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Abete vuole fare pace? No, ormai è e sarà guerra

Curioso, anche un po’ biricchino. Di certo paraculo e incompetente. Non c’è altro modo per definire un ambiguo personaggio quale Abete. Che ci faccia lì non l’ho mai capito, come è arrivato lì lo immagino guardando il cursus honorum politico, perché l’Italia è ridotta così lo so benissimo: è colpa sua e di una Federazione inetta e incompetente per sua stessa ammissione.

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Che poi, persone così sarei anche disposto ad accettarle, pur nella loro mediocrità. Ma che poi queste persone diano tutta l’aria di essere poco oneste e poco trasparenti, anzi esattamente il contrario… beh allora non lo tollero più.

Abete è tornato a parlare: niente dimissioni, niente vergogna, zero pudore. All’estero faremmo bene a far sapere che gli Italiani non sono così, come Abete e Moratti & compagnia cantante. Qualcuno lo scriva per favore, di non confondere l’Italia con questi personaggi.

Ecco il comunicato farsa:

La Federazione guarda con attenzione a tutte le iniziative utili a ritrovare un clima di serenità tra le Società di Serie A e conferma la propria disponibilità a essere parte attiva per un chiarimento tra i Club, con l’obiettivo di favorire -nell’interesse comune- un sereno avvìo del prossimo campionato.

Io non ho ancora capito di che pasta è fatto questo coso qui: ci vuole prendere ancora in giro, è veramente all’oscuro di tutto, è un incompetente, o è semplicemente un altro furbetto-poco-furbo del quartierino?

Ma che razza di attenzione è quella della Federazione? Federazione che ha coperto e si è resa complice-criminale di una distruzione dell’onorabilità del calcio italiano che in Tribunale ha trovato SOLO conferme!

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Di quale serenità parla il signor Abete se proprio loro aizzano e innescano un nervosismo tale da giustificare i pazzi, quando questi decideranno di fare casino?

Quale è la disponibilità nelle idee di Abete? Che significa infine “favorire un sereno avvio di campionato”? Intanto quello che si disputerà è ancora un Torneo Aziendale. Non più di un Torneo Aziendale in cui le regole valgono per tutti, tranne che per i rossoneroazzurri. Al banchetto sono invitati solo pochi personaggi che però non possono andare oltre l’antipasto (leggi Cellino, De Laurentiis e Zamparini).

Caro Abete, la vostra disponibilità l’avete venduta al miglior offerente, un tale petroliere di Milano.

La vostra onorabilità l’avete massacrata a colpi di prescrizioni, di deferimenti mancati, di una macchina dell’ingiustizia e del ritardo che si è più volte palesata in questi anni.

Caro Abete, purtroppo non può fare nulla in ottica di una pacificazione tra i club.

Avete voluto fare la guerra? E che guerra sia. E sarà sanguinosa. Per l’amor del cielo, niente di violento. Fino ad adesso gli juventini, E SOLO I TIFOSI BIANCONERI, hanno dimostrato come si sta al mondo: fatti, carte, codici. Non certo discorsi e nascondini, indovinelli e atteggiamenti ai limiti della dignità umana.

Caro Abete: è e sarà guerra. Più di prima. E’ una promessa! 

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