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Abete: ma chi é? Cosa vuole? Con chi parla?

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Giancarlo Abete, un uomo un perché. La Gialappa’s avrebbe potuto dedicargli puntate intere: ma chi è costui? Afflitto da una forte dose di egocentrismo, mista soltanto a un ruolo di fatto nullo nell’efficacia, con una rappresentanza pari allo zero assoluto, questo signorotto che opera per conto della FIGC – almeno così è scritto ufficialmente – […]

14/05/2012 Strani Personaggi 1 Commento


Giancarlo Abete, un uomo un perché. La Gialappa’s avrebbe potuto dedicargli puntate intere: ma chi è costui?

Afflitto da una forte dose di egocentrismo, mista soltanto a un ruolo di fatto nullo nell’efficacia, con una rappresentanza pari allo zero assoluto, questo signorotto che opera per conto della FIGC – almeno così è scritto ufficialmente – continua a tentare di prendersi la scena. Giusto per tenere un microfono in mano, farsi fare una foto che andrà in quinta, sesta o ottava pagina, e dare fiato a una bocca in distonia col cervello.

30 o 28? Se lui dice che i prescritti ne hanno 18, allora vale un concetto che era stato ripetuto da Moggi: è da mo’ che avremmo festeggiato la terza stella!!!

Va bene così, comunque, perché i pianti e gli strepiti di questi qui non fanno altro che aumentare un senso di goduria che il popolo bianconero non provava da anni. Nemmeno nelle più belle vittorie della Triade. A memoria ricordo una serata pazzesca in un maggio del 1996, quando Gianluca Vialli alzava la Coppa e diceva addio. Poi ricordo ricordo un 5 maggio per cui fatico a trattenere il sorriso anche a distanza di 10 anni. Ma questa…

Tornando all’argomento principe, il signorotto Abete prova a ricordare a tutti che ci sono delle regole da rispettare: e da quando?

Da quando se le regole sono state calpestate nel 2006? Se non sono mai state rispettate dal 2006 a oggi per certi personaggi di Milano, comprese le due squadre? E di che regole stiamo parlando?

Quelle del campo? Ah, interessante: beh, allora, cominciate a scrivere: 38 partite senza sconfitta, record di gol incassati, record di giocatori mandati a rete, Pirlo miglior assist-man, miglior centrocampo d’Europa, miglior difensore per rendimento (tale Barzagli, voti Gazzetta dello Sport, noto quotidiano vicino ai colori bianconeri). Per non parlare delle statistiche nascoste sul predominio territoriale, sul possesso palla e il numero di palle gol create.

E se non valgono le regole del campo, quali altre regole dovrebbero valere? La giustizia? Ok, annotate ancora: campionato 2004/2005 regolare e mai indagato, campionato 2005/2006 con zero prove a carico di Moggi e della Juve. Esistono delle carte, ogni tanto è bene leggerle. Inoltre il Processo di Napoli ha finalmente rivelato, su carta, quello che già sapevamo.

No caro Abete: zitto e muto. E sia chiaro: non metter piede nello J-Museum perché è una cosa seria, è calcio, quindi la tua presenza è quanto di più irritante. C’è sempre un Milanello o una Pinetina cui far visita.


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