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A questa dirigenza non manca un certo Bettega?

Vederlo come opinionista, seduto in giacca e cravatta a discutere di calcio con gente che non ha nemmeno il 10% delle sue conoscenze e competenze, è veramente un delitto. Un delitto a cui Andrea Agnelli potrebbe tranquillamente porre rimedio. Dietro una scrivania, la sua scrivania a Torino, Roberto Bettega ci starebbe benissimo. E secondo me, in queste condizioni, con le dovute condizioni, tornerebbe al volo. Perché la Juve è la sua casa, la Juve è stato il suo lavoro prima in campo, poi, appunto, dietro una scrivania.

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La sua sagacia e i suoi contatti, il suo modo di operare e trattare principalmente all’estero, i suoi consigli e la sua esperienza sarebbero preziosi in un team di lavoro che sta dimostrando di lavorare benissimo nel territorio nazionale, ma che fa fatica all’estero.

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Andrea Agnelli ha già dimostrato di non avere remore particolari nei confronti del passato, e certo nessuna paura dello scontro con FIGC e CONI. E allora che richiami Roberto Bettega alla Juve, che ricostruisca un minimo di quella dirigenza che ha dominato il mondo per 14 anni fra vittorie, coppe e colpi di mercato.

Un top player ce l’abbiamo in panchina ed è Conte, un top player potremmo acquistarlo in dirigenza e cioè proprio Roberto Bettega. Sembrano lontani i tempi in cui un Tardelli qualsiasi (immenso in campo, deplorevole fuori dal campo) si poteva permettere di minacciare “o dentro o fuori” e non certo con quell’accezione benevola che il buon Marco ha sempre ripetuta. La dà a bere a non si intende di Juve, non certo a noi.

La Juve è tornata? Bene, che ci regali allora Bettega il Presidente Andrea Agnelli. Togliamolo via da certi salotti che non lo meritano.

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