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Abete e Petrucci: la vergogna alberga in loro

Hanno del ridicolo le dichiarazioni di Abete e Petrucci, i due personaggi che hanno affossato il nostro calcio e la credibilità di un intero popolo sportivo, cioè quello italiano. La fortuna è che la Juve non ha recitato un ruolo attivo in questi anni, tornando a vincere grazie agli enormi meriti di Antonio Conte. Ed ecco il motivo di questo tremendo attacco, mediatico e processuale, ai suoi danni. Un attacco che perdura ormai da 7 mesi, da quando cioè Galliani promise a Conte “te la farò pagare”.

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Abete Giancarlo, non dico nulla, ma parlo

Abete con Galliani: di che stanno parlando?

Abete con Galliani: di che stanno parlando?

Abete, imprenditore politico molto vicino a Galliani, e Petrucci, sindaco di San Felice Circeo e antijuventino come pochi per sua stessa ammissione. Sono gli uomini prestanome di chi comanda il calcio italiano, visto che non contano una mazza a livello internazionale e poco lavorano in campo italiano.

Eppure il loro modo di parlare, la loro arroganza in concetti mal espressi, non fa notizia: anzi, sembrano verità discese dal cielo. Vediamo cosa hanno detto.

Abete ha esordito a mo’ di esultanza:

Si è riusciti a governare una fase che rischiava di diventare caotica.

L’aggettivo che usa è caotica, mentre il verbo che sceglie per descrivere l’assurda operazione di Palazzi è governare. Scelte infelici, come sempre. Per prima cosa la Giustizia non si governa, ma si applica. Le leggi sono chiare, così come sono chiari i documenti: di caotico non c’è proprio nulla tranne il lavoro di Palazzi. Un lavoro che non poteva meritare la conferma se non erano proprio quelli gli ordini ricevuti: insabbiare la vera indagine (che fine hanno fatto le indagini su Inter, Milan, Napoli, Palacio, Genoa, Ranocchia, il boss della camorra che seguiva i partenopei in casa e in trasferta?) e aggredire la Juve (nelle persone di Pepe, Bonucci e Conte).

Se Abete avesse davvero letto le carte – e dubitiamo fortemente – e avesse una dignità – siamo sicuri di tale assenza – dovrebbe ammettere che la posizione di Palazzi è molto ambigua e ci fermiamo a questo aggettivo: chiede 3 anni e mezzo per Bonucci e poi implora un patteggiamento quando si capisce che verrà prosciolto. Ma che gioco è questo? Rovinare la vita di un ragazzo per un puro piacere personale (o un favore politico a chi sappiamo) è un delitto che andrebbe punito. Con la beffa di aver perseguito la strada della condanna pure in secondo grado: assurdo e vergognoso!

Abete dovrebbe pure spiegare la logica che ha annientato la matematica sul caso Conte: se due omesse denunce fanno 10 mesi, quando fa una omessa denuncia? Fa ancora 10, roba da bocciatura alle scuole elementari o da indagine per associazione a delinquere che dovrebbe coinvolgere la Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Ma Abete va oltre, senza titubanza:

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La Giustizia Sportiva è migliorabile, ma deve essere frutto di proposte e non di proteste. [...] I ruoli si delegittimano quando si svolge una funzione diversa da quella che si deve svolgere. Si possono criticare gli organi di giustizia nelle loro sentenze ma non nella loro funzione. Non si parli di giudici tifosi.

Proposte? E la proposta è sempre la stessa? Cioè annientare la Juve a forza di farse giudiziarie? No grazie, e ringrazi pure lei noi tifosi che non abbiamo ancora impugnato le armi: perché da una parte o da un’altra giustizia va fatta! Inoltre i ruoli di cui parla noi li abbiamo individuati abbastanza inconfutabilmente: questa Federazione è al completo servizio di chi infrange la legge. Da Facchetti a Oriali, da Galliani a Preziosi, tutti uniti nei loro illeciti, nei loro bilanci falsi, nelle loro plusvalenze fittizie e irregolari, e via via! Infine: i giudici si sono rivelati proprio tifosi, di quelli peggiori. Le sentenze parlano chiaro e non tengono conto della realtà fattuale: o sono tifosi o sono malfattori. Delle due l’una e qualunque cosa si scelga è comunque errata.

Petrucci: da vicepresidente della Roma a presidente del CONI

Petrucci, tifoso giallorosso

Petrucci, tifoso giallorosso

Si parla di ruoli, ci si dimentica quelli ricoperti da chi in questo momento siede su poltrone molto delicate. Tipo quel Petrucci sfegatato tifoso della Roma e ora padrone del CONI. Conflitto di interessi? Se Berlusconi dice che è una fesseria…

Almeno va salvaguardata la dignità professionale. Risulta complicato ascoltare le parole di Petrucci e non vomitare, quindi non rispondere:

Zeman? Dice cose che tutti pensano, ma pochi hanno il coraggio di dire.

Beh, certe stronzate sono proprio difficili da dire… più che coraggio noi parliamo di onestà intellettuale, qualcosa sconosciuta a questi personaggi.

Devo rispettare i regolamenti, e i regolamenti sono questi. I regolamenti si rispettano quando si rispetta l’etica. Non ce l’ho con Conte o con la Juve, ma se si stava zitti ne uscivamo prima. Si parla a sentenza definitive. Questo è un mondo bello, rovinato dallo stress.

Il festival del paraculismo. Primo: a non rispettare i regolamenti è proprio il CONI e la FIGC, ostaggio delle milanesi e delle loro malefatte. Troppo potere politico, troppi interessi convergenti. Fortuna che il campo dice sempre la verità. Petrucci che parla di etica è proprio una barzelletta che non fa ridere: la sua vita personale è piena di strappi alla regola per quanto riguarda l’etica. Quanto allo stress, preferiamo ricordare che a rovinare lo sport italiano siano proprio questi personaggi. Non ce l’ha con la Juve? Uhm, allora è anche bugiardo.

Ora sembra che i responsabili siano i giudici. Non è vero, non è così.

Sante parole, presidente: i responsabili non sono i giudici, ma la FIGC e il CONI, nelle vesti dei loro presidenti. Almeno su questo siamo felicemente d’accordo. Senza alcuna stima!

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