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Abbasso la Juve, abbasso l’Italia

Strano paese il nostro, non ci sorprendiamo piú. La Juve in coppa dava fastidio e allora siamo diventati piú tedeschi: in fondo il Bayern é sempre piaciuto agli italiani. Cambiamo registro e parliamo seriamente?

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Juve fuori e tutti a festeggiare. Facebook e Twitter invasi da messaggi euforici, di scherno e di festa: festa per cosa?

L’Italia é fuori dal calcio che conta, rimaneva giusto la Juve a difendere l’onore. La stessa Juve che rifornisce la Nazionale Italiana di Prandelli e di 56 milioni di tifosi (almeno cosí dicono). Rimaneva la Juve a tentare di difendere un ranking ora molto pericoloso. Spagna, Inghilterra e Germania si allontanano, Francia e Portogallo si avvicinano. Siamo in Serie B nell’Europa del calcio, quindi occorre riflettere per benino prima di festeggiare.

Rimaneva la Juve, ma il piacere dell’antijuventino non poggia su basi intelligenti: basta che la Juve perda, quelle poche volte che succede in 18 mesi tanto vale festeggiare. Lasciatemi peró una riflessione.

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In Italia, da 18 mesi, la Juve non ha rivali. Contano i numeri, parlano i numeri. Basta ascoltare Sacchi (che juventino non solo non lo é, ma non lo sará mai) per rendersi conto che l’unico calcio decente é quello di Conte. E se questo calcio che in Italia ha prodotto una supremazia incontestabile non basta in Europa nemmeno per competere… che si festeggia?

Detto diversamente: se la Juve padrona d’Italia non riesce a scalfire le superpotenze europee, che ne sarà del calcio della nostra penisola? Quante squadre riusciremo a mandare in Champions nei prossimi anni (oltre il Milan di diritto, almeno cosí pare)? Quante squadre riusciranno mai ad avvicinare anche solo l’Europe League?

Il Milan a Barcelona non ha rimediato una buona figura, né il Napoli con quella squadra che sfido-a-ricordarsela-a-memoria, né i nerazzurri. Ma stiamo giocando a chi sta peggio? Noi, l’Italia del calcio, stiamo facendo la conta a chi ha piú ferite?

Sí, stiamo giocando ai poveretti, ai ridicoli. Forse perché sono i nostri giornali che vogliono un paese del genere, dei tifosi del genere.

Dovremmo cercare insieme le soluzioni migliori, invece siamo qui a ragionare se il 4-0 del Barca é meglio o peggio del 2-0 del Bayern. Intanto le altre vanno avanti, investono, costruiscono talenti nei settori giovanili. E noi a dire che la sfortuna ci ha voltato le spalle: “ah fosse entrato quel palo di Niang”. Dopo il gol-di-Muntari ecco un altro tormentone. Intanto le altre vanno a giocarsi le finali europee.

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