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Abete: “La giustizia non è a proprio uso e consumo”. Gaffe o bugia?

Quando parla Abete non si fa più caso al numero di scemenze dette e ridette. Una figura insignificante per un sistema insignificante: se sta lì e starà lì ancora per un po’, allora un motivo dovrà pur esserci. E il motivo è che questo personaggio, metà politico metà imprenditore, serve: a pochi, ai soliti, ai volti noti, ma serve.

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L’ultima uscita può essere una gaffe o la solita bugia.

Come fanno in fretta, i servi di chi sappiamo, a replicare a conferenze stampa o a comunicati ufficiali della Juve e degli juventini. E come sempre risultano inefficaci perché risposte inutili, false, faziose o semplicemente davvero imbarazzanti.

Di fronte a quello che ormai tutti hanno capito essere il vero sistema mafioso del calcio e di cui Moggi non fa parte – ahiloro – ecco l’amara verità che suona come una gaffe. Dice Abete che

la giustizia non è a uso e consumo di nessuno.

Si riferisce alle parole molto vibranti di Andrea Agnelli e di certo si riferisce alla conferenza stampa di Antonio Conte e dei suoi avvocati. In realtà queste parole, che non servirebbero in una situazione normale, sembrano proprio la conferma che così è: la giustizia sportiva è proprio a uso e consumo di qualcuno. Di pochi, dei soliti noti. Così si evince dalle numerose situazioni in cui i milanesi (non solo milanisti, dunque) sono stati letteralmente e vergognosamente salvati, mentre i bianconeri sono stati massacrati senza prove o, per di più, con prove di segno contrario. E sempre negli anni vincenti, mai negli anni simpatici.

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E per non farci mancare nulla ecco la conferma di Palazzi per altri 4 anni. Una conferma che non sta né in cielo né in terra visto le batoste e le figuracce in tribunale. Allora non può nascere il dubbio: un simile Procuratore, smentito da se stesso, cosa serve? Serve i cittadini? Serve gli onesti e i giusti? Serve a tutti? O più semplicemente… serve a pochi e dunque lì resta?

C’è un passaggio che francamente non capiamo (non che sia l’unico) e cioè il seguente:

Chi attacca non sa che la separazione dei poteri è garanzia di democrazia anche nello sport.

Quale separazione dei poteri? I poteri sono ben distribuiti fra chi è andato a braccetto negli ultimi anni: la ricordiamo festeggiare insieme a Galliani, ricordiamo Palazzi e la sua fede napoletana, conosciamo i rapporti molto intensi fra Narducci e Moratti, conosciamo perfino il pensiero di Auricchio. Qui l’unica cosa a essere separata è la giustizia dall’onestà e voi ne siete i perfetti protagonisti in negativo.

E per una volta sia coerente con quanto dice (ammesso che quel che dice lo pensa veramente):

vogliamo essere una federazione rispettosa delle regole, non accettiamo chi alimenta tensioni e fazioni.

Bene: si dimetta, lei e i suoi complici. Si dimetta per il bene di questo calcio italiano caduto in disgrazia e aggrappato inesorabilmente ancora alle sorti della Juve.

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