L’assenza di Pirlo, Tevez e Vidal priva la Juve di forza, idee, sostanza e creatività nella zona cruciale del campo, vale a dire l’asse centrale del centrocampo e dell’attacco. Inevitabile, vista la qualità e la personalità di questi tre fenomeni.

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Il non arrivo di elementi di pari livello sposta l’attenzione sulle fasce, dove l’arrivo di Cuadrado e Alex Sandro, la conferma di Lichtsteiner e Evra, consegna ad Allegri diverse alternative, da rinforzare magari con il buon uso di Morata e Dybala.

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La costruzione degli attacchi viene quindi spostata: dal centro del campo alle fasce laterali, con nuove soluzioni da ricercare e una manovra che deve fluire in modo diverso rispetto al passato. Paradossalmente, questo tipo di rosa sarebbe piaciuta ad Antonio Conte. Ad Allegri il compito di trovare il giusto assetto.

Già col Chievo si era intuita la necessità di Cuadrado. Poi l’intelligenza di schierare il giusto modulo contro i milioni del City, impreziosito da una prestazione gagliarda, anche se non eccelsa del centrocampo dove la muscolaritá è diventata l’arma più importante. Se Pogba cresce e torna ai suoi livelli, crescerà la qualità generale del centrocampo e avremo più soluzioni offensive.

Con Cuadrado e le fasce rinforzate, anche Mandzukic potrà dire la sua, a patto comunque di crescere in supponenza e arroganza di cui tutti i grandi bomber sono dotati. Alle volte pare timido, anche lento rispetto al Mandzukic dell’Atletico Madrid. Servono più palloni in mezzo, come quelli di Pogba. In ogni caso, nei prossimi match (e saranno tanti in pochi giorni) converrà comunque inserire l’estro di Zaza, adatto a un 4-3-3, prima di fossilizzarlo in panchina rendendo vano e anzi negativo l’investimento fatto appena qualche mese fa.

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