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A lezione da Gigi Del Neri

Si comincia con i pistolotti tattici. Tu devi seguire lui, mentre gli altri due si accentrano lasciando spazio al terzino che sale, nel frattempo un attaccante viene incontro e l’altro scappa. Più o meno sono queste le cose che si imparano a scuola calcio. Poi si va in campo e se l’allenatore non è di quelli rispettati e rispettabili, di quelli carismatici e seri, ognuno fa quello che gli pare. Che è la cosa che è successa nella Juve targata Ferrara-Zaccheroni. Ora c’è Gigi Del Neri, con Marotta nella sala bottoni e Andrea Agnelli pronto a scendere in campo. Sulla carta un netto miglioramento è avvenuto, sul campo vedremo.

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La Juve è a metà dell’opera: in fase di mercato e di costruzione, e nel senso che la rosa a disposizione a Pinzolo, finora, è incompleta. Ne mancano tanti, forse anche troppi. Ma Del Neri è già partito. Poco pallone, molte parole. Telecamere lontane, microfoni che faticano a sentire le grida e le parole del nuovo mister bianconero. Come nel football americano l’allenamento è differenziato per reparto: difensori, centrocampisti e attaccanti. Dalle prime battute si è capito comunque qualcosa.

Diego è tutt’altro che sul mercato. La sensazione è che se accetta la destinazione tedesca, la Juve se ne priverebbe solo per arrivare a Dzeko. Altrimenti Diego sarà in campo. Dietro una punta verosimilmente, anche perché Del Piero non le potrà giocare tutte e uno fra Amauri e Trezeguet verrà ceduto. Diego potrebbe perfino traslocare in cabina di regia, esperimento curioso che vorrei vedere applicato il prossimo anno. Coperto per esempio da quello che pare il leader della mediana di Del Neri, e non potrebbe essere altrimenti: Sissoko. Il Momo più amato del mondo (anche di più del favoloso attore compagno di Jean Reno nel film Wasabi) ha la corsa e lo spirito di sacrificio per sopportare la spinta della nuova Juve. Accanto a lui più probabile la presenza di Marchisio, perché il mercato non presenterà nuovi volti in quella zona del campo.

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Si è presentato Martinez, colui che dovrebbe garantire la spinta di cui sopra. Si è presentato e ha racimolato una figura senza dubbio più positiva e propositiva rispetto alla farsa targata Almiron quattro anni fa. L’argentino per poco non pianse, con la voce tremante a rispondere come uno scolaretto che non aveva studiato il giorno prima. Martinez è sembrato piuttosto sicuro, e anche umile nel riconoscere certi suoi limiti che vorrebbe migliorare al più presto. Ha pure chiarito una cosa di cui io non sono del tutto sicuro: “faccio tutta la fascia”, ha detto. Sarà, vedremo sul campo.

Gli attaccanti sono stati impegnati in un tiro al bersaglio. Troppe poche volte l’anno scorso hanno anche solo centrato la porta avversaria. Di questo Del Neri si è ricordato e proverà a correre subito ai ripari. Bene così.

Sul fronte acquisti la Juve dovrebbe prendersi una pausa di riflessione. Non credo infatti che la Federazione possa continuare a partorire queste cazzate. Albertini ai microfoni si è detto stupito. Stupito del fatto che le società si siano arrabbiate. Ma caro Albertini, scherzi o parli seriamente? Perché se scherzi, beh in questo periodo c’è poco da ridere. Se dici sul serio allora sei perfettamente allineato alla mediocrità intellettuale che pervade il nostro paese. Te come quello che ti ha messo su quella poltrona.

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