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Adesso serve il bastone

Oggi è giorno 5 agosto 2013. Da calendario, il 18 agosto, orario serale, la Juve va in scena all’Olimpico di Roma per difendere il primo titolo stagionale. Dico difendere perché si parte favoriti e la sconfitta, proprio quest’anno, non è tollerata né sarà tollerata.

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Perciò, dopo lo sfogo di @ing, eccoci a cercare di capire quanto le gambe pesanti, quanto il cervello stanco, quanto la pancia piena stiano determinando il calcio estivo bianconero.

Per l’amor del cielo, ci lecchiamo le feritine ben sapendo che il calcio d’agosto è più falso di certi scudetti infilati in tasca da certi tizi nerazzurri. Quando Ferrara arrivò alla Juve, in agosto, mise sotto il Siviglia e perfino il Real Madrid, salvo non dare continuità nella stagione e nelle partite che contavano.

Alcuni segnali sono però non piacevoli da attenzionare.

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Primo: le fasce non funzionano. E non è questione di gambe. Il solo Lichtsteiner fin qui ha mostrato ciò che un esterno di Conte deve fare: propositivo, mai arrendevole, sempre pronto a puntare l’uomo e a scaraventare palloni in mezzo. Un mio vecchio allenatore diceva che con gli esterni forti si vincono le partite. Se ripenso ai Causio e ai Camoranesi, per non parlare di Nedved e Cabrini, oggi mi sento un tantino spaesato. Converrà mettere in riga il mercato e completare la rosa con l’ultimo vero grande tassello che ci manca: un esterno d’attacco. Le carte Vucinic e Giovinco, nel 4-3-3 che vedremo di tanto in tanto applicato, non possono bastare.

Secondo: gli errori individuali, pesanti e ridicoli, non fanno parte della giustificazione “ho le gambe pesanti”. Conte si è già espresso, noi crediamo non del tutto. Buffon aveva già parlato, dall’alto della sua saggezza, così ci ripetiamo anche noi: abbiamo fame. Tanta fame. Troppa fame e certe giocate non esistono nel repertorio del DNA bianconero. Ok agosto, ok la stanchezza, ok la preparazione dura o non sufficiente (in casi come Barzagli o Pirlo o Bonucci), ma quelle strane idee non piacciono per nulla. Dove è la cattiveria? Dove è la fame?

Terzo: Llorente era quello che serviva, ma lo stiamo sfruttando? La domanda è lecita. Venti minuti di Vucinic a fare il regista avanzato hanno prodotto più che 360 minuti di altra roba in campo. Detto altrimenti: lo spagnolo, perfetto nei meccanismi di Conte per prestanza fisica e doti tecniche, va sfruttato, messo in moto, servito. E qui si torna in parte alla mancanza di esterni puri e offensivi. Con un pizzico di sana attesa per il miglior Tevez, l’uomo che più di tutti ci può far fare il salto di qualità là davanti. E chissà che lo stimolo non porti Vucinic a diventare ancora più cinico e continuo. Magari il terzetto d’avanti, solo sognato in questo momento, potrà divenire realtà (per la cronaca: Tevez-Llorente-Vucinic).

Quarto: attenzione ai complimenti. Conte ha messo in guardia un po’ tutti: “I complimenti sono pericolosi, rischiano di distrarci”. Nessuno alla Juve è preoccupato, solo legittimamente incacchiato per non vedere nella squadra quel senso di non-sazietà che dovrà animare l’intera stagione. Siamo la Juve, perdiamo quando è colpa nostra (leggi Los Angeles Galaxy), ma vinciamo quando lo vogliamo. Noi lo vogliamo e i ragazzi?

Badare alla stampa sportiva italiana è come affidarsi al TG4 per una sana informazione. Guardiamo avanti, guardiamo in casa nostra, confidando che giorno 18 siano tutti attivi e reattivi. Una grande stagione ci aspetta. Il popolo bianconero è prontissimo. I ragazzi devono solo smaltire il durissimo lavoro di Conte e applicare alla lettera i suoi insegnamenti.

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