In uno già di per sé magnifico ieri sera una persona ha voluto firmare una prestazione di altissima qualità e altrettanta sostanza. Si chiama Alessandro, sì sempre lui, e di cognome fa ancora Del Piero. Talmente superlativo che i due tecnici, immediatamente dopo il match, hanno per forza di cose dovuto applaudirlo a scena aperta. In due sale separate, Zaccheroni e Jol hanno fatto i complimenti al Capitano. Nulla di sorprendente, solo l’ennesima conferma e l’indizio che Alex sta entrando definitivamente in forma. Se avrà cura di restarci, beh saranno dolori per tutti e poi nulla, se non Guido Rossi, potrà impedirgli di fare la valigia mettendo dentro le scarpette di calcio!

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Se Del Piero non è una notizia, allora lo è certamente Amauri. “Non mi basta” aveva urlato dopo Genoa ed è stato di parola: due capocciate tremende, la seconda più chirurgica, e la Juve si mette in tasca mezzo biglietto per gli ottavi. L’altro mezzo è da confermare con un’altra buona prestazione. Amauri è tornato, ma in tutti noi è ancora fresco il ruolino di appena 130 giorni fa: 4 gol in tre gare e poi nulla. Quindi, andiamo cauti con i complimenti. Al di là della scaramanzia, Amauri è tornato con la testa. Ha corso e ha lottato, finalmente, ha fatto salire la squadra come solo i grandi bomber sanno fare, ha giocato spalle alla porta e ha finalmente puntato quella benedetta area piccola dove lui è maestro sulle palle alte. Caceres domenica e ieri De Ceglie hanno fatto il resto: mettere dentro un paio di palloni utili. Detto fatto, tre gol di testa, se volete tre gol differenti, ma marchiati Amauri. E David è dietro l’angolo.

L’unica svolta possibile per la Juve – e lo abbiamo ripetuto e io continuo ad invocare Giovinco proprio nelle seguenti posizioni – era spostare il gioco dal centro alle fasce laterali. Diego si sposta molto, preferendo la destra. Del Piero è padrone del centro-sinistra e ieri si portava regolarmente due avversari dietro. Un paio di magie e di aperture, gioco finalmente che respira nonostante la latitanza di un centrocampo apparso stranamente scarico. Sissoko non sta bene ed è palese, ma la sua sola maglia in campo è preziosissima. Melo sta tornando, con calma, ma sta tornando. Marchisio è reduce da due mesi di stop e bisogna avere un pò di pazienza: corre male, il fiato è corto, ma non si discute.

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De Ceglie in campo, così come avevo anticipato. E non sono un mago, semplicemente basta leggere le indicazioni di Zaccheroni e del campo. Paolino corre come pochi, affonda come pochi e deve migliorare sul piano della personalità, nel senso che se parte l’avversario non deve permettersi di ostacolarlo. Frase che può suonare strana ai più, ma chi segue Camoranesi sa di cosa sto parlando. Paolino è giovane, ma deve giocare. Sempre, il più possibile. Finora sempre buone prestazioni. La qualità verrà da sé, e può venire solo, ripetiamo, giocando! Sulla destra l’assenza di Caceres è pesata più del previsto. Bettega c’è da riscattare questo fulmine. Subito! Zebina si è praticamente giocato la riconferma: lento, macchinoso e distratto. Oltre che trentenne! Stesso dicasi per Grygera che ha però il pregio di applicarsi di più, di metterci umiltà. Come riserva può andare bene fino a che il mercato non ci regali un terzino destro di qualità.

L’aspetto positivo, oltre il risultato e Amauri, è certamente il rientro di Trezeguet, con Camoranesi pronto per rimettersi i pantaloncini. Già domenica i due dovrebbero aggiungere minuti al proprio pieno recupero. E Camo sulla destra, nelle idee di Zac, sarà insostituibile per produzione gioco e fornitura cross. Magari con Caceres a supporto, partendo cioè da terzo difensore, ma con l’inserimento in canna.

L’aspetto negativo, già preannunciato da me e stavolta non sono mago ma incazzato nero, è Giovinco. Diego ha bisogno di rifiatare. Diego ha bisogno di sedersi in panca per un pò di minuti. E’ fisiologico, è normale e sarà un bene per lui e per la squadra. Ma vogliamo metterlo questo nanetto tutta corsa e fantasia? Proprio al posto di Diego o magari in un terzetto d’attacco con Del Piero a sinistra, Amauri al centro e Giovinco a destra? In quest’ultimo caso ci sarebbe un ulturiore fatto: si riuscirebbe a coprire meglio il centrocampo, con i due centrali sollevati dal compito di inserirsi sulla destra. Ci pensa Giovinco! Sì, ma quando? Già domenica? Magari, io lo spero. De Ceglie sta dimostrando che se solo qualcuno puntasse su di loro… Frasi gettate al vento.

Due pareggi e due vittorie, roba non da Juve. E infatti questa cosa qui assomiglia poco alla Juve. C’è da accontentarsi. Intanto però gli ottavi sono vicini, e pure il quarto posto. Solitamente quando certi giocatori (ieri l’abbraccio collettivo, con la pace ritrovata fra Amauri e Buffon immortalati in un lungo bacio… manco fossero Via col Vento) mettono a fuoco un obiettivo…

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