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Abete continua a prenderci in giro. Ora è scudetto di merda e di cartone!

La vicenda sarebbe di difficile trattazione pure per Perry Mason e la Signora Fletcher, esperti nel risolvere i migliori enigmi letterari.

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La risposta è sconcertante, ma è l’ipotesi di partenza a essere ancora più imbarazzante: non esiste alcun documento che dia all’Inter uno scudetto che l’Inter vide da terza classificata. In un anno che non è nemmeno stato sfiorato dalle indagini e su cui non esiste alcun dubbio sulla regolarità.

Detto in altro modo: Guido Rossi lo scippò con un atto delittuoso dalle maglie della Juve di Capello e lo appiccicò sulle maglie su cui lo scudetto non esiste dal 1989. E da allora nessun altro scudetto è stato mai apposto. Perché dal 2006 in Italia si gioca il Torneo Aziendale Famiglia Moratti.

Ma questo lo sapevamo già, eppure l’Inter quello scudetto se lo appuntò al petto, come se fosse un punto-e-croce qualunque o un contentino che si dà ai ragazzi che giocano i tornei giovanili. E con quelli mise a dura prova lo stomaco dell’Europa intera che continua a prenderci per i fondelli con editoriali e servizi che ci dipingono poco peggio della Bulgaria o Romania. Ma noi in Italia siamo forti e ce ne freghiamo dei pareri altrui, come qui sotto è spiegato.

La domanda imbarazzante è dunque la seguente: come si può revocare qualcosa di cui non esiste l’ufficialità? Detto in altro modo: se quello scudetto nessuno di fatto lo ha consegnato all’Inter, come può essere revocato?

Più o meno è questo il dubbio che ha attanagliato il Consiglio Federale.

L’odore di petrolio, dicono i testimoni a Roma, era forte ieri pomeriggio. E di petrolieri in Italia ce ne sono pochi.

Voti a favore: 22. Ma a favore di che? Astenuti: 2. Contrari: 1. Chi ha votato in senso inverso è però sprovvisto di licenza elementare ed è ancora lì, in Corso Emanuele numero 9 a Milano, con il dito a un citofono che non risponde mai. Sarà andato a chiedere scusa? O magari a implorare un lavoro in banca come promesso da Facchetti a Nucini?

Massimo Cellino è uno dei primi a parlare all’uscita:

Gli scudetti si vincono sul campo. Onoriamo la memoria di Facchetti.

Povero Massimo. Ha preso così tante posizioni da due mesi a questa parte che per forza di cose il suo biografo dovrà copiare il kamasutra.

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Lotito invece è apparso più lucido:

Io ritengo che il procuratore non potesse invocare la prescrizione, come fatto definitivo, perchè l’articolo 32, punto 4, non lo prevede.

Povero Claudio: prevedo disastri per la tua Lazio nel prossimo campionato. L’hai voluta tu!!!

Altro parere interessante, perché gli altri hanno talmente la coscienza sporca da trincerarsi dietro body-guard e polizia. Si mormora che Gheddafi stia mantenendo un atteggiamento più dignitoso. Dicevo, l’altro parere interessante è di Abodi:

Mi sono astenuto perche’ ritengo che la Federazione avesse la facolta’ di decidere in base all’articolo 13.2 dello statuto federale, che attribuisce alla Figc il diritto di designare chi ha vinto il campionato.

Hai capito? Questi qua parlano di regolamenti e addirittura articoli. Strano: i vari Abete e Moratti invece si nascondono dietro parole vuote e moleste, bestemmie morali che valgono il prezzo di un biglietto per una farsa che purtroppo è la realtà.

Lo scudetto è allora ufficialmente di merda e di cartone. Perché così ha scritto Palazzi nella sua relazione. Perché questo è emerso da Napoli dove si proverà in extremis a smontare tutto. Quello vero, lo scudetto, giace in una bacheca a Torino, sotto una bandiera bianconera mai scalfita da prove e fatti.

Ieri il Consiglio Federale ha avuto paura. Mi piacerebbe capire di cosa ha avuto paura: attacchi terroristici? Legnate e bastonate? Bombe? Agguati con fucili e pistole?

Abete nel tardo pomeriggio ha poi detto la cazzata ultima:

Speravo l’Inter rinunciasse alla prescrizione.

Ma scusi Abete, forse era a Paperinopoli a doppiare Topolino, ma tutto il tempo perso da Palazzi, da lei e dalle istituzioni calcistiche era stato studiato apposta per raggiungere i tempi di prescrizione. Guardi, le regalo un consiglio: si copra, si nasconda e non rilasci altre dichiarazioni. Ogni cosa può essere usata contro di lei!

Questo è il ritratto dell’Italia moderna. Italia in cui dominano gli incompetenti per loro stessa ammissione. Dove le istituzioni alzano le mani e usano le stesse per elemosinare posizioni di rilievo e potere e, a questo punto il dubbio è forte, anche soldi. Soldi sporchi di petrolio. E di petrolieri in Italia ce ne sono pochi!

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