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4-3-1-2 come soluzione alla mancanza di gol?

Centrocampisti più prolifici degli attaccanti. Una delle note positive, ma che ha un rovescio della medaglia inquietante: la Juve fatica a mandare in gol gli attaccanti.

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Detta così sarebbe un brutto segnale lanciato ai tifosi. In fondo Matri sta rispettando la propria media gol, Vucinic è tenuto lontano dalla porta per favorire la manovra d’attacco e fin qui è uno dei bianconeri più positivi nonostante i 3 gol all’attivo. All’appello mancano gli altri attaccanti: Quagliarella e Del Piero. Il primo è giustificato per la lunghissima assenza e per la sfortuna che lo perseguita, mentre il secondo è un serio problema di ordine tattico. Ci torneremo in un altro articolo.

A inizio campionato i centrocampisti avevano sopperito alle mancanze dell’attacco: Marchisio, Vidal, poi Pepe, perfino Krasic, poi ancora Estigarribia e quindi Giaccherini. Tutti in gol, sempre decisivi e sorriso in bocca a Conte e tifosi. Ma il trend non poteva perdurare e quindi ora affiorano i problemi.

La Juve non ha mai chiuso il primo tempo in doppio vantaggio. Questo fa a botte con il fatto che la Juve ha sempre avuto il dominio territoriale e di gioco. Tanto possesso, tante azioni prodotte, pochissima efficacia davanti la porta. Questo è un problema perché, nonostante la migliore difesa del campionato, il golletto non può sempre bastare.

E infatti è così che spiego i pareggini contro Bologna, Cagliari, Genoa (avanti di 2-1, poi recuperati sul 2-2) e Chievo. La Juve ha sprecato in queste occasioni una ghiotta possibilità di allungare, di strappare il distacco a proprio favore prendendo un po’ di largo. Non solo punti in più, ma soprattutto vantaggio psicologico. Era questa la Juve di Lippi, poi quella di Capello: la sensazione che avrebbero dovuto ammazzarli per fermare il cammino imperterrito dei vari Nedved e Trezeguet, Ibra e Emerson, Vialli e Ravanelli, tanto per citare qualche nome.

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Già, qualche nome. Forse mancano proprio i fuoriclasse assoluti a Conte e Conte lo ha più volte, tra le righe, ribadito. Solo che io ho nella mente la Juve di inizio stagione, fino a novembre: una Juve martellante, una Juve con gli occhi di fuoco, una Juve che giocava a meraviglia e mandava in porta tutti gli uomini d’attacco.

Ora pesa forse un po’ di stanchezza, forse pesa soprattutto stanchezza mentale ed  è qui che Conte deve intervenire. Di correre si corre, ma è la testa che deve comandare le gambe a girare sempre più velocemente.

Nel frattempo pongo un quesito: non sarebbe il caso di studiare un nuovo schema, magari in previsione di avvicinare i nostri attaccanti più forti alla porta avversaria nel tentativo di segnare a raffica?

Ecco un possibile schema: un 4-3-1-2 con una finta linea di attacco a rombo. Vucinic potrebbe fare il trequartista molto avanzato a supporto di due vere punte tipo Borriello e Matri insieme (uno crea profondità, l’altro ad allargarsi e puntare la porta, creando pure spazio per Vucinic). Il montenegrino ha la classe innata per giocare spalle alla porta, girarsi e guidare la manovra d’attacco. In questo modo si creerebbe un terzetto d’attacco a forte spinta offensiva, dove pure Quagliarella troverebbe ampio spazio. Inoltre gli attaccanti potrebbero tranquillamente alternarsi nelle varie posizioni.

Questa è solamente un’idea, che ne pensate? Via alla discussione tecnica…

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