora si chiamava FIF (Federazione Italiana Football), era già solita revocare titoli vinti sul campo, senza peraltro usare un procedimento logico.

Ripercorriamo i fatti storici, dato che la vicenda può non essere nota a tutti essendo stata sapientemente insabbiata dalla Federazione nel corso dei decenni.

I primi titoli revocati della storia

La FIF stabilisce che il campionato 1908 verrà diviso in due tornei ufficiali ed entrambi organizzati dalla Federazione stessa. Nel campionato chiamato “Italiano” le squadre possono schierare solo calciatori italiani, mentre in quello denominato “Federale” anche giocatori stranieri residenti in Italia. Ogni società può partecipare ad entrambi i tornei. Nel campionato Italiano la Juve viene eliminata dalla Pro Vercelli che poi avrebbe vinto il torneo finale. I bianconeri tuttavia si aggiudicano il campionato Federale dopo un’infinita sfida contro l’Andrea Doria. Infatti per l’assegnazione del titolo furono giocati ben quattro incontri tra le due compagini, l’ultimo dei quali vinto dai torinesi per 5-1. La Federazione riconosce come Campione d’Italia solo la Pro Vercelli, vincitrice del torneo Italiano e non la Juve, che si era aggiudicato quello Federale.

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Nel 1909 la storia si ripete, ma a parti invertite. La Juve viene eliminata dal Torino nel campionato Federale di cui era campione in carica e che sarebbe stato poi conquistato dalla Pro Vercelli. Ma i bianconeri riescono a imporsi nel torneo Italiano, vincendo a Milano contro la US Milanese per 2-1 la finale di ritorno dopo aver pareggiato 1-1 in casa. In teoria dovrebbe essere la Juve a fregiarsi del titolo unico di Campione d’Italia stando ai parametri utilizzati l’anno precedente dalla FIF. Invece, in modo inspiegabile, il titolo viene assegnato ancora alla Pro Vercelli.

A confondere ancora di più la situazione contribuisce anche la stagione successiva, dove viene creato un girone unico in cui però vengono distinti in base ai punti in classifica i vincitori del campionato Italiano e di quello Federale. La Pro Vercelli, che schierava solo italiani, arriva prima in classifica alla pari dell’Inter, che utilizzava giocatori stranieri. Il titolo Italiano viene assegnato ai piemontesi mentre per quello Federale viene indetto uno spareggio. La Federazione, con l’appoggio dell’Inter, impone alla Pro Vercelli una data per giocare la partita in cui alcuni suoi giocatori sarebbero stati impegnati con la Nazionale Militare. I piemontesi per protesta mandano in campo una squadra composta da bambini di 11 anni a giocarsi il titolo. L’Inter ovviamente vince largamente (10-3) conquistando il primo titolo della sua storia. Viene respinto anche un ulteriore reclamo della Pro Vercelli relativo al giocatore svizzero Ermanno Aebi schierato dall’Inter come italiano. La Federazione, al contrario, punisce duramente con squalifiche i giocatori vercellesi e la società. Il titolo di Campione d’Italia viene assegnato all’Inter in quanto vincitrice del torneo Federale, alla Pro Vercelli rimane il titolo Italiano che però non ha valore come per la Juve l’anno precedente.

La nostra domanda: perché questa disparità?

Questi sono i fatti. Non capiamo per quale motivo nel 1908 venga considerato Campione d’Italia chi ha vinto il torneo Italiano, cioè la Pro Vercelli, mentre nei due anni successivi chi si è imposto in quello Federale, cioè Pro Vercelli e Inter. La FIF e poi la FIGC non hanno mai dato spiegazioni e il grande pubblico non conosce questa storia. Solo Tuttosport nel 2003 ha ideato una petizione per chiedere la restituzione dei 2 scudetti alla Juve, argomento che interessò non poco alla Triade che però non riuscì a muoversi fino in fondo con la FIGC e sarebbe stata affossata definitivamente tre anni dopo dalla stessa Federazione. Nei mesi scorsi ne ha parlato Chiesa sul Guerin Sportivo in un articolo che ha riportato alla luce la questione, seppure con alcuni errori storici.

La Juventus dovrebbe cercare di fare giustizia in tutti i modi anche per ottenere questi 2 scudetti. Non si tratta di espropriarli alla Pro Vercelli, che li ha vinti sul campo e li merita, ma di ottenerli parallelamente a quelli assegnati ai vercellesi dato che erano entrambi tornei ufficiali. La soluzione potrebbe essere un’azione legale portata avanti insieme alla stessa Pro Vercelli, con cui peraltro i rapporti sono ottimi, che meriterebbe il titolo 1910 per gli stessi identici motivi per cui la Juve merita quelli 1908 e 1909.

Esiste anche un precedente storico che favorirebbe l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia a due squadre diverse nello stesso anno. Anche nel 1922 infatti si giocarono due campionati in Italia, uno vinto dalla Novese e uno dalla Pro Vercelli. Attraverso il lodo arbitrale chiamato Compromesso Colombo la Federazione però in quel caso stabilì che entrambe le squadre potevano fregiarsi del titolo di Campione d’Italia.

Non è possibile ripetere la stessa operazione anche per assegnare gli scudetti 1908 e 1909 alla Juve e quello 1910 alla Pro Vercelli? Questa sarebbe giustizia, perché è il campo che regna sovrano. Sempre. 32 sul campo.

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