L’avevamo detto: bastava una scintilla. E sicuramente, non si doveva continuare a scopiazzare Conte. Allegri lo ha capito e ha già invertito la rotta.

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Domenica pomeriggio, contro il Parma, andrà in onda il 4-3-1-2 bis, la replica di quanto già visto in Champions. Anche apprezzato in Champions, seppure c’è ancora molto da lavorare. Ma dopo 3 anni di 3-5-2, visto che anche le idee applicative di Allegri sono molto diverse da quelle di Conte, cambiare era proprio necessario.

Tevez dietro Llorente e Morata, con l’unico dubbio che in panchina ti restano Coman e Giovinco, non proprio due stantuffi se poi ti serve forza e potenza là davanti, in corso d’opera. Ma sono dettagli che vedremo in campo. Per il momento, c’è da capire se la batteria dei tre davanti possa essere supportata e sopportata dai tre mediani dietro. Mediani che dovrebbero avere il sapore della lotta e la capacità di fare da filtro e assecondare la manovra offensiva insieme.

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Pogba e Vidal e Marchisio sembrerebbero, a oggi, le pedine più interessanti da schierare. Con Pirlo sacrificato o quanto meno da provare in una veste per la quale serve la battaglia, fisico, corsa. Quell’interdizione che Andrea ha saputo fare bene fin quando però era protetto da altri quattro corridori, come nel centrocampo a 5.

Ad Allegri l’onere di sperimentare il miglior schieramento in grado di proiettarci sempre più avanti in campionato, e sempre più avanti in quello spettacolo europeo che troppe volte ci vede timidi.

Sempre ammesso che Tevez, Morata e Llorente vengano schierati assieme.

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